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Premio del 4% a chi ristruttura casa con Coop Lombardia

Per noi italiani la casa è sacra: in base ai dati Confedilizia, a vivere in un’abitazione di proprietà è ben l’81,6% della popolazione. L’attenzione sul tema, di per sé altissima, è stata ulteriormente alimentata da aspetti come la riqualificazione energetica e l’efficientamento del patrimonio immobiliare, legato anche alla transizione verso modelli di edilizia più responsabili. Alla luce di tutto questo, assume particolare rilievo la mossa di Coop Lombardia, che attraverso una partnership con operatori specializzati mira a rendere la ristrutturazione più accessibile e sostenibile. Dando inoltre modo di recuperare mediante buoni spesa parte del costo sostenuto. Vediamo più nel dettaglio come funziona l’iniziativa.

I PARTNER DELL’OPERAZIONE
Ad affiancare Coop Lombardia sono Harley&Dikkinson, società italiana presente da oltre 20 anni sul mercato della valorizzazione degli edifici esistenti, e UniAbita, cooperativa di abitanti con sede a Cinisello Balsamo (MI), nata dalla fusione delle storiche cooperative edificatrici del Nord Milano (Aurora, Previdente e Matteotti di Cinisello Balsamo, Camagni Olmini di Sesto San Giovanni).
Al centro dell’accordo c’è il modello HD Sistema Ristrutturazione, che sarà operato dalla società BuildingLife, nata dalla comune visione di HD e UniAbita e che accompagnerà i soci di Coop Lombardia nel percorso di ristrutturazione, offrendo un supporto integrato e “chiavi in mano” che copre tutti gli aspetti del progetto: dalla valutazione tecnica e progettuale fino alla gestione operativa, fiscale e finanziaria degli interventi, passando anche per le questioni organizzative e di garanzia. Un approccio che i promotori dichiarano di aver ideato con l’obiettivo di semplificare decisioni complesse, garantire interventi di reale qualità e promuovere scelte sostenibili, riducendo rischi e complessità per i cittadini.

IL VANTAGGIO PER I SOCI COOP
Attraverso un’operazione a premi, l’intesa prevede per i soci Coop Lombardia un vantaggio economico concreto pari al 4% del valore imponibile dell’intervento di ristrutturazione, riconosciuto sotto forma di buoni spesa utilizzabili presso tutti i punti vendita Coop Lombardia.
Il fulcro operativo della partnership è l’apertura di un HD One Stop Shop all’interno del Centro Commerciale Bonola di Milano, che funge da punto informativo e di contatto diretto per i soci interessati a interventi di riqualificazione residenziale. Mediante lo shop, Harley&Dikkinson mette a disposizione la sua rete di professionisti, imprese qualificate e partner di filiera del territorio lombardo, assicurando un supporto completo sugli aspetti tecnici, fiscali, finanziari, organizzativi e di garanzia. In questo modo, Coop Lombardia offrirà ai suoi consumatori anche un motivo ulteriore per aderire alla Cooperativa, che conta già oltre 750.000 soci.

UN’INIZIATIVA IN LINEA CON L’IDENTITÀ COOPERATIVA
Quali sono le ragioni che hanno spinto Coop Lombardia a stringere la partnership e a interessarsi di una questione così specifica? “La cooperazione nasce per migliorare concretamente la qualità della vita delle persone e delle comunità – sostiene Alfredo De Bellis, Presidente di Coop Lombardia (nella foto a destra) –. Con questa iniziativa vogliamo offrire ai nostri soci uno strumento in più per affrontare in modo semplice un tema importante come la riqualificazione della propria casa, unendo sostenibilità ambientale, qualità dell’abitare e soprattutto vantaggi economici concreti. La collaborazione con Harley&Dikkinson e UniAbita rappresenta un esempio di come mondi diversi possano lavorare insieme per generare valore reale per i cittadini e per il territorio”.
Peraltro, l’apertura del negozio di Bonola rappresenta il primo passo, in vista di una possibile estensione ad altri punti vendita Coop in Lombardia. La partnership nasce infatti con l’ambizione di configurarsi come un modello strutturato, scalabile e replicabile, in grado di portare il sistema HD One Stop Shop all’interno di contesti di prossimità.

RIGENERAZIONE URBANA SOSTENIBILE
Abbiamo trovato in Coop Lombardia un partner sensibile alla mission e ai valori di Harley&Dikkinson – dichiara Alessandro Ponti, Presidente di Harley&Dikkinson – con cui condividiamo una visione di rigenerazione urbana realmente sostenibile, anche dal punto di vista sociale. L’obiettivo è chiaro: accompagnare interventi di ristrutturazione di effettiva qualità, capaci di generare valore nel tempo per le persone, le famiglie e le comunità”.
Abbiamo messo insieme mondi diversi – aggiunge Pierpaolo Forello, Presidente di UniAbita – ma animati dallo stesso spirito: lavorare per una riqualificazione energetica che sia davvero accessibile a tutti. Competenze diverse, una finalità unica: migliorare la qualità dell’abitare per le socie e i soci. È da qui che nasce questo nuovo progetto, che unisce l’esperienza di HD e il mondo della cooperazione per costruire servizi sostenibili, inclusivi e di valore”.

Conserve Italia punta sui succhi funzionali con Valfrutta Vitalità

Sei referenze per un’unica gamma dedicata alla salute e al benessere fisico. Valfrutta rinnova la propria offerta nel segmento dei succhi di frutta funzionali e presenta Valfrutta Vitalità, la nuova linea che verrà distribuita a partire dalla primavera. Valfrutta Vitalità si compone di sei referenze, ciascuna caratterizzata da una specifica promessa funzionale legata al benessere quotidiano: dalle difese immunitarie al supporto per il sistema cardio-vascolare, dall’equilibrio intestinale all’apporto proteico, fino alle nuove proposte con collagene e con frutta e verdura.
Con Valfrutta Vitalità vogliamo aiutare le persone a prendersi cura di sé attraverso l’alimentazione – spiega Mario Panzani, Marketing Manager Retail Beverage Conserve Italia –. Abbiamo riunito sotto un’unica gamma le nostre proposte funzionali più apprezzate, migliorando alcune ricette e introducendo nuove referenze per offrire al consumatore un assortimento più moderno e in sintonia con i bisogni salutistici che oggi guidano sempre di più le scelte di acquisto”.

