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Plant based, il giro d’affari mondiale raddoppierà nei prossimi 8 anni

Plant based avanti tutta. Secondo le ultime stime di Fortune Business Insights, il comparto ad oggi vale oltre 238 miliardi di dollari ed è destinato a raddoppiare entro i prossimi 8 anni, toccando quota 491 miliardi di dollari (+106%), con un tasso di crescita annuale dell’8,5% nel periodo di previsione. Nell’ambito degli alimenti a base vegetale, le bevande rappresentano il segmento principale, arrivando a coprire quasi il 30% della quota totale nel 2025. Un fenomeno di consumo che si sta manifestando in maniera concreta anche in Italia: basti pensare che, secondo il rapporto GFI Europe 2025, il settore dei prodotti a base vegetale nel Belpaese ha generato un fatturato di 639 milioni di euro, con una crescita del 7,6% rispetto all’anno precedente.

ITALIANI PRIMI IN TERMINI DI FIDUCIA
A fare il punto sulle prospettive del comparto è l’Osservatorio OraSì, realtà anch’essa attiva nel plant based, che ha condotto una serie di approfondimenti sulle principali testate internazionali, coinvolgendo anche un panel di esperti del settore. Tra gli aspetti più interessanti c’è il fatto che, secondo Smart Protein, l’Italia guida la classifica europea per fiducia nel settore, con il 57% dei consumatori che esprime piena apertura verso il plant based, distaccando mercati storici come Germania e Spagna. A giudizio dell’Osservatorio OraSì, non si tratta solo di una progressione economica, ma di una metamorfosi culturale profonda: il plant based avrebbe smesso di essere un’alternativa di nicchia per diventare parte integrante di uno stile di vita equilibrato e consapevole. In questo scenario di cambiamento, emerge con forza il fenomeno dei Joyners, la nuova generazione della gioia consapevole, che ricerca attivamente prodotti capaci di coniugare etica, salute e, soprattutto, un’esperienza gustativa appagante.

IL VEGETALE NON È PIÙ VISTO COME UNA RINUNCIA
Ma chi sono i Joyners? L’ Osservatorio OraSì li descrive come una nuova generazione fatta di giovani e adulti, donne e uomini, che non seguono etichette restrittive, ma vivono il mondo vegetale in modo naturale e positivo. “Il plant based non è più una scelta di rinuncia – commenta Alfonso Presutto, biologo e nutrizionista – ma di puro valore aggiunto. I Joyners sono i protagonisti di questa svolta: consumatori che cercano salute e gusto senza compromessi. Per loro, l’alimento vegetale è una scelta consapevole che unisce l’eccellenza nutrizionale alla gioia del palato, trasformando il benessere in un’esperienza quotidiana appagante e qualitativa. Un’alimentazione plant based può essere davvero efficace quando riesce ad essere bilanciata e nutriente”.

I FLEXITARIANI TRAINANO IL MERCATO
Al centro di questo cambiamento non ci sarebbe quindi la rinuncia, come già anticipato, ma il consumo gioioso, sostenuto da un consumatore consapevole che esige trasparenza e ricette semplici. A guidare la trasformazione, secondo l’Osservatorio OraSì, è la platea dei flexitariani, che oggi rappresentano la maggioranza del mercato e ricercano un connubio tra filiera italiana, innovazione funzionale e naturale genuinità. “Dal punto di vista psicologico, tendiamo a mantenere nel tempo i comportamenti che riescono a coniugare benessere e gratificazione – spiega Deborah Disparti, psicologa e psicoterapeuta – mentre quelli vissuti esclusivamente come restrittivi, nel tempo diventano sempre meno sostenibili. Il successo dell’alimentazione plant based si lega a un’esperienza percepita come più flessibile e piacevole, esattamente come accade per i Joyners, integrando nel quotidiano attenzione alla salute e diffondendo una percezione sempre più positiva di questo fenomeno”.

I 10 TREND CHE STANNO TRASFORMANDO IL SETTORE
Come sta cambiando il consumo dei prodotti plant based in Italia? Per rispondere a questa domanda l’Osservatorio OraSì ha identificato i 10 trend che stanno trasformando il settore:

  1. Consumo gioioso: il passaggio definitivo dal cibo inteso come dovere per la salute alla gioia pura. L’alimento vegetale deve essere, anzitutto, una fonte di gratificazione sensoriale;
  2. Ricette semplici e trasparenti: un ritorno all’essenziale dettato dal bisogno di fiducia. Il consumatore vuole sapere cosa mette nel carrello, premiando formulazioni brevi, naturali e prive di elementi artificiali;
  3. Predominio dei Flexitariani: oltre il 60% del mercato è composto da persone che alternano proteine animali e vegetali per varietà e leggerezza, senza barriere ideologiche;
  4. Approvvigionamento locale: una forte preferenza per la filiera italiana e materie prime tracciabili, come la soia, il riso e le mandorle 100% nazionali;
  5. Evoluzione delle abitudini quotidiane: le bevande e i prodotti spalmabili vegetali diventano prodotti di uso quotidiano per tutta la famiglia, non più semplici sostituti;
  6. Valore funzionale: la ricerca di prodotti potenziati con vitamine e minerali per offrire un supporto attivo al benessere e alle difese immunitarie;
  7. Evoluzione del fuori pasto: l’espansione di soluzioni vegetali pronte al consumo, pratiche, sane e veloci, adatte ai ritmi della vita moderna;
  8. Ascolto dei bisogni: il consumatore accorda la propria preferenza ai brand capaci di intercettare e soddisfare prontamente le sue reali esigenze quotidiane e preferenze di gusto;
  9. Ricerca dell’eccellenza: la disponibilità a investire di più per prodotti che garantiscono una qualità organolettica superiore e ricette ricercate;
  10. Convivialità sociale: Il vegetale inteso come fattore di inclusione, capace di unire esigenze alimentari diverse attorno allo stesso tavolo senza rinunce.

