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Coop Alleanza propone FriP, il formaggio per chi ha problemi renali

L’attenzione al benessere del consumatore può essere declinata in forme diverse, ma quella adottata da FriP (Free Phosphate) – un innovativo procedimento per la produzione casearia – è particolare e merita di essere raccontata. Oltre 4 milioni di italiani convivono con una compromissione della funzione renale e a loro sono destinati i formaggi prodotti con metodologia FriP, che a buona ragione si possono definire speciali in quanto non danneggiano i reni, dando la possibilità di ampliare le scelte alimentari anche in presenza di patologie specifiche. Un’iniziativa in cui ha creduto Coop Alleanza 3.0, che in 80 punti vendita – dal Friuli-Venezia Giulia all’Abruzzo – propone una linea di formaggi marchiati FriP in cui il fosforo diventa non assorbibile grazie all’aggiunta di carbonato di calcio durante la produzione.

DALLA NEFROLOGIA PEDIATRICA AL SUPERMERCATO
Il procedimento è stato sviluppato e brevettato dalla Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. La storia di FriP è cominciata infatti in un reparto di nefrologia pediatrica. I neonati con insufficienza renale non possono rinunciare al latte. Per proteggerli dall’eccesso di fosforo, i medici aggiungono quindi al latte una piccola quantità di carbonato di calcio, una sostanza insapore e inodore che lega il fosforo nell’intestino e ne impedisce l’assorbimento. Da questa pratica clinica è nata una domanda semplice: se funziona nel latte per i bambini, può funzionare anche nel formaggio per gli adulti? La risposta è FriP.
La tecnica può essere applicata a diversi tipi di latte e a numerose varietà casearie. Il risultato è un formaggio indistinguibile per gusto e consistenza da quello tradizionale, ma con una caratteristica in più: durante la digestione, il calcio si lega al fosforo formando un composto insolubile che viene eliminato dall’organismo. In parole semplici: il fosforo c’è, ma non viene assorbito.

UNA LINEA DIFFERENZIATA PER CONSISTENZA E STAGIONATURA
Diversi caseifici italiani hanno già adottato la metodologia FriP nel latte vaccino, ovino, caprino e di bufala, dimostrando che innovazione, ricerca scientifica e tradizione possono camminare insieme. Sugli scaffali Coop Alleanza 3.0 verranno proposti il Fresco Dolce FriP, lo Squacquerone FriP, lo Stracchino FriP, la Caciotta FriP e la Caciotta Antiche Mura FriP, declinazioni diverse per consistenza e stagionatura, ma unite dalla stessa innovazione. A produrli sono Caseificio Campagnola, Caseificio Montegrappa e Iaquilat.
Nel comunicare la scelta di inserire in assortimento questa linea, Coop Alleanza 3.0 sottolinea che non siamo in presenza di un’idea suggestiva, ma di una soluzione che funziona. Uno studio pubblicato sul Journal of Nephrology ha coinvolto pazienti in emodialisi e ha dimostrato che il consumo di formaggio FriP contribuisce a ridurre l’aumento del fosforo nel sangue tra una dialisi e l’altra, senza alterare i livelli di calcio. I partecipanti hanno apprezzato il prodotto e molti hanno raccontato quanto sia stato importante poter reinserire il formaggio nella propria alimentazione, non solo in termini nutrienti, ma di qualità della vita.

UN FORMAGGIO VERO, MA PIÙ INCLUSIVO
Per capire il valore di questo progetto va ricordato che le persone con malattia renale devono già limitare proteine, sodio, potassio, liquidi. Ogni restrizione pesa non solo sul corpo, ma anche sulla quotidianità. FriP nasce per ampliare le possibilità di un regime alimentare già ristretto, non per medicalizzare il cibo. Coop Alleanza 3.0 sottolinea che non è classificato come alimento “a fini medici speciali”, ma resta un formaggio vero, che può essere venduto nei normali circuiti alimentari.

Effetto dazi sul vino, export calato del 3,7% nel 2025

La notizia era ampiamente attesa, alla luce dell’instabilità del quadro internazionale aggravata dalla tempesta dazi, ma non per questo è meno importante: nel 2025 le esportazioni di vino italiano sono diminuite sia volume che a valore. Lo scorso anno si è chiuso con un totale di 21 milioni di ettolitri spediti (-1,9% rispetto al 2024) per un controvalore di 7,78 miliardi di euro (-3,7%). Lo rileva l’Osservatorio di Unione italiana vini (Uiv) sulla base dei dati rilasciati dall’Istat.
Nel complesso, il gap per il vino rispetto allo scorso anno segna -300 milioni di euro, per un saldo attivo con l’estero che, pur rimanendo nella top 5 dei principali comparti del made Italy per bilancia commerciale, scende del 4,3% (a 7,2 miliardi di euro).

PESA IN NEGATIVO LA SVALUTAZIONE DEL DOLLARO
La performance del vino italiano a valore è stata fortemente condizionata dai dazi statunitensi e dalle dinamiche da essi innescate nel secondo semestre, come la svalutazione del dollaro: il mercato Usa (-9,2%, a 1,76 miliardi di euro) si contrae di 178 milioni di euro che pesano per quasi il 60% sul deficit rispetto all’anno precedente. L’extra-Ue paga il 6,4% (-11,6% nel secondo semestre) e chiude a 4,6 miliardi di euro, mentre tengono i mercati Ue (+0,5%), a quasi 3,2 miliardi di euro.

