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Primark sbarca in Puglia a fine gennaio

Prosegue il processo di riqualificazione della commercializzazione per il Gruppo Ethos (consulting company partecipata da Conad Adriatico e PAC2000A) che ufficializza un progetto in cantiere da oltre un biennio ma la cui concretizzazione è stata rallentata dalla pandemia: il prossimo 31 gennaio Primark arriverà al Centro Commerciale Casamassima, a pochi chilometri da Bari. Brand irlandese fondato nel 1960 e presente in 14 Paesi tra Europa e Stati Uniti, Primark apre dunque il suo quarto punto vendita nel Sud Italia dopo Catania, Chieti e Caserta: 14 in tutta Italia.

Questa apertura rientra in un progetto più ampio che ha coinvolto anche l’attuale ristrutturazione dello Spazio Conad. Ethos ha affrontato temi complessi: dalla commercializzazione all’assistenza nelle azioni di marketing territoriale, dalla gestione dei rapporti nella multiproprietà dell’asset alla gestione delle promiscuità fisiche della struttura sino alle operazioni di apertura e al pilotage dell’unità.

“In qualità di leasing manager sono orgoglioso di aver avuto l’opportunità di lavorare in prima linea su questo progetto che nasce a fine 2019, quando sono stati attivati i primi contatti con Primark. L’operazione è quella di una più ampia azione di real estate di Conad Adriatico che, anche tramite Ethos, si è occupato come soggetto principe della nuova valorizzazione della quota di proprietà dell’asset, con investimenti diretti e non limitati alla sola commercializzazione. Parliamo quindi anche del progetto di restyling completo del punto vendita a marchio Spazio Conad, con l’inserimento all’interno del reparto della ristorazione, un’operazione che rafforza la fiducia e la scelta fatta sull’asset” dichiara Fabio Spinozzi, Responsabile Leasing Ethos.

Per fine gennaio dunque l’asset gestito da Ethos presso il Centro Commerciale Casamassima comprenderà Spazio Conad e il nuovo store Primark per una G.L.A. complessiva di circa 26.000 mq di cui 6.000 mq assorbiti dal nuovo tenant.

Cresce il numero di consumatori motivati a combattere gli sprechi alimentari

In occasione della giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare in programma il 5 febbraio, Babaco Market – il servizio di e-grocery 100% made in Italy – invita a riflettere sulla tematica attraverso i dati emersi da una ricerca commissionata a BVA-Doxa che restituiscono una sorta di identikit dei consumatori. L’obiettivo è offrire una visione sulle attitudini degli italiani verso lo spreco di cibo.

L’analisi ha permesso di individuare 4 differenti tipologie di profili degli italiani con una specifica visione nei confronti dello spreco alimentare e diversi atteggiamenti rispetto al consumo di frutta e verdura.

1. I VIRTUOSI (30%): “Mi organizzo e faccio tutto il possibile per non sprecare il cibo”
Consapevoli dell’entità dello spreco alimentare e dei suoi effetti sull’ambiente, ritengono molto importante l’obiettivo ONU per la sua riduzione entro il 2030. Presentano un’elevata attenzione a non sprecare cibo, per questo sono molto organizzati: acquistano piccole quantità di cibo, adottano un menù settimanale per regolarizzare acquisti e consumi. Amano molto la frutta e la verdura fresca, sono attenti alla stagionalità e l’origine italiana è prioritaria nelle scelte di acquisto. Meno sensibili al prezzo, sono i più propensi a usare siti e app che supportano cibi made in Italy e pratiche antispreco.

2. I BEN INTENZIONATI (21%): “Cerco di non sprecare, ma non ogni tanto capita…”
Conoscono il problema dello spreco alimentare e il suo impatto sul cambiamento climatico. Ritengono molto importante agire in prima persona per ridurre gli sprechi e sono molto attenti a non buttare via cibo. Tuttavia, qualche volta può succedere: più spesso perché si dimenticano di consumarlo, oppure perché ne acquistano in eccesso. L’azione che adottano più frequentemente per contrastare lo spreco alimentare è porzionare e congelare il cibo. Amano frutta e verdura fresca, soprattutto perché sono considerate parte di una dieta sana. Non sono disposti a spendere di più per prodotti di marca quando acquistano frutta e verdura, ma sono poco attenti alla lista della spesa e alla programmazione settimanale. Per realizzare una migliore organizzazione, hanno un interesse positivo verso siti e app che supportano cibi made in Italy e pratiche antispreco.