Famila: il fatturato sale a 3,3 miliardi, la quota di mercato al 4,1%

Il 2025 è stato un anno positivo per Famila, insegna nazionale di Selex Gruppo Commerciale. Il fatturato alla vendita ha raggiunto i 3,3 miliardi di euro ed è cresciuto del 4,3% a parità di rete (fonte NIQ). Comprendendo lo sviluppo, l’incremento è stato pari al +6,4% nell’ambito del largo consumo confezionato (fonte NIQ). La quota di mercato è arriva al 4,1% ponendo Famila al quarto posto della classifica delle insegne di supermercati a livello nazionale.
In questo percorso si inserisce anche l’ampliamento della rete commerciale, che ad oggi conta 354 punti vendita. L’espansione è stata rafforzata dall’accordo di master franchising siglato tra Etruria Retail, realtà della distribuzione organizzata attiva nel Centro Italia, con Gmf, società del Gruppo Unicomm, che ha portato in dote la conversione ad insegna Famila di 37 punti vendita in Toscana e Umbria.

INVESTIMENTI PER 190 MILIONI DI EURO
Gruppo Selex prevede investimenti per 190 milioni di euro a supporto della crescita di Famila nel 2026, con l’apertura di 20 nuovi negozi e la ristrutturazione di altri 33 già esistenti. Maniele Tasca, Direttore Generale di Gruppo Selex, si dice molto soddisfatto della performance: “Il superamento della soglia del 4% di quota di mercato afferma Famila come una delle più importanti insegne nel panorama nazionale, capace di presidiare ben 14 regioni del nostro paese. Un risultato raggiunto grazie al grande lavoro di tutte le imprese socie del gruppo che hanno scelto Famila come principale insegna per i loro supermercati, declinandola sui propri territori in maniera distintiva, ma con la medesima matrice basata su qualità, convenienza, freschissimi e servizio al cliente”.

Promos annuncia 80 milioni di investimenti nei prossimi tre anni

Il presente è fatto di 16 asset in gestione e una quota pari a circa il 30% del mercato outlet italiano, il futuro passa da un piano di investimenti triennale da quasi 80 milioni di euro. In occasione di Mapic Italy 2026, Promos ha presentato i progetti che accompagneranno il percorso di crescita nei prossimi anni. La pipeline di interventi è orientata alla trasformazione degli asset retail in destinazioni sempre più multifunzionali e multi-esperienziali.
Esempio tangibile della visione di Promos è l’Area Commerciale Valmontone, adiacente a Valmontone Outlet, iniziativa in cui il gruppo opera in veste di investitore diretto. Dopo il completamento della prima fase, che ha visto l’apertura del ristorante McDonald’s a fine 2025 e l’arrivo di Eurospin entro dicembre 2026, il gruppo avvierà a luglio la seconda fase del progetto con conclusione dei lavori e inaugurazione entro l’estate 2027. L’intervento interessa una superficie di circa 13.500 metri quadri e prevede l’inserimento di medie superfici dedicate a fashion, servizi, food & entertainment.

UNA FOOD COURT PER MONDOVICINO
Il food & beverage si conferma un driver strategico di sviluppo e valorizzazione degli asset retail. Entro la fine del 2026 sarà avviato il cantiere di Mondovicino Outlet Village (foto in alto), progetto che porterà alla realizzazione della prima food court all’interno di un outlet in Piemonte. La cantierizzazione interesserà complessivamente 8.500 metri quadri e prevederà la realizzazione di sei nuovi ristoranti con dehors esterni e un brand mix composto per il 70% da catene internazionali e per il 30% da insegne locali. La nuova area comprenderà spazi dedicati alla socializzazione e al relax, con l’obiettivo di offrire al cliente un’esperienza più completa e garantire una permanenza più lunga all’interno della struttura.

AL VIA IL RILANCIO DEL SAN DONATO PLAZA
A partire saranno anche i primi cantieri del fondo sviluppato con Pillarstone e che vede Promos nel ruolo di partner industriale e gestore operativo per la valorizzazione di asset retail sottoperformanti attraverso operazioni di rilancio, riposizionamento e riconversione. Punto focale per il 2026 sarà l’avvio del cantiere per la riqualificazione del San Donato Plaza (Novoli, Firenze), asset che genera già 5 milioni di visitatori annui. L’intervento, al via in giugno, prevede il recupero di una sala cinema mai completata per la creazione di nuove unità dedicate al food & beverage. Tra le novità più rilevanti, Promos conferma l’inserimento di Kfc e Smashie.
Un ulteriore cantiere, con avvio previsto a settembre 2026, riguarda il Centro Commerciale Continente di Mapello (Bergamo). L’intervento prevede l’apertura di quattro nuove superfici entro il Black Friday 2026.

CANTIERI APERTI ANCHE NEL COMPARTO OUTLET
Tra le operazioni in rampa di lancio nel 2026 anche l’ampliamento di Barberino Outlet. L’intervento, il primo dall’ingresso di Promos nella gestione dell’asset, interessa circa 1.000 metri quadri, con l’inaugurazione di sei nuove unità prevista entro la fine dell’anno. Al Brugnato 5Terre Outlet Village partirà invece un nuovo progetto che interessa una superficie di circa 4.000 metri quadri. L’avvio del cantiere, volto a rivitalizzare l’intera zona con l’apertura di nuovi store e di un McDonald’s Drive, è previsto per settembre 2026, con inaugurazione prevista nell’aprile 2027.

