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Mediobanca fa il punto su fatturato, costi e utili della Gdo

In crescita le vendite della Gdo italiana nel 2025: +4,3% è la stima di Mediobanca, che precisa come l’inflazione sia stata pressocché nulla nei 12 mesi considerati. Il dato proviene dalla nuova edizione dell’Osservatorio sulla Gdo a prevalenza alimentare che aggrega i dati economico-patrimoniali di 118 aziende nazionali e 30 maggiori player internazionali per il periodo 2019-2024. Per l’Italia la copertura è pari al 95,8% del mercato.
Riavvolgendo invece il nastro al 2024, emerge che l’aggregato dei maggiori gruppi italiani ha realizzato un fatturato netto pari a 109,8 miliardi di euro (Iva esclusa), di cui 13,4 miliardi in capo a operatori a controllo estero (12,2% del totale). Tra il 2019 e il 2024, le vendite sono aumentate del 30,9% con un tasso medio annuo del 5,5%.

SALGONO I RICAVI PROMOZIONALI, MA PESA IL COSTO DEL LAVORO
L’analisi di Mediobanca consente di mettere a fuoco una serie di rilevanti indicatori economici medi del settore, a cominciare dai ricavi derivanti da attività promozionali, saliti del +4,1% all’anno tra il 2019 e il 2024 e pari al 6,5% delle vendite dei dettaglianti; i ricavi immobiliari sono l’1,2%.
La Gdo conferma l’alta incidenza del costo del lavoro, che per i retailer nazionali rappresenta mediamente il 12,5% delle vendite, mentre quello per trasporti e logistica è pari al 3,1% e i costi dell’energia arrivano all’1,9%.
Tiene la redditività nel 2024: Ebit margin al 2,7% (2,5% la media dei sei anni, che si confronta con il 4,6% del Food & Beverage), Roi al 7,1% (6% la media vs il 10,5% della Gdo non alimentare), spingono gli investimenti (+4,9% sul 2023). Nel quinquennio 2020-2024 gli operatori della Gdo nazionale hanno distribuito dividendi per 1,3 miliardi di euro e immesso risorse con aumenti di capitale a pagamento per 691 milioni.

TRE PUNTI IN PIÙ DI MARGINALITÀ PER I DISCOUNT
Nel 2024 discount non più così irraggiungibili: il loro fatturato è cresciuto del 3,6% sul 2023 rispetto al +2% degli altri operatori, registrando un tasso medio di crescita delle vendite tra il 2019 e il 2024 dell’8,4% (+4,9% gli altri). Spicca la marginalità: l’Ebit margin dei discount si attesta nel 2024 al 5,1%, staccando il 2,1% degli altri gruppi, così come per il Roi, al 16,6% (5,6% gli altri operatori).
Brillano per vendite le aziende meridionali (+8,4% medio annuo sul 2019), +6% le imprese del Centro Italia, mentre gli operatori del Nord-Est risultano più dinamici di quelli del Nord-Ovest (+5,2% vs +2,9%).

CHI HA INCREMENTATO MAGGIORMENTE IL GIRO D’AFFARI
L’Osservatorio di Mediobanca mette in file una serie di spunti sull’andamento di singoli operatori della Gdo. Radenza Group ha realizzato la maggiore crescita del fatturato tra il 2019 e il 2024: +13,5% medio annuo, seguita da In’s Mercato (+12,1%), Tatò Paride (+10,4%) e Agorà (+10,1%). Nell’ultimo anno primeggiano RetailPro (+7,9%), Agorà (+7,8%) e Radenza Group (+6,3%) seguite da Sait (+5,4%), Eurospin (+5,1%), Selex (+4,6%), Conad e Lidl (entrambe +3,9%).
Ebit margin 2024 più elevati per Noto (che controlla AZ) con il 6,5%, i discount Cive (6,1%) ed Eurospin (5,9%); seguono Agorà (5,2%) e l’altro discount Lidl (5%). La classifica per l’indice di redditività del capitale investito (Roi) vede sul podio: Radenza Group con il 20,6%, seguita da Md al 19,6% e Eurospin (18,3%) a cui si avvicinano Cive (16%) e In’s Mercato (15,6%).

EUROSPIN IN CIMA ALLA CLASSIFICA DEGLI UTILI
Eurospin si afferma regina di utili cumulati tra il 2019 e il 2024: 1.931,2 milioni di euro, superando VéGé a 1.685 milioni e Selex (1.651,5 milioni). PAC 2000 A (Gruppo Conad) è la maggiore cooperativa italiana con vendite nel 2024 pari a 4.902 milioni di euro, seguita da Coop Alleanza 3.0 a 3.975 milioni e da Conad Nord Ovest a 3.239 milioni che precede Unicoop Firenze a 3.045 milioni.
Il prestito soci del sistema Coop passa dagli 8 miliardi di euro del 2019 ai 7,1 miliardi del 2024. Tra il 2019 e il 2024 le Coop hanno realizzato proventi finanziari netti per 612 milioni di euro e contabilizzato svalutazioni di titoli e partecipazioni per 707 milioni.

