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Tonno: prodotti sostenibili in forte crescita, anche in Italia

© MSC Jason Thom

Il tonno è una delle specie chiave del mercato ittico italiano, sia per il consumo domestico sia per l’industria conserviera, che rappresenta il principale driver per valore e volumi. Si tratta di una categoria matura, ma in evoluzione: secondo il Report Gdo 2026 cresce in modo contenuto (+1,1% a valore e +1,8% a volume). Il prezzo medio appare sostanzialmente fermo (-0,7% €/kg) in un contesto sempre più competitivo, caratterizzato da forte pressione promozionale (46,4% delle vendite) e da una crescente polarizzazione tra segmenti.
All’interno del comparto, il tonno sott’olio in lattina resta centrale (oltre il 54% del valore e circa il 60% dei volumi), mentre i segmenti premium – come vetro e filetti – mostrano maggiore dinamismo; al contrario, le referenze più elaborate risultano in contrazione, riflettendo un cambiamento nelle preferenze dei consumatori.

UNA LEVA COMPETITIVA PER BRAND E MDD
A diffondere questi dati – in occasione della Giornata Mondiale del Tonno che si celebra oggi 2 maggio – è Marine Stewardship Council (Msc), organizzazione internazionale non-profit che certifica le pratiche di pesca sostenibili. Un aspetto, quello della sostenibilità, diventata leva competitiva sul mercato, anche in Italia. Dopo il rallentamento del 2024 legato a inflazione e aumento dei costi produttivi, il tonno certificato Msc è tornato a crescere: nell’anno fiscale 2025/2026 in Italia sono state vendute oltre 21.000 tonnellate (+50% rispetto al 2024/2025), di cui il 94% destinate a prodotti in conserva. Parallelamente è aumentata l’offerta, con oltre 270 prodotti a marchio Msc oggi presenti nella Gdo, dalle conserve tradizionali alle insalate e ai tramezzini.
Anche il mix di specie riflette l’evoluzione del mercato: il tonno a pinne gialle torna a crescere rispetto al tonnetto striato, in linea con la maggiore domanda di prodotti premium. La sostenibilità non è appannaggio solo dei grandi brand come Rio Mare, ma anche delle marche del distributore – per esempio Lidl e Aldi – arrivate a rappresentare il 27% dei volumi di tonno certificato Msc (dal 15% dell’anno fiscale precedente).

AUMENTANO I VOLUMI DI MATERIA PRIMA CERTIFICATA
A livello mondiale, il volume di tonno venduto con il marchio blu Msc ha superato le 400.000 tonnellate metriche tra l’aprile 2025 e il marzo 2026, crescendo del 39% rispetto all’anno precedente. A sostenere un andamento così positivo è la maggiore disponibilità di materia prima: oggi il 67% del pescato mondiale di tonno proviene da attività certificate Msc, per oltre 3,46 milioni di tonnellate, con ulteriori prospettive grazie alle 182 attività di pesca coinvolte nei programmi di miglioramento nel mondo.
Dall’inizio del 2026, quattro nuove attività sono state certificate negli oceani Atlantico e Indiano. In particolare, il tonno pinna gialla dell’Oceano Indiano, dopo quasi un decennio di gestione e sforzi congiunti, è stato riconosciuto come non più sovrasfruttato né soggetto a sovrasfruttamento, consentendo l’estensione della certificazione anche a questa specie e aumentando così i volumi disponibili.

L’ESPANSIONE DELL’OFFERTA ACCELERA LA TRANSIZIONE
Secondo Msc, l’impegno di aziende e retailer verso un’offerta sempre più ampia di tonno certificato segna un passaggio verso una trasformazione su larga scala del settore. Da un lato, stimola la domanda di approvvigionamenti da pesca certificata; dall’altro, rafforza la fiducia di consumatori sempre più attenti alla sostenibilità. Il risultato è un’accelerazione verso oceani più sani e filiere più trasparenti.
La crescente domanda di materia prima certificata spinge un numero sempre maggiore di attività di pesca ad adottare pratiche sostenibili in linea con lo Standard Msc, contribuendo a una gestione più responsabile delle risorse ittiche a livello globale. Nell’ultimo anno, diverse attività di pesca del tonno hanno ottenuto la certificazione Msc per la sostenibilità ambientale. Tra queste, la pesca del tonno rosso australiano meridionale e quella ghanese di tonnetto striato e tonno pinna gialla nell’Oceano Atlantico.

Sostenibilità: i prodotti ittici sono più virtuosi del largo consumo confezionato

Secondo i dati presentati da NielsenIQ alla conferenza “Blue Foods: nutrire il mondo con i prodotti del mare” promossa da MSC – Marine Stewardship Council, la sostenibilità nei prodotti ittici ha un peso molto più alto rispetto alla media del largo consumo confezionato. I dati mostrano inoltre come per le aziende la sostenibilità rimanga un tema importante: gli EAN che presentano claim sostenibili sono il 33,2% nel settore ittico (per un valore di 1,1 miliardi di euro e 237,7 milioni di confezioni vendute) e il 27,2% in quello del largo consumo, per un valore di 15,5 miliardi di euro e 8 miliardi di confezioni vendute.