3. I PARSIMONIOSI (16%): “Non spreco per risparmiare”
Sono meno consapevoli dell’entità dello spreco alimentare e del suo impatto sull’ambiente. Ma prestando massima attenzione a non sprecare cibo per questioni di risparmio, non buttano via niente grazie ad un’organizzazione delle scorte per data di scadenza e all’acquisto di prodotti durevoli. Sono poco amanti di frutta e verdura fresca e più sensibili al prezzo.

4. I NON CURANTI (33 %): “Conosco il problema, ma non mi attivo particolarmente”
Hanno consapevolezza del problema relativo allo spreco alimentare, ma ritengono meno importante contrastare questo fenomeno. Prestano scarsa attenzione allo spreco di cibo e capita spesso che ne buttino via. Hanno una gestione degli alimenti poco oculata: si dimenticano di consumare il cibo, ne acquistano troppo o in formati troppo grandi e ne avanzano quando cucinano. Sono poco amanti di frutta e verdura fresca, stagionalità e provenienza dei prodotti non gli interessano. Acquistano spesso verdure surgelate o conserve e sono poco organizzati: non hanno l’abitudine di fare una lista della spesa o una programmazione dei consumi alimentari.

A sostegno della prevenzione dello spreco alimentare, a partire dal prossimo 30 gennaio Babaco avvierà una campagna di comunicazione dedicata al tema “C’è un supereroe in ognuno di noi”.

L’iniziativa, all’insegna della valorizzazione dell’unicità in chiave antispreco, vedrà protagonisti tre ortaggi e frutti particolari (Supercedro, Capitan Radicchio e Wonder Pomodoro) presentati come eroi insieme ai loro coltivatori, poiché hanno combattuto condizioni climatiche avverse prima di arrivare nelle Babaco Box.

Farina di grillo negli alimenti, gli scettici dovranno ricredersi

Come annunciato pochi giorni fa, l’Unione Europea ha dato il via libera all’uso della polvere sgrassata di acheta domesticus (il comune grillo) che potrà essere utilizzata nei prodotti alimentari e arriverà sugli scaffali dei nostri supermercati.

Cinque anni fa solo in pochi si sarebbero immaginati che questo potesse succedere per davvero: come confermava una ricerca BVA Doxa per Rentokil, azienda specializzata nel monitoraggio e controllo degli infestanti, quasi il 60% degli italiani pensava che gli insetti non sarebbero mai stati accettati come alimenti in Italia.

Il novel food, che porta sulle nostre tavole nuovi alimenti tra cui insetti e aracnidi come cavallette, grilli, coleotteri, bruchi e scorpioni, era visto come un’ipotesi non percorribile sulle nostre tavole e il pensiero di trovare su uno scaffale o nel banco frigo un prodotto a base di insetti suscitava una reazione di disgusto nel 63% degli intervistati. Percentuale in linea anche nel caso dei ristoranti: trovare un piatto nel menù a base d’insetti non sarebbe stato gradito al 60% dei rispondenti.

La tanto discussa sicurezza alimentare era un elemento che già preoccupava gli italiani cinque anni fa. Il 73% degli italiani infatti pensava che la produzione degli stessi richiederebbe maggiori attenzioni in termini di sicurezza alimentare e pratiche igieniche, e il 55% era molto preoccupato dal punto di vista sanitario per le pratiche che possano essere utilizzate o meno nella lavorazione degli insetti ad uso alimentare.

Quello che era considerato il cibo del futuro è ormai diventato realtà e la rivoluzione nel piatto ha decisamente avuto una spinta importante. Sarà il tempo a dire se gli italiani si ricrederanno e come risponderanno a questi nuovi trend alimentari.