NON SOLO USA: SEGNO MENO ANCHE PER UK E CANADA
Tra i top 12 Paesi terzi – rileva l’Osservatorio – è solo il Brasile a segnare luce verde per il vino italiano con una crescita del 3,8%. Segno meno, oltre agli Usa, anche per gli altri principali mercati della domanda: -3,9% UK, -5,9% Canada, -4,2% Svizzera, -16% Russia. Diverso lo scenario Ue, dove tiene la Germania (+0,6%, a 1,1 miliardi di euro) e crescono ancora la Francia (+3,6%) e i Paesi Bassi (+5,6%). Tra le regioni, segno negativo per le 3 capofila: il Veneto a -1,2% (2,9 miliardi di euro), la Toscana (-2%) e il Piemonte (-2,2%). Lato tipologie, a valore perdono meno gli spumanti (-2,5%, 2,3 miliardi di euro) dei fermi e frizzanti (-4,3%, a 5 miliardi di euro).

RIPARTIRE DAL MERCATO UE
L’Europa ha calmierato la perdita – sintetizza Lamberto Frescobaldi, Presidente Uiv – e proprio da qui dobbiamo ripartire: il mercato interno offrirebbe enormi margini di crescita se si superasse la babele legislativa che impone di fatto un dazio interno al 45% sui beni manifatturieri. La ‘sveglia’ generata dai dazi ci impone di fare ordine in casa nostra e allo stesso tempo di allargare l’orizzonte dei mercati terzi, con attivismo commerciale, approccio manageriale e condivisione strategica con le istituzioni”.

LA FRANCIA FA PEGGIO DI NOI
Le difficoltà incontrate nei Paesi terzi nel secondo semestre sono senza precedenti – aggiunge Paolo Castelletti, Segretario Generale Uiv –, in particolare negli Usa si registra un calo nel periodo che sfiora il 23% e punte del -28% dei rossi fermi in bottiglia, oltre a una contrazione del prezzo medio del 10,8%. Una condizione anomala del mercato che si riflette anche nelle dinamiche accusate dai competitor: la Francia, che rimane primo supplier con 1,9 miliardi di euro, chiude l’anno con un calo doppio rispetto al nostro (-18,8%, -39,1% nel secondo semestre). Paradossalmente l’Italia, perdendo meno degli altri, si ritrova con quote di mercato più alte rispetto all’anno scorso. Una vittoria di Pirro che avremmo preferito conseguire attraverso la crescita”.

La fiducia si costruisce a scaffale (e non solo con il prezzo)

È lì che si gioca la partita di retail e industria: a scaffale. Ed è lì che i consumatori si aspettano di trovare chiarezza e informazioni affidabili, per poter scegliere cosa comprare in maniera consapevole. Ovviamente il prezzo è fondamentale, in particolare per noi italiani, ma attenzione a sottovalutare altri aspetti che contribuiscono a creare fiducia, a cominciare dalla coerenza tra esperienza d’acquisto fisica e digitale.
A dare concretezza numerica a questi concetti è una ricerca globale di Pricer, leader mondiale nelle tecnologie per il retail, che ha coinvolto 5.000 consumatori in Italia, Regno Unito, Francia, Germania e Stati Uniti, con l’obiettivo di analizzare i comportamenti, le aspettative e le nuove dinamiche che stanno ridefinendo lo shopping fisico.
A livello globale, la ricerca evidenzia un’evoluzione ormai trasversale dei comportamenti di acquisto:
– 8 shopper su 10 si aspettano un’esperienza coerente e sincronizzata tra canali online e offline;
– 6 su 10 richiedono una maggiore profondità digitale direttamente a scaffale;
– 7 su 10 dichiarano di abbandonare il negozio quando trovano scaffali vuoti.
Questi dati delineano un quadro chiaro: indipendentemente dal mercato, prezzo, chiarezza informativa e affidabilità operativa rappresentano oggi le basi imprescindibili dell’esperienza retail. Senza queste fondamenta, la fiducia viene meno e l’esperienza in-store perde rilevanza, anche in presenza di soluzioni digitali avanzate.

IN ITALIA L’ATTENZIONE AL PREZZO È AI MASSIMI
All’interno di questo scenario globale, l’Italia emerge come un mercato particolarmente significativo, in cui la ricerca pragmatica del valore si combina con una domanda molto elevata di trasparenza. Gli shopper italiani mostrano infatti i livelli più alti di attenzione al prezzo dell’intero studio, con quasi 9 consumatori su 10 ipersensibili alle variazioni di prezzo a scaffale.
Il confronto dei prezzi è una pratica diffusa e sistematica, con un tasso di comparazione a scaffale che raggiunge l’83%, mentre risulta meno centrale il monitoraggio del totale del carrello. L’attenzione si concentra quindi sul valore del singolo prodotto, più che sulla spesa complessiva, rafforzando l’idea di uno shopping altamente selettivo e consapevole.
In questo contesto, il concetto di equità assume un ruolo centrale. A differenza di altri mercati, dove l’accuratezza tecnica è il principale parametro di valutazione, gli shopper italiani chiedono una dimostrazione concreta della correttezza del prezzo, pretendendo coerenza, chiarezza e leggibilità nel punto esatto in cui avviene la decisione di acquisto. Le promozioni continuano a giocare un ruolo chiave – 6 consumatori su 10 cercano attivamente offerte – ma non sono sufficienti se non accompagnate da trasparenza e comprensibilità.

