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Leroy Merlin sbarca in Sardegna: il primo punto vendita è a Elmas

È ad Elmas, in provincia di Cagliari, il primo punto vendita sardo di Leroy Merlin. Il negozio si trova presso il Fass Shopping Centre, a sua volta frutto di un importante progetto di riqualificazione urbana che mira a farne un nuovo polo di attrazione per lo shopping qualificato sull’isola. La sua posizione tra l’area metropolitana di Cagliari e l’aeroporto, unita alla connessione diretta con le principali arterie stradali e con la rete ferroviaria, rende infatti il Fass Shopping Centre facilmente raggiungibile da tutta la Sardegna. E non a caso, Leroy Merlin ha l’obiettivo di diventare il punto di riferimento per il miglioramento della casa nell’intera regione.

OFFERTE OMNICANALE CON SERVIZIO DI CONSEGNA A DOMICILIO
Con i suoi 7.900 metri quadri di superficie, il negozio di Elmas offre più di 30.000 referenze, migliaia delle quali immediatamente disponibili, alle quali si aggiunge un catalogo di oltre 2 milioni di prodotti ordinabili online, in base a un approccio omnicanale che integra l’esperienza fisica con servizi digitali avanzati, inclusa la consegna a domicilio e il ritiro in store.
Ad accogliere e guidare i clienti c’è una squadra di 180 persone, tra cui giovani neolaureati e laureandi del territorio. Inoltre, Leroy Merlin fa sapere che questa apertura rappresenta, per i dipendenti sardi attualmente impegnati in altre sedi nazionali, l’occasione di fare ritorno nella propria terra di origine. Il nuovo personale ha seguito un percorso di formazione intensivo e training on the job, finalizzato a sviluppare competenze tecniche e un approccio consulenziale basato sull’ascolto attivo del cliente.

ASSORTIMENTO COSTRUITO SUI TREND DI VENDITA LOCALI E ONLINE
L’assortimento è stato definito tramite un’analisi del mercato sardo, dei trend di vendita online e delle specifiche esigenze locali. Il negozio presenta aree espositive, come Giardino (un ampio spazio con soluzioni per esterni), Bagno (con un’offerta per esigenze di ristrutturazione o rinnovamento), Illuminazione (con soluzioni per interni ed esterni).
Elettricità e Utensileria completano l’offerta con attrezzature e materiali tecnici per professionisti e fai da te. Comfort, Porte e Finestre propone soluzioni per il benessere domestico, dai sistemi di riscaldamento e raffrescamento (anche smart) a serramenti di design. Vari i servizi a disposizione del cliente:

  • Servizi di posa e installazione, grazie a una rete di 50 artigiani locali.
  • Servizio di ristrutturazione chiavi in mano “Arky”, grazie alla collaborazione con 5 architetti locali. Il cliente viene accompagnato lungo tutto il percorso, dalla progettazione alla gestione dei lavori fino alle pratiche amministrative.
  • Soluzioni finanziarie, con polizze assicurative e finanziamenti.
  • Noleggio attrezzature e strumenti professionali, per completare ogni tipo di progetto, dalla ristrutturazione alla manutenzione, alla cura del giardino.
  • Servizio di efficientamento energetico, tramite interventi mirati che riducono i consumi e migliorano la classe energetica. Include consulenza personalizzata con check-up energetico per un piano d’azione su misura (es. isolamento termico, sostituzione infissi, impianti a basso consumo, tecnologie smart) e supporto per pratiche e agevolazioni fiscali.

IMPIANTO FOTOVOLTAICO SUL TETTO ED EFFICIENZA ENERGETICA
Il nuovo store di Elmas è aperto dal lunedì al sabato, dalle 7 alle 21, e la domenica dalle 9 alle 21. Leroy Merlin fa sapere che è stato realizzato secondo elevati criteri di efficienza energetica, con tecnologie avanzate per l’ottimizzazione dei consumi, come la domotica per la gestione delle utenze, un sistema BMS (Building Management System) che gestisce in modo intelligente la climatizzazione controllata dell’area vendita e un sistema EMS (Energy Management System) per il monitoraggio dei consumi. A questo si affiancano impianti ad alta efficienza, come l’illuminazione a LED e la climatizzazione a pompa di calore.
Il fabbisogno energetico sarà coperto in modo significativo da un impianto fotovoltaico da 550 kWp, installato sul tetto, e per la restante parte da energia proveniente al 100% da fonti rinnovabili, certificata tramite Garanzie di Origine (GO).
Infine, a conferma dell’impegno nel miglioramento continuo delle performance, il punto vendita verrà inserito nel perimetro del sistema di gestione ISO 50001, di cui Leroy Merlin è certificata dal 2025.

