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Aspiag Service: gli imballaggi di cartone diventano shopper per la spesa

Parte un nuovo progetto di circolarità voluto da Aspiag Service, concessionaria dei marchi Despar, Eurospar e Interspar per il Triveneto, l’Emilia- Romagna e la Lombardia, in collaborazione con tre partner veneti attivi nei processi di recupero, riciclo e trasformazione dei rifiuti derivanti da imballaggi di carta e cartone.

Si tratta di un progetto “closed loop” – ossia un sistema a circuito chiuso in cui il rifiuto diviene nuova risorsa – che si articola in più fasi: si parte da una proattiva ed efficace raccolta dei rifiuti di imballaggio terziari in carta e cartone effettuata dai dipendenti dei punti vendita ubicati nel Veneto e gestiti direttamente da Aspiag Service. La fase successiva consiste nell’attività di prelievo, trasporto e selezione dei rifiuti in cartone, per passare poi al processo di riciclo del rifiuto finalizzato alla produzione delle bobine di carta riciclata. Il processo si conclude quindi con la realizzazione delle shopper in carta che poi torneranno nei supermercati Despar, Eurospar e Interspar situati in tutte le regioni in cui Aspiag Service opera, per essere messe a disposizione della clientela per il trasporto della spesa.

Per attuare il progetto Aspiag Service ha individuato tre aziende partner, attive nelle province di Padova e Venezia, in grado di garantire la massima efficienza e completa rintracciabilità di ciascun processo: Trevisan S.p.A. di Noale per la fase di raccolta, trasporto e selezione dei rifiuti di imballaggio in carta e cartone, Cartiera PM3 S.r.l. di Carmignano di Brenta per la fase di riciclo con contestuale produzione delle bobine e Cartotecnica Postumia S.p.A. Società Benefit, anch’essa operativa nel comune di Carmignano di Brenta, per la realizzazione delle shopper. Sugli stessi sacchetti per la spesa verrà poi stampato un QR code che, attraverso la landing page appositamente creata, permetterà di raccontare i dettagli e le finalità del progetto.

Un’iniziativa che si inserisce all’interno della più ampia strategia sostenibile del marchio dell’abete, che nel 2013 è stata la prima realtà del mercato della grande distribuzione organizzata a essere certificata ISO 14001 per il proprio sistema di gestione ambientale. Un impegno che nell’ultimo triennio ha portato ad avviare a riciclo oltre il 76% dei rifiuti prodotti, anche grazie alla costante attività di formazione e sensibilizzazione dei collaboratori dei punti vendita che hanno la responsabilità della corretta differenziazione e gestione dei rifiuti generati durante le attività. Oltre 3.200 sono infatti le ore dedicate, negli ultimi tre anni, alla formazione sui temi ambientali significativi di Aspiag Service.

M&A, i fondi di private equity trainano le operazioni nel primo trimestre dell’anno

Nei primi tre mesi del 2024 sono state poco più di 2.300 le operazioni a livello globale di M&A con un controvalore di circa 200 miliardi di dollari: un dato che, seppur più basso rispetto a quello degli ultimi anni, rimane decisamente superiore ai livelli pre-pandemia, confermando il trend di un ritorno a un’attività di M&A più “normale” rispetto ai livelli straordinariamente elevati dovuti al rimbalzo economico post-pandemico. A dirlo è il report periodico Horizons, diffuso da BDO, organizzazione internazionale che si occupa di servizi alle imprese.

Tra gli attori più vivaci si mantengono i fondi di private equity, essendo stati coinvolti in più del 36% del totale delle operazioni del trimestre, rappresentando oltre il 30% del valore complessivo delle fusioni e acquisizioni. Il dato ha sicuramente giovato della diminuzione dell’inflazione e delle indicazioni che suggeriscono che i tassi di interesse abbiano raggiunto il loro picco e che verranno tagliati nel prossimo futuro. Per quanto riguarda l’analisi settoriale, il confronto con l’ultimo trimestre del 2023 mostra una decisa diminuzione delle operazioni nei comparti Business Services, Energy, Estrattivo e Utilities e Real Estate, tutti con contrazioni di oltre un terzo, mentre nel settore Financial Services la diminuzione dei deal è stata di circa il 25% rispetto ai tre mesi precedenti. Hanno invece mostrato una maggiore resilienza i comparti Leisure e TMT (Technology, Media, Telecom) con un calo del 5% rispetto al Q4 2023. Il confronto con lo scorso anno mette inoltre in luce una diminuzione dell’attività M&A in Cina e, in generale, nel mercato asiatico, con una contrazione superiore al 30% del numero di deal nel primo trimestre 2024. Più incoraggianti i dati relativi al Nord America e all’Europa, dove la diminuzione si è fermata al 3%.