Probios, pane biologico e nuova granola per colazioni healthy

Probios lancia sul mercato il primo keto bread bio, disponibile con semi o nella versione alla barbabietola, adatto sia a chi ha deciso di intraprendere una dieta chetogenica, sia a chi non vuole rinunciare alla bontà del pane controllando calorie e salute.

Con il 65% in meno di carboidrati rispetto alla media dei pani morbidi a fette, il keto bread è prodotto con farina di tapioca e disponibile nella confezione “apri e gusta”. Oltre a essere low carb, il nuovo pane confezionato è anche senza glutine e mutuabile dal sistema sanitario nazionale.

Novità anche per la linea senza zuccheri che si amplia con due nuove tipologie di granola di avena biologiche: una con nocciole e l’altra con mandorle al gusto di mela, coniugando il gluten free al senza zuccheri aggiunti.

“Se davvero siamo quello che mangiamo, scegliere prodotti biologici e sostenibili, frutto di quella continua ricerca e innovazione che caratterizza i prodotti Probios, significa migliorare di giorno in giorno il nostro benessere e l’ambiente che ci circonda, spiega Renato Calabrese, direttore generale Probios. “La sfida più grande è unire i diversi claim per assecondare diversi stili ed esigenze alimentari: con il keto bread abbiamo unito il gluten free e il low carb. Ampliando la nostra linea sugar free con le granole miriamo invece a sottolineare l’importanza di una colazione sana e gustosa, valorizzando il rito del pasto più importante della giornata”.

Nuova Granola di avena e noci e granola di avena e mandorle al gusto mela
Per 9 italiani su 10 la colazione è un’abitudine consolidata. Lo confermano i dati dell’Osservatorio Doxa – Unionfood, che hanno sottolineato l’importanza del primo pasto della giornata, a partire dalla pandemia. Farla in maniera più sana è però più di un buon proposito dell’anno, ma una priorità. Per questo l’azienda toscana amplia ulteriormente la sua linea senza zuccheri, sviluppando due nuove referenze che si aggiungono alle tante opzioni di colazione.

La granola di avena e noci e la granola di avena e mandorle al gusto mela, come tutta la linea senza zuccheri, contiene l’eritritolo biologico, dolcificante naturale estratto dalla fermentazione del mais. Due prodotti ideali per una colazione sana e ricca di fibre per iniziare al meglio la giornata. Adatti per chi desidera ridurre l’assunzione di zuccheri, sono prodotti gluten free (e mutuabili dal sistema sanitario nazionale), ideali per chi è intollerante al glutine.

Carrello spesa a dicembre ’22, olio di semi e zucchero nella top ten

Ne “Lo stato del Largo Consumo in Italia” NielsenIQ analizza mensilmente lo scenario della grande distribuzione organizzata, analizzando l’andamento dei consumi e le abitudini di acquisto delle famiglie italiane. Secondo le rilevazioni di NielsenIQ, nel mese di dicembre 2022 il fatturato della distribuzione totale in Italia mostra un andamento positivo del +10,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con un giro d’affari pari a 13,9 miliardi €.

In questo contesto, a dicembre 2022 l’inflazione teorica nel largo consumo confezionato (LCC), ovvero il settore di mercato che comprende tutti i beni di consumo primario e i prodotti confezionati dall’industria, si attesta al +15,1%, in risalita rispetto al valore annuale. Dall’altra parte, il mix del carrello della spesa degli italiani ha comportato una riduzione pari all’1%, con una variazione reale dei prezzi del 14,1%.

Per quanto riguarda i diversi format distributivi, i dati di NielsenIQ relativi al mese di dicembre 2022 mostrano un incremento – rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente – del fatturato di specialisti casa&persona (+14,4%), seguiti da discount (+14,3%), superstore (+13,4%), liberi servizi (+9,6%), supermercati (+9,3%), e, infine, iper>4500mq (+7,5%).

L’incidenza delle vendite in promozione (totale Italia) è pari al 23,7%, un valore inferiore di 1,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2021 (25,2%). Infine, il consumo di prodotti a marchio del distributore a dicembre 2022 si attesta a quota 21,3%, in leggera diminuzione rispetto al mese scorso pari al 21,4% del LCC nel perimetro iper, super e liberi servizi (ovvero i supermercati di metratura minore), attestandosi invece al 29,9% sul totale Italia inclusi i siscount.

