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Addio a Carlo Petrini, l’utopista più concreto che l’Italia abbia avuto

Addio a Carlo Petrini. Il fondatore di Slow Food è morto nella tarda serata di ieri, giovedì 21 maggio, presso la sua abitazione a Bra, in provincia di Cuneo. Aveva 76 anni. Carlin Petrini è stato gastronomo, giornalista, scrittore e promotore di un sistema alimentare sostenibile e giusto. Il 26 luglio del 1986 nasceva Arcigola (in seguito Slow Food Italia), esperienza che ben presto si diffuse in tutta la penisola e anche all’estero, tant’è che il 9 dicembre 1989, a Parigi, il Manifesto Slow Food fu firmato da oltre venti delegazioni provenienti da tutto il mondo e Petrini fu eletto presidente, carica che ha ricoperto fino al 2022.

LA FONDAZIONE DELL’ATENEO DI POLLENZO
Altra tappa importante della sua attività è stata la creazione nel 2004 dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Bra), la prima istituzione accademica al mondo a offrire un approccio interdisciplinare agli studi sul cibo, che farà da apripista a esperienze simili in altri atenei. Dalla sua fondazione, l’Ateneo di Pollenzo ha formato circa 4.000 gastronome e gastronomi provenienti da 100 Stati. Sempre nel 2004, Petrini ha ideato Terra Madre, una rete internazionale di comunità del cibo che riunisce piccoli produttori agricoli, pescatori, artigiani, cuochi, giovani, accademici ed esperti. Nel 2017 è stato, inoltre, co-fondatore insieme a Mons. Domenico Pompili, attualmente Vescovo di Verona, delle Comunità Laudato si’, ispirate all’enciclica di Papa Francesco.
Nell’annunciarne la scomparsa, Slow Food ricorda che Petrini amava dire: “Chi semina utopia, raccoglie realtà”. Una frase che sintetizza bene la sua vita.

L’ittico nel retail vale più di 4 miliardi (e cresce)

Il mercato ittico del retail italiano continua ad ampliarsi e raggiunge nel 2026 i 4.012 milioni di euro: +3,6% rispetto all’anno precedente e +6,3% nel biennio 2024-2026. A trainare sono soprattutto i formati confezionati, che crescono più rapidamente del pesce a peso variabile e stanno guadagnando quote di mercato rispetto all’anno precedente. I dati provengono dall’edizione 2026 del Norwegian Seafood Seminar, il congresso annuale organizzato dal Norwegian Seafood Council, che ha riunito a Milano, durante la fiera internazionale TuttoFood, i principali operatori e stakeholder del comparto ittico italiano e norvegese.

QUALITÀ PIÙ IMPORTANTE DEL PREZZO
A guidare l’evoluzione dei consumi di ittico è anche la crescente attenzione verso qualità, sicurezza e sostenibilità. Secondo una ricerca condotta da NielsenIQ, il 54% degli italiani considera oggi la qualità più importante del prezzo nelle scelte alimentari vs 44% registrato un anno fa. Tra i principali driver di acquisto emergono sicurezza alimentare e freschezza (64%), qualità e garanzie di sicurezza (61%), sostenibilità ambientale (52%) e tracciabilità dell’origine (49%). “I numeri mostrano un cambiamento strutturale nelle priorità dei consumatori – commenta Andrea Succi, Consumer Panel Sales Lead di NielsenIQ –. Anche in un contesto economico ancora influenzato dall’inflazione, cresce la ricerca di qualità, sicurezza e valore nutrizionale. Il pesce, e in particolare il salmone norvegese, beneficia di questo cambiamento grazie a un posizionamento sempre più forte in termini di affidabilità, qualità percepita e versatilità di consumo”.

IL SALMONE TRAINA LA CRESCITA DEL COMPARTO
Il salmone si conferma la categoria più dinamica nell’ambito dell’ittico: l’Italia è oggi il sesto mercato mondiale per consumo di salmone atlantico e il terzo per il salmone norvegese, con consumi cresciuti del +6% nel 2025. Le esportazioni norvegesi verso l’Italia hanno registrato un +4% nei primi quattro mesi del 2026, consolidando una crescita stabile della categoria. Nel settore retail italiano, il salmone genera 757 milioni di euro di fatturato considerando i prodotti a peso fisso, con performance particolarmente positive per il fresco confezionato (+12,9%) e il congelato (+3,2%). Il salmone affumicato resta il segmento principale con 565 milioni di euro, pur mostrando una sostanziale stabilità. I discount registrano la crescita più sostenuta, mentre la private label raggiunge un valore di 320 milioni di euro, pari al 42% del mercato retail del salmone.

IL SUSHI SPINGE I CONSUMI FUORI CASA
Anche il segmento Out Of Home ha subito una evoluzione quantitativa con riferimento all’ittico, specialmente per il salmone. Secondo Circana, nel 2025 gli ordini di salmone nel canale fuori casa sono aumentati del +15,6%, contro il +3% registrato nei consumi domestici. Il sushi si conferma il principale driver del fenomeno: il 69% degli ordini del fuori casa di salmone avviene in formato sushi. “Il salmone è oggi una delle categorie alimentari più capaci di intercettare i nuovi modelli di consumo – spiega Matteo Figura, Executive Foodservice Director di Circana –. La crescita del sushi e dei format quick service ha ampliato le occasioni di consumo e reso il salmone un prodotto quotidiano, accessibile e trasversale. Il fuori casa continua a rappresentare il principale acceleratore di questa evoluzione”.