Le previsioni per i prossimi trimestri indicano che il numero di operazioni, alla fine del 2024, potrebbe attestarsi intorno a 6.500 rispetto alle circa 8.000 del 2023. Qualche indicazione positiva arriva però dal Nord America, che rappresenta circa il 30% del totale delle operazioni di M&A nel mid-market a livello globale, dove si sta registrando un’attività più alta delle previsioni nella maggior parte dei settori, in particolare TMT e Industrial & Chemicals. Inoltre, la situazione globale potrebbe migliorare grazie a un maggiore contributo da parte dei fondi di private equity, che dovrebbero aumentare i loro investimenti, soprattutto in caso di una diminuzione dei tassi di interesse. Potrebbe inoltre essere un ottimo momento per i buyer strategici per essere attivi sul mercato, soprattutto con investimenti di medio-lungo termine e ottenere così benefit dal punto di vista del pricing. Ci si aspetta, inoltre, che i mega-trend globali legati alla digitalizzazione e alla sostenibilità saranno tra i principali driver anche delle operazioni M&A.

“Nonostante il livello dei volumi e del valore delle operazioni di M&A nel mid-market a livello globale siano inferiori rispetto ai trimestri precedenti, si notano importanti segnali di stabilizzazione nel mercato, con un ritorno dei private equity buyer, una diminuzione dell’inflazione e la convinzione che i tassi di interesse siano prossimi a scendere. Tutto questo fa presagire che l’attività di fusioni e acquisizioni possa proseguire con buoni ritmi lungo tutto l’anno, mantenendosi su livelli superiori rispetto al periodo pre-covid” ha detto in merito Stefano Variano, Partner Advisory di BDO Italia.

Sorpresine Collection, Mulino Bianco apre le porte delle sue fabbriche a 30 famiglie

Si aprono le porte delle Fabbriche delle Merende Mulino Bianco di Cremona, Ascoli Piceno e Melfi per le trenta famiglie vincitrici del concorso Sorpresine Collection, che nel 2023 ha raggiunto oltre quattro milioni di italiani. I vincitori potranno scoprire i segreti di alcuni dei prodotti più rappresentativi del brand e avranno l’occasione di tornare bambini con attività e installazioni pensate per il divertimento di tutta la famiglia. Le Sorpresine, del resto, sono un “cult”: quasi tutti gli italiani le conoscono (94,7%), un italiano su due ha ancora oggi una Sorpresina a casa e sono tra gli oggetti più collezionati e scambiati dai giovani cresciuti negli anni Ottanta (37,2%), come emerge dall’indagine AstraRicerche per Mulino Bianco.

Nello stabilimento di Cremona, Mulino Bianco sforna da oltre quarant’anni specialità dolci e salate: i PlumCake, le Camille e i Cornetti farciti, ma anche il Pan Bauletto e le Pagnottelle. Il sito si distingue per 8 linee produttive all’avanguardia come l’innovativa cottura al vapore che caratterizza la linea dedicata alla produzione dei Cuorcake e Mooncake.  Sulla superficie complessiva di 255.000 m2, trovano origine 32 ricette originali per una capacità produttiva di 73.000 tonnellate/anno. Vengono effettuate complessivamente 115.000 analisi all’anno su prodotto finito, materie prime e materiali di imballaggio per garantire al consumatore un prodotto buono e sicuro. Tutto questo è reso possibile grazie all’impegno giornaliero di circa 300 dipendenti. Per quanto concerne l’impegno per la sostenibilità, in dieci anni lo stabilimento ha visto un risparmio del 36% di acqua e del 21% di co2.

Ascoli Piceno è il sito produttivo da sempre all’avanguardia nella produzione dei prodotti da forno, che ha saputo rialzarsi dopo la violenta alluvione del 2011. Dal 1981, anno in cui è nato il plant, ad Ascoli Piceno Mulino Bianco prepara Crostatine e Tartelle, Nastrine, Plumcake, Baiocchi e il Pancarrè, con 19 ricette originali. Vengono effettuate 50.000 analisi all’anno su prodotto finito, materie prime e materiali di imballaggio per garantire al consumatore un prodotto buono e sicuro. Su una superficie di 105.000 m2 si sviluppano 5 linee produttive, per una capacità produttiva di 58.000 tonnellate/anno. Nello stabilimento sono impiegati circa 200 dipendenti. Negli ultimi dieci anni il risparmio di acqua è stato pari al 10%, mentre in termini di co2 è stato pari al 16%.