FORTE INTERESSE PER SOSTENIBILITÀ E PROVENIENZA
Accanto al prezzo, emerge con forza anche il tema del valore “con significato” (Value with Meaning). Il 58% degli shopper italiani desidera trovare direttamente a scaffale informazioni su sostenibilità e provenienza dei prodotti, confermando l’Italia come uno dei mercati più sensibili all’integrazione tra convenienza economica e contenuto valoriale. L’Italia evidenzia, inoltre, un forte ”youth gradient”: Gen Z e Millennials risultano i segmenti più attivi nell’utilizzo di strumenti digitali per verificare offerte, confrontare alternative e cambiare brand quando il valore non è percepito come chiaro.

DALL’ESPOSIZIONE ALLA COMUNICAZIONE
Nel complesso, i dati mostrano come lo scaffale fisico stia evolvendo da semplice spazio espositivo a luogo chiave di costruzione della fiducia. È qui che gli shopper si aspettano di trovare conferma della correttezza del prezzo, della disponibilità dei prodotti e della coerenza tra canali fisici e digitali.
Alla luce di queste evidenze, la ricerca sottolinea il ruolo strategico delle electronic shelf labels e delle soluzioni digitali a scaffale, che permettono ai retailer di garantire allineamento dei prezzi, chiarezza delle promozioni e accesso immediato alle informazioni più rilevanti per il consumatore. In questa direzione si inserisce anche Pricer Avenue, piattaforma di comunicazione a scaffale che amplia le possibilità informative nel punto vendita, trasformando lo scaffale in un canale dinamico di storytelling e valorizzazione dell’offerta. Per il mercato italiano, in particolare, lo scaffale diventa il punto in cui la promessa di valore deve essere dimostrata in modo tangibile, continuo e credibile.

Massimo Lucentini lascia Todis e diventa Direttore Generale di Pewex

Sarà Massimo Lucentini a guidare la nuova fase di sviluppo di Pewex, catena romana di supermercati. Lasciato l’incarico di Direttore Generale di Todis, l’insegna discount del gruppo Conad in cui ha lavorato per 15 anni, il manager è approdato con la stessa carica nella società fondata nel 1987 dai fratelli Paolo e Sante Cetorelli. Pewex è il secondo operatore della Gdo in provincia di Roma, con una quota di mercato dell’11% ottenuta con 40 store, il 3% della rete distributiva della provincia laziale in termini di numerica di punti vendita.
Con i suoi negozi Ultramercato, Supermercato e City, Pewex è inoltre il primo socio sempre per quota di mercato all’interno di Cedi Gros, consorzio facente parte di Selex Gruppo Commerciale che raggruppa 11 insegne storiche del panorama romano ed è leader di mercato nella capitale e nel Lazio.

DAL RETAIL ALLA PRODUZIONE
Se l’insegna Supermercato è autoesplicativa del format utilizzato, qualche precisazione in più la meritano il Pewex City, che compete nell’arena della prossimità, e soprattutto Ultramercato. Quest’ultimo è un punto vendita di destinazione, con una spiccata focalizzazione sui freschi, attraverso servizi come il caseificio interno, la produzione di pasta fresca, la pasticceria. Una visione che la famiglia Cetorelli vuole declinare ancora più in grande: con piattaforme proprietarie per la trasformazione e il confezionamento delle carni, dei salumi in ATM e dei formaggi pre-incartati, Pewex punta ora a completare l’integrazione della filiera con l’imminente realizzazione di laboratori di lavorazione delle carni avicole, di preparati ittici e di un centro di cottura centralizzato dedicato alla gastronomia.

INVESTIMENTI PER 48 MILIONI DI EURO
La società ha chiuso il 2025 con un fatturato di circa 880 milioni di euro, segnando una crescita del 10% rispetto all’anno precedente, grazie anche all’apertura di 4 nuovi punti vendita. Il fatturato della produzione industriale ha toccato invece i 50 milioni di euro.
Per il 2026, il piano industriale prevede – oltre all’apertura dei nuovi centri di lavorazione – 6 nuove aperture (2 Ultramercato, 2 Supermercato, 2 Pewex City), con investimenti per oltre 48 milioni di euro e un piano di assunzioni di circa 600 nuovi collaboratori.

TRA GLI OBIETTIVI C’È MIGLIORARE L’OFFERTA NELLA MDD
La nostra azienda ha assunto una dimensione ed un livello di complessità notevoli – dichiara Paolo Cetorelli (a destra nella foto in alto) – ed abbiamo ritenuto che fosse giunto il momento di iniziare un percorso di integrazione manageriale che supportasse la governance familiare. Negli ultimi anni abbiamo avuto il privilegio di trasformare una cordiale conoscenza di settore in una profonda amicizia con Massimo. Il confronto costante e la condivisione di valori hanno creato le basi naturali per unire i nostri percorsi professionali. Siamo certi che il suo contributo sarà determinante per l’evoluzione di Pewex”.
Entro in Pewex con grande entusiasmo – aggiunge Massimo Lucentini (a sinistra nella foto in alto) – e con il massimo rispetto per la storia di successo scritta finora dall’insegna. La mia sfida sarà quella di mettere a sistema la mia esperienza per rafforzare l’organizzazione aziendale mantenendo la struttura agile come è oggi, per migliorare sensibilmente l’offerta nella marca del distributore e per consolidare il posizionamento dell’insegna come leader nel servizio e nei freschi”.