L’OBIETTIVO È FARSI APPREZZARE SU SCALA REGIONALE
L’apertura del primo negozio standard in Sardegna a Elmas rappresenta un momento di grande orgoglio e un tassello fondamentale nella nostra strategia di prossimità al cliente – dichiara Andrea Garbato, Store Leader –. Il nostro obiettivo è essere un partner affidabile per tutti i sardi che desiderano migliorare la propria casa, offrendo soluzioni su misura, prodotti innovativi e un team altamente qualificato, e al contempo sostenere l’economia locale con la creazione di occupazione e di un significativo indotto”.
Arrivata in Italia nel 1996, Leroy Merlin è presente sul territorio nazionale con 50 punti vendita in 15 regioni per un fatturato di oltre 2 miliardi di euro e più di 8.000 collaboratori, per l’86% azionisti del gruppo stesso.

Vino in Gdo, volumi calati del 3,4% nel 2025

Il segno meno in Gdo non è una novità per il vino, ma stavolta la frenata è più evidente. Nel 2025 quello che resta il canale privilegiato per il settore enologico ha venduto 737 milioni di litri di vino e spumante, cioè 20 milioni in meno rispetto all’anno precedente, con Prosecco, Lambrusco e Trebbiano che formano il podio dei top seller. A dirlo è Circana, che ha diffuso un’anticipazione dello studio realizzato per Vinitaly.
A perdere terreno è stato in realtà il solo vino, che ha chiuso il 2025 con -3,4% a volume e -1,1% a valore. Gli spumanti continuano invece il loro percorso parallelo e, sebbene a rilento rispetto al 2024, sono cresciuti dell’1,5% a volume e dell’1,2% a valore. I vini in bottiglia a denominazione d’origine, che nel 2024 avevano registrato un dato positivo, sono calati del 2,6% a volume lo scorso anno.
Se il 2024 aveva visto migliorare il dato, pur sempre caratterizzato dal segno negativo, delle vendite di vino nella Gdo – premette Virgilio Romano, Business Insight Director di Circana – quest’anno il mercato è tornato indietro e si registra una decrescita su tutti i fronti. C’è da dire che è un trend che riguarda tutti i Paesi in cui si beve alcool, che stanno pagando il prezzo di una maggiore attenzione ai consumi di bevande alcoliche. E l’Italia lo paga sul vino perché storicamente grande produttrice e consumatrice di vino. Una delle domande che dobbiamo porci è se sia necessario agire da un punto di vista della produzione, visto che i cali sono un po’ più veloci di quanto non avvenga alla produzione annua”.

ROSSO FERMO E BIANCO FRIZZANTE NEL CALICE DEGLI ITALIANI
Per quanto riguarda il vino, gli italiani mostrano una decisa preferenza per il fermo rispetto al frizzante e per il bianco rispetto al rosso. Il più acquistato è il rosso fermo, con oltre 261 milioni di litri venduti. Tra gli spumanti, è il bianco frizzante a prevalere decisamente, con oltre 98 milioni di litri venduti contro i quasi 7 milioni del rosato frizzante e i 2,5 milioni del rosso frizzante. Come sempre, i vini liquorosi sono quelli che performano peggio.

IL PROSECCO CONTINUA LA SUA CORSA, IL LAMBRUSCO FRENA
Le rilevazioni condotte da Circana assegnano il primo posto al Prosecco (Veneto e Friuli V.G.) con oltre 53 milioni di litri venduti (+2,6% rispetto all’anno precedente), seguito dal Lambrusco (Emilia-Romagna, Lombardia) con oltre 28 milioni di litri, che però ha perso il 7,2% e dal Trebbiano (regioni varie) con oltre 23 milioni di litri, che si è mantenuto sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente (+0,3%).
Il Vermentino (Sardegna, Toscana, Liguria) ha continua a crescere, anche se decisamente meno rispetto al 2024 (+2,5% vs 11,7%) con oltre 12 milioni e 300.000 litri venduti, così come la Ribolla (Friuli Venezia Giulia), con oltre 9 milioni di litri venduti (+4,2%), il Primitivo di Puglia, con 8 milioni e 340.000 litri venduti (+3%) e il Metodo Classico (Trento, Lombardia, altre) con poco più di 8 milioni di litri acquistati, che ha mostra un incremento, alquanto inaspettato, del +6,3%.

GRECANICO, NEBBIOLO E PINOT NERO PRIMI PER CRESCITA
Nel 2025 sono cresciuti significativamente a volume, rispetto all’anno precedente, il siciliano Grecanico, con il +13,7%, il Nebbiolo (Piemonte e Lombardia) con il +9,7%, l’internazionale Pinot Nero (+7,8%), seguito dal Metodo Classico con il +6,7%.
A registrare il maggior tasso di crescita a valore sono stati i cosiddetti “vini emergenti”, in cui ritroviamo sul podio gli stessi vini che hanno registrato una crescita a volume, e quindi il Grecanico (+9,4%), il Nebbiolo (+9,1%) e il Pinot Nero, seguiti dal trentino Lagrein (+6%). Si tratta, però, di una crescita minima, se paragonata agli anni scorsi.
Il costo medio per il vino a denominazione d’origine in bottiglia (Doc, Docg, Igt) si è attestato a 5,69 euro al litro, con un aumento medio del 2,1% sull’anno precedente, in linea rispetto al dato 2024, che aveva registrato un aumento del 2%.

