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Vino, in Europa si riparla di health warning in etichetta

Il vino italiano ed europeo esprime forte preoccupazione per la prima bozza pubblicata il 23 marzo scorso dalla Commissione Salute del Parlamento europeo sul piano “Beca” (Europe’s Beating Cancer Plan), che invita la Commissione Ue a presentare “senza ulteriori indugi” proposte legislative sugli health warning in etichetta. Una posizione che, secondo Unione italiana vini (Uiv), rischia di riaprire un fronte già definito e di penalizzare ingiustamente un settore strategico del Made in Europe.

PER UIV È UN PASSO INDIETRO RISPETTO AGLI IMPEGNI UE
Colpisce e preoccupa – dichiara Lamberto Frescobaldi, Presidente di Unione italiana vini (nella foto in alto) – che si torni a mettere in discussione un equilibrio già raggiunto a livello europeo, ignorando deliberatamente sia il voto espresso dal Parlamento europeo solo tre anni fa, sia le indicazioni della Dichiarazione politica delle Nazioni Unite sulle malattie non trasmissibili. Si tratta di un’impostazione che rischia di alimentare un approccio ideologico e punitivo, anziché fondato su evidenze scientifiche e distinzione tra abuso e consumo responsabile. Non è accettabile che si continui a intervenire su temi già chiariti, distogliendo l’attenzione dalle vere priorità di sviluppo e competitività del settore vitivinicolo europeo. Invitiamo i parlamentari europei e la Commissione a correggere con decisione questa impostazione, evitando misure che colpirebbero indiscriminatamente un comparto simbolo dell’economia, della cultura e della sostenibilità europea”.
L’avvio della discussione è previsto nelle prossime settimane.

Parma capitale internazionale del barbecue

Doppio appuntamento nei padiglioni di Fiere di Parma, dall’11 al 14 aprile 2026: BBQ Expo e Butcher Show – frutto della partnership tra Area Fiera e Fiere di Parma – occupano circa 40.000 metri quadrati di superficie espositiva e riuniscono, per la prima volta sulla stessa piattaforma, la filiera della carne e della ristorazione. Due manifestazioni complementari dedicate al mondo del barbecue, 400 brandi, 68 eventi e academy tenute da 42 pit master, più di 100 macellai in fiera, in gara e in aula, provenienti da tutta Italia e dall’estero.
Secondo gli ultimi dati Ismea, la produzione italiana del comparto cresce del 3,4% a volume, dopo il +6,3% del 2024: un dato in controtendenza rispetto al contesto europeo, dove la produzione di carni bovine si è ridotta del 3,2%, con cali significativi in Germania (-7,9%) e Paesi Bassi (-13%). Il valore della filiera nella fase agricola supera i 4 miliardi di euro, mentre il fatturato dell’industria delle carni bovine raggiunge 6,7 miliardi di euro, in crescita del 7% sul 2023. Numeri che confermano la vitalità di un settore in evoluzione, che a Parma trova un nuovo spazio di confronto, visione e crescita.

GENERARE OPPORTUNITÀ, FACENDO CULTURA DEL CIBO
BBQ Expo e Butcher Show – dichiara Antonio Cellie, Amministratore Delegato di Fiere di Parma – uniscono due mondi sempre più convergenti: la cultura gastronomica del fuoco, con tutto il sistema tecnico e produttivo che la sostiene, e la professione della macelleria che, come format di retail o reparto in Gdo, è in rapida evoluzione con competenze e modelli di business che la collocano tra i mestieri più dinamici del food. Parma non è diventata Food Valley per caso: è un territorio con una vocazione produttiva e culturale profonda, dentro cui questi appuntamenti trovano la loro logica più naturale. La nostra visione è che Parma sia una fiera-piattaforma in cui filiere diverse si connettono e si strutturano, generando opportunità concrete per le imprese facendo cultura del cibo”.

BBQ EXPO: QUANDO IL FUOCO DIVENTA GASTRONOMIA
BBQ Expo occupa il Padiglione 3 con un’offerta che copre l’intera filiera dell’outdoor cooking: barbecue e smoker di nuova generazione, sistemi per la gestione del calore, accessori tecnici, combustibili, rub e spezie che anticipano i trend del gusto. Accanto all’offerta espositiva, spazio al design degli spazi esterni: soluzioni per cucine outdoor che confermano come il giardino sia diventato una stanza progettata con gli stessi materiali e la stessa cura degli ambienti interni.
Il barbecue italiano ha compiuto un salto di maturità. Non è più solo un fenomeno che guarda con curiosità al mondo americano: oggi lo reinterpreta in chiave tricolore, innestando su cotture low & slow e bark compatto una sensibilità fatta di misura, materia prima e cultura del sapore. Il rub, da semplice miscela di spezie, è diventato progetto aromatico: agrumi siciliani biologici, aglio nero fermentato, miele in polvere al posto dello zucchero di canna, caffè liofilizzato per note profonde senza amaro.