BACCALÀ E STOCCAFISSO: TRADIZIONE CHE EVOLVE
Accanto al salmone, stoccafisso e baccalà mostrano segnali di trasformazione legati all’evoluzione delle abitudini di consumo. Nel retail, lo stoccafisso confezionato cresce del +3,4% raggiungendo i 5,8 milioni di euro. A trainarlo sono soprattutto i formati ready to eat, che rappresentano il 71% del valore totale, e l’incremento del prodotto surgelato, che si attesta su +10,9% rispetto all’anno precedente. Positivi anche i risultati della private label (+12,9%).
Il baccalà registra invece una lieve flessione (-1,6%, pari a 20,7 milioni di euro), crescono però le preparazioni surgelate (+2,9% in volume) e il ready to eat (+19%), a conferma di una domanda sempre più orientata verso praticità e velocità di preparazione. Anche il tradizionale prodotto “da ammollare” continua a perdere peso (-18,5%), evidenziando un cambiamento strutturale nei comportamenti di acquisto.
Il mercato italiano continua a dimostrare una forte attenzione verso i prodotti ittici – sostiene Tom-Jørgen Gangsø, Direttore Italia del Norwegian Seafood Council (nella foto in alto) – ma con modalità di consumo sempre più evolute. Crescono le occasioni di consumo fuori casa, aumenta la richiesta di prodotti pratici e pronti all’uso e diventano sempre più centrali qualità, sostenibilità e tracciabilità. In questo scenario il seafood norvegese continua a rafforzare il proprio posizionamento grazie alla capacità dei produttori norvegesi e italiani di coniugare innovazione, affidabilità della filiera e risposta concreta alle nuove esigenze dei consumatori italiani”.

Biologico, un mercato da 10,4 miliardi di euro

Il mondo, Italia compresa, ha fame di biologico: il mercato cresce, sebbene i dati a valore – riportati dalla 18ª edizione del Rapporto Bio Bank – vadano letti tenendo conto dell’inflazione. Le cifre sono comunque rilevanti. Il mercato bio globale ha raggiunto circa 145 miliardi di euro nel 2024 (+6% sul 2023). Il settore conta quasi 99 milioni di ettari e circa 4,8 milioni di produttori in più di 180 Paesi, secondo i dati Fibl-Ifoam.
Dal canto suo, il mercato bio italiano ha toccato i 10,4 miliardi di euro nel 2024 (+6% sul 2023), di cui 5,2 miliardi nel canale retail, dove il biologico cresce del 6% a valore, contro l’1,5% dell’alimentare nel suo complesso, con l’inflazione all’1%. Più moderata la crescita dei consumi fuori casa, arrivati a 1,3 miliardi di euro (+5%). Più accentuata quella dell’export, che raggiunge 3,9 miliardi di euro nel 2024 (+7%), secondo i dati Nomisma per l’Osservatorio Sana.

ITALIA È LEADER DEL BIO IN EUROPA…
L’Italia conferma il ruolo trainante nello scenario del biologico a livello continentale. Su 41 Paesi europei l’Italia si conferma al primo posto per numero di produttori agricoli bio, ben 87.000, e per numero di aziende di trasformazione, oltre 24.000, più di una su quattro del totale europeo (93.000). La Germania ne conta quasi 22.000, la Francia oltre 20.000. L’Italia è in prima posizione anche per l’export, con un giro d’affari di 3,9 miliardi di euro, seguita dalla Spagna quasi allineata e, a distanza, dalla Francia con 1,1 miliardi di euro. È inoltre in terza posizione per le superfici agricole con 2,5 milioni di ettari, dopo la Spagna (2,9 milioni di ettari) e la Francia (2,7 milioni). E anche per le vendite nel canale retail, pari a 5,2 miliardi di euro, dopo la Germania con 17 e la Francia con 12. È di nuovo fra i primi tre Paesi europei per l’agricoltura biodinamica per numero di operatori certificati e superfici coltivate, dopo Germania e Francia. Si posiziona poi al sesto posto per la quota bio sulla Sau totale, pari al 20%, contro una media dell’11% nell’Unione europea.

…MA CALANO NEGOZI E RISTORANTI SPECIALIZZATI
Al centro del Rapporto i dati Bio Bank su circa 3.200 attività bio in Italia censite nel 2024 (-2,8% sul 2023), che evidenziano una riconfigurazione interna del sistema: negozi -3,2%, ristoranti -2,7%, profumerie -1,7%, e-commerce di cosmesi -1,4%. Stabili gli e-commerce di alimenti (+0,5%). Calo significativo, invece, per le aziende di cosmesi e detergenza (-8,2%), dove avanza il fenomeno della decertificazione per l’assenza di una normativa europea, l’eccesso di burocrazia e costi, oltre alla pressione del greenwashing.
Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto si confermano regioni leader per numero assoluto di attività bio. Anche Trentino-Alto Adige, Marche ed Emilia-Romagna restano leader per densità (numero di attività per milione di abitanti). L’Emilia-Romagna è ancora l’unica presente in entrambe le classifiche, confermando il ruolo della Food Valley d’Italia anche nel biologico.

IL RUOLO DELLA GDO È FONDAMENTALE
Sempre più protagonista la grande distribuzione, che si ritaglia quote crescenti di mercato, come evidenzia anche il Focus Bio Bank – Supermercati & Specializzati 2025. In Germania, primo mercato europeo per vendite bio, nel 2024 il 65% delle vendite passa dalla Gdo, contro il 22% dei circa 2.000 negozi bio. In Francia, pioniera nello sviluppo delle catene bio, le vendite in Gdo pesano per il 48% contro il 29% dei circa 2.700 negozi del comparto. In Italia il 64% delle vendite è veicolato dalla grande distribuzione e il 20% dai circa 1.000 negozi specializzati.
Il Rapporto Bio Bank è liberamente consultabile dalla sezione Pubblicazioni del portale biobank.it

