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L’e-commerce italiano raggiunge i 90,6 miliardi di euro

La crescita c’è stata, ma inevitabilmente l’inflazione ha fatto la sua parte. L’e-commerce italiano ha raggiunto nel 2025 i 90,6 miliardi di euro, con un incremento del 6,1% del fatturato, sostenuta dall’effetto prezzi che ha pesato per un 2% circa. Il dato emerge dal report sul commercio digitale realizzato da Casaleggio Associati e che dettaglia il valore dei diversi settori. Viaggi e Turismo restano trainanti, con un valore online stimato in oltre 22 miliardi di euro, ma con una variazione molto contenuta (+0,9%) seguiti da Marketplace (17,1 miliardi) in forte espansione (+15,7%), Tempo Libero (13,4 miliardi, +0,4%) e Moda (6,5 miliardi, +8,8%). A seguire ci sono Gambling (6 miliardi, +19,7%) e soprattutto l’Alimentare, attestato a 4,9 miliardi di euro e cresciuto del 5% rispetto al 2024.

AI CONTENUTI CI PENSA L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Quest’anno lo studio di Casaleggio Associati si è focalizzato sull’intelligenza artificiale e su come sta trasformando l’esperienza di acquisto online. Tra i principali utilizzi da parte delle imprese e-commerce emergono la creazione automatizzata di contenuti prodotto, la gestione Seo, le traduzioni, l’analisi dei dati, il customer service e la personalizzazione della customer experience. Il principale ostacolo all’adozione segnalato dalle aziende riguarda la difficoltà nel selezionare il partner tecnologico più adatto, seguita dalla difficoltà nel dimostrare il Roi delle soluzioni di AI.

OTTIMIZZARE LE PRESTAZIONI DEL SITO È LA PRIORITÀ
Sul fronte degli investimenti a breve termine, le aziende italiane si concentrano principalmente sull’ottimizzazione del sito in termini di prestazioni, tecnologie e customer experience (14% delle risposte). Seguono, con pesi simili, la sperimentazione o adozione di tecnologie AI e gli investimenti in marketing e promozione, entrambi al 13%.
Il budget marketing per l’e-commerce riflette una progressiva diversificazione delle strategie digitali. Il Search Engine Marketing (Sem) rimane la voce principale con il 22%, ma registra un calo rispetto al 30% dello scorso anno, segnale dell’aumento dei costi delle keyword. Il Seo si conferma stabile al 16%.

INSTAGRAM VINCE IN EFFICACIA
Tra le piattaforme social, Instagram prevale: il 22% degli intervistati la giudica molto efficace e un ulteriore 29% efficace. Seguono YouTube (molto efficace per il 18%), WhatsApp Business (15% di massima efficacia, 44% di efficacia) e Facebook (10% di massima efficacia, 25% di valutazioni positive). TikTok risulta molto efficace per il 9% delle aziende, con una distribuzione delle percezioni più polarizzata rispetto agli altri canali.

I TREND DI SVILUPPO SECONDO LE AZIENDE
Guardando al 2026, i trend destinati ad accelerare toccano l’intera filiera digitale, andando dai modelli AI predittivi e personalizzati in tempo reale (17% delle aziende) al commercio conversazionale e customer service automatizzato tramite chatbot (14%), fino alle soluzioni AI per migliorare la customer experience con interazioni contestuali (12%) e alle comunicazioni proattive per prevenire l’abbandono dei clienti (8%). A seguire, ci sono l’Agentic Commerce, ovvero la gestione autonoma dei clienti tramite agenti AI (7%), e l’automazione nella gestione delle scorte e nella logistica (7%)

LA GERMANIA È IL PRINCIPALE SBOCCO ESTERO
Sul fronte della presenza internazionale, gli e-commerce italiani si concentrano principalmente nei mercati europei. La Germania è il principale sbocco estero (13% degli operatori), seguita da Francia (12%) e Spagna (10%). Tra gli altri mercati rilevanti figurano Paesi Bassi e Svizzera (entrambi al 9%), Portogallo (8%) e Regno Unito (7%). Al di fuori dell’Europa, gli Stati Uniti rappresentano il principale paese di destinazione con il 5% delle aziende presenti.
La ricerca completa “Ecommerce Italia 2026” (in italiano e in inglese) è scaricabile al link: www.ecommerceitalia.info/report/ecommerce-italia-2026/

Nel food & beverage gli ingredienti speciali fanno la differenza

Quanto l’ingrediente “giusto” si rivela vincente per far partire (o ripartire) le vendite di un prodotto alimentare? La domanda se l’è posta l’Osservatorio Immagino di GS1 Italy e la risposta la troviamo nella diciottesima edizione dello studio. In 12 mesi le 15.335 referenze del food & beverage (esclusi acqua e alcolici) che segnalano in etichetta la presenza di un ingrediente speciale (come zenzero, caramello, cacao, mango o semi di sesamo) hanno aumentato di +5,5% il giro d’affari realizzato in supermercati, ipermercati e negozi a libero servizio, superando i 5,6 miliardi di euro di sell-out. A volumi praticamente fermi (+0,9%) e con la spinta combinata di domanda e offerta, entrambe positive. L’analisi si iscrive nel lavoro dell’Osservatorio Immagino che, dal 2017, segue da vicino l’evoluzione del fenomeno di consumo dei “super ingredienti”, tra tendenze e mode nutrizionali.