LA COMUNICAZIONE INIZIA DALL’ETICHETTA
Tutte le referenze della gamma, proposta nel formato Tetra Gemina da 1 litro, sono senza zuccheri aggiunti e presentano una percentuale di frutta compresa tra il 50% e il 97%, con ricette rinnovate e una comunicazione dei benefici chiara in etichetta. Il nuovo packaging, caratterizzato dal colore bianco e da una grafica moderna con il frutto principale in primo piano, richiama il mondo della salute e punta a rendere immediatamente riconoscibile la funzione di ciascun prodotto.

UNA RISPOSTA ALLE ATTESE DEL MERCATO
Tra new entry e ricette aggiornate, le sei referenze di Valfrutta Vitalità coprono i principali bisogni di benessere individuati dalle ricerche di mercato:

  • Con collagene, novità della gamma dal gusto tropicale, è pensato per contribuire alla protezione di pelle, capelli e unghie grazie alla presenza di collagene, vitamina C, niacina e zinco.
  • Per le tue difese, con arancia, carota, limone e passion fruit, apporta vitamine A, C, D, E e zinco a supporto del sistema immunitario.
  • Per il tuo cuore, a base di melograno, contiene tiamina e ferro, favorendo la corretta funzione cardiaca.
  • Per il tuo equilibrio, altra novità a base di mela, prugna e mirtillo, combina frutta e fibre per favorire la regolarità intestinale grazie a calcio e tiamina.
  • Il tuo veggie, con mela, mango, carota e zucca, in una ricetta con il 90% di frutta e verdura.
  • Il tuo proteico, con mela, frutti di bosco e avena, è pensato per chi desidera un supporto nutrizionale suppletivo quotidiano grazie alla presenza di 30 grammi di proteine vegetali per litro.

IL CONSUMATORE È SEMPRE PIÙ ATTENTO E INFORMATO
Il lancio di Valfrutta Vitalità rappresenta un passaggio importante nella strategia del marchio nel comparto beverage. Secondo Conserve Italia, il mercato dei succhi di frutta richiede oggi un’offerta in linea con le nuove abitudini alimentari, sempre più orientate verso prodotti che uniscono gusto, naturalità e benefici nutrizionali. “Il consumatore moderno è sempre più informato e attento alla qualità di ciò che porta in tavola – conclude Panzani –. Per questo abbiamo lavorato su ricette equilibrate e su una comunicazione molto trasparente delle proprietà nutrizionali, mantenendo al centro la qualità della frutta e la sua naturalità, che restano gli elementi distintivi del marchio Valfrutta”.

Parmigiano Reggiano bene all’estero, ma l’Italia non tiene il passo

Italia vs estero: il Parmigiano Reggiano è chiamato a giocare due partite molto diverse. Perché se la domanda internazionale continua a crescere facendo segnare +2,7% nel 2025 e arrivando a rappresentare oltre la metà del sell-in complessivo (50,5%), il mercato domestico vede calare, e di tanto, i volumi: -10% negli scorsi 12 mesi. In termini di valore, il giro d’affari al consumo complessivo ha raggiunto invece i 3,96 miliardi di euro.
Cosa è accaduto nel mercato interno? Secondo il Consorzio Parmigiano reggiano, l’aumento dei prezzi al consumo ha determinato in Italia una riduzione della frequenza di acquisto e delle quantità per singolo atto, pur mantenendo stabile la base dei consumatori e sostenendo il valore complessivo. In pratica il prodotto non perde acquirenti nelle famiglie italiane, ma viene comprato meno spesso e in porzioni più contenute: il risultato è appunto quella flessione dei volumi pari a circa il 10%, a fronte di una sostanziale tenuta del giro d’affari.

IN CRESCITA LE QUOTAZIONI ALL’ORIGINE
Sul fronte dei prezzi, prosegue il rafforzamento delle quotazioni all’origine: per il 12 mesi la media annuale si è attestata a 13,22 €/kg (+20,6% vs 2024), mentre per il 24 mesi l’aumento è stato del +24,8%, passando da 12,50 €/kg a 15,59 €/kg nel 2025.
La produzione cresce rispetto all’anno precedente, attestandosi a 4,19 milioni di forme contro i 4,079 milioni del 2024 (+2,7%). Parma si conferma prima provincia per volumi produttivi (1,391 milioni di forme), seguita da Reggio Emilia (1,242 milioni di forme), Modena (0,918 milioni di forme), Mantova (0,524 milioni di forme) e Bologna (0,115 milioni di forme).

LA GDO È IL PRIMO CANALE, HORECA ANCORA MARGINALE
La quota Italia si attesta al 49,5% (osservatorio Sell-In Nielsen). A livello distributivo, la Gdo si conferma primo canale (65,5%), seguita dall’industria (17,3%), sostenuta dalla crescente diffusione dei prodotti contenenti Parmigiano Reggiano come ingrediente. Il canale Horeca si conferma ancora marginale, attestandosi al 6,7% del totale, ma con ampi margini di crescita. Il restante 10,5% è distribuito negli altri canali di vendita.

UNA DOP SEMPRE PIÙ INTERNAZIONALE
Il 2025 segna un ulteriore passo nel percorso di internazionalizzazione della Dop: la quota export supera la metà del totale, attestandosi al 50,5% (pari a 74.980 t.), con una crescita del +2,7%. Tra i principali mercati, performance positive si registrano nel Regno Unito (+7,8%, 8.400 t.), in Canada (+8,3%, 3.900 t.) e Svezia (+8,8%, 2.500 t.). Anche gli Stati Uniti hanno confermato un trend positivo (+2,3%, 16.800 t.), mentre sono rimasti stabili i volumi destinati a Francia (-0,3%, 14.800 t.), e Germania (+0,1%, 10.400 t.).

NEGLI USA DAZI AL 25%
Proprio negli Stati Uniti (primo mercato estero per il Parmigiano Reggiano) il quadro resta complesso. La recente introduzione di dazi aggiuntivi, che si sommano alla tariffa storica del 15%, ha portato il livello complessivo al 25%, con la possibilità di ulteriori incrementi. A ciò si aggiunge una forte incertezza normativa e operativa, che sta rallentando le importazioni: molti operatori attendono maggiore chiarezza prima di procedere con nuovi ordini. Una situazione che, insieme alle tensioni geopolitiche, rappresenta un elemento di rischio per il 2026.

OLTRE 34 MILIONI DI INVESTIMENTI IN MARKETING
In questo contesto, il Consorzio continua a investire sul posizionamento globale della marca. Con investimenti pari a circa 34,3 milioni di euro in marketing e comunicazione, Parmigiano Reggiano rafforza il proprio ruolo di specialità premium e prosegue nel percorso di affermazione come brand iconico del Made in Italy. Centrale resta il lavoro sulla distintività della Dop, attraverso una maggiore informazione al consumatore su stagionatura, origine, processo produttivo e caratteristiche organolettiche.