DAGLI USA LA COTTURA LUNGA 12 ORE
Questa trasformazione sarà al centro del programma di eventi, con un calendario fitto di dimostrazioni, sessioni tecniche e sfide che alternano formazione e spettacolo. Sul palco e nelle aree cooking si alternano alcuni dei nomi più rappresentativi del barbecue italiano. Andrea Critelli porta in scena il Whole Hog, maiale intero cotto per 12 ore, una delle preparazioni più impegnative della tradizione americana dove il tempo è l’ingrediente principale. Andrea Marino, BBQ coach, guida una sessione dedicata all’arte del brisket, il taglio più tecnico e più ambito del barbecue texano. Giovanni Baratta, pit master e socio di Joe Bastianich, firma uno Smashburger in collaborazione con lo chef Massimo Vallotti: e lo farà su un offset smoker americano da 500 galloni arrivato direttamente dalla Georgia, un affumicatore grande quanto dieci vasche da bagno, raramente visto in Europa.

GIRO DEL MONDO INTORNO AL BARBECUE
Il programma si allarga con incursioni internazionali che confermano quanto il fuoco sia un linguaggio senza confini. Marco Buhi Dacchini porta l’Asian BBQ Fusion, Emilio Leonzio esplora il mito del pastrami e la New York Deli Culture, Guido Asados e il butcher Gianluca Nana raccontano la tradizione argentina, Dott. Asado le cotture sudamericane tra tecnica e rito. Luca Bini lavora sul mare in plancha, Marco Savona sulle salse iconiche reinterpretate in chiave italiana. A completare l’esperienza è il grande Grill & Beer Village nell’area esterna: grigliate al momento, finger food, birre artigianali e distillati, dove la cucina diventa spettacolo vivo.

CON LA MASTER’S CHALLENGE SPAZIO ALL’AGONISMO
BBQ Expo, grazie all’importante collaborazione con Stefano Noli (pitmaster di South Brixia BBQ è campione italiano 2023; attualmente è il team con più gare all’attivo in Italia) ospita la Master’s Challenge, prima gara italiana sanzionata dalla KCBS, la federazione americana che regola le competizioni di barbecue a livello mondiale. I team si sfidano su quattro categorie: pollo, costine di maiale, boston butt e brisket. I punteggi sono validi per la classifica TOY Europe 2026 e il titolo più ambito è quello di Grand Champion, assegnato alla squadra con il punteggio complessivo più alto. Una competizione che porta Parma direttamente dentro il circuito internazionale del barbecue agonistico.

BUTCHER SHOW, LA MACELLERIA INCONTRA LA RISTORAZIONE
Nel padiglione accanto, Butcher Show riunisce realtà artigianali e industriali da tutta Italia e dall’estero, insieme alle principali rappresentanze istituzionali del settore: Assocarni, Federcarni, Assica e la Nazionale Italiana Macellai. A confermare il peso strategico del comparto è la presenza del Gruppo Cremonini, player centrale della supply chain italiana.
Un comparto in piena trasformazione, che Butcher Show fotografa nella sua complessità. Simbolo di questo cambiamento è il macellaio che nel 2026 non è più soltanto chi taglia la carne, ma un professionista che pensa sempre più come un ristoratore: valorizza i tagli meno convenzionali, lavora l’animale nella sua interezza, costruisce una filiera tracciata dall’allevamento al piatto. Il confine tra bottega e ristorante si sta assottigliando: chi sa stare da entrambe le parti, con la tecnica del macellaio e la visione dello chef, costruisce un modello di impresa nuovo, riconoscibile, difficile da replicare.

UN HUB B2B PER GLI OPERATORI DEL SETTORE
Butcher Show si propone come hub B2B in cui macellai, ristoratori e operatori del settore trovano strumenti concreti per sviluppare la propria attività: macellerie, laboratori di trasformazione, industrie, tecnologie, packaging, formazione, tutto ciò che serve per fare impresa in un mercato che cambia rapidamente. “Con BBQ Expo – continua Mauro Grandi, Ceo di Gruppo Area Fiera – contribuiamo a scrivere la storia del barbecue in Italia, generando al contempo valore e crescita per tutto il comparto. La cultura della carne di qualità attraversa oggi due mondi che raramente si siedono allo stesso tavolo: la macelleria, che oggi è già un’impresa strutturata con tecnologie e modelli di business propri, e la ristorazione, che su tagli, cotture e materia prima costruisce identità e differenziazione. Butcher Show affianca BBQ Expo per creare questo incontro: uno spazio professionale, concreto, dove macellai e ristoratori trovano strumenti, confronto e opportunità di crescita reale”.