SUPERFRUIT PROTAGONISTI NEL CARRELLO
Sono 41 gli ingredienti che l’Osservatorio Immagino rileva sulle etichette dei prodotti alimentari di largo consumo e che appartengono a sette cluster: superfruit, semi, supercereali/farine, spezie, superfood, dolcificanti, traditional. I più presenti nel carrello della spesa degli italiani sono i superfruit (come mandorla, mirtillo e mango), che mostrano anche il miglior andamento annuo, con un aumento di +9,2% a valore e di +5,3% a volume. Bilancio molto positivo anche per i semi (+8,4% a valore e +7,0% a volume).
Bene i superfood (come peperoncino e ginseng), con un +4,2% a valore e +1,5% a volume, i supercereali/farine (come quinoa e farro) con, rispettivamente, +1,9% e +1,6%, e gli ingredienti tradizionali (come nocciola e vaniglia), cresciuti di +5,7% a valore anche se in leggero calo a volume (-0,1%).
Bilancio negativo, invece, per le spezie, che segnano un -0,1% a valore e un -3,6% a volume, e per i dolcificanti, arretrati del -3,8% a valore e del -3,4% a volume.

PRESTO SARÀ LA VOLTA DEL WASABI?
La classifica per andamento dei singoli ingredienti, stilata dall’Osservatorio Immagino, vede spiccare mango e anacardi tra i più diffusi, nonché semi di chia, acqua di cocco e matcha, tutti con crescite a doppia cifra delle vendite a volume. Altri protagonisti degli ultimi anni segnano invece una battuta d’arresto, come accade ad avocado, zenzero, curcuma, cannella, ginseng, spirulina, pistacchio e burro d’arachidi.
Infine, l’Osservatorio Immagino segnala i “saranno famosi”, ossia gli ingredienti emergenti del momento: sono il basmati (+8,1% a volume) e il wasabi (+19,7%). La diciottesima edizione dell’Osservatorio Immagino è scaricabile gratuitamente dal sito osservatorioimmagino.it

Salame Felino Igp, il fatturato al consumo sale a 90 milioni di euro

Una leggera crescita nonostante il generale calo del potere di acquisto, con una conferma del preaffettato arrivato a un +10% rispetto al periodo pre-Covid. Il Consorzio del Salame Felino Igp chiude il 2025 con un fatturato stabile al consumo a quota 90 milioni di euro (rispetto agli 89 del 2024) mantenendo in lieve rialzo anche i valori produttivi: a fronte di 5,3 milioni di chilogrammi di carne lavorata, circa 3,6 milioni sono stati destinati al prodotto certificato (+1,3%), numeri che portano il totale alla produzione a 46 milioni di euro.

PREAFFETTATO IN CRESCITA DEL 10% SUL PRE-COVID
A fronte di trend consolidati, continua a offrire ottime performance il comparto del preaffettato che ha chiuso il 2025 con un +2% raggiungendo i 575.000 chilogrammi destinati (+10% sul 2019). Questa cifra rappresenta il valore più alto dopo quello del 2022, quando il Covid aveva spinto maggiormente i consumatori verso l’acquisto della vaschetta per un totale di oltre 600.000 chili dedicati. Il comparto nel 2025 ha così rappresentato il 16% dell’intero prodotto certificato.
Buone anche le performance dell’export, stabile al 5% dopo l’importante crescita del 2024 (+2,5% sul 2023): sono stati oltre 140.000 i chili di Salame Felino Igp esportati di cui il 79% nei paesi europei con la Germania come principale mercato, seguita da Austria e Belgio.

UN ANNO DI PREZZI STABILI PER LA MATERIA PRIMA
Considerando le condizioni socio-economiche del nostro Paese, caratterizzate da un minor potere di acquisto, siamo molto soddisfatti di aver chiuso il 2025 con una leggera crescita – afferma Umberto Boschi, Presidente del Consorzio di Tutela del Salame Felino Igp – a testimonianza dell’apprezzamento per il Salame Felino Igp. E il trend del preaffettato, in costante aumento, testimonia la versatilità di questo prodotto di eccellenza. Inoltre, confidiamo che i prezzi della materia prima possano rimanere stabili come è accaduto nel 2025, dopo anni di crescita costante, senza ulteriori problematiche legate alla Peste Suina Africana, soprattutto nell’ottica di penetrare maggiormente nei mercati esteri”.

