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Ibc, l’instabilità dello scenario globale frena la crescita

Le tensioni in Medio Oriente stanno condizionando l’economia italiana, disegnando uno scenario di forte incertezza per le imprese. Il Pil italiano dovrebbe attestarsi quest’anno al +0,4%, un livello inferiore alle stime pre-conflitto (+0,7%). Contestualmente è atteso un aumento dell’inflazione al consumo (+2,9%), oltre che una frenata dei consumi (dal +1,1% del 2025 al +0,5% del 2026), un rallentamento degli investimenti e una contrazione delle esportazioni. Il quadro prospettico per il 2027 resta debole, con un’inflazione prevista a +1,6% e Pil a +0,5%. I dati sono stati presentati dalla società di consulenza Prometeia durante l’assemblea pubblica di Ibc, l’Associazione Industrie Beni di Consumo, tenuta a Milano.

A PESARE È L’IMPENNATA DI ENERGIA E MATERIE PRIME
A gravare sulle imprese – sottolinea Flavio Ferretti, Presidente di Ibc (nella foto in alto) – è soprattutto l’impennata dei costi esogeni, che colpisce trasversalmente energia e materie prime. I rincari investono comparti strategici: dai fertilizzanti per l’agroalimentare e il chimico, fino alla filiera dei metalli, penalizzata dal costo dell’alluminio. L’instabilità minaccia, inoltre, le catene di fornitura dell’elettronica e della farmaceutica, con ripercussioni a cascata su numerose filiere produttive”.
Anche in caso di una rapida risoluzione del conflitto, il medio-lungo periodo rimane critico: il danneggiamento delle infrastrutture energetiche del Golfo penalizzerebbe la normalizzazione del mercato. Le quotazioni di Brent e gas naturale sono previste su livelli elevati almeno fino alla fine del secondo trimestre 2026, con un rientro graduale solo nella seconda metà dell’anno.

IL LARGO CONSUMO TIENE, MA PEGGIORA IL CLIMA DI FIDUCIA
La stessa Ibc rimarca però che, nonostante le difficoltà, il largo consumo mostra una tenuta resiliente, sostenuta dall’impegno a contenere i costi della filiera e dalla capacità di adattamento dei consumatori. Nel breve termine, i consumi si mantengono stabili (+1,0% a volume a marzo 2026 rispetto allo stesso mese dello scorso anno, fonte NielsenIQ), ma la direzione rimane incerta, anche in considerazioni del peggioramento del clima di fiducia dei consumatori (sceso a marzo a 92,5 da 97,5 di inizio 2026).

IN AUMENTO LA FREQUENZA D’ACQUISTO
Le famiglie italiane reagiscono all’incertezza frammentando la spesa. Secondo NielsenIQ, la frequenza di acquisto è aumentata del 9% nell’ultimo anno, penalizzando la fedeltà alle insegne (-5,7%) e ai brand (-4,2%). Il consumatore è ormai multicanale: alterna fisico e digitale, visita molteplici retailer e sceglie canali diversi a seconda della categoria merceologica. La sfida per le imprese si sposta quindi sulla capacità di garantire disponibilità, semplicità e rilevanza dell’offerta.
Anche la crisi demografica – con calo delle nascite, invecchiamento della popolazione e aumento delle famiglie unipersonali – sta ridisegnando strutturalmente la composizione della spesa, imponendo alle aziende di ripensare formati e priorità per rispondere efficacemente ai bisogni del consumatore.

LE RICHESTE DELL’ASSOCIAZIONE AL GOVERNO
In questo contesto, il presidente Ferretti ha evidenziato l’importanza di azioni del Governo per la semplificazione normativa, il supporto a una transizione ecologica e digitale che non pregiudichi la competitività, e l’alleggerimento del carico fiscale per le imprese. Ha rimarcato, inoltre, l’ampia attività di formazione e informazione dell’associazione inerente agli strumenti abilitanti per la digitalizzazione dei processi e la logistica integrata diffusi da GS1 Italy.
Ibc riunisce aziende attive in Italia e all’estero nei settori alimentare, bevande, prodotti per la cura dell’ambiente domestico e della persona, tessile e abbigliamento, arredo, prodotti e accessori per la casa. Si tratta di oltre 34.000 imprese, che generano un fatturato al consumo stimato di circa 500 miliardi di euro. Il numero di occupati (28% del totale dell’industria in senso stretto) è pari a 1,1 milioni, di cui 516 mila nel comparto grocery.