AL VIA LE SELEZIONI DELLA NAZIONALE ITALIANA MACELLAI
A dare concretezza a questa visione, una serie di appuntamenti. Il 13 aprile, dalle 16:30 alle 17:30, “Ispirazioni”: Luca Brasi, Gianluca Nana, Irene Paolini, Andrea Pucci, Davide Tanzi e Gabriele Cappi si raccontano per chi ha il coraggio di guardare oltre il bancone. Il tema è l’identità professionale: costruire un’offerta unica che parli del proprio territorio, superare il confine tra bottega e ristorante, pensare come un macellaio in cucina e come uno chef dietro al banco.
Sempre il 13 aprile, dalle 15:00 alle 16:00, l’agronoma Assunta Susanna Bramante, PhD in Produzioni animali, Sanità e Igiene degli Alimenti, interviene sulle qualità nutritive della carne bovina. Evento a cura dell’Associazione Carni Sostenibili.
L’Arena Nazionale Macellai ospita le selezioni della Nazionale Italiana Macellai in vista dei Campionati Europei 2027 e dei Mondiali 2028 in Australia. Chi viene selezionato entra nel gruppo azzurro, si allena con i campioni e può arrivare a rappresentare l’Italia nelle sfide internazionali.

Orange Capital Development si rafforza nel food con l’80% di Effepi

Orange Capital Development continua il proprio percorso di crescita nel settore food e annuncia l’acquisizione del 80% di Effepi, azienda con sede in provincia di Cuneo, attiva nella produzione di dolci surgelati di alta qualità. Fondata nel 1992, Effepi opera nel segmento premium dei frozen dessert, con un fatturato di circa 16 milioni di euro nello scorso 2025 e un piano di crescita che, proprio grazie all’ingresso di Orange Capital Development, punta a raggiungere 20 milioni entro la fine del 2026, per poi superare quota 30 milioni nei prossimi quattro anni.

L’OBIETTIVO È COSTRUIRE UN POLO NEI SURGELATI
L’operazione segna un ulteriore passo nella strategia di Orange Capital Development volta alla creazione di un polo alimentare specializzato nel frozen, caratterizzato da elevata qualità di prodotto, innovazione e forte attenzione ai nuovi trend di consumo.
Effepi, che conta oggi circa 40 dipendenti con prospettive di ulteriore espansione occupazionale, vanta una significativa presenza in mercati del centro e nord Europa (in particolare in Germania e UK), che coprono circa il 60% delle esportazioni. L’azienda offre un’ampia gamma di prodotti, tra cui tiramisù, profiterole, torte e prodotti da forno e monoporzioni, affiancati da una linea di gelati gourmet.

SINERGIE INDUSTRIALI E COMMERCIALI CON GELIT
In base a quanto resto noto da Orange, l’integrazione di Effepi genera importanti sinergie industriali e commerciali, in particolare con Gelit, società leader di mercato nella produzione di piatti pronti surgelati già parte del portfolio. Le complementarità riguardano diversi ambiti: dall’offerta di prodotto, che consente di abbinare primi piatti e dessert per un’esperienza completa, alle sinergie logistiche, grazie alla presenza di un hub strategico nel Nord Italia, fino allo sviluppo dei canali food service e Horeca.
Particolarmente rilevante sarà la condivisione della piattaforma commerciale e della base clienti, che permetterà a Effepi di entrare in nuovi mercati, in primis Stati Uniti, Canada e Australia, facendo leva sulle relazioni consolidate di Gelit. Parallelamente si punterà a rafforzare la presenza in Europa ed esplorare nuovi mercati in Asia, tra cui Giappone, Corea e Indonesia, dove si intendono portare i sapori autentici della cucina italiana.

AMPLIARE L’OFFERTA NEL SEGNO DEL MADE IN ITALY
Con l’acquisizione di Effepi proseguiamo il progetto di costruzione di un polo di eccellenza nel frozen food – commenta Davide Salvatore, Founder e Managing Director di Orange Capital Development (nella foto a destra) – ampliando in modo significativo la nostra offerta. Da oggi siamo in grado di proporre ai mercati internazionali una vera e propria Italian experience, completa e fatta di prodotti di alta qualità, che interpretano al meglio la tradizione gastronomica italiana e le nuove esigenze dei consumatori. In termini puramente economici, le possibili sinergie da sviluppare aprono ottime prospettive di crescita e ci fanno guardare al futuro con ottimismo, nonostante un momento storico estremamente difficile caratterizzato da tensioni geopolitiche e commerciali che incidono inevitabilmente anche sui mercati”.

UN PROGETTO SUPPORTATO DA CAPITALI DEL SUD EST ASIATICO
Fondata e guidata da Davide Salvatore, Orange Capital Development gestisce veicoli di investimento di private equity supportati da capitali e aziende del Sud Est asiatico, interessate a investire sia in Europa che su scala globale in business caratterizzati da sostenibilità, innovazione e eccellenza operativa. Il focus attuale è nel settore delle energie rinnovabili, biocarburanti, nanotecnologie e food.

Italmark stringe un accordo con Amazon per la spesa online

Si comincia da Brescia città, ma l’obiettivo è estendere progressivamente il servizio alla provincia nei mesi a venire. Italmark si aggiunge all’elenco di insegne (citiamo Unes, Pam Panorama, Sole365, a cui va aggiunto il retailer online Cortilia) che hanno stretto un accordo con Amazon per proporre anche attraverso questa “vetrina” il proprio assortimento. Nel caso dell’azienda bresciana, socia di Gruppo Selex, si tratta di circa 13.000 prodotti. Tra le categorie disponibili all’indirizzo amazon.it/Italmark figurano i prodotti freschi – come carne, pesce, frutta e verdura e gastronomia – oltre ovviamente alle referenze a marchio del distributore Consilia. Non mancano i prodotti senza glutine, senza lattosio e vegani, birre e alcolici, articoli per la colazione, così come proposte dedicate al mondo dell’infanzia, agli animali domestici e alla cura della casa.