Vendite a quota 3,2 miliardi di euro per CIA-Conad

Giro d’affari in crescita per CIA-Conad, che archivia il 2025 con un fatturato totale alle casse di 3,2 miliardi di euro. L’incremento è del +2,8% in omogeneo e del +3,2% in assoluto, superiore all’andamento del settore della distribuzione alimentare. Le vendite ai soci hanno avuto un valore di 2,082 miliardi di euro, in aumento rispetto al 2024 del 2,9%. Il patrimonio netto ha raggiunto quota 959,8 milioni di euro (+5,3%), di cui oltre 136 milioni costituiscono il capitale sociale. Il valore aggiunto, che rimanda allo scambio mutualistico interno ed esterno della cooperativa, è stato di oltre 169 milioni di euro (+2,4%). La maggior parte di questa cifra è stata destinata ai soci imprenditori (44%), dipendenti (20%) e azienda (23%). Anche nel corso del 2025, CIA-Conad e i punti vendita associati hanno destinato importanti risorse, per quasi 2,3 milioni di euro, al sostegno delle iniziative legate a sport, cultura, solidarietà e salute.

INVESTIMENTI PER 120 MILIONI SULLA RETE COMMERCIALE
Commercianti Indipendenti Associati (CIA) è una delle cinque cooperative del sistema Conad. A fine 2025, la sua rete comprendeva 256 negozi e 92 “concept” tematici, come bar/ristoranti (31), parafarmacie (22), pet store (29), distributori di carburante (7), negozi di ottica (3). CIA è presente in Romagna (Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini e San Marino), Marche (Pesaro-Urbino, Ancona), Veneto (Padova, Rovigo, Venezia, Treviso e Verona), Friuli-Venezia Giulia (Gorizia, Pordenone, Trieste, Udine) e Lombardia (Milano, Bergamo e Lecco).
Gli investimenti sulla rete nel 2025 sono stati di oltre 120 milioni di euro. Le nuove aperture di punti vendita sono state 4: il Conad City di via Aurelio Saffi a Rimini, lo Spesa Facile di Albignasego (PD), il City di viale Martiri della Libertà a Fabriano (AN) e lo Spesa Facile di Mortegliano (UD). A queste si aggiungono 2 inaugurazioni di concept (a Castelfidardo e Cervignano), 4 ristrutturazioni totali di punti vendita e 38 ristrutturazioni parziali.

TREND POSITIVO PER I MDD E PROGRAMMA DI FIDELIZZAZIONE
Il prodotto a marchio Conad ha raggiunto una quota del 40,8%, tra i più alti in Italia, con un incremento di circa l’1,2% rispetto all’anno precedente. Anche per quanto riguarda il programma di fidelizzazione il 2025 viene definito un anno positivo. Carta Insieme Più Conad Card – carta fedeltà con funzione di pagamento – registra un parco complessivo di 199.000 tessere (+4,8%), con un fatturato di oltre 570 milioni di euro. Carta Insieme Digitale ha superato quota 559.000 carte attive (+23,2%). Significativo anche il valore delle spese pagate tramite app con il Conad Pay, oltre 73,7 milioni di euro, mentre il numero di carte Prepagata Conad nel 2025 è stato superiore a 442.000, per un valore di 34,7 milioni di euro.

CERTIFICATA LA PARITÀ DI GENERE
Anche nel 2025 – dichiara l’Amministratore Delegato Luca Panzavolta (nella foto accanto) – CIA-Conad ha ottenuto risultati superiori alla media del mercato, in uno scenario caratterizzato da forte incertezza. Per scelta strategica privilegiamo un’offerta competitiva e accessibile tutti i giorni, in cui il rapporto qualità-prezzo non poggia unicamente sulla leva promozionale, ma soprattutto sul prodotto a marchio e sulla convenienza continuativa. Le sole cifre, però, non rendono merito al comune impegno e agli sforzi delle tante persone del nostro sistema. Per contribuire a restituire fiducia a chi entra in relazione con noi sappiamo che dobbiamo mantenere la consapevolezza del nostro ruolo e svolgerlo al meglio. Per questo, tra i tantissimi progetti avviati, voglio citarne due che abbiamo intrapreso volontariamente e che testimoniano al meglio i nostri valori: la certificazione di parità di genere, conseguita in primavera, e la rendicontazione di sostenibilità secondo gli ultimi standard europei in materia”.

LA SICUREZZA SUL LAVORO RESTA UNA PRIORITÀ
Nel complesso il sistema CIA-Conad dà lavoro a più di 12.100 persone, sommando la rete dei negozi, la cooperativa e le società del gruppo. Si tratta di un dato in costante aumento, anche se si continua a registrare difficoltà nel reperire professionalità specializzate, in particolare nei reparti serviti. In tema di formazione, fra rete e cooperativa sono state erogate oltre 18.000 ore/uomo. Tra le novità, un corso di educazione finanziaria rivolto al personale delle basi logistiche e volto a garantire la massima inclusività. La Cooperativa sottolinea che la sicurezza sul lavoro resta una priorità e nel corso del 2025 ha erogato per il proprio personale 2.715 ore uomo di formazione in questo ambito (+25%).

SOSTEGNO FINANZIARIO A FAVORE DELLA DECARBONIZZAZIONE
Nonostante non rientri ancora tra le imprese obbligate dalla normativa europea (direttiva 2022/2464), CIA-Conad ha scelto di realizzare la Rendicontazione di Sostenibilità riferita all’anno 2025, conforme ai principi degli standard europei di reportistica (ESRS – European Sustainability Reporting Standards). L’impegno in materia è testimoniato dall’accordo di finanziamento da 40 milioni di euro firmato nel 2025 con la Banca Europea per gli Investimenti, che va a sostenere la decarbonizzazione dei punti vendita della rete associata. È il primo di questo tipo in Italia nel settore della distribuzione organizzata.
Tra le numerose azioni del 2025 spicca l’efficientamento energetico dei magazzini, che ha portato a una riduzione del 15% delle emissioni totali. Il passaggio al digitale ha evitato la stampa di 9 milioni di volantini promozionali.
Venendo ai fornitori locali, si è registrato un ulteriore aumento a 677 realtà complessive (erano 604 l’anno precedente); il volume d’affari ha superato i 252 milioni di euro. Sono 153 le aziende del territorio coinvolte nel progetto “SiAmo”, che valorizza eccellenze tipiche e filiere locali.