La spesa degli italiani: più largo consumo, meno beni durevoli

Crescita sì, ma non per tutti. L’instabilità dello scenario politico ed economico trova un corrispettivo anche nel mondo dei consumi, sempre più complesso e frammentato. A confermarlo è un’analisi realizzata da NIQ: in base ai dati raccolti presso oltre 80.000 punti vendita, la spesa degli italiani è salita del 2% nel 2025 rispetto all’anno precedente, per un valore totale di 191 miliardi di euro. L’inflazione avrà fatto la sua parte, ma ciò non toglie che il largo consumo abbia registrato un andamento positivo a valore (+3%) raggiungendo i 133 miliardi di euro, mentre il comparto tech & durables ha mostrato un lieve rallentamento (-1%), attestandosi a 58 miliardi di euro.

FORMATI DISTRIBUTIVI, CHI SALE E CHI SCENDE
La crescita non è stata uniforme nemmeno tra i diversi formati distributivi. L’analisi NIQ evidenzia buone performance per discount (+4%), superstore (+3,4%) e specialisti drug (+3,4%). Al di fuori del largo consumo, si distinguono i negozi di telefonia (+5,3%) e i pet specialist (+2,4%). In sofferenza i negozi specializzati nell’arredo (-5,4%) e in prodotti informatici (-1,8%).
Prosegue l’espansione dell’e-commerce, che nel 2025 ha segnato +9,1% a valore nel largo consumo (2,8 miliardi di euro) e +6% nel tech & durables (5 miliardi di euro). Gli italiani spendono mediamente online 374 euro all’anno per il largo consumo e oltre 1.000 euro per i beni durevoli, con un ruolo sempre più rilevante dei marketplace.

MDD VICINA AL 32% DI QUOTA
Anche nel 2025 la marca del distributore ha confermato la propria attrattività nel largo consumo, crescendo del 3,4% e arrivando al 31,9% di quota. L’incidenza più elevata la fa ovviamente registrare il discount con il 65,1% (+2,4%), mentre l’insieme di iper, super e libero servizio si ferma al 23,3% (+4,5%). Nell’e-commerce la Mdd non ha incrementato la propria quota, pari all’11,5%, mentre i drugstore sono arrivati al 10,2% (+2%).
Nel tech & durables il fenomeno delle private label è meno sviluppato: la quota è pari al 6,7% e inoltre il 2025 ha fatto registrare una contrazione (-3,2%).

IN CRESCITA LA FREQUENZA D’ACQUISTO
Ma cosa guida le scelte dei consumatori? Gli esperti di NIQ citano convenienza, semplicità e disponibilità. La fedeltà alle insegne non è più acquisita, ma va costruita giorno per giorno, in base al valore percepito e alla qualità dell’esperienza. Il consumatore decide in funzione del momento e del bisogno, non della catena, favorendo una spesa frammentata tra canali e retailer e una crescita del 9% della frequenza di acquisto, soprattutto tra le famiglie più giovani.
In uno scenario caratterizzato da maggiore complessità e volatilità, la fedeltà del consumatore si ridefinisce come un equilibrio dinamico tra risparmio intelligente e valore reale. Le app di insegna e gli strumenti digitali diventano leve strategiche per rafforzare l’engagement, mentre l’innovazione che genera valore è quella che parte dai comportamenti, non dalla tecnologia in sé. Per retailer e industria, la priorità è allineare l’offerta ai nuovi bisogni emergenti, intervenendo su assortimenti, prezzo, promozioni ed esperienza.

UN NUOVO INDICATORE DEL POTENZIALE DEI BRAND
Lo studio è stato diffuso in occasione dell’evento NIQ Insight Summit Italy 2026, che ha visto oltre 500 professionisti del settore riuniti a Milano per confrontarsi sulle nuove chiavi di interpretazione dei mercati e dei consumatori. Ma per comprendere un nuovo scenario servono anche nuovi strumenti. Ed è quanto ha proposto NIQ partendo da un’analisi condotta sui Top 500 brand del largo consumo, che ha messo in luce come le valutazioni basate su una singola prospettiva – quella del consumatore (ad esempio la penetrazione) o quella del retail (come le rotazioni) – rischino di offrire una lettura parziale o, in alcuni casi, distorta delle reali performance di marca. Da questa evidenza nasce il Brand Traction Score, un nuovo indicatore integrato e sintetico che combina la trazione della domanda – misurata attraverso il numero di occasioni d’acquisto – con la spinta dell’offerta, rappresentata dal patrimonio distributivo del brand. Una metrica che, in base a quanto riferito da NIQ, è capace di restituire una visione completa ed equilibrata del potenziale di crescita delle marche, dimostrandosi significativamente più predittiva delle vendite rispetto ai Kpi tradizionali. In particolare, la correlazione statistica tra vendite e Brand Traction Score risulta superiore del 30% rispetto a quella tra vendite e penetrazione, storicamente considerata uno degli indicatori di riferimento nei piani strategici.
“In questa edizione del NIQ Insight Summit abbiamo scelto di mettere in discussione le letture convenzionali in uno scenario caratterizzato da forte instabilità – afferma Enzo Frasio, Amministratore Delegato di NIQ in Italia (nella foto in alto) –. Tra tensioni geopolitiche, economiche, pressioni inflazionistiche e continui cambiamenti nei bisogni dei consumatori, il vantaggio competitivo nasce dalla capacità di ampliare lo sguardo: integrare dati convenzionali e non convenzionali, superare le medie e intercettare segnali capaci di anticipare il cambiamento”.