IL CONSORZIO PUNTA SUL TURISMO
Sempre sul fronte marketing, il “Progetto Turismo”, presentato oggi 26 marzo, mira a segnare un’evoluzione strategica per il Consorzio: il Parmigiano Reggiano diventa una vera e propria destinazione. Si tratta della prima iniziativa organica di sistema che valorizza il territorio come leva di costruzione di marca, integrando caseifici, aziende agricole, ospitalità ed esperienze gastronomiche. Il progetto punta a intercettare e sviluppare un flusso turistico dedicato all’interno di un territorio che registra già circa 4 milioni di visitatori l’anno, con l’obiettivo di passare da circa 85.000 a 300.000 visitatori entro il 2029.
Il piano prevede investimenti diretti del Consorzio, interamente privati e non supportati da fondi pubblici, con l’obiettivo di strutturare l’offerta di accoglienza e rafforzare il legame tra prodotto e territorio, trasformando il Parmigiano Reggiano in un’esperienza oltre che in un’eccellenza gastronomica.

UN’ICONA DEL MADE IN ITALY
Il 2025 conferma che il Parmigiano Reggiano è sempre più un prodotto internazionale, con una quota export che ha superato la metà del totale e un posizionamento premium riconosciuto nei principali mercati – dichiara Nicola Bertinelli, Presidente del Consorzio Parmigiano reggiano –. Stiamo facendo un grande lavoro per rafforzare il Parmigiano Reggiano come icona globale del Made in Italy, capace di generare valore e garantire una buona remunerazione per la filiera. Allo stesso tempo, dobbiamo affrontare alcune sfide importanti: da un lato la contrazione dei consumi in Italia; dall’altro una situazione internazionale complessa, che ci penalizza in particolare negli Stati Uniti, dove l’incertezza normativa sui dazi e le tensioni geopolitiche stanno rallentando gli scambi. In questo scenario, sarà fondamentale continuare a investire sulla crescita nei mercati internazionali e sulla valorizzazione della distintività del nostro prodotto”.

Waterfront Mall di Genova pronto a salpare

È fissata per venerdì 27 marzo l’apertura di Waterfront Mall, il nuovo distretto commerciale tematico di Genova. Il varo ci sarà alle ore 15.30, quando le porte si spalancheranno per lasciar salire a bordo i primi visitatori. E di lì in poi inizierà la navigazione nel periglioso mare del retail. Il lettore perdonerà l’eccesso di metafore nautiche, che però si addicono bene a quella che è la dichiarata missione della struttura: creare un luogo contemporaneo dedicato allo shopping, alla ristorazione e al tempo libero, integrato con gli spazi pubblici della città e affacciato sul mare.
Situato nell’area del Waterfront di Levante a Genova e parte integrante del più ampio progetto di riqualificazione urbana, il mall è stato progettato per riconnettere la zona al centro cittadino. Nelle intenzioni dei promotori, si presenta come un polo urbano di riferimento nel settore lifestyle ed intrattenimento che ospiterà momenti di socialità ed eventi, contribuendo alla trasformazione del Waterfront in una nuova destinazione per cittadini e consumatori.

UN SUPERMERCATO COOP FA DA ANCORA ALIMENTARE
Esteso su circa 27.000 metri quadri di superficie agibile, e con circa 15.000 metri quadri di superficie di vendita, Waterfront Mall ospiterà circa 70 negozi, oltre 19 unità food & beverage con un’offerta commerciale premium comprensiva di tenants tra fashion, sport, beni per la casa e la persona, servizi, ristorazione, abbigliamento, leisure e di un supermercato a insegna Coop.
Il centro è direttamente integrato con il nuovo Palasport di Genova, uno dei principali spazi cittadini dedicati a eventi sportivi, concerti e manifestazioni.

FORMA CIRCOLARE E LUCE NATURALE
Come già anticipato, il distretto commerciale tematico si inserisce nel più ampio progetto di riqualificazione del Waterfront di Levante, sviluppato su masterplan firmato da Renzo Piano attraverso il Renzo Piano Building Workshop.
Waterfront Mall si contraddistingue per il design e la forma circolare, che distribuisce gli spazi ideati per accogliere i visitatori in un luogo che aspira a creare una connessione tra shopping, intrattenimento e cultura. Ancora con riguardo agli aspetti architettonici, le vetrate permettono un’illuminazione naturale e, in base a quanto dichiarato, nella progettazione è stata dedicata attenzione all’efficientamento energetico.
Da segnalare l’area F&B, con la terrazza esterna che ha una vista mare sul porto. Quanto agli orari in cui il mall sarà accessibile ai visitatori, i negozi e il punto vendita Coop saranno aperti tutti i giorni dalle 9 alle 21; le attività di ristorazione dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 23, mentre da venerdì a domenica chiuderanno alle 24; infine, l’entertainment osserverà i seguenti orari: da lunedì a domenica dalle 9 alle 23, il sabato dalle 9 alle 24.

Frena l’export globale di Gorgonzola: -2,14% nel 2025

Segno meno per le esportazioni di Gorgonzola Dop nel 2025. L’anno si è chiuso con 25.445 tonnellate inviate oltre confine, pari 39% circa della produzione annuale (dati Clal), ma in flessione del 2,14% sul 2024. Tra i primi tre Paesi in assoluto per volumi di Gorgonzola Dop importati nel 2025, crescono la Francia (511.494 forme, +2,38%), che da sola assorbe circa un quarto dell’export globale, e la Spagna (175.580 forme, +3,17%), mentre crollano le spedizioni verso la Germania (432.793 forme, -6,9%), secondo mercato estero per importanza.
Calano le esportazioni di Gorgonzola anche verso il rilevante mercato dei Paesi Bassi (90.737 forme, -16%) così come quelle dirette verso i principali Paesi dell’Est europeo: Polonia (-1,9%), Romania (-15,7%) e Ungheria (-7,61%), mentre si registrano gli exploit del mercato lettone (+153%) e di quello danese (+25%).

CALO NEGLI USA, OTTIMA PERFORMANCE IN CANADA
Nell’Europa geografica è negativa la performance del Regno Unito (38.314 forme; -6,58%), mentre cresce dell’8,8% il Lussemburgo che con 113.952 forme importate diventa il quarto mercato di riferimento per il Gorgonzola su base mondiale.
Nel resto del mondo diminuisce l’export verso gli USA (31.440 forme; -2,62%) che nella seconda metà del 2025 hanno imposto dazi sulle importazioni dei prodotti UE, mentre è estremamente positiva la performance del Canada (+113%). In Estremo Oriente si conferma il grande interesse per il Gorgonzola Dop da parte dei giapponesi, in grandissima maggioranza intolleranti al lattosio, che nel 2025 hanno importato 41.758 forme con una crescita del 2,5%. Paesi con crescita a tre cifre nel 2025 sono stati Perù, Kazakistan e Vietnam.