SI AMPLIA LA QUOTA DI MERCATO DEI PRIMI DELLA CLASSE
In base ai dati Mediobanca, la quota di mercato dei primi sette operatori nazionali è passata dal 52,2% del 2010 al 71% di ottobre 2025, quota che senza la vivacità della distribuzione organizzata sarebbe ferma a circa il 50%. Tra il 2019 il 2025 la market share dei sette gruppi della distribuzione organizzata, con esclusione delle due cooperative Conad e Coop, è cresciuta di 7,1 punti percentuali, anche grazie all’incremento delle basi associative. VéGé è l’operatore che ha attratto il maggior numero di nuovi associati (sette), due dei quali già aderenti ad altre strutture (D.IT e C3).
Nell’ambito della distribuzione organizzata, nel 2024 emerge Agorà, grazie a marginalità (la più elevata del settore, con Ebit margin 5,2% e Roi 14,3%) e vendite, in crescita dal 2019 ad un tasso medio annuo del 10,1%. Il Cagr medio del +6,6% tra 2019 e 2024 è superato anche da Selex (+7,3%) con Ebit margin del 3,3% e Roi al 10,3%. C3 raggiunge un rapporto tra Mon e fatturato pari al 3,9%, più alto di quello medio (3,1%), ma resta arretrato in termini di Roi (8%).
Nel 2024 si attestano invece sotto la media del segmento i valori di VéGé (Ebit margin 2,9% e Roi 9,2%), con un fatturato in crescita del +5,5% medio annuo dal 2019. Ultime per Ebit margin, Crai e Despar (rispettivamente 0,9% e 1,2%); quest’ultima si posiziona in coda anche per Roi (4,3%).

FOCUS SUI PLAYER DELLA DO CHE SUPERANO I 500 MILIONI
Le aziende della distribuzione organizzata con fatturato superiore a 500 milioni di euro sono 26. Il maggiore incremento di fatturato nel 2024 è stato realizzato da Multicedi (+13,2% sul 2023) e FG Holding (i.e. Magazzini Gabrielli, +12,8%), seguite da Megaholding (Megamark, +12,6%), Retail Evolution (Iperal, +10,8%) e Abbi Holding (+10,7%). Retail Evolution è il primo operatore per Ebit margin (7,6%), seguito da Verofin (Tigros) (7,1%) e F.lli Lando (5,7%); Gruppo Rossetto presenta l’indice di redditività del capitale investito (Roi) migliore (20,8%), seguita dal Gruppo Unicomm (Arca, Gmf Fioroni, Unicomm) e Verofin (Tigros) (entrambe con il 19,7%).
Altri 20 associati hanno realizzato nel 2024 un giro d’affari compreso tra i 200 e 500 milioni di euro. Tra questi, la crescita maggiore del fatturato tra il 2023 e il 2024 è stata registrata da 5 Erre (+7,3%), seguita da Sidi Piccolo – Sistema Distributivo Innovativo (+6,7%) e Grd (+5,9%). Nel 2024 Isa – Industria Servizi Alimentari emerge in termini di Ebit margin (8,1%); mentre il maggiore Roi è ottenuto da Sisa Sicilia (18,3% nel 2024), Gambardella (18%) e L’Abbondanza (17,4%).

IN QUATTRO AL SUD VANNO OLTRE IL MILIARDO DI RICAVI
Splende per dinamismo e performance l’area del Sud e Isole. Nel 2024 quattro operatori della Gdo che operano in maniera prevalente in questi territori hanno superato 1 miliardo di euro di ricavi: Megaholding (2.087 milioni), Conad Adriatico (1.345,3 milioni), Gruppo Arena (1.265,7 milioni) e Multicedi (1.245,5 milioni).
Tra i retailer della Gdo con più di 200 milioni di euro di ricavi nel 2024, crescita del fatturato double digit tra il 2019 e 2024 per: Radenza Group (+13,5% in media all’anno), Abbi Holding (+13,4%), Sidi Piccolo (+12,8%), Megaholding (+12,1%), Gruppo Arena (+11,6%) e Tatò Paride (+10,4%). Migliori Ebit margin per: Noto (5,3% in media nel 2019-2024), Gruppo Arena (5,1%), Isa – Industria Servizi Agroalimentari (4,6%) e Radenza Group (4,3%) che si distingue anche per miglior ROI (29% medio nel 2019-2024).

FOCUS SUL MODELLO DEL TRIVENETO
Forte competitività e attaccamento al territorio contraddistingue la Gdo del Trivento. Sono in cinque – tra le aziende che operano principalmente in Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia – a superare 1 miliardo di euro di fatturato nel 2024: Gruppo Unicomm (3.123,7 milioni), Finbre (2.764,6 milioni), Aspiag Service (2.285,5 milioni), Supermercati Tosano Cerea (1.513,7 milioni) e Alì Group (1.297,3 milioni).
Tra gli operatori più grandi (fatturato 2024 maggiore di 200 milioni di euro), ricavi in forte crescita per Supermercati Visotto (Cagr +12,9%), Migross (+10,9%) e Gruppo Rossetto (+10%). Primeggiano per Ebit margin: F.lli Lando (5,5% medio nel 2019-2024), Supermercati Tosano Cerea (4,9%), Supermercati Visotto (4,8%) e Alì Group (4,3%); mentre per ROI si distinguono Gruppo Rossetto (18,7% medio), Prix Quality (16%) e Migross (14%).