Nova Coop, nel 2025 l’utile è salito a 25,3 milioni

Le vendite lorde crescono, ma la buona notizia per Nova Coop arriva soprattutto dall’ultima riga di bilancio: la gestione 2025 si è chiusa con un utile netto di 25 milioni 294 mila euro, più che raddoppiato rispetto al 2024. La rete commerciale ha superato 1 miliardo e 230 milioni di euro in termini di vendite, salite di 21 milioni nel confronto con l’esercizio precedente. Il patrimonio netto ha raggiunto 895 milioni e 697 mila euro, in crescita di oltre 25 milioni sul 2024, principalmente grazie all’utile d’esercizio conseguito. Ulteriori 6,5 milioni di euro sono stati destinati ad irrobustire la dotazione del fondo rischi, ora a quota 24 milioni e 873 mila euro.
Il piano di sviluppo e ammodernamento della rete commerciale ha portato a investimenti complessivi superiori a 28 milioni e 600 mila euro per interventi di ristrutturazione ed efficientamento dei punti vendita esistenti. Tra gli interventi principali figurano la ristrutturazione dell’ipermercato di Cuneo, dell’ipermercato di Novara, del punto vendita di Avigliana e del supermercato di Casale Monferrato. Per le nuove aperture sono stati investiti oltre 8,6 milioni di euro, destinati in particolare al progetto Scalo Nizza-Vallino di Torino e allo sviluppo della rete Enercoop con Domodossola e la nuova stazione di Chieri, di prossima apertura.

LA MDD SUPERA IL 35% DI QUOTA A VOLUME
La gestione caratteristica conferma la crescita dei volumi di vendita della rete tradizionale, che ha sviluppato ricavi lordi per oltre 1 miliardo e 97 milioni di euro tra supermercati e ipermercati (+1,13%). In aumento è anche il numero degli scontrini battuti, circa 34,19 milioni (+1,52%).
Nel corso del 2025 il carrello della spesa di soci e clienti si è riempito di oltre 75 milioni di prodotti a marchio Coop, che da soli rappresentano il 35,2% delle vendite in quantità del prodotto confezionato, in crescita sull’anno precedente sia per l’incidenza sui volumi totali, sia per quota di fatturato. Nel corso dell’anno è continuata l’attivazione nei negozi di aree specifiche dedicate alla presentazione dell’assortimento dei fornitori del territorio piemontese, ora presenti in oltre il 40% della rete di vendita, come azione per favorire la visibilità delle filiere locali. Complessivamente sono stati riconosciuti oltre 127 milioni di euro di sconti ai soci della Cooperativa, più di 41 milioni dei quali attraverso vantaggi esclusivamente dedicati alla base sociale.

L’E-COMMERCE PESA POCO PIÙ DEL 3%
Prosegue anche la crescita della vendita omnicanale tramite l’e-commerce. Nel 2025 Nova Coop ha consolidato il presidio territoriale con 7 CoopDrive, 12 CoopLocker e 440 Comuni serviti dal servizio Coop a casa. Le spese prodotte attraverso CoopShop.it sono state quasi 110 mila, per un valore complessivo di oltre 11,7 milioni di euro (+3,17%).
Positivo anche l’andamento delle pompe carburanti a marchio Enercoop: nel 2025 sono state avviate la nuova stazione di servizio di Domodossola e il consolidamento dell’impianto di Asti, inaugurato a fine 2024. Le vendite lorde dei carburanti hanno raggiunto 115,2 milioni di euro (+7,50% rispetto al 2024, +2,00% a parità di perimetro).

LA GESTIONE FINANZIARIA DETERMINANTE AI FINI DEL RISULTATO
Per ammissione della stessa cooperativa, la gestione finanziaria ha contribuito in maniera determinante ai risultati, grazie agli elevati rendimenti del portafoglio titoli, all’attività di trading e ad operazioni straordinarie relative alla partecipazione Unipol e ai dividendi percepiti. Anche i risultati della controllata Nova Aeg, che opera nel mercato energetico, hanno avuto un rilievo fondamentale nel corso dell’esercizio.
Da oltre tre anni operiamo in uno scenario internazionale caratterizzato da instabilità e forti tensioni economiche, che continuano ad avere ricadute dirette sulle famiglie e sui consumi – dichiara Ernesto Dalle Rive, Presidente di Nova Coop (nella foto accanto) –. In questo contesto abbiamo scelto di mantenere fermo il nostro impegno a tutela del potere d’acquisto di soci e consumatori, contenendo per quanto possibile gli effetti dell’inflazione sul carrello della spesa attraverso una gestione rigorosa ed efficiente dei costi della Cooperativa. Il risultato di bilancio raggiunto nel 2025 nasce da questo lavoro costante e collettivo di controllo e ottimizzazione, unito ai risultati positivi della rete di vendita, al contributo strategico della controllata Nova Aeg e all’apporto particolarmente significativo della gestione finanziaria. Sono risultati che rafforzano ulteriormente la solidità di Nova Coop e confermano la capacità della Cooperativa di generare valore restando coerente con i principi mutualistici e con il proprio ruolo sociale sui territori. Su queste basi vogliamo sostenere con rinnovato impegno lo sviluppo della rete e aprire una nuova stagione di crescita e innovazione”.