A CACCIA DI POTENZIALITÀ INESPRESSE
Il settore del retail real estate sta vivendo una metamorfosi strutturale: le aree commerciali hanno cessato di essere solo luoghi d’acquisto per diventare destinazioni multi-esperienziali capaci di integrare servizi, food ed entertainment – dichiara Filippo Maffioli, Amministratore Delegato di Promos (nella foto accanto) –. In questo scenario, il nostro nuovo corso è sostenuto da un piano di investimenti da quasi 80 milioni di euro per il prossimo triennio. La nostra missione è identificare asset con potenzialità inespresse o stanchi e, grazie a competenze interamente integrate in-house, rigenerarli per trasformarli in realtà attuali, sostenibili e redditizie. Siamo l’unico player italiano capace di governare con un approccio strategico unitario sia il comparto outlet sia quello di centri commerciali e retail park, creando valore economico e sociale dove il mercato vede complessità”.
Fondata nel 1990, Promos negli anni ha sviluppato oltre 60 strutture commerciali e promosso investimenti per circa 3 miliardi di euro. Dei 16 asset gestiti ad oggi, sette sono outlet e nove shopping center e retail park, per oltre 380.000 metri quadri di Gla e più di 1.100 store, con circa 40 milioni di visitatori annui. Nel segmento outlet Promos è leader nazionale, con una quota di mercato prossima al 30% e oltre 180.000 metri quadri di Gla.

Esselunga aggiunge il bistrot al format LaEsse

La ristorazione non è certo un terreno inesplorato per Esselunga, come dimostrano gli oltre 130 Bar Atlantic che fanno capo alla catena, il primo dei quali aperto nel lontano 2003. Però il bistrot realizzato all’interno del nuovo negozio LaEsse di Piazza Risorgimento, a Milano, rappresenta un salto di qualità. E aggiunge valore all’idea di abbinare spesa e consumo fuori casa, inteso non più solo come pausa veloce.
L’undicesimo punto vendita a insegna LaEsse nel capoluogo lombardo, si sviluppa su due livelli ed è stato progettato per raccontare l’anima Food Company di Esselunga, come affermato dalla stessa azienda. Il bistrot si trova al primo piano. L’offerta copre dalla colazione all’aperitivo, con una sala da 54 posti, un’area lounge da 12 sedute e un cocktail bar.

TERRITORIO E STAGIONALITÀ ALLA BASE DEL MENU
La proposta alla carta, con servizio al tavolo, unisce cucina contemporanea e ricette della tradizione, con particolare attenzione alla stagionalità e alla qualità delle materie prime. La filosofia del bistrot si fonda infatti su una cucina legata al territorio, attenta alle preparazioni e capace di valorizzare ingredienti d’eccellenza, attraverso un menù definito “essenziale, autentico e in continua evoluzione”. Tra i piatti, a una selezione della tradizione milanese – come i mondeghili e la cotoletta di vitello con osso in panatura – si affiancano proposte più contemporanee, dal vitello tonnato all’insalata di mango alla thailandese, dagli spaghetti ai tre pomodori alle tartare.
Il servizio in sala è arricchito dalla presenza di sommelier, a disposizione per suggerimenti e abbinamenti enologici. I dessert sono ovviamente a firma Elisenda, la linea di alta pasticceria di Esselunga realizzata in collaborazione con il ristorante stellato Da Vittorio dei fratelli Cerea.

E PER L’APERITIVO C’È IL COCKTAIL BAR
Completa l’esperienza il cocktail bar, con una proposta dedicata al beverage – dai signature drink a un’ampia selezione di vini – per un aperitivo da accompagnare a tapas all’italiana, sfizi e taglieri.
Alcuni dettagli dell’arredo rimandano all’identità di Esselunga. La mise en place è lineare ed è accompagnata da tovagliette “d’archivio”, che riproducono uno storico volantino pubblicitario degli anni ’50-’60 dell’allora Supermarkets Italiani. Alle pareti scatti fotografici che ripercorrono la memoria di Esselunga, attraverso alcune delle tappe più significative dei quasi settant’anni di storia dell’azienda. Ad accompagnare il percorso lungo la scala che collega il supermarket al primo piano sono esposte alcune locandine storiche degli anni ‘70, con curiosità e consigli sul “saper comprare”. L’atmosfera d’insieme è urbana e contemporanea.
Il bistrot non esaurisce l’offerta di ristorazione del LaEsse di Piazza Risorgimento. Al piano terra è infatti presente una caffetteria con circa 10 sedute interne, anch’essa operativa dalla colazione al pranzo, con piatti caldi e panineria, fino all’aperitivo.

SPESA COMPLETA E AMPIA OFFERTA DI VINI
Se il bistrot è la novità, il supermercato rappresenta la conferma del format di vicinato LaEsse. Il negozio si sviluppa su una superficie di 430 metri quadri di area vendita e offre un assortimento di quasi 5.000 referenze, con reparti pesce, carne, latticini e salumi confezionati, frutta e verdura, disponibili anche sfuse. La Gastronomia, con banco assistito e in libero servizio, offre le specialità della Cucina Esselunga, con piatti pronti che spaziano dalle ricette della tradizione italiana a proposte locali e internazionali, oltre a formaggi e salumi affettati al banco. Nel reparto panetteria è invece possibile trovare pane fresco e prodotti da forno. All’ingresso del negozio l’angolo fiori, con piante e composizioni floreali. Presente anche qui la pasticceria Elisenda, disponibile a libero servizio, con la possibilità di effettuare prenotazioni.
A completare l’offerta, al primo piano si trova un’enoteca di 130 metri quadri con sommelier, oltre 600 referenze e un caveau dedicato alle etichette più pregiate. La selezione comprende vini provenienti dalle cantine italiane ed estere. È inoltre possibile usufruire del servizio di consegna a domicilio. LaEsse è dotata di un sistema di casse self-service intuitive, per un’esperienza d’acquisto sempre più immediata.