Melfi, infine, è un sito produttivo all’avanguardia del centro Sud-Italia. Situato a circa 60 km da Potenza, lo stabilimento è testimonianza dell’impegno di Barilla nello sviluppo del Sistema-Paese e nella progressiva riduzione dell’impatto ambientale. Negli ultimi dieci anni, il risparmio di acqua è stato pari al 42% e quello di Co2 pari al 27%5. Nel 1986 in questo stabilimento, che si estende su un’area di 202.000 m2, sono nati Tegolino e Soldino. Negli anni la produzione si è arricchita con le Fette Biscottate, i Flauti, i Biscotti e il Pan Bauletto, fino ai più recenti Pancakes e le nuove Fisarmoniche, rendendo Melfi uno degli impianti produttivi più attivi e all’avanguardia del Sud Italia. Ogni giorno vengono effettuati più di 5.000 controlli di qualità sui prodotti finiti e 200 sulle materie prime. In totale vi sono 8 linee dedicate a 20 ricette differenti, con una capacità massima di 83.000 tons/anno. Tutto questo è reso possibile grazie all’impegno giornaliero di circa 350 dipendenti.

A guidare le famiglie alla scoperta degli stabilimenti produttivi saranno in prima persona tutti coloro che lì lavorano quotidianamente e il Mastro Sorpresiere. Non mancherà il momento della merenda firmata Mulino Bianco, ma ci sarà anche spazio per una mostra dedicata alla storia delle Sorpresine e ad altre sorprese per tutta la famiglia. Il giorno successivo inoltre è previsto un tour della città prescelta, alla scoperta delle attrazioni del territorio.

PRG Retail Group apre a Parigi il secondo store europeo di FAO Schwarz

Dopo Milano tocca a Parigi: FAO Schwarz arriva alle Galeries Lafayette, i magazzini di Boulevard Haussmann, il secondo posto più visitato della Capitale francese da 37 milioni di persone ogni anno. Alla guida della nuova apertura c’è l’italiana PRG Retail Group grazie a un accordo in esclusiva siglato nel 2021 con la californiana ThreeSixty Group, proprietaria del marchio.

“Abbiamo cercato a lungo  un altro luogo, dopo Milano, che potesse rispecchiare integralmente il dna dell’insegna, Parigi e Galeries Lafayette Haussmann incarnano la risposta perfetta all’obiettivo che insieme a ThreeSixty Group abbiamo perseguito. La cornice perfetta per presentare ai francesi e ai milioni di turisti la peculiarità di FAO Schwarz, un nome che offre al suo pubblico qualcosa che va oltre il materiale e porta con sé il valore esperienziale della scoperta e dello stupore. Questo è un nuovo e importante traguardo che contribuirà a rafforzare la nostra presenza e strategia sul territorio francese, un mercato di grandi dimensioni che presidiamo da sempre grazie alla nostra partecipazione in King Jouet, insegna leader tra gli specialisti del giocattolo” dichiara Amedeo Giustini, Executive Vice President di PRG Retail Group.

Il nuovo negozio, al quinto piano di Galeries Lafayette Haussmann, cattura occhi e cuore con la sua scenografia estesa su 620 mq, a partire da The Grand Piano che, con i suoi grandi tasti da attivare a passi di danza, è stato protagonista anche nelle scene di note pellicole cinematografiche. Alzando lo sguardo si potrà poi volare con la fantasia, ammirando il dirigibile personalizzato coi colori del brand e le mongolfiere di differenti dimensioni. Non poteva mancare la Clock Tower composta da orologi con i fusi orari di tutte le città sedi degli 8 negozi FAO Schwarz nel mondo.

Un’atmosfera da fiaba e 24 brand da scoprire a partire dai marchi esclusivi di ThreeSixty Group (FAO Schwarz, Discovery e Sharper Image), insieme alle esperienze uniche che hanno reso FAO Schwarz famoso in tutto il mondo. Il viaggio nella meraviglia inizia coi Toy Soldier in divisa che accolgono visitatrici e visitatori prima che entrino nel vivo delle diverse aree in cui la personalizzazione dei giocattoli diventa un laboratorio per renderli ricordi unici da portare con sé. Così in Build a Bear si potrà vedere come soffici piume danno forma al peluche del cuore. Poi c’è Bunnies by the Bay con la sua collezione di dolci peluche che possono essere personalizzati al momento con un delicato ricamo, a partire dalla riproduzione di una dedica scritta a mano o con il design del brand. E il viaggio nel mondo dei morbidi giocattoli prosegue nel corner Jellycat che da luglio si arricchirà con un’esperienza esclusiva dedicata al mondo della pasticceria in formato peluche con gift pack a tema, per una selezione da vero gourmand.