Il cambiamento climatico rappresenta una delle maggiori preoccupazioni per i consumatori italiani: 8 italiani su 10 si dicono seriamente preoccupati per l’attuale situazione ambientale. Tuttavia, nonostante una maggiore consapevolezza della problematica ambientale, il 27% dei consumatori dichiara di non acquistare prodotti sostenibili a causa di informazioni poco chiare e confuse. Mancanza di informazione che in parte può spiegare quel 29% di consumatori che dichiara di non scegliere prodotti sostenibili per limitata disponibilità a scaffale (il prodotto c’è ma non si vede perché non ho le informazioni necessarie) e quel 41% che non li sceglie perché li percepisce troppo costosi (come si può attribuire un valore al prodotto se non si hanno informazioni chiare per valutarne il potenziale?). Questo significa che c’è ancora tanta strada da percorrere in termini di informazione del consumatore, che deve essere educato tramite iniziative di sensibilizzazione che gli permettano di comprendere il significato e l’impatto delle proprie scelte di sostenibilità.

È proprio questo l’obiettivo di iniziative come le Settimane della Pesca Sostenibile di MSC: una campagna che, attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori della filiera, vuole ricordare che scegliendo prodotti ittici certificati MSC, è possibile innestare un circolo virtuoso che, passando da pescatori e aziende della filiera ittica, protegge la salute delle popolazioni ittiche e degli ecosistemi marini. Un approvvigionamento sostenibile da parte di brand e retailer garantisce la sostenibilità sociale, economica e ambientale dei sistemi alimentari acquatici secondo le linee guida della Blue Transformation, la strategia dell’Agenzia delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura per massimizzare il contributo dei Blue Food alla sicurezza alimentare globale.

Per massimizzare il contributo dei Blue Food alla sicurezza alimentare globale però è necessaria una gestione sostenibile delle risorse ittiche. Il nuovo bilancio annuale di MSC rivela che oltre 15 milioni di tonnellate, ovvero il 19% di tutte le catture marine, provengono da 674 attività di pesca coinvolte nel programma MSC per la pesca sostenibile. Negli ultimi 3 anni, queste attività di pesca hanno implementato 437 miglioramenti concreti, di cui 166 a beneficio di specie a rischio, minacciate o protette, 117 a beneficio delle popolazioni ittiche e 80 beneficio di habitat ed ecosistemi. Sono invece oltre 20.800 i prodotti da pesca certificata sostenibile MSC disponibili ai consumatori di 66 Paesi del mondo.

Rizzoli Emanuelli partner di MSC Marine Stewardship Council

Da sempre attenta alla sostenibilità ambientale, Rizzoli Emanuelli aderisce alle Settimane della pesca sostenibile, promosse da MSC Marine Stewardship Council, l’organizzazione non profit che da oltre 20 anni contribuisce a tutelare la salute di mari e oceani attraverso un programma di certificazione per le pratiche di pesca sostenibili.

L’obiettivo della campagna di MSC dal motto “Siamo tutti sulla stessa barca. Proteggiamo insieme l’oceano” è sensibilizzare sull’importanza di tutelare gli ecosistemi marini promuovendo il consumo di prodotti ittici sostenibili.

Dal 24 ottobre al 6 novembre, eventi e iniziative speciali richiameranno l’attenzione sull’importanza di salvaguardare mari e oceani, una risorsa preziosa che ricopre quasi tre quarti della superficie della Terra, messa a rischio da cambiamenti climatici, emissioni inquinanti ed eccesso di plastiche. Rizzoli Emanuelli, la prima azienda italiana a ricevere, nel 2016, la certificazione di catena di custodia MSC per le alici, ha voluto aderire a questa iniziativa di MSC finalizzata a proteggere gli ecosistemi marini promuovendo un consumo di prodotti ittici sostenibili riconoscibili dal marchio blu MSC.

Le alici Rizzoli contraddistinte dal marchio blu MSC confermano l’attenzione dell’azienda per una pesca sostenibile, da stock non sovrasfruttati e senza danneggiare i fondali marini.

“I mari e gli oceani rappresentano un patrimonio naturale che va protetto. Per noi di Rizzoli, che tramandiamo la passione per il mare e la pesca da 116 anni, difendere gli ecosistemi e la biodiversità marina rappresenta un valore fondamentale. Aderire a questa iniziativa di MSC è l’occasione per ricordare che le scelte di acquisto hanno un ruolo determinante nella protezione degli habitat marini. Ecco perché ci teniamo a sensibilizzare a un consumo intelligente di pesce, proveniente da pratiche certificate sostenibili che proteggono l’ambiente e gli ecosistemi marini”, ha dichiarato Federica Siri, Marketing & Trade Marketing Manager di Rizzoli Emanuelli.

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