PARCHEGGIO SCONTATO PER I CLIENTI
Nel negozio LaEsse di Piazza Risorgimento lavorano 51 persone. Il punto vendita, la caffetteria al piano terra e il bistrot sono aperti dal lunedì al sabato dalle ore 7 alle ore 22 e la domenica dalle ore 8 alle ore 20. Tra i servizi per i clienti – fino al 31 dicembre 2026 – è prevista una tariffa agevolata presso il parcheggio Risorgimento Nord, piani -1 e -2, situato circa 50 metri dal negozio: con uno scontrino minimo di 25 euro per acquisti presso il supermarket o il bistrot, è possibile usufruire della prima ora di sosta a 1,50 euro anziché 4 euro, salvo disponibilità dei posti. Inoltre, grazie al servizio di consegna a domicilio, è possibile scegliere di farsi recapitare direttamente a casa gli acquisti effettuati in negozio.

 

Esordio nelle vaschette per Kinder Bueno Gelato

Ferrero rilancia nei gelati con una raffica di novità. La più importante è nel segmento delle vaschette, dove esordisce il marchio Kinder Bueno. Nel solo canale Gdo, il mercato dei gelati confezionati in Italia muove complessivamente 1,5 miliardi di euro (fonte Circana, perimetro Islsp + Discount + Online, anno 2025, gelati multipack + vaschette + gelati impulso + gelati dessert), valore stabile rispetto all’anno precedente, di cui le vaschette rappresentano il 30% circa. Kinder Bueno Gelato si colloca quindi all’interno di un segmento che vale circa 460 milioni di euro e, più nel dettaglio, appartiene al sotto segmento dei Pot, con un fatturato di 195 milioni di euro, cresciuto del +2,9% nel 2025 (fonte Circana, perimetro Islsp + Discount + Online, anno 2025 vs 2024, sotto segmento Pot).

IL RUOLO DI ICE CREAM FACTORY COMAKER
Il nuovo gelato si presenta con uno strato superiore alla nocciola, gelato al latte alla nocciola con variegature e croccanti sfere di biscotto ricoperte di cioccolato al latte. La vaschetta è pensata per il consumo casalingo e per i momenti di condivisione, a merenda o dopocena. Un risultato che l’azienda attribuisce alla sua expertise sul brand Kinder Bueno e alle competenze di Ice Cream Factory Comaker (ICFC), società entrata nell’ecosistema Ferrero nel 2019, con oltre 60 anni di esperienza nello sviluppo e nella produzione di gelati. Disponibile in formato da 285 grammi, Kinder Bueno Gelato ha un prezzo al pubblico consigliato di 4,99 euro.
Con Kinder Bueno Gelato, Ferrero amplia ulteriormente la propria offerta – commenta Fabrizio Gavelli, Presidente e Amministratore Delegato di Ferrero Commerciale Italia – trasformando uno dei suoi prodotti più iconici in una nuova esperienza di consumo. Questa innovazione rappresenta un ulteriore passo nella strategia di sviluppo dell’azienda, con l’obiettivo di offrire esperienze di gusto sempre più rilevanti per i consumatori, coniugando familiarità e novità, nel rispetto dei più elevati standard di qualità ed eccellenza che da sempre contraddistinguono i prodotti Ferrero”.

RIVISTE RICETTE E SIZE DI DUE STECCHI
Le novità dell’estate 2026 non si fermano qui. Ferrero rinnova anche due tra i suoi stecchi. Cominciamo da Ferrero Rocher Gelato: la copertura croccante di cioccolato al latte con granella di nocciole tostate e scaglie di wafer racchiude un gelato cremoso al gusto di nocciola, arricchito da una variegatura alla nocciola e al cacao. Raffaello Gelato si presenta come un fresco gelato al gusto cocco, arricchito da una variegatura al gusto mandorla, racchiuso in una croccante copertura con scaglie di cocco, granella di mandorle e pezzi di wafer. Entrambi gli stecchi sono già disponibili in Gdo con la nuova confezione da 3 pezzi (190,5 g) al prezzo consigliato di 3,99 euro e nel canale fuori casa nel pack singolo.

IN ARRIVO UN’EDIZIONE LIMITATA AL CARAMELLO MOU
A completare le novità della stagione, Ferrero lancia una limited edition disponibile sia in Gdo sia nel canale out of home: Kinder Chocolate Ice Cream Milky Caramel, che unisce il gelato al latte a note di caramello mou e a una copertura al latte e cioccolato finissimo al latte. Una proposta che l’azienda dichiara di aver ideato “per portare innovazione e unicità al momento della merenda”. Venduto in confezione da 4 pezzi da 38,5 grammi l’uno, Kinder Chocolate Ice Cream Milky Caramel ha un prezzo consigliato di 3,79 euro. Con questi lanci, Ferrero conta 27 referenze attive tra Gdo e fuori casa nei principali segmenti del mondo gelato (stecchi, coni, ghiaccioli e vaschette).

Nuovo spot per Lidl con lo chef Cannavacciuolo

È l’ortofrutta certificata la protagonista della fase due della collaborazione tra Lidl e lo chef Antonino Cannavacciuolo. A partire da fine maggio, i riflettori della campagna media integrata sono puntati su frutta e verdura italiane, mettendo al centro freschezza e stagionalità delle referenze certificate Igp e Dop. Nel nuovo spot da 30 secondi, sviluppato dall’agenzia creativa Caffeina e prodotto da TapelessFilm, prosegue il racconto di un Antonino Cannavacciuolo nella veste di garante di standard elevati. Lo chef verifica in prima persona la bontà dei prodotti ed esorta ad “ascoltare” gli ingredienti, portando il pubblico verso scelte di spesa più consapevoli e valorizzando il vero gusto del Made in Italy. Una produzione che Lidl porta ogni giorno oltre confine, attraverso la sua rete globale in oltre 30 Paesi. Basti pensare che l’export di frutta e verdura generato dal gruppo rappresenta oltre il 10% delle esportazioni totali del comparto.