Cosa mettono gli italiani nel carrello della spesa
I prodotti dedicati agli animali domestici (+18,4%) e il cibo confezionato (+13,8%) rimangono, anche nel mese di dicembre, le aree merceologiche con la crescita più significativa. Il fresco mantiene il trend positivo nella maggior parte dei canali distributivi, con le tendenze migliori e peggiori registrate rispettivamente nei discount (+13,9%) e nei supermercati (7,7%). Le categorie più dinamiche sono state formaggi (+19,1%) e pane & pasticceria & pasta (+20,1%), mentre continua, nonostante le festività, il calo della pescheria (-0,1%).

A livello di prodotto, la classifica top10 di dicembre di NielsenIQ è guidata da fazzoletti di carta (+59,4%), olio di semi di girasole (+54,7%) e zucchero (+47%), che si attestano come le categorie che crescono di più in termini di fatturato.

Report Everli sui consumi del 2022, italiani sempre più salutisti

Il quarto report annuale di Everli, marketplace della spesa online, fotografa i trend che hanno caratterizzato la spesa online degli italiani negli scorsi dodici mesi. Frutta e verdura continuano a primeggiare nel carrello online degli italiani, confermandosi per il terzo anno consecutivo in vetta alle categorie di prodotto più acquistate. Questa tendenza “healthy”, in crescita già dallo scorso anno, si riflette anche in nuove abitudini alimentari: nel 2022, merendine e dolci escono per la prima volta dalla top 10 dei prodotti più comprati.

Dallo studio emerge anche una maggiore richiesta di praticità e comodità. Compare così nella classifica delle categorie più acquistate nel Bel Paese una vasta gamma di cibi pronti per essere gustati, come i formaggi – da quelli fusi a fette (3°) agli spalmabili (5°), passando per la mozzarella (7°) – il prosciutto (6°) e alcuni “convenience food”, quali i sughi pronti (8°) e la carne o il pesce in scatola (10°).

I dati di Everli mostrano come lo scorso anno gli italiani abbiano scelto la spesa online anche per l’acquisto di bevande. Infatti, osservando le categorie di prodotto più acquistate, ben 3 su 10 riguardano il mondo del beverage. Nello specifico, l’acqua minerale si conferma come la bevanda per eccellenza e sale al 2° gradino del ranking dei 10 prodotti più comprati nel 2022, mentre il vino e la birra (4°) tornano in graduatoria dopo un’assenza di ben tre anni. La top 10 vede poi l’ingresso delle bibite gassate (9°), categoria che per la prima si fa spazio in questa speciale classifica.

Le abitudini di acquisto online degli italiani
Negli ultimi mesi le dinamiche dei consumi degli italiani sembrano aver risentito dell’instabilità geopolitica e della crescente inflazione. Secondo i dati di Everli, nel 2022 gli acquisti hanno registrato un picco importante nella parte iniziale dell’anno, quella che va da gennaio e marzo e che precede l’insorgere dell’instabilità globale che ha portato all’attuale carovita. Osservando le abitudini di spesa settimanali, sembra che gli abitanti del Bel Paese si dividano equamente in due gruppi, entrambi accomunati dal desiderio di non “rubare” tempo prezioso al fine settimana con l’incombenza della spesa: chi preferisce fare scorta appena prima del week-end e chi attende l’inizio della settimana per rifornire frigo e dispense. Il venerdì e il lunedì sono stati infatti i momenti più gettonati per dedicarsi alla spesa online negli ultimi dodici mesi.

A differenza del passato, però, gli italiani nel 2022 si sono mostrati meno “mattinieri” e a comprare online generi alimentari e prodotti per la casa ci hanno pensano poco prima della pausa pranzo: infatti, è mezzogiorno l’orario che ha registrato il maggior numero di ordini sulla piattaforma. Inoltre, complici anche i ritmi sempre più frenetici, gli acquisti “on-the-go” si confermano la soluzione preferita lungo lo Stivale, con un crescente numero di ordini effettuati via smartphone: secondo i dati di Everli, sono ben 7 utenti su 10 ad affidarsi all’app quando si tratta di fare la spesa online. È proprio la possibilità di guadagnare tempo, delegando gli acquisti a uno shopper affidabile, a rendere questa prassi particolarmente vantaggiosa: basti pensare che lo scorso anno la spesa online ha permesso un risparmio medio di 70 km e 10 ore per utente.