Granarolo: esce Calzolari, Fabbrino nominato Presidente

Cambio della guardia in Granarolo: si chiude la lunga era di Gianpiero Calzolari, che ha guidato il gruppo per 17 anni. Il nuovo Presidente è Stanislao Giuseppe Fabbrino (nella foto in alto). Ingegnere con un MBA e una lunga esperienza nelle operations, Fabbrino è dal 2011 Presidente e Amministratore Delegato di Fruttagel, società nata nel 1994 e costituita da cooperative agricole e agro-industriali emiliano-romagnole e molisane. Da maggio 2022 è Amministratore Delegato e Direttore Generale di Deco Industrie, industria cooperativa che opera nel mercato del largo consumo confezionato con più di 70 anni di storia. Inoltre, è Consigliere di Amministrazione di Granarolo e Consigliere di Amministrazione di Granlatte, cioè la cooperativa socia di maggioranza del gruppo.

DECISIONE CONDIVISA CON I SOCI
Calzolari era stato nominato Presidente di Granarolo nel 2009, prendendo il posto di un altro storico manager del mondo cooperativo, Luciano Sita, a sua volta al vertice della società per 18 anni. Per lungo tempo ha sommato anche la presidenza di Granlatte, tenuta dal 2007 al 2023. La sua decisione di rimettere le deleghe al compimento dei 70 anni è stata condivisa con i soci di Granarolo, per favorire il passaggio generazionale. “Ringrazio molto tutta la Direzione e i consiglieri che si sono avvicendati in questi lustri, il middle management e tutti i dipendenti – ha commentato Gianpiero Calzolari, Presidente uscente di Granarolo –. In questi quasi 20 anni di lavoro siamo cresciuti tanto perché abbiamo avuto il coraggio imprenditoriale di farlo. Sono orgoglioso di aver fatto parte della famiglia Granarolo”.
Gli anni di Presidenza Calzolari hanno trasformato Granarolo facendone un’azienda che rappresenta il nostro miglior Made in Italy, apprezzata in Italia e all’estero – gli ha fatto eco il neo Predidente Stanislao Giuseppe Fabbrino. Creare valore garantendo sostenibilità economica, ambientale e sociale nel tempo è l’obiettivo che un grande Gruppo come Granarolo perseguirà con determinazione nei prossimi anni”.

EFFETTO LISTINI SUL FATTURATO
Granarolo ha chiuso il 2025 con un fatturato consolidato di 1.813 milioni di euro. La variazione a perimetro costante e al netto dell’effetto cambi, pari al +5,2%, deriva soprattutto dalla crescita dei mercati esteri per effetto dell’aumento dei listini. Per quanto riguarda gli altri indicatori finanziari, il margine operativo lordo (Ebitda) si attesta a 100,5 milioni di euro, pari al 5,5% dei ricavi, mentre il risultato operativo (Ebit) è paria a 28,2 milioni. L’esercizio ha fatto registrare un utile pari a 5,5 milioni di euro, con una posizione finanziaria netta di 309,8 milioni. L’Assemblea degli azionisti ha deliberato, su proposta del Cda, la distribuzione di un dividendo pari a 5 milioni di euro.
Quanto al piano strategico 2027-2030 – che toccherà a Fabbrino condurre in porto – le direttrici sono la focalizzazione sul mercato dairy, l’efficientamento, l’aumento della capacità produttiva e la specializzazione degli stabilimenti caseari.

CRESCERE ALL’ESTERO È UNA SCELTA OBBLIGATA
L’Italia pesa per il 60% dei ricavi del grupo, mentre incidono per il 33% le vendite in Europa e per il 7% quelle sui mercati extra europei. Rimane stabile la quota del fatturato registrato all’estero grazie alla crescita dei formaggi freschi e in particolare all’effetto della vendita di specialità casearie pugliesi, come la burrata, prodotte presso il sito caseario di Gioia del Colle, inaugurato in corso d’anno. L’estero si conferma comunque la principale opportunità di crescita.

IL PROFILO DEL GRUPPO IN NUMERI
Granarolo conta 14 siti produttivi dislocati sul territorio nazionale, 2 in Francia, 3 in Brasile, 1 in Nuova Zelanda, 1 nel Regno Unito, 1 in Germania e 1 negli Stati Uniti. Rappresenta la più importante filiera italiana del latte direttamente partecipata da produttori associati in forma cooperativa. Riunisce infatti oltre 488 allevatori produttori di latte, un’organizzazione di raccolta della materia prima alla stalla con ca. 97 autocisterne, che movimentano 950.000 tonnellate/anno, 352 automezzi per la distribuzione, che servono quotidianamente circa 50.000 punti vendita presso i quali 20 milioni di famiglie italiane acquistano prodotti del gruppo. La compagine societaria è così composta: Granlatte 63,14%, Fondo Nazionale Strategico 15,27%, Intesa Sanpaolo S.p.A. 14,95%, Enpaia 4,58%, Azioni Proprie 2,06%.