SPOT ON-AIR FINO A OTTOBRE
La collaborazione con lo Chef Cannavacciuolo entra ora nel vivo di uno dei nostri reparti più strategici: l’ortofrutta – commenta Gianfranco Marc Brunetti, Chief Customer Officer di Lidl Italia –. Se il primo spot ha celebrato le specialità regionali di Italiamo, con questo nuovo capitolo portiamo in scena la freschezza e l’autenticità dei prodotti Igp e Dop, trasformando l’eccellenza della nostra terra in una consuetudine accessibile per ogni tavola. Grazie a un volto così autorevole emerge ulteriormente il nostro impegno quotidiano nel valorizzare la filiera agroalimentare italiana e le sue realtà locali”.
Il nuovo spot accompagnerà i consumatori per tutta la stagione estiva, fino al mese di ottobre. L’operazione è sostenuta da un piano media multicanale capillare. Alla forte presenza sulla televisione tradizionale e sui servizi di streaming video, si affianca una pianificazione sulle principali emittenti radiofoniche. La narrazione si estende inoltre all’ecosistema digitale di Lidl attraverso formati video brevi e contenuti social dedicati, per concludersi direttamente all’interno degli 800 punti vendita dell’insegna tramite la radio in-store.

Leroy Merlin inaugura ad Arese un nuovo concept

Nuova apertura nell’area metropolitana di Milano per Leroy Merlin. Inaugurato oggi 27 marzo, il punto vendita sorge presso Il Centro di Arese, la galleria commerciale più grande d’Italia, che nel 2026 celebra il suo decimo anniversario. Una posizione privilegiata che inserisce il nuovo negozio di Leroy Merlin in un contesto di grande fermento commerciale, forte di 20 milioni di visitatori annui. L’apertura di Arese rientra nel più ampio piano di riorganizzazione della rete lombarda, volto – in base a quanto dichiarato dall’azienda – a garantire una maggiore capillarità e vicinanza ai clienti. Questa strategia ha visto una ridefinizione della presenza sul territorio al fine di ottimizzare la copertura territoriale.

PERCORSO D’ACQUISTO SCANDITO DA MONDI MERCEOLOGICI
A dispetto degli oltre 10.000 metri quadri di superficie e di un assortimento composto da più di 25.000 referenze disponibili, Leroy Merlin ad Arese intende proporre un’esperienza d’acquisto progettata attorno ai concetti di semplicità e velocità. Il percorso del cliente viene guidato attraverso veri e propri “mondi” che mirano a migliorare la visualizzazione dei prodotti, con un riconoscimento più intuitivo della loro collocazione. La risposta concreta alla necessità di acquisti rapidi è resa possibile dalla disponibilità di uno stock garantito su tutte le referenze. Infine, con 20 casse attive, l’obiettivo è azzerare le code e rendere il pagamento un passaggio veloce.

SHOWROOM GARDEN DEDICATO AGLI AMANTI DEL VERDE
Da segnalare la presenza di uno showroom garden permanente: uno spazio dove i clienti possono trovare ispirazione, prodotti e servizi di posa per vivere l’outdoor in ogni stagione. Pensato come punto di riferimento per gli amanti del verde, lo showroom ospiterà inoltre un programma di workshop aperti al pubblico. Oltre all’ampio spazio giardino spiccano anche altri reparti: il Bagno, con un’offerta per esigenze di ristrutturazione o rinnovamento; l’Illuminazione, con soluzioni per interni ed esterni; la Decorazione, per personalizzare ogni ambiente. Elettricità, Utensileria e Vernici completano l’offerta con attrezzature e materiali tecnici per professionisti e fai da te. I reparti Comfort, Porte e Finestre propongono soluzioni per il benessere domestico, dai sistemi di riscaldamento e raffrescamento (anche smart) ai serramenti.

CORTE EDILE PER LA CLIENTELA PROFESSIONALE
Per rispondere alle esigenze di efficienza e rapidità della clientela professionale è stata realizzata la Corte Edile con “drive-through”: un’area dedicata dove artigiani e imprese possono entrare direttamente con il proprio mezzo per caricare materiali pesanti e voluminosi, semplificando la logistica. Questa soluzione, insieme a servizi come il pagamento prioritario e l’apertura alle 7:00, è progettata per abbattere i tempi di attesa. L’offerta è completata da una squadra di vendita specializzata e sconti sulla quantità.

A POSA E INSTALLAZIONE CI PENSA LA RETE DI IMPRESE SUL TERRITORIO
Immancabili i servizi, pensati per accompagnare il cliente in ogni fase del progetto:

  • Servizi di posa e installazione: grazie a una rete di 30 imprese sul territorio.
  • Servizio di ristrutturazione chiavi in mano “Arky”: grazie alla collaborazione con 4 architetti locali il cliente viene accompagnato lungo tutto il percorso, dalla progettazione, alla gestione dei lavori fino alle pratiche amministrative.
  • Noleggio attrezzature: un servizio per noleggiare attrezzature e strumenti professionali, ideali per completare ogni tipo di progetto, dalla ristrutturazione, alla manutenzione, alla cura del giardino.
  • Servizio di efficientamento energetico: interventi mirati che riducono i consumi e migliorano la classe energetica. Include consulenza personalizzata con check-up energetico per un piano d’azione su misura (es. isolamento termico, sostituzione infissi, impianti a basso consumo, tecnologie smart) e supporto per pratiche e agevolazioni fiscali.

La squadra del punto vendita sarà composta da 160 tra collaboratrici e collaboratori. Questo numero è il risultato di un’importante campagna di nuove assunzioni a livello locale, integrata da un piano di valorizzazione delle professionalità interne all’azienda. “Siamo orgogliosi di aprire oggi le porte del nuovo negozio di Arese – dichiara Davide Mariolo, Store Leader di Leroy Merlin Arese –. In un territorio dinamico e strategico come la Lombardia, punto di riferimento per le tendenze dell’abitare, la sfida non è solo ispirare, ma offrire strumenti concreti sia ai privati che ai professionisti. Qui è possibile trovare tutto ciò che serve per migliorare la casa e il giardino”.