Per appassionate/ti di bambole due aree da non perdere, Barbie-Styled By You dove si potrà scegliere la Barbie o Ken di preferenza e comporre un personalissimo guardaroba selezionando tra l’ampia proposta di vestiti e accessori come veri stylist. L’esperienza continua tra le culle di My FAO Doll che accoglie bambole dai caratteri incredibilmente realistici e la fedele riproduzione delle tipiche espressioni dei neonati. Anche qui la possibilità di personalizzare l’acquisto selezionando e componendo il corredino preferito. Facendo pit stop nel corner Majorette si potrà, grazie a “Build your Car”, scegliere il colore della carrozzeria, degli interni e delle gomme per comporre un veicolo unico. E per gli amanti dei giochi di magia, infine, l’area Marvin’s Magic è pronta a stupire grandi e piccini.

Grano duro: cala il raccolto, ma c’è fiducia per nuova varietà resistente alla siccità

Quest’anno la produzione di grano duro scenderà sotto i 3,5 milioni di tonnellate per effetto della riduzione delle superfici coltivate causata dalla concorrenza sleale di prodotto straniero e della siccità che ha colpito le regioni del Sud Italia: a stimarlo sono Coldiretti e Cai – Consorzi Agrari d’Italia in occasione dell’iniziativa “Giornata in campo” a San Lazzaro di Savena (Bologna).

Le superfici coltivate si sono ridotte per il grano duro dell’11% rispetto all’anno precedente, scendendo sotto gli 1,2 milioni di ettari con punte del 17% nelle aree del Centro Sud, da dove viene circa il 90% del raccolto nazionale. A remare contro è la concorrenza sleale dell’estero con quasi 900 milioni di chili di grano russo e turco giunti solo nel 2023, un’invasione mai registrata nella storia del nostro Paese secondo l’analisi del Centro Studi Divulga. Un vero e proprio fiume di prodotto che, aggiunto a quello di grano canadese, ha superato il miliardo di chili e ha impattato sui prezzi del grano nazionale. In calo (-8%) pure i terreni coltivati a orzo mentre in leggero aumento (+1,4%) le superfici coltivate a grano tenero che si attestano poco sopra i 600mila ettari, per una produzione stimata di circa 3 milioni di tonnellate.

Per far fronte alle oscillazioni dei prezzi di mercato e tutelare gli agricoltori, Consorzi Agrari d’Italia ha messo in campo contratti di filiera sul grano, oltre a importanti investimenti in ricerca. Per Cai i contratti di filiera rappresentano 12 diverse produzioni, di cui 4 relative al frumento, promosse e sviluppate nell’ottica della valorizzazione della produzione italiana. Sul totale dei prodotti ritirati da Consorzi Agrari d’Italia, il solo frumento rappresenta oltre il 50% del volume ed è quindi il primo prodotto. Si tratta di circa 400 mila tonnellate di grano, quantità che identifica Cai come il primo player sul mercato nazionale per questa produzione. Il 25% di questo frumento rientra proprio all’interno di contratti di filiera: un buon segnale ma non abbastanza per le ambizioni di Cai che mira a estendere tale quota a vantaggio di agricoltori e qualità del prodotto.

“Negli ultimi due anni questa strategia ha pagato e nonostante il calo delle produzioni su scala nazionale, Cai registra un +2% sul totale del volume ritirato, con un incremento dovuto proprio all’aumento delle filiere del grano duro Senatore Cappelli. Segno che stiamo lavorando bene sulle filiere autoctone, valorizzando il lavoro dell’agricoltore e delle produzioni nazionali. Proprio grazie agli accordi di filiera, Cai riesce a garantire un premio all’agricoltore che può arrivare – sul grano duro – anche all’8% in più rispetto al prezzo di mercato” spiega Gianluca Lelli, Amministratore Delegato di Cai.

Sul fronte della ricerca, infine, c’è una buona notizia che potrebbe rappresentare una possibile risposta al problema della produzione di grano duro. Una nuova varietà studiata da Sis – Società Italiana Sementi e denominata Superbo, che verrà lanciata a partire dalla prossima stagione, si è dimostrata particolarmente resistente agli stress idrici rispondendo così a una delle maggiori criticità dovute al cambiamento climatico.