I MAGGIORI OPERATORI INTERNAZIONALI
Infine, uno sguardo alla Gdo di oltreconfine. Nel 2024 i maggiori retailer internazionali hanno registrato un fatturato che oscilla tra i 649,3 miliardi di euro della statunitense WalMart e i 20,5 miliardi della britannica Wm Morrison. La maggiore proiezione internazionale è della portoghese Jeronimo Martins (80,7%, per due terzi in Polonia), dell’olandese Ahold Delhaize (78,6%), seguita dalla giapponese Seven & i (77,1% principalmente nel Nord America) e dalle francesi Carrefour (53,7%) ed Elo-Auchan (46,5%).
Il panel internazionale esprime un Roi medio nel 2024 pari al 10,2%, in aumento rispetto al 9,9% del 2023. Quanto a vendite per metro quadro al netto di Iva sul proprio mercato domestico, Esselunga con 16.071 euro per metro quadro supera tutti i principali operatori internazionali. A distanza le britanniche J Sainsbury (13.924 euro) e Tesco (12.893 euro), le australiane Coles (11.815 euro) e Woolworths (11.694 euro), seguite dalla canadese Empire (11.203 euro).
L’indagine completa è disponibile per il download sul sito www.areastudimediobanca.com

 

Pernigotti, Stefania Distefano è Direttore Commerciale Confectionery Italia

Nuovo Direttore Commerciale Confectionery Italia per Pernigotti: è Stefania Distefano, che ha ora la responsabilità di guidare e sviluppare tutte le attività di marketing e vendita sul mercato domestico nel perimetro confectionery. Quest’ultimo comprende i brand Pernigotti (praline, torroni, stecche di cioccolato e creme spalmabili) e Walcor (uova di Pasqua e monete di cioccolato), nonché il canale private label, segmento strategico in forte crescita attraverso cui il gruppo con sede a Novi Ligure, in provincia di Alessandria, serve i propri partner della grande distribuzione con produzioni su misura.

UNA CARRIERA INIZIATA IN GDO
Laureata in Economia e Commercio presso l’Università di Foggia e con un Master in Marketing Management all’Università di Parma, Distefano porta con sé quasi vent’anni di esperienza commerciale maturata in contesti di primo piano. Ha iniziato la sua carriera nella grande distribuzione, ricoprendo ruoli di category manager e buyer per il Gruppo Carrefour Italia, acquisendo una profonda conoscenza delle dinamiche di categoria e delle logiche di acquisto della Gdo. Successivamente, è passata al lato dell’industria di marca in Lindt & Sprüngli Italia, dove ha sviluppato competenze avanzate in trade marketing e gestione delle vendite nel settore dolciario.

L’OBIETTIVO: 100 MILIONI DI FATTURATO ENTRO IL 2029
Ho costruito la mia esperienza imparando il mercato da entrambi i lati del tavolo, dalla Gdo all’industria di marca – dichiara Stefania Distefano, Direttore Commerciale Confectionery Italia di Pernigotti –. Questa doppia prospettiva è oggi la mia risorsa più preziosa. Entrare in Pernigotti significa abbracciare una sfida ambiziosa, con brand iconici, un’offerta differenziata e un piano industriale chiaro. Non vedo l’ora di portare il mio contributo”.
L’arrivo di Stefania è parte integrante del percorso di trasformazione che stiamo costruendo – commenta Francesco Pastore, Amministratore Delegato di Pernigotti –. Il nostro Piano Industriale punta a 100 milioni di euro di fatturato entro il 2029 e, per arrivarci, abbiamo bisogno di persone che sappiano tradurre la strategia in risultati concreti sul mercato. Stefania conosce la Gdo dall’interno, conosce il settore dolciario e sa come si vince sullo scaffale”.

La tradizione in etichetta vale 3,4 miliardi di euro

Si parla spesso di innovazione alimentare, ma quanto conta la tradizione nelle scelte d’acquisto degli italiani? La risposta arriva dall’ultima edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, che ha dedicato il suo dossier di approfondimento ai prodotti alimentari che richiamano in etichetta:

  • Il rispetto della tradizione nella formulazione (con indicazioni come “regionale”)
  • L’artigianalità della lavorazione (con claim come “trafilato al bronzo”).
  • La garanzia di controlli qualitativi totali (per esempio, citando la “filiera”).

UN PANIERE CHE PESA PER IL 7% SUL CARRELLO ALIMENTARE
L’analisi condotta dallo studio ha permesso di individuare 6.685 prodotti che riportano in etichetta almeno uno dei 14 claim rilevati in quest’ambito. Questo paniere in un anno ha sviluppato vendite per circa 3,4 miliardi di euro tra supermercati, ipermercati e negozi a libero servizio, incidendo per quasi il 7,0% sul totale alimentare rilevato.
Il carrello della spesa composto dai prodotti che evidenziano valori di qualità e tradizione gode di buona salute. In 12 mesi ha aumentato di +3,8% il giro d’affari e di +3,1% i volumi, supportato dal sostegno dei produttori (+1,5 punti percentuali la componente di offerta) e soprattutto dall’interesse dei consumatori (+2,2 punti percentuali la componente di domanda), che per alcuni claim cresce a doppia cifra.

IL RIFERIMENTO ALLA FILIERA È IL CLAIM PIÙ DIFFUSO
Tra i 14 claim analizzati, ce ne sono quattro, in particolare, che brillano per i risultati raggiunti. Il più diffuso (2.790 prodotti) è “filiera”, avanzato in 12 mesi di +1,8% a volume e di +2,6% a valore, per un giro d’affari complessivo di quasi 2 miliardi di euro. Presente in diverse categorie di prodotto (e in crescita soprattutto in quarta gamma, uova, patate e carni), ha registrato un interesse crescente presso i consumatori a fronte di un’offerta stabile.
Il claim più dinamico è “nostrano”, che in 12 mesi ha ottenuto un +18,0% a volume e un +19,1% a valore, arrivando a 57 milioni di euro di sell-out generati dalle vendite di 71 prodotti. Bilancio positivo anche per “artigianale”, indicato su 794 prodotti e avanzato in 12 mesi di +15,5% a valore e +15,8% a volume, per un giro d’affari complessivo di 184 milioni di euro. Crescita annua a doppia cifra anche per i 332 prodotti che si presentano on pack con l’indicazione “lavorato a mano”, arrivati a un giro d’affari di 194 milioni di euro.