VINITALY PROMUOVE IL BERE CONSAPEVOLE
Per incrementare la conoscenza e, di conseguenza, le vendite di vino non c’è che una strada: promuoverne la cultura, il racconto e il bere consapevole in tutti i canali commerciali – sottolinea Gianni Bruno, Direttore Generale Vicario di Veronafiere –. È per questo motivo che ogni anno dedichiamo uno spazio di confronto privilegiato all’analisi del mercato del vino nella grande distribuzione italiana, che si conferma protagonista nel programma di Vinitaly, con il prezioso supporto dell’Istituto di Ricerca Circana, nostro partner storico”.

OPERATORI A CONFRONTO SU TREND E CRITICITÀ EMERGENTI
La ricerca realizzata ad hoc da Circana verrà presentata nella sua interezza a Vinitaly (Verona, 12-15 aprile) nel corso della tavola rotonda “Il vino nella Grande Distribuzione: dinamiche di mercato e criticità emergenti”, organizzata da Veronafiere. Moderata da Alessandro Torcoli, Direttore di Civiltà del Bere, si terrà a Vinitaly lunedì 13 aprile dalle 10,30 alle 12,30 c/o la Sala Puccini (Centro Congressi Arena, primo piano). Sarà un’occasione per fotografare l’andamento del settore vinicolo in grande distribuzione nel 2025, oltre che per presentare i numeri delle vendite dei primi mesi del 2026. Vi parteciperanno, oltre al già citato Virgilio Romano: Alberto Arcidiacono, Responsabile Acquisti Private Label Beverage di Crai; Lorenzo Cafissi, Direttore Beverage di NewPrinces Group; Valeria Gasparre, Country Director Italy – Illva Saronno e Duca di Salaparuta, in rappresentanza di Federvini; Alessandra Manzato, Group Category Manager Grocery e Bevande di Conad; Laura Mayr, General Manager di Ruggeri, Consigliere e Coordinatrice del Tavolo del Commercio Internazionale di Unione Italiana Vini; Eleanna Pizzinelli, Responsabile Reparto Beverage di Coop Italia; Marco Usai, Wine Specialist di MD Discount.

Immobiliare retail, in Italia 3,3 miliardi di investimenti nel 2025

L’immobiliare retail italiano piace agli investitori: nel 2025 il nostro Paese ha fatto registrare le migliori performance europee in termini di incremento del comparto. Il retail è stato infatti il primo settore di investimento in ambito immobiliare a livello nazionale con oltre 3,3 miliardi di euro e ha mostrato la migliore dinamicità in Europa, con una crescita del 29% sul 2024. E questo grazie all’aumento della disponibilità di capitale di debito, soprattutto nei settori out of town (shopping center e factory outlet), con un incremento sia dei grandi scambi di prodotti prime e good secondary sia di attività di ridotte dimensioni. In termini di localizzazione geografica, ad essere toccati da questa ondata di investimenti sono stati tanto i contesti di prestigio dei maggiori poli urbani, quanto i principali ambiti turistici consolidati.
Il dato emerge dal “Rapporto 2026 sul mercato immobiliare commerciale in Europa e in Italia” realizzato dall’Istituto indipendente di studi e ricerche Scenari Immobiliari, che analizza in profondità l’andamento del settore e le città protagoniste delle high e secondary street italiane ed europee.

TREND DI CRESCITA EUROPEO, GRAZIE A ITALIA, FRANCIA E SPAGNA
Per dare un quadro di riferimento più ampio, va precisato che il mercato immobiliare retail europeo ha sfiorato i 40 miliardi di euro nel 2025, con una crescita del 26,5% rispetto all’anno precedente e ponendo le basi per un’ulteriore espansione attesa nel 2026, con volumi che potrebbero avvicinarsi ai 45 miliardi. Un risultato nato dal positivo andamento, oltre che del mercato italiano, di quelli francese (+6% e 2,9 miliardi di euro) e spagnolo (+19% e 2,8 miliardi), nonostante la contrazione dei volumi di Germania (-9% e 6,1 miliardi) e Regno Unito (-12,5% e 6,5 miliardi). Gli investitori si sono focalizzati su asset di grandi dimensioni o localizzati in zone urbane centrali capaci di garantire consistenti flussi di cassa e aumentare il proprio valore immobiliare.
Nel 2025, i valori di vendita e i canoni di locazione hanno mostrato, nei principali Paesi dell’Unione, un miglioramento delle dinamiche di crescita con un incremento medio ben superiore al 3%, che si prevede possa essere seguito da un ulteriore rialzo di quasi il 3,5% durante l’anno in corso. Tale miglioramento delle performance di mercato è riconducibile secondo Scenari Immobiliari alla crescita della spesa al consumo, anche di beni discrezionali, e al graduale recupero della fiducia da parte delle famiglie, nonché al sostegno fornito dai viaggiatori internazionali e dalla mobilità interna, in grado di rivitalizzare gli shopping center urbani e compensare, almeno in parte, il calo demografico che interesserà l’Europa nel medio e lungo periodo.