UN PASSO IMPORTANTE NELLA STRATEGIA OMNICANALE
Italmark è nata vicina alle comunità che serve e ha costruito la propria identità su questo radicamento – dichiara Marco Odolini, Presidente Italmark –. Con la stessa coerenza oggi scegliamo di essere presenti anche dove i consumatori cercano convenienza e rapidità. La collaborazione con Amazon rappresenta un passo importante nella nostra strategia omnicanale e ci consente di portare su uno dei marketplace più frequentati al mondo la stessa qualità, selezione e cura che i nostri clienti conoscono nei nostri supermercati, puntando su tre leve fondamentali: ampiezza dell’offerta, velocità di consegna e qualità del servizio”.

LE CARATTERISTICHE DEL SERVIZIO
I clienti Amazon residenti a Brescia possono ricevere la propria spesa in giornata, dal lunedì al sabato (per ordini effettuati entro le ore 14 per la consegna nel pomeriggio dello stesso giorno), in finestre di consegna da 2 ore (senza costi aggiuntivi per ordini superiori a 95 euro e al costo di 6,90 euro per ordini di importo compreso tra 40 e 94,99 euro). Inoltre, i clienti iscritti a Prime possono approfittare di un’offerta di lancio che prevede la consegna senza costi aggiuntivi per ordini di importo superiore a 70 euro. È inoltre possibile pianificare le consegne fino a cinque giorni in anticipo.

LA CONSEGNA IN GIORNATA È SEMPRE PIÙ POPOLARE
Amazon sottolinea che il servizio con Italmark espande ulteriormente l’offerta per i clienti italiani, che oggi possono acquistare prodotti freschi nelle città di Milano, Monza e Brianza, Roma, Torino, Bologna e aree limitrofe su Amazon Fresh, e in oltre 15 province in Italia. In totale sarebbero oltre 1,5 milioni i prodotti disponibili.
Secondo quanto reso noto da Amazon, l’opzione di consegna in giornata è sempre più popolare in Italia. Nel 2025, sono stati effettuati quasi 3 milioni di ordini di prodotti di uso quotidiano con consegna in giornata, per un totale di oltre 6 milioni di prodotti nel corso dell’anno. Le categorie più richieste per la consegna in giornata includono alimentari, cura della persona e prodotti per la casa.

I CLIENTI CHIEDONO CONVENIENZA E AMPIA OFFERTA
Siamo felici di avviare la collaborazione con Italmark, un’insegna profondamente radicata nel territorio lombardo, per offrire ai clienti di Brescia un’esperienza di acquisto sempre più completa e di qualità su Amazon – afferma Christophe Benoist, Head of Grocery Partnerships di Amazon Italia e Francia –. Italmark è da sempre sinonimo di attenzione al cliente e valorizzazione dei prodotti locali, elementi che si integrano perfettamente con la nostra missione di offrire ai clienti italiani un’esperienza di spesa conveniente e un’ampia selezione di prodotti. È un piacere accoglierla su amazon.it/supermercato e di rendere la sua selezione ancora più accessibile a un numero crescente di clienti”.

UNA RETE DI CIRCA 100 SUPERMERCATI
Italmark è un’azienda familiare lombarda nata nel 1965. Dal 2023 fa parte del Gruppo Selex, tra i principali player della Gdo italiana. L’insegna presidia principalmente il territorio lombardo e alcune aree del Nord Italia attraverso una rete di circa 100 supermercati a insegna Italmark e Family Market, supportati da tre centri distributivi. La proposta commerciale si fonda su una selezione accurata dei prodotti, con particolare attenzione ai freschi e alle produzioni locali, valorizzando oltre 900 referenze provenienti da produttori lombardi. Accanto all’offerta in store, Italmark ha sviluppato un approccio multicanale con servizi di spesa online, consegna a domicilio e ritiro in negozio. L’impegno dell’azienda si estende anche alla sostenibilità ambientale e sociale, coordinata attraverso il programma “Italmark per Noi”, che promuove iniziative a favore della comunità, dell’ambiente e del benessere delle persone, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Barilla si conferma prima azienda food al mondo per reputazione

Barilla si conferma, per il terzo anno consecutivo, la prima azienda al mondo nel settore alimentare per reputazione nel Global RepTrak 100 condotto da RepTrak, che dal 1999 analizza ogni anno le aziende con la migliore reputazione a livello globale. Nel ranking 2026, il Gruppo raggiunge il 9° posto complessivo, guadagnando 16 posizioni rispetto al 2025 (quando era al 25° posto) ed entrando così nella top 10 globale, a conferma del percorso di crescita reputazionale costruito negli anni.