Finiper Canova oltrepassa i 3 miliardi di fatturato ed esce da Federdistribuzione

Più di 3 miliardi di fatturato e oltre 200 milioni di Ebitda: con questi risultati, mai raggiunti prima d’ora, Finiper Canova chiude il 2023 e si avvia verso una nuova fase che inizia con l’uscita da Federdistribuzione. Nonostante l’ottimo rapporto di collaborazione, il gruppo lombardo ha deciso infatti di lasciare l’associazione presieduta da Carlo Buttarelli ritenendo che, in una fase di trasformazione organizzativa, una posizione di autonomia rispetto a tutte le associazioni imprenditoriali di settore sia più funzionale al raggiungimento dei propri obiettivi.

Nato nel 1974 da un’idea di Marco Brunelli col marchio Iper La grande i, il gruppo è cresciuto anno dopo anno superando i confini tradizionali della grande distribuzione organizzata affermandosi con formati diversi dall’ipermercato ma complementari. Il primo passo è stato l’acquisizione della catena Unes, finalizzata a completare l’offerta e soddisfare le esigenze dei consumatori che richiedono un’esperienza d’acquisto più immediata e di prossimità. In seguito è nato il brand il Viaggiator Goloso, asset strategico e oggi un punto di forza del gruppo.

Marco Brunelli

Impegnandosi per evolvere sia il concetto di centro commerciale (con la creazione di Piazza Portello a Milano e Il Centro di Arese), sia l’approccio alla ristorazione (con diversi ristoranti firmati Iper La grande i e format come Caffè Portello, Rom’Antica, Cremamore e Ristò), il Gruppo di Brunelli, a ormai cinquant’anni dalla sua fondazione, continua a seguire una visione imprenditoriale che affianca al ruolo di distributore anche quello di produttore.

“Siamo orgogliosi di quanto abbiamo conseguito nel 2023, un anno di consolidamento e di cambiamenti positivi che hanno posto le basi per una visione che trascende il singolo brand e diventa una visione sempre più di gruppo, abbracciando tutte le anime commerciali al suo interno. Guardiamo avanti con l’impegno di valorizzare ogni aspetto, sviluppando non solo le realtà già esistenti ma anche valutando nuovi formati che rispondano alle mutevoli esigenze del mercato” commenta Christophe Mosca, Direttore Generale Gruppo Finiper Canova.

Pillarstone, fondo immobiliare da 250 milioni per retail e turismo

Pillarstone annuncia il lancio di “Retail & Leisure Fund”, una piattaforma verticale istituita da IQ EQ Fund Management (Ireland) Limited in qualità di alternative investment fund management e focalizzata sul rilancio industriale di asset immobiliari a destinazione d’uso retail e turistica attraverso una gestione attiva ed industriale che mira a favorirne la crescita attraverso un nuovo supporto sia manageriale che finanziario.

La dotazione iniziale del fondo, che investe attraverso l’acquisizione di crediti verso società immobiliari, ha un controvalore di oltre 250 milioni di euro (Gross Book Value) e include 10 asset localizzati su tutto il territorio nazionale per un totale di 200.000 MQ di Gla, per i quali sono già state identificate le linee guida di creazione del valore.

Nata nel 2015, Pillarstone ha un comprovato track record nel valorizzare e rilanciare asset e aziende grazie a un approccio industriale e manageriale e all’iniezione di nuova finanza a supporto degli action plan identificati. Ad oggi, Pillarstone ha lanciato iniziative nei settori corporate, shipping e parchi divertimento per un valore totale di oltre 2,5 miliardi di euro. Partner industriale della piattaforma è Promos, società leader in Italia nella promozione e gestione di strutture commerciali che crea e gestisce destinazioni di shopping multifunzionali.

“Con il fondo Retail & Leisure entriamo in una nuova asset class che presenta significative opportunità anche alla luce dei cambiamenti in atto nel retail e nel turismo in Italia, che possono essere colte intervenendo prontamente sulle operation dei business sottostanti. Inoltre, il fatto di avere creato un fondo verticale su questa asset class, aumenta sensibilmente le potenzialità creare valore tramite sinergie operative. Abbiamo l’obiettivo di raddoppiare gli asset in gestione nei prossimi dodici mesi, applicando le nostre competenze distintive nel rilancio e nella creazione di valore per tutti gli stakeholder coinvolti” ha commentato Gaudenzio Bonaldo Gregori, Country manager di Pillarstone.