TRA GLI OPERATORI C’È MAGGIORE FIDUCIA
Il significativo aumento degli investimenti retail registrato nel 2025 commenta Francesca Zirnstein, Direttore Generale di Scenari Immobiliari (nella foto a destra) – dimostra che il mercato immobiliare commerciale europeo e italiano sta entrando in una nuova fase di maturità. Dopo anni complessi, caratterizzati da cambiamenti strutturali nei consumi e negli equilibri urbani, il settore ha trovato un punto di stabilizzazione che oggi consente agli operatori di tornare a investire con maggiore fiducia. La crescita dei volumi, il consolidamento dei rendimenti e la rinnovata attrattività delle high street rappresentano indicatori chiari della capacità del comparto di adattarsi, innovare e cogliere le opportunità generate dalla trasformazione dei modelli di fruizione degli spazi commerciali. In Italia questa dinamica è particolarmente evidente, con Milano e Roma che continuano a svolgere un ruolo centrale nella definizione degli standard del mercato, ma stiamo osservando un progressivo ampliamento geografico dell’interesse degli investitori, con nuove città che stanno emergendo per solidità dei fondamentali e qualità dell’offerta”.
Quali sono le attese per l’anno in corso? “Le previsioni sono positive – sostiene Zirnstein – con l’aumento degli investimenti, l’attenzione crescente verso asset ibridi e multifunzionali e il consolidamento dei flussi pedonali nelle principali high street che indicano un settore in evoluzione ma sempre più resiliente. Il retail, anche grazie alla sua componente esperienziale e alla capacità di rafforzare l’identità dei centri urbani, si conferma una componente strategica dei portafogli immobiliari e continuerà a svolgere un ruolo centrale nel ridisegnare le città europee dei prossimi anni”.

FATTURATO ANCORA SOTTO I LIVELLI DEL PRE-COVID
Tornando all’Italia, nel corso del 2025 il mercato immobiliare a vocazione commerciale ha fatto registrare un fatturato complessivo di circa 7,8 miliardi di euro, con una contrazione rispetto all’anno precedente del 5,5%. Dopo un 2024 nel corso del quale il peso del retail sulla composizione del fatturato immobiliare è passato dal 18 al 38%, le maggiori transazioni del 2025, che sono andate a interessare Grandi superfici commerciali out of town e reti nazionali di strutture di vendita appartenenti alla grande distribuzione organizzata, hanno permesso alla rispettiva quota di fatturato di tornare a livelli prossimi al 70%.
In base alle transazioni avvenute nel 2025, il mercato è però quantitativamente e qualitativamente ancora inferiore a quanto mostrato nel corso del triennio pre-covid (2017-2019). Nelle regioni meridionali c’è stata la maggiore dinamicità rispetto ai risultati ottenuti nel 2024; a seguire c’è il Nord, che continua a concentrare poco meno della metà degli scambi, in prevalenza localizzati nei mercati del Nord-ovest.

L’ANDAMENTO DI VALORI E CANONI DI LOCAZIONE
Nel 2025 i valori unitari riferiti alle Grandi superfici commerciali e ai negozi sono cresciuti rispettivamente dello 0,6 e dell’1%, mentre i canoni di locazione hanno registrato un aumento dello 0,6 e dello 0,8%. Le regioni settentrionali hanno, ancora una volta, mostrato dinamiche, per quanto riguarda i valori unitari di vendita e i canoni di locazione degli Esercizi di vicinato, cresciuti rispettivamente dell’1,8 e dell’1,3% rispetto al 2024. Questi incrementi sono la diretta conseguenza del consolidamento del livello prestazionale, in termini di vacancy, rendimenti e passaggi, non solo delle maggiori high street e secondary street delle principali realtà urbane del Nord, ma anche degli altri assi e addensamenti commerciali presenti sul territorio. Anche le regioni centrali e meridionali della Penisola hanno fatto registrare variazioni positive, pur con livelli di dinamicità inferiori, ricomprese tra lo 0,3% dei canoni di locazione degli Esercizi di vicinato e dei valori unitari delle Gsc del Sud e delle Isole e lo 0,8% degli affitti dei negozi del Centro Italia.

I TREND CITTÀ PER CITTÀ
Lo studio di Scenari Immobiliari esamina il mercato commerciale nelle principali destinazioni urbane – Milano, Roma, Firenze, Forte dei Marmi, Venezia, Torino, Bologna, Napoli, Capri – e introduce da questa edizione Bari, ampliando la mappatura dei poli commerciali più dinamici del Paese. Ma non è l’unica novità, perché sempre da quest’anno è stato introdotto un rating qualitativo.
“Come riportato nel nostro Rapporto commenta Federico Rivolta, Direttore Area Ricerca di Scenari Immobiliari – nel corso degli ultimi anni sono cresciuti gli spazi commerciali dedicati ai servizi, a discapito dei puri prodotti. Oggi il trend è quello di trasformare la semplice vendita in un’esperienza a 36 gradi, in grado di soddisfare la domanda del cliente e allo stesso tempo fidelizzarlo con una proposta personalizzata e attenta. Per questo motivo abbiamo deciso di aggiungere un nuovo livello di analisi, sviluppato a partire dal rilievo puntale e dalle caratteristiche dell’offerta commerciale, e finalizzato all’assegnazione di un punteggio in grado di rappresentare il livello qualitativo di ciascuna strada e di individuare un ranking oggettivo, misurabile e confrontabile. Tale ranking può essere un punto di partenza per raccontare la ‘qualità commerciale’ di una via dello shopping, la sua evoluzione nel tempo e individuarne punti di forza e criticità”.