Hoka apre a Milano il suo primo monomarca italiano

Per gli appassionati di running alla ricerca di scarpe, abbigliamento e accessori c’è un nuovo indirizzo da segnare in agenda. È a Milano, in Corso Garibaldi 1, ed è il primo punto vendita monomarca in Italia di Hoka. Nato nel 2009 in Francia, il brand ha già aperto degli store a Londra, Parigi e Berlino. Il negozio è stato progettato con elementi di design naturali che richiamano l’heritage del marchio e le sue radici sulle Alpi francesi. Gli interni includono anche installazioni interattive.

UN CLUB PER CONVIDERE LA PASSIONE PER LA CORSA
Pensato come un vero punto di riferimento per la community dei runner milanesi, lo store Hoka intende offrire un’esperienza immersiva dove scoprire le ultime innovazioni del brand e vivere appieno la filosofia del movimento. Lo spazio nasce con l’obiettivo di accompagnare ogni atleta – dai runner esperti a chi si avvicina per la prima volta alla corsa – verso nuove performance.
Dal 2 maggio sarà inoltre attivo l’Hoka Run Club, con appuntamenti di corsa settimanali. Il calendario di attività prenderà il via con iniziative dedicate alla community verso la Stramilano. I partecipanti avranno l’opportunità di testare le ultime calzature Hoka, incontrare esperti e vivere esperienze immersive all’interno del negozio.

MILANO TAPPA OBBLIGATA DELLA CRESCITA IN EUROPA
Aprire il nostro primo store in Italia rappresenta un passo naturale nel percorso di crescita del brand in Europa – dice Guido Geilenkirchen, Vp & Gm Hoka Emea –. Milano è una città dinamica, profondamente connessa allo sport e alla cultura del movimento, e siamo entusiasti di entrare in contatto ancor più diretto con la sua community di runner. Questo store ci consente di creare una relazione più forte con gli atleti locali e offrire a tutti un’esperienza completa del mondo Hoka”.

CHI È DECKERS BRANDS
Il marchio Hoka è parte di Deckers Brands, gruppo californiano attivo nella progettazione, commercializzazione e distribuzione di calzature, abbigliamento e accessori sviluppati sia per l’uso quotidiano che per le attività ad alte prestazioni. Il portafoglio di marchi dell’azienda – quotata al New York Stock Exchange – comprende anche Ugg e Teva. I prodotti Deckers Brands sono venduti in più di 50 paesi attraverso grandi magazzini e negozi specializzati, negozi al dettaglio di proprietà e online.

Agromonte presenta l’etichetta fatta con gli scarti del pomodoro

Un’edizione limitata, ideata per raccontare in maniera inusuale l’impegno sostenibile dell’azienda. Agromonte arriva negli scaffali della Gdo con una versione della sua Salsa Pronta di ciliegino che si può definire speciale, non per il contenuto, bensì per il contenitore. O, meglio, per l’etichetta, realizzata a partire dagli scarti della lavorazione del pomodoro. Bucce, semi e altre parti normalmente rifiutate vengono infatti trasformati in un pigmento naturale, riducendo l’impatto ambientale. Il risultato è un’etichetta caratterizzata da una texture grezza che richiama l’aspetto genuino del frutto stesso. In pratica, è l’esperienza anche tattile a comunicare l’autenticità della natura.
Le bottigliette con “l’Etichetta della Terra” sono facilmente riconoscibili tra quelle classiche del marchio per la loro grana distintiva. Il progetto è nato dalla volontà di promuovere l’economia circolare, in vista della Giornata Mondiale della terra che si celebra il 22 aprile.

LA FILIERA CORTA RIDUCE L’IMPATTO AMBIENTALE
Nel comunicare il lancio, Agromonte sottolinea che la sua filiera corta sostenibile a km zero è da tempo un esempio di come la produzione e distribuzione di prodotti alimentari possa essere progettata in modo etico e vantaggioso per il territorio. Il clima mediterraneo crea condizioni ottimali per la produzione di pomodorini di alta qualità. La coltivazione avviene secondo pratiche agricole sostenibili, nel rispetto dei cicli naturali, affiancate da metodi che tutelano la biodiversità e la salute del suolo. Questo approccio consente di ridurre l’impatto ambientale e di ottenere un prodotto di elevata qualità. La raccolta dei pomodorini avviene esclusivamente nei mesi estivi, selezionando solo i frutti maturi pronti per essere trasformati, assicurando freschezza e nutrienti.

INVESTIMENTI IN SICUREZZA ALIMENTARE E SOSTENIBILITÀ
Agromonte afferma inoltre di investire continuamente in innovazione e ricerca per migliorare la propria produzione, cercando soluzioni che possano ridurre al minimo l’impatto ambientale nel rispetto degli standard di sicurezza alimentare e sostenibilità.
Siamo orgogliosi di presentare L’etichetta della Terra, un gesto concreto compiuto all’interno dell’impegno dell’azienda verso la sostenibilità – dice Miriam Arestia, Responsabile Marketing di Agromonte –. Gli scarti del pomodoro, che altrimenti verrebbero sprecati, diventano un elemento di bellezza e valore, raccontando un futuro ricco di opportunità. Dove molti vedono rifiuti, noi di Agromonte vediamo una nuova possibilità”.