Per Ibc il 2025 è un anno di consumi deboli e di alta propensione al risparmio

Quest’anno i consumi nazionali a prezzi costanti sono previsti in debole crescita, con un aumento del +0,8% rispetto al +0,4% dello scorso anno. Rallentano gli incrementi del potere d’acquisto dal +2,0% del 2024 al +0,8% del 2025. Le stime sono state diffuse in occasione dell’assemblea di Ibc – Associazione industrie beni di consumo. Un comparto popolato da più di 35mila imprese, in gran parte piccole e medie, che genera un giro d’affari di circa 500 miliardi di euro (230 solo nel settore grocery), occupa 1,1 milioni di addetti (il 29% dell’industria manifatturiera) e investe annualmente circa 17 miliardi di euro nella ricerca e nell’innovazione. Secondo l’analisi redatta da Ref Ricerche per Ibc, il prevalere nelle famiglie di un comportamento prudenziale rende difficile un reale rilancio della domanda interna, mentre resta alto il livello della propensione al risparmio (9,5% di incidenza sul reddito). La cautela degli italiani è confermata dalle evidenze presentate nel corso dei lavori dall’istituto di ricerche YouGov: massiccio ricorso alle promozioni per contenere lo scontrino, inclusione del canale discount nella spesa (la penetrazione è dell’88,7%) e acquisti sempre più frequenti (+3,9% nell’ultimo anno) ma ridotti (la spesa media per atto è diminuita del -2,7%).
In un quadro geopolitico ed economico all’insegna dell’incertezza le nostre aziende hanno grosse difficoltà ad impostare piani di attività ed investimenti – sottolinea Flavio Ferretti, Presidente di Ibc (nella foto a sinistra) –. Subiamo elevati costi dell’energia, volatilità del prezzo delle materie prime, difficoltà di approvvigionamento. Problematiche che si sommano ai problemi di accesso al credito e all’elevata pressione fiscale, penalizzando la nostra competitività. I dazi? Lanciamo un appello affinché le istituzioni europee e nazionali intervengano per scongiurare un’escalation su vasta scala”. Nel corso dei lavori il presidente di Ibc ha inquadrato gli ambiti d’intervento suggeriti al Governo a sostegno della domanda interna e delle imprese. Ha rimarcato, tra l’altro, l’opposizione a sugar e plastic tax ed evidenziato l’importanza di azioni per la semplificazione normativa, il supporto a una transizione sostenibile che non pregiudichi la competitività, l’alleggerimento del carico fiscale per le imprese. Ha ricordato, inoltre, il varo da parte di Ibc di un ciclo di seminari sul territorio nazionale studiati per catalizzare, in particolare nelle piccole medie imprese, l’adozione degli strumenti abilitanti per digitalizzazione dei processi e la logistica integrata diffusi da GS1 Italy.

Noberasco, focus su healthy e Horeca. Obiettivo: 120 milioni entro il 2027

La crisi è alle spalle per Noberasco. L’azienda specializzata in frutta secca e disidratata è riuscita a superare la fase critica grazie al supporto finanziario del fondo illimity Credit & Corporate Turnaround di illimity SGR, alla nuova governance che vede Flavio Ferretti al timone come Amministratore Delegato e, soprattutto, grazie all’impegno collettivo dei dipendenti che non hanno mai smesso di contribuire alla ripresa.

“A fronte di un fatturato stabile, sul quale hanno inciso i pesanti ridimensionamenti di un portfolio prodotti in parte non profittevole, il margine è stato riportato a livelli di sicuro interesse – spiega il CEO Flavio Ferretti -. Nonostante la prima parte di questo nuovo esercizio sia partita con rinnovate problematiche sulle materie prime, sugli impatti del cambiamento climatico, sulle tensioni del dollaro e su quelle geopolitiche, l’outlook ci consente di pianificare un futuro prossimo di positività e di sviluppo sostenibile. In seguito alla chiusura del bilancio positivo e alla lettura dei dati di questi mesi, possiamo più tranquillamente prevedere di rispettare le aspettative e puntare a raggiungere i 120 milioni di ricavi entro il 2027 come previsto dal piano industriale (il gruppo ha chiuso il 2023/2024 con entrate per 85 milioni e un EBITDA Margin attorno all’6,8% grazie anche al controllo dei costi e degli investimenti). Questi numeri letti con attenzione si traducono in risultati importanti quali la fiducia da parte degli stakeholder e – dei consumatori – l’accelerazione della crescita e il rafforzamento all’interno delle più importanti catene della GDO che aprono scenari anche verso altri canali di vendita”.