CRITICITÀ DA ANALIZZARE E COMPRENDERE
Come interpretare la battuta d’arresto complessiva? Tra le principali cause, Antonio Auricchio, Presidente del Consorzio per la Tutela del Formaggio Gorgonzola Dop (nella foto a destra), annovera diversi fattori, tra cui il clima di incertezza internazionale, la contrazione dei consumi su diversi mercati, gli aumenti della materia prima e dell’energia: “È un calo che non ci allarma, anche perché riguarda l’intero comparto e non è certo indicativo di una minore affezione verso il formaggio Gorgonzola. Tuttavia, si è accesa una spia rossa e se ci sono delle criticità vanno analizzate e comprese”.

IL CLIMA DI INCERTEZZA NON AIUTA
Per Auricchio il tema del calo di competitività delle aziende produttrici esiste ed è da imputare al clima di sfiducia dei consumatori su cui pesa una congiuntura internazionale instabile segnata da tensioni geopolitiche, protezionismo crescente e relazioni internazionali deteriorate dai troppi conflitti con il conseguente aumento dei costi energetici. “Il blocco dello stretto di Hormuz – prosegue Auricchio – non è da sottovalutare perché comporterà un aumento dei costi energetici potenzialmente incontrollabile, anche nei tempi. C’è molta incertezza e questo complica le scelte degli imprenditori, che sono naturalmente portati a pianificare sul lungo periodo, e angoscia i consumatori che si rivolgono a beni rifugio come l’oro”.
Nessun allarme, dunque, ma una riflessione va fatta. “Occorre agire tutti insieme – conclude Auricchio – agricoltori, produttori, consorzi e classe politica per contrastare questo clima di incertezza e intervenire, laddove possibile, per sostenere concretamente le produzioni Made in Italy”.

Rossotono e Maria Grazia Cucinotta fanno tris

Maria Grazia Cucinotta torna tra gli scaffali di Rossotono per il terzo spot dell’insegna di Apulia Distribuzione. Con questo episodio – dedicato alla Pasqua e in onda su radio, Tv e social media fino al 19 aprile – si conclude la campagna firmata da The Jackal.
Nel concept, il punto vendita Rossotono è presentato come un amico sempre pronto ad aiutare nelle piccole difficoltà quotidiane: Maria Grazia Cucinotta, infatti, aiuterà un cliente a scoprire gli ingredienti giusti per preparare il cannolo siciliano, scegliendo i prodotti di Rossotono.
Lo spot termina con il claim “Quando la spesa è fra amici, è Rossotono”. La catchphrase, interpretata dalla stessa Cucinotta insieme ai collaboratori dei punti vendita, è il filo conduttore che ha unito i tre soggetti della creatività ideata da The Jackal ed è stata declinata anche nella campagna radio.

IL FOCUS DELLA CAMPAGNA È SU SEI REGIONI
Lo spot vedrà una diffusione multicanale, che comprende: Tv locali e regionali, radio, social media (Facebook, Instagram, TikTok, LinkedIn, YouTube), out of home con oltre 100 nuovi impianti in posizioni strategiche, comunicazione in-store e materiali dedicati, pay Tv (Sky, Mediaset, Netflix e Amazon Prime). La campagna interessa 6 regioni: Puglia, Calabria, Sicilia, Campania, Basilicata e Lazio.

IL VOLTO GIUSTO PER RAPPRESENTARE I VALORI DELL’INSEGNA
Con questa nuova campagna rafforziamo il posizionamento di Rossotono come un luogo che mette al centro le persone – sottolinea Vito Igino, Responsabile Marketing di Apulia Distribuzione – e la relazione con il territorio. Maria Grazia Cucinotta è stata la scelta naturale per rappresentare i valori di calore, affidabilità e vicinanza che contraddistinguono il nostro brand. Il progetto sviluppato insieme a The Jackal ci ha permesso di tradurre questa visione in un racconto creativo, empatico e immediatamente riconoscibile”.
Apulia Distribuzione conta al momento più di 280 negozi in cinque regioni del Sud, per un totale di oltre 150.000 metri quadri di superficie di area vendite, a cui si aggiungono il format dell’ingrosso Cash & Carry Tuttorisparmio. Nel 2024 ha registrato un fatturato alle casse superiore agli 887 milioni di euro. In Puglia è al 4° posto nel ranking GNLC-Nielsen con il 9,12% di quota di mercato.

Leroy Merlin sbarca in Sardegna: il primo punto vendita è a Elmas

È ad Elmas, in provincia di Cagliari, il primo punto vendita sardo di Leroy Merlin. Il negozio si trova presso il Fass Shopping Centre, a sua volta frutto di un importante progetto di riqualificazione urbana che mira a farne un nuovo polo di attrazione per lo shopping qualificato sull’isola. La sua posizione tra l’area metropolitana di Cagliari e l’aeroporto, unita alla connessione diretta con le principali arterie stradali e con la rete ferroviaria, rende infatti il Fass Shopping Centre facilmente raggiungibile da tutta la Sardegna. E non a caso, Leroy Merlin ha l’obiettivo di diventare il punto di riferimento per il miglioramento della casa nell’intera regione.

OFFERTE OMNICANALE CON SERVIZIO DI CONSEGNA A DOMICILIO
Con i suoi 7.900 metri quadri di superficie, il negozio di Elmas offre più di 30.000 referenze, migliaia delle quali immediatamente disponibili, alle quali si aggiunge un catalogo di oltre 2 milioni di prodotti ordinabili online, in base a un approccio omnicanale che integra l’esperienza fisica con servizi digitali avanzati, inclusa la consegna a domicilio e il ritiro in store.
Ad accogliere e guidare i clienti c’è una squadra di 180 persone, tra cui giovani neolaureati e laureandi del territorio. Inoltre, Leroy Merlin fa sapere che questa apertura rappresenta, per i dipendenti sardi attualmente impegnati in altre sedi nazionali, l’occasione di fare ritorno nella propria terra di origine. Il nuovo personale ha seguito un percorso di formazione intensivo e training on the job, finalizzato a sviluppare competenze tecniche e un approccio consulenziale basato sull’ascolto attivo del cliente.