Gli italiani e l’alimentare: spesa fisica, coupon digitale

Oltre il 70% degli italiani continua a preferire la spesa in negozio piuttosto che online. L’inflazione cresce, ma 6 consumatori su 10 non hanno diminuito la quantità di generi alimentari acquistati. Oltre l’80% di chi accede ai coupon utilizza lo smartphone. Sono questi alcuni dei principali risultati dell’indagine sulle abitudini di spesa in Italia condotta da OnePool per conto di Savi, che offre una fotografia aggiornata delle abitudini di acquisto alimentare degli italiani, evidenziando comportamenti consolidati e differenze significative tra le diverse fasce d’età.

E-COMMERCE PIÙ POPOLARE TRA I GIOVANI
Il 72% degli italiani continua a prediligere la spesa in negozio, scegliendo nella maggior parte dei casi lo store fisico rispetto all’online, ma le abitudini di acquisto differiscono consistentemente in base all’età. Se infatti l’88% degli intervistati con più di 65 anni dichiara di preferire recarsi fisicamente presso il punto vendita di fiducia, la quota scende al 48% tra i ragazzi di età compresa tra i 18 e i 24 anni, che invece risultano più abituati all’e-commerce, formula preferita dal 24% dei giovani contro solo il 6% dei più anziani.
Tra i principali canali di distribuzione, l’ipermercato/supermercato è il format preferito dal 52% dei consumatori, seguito dal discount a quota 25%, mentre le formule più specifiche, come i punti vendita all’ingrosso o i minimarket, raggiungono insieme solo il 4% delle preferenze.

L’INFLAZIONE PESA SUL CARRELLO
L’aumento dei prezzi ha assunto un ruolo determinante sulle abitudini di acquisto, con il 57% degli italiani che dichiara di spendere di più rispetto allo scorso anno. In generale, si rileva un atteggiamento di moderata prudenza tra i consumatori, se è vero che il 60% dichiara di comprare la stessa quantità di generi alimentari o di aver aumentato gli acquisti, mentre il 36% ha dovuto limitare il numero di prodotti nel proprio carrello della spesa a causa dell’inflazione.

COUPON FA SEMPRE PIÙ RIMA CON SMARTPHONE
In questo contesto è generalmente aumentata l’attenzione verso i diversi strumenti di risparmio, da quelli tradizionali ai più innovativi, come i programmi fedeltà o i buoni sconto. Sempre più diffusi sono i coupon in formato digitale, se è vero che l’82% degli intervistati che utilizzano i coupon vi accedono tramite smartphone, in un trend ormai consolidato da diversi anni. In questo caso, l’età influisce relativamente sulle abitudini, con l’81% dei giovani tra i 18 e i 24 anni che usa il cellulare per accedere agli sconti, percentuale che si conferma comunque mediamente alta (66%) anche tra gli ultrasessantacinquenni.

L’ALIMENTARE BATTE I BUONI CARBURANTE
Se l’alimentare risulta la categoria di maggior utilizzo dei coupon, aumenta anche l’interesse per altri settori, con i buoni carburanti ed energia che raccolgono l’interesse del 46% del campione, 31% per abbigliamento e calzature, mentre il 30% degli intervistati preferirebbe ricevere sconti da utilizzare al ristorante. L’attenzione al risparmio per le cene fuori casa trova riscontro anche in un altro dato: il 45% degli italiani dichiara infatti di aver ridotto le spese per andare a cena fuori nel periodo post covid.

CRESCE L’INTERESSE PER I NUOVI CANALI INFORMATIVI E PROMOZIONALI
Se da un lato le app loyalty e l’e-mail si confermano come i touchpoint preferiti per ottenere coupon, cresce l’interesse verso contesti alternativi di ingaggio, inclusi entertainment, gaming e piattaforme di streaming. Dall’indagine emerge un’elevata apertura degli italiani ad accedere alle promozioni veicolate all’interno di servizi digitali già integrati nella quotidianità. In particolare, il 62% ha dichiarato la disponibilità ad interagire con piattaforme di video streaming per ricevere sconti e offerte.
Guardando invece ai luoghi alternativi in cui i consumatori vorrebbero ricevere promozioni, emergono in testa i siti dedicati alle offerte (36%), seguiti da operatori di rete mobile (26%) e app di notizie (24%). Rilevante anche il ruolo di app bancarie (22%) e servizi essenziali (21%), mentre altre categorie risultano più di nicchia.