UN SETTORE OGGETTO DI FORTE ATTENZIONE MEDIATICA
L’azienda di Parma sottolinea che il risultato riflette la capacità di coniugare qualità dei prodotti, visione industriale e responsabilità sociale, elementi sempre più centrali nella valutazione della reputazione aziendale. Lo studio considera, infatti, dimensioni chiave come performance, innovazione, governance, sostenibilità e capacità di generare fiducia nel tempo.
Nell’attuale contesto macroeconomico caratterizzato da forte incertezza, mantenere performance stabili rappresenta già un segnale positivo – dichiara Sara Fargion, Vice President, Emea di RepTrak –. In questo scenario, però, la capacità di crescere diventa un vero fattore distintivo. Il settore Food, in particolare, è sottoposto a pressioni significative: le persistenti dinamiche inflazionistiche continuano ad alimentare un’elevata attenzione mediatica e a influenzare in modo costante la percezione pubblica in tutti i 14 Paesi in cui misuriamo la reputazione”.

A PARMA UN HUB PER L’INNOVAZIONE
Presente in oltre 100 Paesi, con 30 siti produttivi e una produzione annuale superiore ai 2 milioni di tonnellate tra pasta, sughi pronti e prodotti da forno, Barilla continua a investire in innovazione e nel miglioramento continuo dell’offerta. Va in questa direzione l’inaugurazione, lo scorso novembre, a Parma, di BITE (Barilla Innovation & Technology Experience), il nuovo centro di ricerca e sviluppo dove 200 professionisti, tra tecnologi alimentari, ricercatori, ingegneri e food designer, sviluppano nuovi prodotti, migliorando ricette, processi produttivi e packaging.
BITE è un hub all’avanguardia che integra competenze scientifiche, cultura del cibo e tecnologia per progettare il futuro dell’alimentazione grazie anche ad un ecosistema di open innovation che coinvolge università e centri di ricerca a livello globale, accelerando lo sviluppo di soluzioni sempre più sostenibili, sicure e in linea con l’evoluzione dei consumi.

DALLE PISTE DI F1 ALLE CAMPAGNE SOLIDALI
Secondo il Gruppo Barilla, a sostenere la crescita e la capacità di intercettare nuovi trend e culture alimentare contribuiscono anche la partnership con la Formula 1, che ha portato il valore della convivialità Barilla anche nel contesto della massima competizione sportiva motoristica. Mentre in Italia iniziative ad alto impatto sociale, come le campagne solidali con Dynamo Camp e Medici Senza Frontiere, hanno mobilitato migliaia di volontari e coinvolto decine di migliaia di cittadini, contribuendo a sostenere progetti sociali e umanitari attraverso gesti concreti di partecipazione e condivisione.

LA PARITÀ RETRIBUTIVA DI GENERE È REALTÀ
In parallelo, Barilla prosegue il proprio percorso sul fronte sociale e ambientale, integrando la sostenibilità e l’efficienza energetica e idrica al centro del proprio modello di crescita. Un impegno che riguarda anche le quasi 9.000 persone Barilla e che si traduce, tra l’altro, in una policy globale di congedo parentale paritario, che garantisce a entrambi i genitori 12 settimane retribuite al 100%, e nel raggiungimento già nel 2020 della parità retributiva di genere secondo il principio “equal pay for equal work” per tutte le persone Barilla nel mondo.
La classifica Global RepTrak 100 e il report completi sono disponibili sul sito: www.reptrak.com/globalreptrak

Adyen amplia la partnership con adidas per incrementare le donazioni

Adyen, piattaforma tecnologico finanziaria scelta da molte aziende leader a livello globale, sta espandendo a livello internazionale, insieme ad adidas, la funzionalità di donazione al checkout Adyen Giving, per supportare l’impegno del brand sportivo a favore dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e di Special Olympics. Dopo le attivazioni già effettuate con successo in Canada, Stati Uniti e Germania, adidas sta ora introducendo la funzione di donazione in diversi altri mercati europei, oltre che in Brasile e Messico.

SOSTEGNO A ORGANIZZAZIONI NON PROFIT
Dal 2023, Adyen e adidas collaborano per abilitare le donazioni nei punti vendita. Solo negli Stati Uniti e in Canada, i clienti di 216 negozi hanno già donato oltre 1 milione di dollari tramite Adyen Giving dal lancio del servizio, a sostegno di organizzazioni non profit tra cui la Terry Fox Foundation e i Boys & Girls Clubs of America (BGCA).
Il programma è ora attivo anche in tutti i 28 negozi adidas in Germania, e prosegue l’estensione ad altri Paesi in Europa e in America Latina. Inoltre, Special Olympics Germania è in fase di integrazione per rafforzare l’impatto benefico dell’iniziativa nel lungo periodo. Inoltre, Adyen continuerà inoltre a eguagliare tutte le donazioni effettuate tramite Adyen Giving fino alla fine dell’anno.