LA GALLERIA SORDI PESA SUI RISULTATI DELLA CAPITALE
Roma, pur confermando un tasso di vacancy medio inferire al 10%, registra un lieve calo qualitativo rispetto all’anno precedente, soprattutto nelle high street (dove il tasso ha superato l’8%). Tale risultato appare ancora fortemente condizionato da Galleria Alberto Sordi che, nonostante l’apertura avvenuta nel 2024, conta ancora molte unità in corso di commercializzazione. Anche via del Babuino e Cola di Rienzo hanno registrato un incremento importante di unità a disposizione, così come, fra le secondary street, viale Libia e via di Campo Marzio.

BENE PORTA TICINESE A MILANO
Quanto a Milano, ancora una volta le vie del cosiddetto “Quadrilatero della moda” sono protagoniste di numerosi interventi, prevalentemente di valorizzazione immobiliare e riqualificazione ma anche di avvicendamento di marchi e brand locali e internazionali. Il contesto appare dunque condizionato da spazi in ristrutturazione non aperti al pubblico. È rimasto complessivamente stabile il tasso di vacancy delle secondary street del capoluogo, dove emerge in particolare corso di Porta Ticinese che di fatto dimezza un tasso precedentemente superiore al 12%.
Il contesto commerciale della città di Venezia è apparso variabile. Le high street si confermano complessivamente stabili, seppur con variazioni puntuali: Mercerie del Capitello e Salita San Moise consolidano la totale occupazione degli spazi commerciali, mentre le altre strade primarie de La Serenissima negli ultimi 12 mesi hanno mostrato performance variabili.

RECORD DI STRADE DA “TUTTO ESAURITO” A FIRENZE
Firenze, ben inserita nei circuiti turistici nazionali e internazionali, consolida un trend positivo nel panorama commerciale, con buoni livelli di prestazioni in tutte le location del capoluogo. Il centro urbano vanta infatti, tra quelli analizzati, il maggior numero di vie con tassi di vacancy nulli.
Rimane stabile, a livello complessivo, la prestazione di Napoli. Invariati i tassi di vacancy nelle high street più prestigiose, mentre da segnalare un importante miglioramento di alcune delle secondary street, in particolare Galleria Garibaldi, che pur confermando un tasso piuttosto elevato (superiore al 20%) guadagna sull’anno precedente 10 punti percentuali.

RISULTATI VARIABILI A TORINO, BOLOGNA PUÒ FARE DI PIÙ
Se complessivamente le performance di Torino ricalcano i risultati medi del 2024, puntualmente la città è soggetta a molte variazioni, con andamenti differenti. Crescono leggermente i tassi di vacancy in via Doria, via Lagrange, via Garibaldi, mentre migliora l’occupancy in location quali via Po, via Giolitti, via Mazzini.
Anche per Bologna si segnala quanto già riportato per il capoluogo piemontese, relativamente alle vie commerciali di maggiore qualità. Per quanto riguarda invece le secondary street la città ha restituito risultati migliori rispetto all’anno precedente. La città deve ancora evolversi in ambito commerciale, per poter sfruttare al meglio le opportunità che la sua riscoperta vocazione turistica può favorire e sostenere.

Sogegross investe 35 milioni per il nuovo polo logistico di Trasta

Non un semplice ampliamento infrastrutturale, ma un vero salto di qualità per sostenere lo sviluppo futuro. È così che Gruppo Sogegross definisce l’hub logistico in fase di realizzazione a Trasta, nel genovese. Destinata esclusivamente alla gestione dei prodotti freschi e freschissimi – dall’ortofrutta ai latticini, dai salumi e formaggi alla gastronomia, fino ai reparti macelleria e pescheria – la nuova piattaforma richiederà un investimento da 35 milioni di euro e consentirà di superare i limiti di quella di Genova Bolzaneto, operativa dal 2002 e oggi satura.

UN NETWORK DI PIATTAFORME A SUPPORTO DELLA RETE VENDITA
Il nuovo polo si inserisce in un progetto più ampio già avviato che coinvolge l’intero network di piattaforme distributive dislocate tra Cameri (NO), Tortona (AL), Serravalle Scrivia (AL) e Genova, attualmente in grado di gestire un flusso di circa 57 milioni di colli e più di 20.000 referenze. Con Trasta l’obiettivo è rendere il sistema integrato di gestione della filiera logistica e distributiva ancora più innovativo ed efficiente, così da supportare al meglio la rete vendita — operante con le insegne GrosMarket (cash & carry), Basko (supermercati e superstore), Ekom (soft discount) e Doro (supermercati e superette in franchising) — articolata e caratterizzata da un’elevata eterogeneità per format, localizzazione e aree geografiche presidiate. L’hub logistico servirà infatti i 255 punti vendita del gruppo distribuiti in cinque regioni — Liguria, Piemonte, Lombardia, Toscana ed Emilia-Romagna — con una capacità operativa di 16 milioni di colli e 68 milioni di chilogrammi di prodotti all’anno.