Addetti del banco gastronomia a Scuola di Salumeria con Rovagnati

Valorizzare il banco taglio rafforzandone il ruolo strategico all’interno del punto vendita: è questo l’obiettivo di Scuola di Salumeria, progetto realizzato da Rovagnati in collaborazione con i partner della grande distribuzione. La logica dell’iniziativa è che in un momento in cui la fedeltà del consumatore all’insegna diminuisce del -4,6%, mettere al centro competenze, esperienza e persone può fare davvero la differenza nel recuperare l’attrattività del banco servito favorendo la fidelizzazione del cliente finale.

UN LABORATORIO MULTIDISCIPLINARE PER PROFESSIONISTI
La Scuola di Salumeria, che si inserisce nel più ampio programma di attività formative organizzate dalla Rovagnati Academy, si configura come laboratorio multidisciplinare rivolto a giovani addetti e salumieri professionisti, e si basa sulla condivisione dell’esperienza di specialisti del settore.
Grazie alle competenze trasversali dei docenti Rovagnati, l’iniziativa mira a favorire l’apprendimento di nozioni in ambito alimentare e gastronomico, sanitario e normativo, con particolare riferimento al comparto degli affettati. I protagonisti sono i salumi, raccontati e vissuti a 360°: dalle competenze teoriche alla gestione quotidiana dei prodotti, passando dai comportamenti virtuosi da tenere al banco.

CALCIO D’INIZIO CON COOP LOMBARDIA
Il progetto si articolerà in vari appuntamenti che si susseguiranno nel corso dell’anno e coinvolgeranno vari player della Gdo. Il primo incontro del 2026 è stato realizzato in collaborazione con Coop Lombardia lo scorso 28 gennaio nella sede Rovagnati di Biassono.
Con quest’iniziativa, l’azienda intende contribuire concretamente allo sviluppo del segmento del fresco: un settore strategico che in Italia rappresenta il secondo comparto per importanza dopo la drogheria alimentare. Il mercato dei salumi, infatti, nel nostro Paese raggiunge un valore complessivo di circa 6,2 miliardi di euro, di cui il 60% è generato dal banco gastronomia (3,7 miliardi di euro).

FORMAZIONE FONDAMENTALE PER IL FUTURO DELLA FILIERA
Scuola di Salumeria nasce per celebrare e valorizzare l’eccellenza e l’artigianalità del banco gastronomia come luogo di relazione – dichiara Roberto Montorfano, Commercial Director di Rovagnati – promuovendo la trasmissione di competenze tecniche e il savoir-faire, a dialogo sia con i professionisti più rodati del settore che con le nuove generazioni. Con questo progetto di formazione condiviso ci impegniamo a sostenere la professionalità degli operatori per garantire continuità al comparto e consolidare il ruolo strategico della gastronomia nel fresco italiano. Avere al nostro fianco i clienti in questo percorso rafforza in noi la convinzione che la formazione e la cooperazione attiva siano due ingredienti fondamentali per il futuro della filiera”.

A Campi Bisenzio Scarpe&Scarpe si fa notare in galleria con un videowall

È un grande videowall semi-circolare ad accogliere i clienti del nuovo Scarpe&Scarpe di Campi Bisenzio, in provincia di Firenze. Il negozio è stato riaperto a fine febbraio, trasferendosi nella galleria interna del Centro Commerciale I Gigli – Ingresso corte Tonda. Sviluppato su una superficie di oltre 1.100 metri quadri, con una vetrina e un team composto da 16 dipendenti, è il sesto punto vendita dell’insegna in Toscana, tra cui quelli di Montecatini e Firenze Pistoiese.
Lo spazio rappresenta un’evoluzione significativa rispetto alla precedente location esterna e introduce un concept retail completamente rinnovato, caratterizzato da un design contemporaneo e funzionale.

TECNOLOGIA PER RAFFORZARE L’IDENTITÀ DEL BRAND
Il negozio di Campi Bisenzio si distingue per un layout interamente ripensato, studiato per offrire un’esperienza d’acquisto più fluida, intuitiva e coinvolgente. Elemento distintivo del restyling è il già citato videowall semi-circolare all’ingresso, soluzione scenografica e tecnologica che accoglie i clienti con contenuti dinamici e rafforza l’identità contemporanea del brand.
L’ambiente è stato suddiviso in aree prodotto definite e riconoscibili, in cui le diverse categorie sono organizzate per migliorare l’orientamento e valorizzare l’assortimento per donna, uomo e bambino. Un’ampia zona centrale è dedicata ai prodotti di tendenza e alle promozioni, offrendo una selezione costantemente aggiornata per tutte le fasce di prezzo.
Le nuove strutture espositive fungono da punti focali per l’assortimento total look, proponendo combinazioni coordinate di calzature, abbigliamento e accessori. La progettazione ha mirato a dare alto impatto all’area dedicata al mondo sportivo, dove brand come Adidas, Skechers e Puma sono i protagonisti all’interno di spazi personalizzati in linea con le caratteristiche dei marchi.