Beni di consumo: si può crescere puntando su innovazione, filiera e sostenibilità

Innovazione, filiera e sostenibilità: sono questi i tre ambiti chiave per la crescita del settore dei beni di consumo individuati da una recente ricerca di Deloitte che ha analizzato i principali trend di mercato e le soluzioni da applicare per rendere il proprio business a prova di futuro.

Per l’industria italiana, il 2024 è iniziato con un clima di rinnovato ottimismo, in particolare per i settori manifatturiero e del commercio al dettaglio. In un contesto in cui è atteso un aumento dei volumi, la strada per realizzare una crescita profittevole però potrebbe apparire impervia. L’aumento dei costi di produzione si conferma il principale ostacolo da superare, come indica l’85% delle aziende intervistate, seguito dalla continua ricerca della redditività e dalla competizione, soprattutto da parte di nuovi operatori del settore. Se nel 2023 l’aumento dei prezzi sembrava essere la soluzione predominante per affrontare questi ostacoli, oggi l’erosione del potere d’acquisto e i comportamenti orientati al risparmio dei consumatori hanno reso necessario un cambio di strategia. Infatti il 64% delle aziende intervistate ritiene cruciale identificare leve diverse dal prezzo, per questo motivo molte imprese hanno individuato tre nuovi ambiti di intervento per concretizzare la crescita: innovazione, filiera e sostenibilità.

L’innovazione è senza dubbio la leva prioritaria da attivare; i precedenti schemi sono stati superati da scenari in tumultuosa evoluzione. Per quando il “prodotto” risulti il “punto di partenza” per 7 realtà del settore su 10, l’innovazione risulta trasversale ai diversi ambiti e dipartimenti aziendali., Le aziende del settore prevedono di rafforzare la collaborazione con i distributori (36%) e di rivedere i canali di vendita, con un focus particolare sui digitali. Infatti, per il 40% di esse, le vendite online rappresenteranno il 20% del totale entro i prossimi 3 anni. Sfruttando il contatto diretto con i consumatori, le imprese intendono capitalizzare sui dati, che per circa la metà di loro rappresentano un elemento distintivo rispetto alla concorrenza e possono quindi aumentare la competitività. Dagli attuali scenari di mercato emerge che le aziende non potranno ribaltare l’aumento dei costi su retailer o consumatori finali e sarà quindi necessario ripartire dalle “operation” alla ricerca di opportunità per ottimizzare i processi, come affermato dalla maggioranza delle imprese (63%). Guardando invece alla propria supply chain, le imprese puntano a sviluppare una migliore pianificazione e flessibilità dell’intero processo – produzione, trasporti, approvvigionamento – e di strutturarsi per avere un monitoraggio efficiente di tutti livelli.

È infine confermata la valenza della sostenibilità come elemento distintivo e qualificante. Le aziende intervistate ritengono che questa rappresenti un aspetto essenziale per la competitività di medio-lungo periodo (60%); per il quale solo il 7% delle aziende CP non ha in programma di sviluppare una specifica strategia. Questa trasformazione è quindi destinata a toccare diversi aspetti del business, dalla domanda di prodotti etici a minor impatto su ambiente e comunità (53%), allo sviluppo di imballaggi “green” (50%) o servizi di trasporto e distribuzione a zero o basso impatto (43%). In tale ottica, le aziende del settore si apprestano a ottimizzare le proprie risorse produttive e a ridisegnare le catene di approvvigionamento in un’ottica di sourcing responsabile.

Mercato immobiliare retail: bene il comparto high street, Gdo in ripresa

A fronte della riduzione degli investimenti registrata nel 2023, nei prossimi mesi è attesa una ripresa nel settore del mercato immobiliare retail, sostenuta dal profondo processo di trasformazione già in atto e dal rafforzamento del mercato high street, dove cresce la domanda di immobili di alta qualità ubicati in zone centrali. I consumatori sono sempre più esigenti e, parallelamente all’acquisto, ricercano una vera e propria esperienza personalizzata e coinvolgente. L’obiettivo dei retailer oggi, dunque, è creare ambienti di shopping unici e memorabili. L’integrazione di canali online e offline è ormai imprescindibile per qualsiasi attività commerciale. Inoltre gli utenti richiedono ai player del settore responsabilità ed evoluzione verso un modello circolare e più sostenibile, a partire dai punti vendita. Sono solo alcune delle evidenze emerse dalle analisi riportate nella nona edizione di Real Estate Data Hub, il rapporto realizzato dai Centri Studi di Re/Max Italia e di Avalon Real Estate e dall’Ufficio Studi di 24Max sul mercato immobiliare italiano.