WELFARE PER I DIPENDENTI E INIZIATIVE SUL TERRITORIO
Nova Coop ha chiuso il 2025 con 4.521 dipendenti, confermando una struttura occupazionale composta per oltre il 99% da rapporti di lavoro a tempo indeterminato. I risultati raggiunti dalla Cooperativa permetteranno di erogare il premio di risultato ai dipendenti. Prosegue inoltre il piano di welfare aziendale che nel 2025 ha garantito circa 850.000 euro di risparmi sulla spesa a favore dei dipendenti e delle loro famiglie e autorizzato prestiti a tasso agevolato per ulteriori 310.000.
Continua a rafforzarsi anche il rapporto con i territori e con il terzo settore. Attraverso il progetto “Buon Fine”, Nova Coop ha donato prodotti non più vendibili ma ancora consumabili per un valore commerciale di 11,1 milioni di euro, equivalenti a circa 1,9 milioni di pasti destinati gratuitamente a persone in condizioni di fragilità economica. La Cooperativa ha inoltre rafforzato e reso continuativa l’iniziativa “Dona la Spesa” inserendo 47 punti di raccolta permanente di alimenti e beni non deperibili per gli umani e 16 per gli animali in altrettanti punti vendita.
Nel corso del 2025 sono inoltre state realizzate 732 iniziative educative nelle scuole attraverso il progetto Saperecoop, coinvolgendo oltre 12.000 studenti, e sono stati distribuiti premi per oltre 417.000 euro nell’ambito del progetto “Coop per la Scuola”.

SALDO POSITIVO ANCHE PER LA BASE SOCIALE
Per il secondo anno consecutivo cresce la base sociale della Cooperativa, che al 31 dicembre 2025 conta 593.699 soci, con un saldo positivo di 4.033. A fine anno erano inoltre 85.313 i soci prestatori, con un rapporto tra prestito sociale e patrimonio netto consolidato pari a 0,73 e che la cooperativa sottolinea essere largamente inferiore sia alla media nazionale, sia al limite massimo previsto dalla normativa.
Infine, Il bilancio consolidato 2025 del Gruppo Nova Coop, che comprende i risultati della Cooperativa, di Nova Aeg, della controllata YEE e della società Sviluppo Dora, registra un valore della produzione consolidata pari a 2 miliardi e 379 milioni di euro e un utile netto consolidato di 24 milioni e 983 mila euro.

Taleggio Dop: produzione stabile, estero strategico

Oltrepassare i confini, intesi come quelli geografici e della tradizione. È su questi due binari che si gioca la partita del Taleggio Dop. Il 2025 si è chiuso con una produzione annua di 8.722.371 kg, stabile rispetto al 2024 (+0,3% circa). Il Consorzio Tutela Taleggio segnala un picco significativo nel mese di ottobre, che ha sfiorato il milione di chili prodotti (911.444 kg).
L’estero conta intorno al 27%, con l’Europa che rimane il bacino principale, assorbendo il 68,5% delle esportazioni. La Francia si conferma il primo importatore assoluto con circa 496 tonnellate nel 2025 e una crescita costante (+6,4% rispetto al 2024). Nel solo quarto trimestre del 2025, ha importato 131.377 kg, con un incremento pari al +3% rispetto allo stesso periodo del 2024 (127.625 kg). Segue la Germania, che raggiunge le 303 tonnellate in totale. Risultati significativi anche per il Portogallo, che nel IV trimestre del 2025 ha segnato un saldo record del +39% rispetto allo stesso periodo del 2024, e per il Lussemburgo, che ha chiuso il trimestre con un solido +16%.

IL PRIMO MERCATO EXTRA UE SONO GLI USA
A guidare l’espansione extra-UE del Taleggio Dop sono gli Stati Uniti: con oltre 332 tonnellate esportate, si confermano il mercato di riferimento oltreoceano, grazie anche a una domanda di prodotto autentico Made in Italy sempre più forte. “Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti nel 2025 – commenta Lorenzo Sangiovanni, Presidente del Consorzio Tutela Taleggio – che testimoniano la forza e la versatilità del Taleggio Dop sul mercato globale. La nostra strategia di internazionalizzazione e innovazione continua a dare i suoi frutti, e siamo pronti a nuove sfide per consolidare il nostro brand come leader nel settore”.

LA COMUNICAZIONE “ROCK” E LA PARTNERSHIP CON BASTIANICH
E qui si apre l’altro capitolo, quello dell’immagine, perché il 2025 è stato nelle intenzioni del Consorzio Tutela Taleggio l’anno della svolta comunicativa. L’impegno nel lavoro per ringiovanire la percezione di questo formaggio, spesso radicato fin troppo nella sua stessa tradizione, ha portato il Consorzio a puntare su collaborazioni di alto profilo e format innovativi, con l’obiettivo di fare entrare il Taleggio Dop nella cultura pop e nella cucina d’avanguardia.
A contribuire a questo nuovo posizionamento, la partnership con Joe Bastianich nel format digitale “TaleJoe“, in cui è stato mostrato – sottolinea il Consorzio – il lato “rock” e versatile del Taleggio Dop, catturando l’attenzione di un’audience social e cosmopolita, e le nuove ricette create dalla chef Dalia Rivolta, presentate nell’ambito della cena-evento “Abbinamenti Audaci” di settembre 2025.
Il percorso è culminato con l’ingresso del Taleggio Dop all’interno della cucina di MasterChef Italia: a giudizio del Consorzio, la presenza nel cooking show di Sky è l’occasione per raccontare come tradizione e innovazione possano convivere in un unico ingrediente, rendendolo protagonista di sfide di creatività e alta cucina.