La mappa dei sapori della Penisola
Indagando più nel dettaglio i dati di Everli e mettendo a confronto le abitudini di acquisto online da nord a sud della Penisola, emergono interessanti curiosità e differenze su gusti e comportamenti degli italiani.

Nel corso del 2022 Roma è stata la città che ha acquistato il maggior numero di prodotti ortofrutticoli, aggiudicandosi lo scettro di più “salutista” del Paese. Il podio regionale, invece, vede un pari merito: l’Emilia-Romagna, in testa dal 2019, deve ora condividere il primo posto con Lombardia e Veneto. Nel ranking delle province con i maggiori acquisti di frutta e verdura entrano infatti anche Milano (2°), Padova (6°), Varese (8°) e Verona (9°), che si affiancano a due veterane, ossia Bologna (4°) e Forlì-Cesena (10°).

Se tre regioni si contendono il titolo di più “healthy” d’Italia, quello di più golosa ha una sola vincitrice: la Lombardia, con Varese (3°), Milano (4°), Bergamo (6°) e Brescia (8°) tra le 10 città in cui si sono registrati gli ordini maggiori di dolciumi. E a livello provinciale? Roma detiene anche questo primato, mentre Venezia si posiziona seconda.

I consumi più significativi di carne e pesce si sono registrati a Torino, seguono Roma e Trieste. La classifica continua con Pordenone (4°) e Udine (5°), rendendo il Friuli-Venezia Giulia la regione che ha effettuato il maggior numero acquisti in questa macro-categoria alimentare.

Qualitaly, ricevuto a Marca il premio ADI Packaging Design Award

La sesta edizione del premio ADI Packaging Design Award si è tenuta al Marca Private Label Conference and Exhibition 2023 lo scorso 19 gennaio. Una commissione di esperti ha selezionato i vincitori tra le oltre 900 aziende espositrici. Il premio, nato per valorizzare i prodotti più innovativi nel comparto packaging è stato assegnato da una commissione di esperti formata da Anna Tortoroglio (Art Director, docente incaricata packaging presso Accademia Di Belle Arti, Bologna), Fabio Bignardi e Katia Mascia (DOC Design) Waldimiro Bendandi (Designer della comunicazione, art director) e Valentina Downey (Presidente ADI Delegazione Emilia-Romagna). La commissione ha ricercato i prodotti in grado di coniugare il packaging con l’innovazione e l’eccellenza progettuale. La Menzione d’Onore a discrezione della giuria è stata assegnata alla gamma di prodotti Qualitaly.

È stata Valentina Downey ad assegnare il premio ed esporre la motivazione: “Un riconoscimento per il progetto di immagine coordinata nel settore Food Service declinato in più categorie merceologiche, che dimostra attenzione alle necessità dell’utente in ambito professionale, favorendo l’utilizzo responsabile del prodotto in cucina attraverso il linguaggio cromatico e informazioni facilmente modificabili e trovabili”.

Cooperativa Italiana Catering, azienda operante nel settore distribuzione al Food Service, è quindi vincitrice con il rinnovato packaging dei prodotti Qualitaly. Il brand nato nel 1993, rinnova il look in occasione dei suoi trent’anni. Già noto nel settore della ristorazione professionale per la qualità della linea grocery, Cooperativa Italiana Catering ha deciso di estendere il marchio anche agli altri settori, che già commercializzava con brand diversi, declinando così la gamma su più linee di prodotto e su tre diverse temperature. Qualitaly diventa così la prima marca trasversale per il settore ristorazione professionale.