PREVISTO L’IMPIEGO DI ROBOT MOBILI AUTONOMI
La struttura è già in fase di costruzione: i lavori – affidati a Techbau, tra i principali operatori italiani nel settore delle costruzioni logistiche – procedono secondo pianificazione: completate le fondazioni, i pilastri del capannone hanno superato il 50% di avanzamento e sono già avviate le fasi di tamponamento del prefabbricato e progettazione esecutiva degli impianti.
L’elemento distintivo del progetto risiede nell’adozione di un sistema di automazione avanzata e rappresenta secondo l’azienda il primo caso in Italia di robotizzazione dell’outbound nella grande distribuzione organizzata. Dopo una prima fase di test a Tortona in cui sono stati adottati tre AMR (robot mobili autonomi) per il conferimento della merce in banchina, il progetto verrà completato con l’utilizzo per diverse funzionalità di magazzino con una decina di robot e proseguirà a Trasta con l’obiettivo di ottimizzare i flussi di uscita merce, ridurre i tempi di transito e migliorare affidabilità e tracciabilità delle merci lungo tutta la filiera.
Il polo logistico ha ottenuto la certificazione LEED Gold grazie a soluzioni ad elevato contenuto ambientale: un impianto fotovoltaico da 860 kW che coprirà l’intera superficie del tetto, infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, isolamento termico ad alte prestazioni e sistemi intelligenti di gestione energetica.

IL PARTNER FINANZIARIO È CRÉDIT AGRICOLE ITALIA
I 35 milioni di euro di investimento rientrano in un piano di sviluppo triennale da 200 milioni di euro, di cui oltre 50 milioni allocati al potenziamento della rete logistica. A supporto dell’operazione, Gruppo Sogegross ha sottoscritto lo scorso dicembre un finanziamento dell’importo di 20 milioni di con Crédit Agricole Italia.
La decisione di localizzare l’investimento a Genova, nonostante complessità realizzative superiori rispetto ad alternative logistiche, ribadisce il nostro radicamento territoriale – commenta Luca Gattiglia, Direttore Generale del Gruppo Sogegross (nella foto in alto) – e rappresenta una scelta strategica di lungo periodo. Questo polo logistico non è solo un’infrastruttura operativa, ma un motore di sviluppo per il territorio: creerà nuove opportunità occupazionali qualificate, coinvolgerà fornitori e imprese locali nella filiera, e rafforzerà Genova come hub logistico del Nord-Ovest”.

Free from per tutti, anche per gli amici a quattro zampe

Attenzione al benessere e all’equilibrio nutrizionale, controllo degli zuccheri e delle calorie, salute intestinale e cardiovascolare: l’evoluzione della nutrizione per cani e gatti segue la stessa traiettoria dell’alimentazione umana. A rivelarlo è l’analisi su 3.913 prodotti del petfood, venduti in supermercati, ipermercati e negozi a libero servizio per 1,2 miliardi di euro di sell-out, condotta dall’Osservatorio Immagino di GS1 Italy.
In pratica, sugar free e senza cereali, con poche calorie e ricchi di Omega 3 e Omega 6 sono le caratteristiche più apprezzate negli alimenti per cani e gatti, quelle la cui presenza sulle etichette dei prodotti cresce in modo più veloce.

MENO ZUCCHERI E CALORIE…
Il paniere dei prodotti free from resta il più numeroso del mondo petfood con 1.997 prodotti per oltre 723 milioni di euro di vendite, in lieve crescita annua sia a valore che a volume. Come per gli umani, anche per cani e gatti si prediligono i 541 alimenti presentati come “sugar free” (+4,0% a volume), i 467 “grain free” o “low grain” (+6,0%) e i 76 etichettati come “low calories” (+7,4%).

…PIÙ PREBIOTOCI E OMEGA 3
Anche il mondo del rich-in è ben presente negli alimenti per cani e gatti, con 1.968 prodotti per oltre 650 milioni di euro di sell-out, e mostra che la richiesta dei consumatori sta cambiando.
Gli alimenti ricchi in “vitamine” restano i più diffusi (1.226 per oltre 435 milioni di euro di giro d’affari), ma perdono vendite e appaiono meno appealing rispetto a caratteristiche più moderne, come l’apporto di “prebiotici” (+6,1% le vendite in volume) o di Omega 3 e 6 (+1,2%).