Famila Superstore (con Bistrò) a Foggia per Gruppo Megamark

Gruppo Megamark raddoppia a Foggia: aperto il secondo Famila Superstore in via Federico Spera 1/C. Il punto vendita ha richiesto un investimento di 12 milioni di euro e rientra nel piano industriale 2025/2026 dell’azienda di Trani, che prevede in Puglia dieci nuove aperture e undici ristrutturazioni, per uno stanziamento complessivo di 128 milioni di euro.
Tra le novità più interessanti che arricchiscono l’esperienza di acquisto, merita una citazione il Bistrò Famila. Questo spazio conta circa 50 posti a sedere e offre un servizio che va dalla colazione con caffè 100% arabica alla pausa pranzo, fino all’aperitivo con una scelta di piatti pronti e cucinati al momento, realizzati all’interno della cucina a vista. Per rendere la pausa ancora più piacevole, nel Bistrò Famila è disponibile il wi-fi free.

L’EFFICIENTAMENTO ENERGETICO È UNA PRIORITÀ
In base a quanto reso noto, il negozio è stato progettato seguendo moderni standard di efficienza, a partire dalla sostenibilità ambientale, grazie all’utilizzo di impianti di ultima generazione per l’efficientamento energetico, illuminazione a Led, banchi frigo chiusi a basso impatto ambientale, infissi termici a risparmio energetico e isolamento acustico.
La nuova struttura, di circa 1.900 metri quadri di superficie, dispone di un parcheggio con oltre 160 posti auto e presenta ambienti interni che nelle intenzioni dell’azienda devono essere al passo con le esigenze del consumatore. Le aree dedicate al fresco sono quelle classiche: ortofrutta, pescheria, gastronomia, panetteria, forneria e cucina, macelleria. Ad arricchire il punto vendita anche uno spazio per novità e prodotti in linea con i trend del momento, dal mondo del veganesimo ai prodotti biologici, fino agli alimenti ad alto contenuto proteico e agli integratori alimentari.

SPAZIO AL CAFFÈ E AI PRODOTTI A MARCHIO IAMME
Vicino all’ingresso si trova il ‘corner caffè’ dedicato al mondo delle cialde, capsule, accessori e macchine da caffè e un’area con una selezione di vini pregiati ed esclusivi, anche analcolici. Uno spazio è poi riservato a tutta la linea di prodotti etici a marchio Iamme che contribuiscono a contrastare lo sfruttamento del lavoro nei campi, frutto del progetto avviato in collaborazione con l’associazione No Cap, attiva nella lotta al caporalato. Il supermercato è dotato di casse self automatiche e veloci e digital infopoint per consultare il libro degli ingredienti dei preparati, verificare i prezzi e prenotare il proprio turno ai banchi assistiti. Sono 48 i posti di lavoro che l’azienda conta di creare con questa apertura.

AMBIENTI E SERVIZI PER I NUOVI STILI DI CONSUMO
Il raddoppio del Famila a Foggia rappresenta un segnale importante del percorso di sviluppo che portiamo avanti in Puglia – dichiara Giovanni Pomarico, Presidente del Gruppo Megamark –. Continuiamo a investire nei territori in cui operiamo con l’obiettivo di essere sempre più vicini alle famiglie, offrendo una spesa di grande qualità a prezzi accessibili, servizi innovativi e ambienti moderni, pensati per rispondere ai nuovi stili di vita e di consumo. Il Gruppo Megamark è leader del Sud Italia nella distribuzione moderna con circa 600 punti vendita a insegna A&O, Dok, Famila, Sole365 e Ottimo.

Caffitaly va in tv con la creatività di Armando Testa

“Caffitaly, un piacere tutto Italy”: gioca con il nome del brand il claim della campagna ideata dall’agenzia Armando Testa per l’azienda specializzata nella produzione di macchine e capsule per caffè e bevande calde. Lo spot istituzionale – prodotto da AT Studios e trasmesso in televisione, oltre che su digital tv e sui canali social proprietari – vuole sottolineare in maniera il modo tutto italiano di gustarsi il momento del caffè, o di un’altra bevanda calda, trasformandolo in occasione sociale. La pianificazione è a cura di Media Italia, partner già al fianco di Caffitaly, con l’obiettivo di garantire un processo ancora più integrato tra creatività e media.

UNA COLLABORAZIONE ESTESA ANCHE ALLE CAMPAGNE PROMOZIONALI
Il lavoro dell’agenzia Testa non si limita a questo spot, ma riguarderà nel tempo tutti i principali asset above e below the line e i social. Il primo esempio si è avuto a fine marzo con il lancio di una campagna promozionale sui social e nei negozi monomarca per comunicare la “Promozione Primavera”, dedicata alla macchina Volta nella sua nuova Limited Edition color senape, nonché alla comunicazione dedicata alle nuove macchine fatte con il 65% di plastica di secondo utilizzo, packaging completamente riciclabile e tecnologie energy saving.
La collaborazione con il Gruppo Armando Testa si inserisce nel percorso di crescita e consolidamento dell’azienda – commenta Andrea Zocchi, Ceo di Caffitaly –. In una fase di costante evoluzione del mercato, vogliamo rafforzare il posizionamento del brand valorizzando con ancora maggiore efficacia i nostri asset strategici: innovazione tecnologica, qualità dell’offerta, ampiezza di gamma e capacità di interpretare i nuovi bisogni dei consumatori”.

Largo consumo confezionato, +1,9% a valore nel primo quadrimestre 2026

Il bilancio dei primi quattro mesi del 2026 è positivo a valore per il largo consumo, che però deve fare i conti con una crescente frammentazione delle scelte d’acquisto, guidate – e non è certo una novità – dalla ricerca di convenienza. Tra gennaio e aprile, il largo consumo confezionato ha fatto segnare +1,9% a valore, che diventa +2,6% per il totale negozio. Spicca il +13,6% dell’e‑commerce, mentre dinamiche più deboli si osservano in altri comparti come il tech & durables (-1,2%), con una ripresa a marzo 2026 pari al +2,0%.
A dare le prime anticipazioni sull’andamento dell’anno è NielsenIQ, in occasione dell’edizione 2026 de Linkontro, evento tenuto presso il Forte Village Resort di Santa Margherita di Pula (CA). Altrettanto interessanti sono le analisi fatte guardando al recente passato: nel 2025 il totale largo consumo confezionato ha raggiunto i 117,1 miliardi di euro. La fetta più grande è andata ovviamente al food & beverage con 88,7 miliardi, seguito da cura persona con 15,6 miliardi, cura casa con 8 miliardi e pet con 4,8 miliardi.