Per il prossimo triennio Noberasco intende quindi raggiungere obiettivi ambiziosi all’interno di un piano strategico che valorizzerà ulteriormente l’heritage di un gruppo storico che si fregia dal 2022 dell’onorificenza di Marchio Storico di Interesse Nazionale, concentrando l’attenzione sui bisogni del consumatore, sviluppando ulteriormente il canale Horeca e il consumo fuori casa con prodotti healthy sempre più in trend come le barrette-snack e nuovi prodotti di frutta “arricchita”.

Ma non è tutto perché Flavio Ferretti è attento, oltre ai numeri relativi alla crescita di volumi e fatturato, anche ad altri goal legati alla sostenibilità della Agenda 2030. “Al centro della mission Noberasco ci sono innovazione e attenzione al consumatore per permettergli tutti i giorni un “Facile Star Bene” grazie alla facile e pronta assunzione di frutta convenzionale e bio, morbida e secca, lavorata e garantita dal “Metodo Noberasco” – sottolinea il manager -. Inoltre lavoreremo per sviluppare e comunicare al mercato alcune caratteristiche che da sempre contraddistinguono ricerca ed attenzione alla qualità di Noberasco. In particolare abbiamo intenzione di rendere il nostro consumatore consapevole degli sforzi che facciamo sul controllo, la ricerca e la valutazione “in loco” delle materie prime da noi utilizzate”.

Dopo l’insediamento della nuova governance, il divenire dell’azienda si sta disegnando con chiare direttrici strategiche: attenzione alla massima qualità e all’eticità dei prodotti, che caratterizza il ‘Metodo Noberasco’ fin dalle origini e una spinta decisa sul fronte dell’innovazione, ineludibile in un mercato dove l’acquisto di impulso è uno dei pilastri delle scelte del consumatore e richiede di essere costantemente incuriosito e stimolato a provare cose nuove. Ulteriore driver di sviluppo, sarà la sostenibilità con l’impegno concreto verso un tema quanto mai attuale: la continua ricerca di soluzioni innovative per minimizzare l’impatto ambientale in ogni aspetto della filiera, dai processi produttivi fino ai materiali di confezionamento.

Flavio Ferretti è il nuovo Presidente di IBC per il prossimo triennio

Flavio Ferretti, Presidente e Amministratore Delegato di Nims, azienda del Gruppo Lavazza, è stato eletto dal Consiglio Direttivo Presidente di IBC – Associazione Industrie Beni di Consumo per il prossimo triennio. Nel corso del suo mandato sarà affiancato da tre Vice Presidenti: Renato Bonaglia (Amministratore Delegato Alcass), Marco Travaglia (Presidente e Amministratore Delegato Nestlé Italiana), Aldo Sutter (Amministratore Delegato Sutter).

Il percorso manageriale di Ferretti si è sviluppato integralmente nel Gruppo Lavazza dove ha iniziato a operare nel 1983 alla Direzione Sales. Tra il 1996 e il 2002, in qualità di Direttore, guida il Trade e Consumer Marketing Italia. Passa successivamente ad altri incarichi dirigenziali in Italia (Direttore Vendite) e all’estero (Home Business Emea Director). Nel 2012 è chiamato alla guida della Business Unit Italia del brand Lavazza, incarico che ricoprirà fino al 2017, anno del suo passaggio alla guida della neoacquisita Nims, specializzata nella distribuzione e vendita diretta di caffè in capsula, che oggi genera un giro d’affari di 112 milioni di euro. Nel corso della sua carriera il manager ha seguito diverse acquisizioni, curando poi l’incorporazione e l’integrazione delle aziende nel Gruppo Lavazza.

Ferretti è membro del Comitato di Presidenza e del Consiglio Direttivo di Centromarca – Associazione Italiana dell’Industria di Marca e del Consiglio Direttivo di GS1 Italy.

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