COME VIENE REALIZZATA L’ANALISI
L’Osservatorio Immagino di GS1 Italy
è lo studio semestrale che analizza le abitudini di consumo degli italiani, incrociando le informazioni riportate sulle etichette dei prodotti di largo consumo digitalizzate dal servizio Immagino di GS1 Italy Servizi (oltre 100 variabili tra ingredienti, tabelle nutrizionali, loghi e certificazioni, claim e indicazioni di consumo) con le rilevazioni NielsenIQ su venduto in supermercati, ipermercati e libero servizio in Italia. La diciottesima edizione monitora l’andamento di 148.975 prodotti venduti nella grande distribuzione italiana tra luglio 2024 e giugno 2025.

Premio del 4% a chi ristruttura casa con Coop Lombardia

Per noi italiani la casa è sacra: in base ai dati Confedilizia, a vivere in un’abitazione di proprietà è ben l’81,6% della popolazione. L’attenzione sul tema, di per sé altissima, è stata ulteriormente alimentata da aspetti come la riqualificazione energetica e l’efficientamento del patrimonio immobiliare, legato anche alla transizione verso modelli di edilizia più responsabili. Alla luce di tutto questo, assume particolare rilievo la mossa di Coop Lombardia, che attraverso una partnership con operatori specializzati mira a rendere la ristrutturazione più accessibile e sostenibile. Dando inoltre modo di recuperare mediante buoni spesa parte del costo sostenuto. Vediamo più nel dettaglio come funziona l’iniziativa.

I PARTNER DELL’OPERAZIONE
Ad affiancare Coop Lombardia sono Harley&Dikkinson, società italiana presente da oltre 20 anni sul mercato della valorizzazione degli edifici esistenti, e UniAbita, cooperativa di abitanti con sede a Cinisello Balsamo (MI), nata dalla fusione delle storiche cooperative edificatrici del Nord Milano (Aurora, Previdente e Matteotti di Cinisello Balsamo, Camagni Olmini di Sesto San Giovanni).
Al centro dell’accordo c’è il modello HD Sistema Ristrutturazione, che sarà operato dalla società BuildingLife, nata dalla comune visione di HD e UniAbita e che accompagnerà i soci di Coop Lombardia nel percorso di ristrutturazione, offrendo un supporto integrato e “chiavi in mano” che copre tutti gli aspetti del progetto: dalla valutazione tecnica e progettuale fino alla gestione operativa, fiscale e finanziaria degli interventi, passando anche per le questioni organizzative e di garanzia. Un approccio che i promotori dichiarano di aver ideato con l’obiettivo di semplificare decisioni complesse, garantire interventi di reale qualità e promuovere scelte sostenibili, riducendo rischi e complessità per i cittadini.

IL VANTAGGIO PER I SOCI COOP
Attraverso un’operazione a premi, l’intesa prevede per i soci Coop Lombardia un vantaggio economico concreto pari al 4% del valore imponibile dell’intervento di ristrutturazione, riconosciuto sotto forma di buoni spesa utilizzabili presso tutti i punti vendita Coop Lombardia.
Il fulcro operativo della partnership è l’apertura di un HD One Stop Shop all’interno del Centro Commerciale Bonola di Milano, che funge da punto informativo e di contatto diretto per i soci interessati a interventi di riqualificazione residenziale. Mediante lo shop, Harley&Dikkinson mette a disposizione la sua rete di professionisti, imprese qualificate e partner di filiera del territorio lombardo, assicurando un supporto completo sugli aspetti tecnici, fiscali, finanziari, organizzativi e di garanzia. In questo modo, Coop Lombardia offrirà ai suoi consumatori anche un motivo ulteriore per aderire alla Cooperativa, che conta già oltre 750.000 soci.

UN’INIZIATIVA IN LINEA CON L’IDENTITÀ COOPERATIVA
Quali sono le ragioni che hanno spinto Coop Lombardia a stringere la partnership e a interessarsi di una questione così specifica? “La cooperazione nasce per migliorare concretamente la qualità della vita delle persone e delle comunità – sostiene Alfredo De Bellis, Presidente di Coop Lombardia (nella foto a destra) –. Con questa iniziativa vogliamo offrire ai nostri soci uno strumento in più per affrontare in modo semplice un tema importante come la riqualificazione della propria casa, unendo sostenibilità ambientale, qualità dell’abitare e soprattutto vantaggi economici concreti. La collaborazione con Harley&Dikkinson e UniAbita rappresenta un esempio di come mondi diversi possano lavorare insieme per generare valore reale per i cittadini e per il territorio”.
Peraltro, l’apertura del negozio di Bonola rappresenta il primo passo, in vista di una possibile estensione ad altri punti vendita Coop in Lombardia. La partnership nasce infatti con l’ambizione di configurarsi come un modello strutturato, scalabile e replicabile, in grado di portare il sistema HD One Stop Shop all’interno di contesti di prossimità.