L’ITALIANITÀ HA PERSO APPEAL (E VENDITE)
A essere meno attraente nella nutrizione degli animali domestici è anche l’italianità: i 521 prodotti che la richiamano in etichetta hanno perso vendite a volume e a valore, fermandosi sotto i 121 milioni di euro di sell-out. Stessa sorte per i 505 prodotti accompagnati in etichetta dall’immagine della bandiera italiana, per i 33 prodotti con il claim “100% italiano” e per i 19 dichiarati “Italian quality”.
L’unico claim del petfood a mantenere le posizioni è stato “prodotto in Italia/made in Italy” (+0,6% sia a valore che a volume): sostenuto dall’aumento dell’offerta (382 prodotti in totale) e della pressione promozionale (+2,9 punti), ha superato gli 86 milioni di euro di sell-out tra supermercati, ipermercati e negozi a libero servizio.
L’analisi completa del petfood è contenuta nella diciottesima edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, scaricabile gratuitamente dal sito osservatorioimmagino.it.

Conai: riciclo degli imballaggi attorno al 75% nel 2026

Per l’anno in corso, la percentuale di riciclo degli imballaggi in Italia dovrebbe attestarsi attorno al 75%, quasi 11 milioni di tonnellate. In lieve flessione, quindi, rispetto all’ultimo dato consolidato (2024) pari al 76,7%: risultato delle difficoltà che sta attraversando il settore del riciclo nazionale in alcune filiere, nonostante un aumento costante dei volumi delle raccolte differenziate superiore a quello dell’immesso al consumo di imballaggi, che si stima supererà abbondantemente i 14 milioni di tonnellate nel 2026.
Sono queste le prime stime elaborate da Conai. “Stime che, quest’anno, obbligano a una grande prudenza – afferma Ignazio Capuano, Presidente di Conai –. La dinamica che osserviamo nei tassi di riciclo è influenzata da fattori di contesto, oltre che di natura statistica. E a questo si aggiungono dinamiche di mercato particolari, che stanno interessando anche le singole filiere”.
Per la carta, infatti, incide la diminuzione della domanda interna accompagnata da una crescita dell’export. L’aumento delle impurità nei flussi di raccolta è un altro aspetto da tenere maggiormente sotto controllo per garantire flussi sufficientemente adatti al riciclo.

CRITICITÀ PER I MATERIALI PLASTICI
Particolare attenzione, ovviamente, è dedicata all’andamento del riciclo delle plastiche tradizionali: il rallentamento degli ultimi mesi, legato anche ai crescenti quantitativi di rifiuti di imballaggio selezionati ma non ritirati dal mercato, rischia di incidere sulla contabilizzazione dei flussi di riciclo effettivo.
Attraversiamo una fase di criticità legata ai materiali plastici – spiega Capuano (nella foto a destra) – che avranno impatti anche sui costi di gestione: stanno aumentando, perché mancano gli sbocchi per la materia riciclata e riciclare costa di più. Ma la globalizzazione mette l’intera industria italiana del riciclo di fronte a nuove sfide: importiamo a costi inferiori sempre più manufatti già realizzati, e non solo materie, da Paesi extra-europei. Questo penalizza molto le nostre aziende. Anche perché al momento, in Italia, i costi dell’energia sono i più alti in Europa, e quello del riciclo è da sempre un settore energivoro”.

FONDAMENTALE IL RUOLO DEI CONSORZI DI FILIERA
Così, in questo contesto di incertezza legato anche alla situazione geopolitica, per il 2026 si prevede che sempre più imballaggi a fine vita saranno affidati dai Comuni al sistema rappresentato da Conai e dai Consorzi di filiera: più di 5 milioni e mezzo di tonnellate, in crescita rispetto ai 4 milioni e 740.000 del 2024 (ultimo dato consolidato).
In un contesto così complicato, quest’anno dovrebbe quindi vedersi realizzata l’importanza della sussidiarietà del sistema Conai, così come avvenuto nelle precedenti crisi dell’economia nazionale. “Il sistema Conai vede aumentare la sua sfera di gestione proprio quando il mercato si ritira per il venir meno della profittabilità dei materiali a riciclo – commenta Capuano – e lascia spazio al mercato quando il riciclo torna a essere economicamente conveniente”.

LE IMPORTAZIONI DAL FAR EAST VANIFICANO I BENEFICI DEL RICICLO
L’evoluzione del contesto internazionale, nei prossimi mesi, influenzerà pesantemente i risultati 2026 per il sistema Paese. “Sono sempre più urgenti politiche industriali che promuovano l’uso di materiali riciclati di prossimità – continua Capuano –. Non possiamo permetterci di vanificare i benefici del riciclo con le importazioni da fuori Europa: i viaggi dal Far East non sono ambientalmente neutri. Riconoscere, anche economicamente, il valore ambientale del riciclo fatto sui nostri territori è essenziale per non esporre le aziende al rischio di speculazioni ambientali ed economiche”.
Tant’è che, già oggi, il tessuto imprenditoriale italiano inizia a investire meno in ecodesign e sostenibilità. “Si tratta di una conseguenza delle incertezze legate al nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi, ma anche dell’approccio divergente fra potenze mondiali in questa fase storica – conclude Capuano –. Servono regole più chiare per rendere più solide la pianificazione industriale e la fiducia delle imprese, ma è necessario anche far sì che la finanza sia più semplice e accessibile per le piccole-medie imprese”.