High street e urban retail
Per l’immobiliare high street retail il 2023 è stato un anno di sfide e cambiamenti. Le tendenze già in atto nel biennio precedente, come lo sviluppo dell’e-commerce e il tema della sostenibilità, si sono ulteriormente accentuate, rimodellando il panorama del mercato retail che continua a conservare la sua importanza nel settore immobiliare nazionale. I canoni di locazione sono in crescita con Milano che si conferma la città più costosa per spazi commerciali e con via Monte Napoleone in testa alla classifica come strada più cara d’Europa. Per quanto riguarda la domanda, gli investitori continuano a rivolgere il proprio interesse verso immobili di alta qualità situati nei centri urbani principali, che dimostrano una maggiore resilienza rispetto ai cambiamenti socioeconomici. Nel corso del 2023 è stato il settore del lusso a mostrarsi particolarmente resiliente. Oggi il commercio high street si sta rafforzando grazie a una ridefinizione degli spazi votata all’offerta di esperienze d’acquisto esclusive da cui deriva la trasformazione degli store in poli di attrazione, dove l’interazione con il prodotto si arricchisce di eventi, cultura e socializzazione.

Centri commerciali
L’analisi dei dati di fatturato relativi al 2023 rivela un chiaro consolidamento del trend di ripresa dei centri commerciali, con segnali positivi che indicano una prospettiva favorevole per l’anno 2024. L’apprezzamento dei consumatori rimane evidente ed è riconducibile all’adeguata risposta dei gestori alle mutevoli esigenze e preferenze, attraverso innovazione e adattamento. Durante gli ultimi due anni, le proprietà e gli sviluppatori hanno cambiato approccio sui centri commerciali, riducendo i nuovi sviluppi e concentrandosi su riqualificazioni e ampliamenti; un trend che si riflette nel volume di transazioni.

Retail park e Gdo
I dati più recenti sull’andamento dei centri outlet confutano le previsioni negative per questo settore di investimento. I risultati sono trainati dalla crescente richiesta dei consumatori per la tipologia di offerta degli outlet, basata su una combinazione vincente di marchi di alto livello, prezzi convenienti ed esperienza d’acquisto coinvolgente. La Gdo sta vivendo un momento di forte sviluppo, trainato principalmente dai discount, mentre i supermercati continuano a mostrare le migliori performance in termini di redditività. La crescita è stata più consistente per gli spazi con metrature comprese tra 801 e 1.500 metri quadri (+9,8%, per un totale di circa 36 miliardi di euro), piuttosto che per i punti vendita con superfici superiori, comprese tra 1.501 e 2.500 metri quadri (+7,7%, per un fatturato totale di oltre 15 miliardi).

Quattro città sotto la lente d’ingrandimento
L’analisi dei tagli dimensionali per le vie dello shopping di Milano evidenzia un trend di costante crescita negli anni post-pandemici, a dimostrazione di un mercato effervescente e di grande appeal. Nella città della moda si assiste, inoltre, a una leggera crescita dei canoni medi richiesti. Osservando l’andamento dei metri quadri disponibili, si rileva un aumento dell’offerta fino al 2023 e un successivo calo nei primi mesi del 2024. L’analisi dei tempi medi di permanenza degli annunci sui principali portali online mostra un andamento costante, fatta eccezione per gli ultimi mesi del 2023 e i primi del 2024, che vedono correlata la crescita dei tempi con la diminuzione di canoni e con la disponibilità.

Per le vie dello shopping di Roma si assiste ad una stabilizzazione dei canoni di locazione e dei metri quadri disponibili a partire dal 2022, dopo il picco registrato nel 2021. Negli ultimi mesi del 2023 e nei primi mesi del 2024 l’offerta risulta in crescita, confermando il graduale rallentamento del mercato retail high street evidenziato dai maggiori tempi di permanenza e da canoni di locazione che devono ulteriormente adattarsi al ribasso. Nel corso del 2023 risulta evidente la preferenza per tagli dimensionali ridotti rispetto a quelli di ampia metratura che, quando immessi nel mercato, vi restano per tempi più lunghi. A partire dal 2024 il tempo medio di permanenza ha mostrato un incremento, in linea con il numero degli annunci, a parità di taglio medio: questi dati, sembrano indicare un lieve rallentamento della domanda e un adattamento dei prezzi che fatica a incontrare la domanda.