MONITORAGGIO DEI CONSUMI E CLIMATIZZAZIONE CONTROLLATA
Realizzato secondo i criteri di sostenibilità ed efficienza energetica, il nuovo negozio si inserisce nell’opera di riqualificazione della zona industriale ex Alfa Romeo. Il punto vendita integra tecnologie avanzate per l’ottimizzazione dei consumi, come la domotica per la gestione delle utenze, un sistema BMS (Building Management System) che gestisce in modo intelligente la climatizzazione controllata dell’area vendita e un sistema EMS (Energy Management System) per il monitoraggio dei consumi. A questo si affiancano impianti ad alta efficienza come l’illuminazione a Led e gli impianti di climatizzazione a pompa di calore.
Il fabbisogno energetico sarà coperto in modo significativo da un impianto fotovoltaico da 558 kWp installato sul tetto, e per la restante parte da energia proveniente al 100% da fonti rinnovabili, certificata tramite Garanzie di Origine (GO).
Infine, a conferma dell’impegno nel miglioramento continuo delle performance, il punto vendita verrà inserito nel perimetro del sistema di gestione ISO 50001, di cui Leroy Merlin è certificata dal 2025. Il punto vendita Leroy Merlin di Arese è aperto dal lunedì al sabato dalle 7 alle 21 e la domenica dalle 9 alle 21.

Thè Fruit San Benedetto punta sull’originalità di gusti e pack

San Benedetto mette mano alla sua offerta nel thè, presentando un restyling della gamma e una novità. In fase di lancio c’è infatti Thè Fruit, una nuova linea in cui “il potere dissetante del thè incontra il piacere della frutta – precisa una nota stampa dell’azienda – dando vita a una proposta esclusiva pensata per chi cerca qualità, originalità e gusti ricercati, capaci di distinguersi nel panorama delle bevande”. La ricetta è a base di infuso di tè in acqua minerale San Benedetto, con succo di frutta (circa 4%), senza coloranti, né conservanti. Thè Fruit è disponibile in quattro gusti: Thè con succo di Prugna, Thè con succo di Acerola, Thè con succo di Guava e Thè con estratto di Cedro. Il formato è la bottiglia in Pet da 0,75 litri, caratterizzata da un’immagine elegante e d’impatto.

AVANTI CON LA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE “IRRESISTIBILMEN-THÈ”
L’introduzione di Thè Fruit e il restyling della gamma Thè sono il risultato di un progetto che mira a consolidare il posizionamento di San Benedetto come punto di riferimento nel mercato delle bevande naturali e fresche, capace di evolversi per incontrare le esigenze dei consumatori di oggi. Un percorso avviato con la campagna “Irresistibilmen-Thè”, che vede protagonista Elisabetta Canalis e che ha puntato su un tono ironico per rendere la gamma ancora più riconoscibile. “La nuova veste grafica rafforza ulteriormente questo posizionamento – continua la nota dell’azienda – attraverso elementi visivi contemporanei capaci di trasmettere immediatamente freschezza, piacere e leggerezza”.

Conserve Italia celebra i 50 anni con Pomposa Smart Factory

Il conto finale recita 86,9 milioni di euro: a tanto ammonta il Piano investimenti 2023-2026 concluso da Conserve Italia. Un buon modo per celebrare il 50° anniversario dalla fondazione, avvenuta il 24 maggio 1976. Sono 7 gli stabilimenti interessati dal piano – Pomposa (FE), Ravarino (MO), Barbiano (RA), Massa Lombarda (RA), Alseno (PC), Albinia (GR) e Mesagne (BR) – oltre alla sede di San Lazzaro di Savena (BO). Più di metà della cifra è stata però destinata a Pomposa, non a caso ribattezzata “smart factory”. Tra gli interventi più rilevanti, ci sono i nuovi evaporatori di ultima generazione per la lavorazione del pomodoro, un sistema intralogistico automatizzato con navette autoguidate, l’ampliamento del magazzino automatico fino a 120.000 posti pallet e nuove aree dedicate alla conservazione di legumi e semilavorati. Parallelamente, sono state rinnovate e potenziate le linee produttive con l’introduzione di ulteriori nuove tecnologie per la lavorazione della polpa fine, l’avvio della produzione di legumi monodose sottovuoto e l’installazione di impianti avanzati per migliorare qualità, capacità produttiva e flessibilità industriale.

L’OBIETTIVO È VALORIZZARE LA MATERIA PRIMA DEI SOCI
Un insieme di soluzioni che riducono la mobilità interna ed esterna, migliorando in base a quanto comunicato da Conserve Italia l’efficienza produttiva, senza perdere di vista la sostenibilità ambientale: il Piano ha permesso infatti di ridurre le emissioni annue di CO₂ nell’atmosfera di circa 12.000 tonnellate rispetto agli anni precedenti.
Avviare le celebrazioni dei 50 anni qui a Pomposa significa raccontare ciò che siamo stati e ciò che vogliamo continuare a essere – afferma Maurizio Gardini, Presidente di Conserve Italia (a destra nella foto accanto, che lo ritrae con il direttore dello stabilimento di Pomposa Antonello Chessa) –. La nostra forza è una filiera cooperativa che parte dai campi e arriva sulle tavole dei consumatori, creando valore per i produttori e per i territori con la forza dei nostri marchi storici. Gli investimenti realizzati in questi anni in campo tecnologico, ma non solo, vanno proprio in questa direzione: vogliamo innovare per valorizzare la materia prima dei soci e garantire competitività al sistema agroalimentare italiano”.