UN SISTEMA APPREZZATO DAI CONSUMATORI
L’interesse dei consumatori per modalità di donazione semplici e accessibili resta elevato: a livello globale, il 30% dichiara di sentirsi più motivato che mai a donare in beneficenza (fonte: Adyen Index 2025). Il 34% è alla ricerca di nuovi modi per contribuire senza impegni mensili o annuali e una quota ancora maggiore afferma di donare di più nel corso dell’anno quando può contribuire con piccoli importi.
In adidas crediamo che lo sport abbia il potere di cambiare la vita delle persone – dichiara Matthias Koeppel, Director Charitable Giving di adidas –. Con Adyen Giving diamo ai nostri clienti la possibilità di unirsi a noi e generare un impatto positivo a ogni acquisto. L’ampliamento della collaborazione ci permette di offrire a milioni di acquirenti in tutto il mondo un modo semplice e trasparente per sostenere organizzazioni che svolgono un lavoro essenziale, come UNHCR e Special Olympics. Insieme, puntiamo a dare un contributo concreto dove ce n’è più bisogno”.

I PUNTI DI FORZA SONO LA TRASPARENZA E LA FLESSIBILITÀ
I consumatori vogliono fare la differenza, ma cercano anche flessibilità nel modo in cui donano – aggiunge Alexa von Bismarck, President Emea di Adyen –. Adyen Giving risponde a questa esigenza, consentendo di donare in modo immediato e trasparente, con piena fiducia, direttamente al momento del pagamento. Siamo orgogliosi di ampliare la partnership con adidas per rendere le donazioni più semplici per milioni di clienti nel mondo, in una fase in cui il sostegno a organizzazioni come l’UNHCR è più importante che mai”.
Con Adyen Giving, i retailer possono attivare le donazioni benefiche direttamente al checkout, senza impatti sui flussi di settlement, offrendo agli acquirenti un’esperienza chiara e lineare per sostenere cause importanti. Le donazioni vengono trasferite direttamente all’organizzazione scelta; Adyen copre eventuali commissioni ed eguaglia tutti i contributi effettuati nel 2025 e nel 2026.

Doppia acquisizione in Francia e Belgio per La Linea Verde

Doppia acquisizione all’estero per La Linea Verde, produttore di insalate pronte al consumo, piatti freschi pronti e bevande. Le società target sono BCS, realtà belga attiva nelle zuppe fresche, e La Ferme d’Anchin, azienda francese specializzata nello stesso segmento, rilevata attraverso la controllata francese La Ligne Verte.
L’operazione si inserisce in una strategia di crescita che punta a consolidare e sviluppare ulteriormente la categoria dei piatti pronti freschi a base vegetale, con un focus sempre più marcato sul segmento delle zuppe fresche, oggi tra i più dinamici e promettenti in Europa. In questo contesto, la scelta di puntare su Belgio e Francia risponde alla volontà di rafforzare la presenza del Gruppo in mercati strategici del Nord Europa.

RAFFORZARE IL DIALOGO CON I RETAILER EUROPEI…
Le due aziende acquisite generano complessivamente un fatturato di circa 22 milioni di euro (dati 2025) e hanno una presenza consolidata presso le principali insegne della grande distribuzione locale. In Belgio, Butterfly – brand di riferimento di BCS – si distingue come marca leader in un mercato caratterizzato da una forte incidenza della private label e ha raggiunto una quota rilevante nella categoria chilled soups. In Francia, La Ferme d’Anchin è riconosciuta come il principale operatore nel mercato delle zuppe fresche, con una quota del 48%.
L’integrazione consentirà di rafforzare ulteriormente il dialogo con i retailer europei, con cui sono già in corso confronti per l’ampliamento dell’offerta e lo sviluppo di nuove categorie.

…E LA PRESENZA NEI MERCATI CHIAVE
Questa operazione rappresenta un passo importante nel nostro percorso di sviluppo internazionale – commenta Domenico Battagliola, Ceo del Gruppo La Linea Verde (nella foto a destra) –. Le zuppe fresche sono una categoria strategica per il futuro del fresco convenience: rispondono a una domanda crescente di soluzioni pratiche, sane e ad alto contenuto di servizio. Con queste acquisizioni rafforziamo la nostra presenza in mercati chiave e acceleriamo lo sviluppo della categoria a livello europeo”.
Oggi circa il 50% del fatturato del gruppo di Manerbio (BS) è generato all’estero e la quota pare destinata a crescere. L’azienda precisa, infatti, che il modello di sviluppo adottato, basato sull’integrazione tra filiera agricola, competenze industriali e lettura dei consumi, potrà essere esteso ad altri Paesi, valutando di volta in volta le opportunità di mercato.

NUOVI HUB PER UNA GESTIONE PIÙ EFFICIENTE
Oltre al valore industriale e di marca, l’integrazione di BCS e La Ferme d’Anchin consente al gruppo di rafforzare l’infrastruttura logistica de La Linea Verde nel Nord Europa. Gli stabilimenti e i magazzini delle due aziende diventeranno infatti hub strategici per la distribuzione, permettendo una maggiore prossimità ai mercati e una gestione più efficiente del fresco, elemento chiave per garantire qualità, tempestività e continuità di servizio. Questo consentirà anche una più rapida circolazione delle informazioni lungo la filiera, migliorando la capacità di risposta operativa.
L’ingresso di queste realtà nel gruppo ci permette non solo di crescere nella categoria delle zuppe, ma anche di costruire una piattaforma industriale e logistica più vicina ai mercati del Nord Europa – prosegue Battagliola –. Questo ci darà la possibilità di portare in questi Paesi anche altre categorie che abbiamo sviluppato con successo in Italia e Spagna, ampliando progressivamente l’offerta e valorizzando, dove rilevante, anche il posizionamento del Made in Italy”.