ASSORTIMENTO COSTRUITO SUI TREND DI VENDITA LOCALI E ONLINE
L’assortimento è stato definito tramite un’analisi del mercato sardo, dei trend di vendita online e delle specifiche esigenze locali. Il negozio presenta aree espositive, come Giardino (un ampio spazio con soluzioni per esterni), Bagno (con un’offerta per esigenze di ristrutturazione o rinnovamento), Illuminazione (con soluzioni per interni ed esterni).
Elettricità e Utensileria completano l’offerta con attrezzature e materiali tecnici per professionisti e fai da te. Comfort, Porte e Finestre propone soluzioni per il benessere domestico, dai sistemi di riscaldamento e raffrescamento (anche smart) a serramenti di design. Vari i servizi a disposizione del cliente:

  • Servizi di posa e installazione, grazie a una rete di 50 artigiani locali.
  • Servizio di ristrutturazione chiavi in mano “Arky”, grazie alla collaborazione con 5 architetti locali. Il cliente viene accompagnato lungo tutto il percorso, dalla progettazione alla gestione dei lavori fino alle pratiche amministrative.
  • Soluzioni finanziarie, con polizze assicurative e finanziamenti.
  • Noleggio attrezzature e strumenti professionali, per completare ogni tipo di progetto, dalla ristrutturazione alla manutenzione, alla cura del giardino.
  • Servizio di efficientamento energetico, tramite interventi mirati che riducono i consumi e migliorano la classe energetica. Include consulenza personalizzata con check-up energetico per un piano d’azione su misura (es. isolamento termico, sostituzione infissi, impianti a basso consumo, tecnologie smart) e supporto per pratiche e agevolazioni fiscali.

IMPIANTO FOTOVOLTAICO SUL TETTO ED EFFICIENZA ENERGETICA
Il nuovo store di Elmas è aperto dal lunedì al sabato, dalle 7 alle 21, e la domenica dalle 9 alle 21. Leroy Merlin fa sapere che è stato realizzato secondo elevati criteri di efficienza energetica, con tecnologie avanzate per l’ottimizzazione dei consumi, come la domotica per la gestione delle utenze, un sistema BMS (Building Management System) che gestisce in modo intelligente la climatizzazione controllata dell’area vendita e un sistema EMS (Energy Management System) per il monitoraggio dei consumi. A questo si affiancano impianti ad alta efficienza, come l’illuminazione a LED e la climatizzazione a pompa di calore.
Il fabbisogno energetico sarà coperto in modo significativo da un impianto fotovoltaico da 550 kWp, installato sul tetto, e per la restante parte da energia proveniente al 100% da fonti rinnovabili, certificata tramite Garanzie di Origine (GO).
Infine, a conferma dell’impegno nel miglioramento continuo delle performance, il punto vendita verrà inserito nel perimetro del sistema di gestione ISO 50001, di cui Leroy Merlin è certificata dal 2025.

L’OBIETTIVO È FARSI APPREZZARE SU SCALA REGIONALE
L’apertura del primo negozio standard in Sardegna a Elmas rappresenta un momento di grande orgoglio e un tassello fondamentale nella nostra strategia di prossimità al cliente – dichiara Andrea Garbato, Store Leader –. Il nostro obiettivo è essere un partner affidabile per tutti i sardi che desiderano migliorare la propria casa, offrendo soluzioni su misura, prodotti innovativi e un team altamente qualificato, e al contempo sostenere l’economia locale con la creazione di occupazione e di un significativo indotto”.
Arrivata in Italia nel 1996, Leroy Merlin è presente sul territorio nazionale con 50 punti vendita in 15 regioni per un fatturato di oltre 2 miliardi di euro e più di 8.000 collaboratori, per l’86% azionisti del gruppo stesso.

Vino in Gdo, volumi calati del 3,4% nel 2025

Il segno meno in Gdo non è una novità per il vino, ma stavolta la frenata è più evidente. Nel 2025 quello che resta il canale privilegiato per il settore enologico ha venduto 737 milioni di litri di vino e spumante, cioè 20 milioni in meno rispetto all’anno precedente, con Prosecco, Lambrusco e Trebbiano che formano il podio dei top seller. A dirlo è Circana, che ha diffuso un’anticipazione dello studio realizzato per Vinitaly.
A perdere terreno è stato in realtà il solo vino, che ha chiuso il 2025 con -3,4% a volume e -1,1% a valore. Gli spumanti continuano invece il loro percorso parallelo e, sebbene a rilento rispetto al 2024, sono cresciuti dell’1,5% a volume e dell’1,2% a valore. I vini in bottiglia a denominazione d’origine, che nel 2024 avevano registrato un dato positivo, sono calati del 2,6% a volume lo scorso anno.
Se il 2024 aveva visto migliorare il dato, pur sempre caratterizzato dal segno negativo, delle vendite di vino nella Gdo – premette Virgilio Romano, Business Insight Director di Circana – quest’anno il mercato è tornato indietro e si registra una decrescita su tutti i fronti. C’è da dire che è un trend che riguarda tutti i Paesi in cui si beve alcool, che stanno pagando il prezzo di una maggiore attenzione ai consumi di bevande alcoliche. E l’Italia lo paga sul vino perché storicamente grande produttrice e consumatrice di vino. Una delle domande che dobbiamo porci è se sia necessario agire da un punto di vista della produzione, visto che i cali sono un po’ più veloci di quanto non avvenga alla produzione annua”.

ROSSO FERMO E BIANCO FRIZZANTE NEL CALICE DEGLI ITALIANI
Per quanto riguarda il vino, gli italiani mostrano una decisa preferenza per il fermo rispetto al frizzante e per il bianco rispetto al rosso. Il più acquistato è il rosso fermo, con oltre 261 milioni di litri venduti. Tra gli spumanti, è il bianco frizzante a prevalere decisamente, con oltre 98 milioni di litri venduti contro i quasi 7 milioni del rosato frizzante e i 2,5 milioni del rosso frizzante. Come sempre, i vini liquorosi sono quelli che performano peggio.