UN’INSEGNA DA 130 PUNTI VENDITA
Scarpe&Scarpe, fondata oltre 50 anni fa, ha più di 130 punti vendita – con una superficie media di 1.200 metri quadri – e un sito e-commerce. Il fatturato dell’azienda ha raggiunto i 221 milioni di euro nel 2024, con oltre 1.300 dipendenti. L’assortimento comprende calzature, accessori, abbigliamento e valigeria per tutta la famiglia. Da agosto 2022, l’azionista di maggioranza è RSCT Fund (Responsible & Sustainable Corporate Turnaround Fund), fondo supportato da Pillarstone che sostiene il rilancio di aziende italiane.

I migliori nuovi lanci del 2025 nel largo consumo confezionato secondo NielsenIQ

Sono il meglio dell’innovazione del largo consumo in Italia. Incoronati dall’unico vero giudice del mercato: il consumatore. A stilare l’elenco è “Best Innovations Italy 2025”, la prima edizione dello studio targato NielsenIQ che ha evidenziato i nuovi lanci più rilevanti introdotte nel 2025. L’analisi delle prestazioni ha permesso di individuare i primi tre bestseller per ogni categoria esaminata, considerando esclusivamente i nuovi prodotti con almeno un anno di vendite completato nel 2025.
Lo studio ha inoltre definito le menzioni speciali dedicate a quei lanci best seller in determinate sottocategorie e i prodotti più promettenti che si sono distinti pur non avendo ultimato i 12 mesi sul mercato. Per il calcolo delle performance sono state prese in considerazione le vendite effettuate nei canali monitorati da NielsenIQ.
Perimetro dell’analisi, alcune delle principali categorie del largo consumo confezionato – Food Fresco Confezionato, Prodotti Surgelati, Prodotti Food confezionato, Homecare, Personal Care, Bevande Analcoliche, Bevande Alcoliche. Ecco di seguito i prodotti che rientrano nella Top 3 per ogni comparto.

TOP 3 FOOD FRESCO CONFEZIONATO
Nel segmento del fresco si affermano nuovi lanci che intercettano trend ormai consolidati, come l’alto contenuto proteico e l’alimentazione salutare. Sono Santa Lucia Fiocchi di Latte Ricchi di Proteine (Valore Vendite €5,5MM; Acquirenti 1,3K), Kéfir Müller (V. Vendite €2,1MM; Acquirenti 472K) e Bergader Briolo (V. Vendite €783k; Acquirenti 282k) a interpretare efficacemente queste tendenze.

TOP 3 SURGELATI
Se il consumatore attento alla salute si dirige verso il reparto del food confezionato fresco, quello che non sa rinunciare ai peccati di gola si rivolge invece al reparto dei surgelati dove prevale la richiesta di golosità e praticità. Infatti, in questa top tre, si trovano Nutella Gelato (V. Valore €34.1MM; Acquirenti 2.9MM), Nutella Croissant (V. Valore €17.1MMAcquirenti 1.9MM) e La Bomba Italpizza (V. Vendite €4.9MM; Acquirenti 814k) che rispondono proprio a questi bisogni.

TOP 3 FOOD CONFEZIONATO
Anche qui proposte golose che non rinunciano alla praticità e che incontrano il favore di un pubblico trasversale. Inoltre, anche chi ha effettuato una scelta etica sul piano alimentare ora non rinuncia più ad un prodotto iconico come Nutella. A rappresentare questa sintesi i bestseller del food confezionato, ovvero: Nutella Vegan (V. Valore €13.5MM; Acquirenti 1.4 MM), Mulino Bianco Fisarmoniche (V. Valore €9.4MM; Acquirenti 2.1MM) e Cuor di Bosco Lamponi, Mirtilli e Amarene (V. Valore €9.0MM; Acquirenti 1.9MM).
In questa categoria troviamo le menzioni speciali per l’offerta di quei brand che hanno saputo cogliere particolari tendenze come, ad esempio, Galbusera Protein G (V. Valore €4.6MM; Acquirenti 821K) che ha aggiunto le proteine ai prodotti da forno; Gran Pavesi Sfoglie Crispy Pepe & Lime (V. Valore €3.6MM; Acquirenti 924K) e Baci Caramellato (V. Valore €2.3MM; Acquirenti 446K) che invece hanno arricchito la loro proposta tradizionale con ingredienti particolari – rispettivamente il Pepe & Lime e il caramello. È, inoltre, la Linea Pandorì Bauli (V. Valore €10.8MM; Acquirenti 2.5MM) ad aggiudicarsi il titolo di Miglior Prospetto Food 2026.

TOP 3 HOMECARE
Linea Coccolino Wonder Wash (V. Valore €22.9MM; Acquirenti 1.5MM), Linea Viakal Express (V. Valore €8.6MM; Acquirenti 2.1MM) e Linea Home Care Coccolatevi (V. Valore €1.8MM; Acquirenti 434K): sono loro a popolare il podio dei nuovi lanci per la casa e vengono apprezzati dal consumatore orientato a semplificazione, praticità e velocità. Emerge anche l’apprezzamento della profumazione per la linea Home Care Coccolatevi. In questo segmento, il prodotto più promettente per il 2026 è Linea Cif Infinite Clean (V. Valore €5.6MM; Acquirenti 1.9MM).