L’IDENTITÀ LOCALE VA PRESERVATA
Le due aziende manterranno la loro forte identità locale, valorizzando le competenze e il know-how dei team esistenti, in un percorso che mira a coniugare autonomia operativa e integrazione progressiva nelle best practice di La Linea Verde. Anche sul fronte della filiera, il modello prevede la valorizzazione dei fornitori locali, in particolare per le materie prime fresche, elemento fondamentale per garantire qualità e coerenza dell’offerta nei diversi mercati.

Yoga debutta nei maxi formati con il Pet da 1,5 litri

Yoga celebra i suoi 80 anni di storia, ampliando la propria presenza nel mercato dei succhi di frutta. E lo fa con il debutto nel segmento dei maxi formati con Yoga Zero, nella nuova confezione in Pet da 1.500 ml (con il 50% di plastica riciclata). Una scelta strategica che segna un passaggio significativo per il marchio, protagonista fin dal 1946 nei formati monodose e poi da litro, ma sempre più orientato a presidiare tutte le occasioni di consumo, dal fuori casa ai momenti della quotidianità familiare.

QUATTRO REFERENZE PER IL CONSUMO QUOTIDIANO
La nuova gamma è pensata per rispondere alle esigenze di consumo domestico, con un’offerta che – nelle intenzioni di Conserve Italia, a cui fa capo il marchio Yoga – coniuga gusto, leggerezza e praticità. Quattro le referenze disponibili: Arancia Mix, Frutti Rossi, Multifrutti, ACE.
Tutte le ricette sono senza zuccheri aggiunti e presentano un contenuto calorico compreso tra 12 e 17 kcal per 100 ml, posizionandosi come proposta adatta a un consumo frequente e trasversale durante la giornata. Il nuovo formato in Pet da 1.500 ml rappresenta l’evoluzione di un percorso di sviluppo coerente anche dal punto di vista del packaging: la bottiglia riprende infatti la shape distintiva già introdotta nei formati da 500 ml e 1 litro, a sua volta in continuità con la bottiglietta in vetro del canale Horeca. Una scelta progettuale che, attraverso una grafica rinnovata e un design riconoscibile, valorizza l’identità del marchio Yoga e garantisce coerenza visiva e forte impatto a scaffale su tutta la gamma.

L’OBIETTIVO È CRESCERE NEI SEGMENTI PIÙ DINAMICI
Il lancio del formato da 1.500 ml si inserisce in un percorso di innovazione più ampio che ha visto Yoga rafforzare negli ultimi anni la propria presenza nei segmenti più dinamici del mercato. Il riscontro ottenuto dai formati Pet, definito ottimo dall’azienda, in particolare nel segmento on the go, ha confermato la bontà del cammino intrapreso. Con Yoga Zero 1.500 ml il marchio ha esteso la propria proposta anche al consumo familiare, un’area dove c’è spazio per crescere attraverso un’offerta differenziante.
In un mercato in fase di transizione, secondo Conserve Italia la crescita passa sempre di più dalla capacità di intercettare nuovi bisogni e di presidiare segmenti ancora non pienamente sviluppati, consolidando la relazione con il consumatore attraverso innovazione, qualità e riconoscibilità di marca.

UN MERCATO IN EVOLUZIONE TRA CONTRAZIONE E NUOVE OPPORTUNITÀ
Il segmento dei maxi formati rappresenta oggi una quota significativa del mercato dei succhi di frutta, pari a circa il 21% dei volumi complessivi, pur attraversando una fase di contrazione. In questo contesto, emergono dinamiche molto precise: il formato da 1,5 litri si conferma il più rilevante mentre il consumatore mostra una crescente attenzione al prezzo, alla praticità e al contenuto nutrizionale dei prodotti.
Parallelamente, i trend di consumo evidenziano una domanda sempre più orientata verso bevande senza zuccheri aggiunti, leggere e coerenti con uno stile di vita equilibrato, con una forte integrazione nella quotidianità alimentare. È proprio in questo scenario che si inserisce la nuova proposta Yoga, con l’obiettivo di portare innovazione in un segmento ancora poco presidiato in termini di valore aggiunto.