IL PROSECCO CONTINUA LA SUA CORSA, IL LAMBRUSCO FRENA
Le rilevazioni condotte da Circana assegnano il primo posto al Prosecco (Veneto e Friuli V.G.) con oltre 53 milioni di litri venduti (+2,6% rispetto all’anno precedente), seguito dal Lambrusco (Emilia-Romagna, Lombardia) con oltre 28 milioni di litri, che però ha perso il 7,2% e dal Trebbiano (regioni varie) con oltre 23 milioni di litri, che si è mantenuto sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente (+0,3%).
Il Vermentino (Sardegna, Toscana, Liguria) ha continua a crescere, anche se decisamente meno rispetto al 2024 (+2,5% vs 11,7%) con oltre 12 milioni e 300.000 litri venduti, così come la Ribolla (Friuli Venezia Giulia), con oltre 9 milioni di litri venduti (+4,2%), il Primitivo di Puglia, con 8 milioni e 340.000 litri venduti (+3%) e il Metodo Classico (Trento, Lombardia, altre) con poco più di 8 milioni di litri acquistati, che ha mostra un incremento, alquanto inaspettato, del +6,3%.

GRECANICO, NEBBIOLO E PINOT NERO PRIMI PER CRESCITA
Nel 2025 sono cresciuti significativamente a volume, rispetto all’anno precedente, il siciliano Grecanico, con il +13,7%, il Nebbiolo (Piemonte e Lombardia) con il +9,7%, l’internazionale Pinot Nero (+7,8%), seguito dal Metodo Classico con il +6,7%.
A registrare il maggior tasso di crescita a valore sono stati i cosiddetti “vini emergenti”, in cui ritroviamo sul podio gli stessi vini che hanno registrato una crescita a volume, e quindi il Grecanico (+9,4%), il Nebbiolo (+9,1%) e il Pinot Nero, seguiti dal trentino Lagrein (+6%). Si tratta, però, di una crescita minima, se paragonata agli anni scorsi.
Il costo medio per il vino a denominazione d’origine in bottiglia (Doc, Docg, Igt) si è attestato a 5,69 euro al litro, con un aumento medio del 2,1% sull’anno precedente, in linea rispetto al dato 2024, che aveva registrato un aumento del 2%.

VINITALY PROMUOVE IL BERE CONSAPEVOLE
Per incrementare la conoscenza e, di conseguenza, le vendite di vino non c’è che una strada: promuoverne la cultura, il racconto e il bere consapevole in tutti i canali commerciali – sottolinea Gianni Bruno, Direttore Generale Vicario di Veronafiere –. È per questo motivo che ogni anno dedichiamo uno spazio di confronto privilegiato all’analisi del mercato del vino nella grande distribuzione italiana, che si conferma protagonista nel programma di Vinitaly, con il prezioso supporto dell’Istituto di Ricerca Circana, nostro partner storico”.

OPERATORI A CONFRONTO SU TREND E CRITICITÀ EMERGENTI
La ricerca realizzata ad hoc da Circana verrà presentata nella sua interezza a Vinitaly (Verona, 12-15 aprile) nel corso della tavola rotonda “Il vino nella Grande Distribuzione: dinamiche di mercato e criticità emergenti”, organizzata da Veronafiere. Moderata da Alessandro Torcoli, Direttore di Civiltà del Bere, si terrà a Vinitaly lunedì 13 aprile dalle 10,30 alle 12,30 c/o la Sala Puccini (Centro Congressi Arena, primo piano). Sarà un’occasione per fotografare l’andamento del settore vinicolo in grande distribuzione nel 2025, oltre che per presentare i numeri delle vendite dei primi mesi del 2026. Vi parteciperanno, oltre al già citato Virgilio Romano: Alberto Arcidiacono, Responsabile Acquisti Private Label Beverage di Crai; Lorenzo Cafissi, Direttore Beverage di NewPrinces Group; Valeria Gasparre, Country Director Italy – Illva Saronno e Duca di Salaparuta, in rappresentanza di Federvini; Alessandra Manzato, Group Category Manager Grocery e Bevande di Conad; Laura Mayr, General Manager di Ruggeri, Consigliere e Coordinatrice del Tavolo del Commercio Internazionale di Unione Italiana Vini; Eleanna Pizzinelli, Responsabile Reparto Beverage di Coop Italia; Marco Usai, Wine Specialist di MD Discount.

Immobiliare retail, in Italia 3,3 miliardi di investimenti nel 2025

L’immobiliare retail italiano piace agli investitori: nel 2025 il nostro Paese ha fatto registrare le migliori performance europee in termini di incremento del comparto. Il retail è stato infatti il primo settore di investimento in ambito immobiliare a livello nazionale con oltre 3,3 miliardi di euro e ha mostrato la migliore dinamicità in Europa, con una crescita del 29% sul 2024. E questo grazie all’aumento della disponibilità di capitale di debito, soprattutto nei settori out of town (shopping center e factory outlet), con un incremento sia dei grandi scambi di prodotti prime e good secondary sia di attività di ridotte dimensioni. In termini di localizzazione geografica, ad essere toccati da questa ondata di investimenti sono stati tanto i contesti di prestigio dei maggiori poli urbani, quanto i principali ambiti turistici consolidati.
Il dato emerge dal “Rapporto 2026 sul mercato immobiliare commerciale in Europa e in Italia” realizzato dall’Istituto indipendente di studi e ricerche Scenari Immobiliari, che analizza in profondità l’andamento del settore e le città protagoniste delle high e secondary street italiane ed europee.

TREND DI CRESCITA EUROPEO, GRAZIE A ITALIA, FRANCIA E SPAGNA
Per dare un quadro di riferimento più ampio, va precisato che il mercato immobiliare retail europeo ha sfiorato i 40 miliardi di euro nel 2025, con una crescita del 26,5% rispetto all’anno precedente e ponendo le basi per un’ulteriore espansione attesa nel 2026, con volumi che potrebbero avvicinarsi ai 45 miliardi. Un risultato nato dal positivo andamento, oltre che del mercato italiano, di quelli francese (+6% e 2,9 miliardi di euro) e spagnolo (+19% e 2,8 miliardi), nonostante la contrazione dei volumi di Germania (-9% e 6,1 miliardi) e Regno Unito (-12,5% e 6,5 miliardi). Gli investitori si sono focalizzati su asset di grandi dimensioni o localizzati in zone urbane centrali capaci di garantire consistenti flussi di cassa e aumentare il proprio valore immobiliare.
Nel 2025, i valori di vendita e i canoni di locazione hanno mostrato, nei principali Paesi dell’Unione, un miglioramento delle dinamiche di crescita con un incremento medio ben superiore al 3%, che si prevede possa essere seguito da un ulteriore rialzo di quasi il 3,5% durante l’anno in corso. Tale miglioramento delle performance di mercato è riconducibile secondo Scenari Immobiliari alla crescita della spesa al consumo, anche di beni discrezionali, e al graduale recupero della fiducia da parte delle famiglie, nonché al sostegno fornito dai viaggiatori internazionali e dalla mobilità interna, in grado di rivitalizzare gli shopping center urbani e compensare, almeno in parte, il calo demografico che interesserà l’Europa nel medio e lungo periodo.