A ricevere il premio il Presidente di Cooperativa Italiana Catering Roberto Zanobi che esterna la sua gratitudine: “Grazie innanzitutto per questo premio, è una grande soddisfazione, ma soprattutto per il riconoscimento del progetto a cui la nostra Cooperativa tiene molto”. E ancora spiega la natura della Cooperativa che nasce per tutelare un tessuto di piccole-medie aziende del settore della distribuzione al Food Service, mercato del consumo fuori casa, oggi tutela dai colossi della commercializzazione web e dall’entrata nel settore di fondi di investimento esteri.

Le aziende associate si sono sempre distinte per la ricerca di prodotti di qualità contrassegnati dalla marca Qualitaly, una gamma di prodotti che abbraccia più categorie merceologiche, declinate su tre temperature. Con il nuovo restyling del brand, presentato al pubblico in occasione del Marca, la Cooperativa ha voluto non solo identificare maggiormente i propri prodotti con un design innovativo, ma fare del packaging uno strumento di comunicazione. L’etichetta è molto di più che un adempimento di legge. È arricchita da informazioni utili per dosare gli alimenti e utilizzarli al meglio.

I prodotti Qualitaly sono testati dallo Chef stellato Lucio Pompili, proprietario del ristorante Symposium di Cartoceto nelle Marche, che ne verifica la resa e restituisce i contenuti al packaging. Inoltre il linguaggio cromatico delle confezioni che distingue le singole categorie merceologiche dei prodotti è studiato per una miglior rotazione dei prodotti in dispensa. Il restyling della linea Qualitaly è progettato per ottimizzare l’uso degli alimenti ed evitare sprechi in cucina. Cooperativa Italiana Catering si fa così portavoce di una condotta responsabile nei confronti innanzitutto del cibo, ma anche dell’energia, nell’indicazione dei tempi di cottura. Qualitaly è una proposta anti-spreco testata e dichiarata nei packaging dei prodotti.

L’ideazione del nuovo packaging è basata su uno studio di settore effettuato dalla Dottoressa Manola Scomparin, Responsabile Commerciale della Cooperativa nell’ambito del Master di Filosofia Del Cibo e del Vino presso l’Università Vita-Salute San Raffaele, promosso dalla Direzione e mosso dalla passione condivisa per la ristorazione e la volontà di: “Non vedere appiattita la più grande risorsa che abbiamo in Italia”, come sottolinea il Presidente Zanobi. La direzione artistica è stata affidata allo studio creativo PaperPlane che ha saputo interpretare nel packaging i valori della Cooperativa.

Ma questo riconoscimento non finisce nei giorni della Fiera perché “Chi viene selezionato per questo premio concorre al Premio per l’Innovazione ADI Design Index 2023 e i prodotti con questa pubblicazione all’assegnazione del premio Compasso d’Oro, il premio più antico e autorevole per il design mondiale” come ricorda Valentina Downey al termine della premiazione.

Marketing, crescono le opportunità ma serve competenza per ottenere risultati

Durante l’evento di Netcomm – il Consorzio del Commercio Digitale Italiano – incentrato sullo scenario e sulle sfide del digital marketing per l’eCommerce e il new retail in Italia, si è parlato di come il marketing oggi costituisca un sistema complesso e occorra seguire costantemente le sue evoluzioni per rispondere alle esigenze di un consumatore sempre più attento e propenso a impiegare il proprio tempo per cercare gli articoli di interesse online.

Nell’era post-cookie, tutto questo passa anche per live streaming commerce, social commerce e nuovi spazi virtuali, canali, ma anche strumenti da sperimentare e comprendere per poter proporre offerte distintive in chiave di prodotti e servizi.

L’appuntamento, dal titolo “Meno budget e più risultati, il digital marketing nell’era dell’incertezza”, ha riscosso ampio consenso, coinvolgendo i principali imprenditori, manager ed esperti di aziende e merchant che gestiscono piattaforme e servizi di digital marketing.

“È ormai chiaro che l’abbandono dei cookie non determini una rinuncia alla profilazione del consumatore e alla personalizzazione del marketing digitale, a patto di adottare una strategia omnicanale e trovare nuove strade per entrare in contatto e instaurare rapporti diretti con i clienti”, ha commentato Roberto Liscia, Presidente di Netcomm. “Si tratta di passare da una strategia basata sui third-party data a una in cui i first-party data siano centrali. Questo è possibile solamente sfruttando ogni punto di contatto del customer journey del cliente, avvalendosi dei nuovi canali digitali e investendo in strumenti tecnologicamente innovativi che permettono di raccogliere e clusterizzare i dati. È quindi urgente investire in strumenti e competenze digitali”.