TOP 3 PERSONAL CARE
La selezione di referenze per il Personal Care riflette le attuali tendenze di mercato, su tutte l’attenzione verso la cura della pelle. È così che rientrano soluzioni per la beauty routine destinate principalmente al viso sia con prodotti multiuso che con quelli mirati a esigenze specifiche: Linea Mixa Skin Care (V. Valore €6.7MM; Acquirenti 853K), Linea Labello Caring Beauty Lip&Cheek (V. Valore €3MM; Acquirenti 303K), Linea L’Oreal Vitamin C Skin Care (V. Valore €1.5MM; Acquirenti 126K).

TOP 3 BEVANDE ANALCOLICHE
È la fascia più giovane a determinare il successo dei nuovi lanci selezionati per questa categoria. Da un lato, l’influenza ai consumi dettata dai social media e dalle collaborazioni come testimoniato da Linea Prime Sport Drink (V. Valore €7.4MM; Acquirenti 468K); Linea Monster Juiced Energy + Juice (V. Valore €2.1MM; Acquirenti 500K) e, dall’altro, anche i più piccoli e le loro preferenze influenzano le scelte di acquisto come mostrato da Estathé Camomilla Deteinato (V. Valore €1MM; Acquirenti 340K).

TOP 3 BEVANDE ALCOLICHE
A dominare il settore, il richiamo del mondo artigianale, la richiesta di birre aromatizzate e la crescita del no-alcol. A rispondere a queste tre differenti esigenze: Birra Raffo Lavorazione Grezza (V. Valore €12.7MM; Acquirenti 2.6MM), Birra Messina Vivace (V. Valore €5.2MM; Acquirenti 1.31MM) dal gusto fresco e agrumato e Birra Corona Zero (V. Valore €1.4MM; Acquirenti 358K). Jack Daniel’s & Coca Cola (V. Valore €735K; Acquirenti 93K), invece, guadagna la best mention tra le bevande alcoliche.

STRATEGIA VINCENTE PER MIGLIORARE OFFERTA E FATTURATO
Nel 2025, le novità presentate hanno saputo comprendere quelle che sono le mutevoli priorità del consumatore che guidano gli acquisti – commenta Stefano Trifone, Business Partner e Strategic Analytics & Insights di NielsenIQ Italia (nella foto a destra) – Lo studio ‘Best Innovations Italy 2025’, offrendo una chiara fotografia rappresentativa dei reali gusti e desideri degli italiani, evidenzia quanto sia essenziale monitorare il mercato per essere consapevoli dei continui cambiamenti in atto. Inoltre, dimostra quanto la strategia vincente per le aziende sia puntare sull’innovazione per il miglioramento della propria offerta. I nostri studi internazionali attestano che, chi aumenta le vendite di nuovi prodotti, ha il doppio delle possibilità di aumentare il proprio fatturato, rispetto al resto del mercato”.

 

Addio a Carrefour: Etruria Retail cambia insegna

Si completerà entro la fine di questo mese di marzo il passaggio dei negozi della rete Etruria Retail dalle insegne Carrefour alle insegne Famila, Famila Market e Super A&O. La conversione nasce dall’alleanza stipulata dalla cooperativa toscana con GMF, società del Gruppo Unicomm. A essere coinvolti sono 314 punti vendita tra Toscana, Umbria, Lazio e Liguria, che hanno mediamente una superficie di 500 metri quadri.
L’insegna Famila sarà utilizzata nei 9 punti vendita sopra i 900 metri quadri; Famila Market nei 25 negozi tra 400 e 900 metri quadri, mentre 119 con metratura sotto i 400 metri quadri saranno riconoscibili per l’insegna Super A&O. L’insegna Bottega Sapori & Valori, affiliata Super A&O, continuerà ad essere la colonna portante del mondo Etruria Retail, con 161 negozi sinonimo di prossimità, presenza capillare nei territori e legame con le filiere e le produzioni locali.

LA DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA DELLA RETE COMMERCIALE
Tutti i 9 Famila si trovano in Toscana, mentre dei 25 Famila Market, 23 sono in Toscana e 2 in Umbria. L’insegna Super A&O si trova con 88 punti vendita in Toscana, 17 in Umbria, 12 nel Lazio e 2 in Liguria. I negozi Bottega Sapori & Valori sono così distribuiti: 4 in Liguria, 7 nel Lazio, 37 in Umbria e 113 in Toscana. Il passaggio è iniziato il 19 febbraio scorso e si completerà in tre tappe, il 5, il 16 e il 26 marzo in tutte le 14 province di riferimento: Arezzo, Massa Carrara, Firenze, Grosseto, La Spezia, Livorno, Lucca, Siena, Perugia, Pisa, Pistoia, Prato, Terni e Viterbo.