TRA GLI OPERATORI C’È MAGGIORE FIDUCIA
Il significativo aumento degli investimenti retail registrato nel 2025 commenta Francesca Zirnstein, Direttore Generale di Scenari Immobiliari (nella foto a destra) – dimostra che il mercato immobiliare commerciale europeo e italiano sta entrando in una nuova fase di maturità. Dopo anni complessi, caratterizzati da cambiamenti strutturali nei consumi e negli equilibri urbani, il settore ha trovato un punto di stabilizzazione che oggi consente agli operatori di tornare a investire con maggiore fiducia. La crescita dei volumi, il consolidamento dei rendimenti e la rinnovata attrattività delle high street rappresentano indicatori chiari della capacità del comparto di adattarsi, innovare e cogliere le opportunità generate dalla trasformazione dei modelli di fruizione degli spazi commerciali. In Italia questa dinamica è particolarmente evidente, con Milano e Roma che continuano a svolgere un ruolo centrale nella definizione degli standard del mercato, ma stiamo osservando un progressivo ampliamento geografico dell’interesse degli investitori, con nuove città che stanno emergendo per solidità dei fondamentali e qualità dell’offerta”.
Quali sono le attese per l’anno in corso? “Le previsioni sono positive – sostiene Zirnstein – con l’aumento degli investimenti, l’attenzione crescente verso asset ibridi e multifunzionali e il consolidamento dei flussi pedonali nelle principali high street che indicano un settore in evoluzione ma sempre più resiliente. Il retail, anche grazie alla sua componente esperienziale e alla capacità di rafforzare l’identità dei centri urbani, si conferma una componente strategica dei portafogli immobiliari e continuerà a svolgere un ruolo centrale nel ridisegnare le città europee dei prossimi anni”.

FATTURATO ANCORA SOTTO I LIVELLI DEL PRE-COVID
Tornando all’Italia, nel corso del 2025 il mercato immobiliare a vocazione commerciale ha fatto registrare un fatturato complessivo di circa 7,8 miliardi di euro, con una contrazione rispetto all’anno precedente del 5,5%. Dopo un 2024 nel corso del quale il peso del retail sulla composizione del fatturato immobiliare è passato dal 18 al 38%, le maggiori transazioni del 2025, che sono andate a interessare Grandi superfici commerciali out of town e reti nazionali di strutture di vendita appartenenti alla grande distribuzione organizzata, hanno permesso alla rispettiva quota di fatturato di tornare a livelli prossimi al 70%.
In base alle transazioni avvenute nel 2025, il mercato è però quantitativamente e qualitativamente ancora inferiore a quanto mostrato nel corso del triennio pre-covid (2017-2019). Nelle regioni meridionali c’è stata la maggiore dinamicità rispetto ai risultati ottenuti nel 2024; a seguire c’è il Nord, che continua a concentrare poco meno della metà degli scambi, in prevalenza localizzati nei mercati del Nord-ovest.

L’ANDAMENTO DI VALORI E CANONI DI LOCAZIONE
Nel 2025 i valori unitari riferiti alle Grandi superfici commerciali e ai negozi sono cresciuti rispettivamente dello 0,6 e dell’1%, mentre i canoni di locazione hanno registrato un aumento dello 0,6 e dello 0,8%. Le regioni settentrionali hanno, ancora una volta, mostrato dinamiche, per quanto riguarda i valori unitari di vendita e i canoni di locazione degli Esercizi di vicinato, cresciuti rispettivamente dell’1,8 e dell’1,3% rispetto al 2024. Questi incrementi sono la diretta conseguenza del consolidamento del livello prestazionale, in termini di vacancy, rendimenti e passaggi, non solo delle maggiori high street e secondary street delle principali realtà urbane del Nord, ma anche degli altri assi e addensamenti commerciali presenti sul territorio. Anche le regioni centrali e meridionali della Penisola hanno fatto registrare variazioni positive, pur con livelli di dinamicità inferiori, ricomprese tra lo 0,3% dei canoni di locazione degli Esercizi di vicinato e dei valori unitari delle Gsc del Sud e delle Isole e lo 0,8% degli affitti dei negozi del Centro Italia.

I TREND CITTÀ PER CITTÀ
Lo studio di Scenari Immobiliari esamina il mercato commerciale nelle principali destinazioni urbane – Milano, Roma, Firenze, Forte dei Marmi, Venezia, Torino, Bologna, Napoli, Capri – e introduce da questa edizione Bari, ampliando la mappatura dei poli commerciali più dinamici del Paese. Ma non è l’unica novità, perché sempre da quest’anno è stato introdotto un rating qualitativo.
“Come riportato nel nostro Rapporto commenta Federico Rivolta, Direttore Area Ricerca di Scenari Immobiliari – nel corso degli ultimi anni sono cresciuti gli spazi commerciali dedicati ai servizi, a discapito dei puri prodotti. Oggi il trend è quello di trasformare la semplice vendita in un’esperienza a 36 gradi, in grado di soddisfare la domanda del cliente e allo stesso tempo fidelizzarlo con una proposta personalizzata e attenta. Per questo motivo abbiamo deciso di aggiungere un nuovo livello di analisi, sviluppato a partire dal rilievo puntale e dalle caratteristiche dell’offerta commerciale, e finalizzato all’assegnazione di un punteggio in grado di rappresentare il livello qualitativo di ciascuna strada e di individuare un ranking oggettivo, misurabile e confrontabile. Tale ranking può essere un punto di partenza per raccontare la ‘qualità commerciale’ di una via dello shopping, la sua evoluzione nel tempo e individuarne punti di forza e criticità”.

LA GALLERIA SORDI PESA SUI RISULTATI DELLA CAPITALE
Roma, pur confermando un tasso di vacancy medio inferire al 10%, registra un lieve calo qualitativo rispetto all’anno precedente, soprattutto nelle high street (dove il tasso ha superato l’8%). Tale risultato appare ancora fortemente condizionato da Galleria Alberto Sordi che, nonostante l’apertura avvenuta nel 2024, conta ancora molte unità in corso di commercializzazione. Anche via del Babuino e Cola di Rienzo hanno registrato un incremento importante di unità a disposizione, così come, fra le secondary street, viale Libia e via di Campo Marzio.