A caccia di informazioni online: il ritratto del consumatore multicanale
Negli ultimi anni, il percorso di acquisto è mutato profondamente e sono emersi nuovi comportamenti, sempre più associabili a quelli della generazione Z: i consumatori oggi sono più consapevoli, esigenti e multicanale. L’online è entrato a far parte dei canali preferenziali per raccogliere informazioni su prodotti e brand, dati che poi orientano le scelte di acquisto. I consumatori dedicano sempre più tempo alla ricerca online e rispondono positivamente nei confronti di comunicazioni, prodotti e servizi customizzati. Ne deriva un customer journey sempre più articolato e multicanale, caratterizzato dall’attivazione di touchpoint online e offline. Tutto ciò ha forti ripercussioni sulle strategie di marketing, che si dimostrano efficaci quanto più riescono a diversificare i mezzi e a padroneggiarli, sfruttandone le specificità e creando esperienze personalizzate.

Il digital marketing nell’era dell’incertezza: sfide e opportunità
A rendere il contesto attuale incerto sono diversi fattori, primo tra tutti il rallentamento della crescita degli acquisti online che si sta stabilizzando dopo il boom dei due anni pandemici. Poi da un lato c’è il progressivo abbandono dell’uso dei cookie di terze parti e l’aumento dell’attenzione alla privacy che limitano la possibilità di profilare il consumatore con i metodi tradizionali; dall’altro, l’aumento dei costi del digitale pone nuovi interrogativi sul contesto competitivo del settore. Al tempo stesso emergono nuovi canali e strumenti di comunicazione digitale: live streaming commerce, social commerce e i primi metaversi, con conseguente aumento della complessità per la progettazione di esperienze digitali personalizzate.

Si tratta di modalità e canali spesso ancora in fase di sperimentazione e dalle regole non ancora ben definite, ma che saranno decisivi nei prossimi anni per creare soluzioni di marketing distintive, facendo leva sui big data e sulle innovazioni della marketing automation per ottimizzare gli investimenti e aumentare il conversion rate. Sono concetti condivisi dalla maggior parte delle realtà del settore, che infatti considerano prioritari l’aumento dei budget (il 71% lo considera fondamentale) e lo sviluppo di competenze e del team (indicato dal 64%).

La cipolla rossa di Tropea a Identità Golose con chef Enzo Barbieri

«Promuovere attraverso la Cipolla Rossa di Tropea Calabria Igp l’immagine del territorio in cui viene coltivata e viene esportata in tutto il mondo è un impegno che continua a essere rinnovato» dichiara il Presidente Giuseppe Laria, annunciando la partecipazione del Consorzio di Tutela Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP alla 18esima edizione di Identità Golose, il congresso internazionale di cucina e pasticceria d’autore ospitato dal Mi.Co – Milano Congressi in programma da sabato 28 a lunedì 30 gennaio.

La dolcezza e croccantezza della Rossa di Tropea saranno raccontate al pubblico internazionale attraverso le ricette ed i piatti della memoria dell’agrichef Enzo Barbieri, tra gli ambasciatori della Calabria straordinaria a tavola.

Coppo calabrese, anelli di cipolla dorata, zafarani cruschi, le cipolizze scangiate (scottate) a rosetta; il propano: panino con cipolla dorata fritta con capocollo di maiale nero e Caciocavallo Silano; crema di cipolla dolce con peperoncino su pane di miglio; cipolla caramellata servita con tocchetti di formaggio e frittata di cipolla su medaglioni di pane di Tessano. Questa è la combinazione di piatti e ricette che saranno proposte agli ospiti che transiteranno davanti allo spazio emozionale del Consorzio. L’esperienza del gusto è garantita.