SÌ AGLI AUMENTI, SE PERCEPITI COME GIUSTIFICATI
L’indagine è stata svolta attraverso interviste online realizzate nel corso del mese di dicembre 2025 su un campione composto da 2.000 soggetti che hanno dichiarato di aver utilizzato almeno un buono sconto per l’acquisto di prodotti alimentari nei 12 mesi precedenti la survey.
I dati confermano come gli italiani siano oggi consumatori sempre più consapevoli e attenti – sottolinea Andrea Zermian, Sales and Marketing Director di Savi (nella foto a destra) – Anche in un contesto complesso, segnato dalla progressiva erosione del potere d’acquisto, emerge una disponibilità ad accettare aumenti di prezzo quando percepiti come giustificati, a condizione che non venga compromessa la qualità. È un segnale chiaro di maturità e di crescente attenzione verso ciò che si porta in tavola. A differenza di altri settori, come la moda o il tech, l’alimentare continua a mantenere una forte dimensione esperienziale. Il punto vendita fisico resta centrale: consente un’interazione diretta con il prodotto e abilita scelte più consapevoli, difficilmente replicabili online. Parallelamente, osserviamo un’evoluzione significativa nelle logiche di risparmio. I consumatori mostrano un’elevata apertura verso strumenti digitali: i coupon accessibili da smartphone, ormai diffusi trasversalmente tra tutte le fasce d’età, rappresentano un esempio concreto di come innovazione e convenienza possano integrarsi nelle abitudini quotidiane. In questo scenario, diventa fondamentale accompagnare e valorizzare queste dinamiche, favorendo la crescita di consumatori sempre più informati, consapevoli e autonomi nelle proprie decisioni d’acquisto”.

Adyen semplifica la gestione di pagamenti e liquidità aziendale

È progettata per le grandi imprese globali e integra pagamenti, gestione della liquidità e payout in un’unica piattaforma. Intelligent Money Movement è la nuova offerta creata da Adyen, piattaforma tecnologico finanziaria scelta da molte aziende leader a livello globale. Questa soluzione consente ad aziende come Etsy, Expedia Group e Vinted di spostare i fondi più rapidamente, avere una visibilità in tempo reale sulla liquidità disponibile e ridurre la complessità operativa.

LA FRAMMENTAZIONE DEI FLUSSI È UN PROBLEMA REALE
Per le enterprise internazionali, le operazioni finanziarie continuano a essere estremamente complesse, anche a causa di un ecosistema di fornitori frammentato. I pagamenti dei clienti giungono tramite carte, bonifici e metodi di pagamento locali, spesso in più valute; allo stesso tempo, clienti, fornitori esterni e partner si aspettano un accesso ai fondi sempre più rapido e flessibile. In questo contesto, i team di tesoreria sono chiamati a coordinare diversi provider finanziari per gestire in modo efficace le varie fasi del ciclo di vita dei flussi di cassa.

PIÙ EFFICIENZA PER DECISIONI TEMPESTIVE
Il commercio globale opera in tempo reale, ma la movimentazione del denaro avviene ancora in modo frammentato – dichiara Ethan Tandowsky, Cfo di Adyen –. Intelligent Money Movement nasce per colmare il gap tra pagamenti, gestione della liquidità e payout. Consolidando l’intero ciclo di vita dei fondi su un’unica piattaforma, consentiamo alle aziende di accedere al capitale più rapidamente, migliorare l’efficienza del capitale circolante e prendere decisioni finanziarie più tempestive. Negli ultimi anni, l’area dei Cfo ha dovuto far fronte a rapidi cambiamenti e incertezze, legati all’adozione dell’AI e alle dinamiche macroeconomiche. Rendere i team di tesoreria più agili significa aiutarli a creare valore concreto per il business e per le operations”.

I PROCESSI MANUALI E LE SOLUZIONI AD HOC COSTANO
Questa complessità tende ad aumentare con la crescita, man mano che le aziende si espandono in nuovi mercati e aggiungono nuove fonti di ricavo. In media, un’impresa enterprise lavora con cinque o sei banche principali, gestisce oltre 40 conti bancari e si appoggia a 12 provider per incassi (pay-in) e pagamenti in uscita (pay-out). Per governare la movimentazione dei fondi e avere visibilità sui flussi di cassa, i team di tesoreria ricorrono spesso a processi manuali o soluzioni costruite ad hoc, con un elevato impiego di tempo e risorse. La situazione si complica ulteriormente quando si aggiungono il debito tecnico dovuto ad acquisizioni e all’integrazione con sistemi legacy non compatibili. Secondo il Treasury Report congiunto di Adyen e Boston Consulting Group, il 48% dei CFO indica trasparenza e previsioni accurate della liquidità tra le principali sfide, e i team di tesoreria dedicano oltre il 20% del tempo alla gestione di incassi e pay-out.