BENE PORTA TICINESE A MILANO
Quanto a Milano, ancora una volta le vie del cosiddetto “Quadrilatero della moda” sono protagoniste di numerosi interventi, prevalentemente di valorizzazione immobiliare e riqualificazione ma anche di avvicendamento di marchi e brand locali e internazionali. Il contesto appare dunque condizionato da spazi in ristrutturazione non aperti al pubblico. È rimasto complessivamente stabile il tasso di vacancy delle secondary street del capoluogo, dove emerge in particolare corso di Porta Ticinese che di fatto dimezza un tasso precedentemente superiore al 12%.
Il contesto commerciale della città di Venezia è apparso variabile. Le high street si confermano complessivamente stabili, seppur con variazioni puntuali: Mercerie del Capitello e Salita San Moise consolidano la totale occupazione degli spazi commerciali, mentre le altre strade primarie de La Serenissima negli ultimi 12 mesi hanno mostrato performance variabili.

RECORD DI STRADE DA “TUTTO ESAURITO” A FIRENZE
Firenze, ben inserita nei circuiti turistici nazionali e internazionali, consolida un trend positivo nel panorama commerciale, con buoni livelli di prestazioni in tutte le location del capoluogo. Il centro urbano vanta infatti, tra quelli analizzati, il maggior numero di vie con tassi di vacancy nulli.
Rimane stabile, a livello complessivo, la prestazione di Napoli. Invariati i tassi di vacancy nelle high street più prestigiose, mentre da segnalare un importante miglioramento di alcune delle secondary street, in particolare Galleria Garibaldi, che pur confermando un tasso piuttosto elevato (superiore al 20%) guadagna sull’anno precedente 10 punti percentuali.

RISULTATI VARIABILI A TORINO, BOLOGNA PUÒ FARE DI PIÙ
Se complessivamente le performance di Torino ricalcano i risultati medi del 2024, puntualmente la città è soggetta a molte variazioni, con andamenti differenti. Crescono leggermente i tassi di vacancy in via Doria, via Lagrange, via Garibaldi, mentre migliora l’occupancy in location quali via Po, via Giolitti, via Mazzini.
Anche per Bologna si segnala quanto già riportato per il capoluogo piemontese, relativamente alle vie commerciali di maggiore qualità. Per quanto riguarda invece le secondary street la città ha restituito risultati migliori rispetto all’anno precedente. La città deve ancora evolversi in ambito commerciale, per poter sfruttare al meglio le opportunità che la sua riscoperta vocazione turistica può favorire e sostenere.

Sogegross investe 35 milioni per il nuovo polo logistico di Trasta

Non un semplice ampliamento infrastrutturale, ma un vero salto di qualità per sostenere lo sviluppo futuro. È così che Gruppo Sogegross definisce l’hub logistico in fase di realizzazione a Trasta, nel genovese. Destinata esclusivamente alla gestione dei prodotti freschi e freschissimi – dall’ortofrutta ai latticini, dai salumi e formaggi alla gastronomia, fino ai reparti macelleria e pescheria – la nuova piattaforma richiederà un investimento da 35 milioni di euro e consentirà di superare i limiti di quella di Genova Bolzaneto, operativa dal 2002 e oggi satura.

UN NETWORK DI PIATTAFORME A SUPPORTO DELLA RETE VENDITA
Il nuovo polo si inserisce in un progetto più ampio già avviato che coinvolge l’intero network di piattaforme distributive dislocate tra Cameri (NO), Tortona (AL), Serravalle Scrivia (AL) e Genova, attualmente in grado di gestire un flusso di circa 57 milioni di colli e più di 20.000 referenze. Con Trasta l’obiettivo è rendere il sistema integrato di gestione della filiera logistica e distributiva ancora più innovativo ed efficiente, così da supportare al meglio la rete vendita — operante con le insegne GrosMarket (cash & carry), Basko (supermercati e superstore), Ekom (soft discount) e Doro (supermercati e superette in franchising) — articolata e caratterizzata da un’elevata eterogeneità per format, localizzazione e aree geografiche presidiate. L’hub logistico servirà infatti i 255 punti vendita del gruppo distribuiti in cinque regioni — Liguria, Piemonte, Lombardia, Toscana ed Emilia-Romagna — con una capacità operativa di 16 milioni di colli e 68 milioni di chilogrammi di prodotti all’anno.

PREVISTO L’IMPIEGO DI ROBOT MOBILI AUTONOMI
La struttura è già in fase di costruzione: i lavori – affidati a Techbau, tra i principali operatori italiani nel settore delle costruzioni logistiche – procedono secondo pianificazione: completate le fondazioni, i pilastri del capannone hanno superato il 50% di avanzamento e sono già avviate le fasi di tamponamento del prefabbricato e progettazione esecutiva degli impianti.
L’elemento distintivo del progetto risiede nell’adozione di un sistema di automazione avanzata e rappresenta secondo l’azienda il primo caso in Italia di robotizzazione dell’outbound nella grande distribuzione organizzata. Dopo una prima fase di test a Tortona in cui sono stati adottati tre AMR (robot mobili autonomi) per il conferimento della merce in banchina, il progetto verrà completato con l’utilizzo per diverse funzionalità di magazzino con una decina di robot e proseguirà a Trasta con l’obiettivo di ottimizzare i flussi di uscita merce, ridurre i tempi di transito e migliorare affidabilità e tracciabilità delle merci lungo tutta la filiera.
Il polo logistico ha ottenuto la certificazione LEED Gold grazie a soluzioni ad elevato contenuto ambientale: un impianto fotovoltaico da 860 kW che coprirà l’intera superficie del tetto, infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, isolamento termico ad alte prestazioni e sistemi intelligenti di gestione energetica.

IL PARTNER FINANZIARIO È CRÉDIT AGRICOLE ITALIA
I 35 milioni di euro di investimento rientrano in un piano di sviluppo triennale da 200 milioni di euro, di cui oltre 50 milioni allocati al potenziamento della rete logistica. A supporto dell’operazione, Gruppo Sogegross ha sottoscritto lo scorso dicembre un finanziamento dell’importo di 20 milioni di con Crédit Agricole Italia.
La decisione di localizzare l’investimento a Genova, nonostante complessità realizzative superiori rispetto ad alternative logistiche, ribadisce il nostro radicamento territoriale – commenta Luca Gattiglia, Direttore Generale del Gruppo Sogegross (nella foto in alto) – e rappresenta una scelta strategica di lungo periodo. Questo polo logistico non è solo un’infrastruttura operativa, ma un motore di sviluppo per il territorio: creerà nuove opportunità occupazionali qualificate, coinvolgerà fornitori e imprese locali nella filiera, e rafforzerà Genova come hub logistico del Nord-Ovest”.

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