Crescita sì, ma non per tutti. L’instabilità dello scenario politico ed economico trova un corrispettivo anche nel mondo dei consumi, sempre più complesso e frammentato. A confermarlo è un’analisi realizzata da NIQ: in base ai dati raccolti presso oltre 80.000 punti vendita, la spesa degli italiani è salita del 2% nel 2025 rispetto all’anno precedente, per un valore totale di 191 miliardi di euro. L’inflazione avrà fatto la sua parte, ma ciò non toglie che il largo consumo abbia registrato un andamento positivo a valore (+3%) raggiungendo i 133 miliardi di euro, mentre il comparto tech & durables ha mostrato un lieve rallentamento (-1%), attestandosi a 58 miliardi di euro.
FORMATI DISTRIBUTIVI, CHI SALE E CHI SCENDE
La crescita non è stata uniforme nemmeno tra i diversi formati distributivi. L’analisi NIQ evidenzia buone performance per discount (+4%), superstore (+3,4%) e specialisti drug (+3,4%). Al di fuori del largo consumo, si distinguono i negozi di telefonia (+5,3%) e i pet specialist (+2,4%). In sofferenza i negozi specializzati nell’arredo (-5,4%) e in prodotti informatici (-1,8%).
Prosegue l’espansione dell’e-commerce, che nel 2025 ha segnato +9,1% a valore nel largo consumo (2,8 miliardi di euro) e +6% nel tech & durables (5 miliardi di euro). Gli italiani spendono mediamente online 374 euro all’anno per il largo consumo e oltre 1.000 euro per i beni durevoli, con un ruolo sempre più rilevante dei marketplace.
MDD VICINA AL 32% DI QUOTA
Anche nel 2025 la marca del distributore ha confermato la propria attrattività nel largo consumo, crescendo del 3,4% e arrivando al 31,9% di quota. L’incidenza più elevata la fa ovviamente registrare il discount con il 65,1% (+2,4%), mentre l’insieme di iper, super e libero servizio si ferma al 23,3% (+4,5%). Nell’e-commerce la Mdd non ha incrementato la propria quota, pari all’11,5%, mentre i drugstore sono arrivati al 10,2% (+2%).
Nel tech & durables il fenomeno delle private label è meno sviluppato: la quota è pari al 6,7% e inoltre il 2025 ha fatto registrare una contrazione (-3,2%).
IN CRESCITA LA FREQUENZA D’ACQUISTO
Ma cosa guida le scelte dei consumatori? Gli esperti di NIQ citano convenienza, semplicità e disponibilità. La fedeltà alle insegne non è più acquisita, ma va costruita giorno per giorno, in base al valore percepito e alla qualità dell’esperienza. Il consumatore decide in funzione del momento e del bisogno, non della catena, favorendo una spesa frammentata tra canali e retailer e una crescita del 9% della frequenza di acquisto, soprattutto tra le famiglie più giovani.
In uno scenario caratterizzato da maggiore complessità e volatilità, la fedeltà del consumatore si ridefinisce come un equilibrio dinamico tra risparmio intelligente e valore reale. Le app di insegna e gli strumenti digitali diventano leve strategiche per rafforzare l’engagement, mentre l’innovazione che genera valore è quella che parte dai comportamenti, non dalla tecnologia in sé. Per retailer e industria, la priorità è allineare l’offerta ai nuovi bisogni emergenti, intervenendo su assortimenti, prezzo, promozioni ed esperienza.
UN NUOVO INDICATORE DEL POTENZIALE DEI BRAND
“In questa edizione del NIQ Insight Summit abbiamo scelto di mettere in discussione le letture convenzionali in uno scenario caratterizzato da forte instabilità – afferma Enzo Frasio, Amministratore Delegato di NIQ in Italia (nella foto in alto) –. Tra tensioni geopolitiche, economiche, pressioni inflazionistiche e continui cambiamenti nei bisogni dei consumatori, il vantaggio competitivo nasce dalla capacità di ampliare lo sguardo: integrare dati convenzionali e non convenzionali, superare le medie e intercettare segnali capaci di anticipare il cambiamento”.