ITALIANI MOLTO SENSIBILI AGLI INCREMENTI DI LISTINO
Se si confronta il 2025 con il 2024, in Europa Occidentale, il valore dei prodotti Fmcg è cresciuto del +3,0%, con volumi quasi stabili (+0,4%) e prezzi in aumento del +2,5%. L’Italia si distingue per una dinamica dei prezzi più contenuta, ma anche per una maggiore elasticità al prezzo, che rende il consumatore particolarmente consapevole e sensibile agli incrementi di listino. A emergere non è una riduzione della spesa, ma una sua riallocazione: il consumatore italiano compra con maggiore frequenza, frammenta il carrello e orienta le scelte verso ciò che offre maggiore valore percepito. Uno scenario che si inserisce in un contesto europeo simile, ma non totalmente omogeneo.
Il 2026 si apre all’insegna di una stabilità solo apparente – dice Enzo Frasio, Amministratore Delegato di NIQ Italia (nella foto a destra) –. Anche se i consumi restano costanti, diventano sempre più frammentati e guidati da scelte di convenienza. Siamo anche di fronte a una alta infedeltà: in media, le famiglie italiane frequentano abitualmente 6,3 insegne brick & mortar all’anno. Segnale, questo, di una competizione sempre più intensa, amplificata dall’online, che accelera e guadagna quote di mercato raggiungendo nel 2025 una share significativa: 19,4% nel pet e 16,3% nel beauty. A questo, si aggiunge la trasformazione demografica e sociale: cambiano le composizioni dei nuclei familiari, si rafforza l’attenzione verso salute e benessere, si riducono le scelte impulsive e aumentano la ricerca di valore e qualità. Oggi più che mai il successo passa dal comprendere chi davvero percorre i corridoi dei supermercati”.

PREZZI SOTTO CONTROLLO, MA ATTENZIONE ALLE NUOVE TENSIONI
Se da un lato, l’inflazione appare oggi più contenuta, dall’altro il tema dei prezzi resta centrale nelle scelte di acquisto di largo consumo. L’Italia, come già anticipato, è il Paese con la più alta elasticità al prezzo tra i principali mercati europei: gli incrementi generano un impatto diretto sui volumi. Inoltre, oggi siamo in presenza di nuove pressioni sui costi, in particolare di quelli energetici: un aumento del +10% dei costi delle utilities può tradursi, con alcuni mesi di ritardo, in un incremento compreso tra +0,8% e +1,5% dei prezzi a scaffale.
Un impatto che non coinvolge in modo uniforme tutte le categorie del largo consumo: accanto a comparti con riduzioni di prezzo (ad esempio, olio evo con -7,4% ad aprile 2026 rispetto all’anno precedente), emergono segmenti che continuano a registrare aumenti significativi (come le tavolette di cioccolato che mostrano un rincaro del +13% ad aprile rispetto allo stesso mese del 2025), rendendo il quadro complesso e articolato.

IN CRESCITA LA FREQUENZA D’ACQUISTO
Nel corso dell’anno mobile terminante a marzo 2026, la spesa media a valore per famiglia cresce del +2,6%, mentre la frequenza di acquisto aumenta del +7,6% e in particolar modo nelle famiglie giovani con figli minori di 24 anni (+12,8%). Un segnale di un cambiamento strutturale nei comportamenti: i carrelli non accolgono più le spese per la scorta mensile. Il consumatore, infatti, entra più volte nel punto vendita, scegliendo con maggiore attenzione cosa acquistare.
Confrontando la variazione percentuale delle vendite tra il 2025 rispetto al 2026, le trasformazioni riguardano anche la composizione del carrello ed è il fresco ad essere protagonista. Infatti, con un +4,0% traina ancora una volta le crescite. Si osservano in particolare andamenti positivi per frutta e verdura (+5,5%), macelleria & polleria (+6,8%), prodotti freschi confezionati (+3,7%). Di contro, rallentano alcune categorie come i salumi (-2,6%) e gli alimentari confezionati (+1,3%). A riprova del fatto che, in un contesto di spese più frequenti, gli italiani riempiono meno il carrello di prodotti confezionati, privilegiando referenze fresche e legate al consumo immediato.
Inoltre, il 70% della crescita dei volumi è spiegata da sole 20 categorie, tra cui kefir (+50%), frutta esotica (+31%), semi (+29%), yogurt proteici (+26%) e specialità etniche (22%). Una conferma di come il carrello cambi oggi più velocemente dello scaffale.

PUNTI VENDITA ALLA PROVA DELLA PRODUTTIVITÀ
La riorganizzazione delle reti di vendita sta portando il retail in una nuova fase, in cui la produttività dei negozi diventa il principale criterio di selezione. Vengono premiati i punti vendita capaci di generare più valore per metro quadro, mentre quelli meno efficienti subiscono una progressiva razionalizzazione. Il consumatore, però, si muove più rapidamente del retail e sta già orientando le proprie scelte verso negozi più performanti e meglio organizzati, indipendentemente dalla loro dimensione. Oggi a giudizio di NielsenIQ non è il formato a determinare il successo, ma la capacità del singolo punto vendita di offrire valore in modo chiaro, efficace e coerente con le nuove esigenze di consumo. Assortimenti più mirati, pricing coerente e una gestione più efficiente delle superfici saranno determinanti per intercettare un consumatore sempre più mobile, selettivo e meno prevedibile.