RIGENERAZIONE URBANA SOSTENIBILE
Abbiamo trovato in Coop Lombardia un partner sensibile alla mission e ai valori di Harley&Dikkinson – dichiara Alessandro Ponti, Presidente di Harley&Dikkinson – con cui condividiamo una visione di rigenerazione urbana realmente sostenibile, anche dal punto di vista sociale. L’obiettivo è chiaro: accompagnare interventi di ristrutturazione di effettiva qualità, capaci di generare valore nel tempo per le persone, le famiglie e le comunità”.
Abbiamo messo insieme mondi diversi – aggiunge Pierpaolo Forello, Presidente di UniAbita – ma animati dallo stesso spirito: lavorare per una riqualificazione energetica che sia davvero accessibile a tutti. Competenze diverse, una finalità unica: migliorare la qualità dell’abitare per le socie e i soci. È da qui che nasce questo nuovo progetto, che unisce l’esperienza di HD e il mondo della cooperazione per costruire servizi sostenibili, inclusivi e di valore”.

Conserve Italia punta sui succhi funzionali con Valfrutta Vitalità

Sei referenze per un’unica gamma dedicata alla salute e al benessere fisico. Valfrutta rinnova la propria offerta nel segmento dei succhi di frutta funzionali e presenta Valfrutta Vitalità, la nuova linea che verrà distribuita a partire dalla primavera. Valfrutta Vitalità si compone di sei referenze, ciascuna caratterizzata da una specifica promessa funzionale legata al benessere quotidiano: dalle difese immunitarie al supporto per il sistema cardio-vascolare, dall’equilibrio intestinale all’apporto proteico, fino alle nuove proposte con collagene e con frutta e verdura.
Con Valfrutta Vitalità vogliamo aiutare le persone a prendersi cura di sé attraverso l’alimentazione – spiega Mario Panzani, Marketing Manager Retail Beverage Conserve Italia –. Abbiamo riunito sotto un’unica gamma le nostre proposte funzionali più apprezzate, migliorando alcune ricette e introducendo nuove referenze per offrire al consumatore un assortimento più moderno e in sintonia con i bisogni salutistici che oggi guidano sempre di più le scelte di acquisto”.

LA COMUNICAZIONE INIZIA DALL’ETICHETTA
Tutte le referenze della gamma, proposta nel formato Tetra Gemina da 1 litro, sono senza zuccheri aggiunti e presentano una percentuale di frutta compresa tra il 50% e il 97%, con ricette rinnovate e una comunicazione dei benefici chiara in etichetta. Il nuovo packaging, caratterizzato dal colore bianco e da una grafica moderna con il frutto principale in primo piano, richiama il mondo della salute e punta a rendere immediatamente riconoscibile la funzione di ciascun prodotto.

UNA RISPOSTA ALLE ATTESE DEL MERCATO
Tra new entry e ricette aggiornate, le sei referenze di Valfrutta Vitalità coprono i principali bisogni di benessere individuati dalle ricerche di mercato:

  • Con collagene, novità della gamma dal gusto tropicale, è pensato per contribuire alla protezione di pelle, capelli e unghie grazie alla presenza di collagene, vitamina C, niacina e zinco.
  • Per le tue difese, con arancia, carota, limone e passion fruit, apporta vitamine A, C, D, E e zinco a supporto del sistema immunitario.
  • Per il tuo cuore, a base di melograno, contiene tiamina e ferro, favorendo la corretta funzione cardiaca.
  • Per il tuo equilibrio, altra novità a base di mela, prugna e mirtillo, combina frutta e fibre per favorire la regolarità intestinale grazie a calcio e tiamina.
  • Il tuo veggie, con mela, mango, carota e zucca, in una ricetta con il 90% di frutta e verdura.
  • Il tuo proteico, con mela, frutti di bosco e avena, è pensato per chi desidera un supporto nutrizionale suppletivo quotidiano grazie alla presenza di 30 grammi di proteine vegetali per litro.

IL CONSUMATORE È SEMPRE PIÙ ATTENTO E INFORMATO
Il lancio di Valfrutta Vitalità rappresenta un passaggio importante nella strategia del marchio nel comparto beverage. Secondo Conserve Italia, il mercato dei succhi di frutta richiede oggi un’offerta in linea con le nuove abitudini alimentari, sempre più orientate verso prodotti che uniscono gusto, naturalità e benefici nutrizionali. “Il consumatore moderno è sempre più informato e attento alla qualità di ciò che porta in tavola – conclude Panzani –. Per questo abbiamo lavorato su ricette equilibrate e su una comunicazione molto trasparente delle proprietà nutrizionali, mantenendo al centro la qualità della frutta e la sua naturalità, che restano gli elementi distintivi del marchio Valfrutta”.

Parmigiano Reggiano bene all’estero, ma l’Italia non tiene il passo

Italia vs estero: il Parmigiano Reggiano è chiamato a giocare due partite molto diverse. Perché se la domanda internazionale continua a crescere facendo segnare +2,7% nel 2025 e arrivando a rappresentare oltre la metà del sell-in complessivo (50,5%), il mercato domestico vede calare, e di tanto, i volumi: -10% negli scorsi 12 mesi. In termini di valore, il giro d’affari al consumo complessivo ha raggiunto invece i 3,96 miliardi di euro.
Cosa è accaduto nel mercato interno? Secondo il Consorzio Parmigiano reggiano, l’aumento dei prezzi al consumo ha determinato in Italia una riduzione della frequenza di acquisto e delle quantità per singolo atto, pur mantenendo stabile la base dei consumatori e sostenendo il valore complessivo. In pratica il prodotto non perde acquirenti nelle famiglie italiane, ma viene comprato meno spesso e in porzioni più contenute: il risultato è appunto quella flessione dei volumi pari a circa il 10%, a fronte di una sostanziale tenuta del giro d’affari.