IL VANTAGGIO DI AVERE UNA SOLA PIATTAFORMA
Intelligent Money Movement si basa su due elementi distintivi dell’infrastruttura Adyen:

  • Un’unica piattaforma: a differenza di molti provider che si appoggiano a tecnologie acquisite e integrazioni di terze parti, Adyen ha costruito il proprio stack fintech su un’unica piattaforma. In questo modo pagamenti, gestione della liquidità e payout vengono orchestrati nello stesso sistema.
  • Licenze bancarie internazionali: Adyen è tra le poche fintech a disporre di licenze bancarie proprie negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Europa. Ciò consente di avere connessioni dirette alle reti di pagamento e ai circuiti delle carte, riducendo gli intermediari e velocizzando i tempi di regolamento dei fondi.

EXPEDIA RIDUCE LA COMPLESSITÀ OPERATIVA
L’offerta è pensata per le aziende che gestiscono su larga scala flussi complessi di pagamento e payout, tra cui assicurazioni, marketplace retail, piattaforme di mobilità e delivery, agenzie di viaggio online e altri settori. E a riprova della sua efficienza, Adyen riporta le parole di Jing Yang, Vice President of Global Payments di Expedia Group: “Nel mercato dei viaggi, la complessità dei movimenti di denaro a livello globale, dalla prenotazione iniziale del viaggiatore al pagamento finale all’host, richiede un elevato grado di resilienza e fiducia. L’unificazione dei nostri incassi e pagamenti in uscita attraverso Intelligent Money Movement ci aiuta a gestire meglio l’intero ciclo di vita finanziario su un’unica piattaforma, riducendo la complessità operativa e garantendo ai nostri host un’esperienza fluida e affidabile”.

Germinal Bio gioca un tris di snack Buoni per Natura

La “snackification” è un’attitudine che piace sempre più ai consumatori, 8 italiani su 10, e che diventa parte integrante delle abitudini di acquisto e consumo, secondo il recente studio di YouGov. In questo scenario di mercato, che vede gli spuntini come un vero e proprio pasto a integrazione di quelli principali, Germinal Bio propone la sua rinnovata e ampliata linea di snack Buoni per Natura.
L’azienda – specializzata in alimenti biologici, funzionali e salutistici – sottolinea di essere il marchio leader nelle merendine bio (fonte: iper-super-libero servizio 2025, Circana) e di aver voluto rafforzare la presenza nel segmento con un restyling mirato e il lancio di referenze studiate per il consumo fuori casa.

FARINA INTEGRALE SÌ, LATTOSIO NO
Tre le novità della linea Buoni per Natura. Cominciamo dallo Snack farro e mirtillo, una pastafrolla dalla consistenza rustica a base di farina integrale di farro e farina di riso. La farcitura ai mirtilli apporta una nota dolce e leggermente acidula, che si combina con il sapore delicato del cereale. Lo Snack integrale albicocca, realizzato con farina integrale e ingredienti da agricoltura biologica, punta sulla semplicità e sul sapore equilibrato. Infine, lo Snack cacao e nocciole si caratterizza per la farcitura ricca e cremosa, che lo rende adatto anche a un momento di piacere più indulgente. Tutte e tre le referenze sono naturalmente senza lattosio e disponibili in confezione da 6 monoporzioni, con un prezzo al pubblico di 3,19 euro.

IL PACK RAFFORZA L’IDENTITÀ DEL BRAND
Altra novità è l’incarto monodose stampato che rafforza l’identità del brand nel consumo “on the go”, adottato anche per gli Snack senza glutine al riso e cacao, al mirtillo e all’albicocca – che restano invariati nella formulazione delle ricette – e per lo Snack quinoa e cacao.
Oggi il mondo dello snacking riflette una domanda di spuntini bilanciati, più salutari e funzionali – commenta Antonio Capalà, Responsabile Vendite di Germinal Bio – che vanno incontro anche alle esigenze dei target più attenti al benessere e che guardano alla trasparenza degli ingredienti e alla qualità delle materie prime, elementi ormai fondamentali nelle scelte d’acquisto dei consumatori. Con l’ampliamento delle proposte e il restyling grafico, Germinal Bio sceglie di rafforzare il suo posizionamento del comparto facendosi testimone di una visione orientata all’innovazione responsabile”.

Mdd da record, raggiunto il 50% di quota a volume in Europa

In ogni cosa c’è sempre una prima volta, ma questa – relativa al settore del largo consumo – davvero non passa inosservata. Nel 2025 per la prima volta la marca del distributore (Mdd) ha raggiunto una quota in unità di vendita del 50% in Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito. Complice il carovita, i prodotti private label sono entrati con maggiore frequenza nel carrello della spesa delle famiglie, consentendo di tagliare un traguardo che può essere definito storico.
Secondo l’ultima analisi di Circana sul mercato europeo del largo consumo, la quota di unità vendute a marca del distributore è aumentata costantemente ogni anno dal 2021, salendo di oltre tre punti percentuali nel periodo, con un’ulteriore crescita prevista per il 2026. I prodotti Mdd rappresentano già più della metà delle unità vendute in alcuni paesi, guidati dalla Spagna (59%) e dai Paesi Bassi (56%), dove il discount è più consolidato. La quota a volume della marca privata è salita al 52% nel Regno Unito e in Germania, mentre si attesta al 46% in Francia e al 36% in Italia.