L’analisi dell’offerta presente nelle vie di maggiore appeal del centro di Bologna evidenzia un mercato che predilige le unità commerciali di piccolo e medio taglio. Il tempo di permanenza segnala una maggiore vivacità rispetto al 2022, con una riduzione di circa 10 giorni nel 2023. L’offerta di unità high-street retail in locazione è in continua ma graduale decrescita dal 2021. I canoni richiesti hanno raggiunto il picco nel 2022 per poi ridursi nel 2023, fino a valori unitari di €/mq/anno inferiori ai livelli pre-pandemici. Analizzando l’andamento dei tempi di permanenza medi degli annunci sui portali online, che sono calati fino al 2023 e cresciuti nei primi mesi del 2024, si nota una correlazione tra i dati analizzati: la contrazione dell’offerta, legata al minor canone richiesto, ha lasciato unità disponibili con una qualità media inferiore, cui conseguirebbe un allungamento dei tempi di permanenza sul mercato.

L’analisi condotta sulle unità retail in locazione nelle zone di maggiore appeal a Palermo evidenzia una stabilizzazione generale dell’andamento di mercato: i tempi di permanenza degli annunci sui principali portali sono mediamente stabili a partire dal 2022 e sembrano mostrare lo stesso andamento anche per i primi mesi del 2024. Per quanto riguarda i canoni richiesti, una riduzione si è osservata per il 2023, ma anche per questi ultimi sembra avviarsi un trend di stabilizzazione. Per il 2024 si delinea lo scenario di un mercato relativamente maturo, in cui canoni e tempi di assorbimento si sono stabilizzati e la disponibilità di spazio è in diminuzione. L’analisi svolta sul mercato high-street retail di Palermo mostra come l’offerta del 2023 sia stata caratterizzata prevalentemente da annunci relativi a unità di taglio medio-grande e da un migliore assorbimento di quelle più piccole (di maggiore interesse nel corso del 2022). La fine del 2023 e i primi mesi del 2024 fanno ipotizzare il ritorno a un’offerta più limitata e di taglio inferiore, a dimostrazione di un buon assorbimento di tagli medio-grandi.

Cortilia e il Viaggiator Goloso insieme per rendere più accessibili i prodotti di qualità

Al via la collaborazione tra Cortilia, azienda che opera nel settore della spesa online, e il Viaggiator Goloso, brand premium del Gruppo Finiper Canova nato per offrire le specialità provenienti da produttori accuratamente selezionati. La partnership segna un passo avanti per entrambi i marchi: da un lato Cortilia vedrà proseguire il percorso di crescita e innovazione nel panorama nazionale con l’ampliamento del proprio assortimento (su cortilia.it hanno già fatto ingresso oltre 400 prodotti del marchio del Gruppo Finiper Canova) ed entrando per la prima volta nei punti vendita de il Viaggiator Goloso nei Viali Premuda e Belisario a Milano e di Viale Lomellina a Buccinasco con un corner dedicato alla sua offerta di frutta e verdura; dall’altro il Viaggiator Goloso potrà invece distribuire i suoi prodotti in tutta Italia. Ma c’è di più: a Milano e nei comuni limitrofi, i prodotti de il Viaggiator Goloso ordinati su cortilia.it verranno consegnati entro poche ore dall’ordine.

Una combinazione che renderà l’esperienza di shopping ancora più completa e accessibile, come afferma Andrea Colombo, Ceo di Cortilia: “La collaborazione con il Viaggiator Goloso si basa su una chiara visione condivisa, la scelta di privilegiare e rendere più accessibili i prodotti di qualità. Questo accordo rappresenta un momento importante nel nostro percorso di crescita, rafforzando l’impegno nel soddisfare le esigenze dei nostri clienti con un’esperienza di spesa online senza pari. Da sempre la nostra strategia fa leva sulla qualità intrinseca dei prodotti, e la partnership con il Viaggiator Goloso segna un altro passo avanti nel perseguire l’eccellenza”.

“Grazie alla partnership con Cortilia, daremo a tutta l’Italia la possibilità di assaporare la nostra offerta di specialità provenienti da produttori accuratamente selezionati. Non solo: ospitando i nuovi e inediti corner Cortilia nei nostri punti vendita di Viale Premuda e Viale Belisario a Milano e di Viale Lomellina a Buccinasco, confermiamo l’attenzione per le materie prime di qualità che da sempre ci guida” aggiunge Stefano Borsoi, Direttore Marketing Finiper Canova e Responsabile divisione il Viaggiator Goloso.

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