“La rivoluzione, il ritorno degli chef internazionali, gli spazi innovativi e le nuove aree tematiche – sottolinea Daniele Cipollina, direttore marketing del Consorzio – sono solo alcune delle novità in programma per la prossima edizione di Identità Milano. Un’edizione ricca di sorprese, curiosità e nuovi spunti di riflessione e dialogo che ci rende portavoce di un cambiamento positivo nell’ambito del settore enogastronomico”.

Conad solidale, donati oltre 2 mln di euro a 25 ospedali italiani

Attraverso l’iniziativa solidale “Con tutto il cuore, colleziona gesti d’amore” realizzata in partnership con Goofi by Egan, Conad ha donato oltre 2,2 milioni di euro a 25 ospedali italiani.

Conquistati dai gufi realizzati con materiali green diventati personaggi adatti alle decorazioni natalizie durante le passate festività, i clienti Conad hanno dato un prezioso contributo visto che per ogni premio distribuito, Conad ha devoluto 50 centesimi a favore degli ospedali per sostenerne i reparti pediatrici su tutto il territorio italiano.

“Siamo orgogliosi di aver dato il nostro contributo agli ospedali e ai reparti pediatrici di tutta Italia, grazie a una iniziativa che ha coinvolto i nostri clienti, le Cooperative e i Soci, dimostrando ancora una volta che agendo tutti insieme, attraverso piccoli gesti, si possono raggiungere grandi risultati” dichiara Francesco Avanzini, Direttore Generale di Conad – “Essere vicini, con gesti semplici, concreti e continuativi, alle Comunità in cui operiamo è parte del DNA di Conad, espressione del nostro essere Persone oltre le cose”.

La collezione, composta da 12 Goofi, è realizzata in ABS 100% riciclato e disegnata da artigiani italiani per supportare e valorizzare le aziende del territorio. Questa iniziativa si inserisce in un progetto di sostegno ai reparti pediatrici già avviato a livello nazionale a dicembre 2021 e che aveva permesso attraverso l’attività “Con tutto il cuore per un grande progetto di solidarietà”, una donazione pari a 1,9 milioni di euro.

L’impegno dedicato alle partnership sostenibili e, in particolare, alle iniziative di fidelizzazione a sostegno delle persone e delle comunità, rientra nel progetto di sostenibilità di Conad “Sosteniamo il futuro”, basato su tre dimensioni fondamentali: rispetto dell’ambiente, attenzione alle persone e alle comunità, valorizzazione del tessuto imprenditoriale e del territorio italiano.

Gli ospedali e i reparti pediatrici interessati dalle donazioni sono i seguenti:

Fondazione dell’Ospedale Pediatrico G. Salesi di Ancona
Ospedale Santa Annunziata di Chieti – Reparto Pediatria Neonatale
Ospedale Ferdinando Veneziale di Isernia – Reparto Pediatria
Ospedale Madonna delle Grazie di Matera – Reparto Pediatria
Ospedale Antonio Perrino di Brindisi – Reparto Terapia Intensiva Neonatale
Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia – Reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale
Ospedale dei Bambini “Pietro Barilla” di Parma
Ospedale dei Bambini di Brescia
Ospedale di Piacenza – Dipartimento Materno Infantile Area Neonatologia e Ostetricia
Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo
Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi di Milano
Pediatria dell’Ospedale di Rimini
Istituto di ricovero e cura a carattere Scientifico Materno-Infantile Burlo Garofolo di Trieste
Reparto di Oncoematologia Pediatrica dell’Azienda ULSS N.2 Marca Trevigiana di Treviso
Fondazione Bambino Gesù Onlus di Roma
Associazione Sandremo Per Arnas G. Brotzu di Cagliari
Fondazione Monasterio Per l’Ospedale del Cuore di Massa
Fondazione Sant’Orsola di Bologna
Istituto Gaslini di Genova
FORMA – Fondazione Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino
A.U.L.C.I. (Associazione Umbra Lotta Cardiopatie Infantili)
Fondazione Santobono Pausilipon di Napoli
Azienda Ospedaliera di Cosenza – Dipartimento di Pediatria
Ospedale dei Bambini “G. Di Cristina” Arnas Civico di Palermo
Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento – Dipartimento di Pediatria

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