La Doria cresce del 7,7% e supera 1,3 miliardi di fatturato

Le operazioni straordinarie, sommate all’andamento positivo delle vendite, hanno dato una bella spinta al fatturato 2025 di La Doria. L’anno si è chiuso con ricavi pari a 1,375 miliardi di euro, in aumento del 7,7% rispetto agli 1,277 miliardi di euro del 2024. Nel corso dell’esercizio il gruppo ha infatti portato a termine due acquisizioni: Pasta Lensi, storica realtà italiana specializzata nella produzione di pasta, e le attività produttive e logistiche di Feger di Gerardo Ferraioli S.p.A. e Sapori del Sole S.r.l., oggi Fegé e Fegé Logistica. Queste operazioni hanno contribuito ad ampliare il portafoglio prodotti del gruppo, rafforzando la presenza nei segmenti della pasta e dei derivati del pomodoro e consentendo di potenziare l’offerta di prodotti biologici e senza glutine.
Nel 2025 l’integrazione delle nuove realtà acquisite è stata una priorità per La Doria – commenta Antonio Ferraioli, Presidente e Amministratore Delegato di La Doria (nella foto in alto) – in un’ottica di efficientamento dei siti produttivi, sviluppo di sinergie e ottimizzazione dell’assetto industriale del Gruppo. Le operazioni completate negli ultimi anni hanno ampliato la nostra base industriale e arricchito la gamma di prodotti, permettendoci di rafforzare il posizionamento nei mercati di riferimento”.

SUGHI E PASTA IN FORTE ACCELERAZIONE
Analizzando la suddivisione del fatturato per categorie di prodotto, si è registrata un’ottima performance della “Linea Sughi” (+17,9% rispetto al 2024) e una netta crescita della “Linea Pasta”, riconducibili principalmente al pieno contributo delle società acquisite nel 2024: Clas e il ramo d’azienda private label di Pastificio Di Martino, poi rinominato La Doria Pasta PL, entrambe fuse in La Doria. La “Linea Pasta” ha inoltre beneficiato dell’ingresso nel 2025 di Pasta Lensi nel perimetro del gruppo.
La “Linea derivati del pomodoro” ha mostrato una buona crescita (+4,1%), favorita dall’aumento dei volumi legato alla maggiore produzione realizzata durante la campagna di trasformazione 2024. La “Linea legumi, vegetali e pasta in scatola” ha registrato un andamento sostanzialmente stabile, mentre la “Linea succhi di frutta e bevande” ha evidenziato una flessione del 9,1%, che l’azienda definisce in linea con la contrazione dei consumi osservata nel mercato italiano.
Con riferimento alla composizione del fatturato per canali di vendita, nel 2025 le private label – che rappresentano il core business del gruppo – hanno raggiunto l’89,4% del fatturato consolidato, mentre l’8% è stato generato dalle attività di co-manufacturing. Il restante 2,6% delle vendite è riconducibile principalmente al foodservice e ai marchi propri.

LA GRAN BRETAGNA RESTA IL PRIMO MERCATO
Dal punto di vista geografico, l’export continua a rappresentare la quota predominante del fatturato, con un’incidenza dell’81,2%, mentre il mercato italiano pesa per il 18,8%. I ricavi hanno registrato una crescita sia sui mercati internazionali (+4,5%) sia sul mercato italiano (+24,4%). Il principale mercato estero resta la Gran Bretagna, seguita dall’Italia; tra gli altri mercati europei di rilievo figurano Germania e Paesi scandinavi, mentre tra quelli extraeuropei si distinguono Australia, Giappone e Stati Uniti.
Guardando al futuro, continueremo a investire nello sviluppo industriale e nell’espansione sui mercati internazionali – aggiunge Ferraioli – che offrono importanti opportunità di crescita per i prodotti alimentari Made in Italy e per le private label. L’unione di La Doria e di Winland Foods nel Gruppo Windoria rappresenta inoltre un passaggio strategico che potrà supportare ulteriormente il nostro percorso di sviluppo, rafforzando la presenza in mercati ad elevato potenziale come gli Stati Uniti e consolidando il nostro ruolo di partner strategico per i principali operatori della grande distribuzione”.

Affettati vegetali, arriva Mopur Original al gusto di Salame

FelsineoVeg SB amplia la gamma di affettati 100% vegetali con Mopur Original al gusto di Salame. Caratterizzata da fette spesse e da una texture morbida, la nuova referenza plant-based viene descritta dall’azienda come capace di coniugare sapore deciso, semplicità degli ingredienti e profilo nutrizionale equilibrato. L’elevato tenore proteico – 29 grammi per confezione, pari al 32% di proteine vegetali – la rende ideale sia per chi pratica attività sportiva sia per chi segue un’alimentazione sana e bilanciata.

UN SOLO PRODOTTO, PIÙ OCCASIONI DI CONSUMO
Alla base della ricetta c’è Mopur, il brand leader nella grande distribuzione nel segmento degli affettati vegetali che propone prodotti con caratteristiche ben riconoscibili: clean label, lista ingredienti corta, assenza di additivi e un profilo nutrizionale equilibrato.
Il risultato è un affettato vegetale pensato per molteplici occasioni di consumo: dal panino veloce alla bruschetta, fino alle piadine e ai taglieri vegetali da condividere per un aperitivo originale e goloso.
Mopur Original al gusto di Salame è disponibile in vaschetta da 90 grammi al prezzo suggerito di 2,99 euro.

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