ITALIA ATTESTATA AL 31% A VALORE
Il principale motore della crescita sono state le categorie food & beverage, in particolare nei piatti pronti, negli snack, nelle bevande e nei prodotti lattiero-caseari. Significativo viene definito da Circana l’incremento nelle acque minerali, grazie a prezzi competitivi, promozioni profonde, edizioni limitate e un target mirato.
Ovviamente, la fetta della torta si riduce a valore, scendendo al 42% delle vendite nei sei principali mercati europei, per un totale di 324 miliardi di euro. Più nel dettaglio, la quota a valore della Mdd si attesta al 31% in Italia, 36% in Francia, 44% in Germania e Regno Unito, 52% in Spagna e 55% nei Paesi Bassi.

L’INFLAZIONE CAMBIA IL MODO DI FARE LA SPESA
“Nell’ultimo decennio – dichiara Ananda Roy, Senior Vice President of Strategic Growth Insights di Circana – le marche del distributore sono diventate marchi potenti a tutti gli effetti. Considerando che oggi un carrello della spesa medio costa quanto un carrello premium dello scorso anno, i consumatori attenti al prezzo devono compiere decisioni difficili su quali prodotti acquistare. L’assortimento dei distributori spazia dai prodotti base a prezzi contenuti alle prelibatezze premium, fino ad alimenti salutari, iperproteici e articoli di tendenza: un’alternativa affidabile e attraente alle marche industriali che sta cambiando il modo in cui le persone fanno la spesa in tutto il mondo”.

INNOVAZIONE A SCAFFALE E NELLA COMUNICAZIONE
Monitorando le vendite di milioni di referenze in oltre 230 categorie del largo consumo, l’analisi di Circana rileva che i retailer sono riusciti a mantenere i prezzi bassi e una qualità elevata. Le marche private stanno intercettando i trend legati alla salute e agli stili di vita, offrendo proposte premium e lanci di prodotti innovativi con un dinamismo superiore a quello dei brand nazionali. Anche la strategia dei distributori di indirizzare contenuti sui social media verso acquirenti più giovani e meno fedeli ai marchi tradizionali sta giocando un ruolo chiave nel sostenere la domanda.

ULTERIORE SLANCIO ARRIVERÀ DALLO SHOPPING ONLINE…
Mentre i marchi industriali hanno cercato di riconquistare i consumatori rallentando la crescita della pl, l’aumento dell’inflazione alimentare potrebbe portare a un nuovo incremento di questi prodotti entro la fine dell’anno. Si prevede inoltre che lo shopping online e quello guidato dall’intelligenza artificiale – che tipicamente privilegiano prodotti più economici a parità di benefici – quest’anno forniranno ai supermercati un ulteriore slancio.

… E DALLE TENSIONI GEOPOLITICHE INTERNAZIONALI
I retailer si rivolgono anche alle generazioni più giovani, meno fedeli ai grandi brand, attraverso TikTok shop – sottolinea Roy – e contenuti virali; i discount stanno aprendo nuovi punti vendita e l’AI rende più semplice che mai confrontare i prodotti solo su prezzo e funzionalità. Le marche industriali dovranno contare su qualcosa di più della semplice reputazione del marchio o di forti sconti per attirare i consumatori”.
E la prima volta potrebbe non essere l’ultima, anzi. “Si prevede che la crisi del costo della vita si intensificherà nella seconda metà dell’anno – avverte Roy – poiché le tensioni geopolitiche stanno aumentando i prezzi di fertilizzanti, trasporti, distribuzione e ingredienti. È probabile che ciò offra un ulteriore vantaggio ai distributori, con una rapida crescita della Mdd mentre le famiglie cercano nuovi modi per risparmiare”.

RISPONDERE CON LE PROMOZIONI È TATTICA, NON STRATEGIA
Circana ha inoltre rilevato che le promozioni a scaffale, i prezzi riservati ai programmi fedeltà (loyalty pricing) e le strategie di allineamento dei prezzi si sono intensificati nell’ambito di una “guerra dei prezzi” nel settore. Tuttavia, i prodotti di marca vengono scontati in modo molto più aggressivo rispetto alle Mdd: nei sei principali mercati europei, il 34% delle vendite a volume dei brand industriali è avvenuto in promozione, contro il 14% della marca del distributore. “Con margini già ridotti – conclude Roy – le marche industriali dovranno analizzare a fondo i dati sulla fedeltà dei consumatori e le strategie di prezzo e promozione se vogliono competere e sopravvivere. Saturare il mercato di promozioni non è una tattica di sopravvivenza a lungo termine”.

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