LA RIDUZIONE DELLE EMISSIONI CONTINUERÀ
Il Piano rappresenta una leva fondamentale anche per il percorso di sostenibilità ambientale del Gruppo, con interventi che contribuiscono in modo significativo alla riduzione delle emissioni, al miglioramento dell’efficienza energetica e all’incremento dell’utilizzo di fonti rinnovabili. Un percorso che si inserisce in un cammino già avviato, che tra il 2019 e il 2024 ha consentito di ridurre l’impatto ambientale di oltre 54.000 tonnellate di CO₂ e che ora si è prefissato nuovi obiettivi, tra cui l’incremento della quota di energia elettrica da fonti rinnovabili fino al 42% del fabbisogno complessivo e la riduzione di ulteriori 39.000 tonnellate di CO₂ entro la fine del 2027, per un totale di 93.500 tonnellate di CO₂ risparmiate in 9 anni.
Questo Piano è il risultato di una visione condivisa – sottolinea il Direttore Generale Pier Paolo Rosettiche mette insieme la componente agricola all’innovazione industriale. Non si tratta di semplici investimenti tecnologici ma di un modello di sviluppo che punta a rendere la filiera più efficiente e sostenibile. La ‘Pomposa smart factory’ è oggi un esempio concreto di come immaginiamo gli stabilimenti agroindustriali del futuro: interconnessi tra loro, automatizzati e sempre più integrati con il territorio su cui sorgono”.

PIÙ EFFICIENZA CON L’AUTOMAZIONE AVANZATA
Al centro della trasformazione ci sono la digitalizzazione dei processi e l’automazione avanzata, ma anche il profondo rinnovamento delle linee produttive, che stanno ridefinendo l’organizzazione del lavoro e la gestione delle attività industriali. A Pomposa e negli altri stabilimenti del gruppo sono state introdotte tecnologie di ultima generazione per la lavorazione e il confezionamento, con nuove linee dedicate alla polpa fine, al cubettato e ai legumi sottovuoto, oltre all’ammodernamento delle linee vetro e Pet in linea con le normative europee. Questi interventi consentono di aumentare la capacità produttiva e migliorare le caratteristiche organolettiche dei prodotti, garantendo al contempo maggiore flessibilità nell’adattamento alle richieste del mercato.
Abbiamo costruito un ecosistema in cui fabbrica e logistica dialogano in tempo reale – spiega il Direttore Operativo Gabriele Brignani –. L’introduzione di sistemi intralogistici automatizzati, insieme a tecnologie di processo avanzate come gli evaporatori a ricompressione meccanica, ci consente di migliorare efficienza, sicurezza, sostenibilità e controllo delle operazioni, riducendo al contempo consumi ed emissioni oltre a migliorare la qualità dei nostri prodotti. È un passaggio fondamentale verso un modello industriale sempre più data-driven”.

MEZZO SECOLO NEL SEGNO DELLA COOPERAZIONE
La presentazione delle innovazioni apportate allo stabilimento di Pomposa ha dato l’occasione per valorizzare la storia del gruppo, le cui radici affondano ben prima della nascita ufficiale del 1976. La costituzione di Conserve Italia, avvenuta il 24 maggio 1976, fu infatti il punto di arrivo di un percorso avviato già negli anni Sessanta, quando le cooperative ortofrutticole emiliano-romagnole iniziarono a integrare produzione agricola, trasformazione industriale e commercializzazione per dare maggiore forza alla filiera. Quella scelta – unire le forze per non competere tra loro, ma crescere insieme sui mercati – ha rappresentato un passaggio decisivo nella storia dell’agroalimentare italiano. L’idea di creare un consorzio nazionale capace di gestire in modo coordinato produzione, logistica e vendita dei prodotti trasformati rispondeva infatti a esigenze molto concrete: ampliare la gamma, rafforzare i marchi e costruire un’offerta strutturata per la moderna distribuzione.
Da allora, attraverso un percorso fatto di aggregazioni, acquisizioni e sviluppo internazionale, Conserve Italia è diventata una delle principali realtà conserviere europee, mantenendo al centro il modello cooperativo e il legame con i produttori.

UNA PIATTAFORMA INDUSTRIALE PRONTA PER IL FUTURO
Oggi, a cinquant’anni di distanza, il Piano investimenti appena concluso segna secondo il gruppo un passaggio altrettanto significativo, perché consegna una piattaforma industriale evoluta e sostenibile, pronta ad affrontare le sfide dei prossimi decenni. Un percorso che si intreccia con la storia dei grandi marchi di Conserve Italia: da Cirio, che quest’anno celebra 170 anni, fino a Yoga, che ha raggiunto gli 80 anni, passando per Jolly Colombani, che di recente ha compiuto 100 anni, Valfrutta e Derby Blue, simboli della capacità di coniugare tradizione e innovazione.
Le celebrazioni del cinquantesimo di Conserve Italia proseguiranno nei prossimi mesi con un programma articolato di iniziative: tra queste, un Open Day previsto a settembre per aprire le porte della Pomposa Smart Factory alla comunità locale e un grande evento celebrativo in programma a fine anno, pensato per condividere questo traguardo con soci, dipendenti, istituzioni e stakeholder.

Frodi e-commerce, il pericolo ora sono le microtransazioni

Le frodi e-commerce non stanno arretrando, si stanno redistribuendo. È quanto sostiene il report Fraud’s Identity Crisis pubblicato dalla piattaforma tecnologico finanziaria Adyen. Nel 2025 le perdite legate ai chargeback fraudolenti sulla piattaforma globale di Adyen sono diminuite del 20%, ma questo dato nasconde un trend preoccupante. Nello stesso periodo è infatti calato del 23% anche il valore medio di una contestazione fraudolenta. In pratica le frodi, invece di concentrarsi solo su un numero ridotto di transazioni di alto valore, si sono estese ad attività di importo inferiore, risultando più semplici da replicare su larga scala. Le frodi ecommerce a livello globale sono quindi sulla buona strada per superare i 100 miliardi di dollari entro il 2029, rispetto ai 44 miliardi del 2024.