IN CRESCITA LE QUOTAZIONI ALL’ORIGINE
Sul fronte dei prezzi, prosegue il rafforzamento delle quotazioni all’origine: per il 12 mesi la media annuale si è attestata a 13,22 €/kg (+20,6% vs 2024), mentre per il 24 mesi l’aumento è stato del +24,8%, passando da 12,50 €/kg a 15,59 €/kg nel 2025.
La produzione cresce rispetto all’anno precedente, attestandosi a 4,19 milioni di forme contro i 4,079 milioni del 2024 (+2,7%). Parma si conferma prima provincia per volumi produttivi (1,391 milioni di forme), seguita da Reggio Emilia (1,242 milioni di forme), Modena (0,918 milioni di forme), Mantova (0,524 milioni di forme) e Bologna (0,115 milioni di forme).

LA GDO È IL PRIMO CANALE, HORECA ANCORA MARGINALE
La quota Italia si attesta al 49,5% (osservatorio Sell-In Nielsen). A livello distributivo, la Gdo si conferma primo canale (65,5%), seguita dall’industria (17,3%), sostenuta dalla crescente diffusione dei prodotti contenenti Parmigiano Reggiano come ingrediente. Il canale Horeca si conferma ancora marginale, attestandosi al 6,7% del totale, ma con ampi margini di crescita. Il restante 10,5% è distribuito negli altri canali di vendita.

UNA DOP SEMPRE PIÙ INTERNAZIONALE
Il 2025 segna un ulteriore passo nel percorso di internazionalizzazione della Dop: la quota export supera la metà del totale, attestandosi al 50,5% (pari a 74.980 t.), con una crescita del +2,7%. Tra i principali mercati, performance positive si registrano nel Regno Unito (+7,8%, 8.400 t.), in Canada (+8,3%, 3.900 t.) e Svezia (+8,8%, 2.500 t.). Anche gli Stati Uniti hanno confermato un trend positivo (+2,3%, 16.800 t.), mentre sono rimasti stabili i volumi destinati a Francia (-0,3%, 14.800 t.), e Germania (+0,1%, 10.400 t.).

NEGLI USA DAZI AL 25%
Proprio negli Stati Uniti (primo mercato estero per il Parmigiano Reggiano) il quadro resta complesso. La recente introduzione di dazi aggiuntivi, che si sommano alla tariffa storica del 15%, ha portato il livello complessivo al 25%, con la possibilità di ulteriori incrementi. A ciò si aggiunge una forte incertezza normativa e operativa, che sta rallentando le importazioni: molti operatori attendono maggiore chiarezza prima di procedere con nuovi ordini. Una situazione che, insieme alle tensioni geopolitiche, rappresenta un elemento di rischio per il 2026.

OLTRE 34 MILIONI DI INVESTIMENTI IN MARKETING
In questo contesto, il Consorzio continua a investire sul posizionamento globale della marca. Con investimenti pari a circa 34,3 milioni di euro in marketing e comunicazione, Parmigiano Reggiano rafforza il proprio ruolo di specialità premium e prosegue nel percorso di affermazione come brand iconico del Made in Italy. Centrale resta il lavoro sulla distintività della Dop, attraverso una maggiore informazione al consumatore su stagionatura, origine, processo produttivo e caratteristiche organolettiche.

IL CONSORZIO PUNTA SUL TURISMO
Sempre sul fronte marketing, il “Progetto Turismo”, presentato oggi 26 marzo, mira a segnare un’evoluzione strategica per il Consorzio: il Parmigiano Reggiano diventa una vera e propria destinazione. Si tratta della prima iniziativa organica di sistema che valorizza il territorio come leva di costruzione di marca, integrando caseifici, aziende agricole, ospitalità ed esperienze gastronomiche. Il progetto punta a intercettare e sviluppare un flusso turistico dedicato all’interno di un territorio che registra già circa 4 milioni di visitatori l’anno, con l’obiettivo di passare da circa 85.000 a 300.000 visitatori entro il 2029.
Il piano prevede investimenti diretti del Consorzio, interamente privati e non supportati da fondi pubblici, con l’obiettivo di strutturare l’offerta di accoglienza e rafforzare il legame tra prodotto e territorio, trasformando il Parmigiano Reggiano in un’esperienza oltre che in un’eccellenza gastronomica.

UN’ICONA DEL MADE IN ITALY
Il 2025 conferma che il Parmigiano Reggiano è sempre più un prodotto internazionale, con una quota export che ha superato la metà del totale e un posizionamento premium riconosciuto nei principali mercati – dichiara Nicola Bertinelli, Presidente del Consorzio Parmigiano reggiano –. Stiamo facendo un grande lavoro per rafforzare il Parmigiano Reggiano come icona globale del Made in Italy, capace di generare valore e garantire una buona remunerazione per la filiera. Allo stesso tempo, dobbiamo affrontare alcune sfide importanti: da un lato la contrazione dei consumi in Italia; dall’altro una situazione internazionale complessa, che ci penalizza in particolare negli Stati Uniti, dove l’incertezza normativa sui dazi e le tensioni geopolitiche stanno rallentando gli scambi. In questo scenario, sarà fondamentale continuare a investire sulla crescita nei mercati internazionali e sulla valorizzazione della distintività del nostro prodotto”.

