Il mercato ittico del retail italiano continua ad ampliarsi e raggiunge nel 2026 i 4.012 milioni di euro: +3,6% rispetto all’anno precedente e +6,3% nel biennio 2024-2026. A trainare sono soprattutto i formati confezionati, che crescono più rapidamente del pesce a peso variabile e stanno guadagnando quote di mercato rispetto all’anno precedente. I dati provengono dall’edizione 2026 del Norwegian Seafood Seminar, il congresso annuale organizzato dal Norwegian Seafood Council, che ha riunito a Milano, durante la fiera internazionale TuttoFood, i principali operatori e stakeholder del comparto ittico italiano e norvegese.
QUALITÀ PIÙ IMPORTANTE DEL PREZZO
IL SALMONE TRAINA LA CRESCITA DEL COMPARTO
IL SUSHI SPINGE I CONSUMI FUORI CASA
Anche il segmento Out Of Home ha subito una evoluzione quantitativa con riferimento all’ittico, specialmente per il salmone. Secondo Circana, nel 2025 gli ordini di salmone nel canale fuori casa sono aumentati del +15,6%, contro il +3% registrato nei consumi domestici. Il sushi si conferma il principale driver del fenomeno: il 69% degli ordini del fuori casa di salmone avviene in formato sushi. “Il salmone è oggi una delle categorie alimentari più capaci di intercettare i nuovi modelli di consumo – spiega Matteo Figura, Executive Foodservice Director di Circana –. La crescita del sushi e dei format quick service ha ampliato le occasioni di consumo e reso il salmone un prodotto quotidiano, accessibile e trasversale. Il fuori casa continua a rappresentare il principale acceleratore di questa evoluzione”.
BACCALÀ E STOCCAFISSO: TRADIZIONE CHE EVOLVE
Accanto al salmone, stoccafisso e baccalà mostrano segnali di trasformazione legati all’evoluzione delle abitudini di consumo. Nel retail, lo stoccafisso confezionato cresce del +3,4% raggiungendo i 5,8 milioni di euro. A trainarlo sono soprattutto i formati ready to eat, che rappresentano il 71% del valore totale, e l’incremento del prodotto surgelato, che si attesta su +10,9% rispetto all’anno precedente. Positivi anche i risultati della private label (+12,9%).
“Il mercato italiano continua a dimostrare una forte attenzione verso i prodotti ittici – sostiene Tom-Jørgen Gangsø, Direttore Italia del Norwegian Seafood Council (nella foto in alto) – ma con modalità di consumo sempre più evolute. Crescono le occasioni di consumo fuori casa, aumenta la richiesta di prodotti pratici e pronti all’uso e diventano sempre più centrali qualità, sostenibilità e tracciabilità. In questo scenario il seafood norvegese continua a rafforzare il proprio posizionamento grazie alla capacità dei produttori norvegesi e italiani di coniugare innovazione, affidabilità della filiera e risposta concreta alle nuove esigenze dei consumatori italiani”.