ENTRO IL 2029 LE PERDITE SUPERERANNO I 100 MILIARDI DI DOLLARI
Il report si basa su due fonti principali: i dati delle transazioni della piattaforma Adyen relativi all’intero anno 2025, che rappresentano un volume globale di pagamenti processati pari a circa 1,6 trilioni di dollari statunitensi; una survey condotta su 1.000 decision maker di aziende enterprise con sede negli Stati Uniti e attive in settori quali retail, travel e hospitality, digital goods, gaming e in altri ambiti. Dall’analisi emerge che l’automazione e l’intelligenza artificiale hanno abbassato le barriere all’ingresso per i malintenzionati, consentendo loro di programmare, testare e condividere le proprie tattiche all’interno di network chiusi. Account falsi e bot sono oggi la seconda tipologia di frode più riscontrata a livello globale, segnalata dal 42% delle aziende.
Le frodi ecommerce a livello globale sono su una traiettoria che le porterà a superare i 100 miliardi di dollari entro il 2029. spinte da un cambiamento strutturale nel modo in cui operano i malintenzionati – dichiara Trevor Nies, Global Head of Digital di Adyen –. Stiamo assistendo a un passaggio da attacchi esterni di alto valore a forme di abuso ad alta frequenza all’interno di ambienti considerati affidabili. Questa dinamica accelererà ulteriormente con l’agentic commerce. Gli agent basati sull’AI industrializzano i casi limite che le aziende già faticano a contenere, e lo fanno su larga scala. È qui che entra in gioco la Dynamic Identification di Adyen. Per avere successo in questa nuova fase serve passare da difese statiche a un trust scoring sofisticato e dinamico, in grado di validare su larga scala anche l’intento autonomo”.

LE FALSE CONTESTAZIONI SONO LA PRIMA MINACCIA
Il rischio non deriva più principalmente da sconosciuti che cercano di “forzare l’ingresso”. Arriva da clienti noti, account autenticati e dispositivi verificati, le cosiddette false contestazioni (in inglese first-party fraud). Quest’ultima è la tipologia di frode segnalata più frequentemente (44%), seguita da account falsi e uso improprio dell’identità (42%) e abuso di policy o promozioni (40%). Minacce più tradizionali, come carte e account rubati, sono state segnalate dal 36% delle aziende intervistate.
I dati della piattaforma Adyen mostrano che solo il 3% delle identità rappresenta il 50% del valore complessivo dei rimborsi, mentre il 5% delle identità genera il 41% degli episodi di frode e il 58% del valore delle frodi. Il costo di gestione di una singola contestazione legata a usi impropri da parte dei clienti è salito a 82 dollari, rispetto ai 74 dollari del 2024.
Il pattern è particolarmente evidente nei periodi di shopping ad alto volume, quando sconti lampo, tempi di restituzione ridotti e incentivi alla fedeltà offrono a una piccola minoranza di clienti che abusano del sistema maggiori opportunità di agire. Gli eventi in sé non creano il problema, ma lo accelerano, accorciando i tempi con cui questi comportamenti si ripetono e rendendo più difficile per le aziende distinguere, in tempo reale, i consumatori motivati dagli incentivi da coloro che abusano sistematicamente delle condizioni di vendita.

IL RISCHIO MAGGIORE È BLOCCARE CLIENTI IN BUONA FEDE
Per la maggior parte dei merchant enterprise, il rischio commerciale principale non è più quello di non individuare alcune frodi, bensì quello di bloccare clienti in buona fede. Il 50% dei business intervistati nella survey Adyen segnala un aumento dei falsi declini, e i controlli statici arrivano a bloccare fino al 10% dei clienti legittimi al checkout. Il 58% segnala un aumento dei costi di revisione manuale, evidenziando gli ulteriori oneri legati alla gestione delle frodi.
In questo modo i costi si accumulano. Quasi il 70% delle aziende si aspetta che frodi e abusi limitino la propria crescita dei ricavi nei prossimi 12–24 mesi; la percentuale sale al 79% nei settori del travel e dell’hospitality e all’81% nei digital goods e nel gaming. Di conseguenza, cambia anche l’inquadramento della funzione: il 48% delle aziende considera oggi la gestione delle frodi un equilibrio tra prevenzione delle perdite e crescita, mentre il 39% la vede principalmente come una leva che abilita la crescita. Solo il 3,2% dichiara di non aver accettato alcun trade-off legato alle frodi nell’ultimo anno.
In passato la gestione delle frodi puntava a tenere fuori i soggetti malevoli, ma oggi la minaccia si è spostata all’interno: account considerati affidabili, identità verificate e perfino agenti autonomi – commenta Brigette Korney, Global Head of Performance Optimization di Adyen –. Le aziende che agiscono ora avranno un vantaggio significativo rispetto a quelle che aspettano e, di fatto, finiscono per assumersi il rischio in prima persona”.

L’AGENTIC COMMERCE STA APRENDO NUOVE FRONTIERE
La superficie di rischio si sta ampliando anche verso il commercio autonomo. Con gli agenti basati sull’AI destinati a influenzare tra il 5% e il 20% del volume dei pagamenti entro cinque anni, il 30% dei merchant statunitensi individua già nel punteggio di affidabilità delle piattaforme AI il nuovo segnale più importante per gestire la transizione. L’agentic commerce non crea una nuova categoria di frode, ma industrializza i casi limite che le aziende già faticano a contenere, estendendo il rischio oltre il checkout a promozioni, resi e identità.
Il divario tra adozione da parte dei consumatori e la prontezza delle aziende si sta ampliando. I sistemi tradizionali di rilevamento delle frodi si basavano sull’incertezza umana, sui pattern di navigazione e sulle esitazioni che caratterizzano il modo in cui le persone reali effettuano gli acquisti. Gli agenti autonomi, al contrario, non esitano. Questo li rende quasi indistinguibili da quelli malevoli, e i sistemi di rilevamento delle frodi basati sul comportamento umano non hanno ancora una risposta a questo problema.

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