Waterfront Mall di Genova pronto a salpare

È fissata per venerdì 27 marzo l’apertura di Waterfront Mall, il nuovo distretto commerciale tematico di Genova. Il varo ci sarà alle ore 15.30, quando le porte si spalancheranno per lasciar salire a bordo i primi visitatori. E di lì in poi inizierà la navigazione nel periglioso mare del retail. Il lettore perdonerà l’eccesso di metafore nautiche, che però si addicono bene a quella che è la dichiarata missione della struttura: creare un luogo contemporaneo dedicato allo shopping, alla ristorazione e al tempo libero, integrato con gli spazi pubblici della città e affacciato sul mare.
Situato nell’area del Waterfront di Levante a Genova e parte integrante del più ampio progetto di riqualificazione urbana, il mall è stato progettato per riconnettere la zona al centro cittadino. Nelle intenzioni dei promotori, si presenta come un polo urbano di riferimento nel settore lifestyle ed intrattenimento che ospiterà momenti di socialità ed eventi, contribuendo alla trasformazione del Waterfront in una nuova destinazione per cittadini e consumatori.

UN SUPERMERCATO COOP FA DA ANCORA ALIMENTARE
Esteso su circa 27.000 metri quadri di superficie agibile, e con circa 15.000 metri quadri di superficie di vendita, Waterfront Mall ospiterà circa 70 negozi, oltre 19 unità food & beverage con un’offerta commerciale premium comprensiva di tenants tra fashion, sport, beni per la casa e la persona, servizi, ristorazione, abbigliamento, leisure e di un supermercato a insegna Coop.
Il centro è direttamente integrato con il nuovo Palasport di Genova, uno dei principali spazi cittadini dedicati a eventi sportivi, concerti e manifestazioni.

FORMA CIRCOLARE E LUCE NATURALE
Come già anticipato, il distretto commerciale tematico si inserisce nel più ampio progetto di riqualificazione del Waterfront di Levante, sviluppato su masterplan firmato da Renzo Piano attraverso il Renzo Piano Building Workshop.
Waterfront Mall si contraddistingue per il design e la forma circolare, che distribuisce gli spazi ideati per accogliere i visitatori in un luogo che aspira a creare una connessione tra shopping, intrattenimento e cultura. Ancora con riguardo agli aspetti architettonici, le vetrate permettono un’illuminazione naturale e, in base a quanto dichiarato, nella progettazione è stata dedicata attenzione all’efficientamento energetico.
Da segnalare l’area F&B, con la terrazza esterna che ha una vista mare sul porto. Quanto agli orari in cui il mall sarà accessibile ai visitatori, i negozi e il punto vendita Coop saranno aperti tutti i giorni dalle 9 alle 21; le attività di ristorazione dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 23, mentre da venerdì a domenica chiuderanno alle 24; infine, l’entertainment osserverà i seguenti orari: da lunedì a domenica dalle 9 alle 23, il sabato dalle 9 alle 24.

Frena l’export globale di Gorgonzola: -2,14% nel 2025

Segno meno per le esportazioni di Gorgonzola Dop nel 2025. L’anno si è chiuso con 25.445 tonnellate inviate oltre confine, pari 39% circa della produzione annuale (dati Clal), ma in flessione del 2,14% sul 2024. Tra i primi tre Paesi in assoluto per volumi di Gorgonzola Dop importati nel 2025, crescono la Francia (511.494 forme, +2,38%), che da sola assorbe circa un quarto dell’export globale, e la Spagna (175.580 forme, +3,17%), mentre crollano le spedizioni verso la Germania (432.793 forme, -6,9%), secondo mercato estero per importanza.
Calano le esportazioni di Gorgonzola anche verso il rilevante mercato dei Paesi Bassi (90.737 forme, -16%) così come quelle dirette verso i principali Paesi dell’Est europeo: Polonia (-1,9%), Romania (-15,7%) e Ungheria (-7,61%), mentre si registrano gli exploit del mercato lettone (+153%) e di quello danese (+25%).

CALO NEGLI USA, OTTIMA PERFORMANCE IN CANADA
Nell’Europa geografica è negativa la performance del Regno Unito (38.314 forme; -6,58%), mentre cresce dell’8,8% il Lussemburgo che con 113.952 forme importate diventa il quarto mercato di riferimento per il Gorgonzola su base mondiale.
Nel resto del mondo diminuisce l’export verso gli USA (31.440 forme; -2,62%) che nella seconda metà del 2025 hanno imposto dazi sulle importazioni dei prodotti UE, mentre è estremamente positiva la performance del Canada (+113%). In Estremo Oriente si conferma il grande interesse per il Gorgonzola Dop da parte dei giapponesi, in grandissima maggioranza intolleranti al lattosio, che nel 2025 hanno importato 41.758 forme con una crescita del 2,5%. Paesi con crescita a tre cifre nel 2025 sono stati Perù, Kazakistan e Vietnam.

CRITICITÀ DA ANALIZZARE E COMPRENDERE
Come interpretare la battuta d’arresto complessiva? Tra le principali cause, Antonio Auricchio, Presidente del Consorzio per la Tutela del Formaggio Gorgonzola Dop (nella foto a destra), annovera diversi fattori, tra cui il clima di incertezza internazionale, la contrazione dei consumi su diversi mercati, gli aumenti della materia prima e dell’energia: “È un calo che non ci allarma, anche perché riguarda l’intero comparto e non è certo indicativo di una minore affezione verso il formaggio Gorgonzola. Tuttavia, si è accesa una spia rossa e se ci sono delle criticità vanno analizzate e comprese”.