L’ESPANSIONE DELLA RETE INDIRIZZA LE PERFORMANCE DEI FORMATI
Volgendo lo sguardo alle performance dei canali nel largo consumo confezionato (Lcc), oltre all’e-commerce, emerge un quadro differenziato in cui l’evoluzione della rete gioca un ruolo rilevante nella lettura dei trend. Gli ipermercati 2.500–4.499 metri quadri mostrano una crescita sostenuta (+6,5% a valore e +6,3% a volume), ampiamente supportata dall’espansione della rete e dalle nuove aperture. Al contrario, i formati più grandi (>4.500 metri quadri) e le superette risentono di un progressivo ridimensionamento della rete, che contribuisce a penalizzarne le performance complessive. Anche la crescita dei discount si conferma fortemente legata all’ampliamento della rete di vendita, che continua a sostenere lo sviluppo del canale. In questo contesto, i supermercati si distinguono come il canale con il miglior rendimento strutturale: la crescita registrata (+1,7% a volume e +0,8% a valore) risulta infatti poco influenzata dalle variazioni della rete, a conferma di una performance più stabile e organica.

IL VALORE SI COSTRUISCE CON LA COLLABORAZIONE DI FILIERA
Parallelamente, nel breve termine (gennaio – aprile 26) si osserva un riallineamento della crescita tra industria di marca e marca del distributore. Nel largo consumo confezionato (+1,9%), entrambe contribuiscono alla crescita del mercato (+1,8%).
La crescita registrata dal settore – sottolinea Romolo de Camillis, Retailer Director di NielsenIQ (nella foto a sinistra) – dimostra la capacità di industria e distribuzione di adattarsi progressivamente a un consumatore che cambia. Tuttavia, ulteriori opportunità non mancano, ma per coglierle sarà fondamentale accelerare su assortimenti leggibili, promozioni più efficienti e strategie mirate sui diversi target di clientela. In un mercato omnicanale, il valore non si crea da soli, ma insieme”.

MD raggiunge 3,8 miliardi di euro di ricavi

Ricavi e marginalità in crescita per MD. Il giro d’affari della catena discount nel 2025 è aumentato del 2% e ha raggiunto i 3,8 miliardi di euro, mentre è salito del’8% il valore generato netto, insieme alla marginalità che si attesta al 6,43% rispetto al 6,09% dell’esercizio precedente. Il patrimonio netto ha superato i 692 milioni di euro (+12%), mentre l’utile netto si è attestato a 97,5 milioni di euro, con un incremento del 2,65% rispetto al 2024. La rete di MD conta ad oggi 785 punti vendita presenti in tutte le 20 regioni italiane, 82 marchi private label e 2.368 prodotti a marchio.

RETE DI VENDITA E MDD SONO LE PRIORITÀ
Prosegue l’attuazione del nostro piano industriale – dichiara Maria Luisa Podini, Amministratore Delegato di MD (ritratta nella foto a destra con il padre Patrizio e il fratello Marco) – focalizzato sulla riqualificazione della rete vendita, sull’evoluzione del format dei punti vendita e sul rafforzamento della nostra private label, sempre più centrale nella relazione di fiducia con il consumatore e coerente con la nostra promessa della buona spesa non solo a parole”. Parallelamente continua anche il percorso di efficientamento energetico e di riduzione dell’impatto ambientale, attraverso interventi mirati sui punti vendita e sulle piattaforme logistiche.
Siamo soddisfatti – dichiara Patrizio Podini, Presidente e fondatore di MD – dei risultati raggiunti in un contesto competitivo che continua a richiedere efficienza, capacità di adattamento e attenzione costante ai bisogni delle famiglie. Guardiamo al futuro con la solidità di un’azienda che da oltre trent’anni cresce mantenendo saldi i propri valori fondanti e mettendo sempre il consumatore al centro della propria strategia”.

FONTI RINNOVABILI E LOTTA ALLO SPRECO ALIMENTARE
Sul fronte della sostenibilità sociale, ambientale e d’impresa, MD sottolinea di aver ulteriormente rafforzato il proprio impegno. Oltre il 52% dell’energia acquistata nel 2025 proviene da fonti rinnovabili, con 73 impianti fotovoltaici attivi sui punti vendita e 148 colonnine di ricarica elettrica installate, pianificate o operative. Importanti anche i risultati raggiunti nella lotta allo spreco alimentare, con 2.678 tonnellate di rifiuti alimentari evitati e oltre 763.000 euro donati attraverso il progetto Goodify.
L’azienda ha inoltre continuato a investire sul territorio e sulle comunità locali, destinando oltre 2,3 milioni di euro al miglioramento degli spazi urbani collegati ai punti vendita e rafforzando le attività di welfare, formazione e sicurezza lungo tutta la filiera.

LA SOSTENIBILITÀ FA PARTE DEL BUSINESS
Nel 2025 MD ha inoltre erogato oltre 83.000 ore di formazione ai propri collaboratori, di cui quasi 49.000 dedicate ai temi della salute e sicurezza sul lavoro. Le persone impiegate dal gruppo hanno raggiunto quota 9.774, con una crescita significativa delle nuove assunzioni rispetto all’anno precedente. Cresce anche l’attenzione verso il made in Italy e le produzioni locali: il 95% degli acquisti food proviene da fornitori italiani, confermando il forte legame dell’azienda con il tessuto produttivo nazionale.
La sostenibilità è ormai una parte integrante del nostro modello di business – aggiunge Maria Luisa Podini – e richiede ogni anno investimenti concreti e continui. Siamo orgogliosi di essere parte di una grande comunità composta da collaboratori, clienti e fornitori che condividono quotidianamente il nostro impegno nel generare valore diffuso per il territorio e per le comunità in cui operiamo”.

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