GLI AMBASCIATORI GARANTIRANNO CONTINUITÀ
Un ruolo centrale in questo percorso è affidato agli “ambasciatori del cambio insegna”, oltre 300 tra imprenditori, capi negozio e collaboratori dei punti vendita che, nei mesi scorsi, sono stati coinvolti in un percorso di formazione articolato in cinque giornate e dieci incontri tra Siena, Grosseto, Pisa e Terni, con il contributo di docenti esterni specializzati. Saranno loro ad accompagnare i clienti nella scoperta delle nuove insegne, raccontando con chiarezza le novità e garantendo continuità nella relazione costruita nel tempo.

UN PIANO DI COMUNICAZIONE PER GUIDARE I CLIENTI
Il cambio insegna è accompagnato da un articolato piano di comunicazione integrato e multicanale, pensato per informare e coinvolgere il territorio. Campagne radio e Tv locali, stampa, affissioni, digital advertising, social media e attività in store guideranno i clienti alla scoperta della nuova identità, dando massima visibilità al cambiamento e assicurando una presenza capillare su tutti i canali di comunicazione.
Etruria Retail – dichiara Luca Migliolaro, Direttore Generale di Etruria Retail (nella foto a sinistra) – è più che una rete di supermercati. È una comunità fatta di persone, relazioni e radici profonde. Questo cambio di insegna è un’evoluzione naturale di una storia costruita negli anni con impegno, passione e fiducia. Cambia il nome, ma restano il nostro modo di lavorare, la vicinanza alle famiglie e l’attenzione ai produttori locali. Questa nuova pagina di storia segna, soprattutto, la volontà di rafforzare la nostra azienda offrendo ai clienti più qualità e convenienza grazie all’ingresso nel gruppo Selex. Vogliamo che ogni negozio continui a essere un punto di riferimento per il proprio territorio, un luogo di relazione prima ancora che di acquisto. Questa è la nostra idea di futuro: crescere senza perdere identità, unire le forze per creare valore condiviso e trasformare la nostra presenza capillare in un vantaggio concreto per chi ogni giorno sceglie i nostri punti vendita”.

SportPocket Mielizia è consigliato dalla Federazione Italiana Fitness

Nuova partnership per Mielizia, marchio premium di miele italiano: la linea SportPocket è ora uno dei prodotti ufficialmente “scelti e consigliati” dalla Federazione Italiana Fitness (F.I.F.), ente di riferimento per la formazione, la certificazione e lo sviluppo professionale nel settore del fitness e del benessere.
La collaborazione nasce dalla condivisione di valori fondamentali: benessere, salute, sostenibilità e performance sportiva. Al centro del progetto c’è il concept “Libera l’ape che è in te”, simbolo di energia naturale, determinazione, operosità e spirito di squadra, valori incarnati dalle api e trasferibili a tutti gli sportivi. Il concept guida l’intero percorso della partnership, dalle attività informative agli eventi sul territorio, ispirando le iniziative di comunicazione, le performance on stage, i kit SportPocket distribuiti in circa 200 scuole, palestre e centri fitness, fino alla presenza al RiminiWellness 2026.

UNA FONTE DI ENERGIA PER GLI SPORTIVI
SportPocket è pensato come alimento nutrizionale naturale ed energetico per sportivi, disponibile in doypack, facilmente trasportabile e pronto da consumare in qualsiasi momento della giornata. La linea si inserisce nel segmento “better for you”, offrendo soluzioni nutrienti e funzionali per uno stile di vita attivo e dinamico.
Mielizia sottolinea come il miele italiano 100% da filiera corta contenuto in SportPocket è una fonte naturale di energia immediata ideale prima della performance e capace di ridurre lo stress ossidativo e favorire il recupero muscolare anche durante e dopo l’attività fisica. Grazie ai carboidrati semplici naturalmente presenti, sostiene sia sport ad alta intensità e breve durata, sia attività di minore intensità ma più prolungate, aiutando gli sportivi a mantenere performance costanti durante l’allenamento. Caratteristiche che hanno contribuito a rendere la linea il terzo item più importante di Mielizia in Gdo.
Le due referenze principali sono SportPocket Miele Italiano (miele 100% italiano, in doypack da 100 g, adatto a allenamenti indoor e outdoor) e SportPocket Miele, Polline e Pappa Reale Italiani (mix di miele, polline e pappa reale freschi italiani, arricchito con olio essenziale di limone, disponibile in formato singolo da 30 g e 80 g o multipack da 6 pezzi da 30 g).

EVENTI E ATTIVAZIONI SUL TERRITORIO
I doypack SportPocket saranno forniti agli associati F.I.F. e riporteranno on-pack il bollino ufficiale con la dicitura “scelto e consigliato da F.I.F.”. La partnership prevede una comunicazione mirata durante eventi della Federazione., come la Pilates Convention, con distribuzione della linea SportPocket all’interno delle BeeBag in circa 200 scuole di danza, palestre e centri fitness, accompagnate da materiale informativo.
La F.I.F., partner tecnico storico di RiminiWellness, organizza, in qualità di Fit Gold Partner, masterclass, spazi formativi e attività dedicate a professionisti e appassionati del settore. In questo contesto, al RiminiWellness 2026 (dal 28 al 31 maggio), Mielizia sarà presente con due iniziative distinte: uno spazio espositivo nell’area food e un corner promozionale all’interno del F.I.F. Village, dove le attività di sampling SportPocket saranno abbinate a performance on stage, rendendo l’area un punto di incontro strategico per professionisti e appassionati del fitness.mimiele

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