IL CLIMA DI INCERTEZZA NON AIUTA
Per Auricchio il tema del calo di competitività delle aziende produttrici esiste ed è da imputare al clima di sfiducia dei consumatori su cui pesa una congiuntura internazionale instabile segnata da tensioni geopolitiche, protezionismo crescente e relazioni internazionali deteriorate dai troppi conflitti con il conseguente aumento dei costi energetici. “Il blocco dello stretto di Hormuz – prosegue Auricchio – non è da sottovalutare perché comporterà un aumento dei costi energetici potenzialmente incontrollabile, anche nei tempi. C’è molta incertezza e questo complica le scelte degli imprenditori, che sono naturalmente portati a pianificare sul lungo periodo, e angoscia i consumatori che si rivolgono a beni rifugio come l’oro”.
Nessun allarme, dunque, ma una riflessione va fatta. “Occorre agire tutti insieme – conclude Auricchio – agricoltori, produttori, consorzi e classe politica per contrastare questo clima di incertezza e intervenire, laddove possibile, per sostenere concretamente le produzioni Made in Italy”.

Via libera all’Asti Docg Rosé

L’ultimo atto è stata la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale: si è concluso positivamente l’iter, avviato a fine 2023, per inserisce la tipologia rosata nel disciplinare di produzione dell’Asti Docg. Il nuovo prodotto (imbottigliabile a partire da 30 giorni dalla pubblicazione in GU) sarà un blend composto da uve Moscato destinate all’Asti Docg (dal 70% al 90%) e uve Brachetto destinate al Brachetto d’Acqui Docg (dal 10% al 30%).
Potrà essere proposto in tutte le varianti, dal dolce all’extra brut, offrendo così alle aziende la possibilità di modulare il residuo zuccherino in base alle proprie scelte stilistiche e alle esigenze dei diversi mercati potenzialmente interessati a questa nuova tipologia.

LA PRODUZIONE SARÀ TRA 5 E 10 MILIONI DI BOTTIGLIE
L’inserimento dell’Asti Rosé nel disciplinare rappresenta un importante riconoscimento della storicità e della vocazione enologica di questo territorio – dichiara Stefano Ricagno, Presidente del Consorzio Asti Docg (nella foto a destra) –. Questa nuova tipologia costituisce un unicum nel panorama italiano: è infatti un prodotto che unisce due vitigni diversi, entrambi aromatici. A Vinitaly brinderemo simbolicamente per la prima volta a questo risultato; nei mesi successivi, le aziende che credono nel progetto e hanno investito nella sperimentazione ne svilupperanno la produzione, inizialmente stimata tra i 5 e i 10 milioni di bottiglie, anche in base alla risposta del mercato”.

LE ALTRE MODIFICHE APPORTATE AL DISCIPLINARE
Tra le modifiche approvate al disciplinare, anche l’eliminazione del peso minimo delle bottiglie: una scelta sostenibile che permette ora alle cantine di adottare soluzioni più leggere, riducendo l’impatto ambientale. Viene infine abolito l’obbligo di riportare la dicitura “Asti” sui tappi.

Rossotono e Maria Grazia Cucinotta fanno tris

Maria Grazia Cucinotta torna tra gli scaffali di Rossotono per il terzo spot dell’insegna di Apulia Distribuzione. Con questo episodio – dedicato alla Pasqua e in onda su radio, Tv e social media fino al 19 aprile – si conclude la campagna firmata da The Jackal.
Nel concept, il punto vendita Rossotono è presentato come un amico sempre pronto ad aiutare nelle piccole difficoltà quotidiane: Maria Grazia Cucinotta, infatti, aiuterà un cliente a scoprire gli ingredienti giusti per preparare il cannolo siciliano, scegliendo i prodotti di Rossotono.
Lo spot termina con il claim “Quando la spesa è fra amici, è Rossotono”. La catchphrase, interpretata dalla stessa Cucinotta insieme ai collaboratori dei punti vendita, è il filo conduttore che ha unito i tre soggetti della creatività ideata da The Jackal ed è stata declinata anche nella campagna radio.

IL FOCUS DELLA CAMPAGNA È SU SEI REGIONI
Lo spot vedrà una diffusione multicanale, che comprende: Tv locali e regionali, radio, social media (Facebook, Instagram, TikTok, LinkedIn, YouTube), out of home con oltre 100 nuovi impianti in posizioni strategiche, comunicazione in-store e materiali dedicati, pay Tv (Sky, Mediaset, Netflix e Amazon Prime). La campagna interessa 6 regioni: Puglia, Calabria, Sicilia, Campania, Basilicata e Lazio.

IL VOLTO GIUSTO PER RAPPRESENTARE I VALORI DELL’INSEGNA
Con questa nuova campagna rafforziamo il posizionamento di Rossotono come un luogo che mette al centro le persone – sottolinea Vito Igino, Responsabile Marketing di Apulia Distribuzione – e la relazione con il territorio. Maria Grazia Cucinotta è stata la scelta naturale per rappresentare i valori di calore, affidabilità e vicinanza che contraddistinguono il nostro brand. Il progetto sviluppato insieme a The Jackal ci ha permesso di tradurre questa visione in un racconto creativo, empatico e immediatamente riconoscibile”.
Apulia Distribuzione conta al momento più di 280 negozi in cinque regioni del Sud, per un totale di oltre 150.000 metri quadri di superficie di area vendite, a cui si aggiungono il format dell’ingrosso Cash & Carry Tuttorisparmio. Nel 2024 ha registrato un fatturato alle casse superiore agli 887 milioni di euro. In Puglia è al 4° posto nel ranking GNLC-Nielsen con il 9,12% di quota di mercato.

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