Lidl sceglie lo chef Cannavacciuolo come volto di Italiamo

Coerenza tra prodotto e testimonial: per Italiamo, la sua linea di specialità locali Made in Italy, Lidl ha applicato questa ben nota ricetta di marketing. E la scelta è caduta sullo chef Antonino Cannavacciuolo, che presterà il volto anche per i prodotti ortofrutticoli Igp e Dop distribuiti dalla catena nei suoi circa 800 punti vendita attivi sul territorio nazionale. Un personaggio italianissimo e perdipiù legato al mondo della gastronomia che avrà il compito di guidare i consumatori alla scoperta di referenze come i Rigatoni di Gragnano Igp trafilati al bronzo, l’Olio Dop Terra di Bari e i Cantuccini Toscani Igp.

CELEBRITÀ PER RACCONTARE LA MDD
Il ricorso a Cannavacciuolo rientra in una ben precisa strategia di comunicazione di Lidl, che si affida a celebrità dello sport e dello spettacolo per pubblicizzare specifiche linee di marca del distributore. Solo poche settimane fa, la tennista Stefanie Graf è divenuta testimonial internazionale del brand di abbigliamento e attrezzature sportive Crivit, mentre Arnold Schwarzenegger è già da tempo protagonista dell’advertising a supporto della private label di articoli per il fai da te Parkside.
La collaborazione con lo Chef Cannavacciuolo è una iniziativa straordinaria che si pone a conferma del nostro percorso di valorizzazione del Made in Italy – afferma Gianfranco Marc Brunetti, Chief Customer Officer Lidl Italia (a destra nella foto in alto) – e in piena coerenza con la nostra mission di rendere la qualità accessibile trasformando le specialità di Italiamo e le eccellenze del reparto ortofrutticolo Igp e Dop in una consuetudine per ogni tavola. Abbiamo scelto un volto così amato e autorevole perché incarna perfettamente quel binomio tra autenticità e rigore qualitativo che definisce anche il nostro Dna. Questo progetto è il coronamento di un profondo e duraturo legame con il territorio: un impegno che ci ha permesso di agire come trampolino di lancio per tantissime realtà del comparto agroalimentare italiano, oggi apprezzate dai clienti Lidl di tutto il mondo”.

DUE SOGGETTI PER GLI SPOT IN TV
Il debutto televisivo della collaborazione è fissato per domenica 12 aprile, data in cui andrà in onda il primo dei due soggetti da 30 secondi, quello dedicato alla linea Italiamo. A giugno la narrazione proseguirà con il secondo spot incentrato sull’offerta frutta e verdura, avviando una rotazione costante che accompagnerà i consumatori per tutta l’estate fino al mese di ottobre.
Sviluppato dall’agenzia creativa Caffeina, in sinergia con il team di Lidl Italia, e prodotto da TapelessFilm, il concept mette in scena un Antonino Cannavacciuolo in una veste molto vicina al suo reale approccio professionale. Il racconto segue, infatti, lo chef mentre verifica con estrema attenzione la qualità dei prodotti mettendo in chiaro la sua ferma volontà di volerli testare personalmente prima di consigliarli al pubblico.

RADIO E SOCIAL COMPLETANO IL PIANO MEDIA
L’operazione è sostenuta da un piano media multicanale che garantisce una copertura capillare su tutto il territorio nazionale. La strategia integra una presenza preponderante di televisione tradizionale con un investimento significativo sui servizi di streaming video e sulle principali emittenti radiofoniche. Il racconto prosegue, poi, nell’ecosistema digitale attraverso formati video brevi e ricette pensate per i social, coinvolgendo, infine, i consumatori direttamente nei punti vendita tramite la radio in store e i canali digitali di Lidl Italia.
Inizio questa nuova collaborazione perché ho scoperto io per primo il valore dei prodotti Italiamo e della frutta e verdura Igp e Dop che Lidl veicola attraverso una selezione attenta di alimenti di primissima qualità – dichiara Antonino Cannavacciuolo (al centro nella foto in alto) –. È un progetto che sento vicino perché racconta l’Italia attraverso i suoi sapori autentici e il valore delle materie prime. La cucina italiana nasce dal rispetto della tradizione, dei territori e dei produttori. Con Italiamo questo patrimonio diventa accessibile a tutti, grazie a una serie di prodotti che valorizzano ingredienti italiani e molte eccellenze certificate Dop e Igp. Apprezzo anche l’attenzione crescente verso un’alimentazione più consapevole: la presenza di proposte vegetali e di verdure biologiche dimostra una visione moderna e sostenibile del cibo”.

Culatello di Zibello Dop, la produzione cresce del 12%

Fatturato al consumo di 24 milioni di euro, sfiorando così il record del 2022 (25,2 milioni), e un aumento della produzione del 12%: sono alcuni dei principali numeri comunicati dal Consorzio di Tutela del Culatello di Zibello Dop, all’interno del consuntivo sui dati economici del comparto relativi al 2025. L’ente di tutela racchiude tutte le 20 aziende produttrici della Dop e ha chiuso l’anno con 82.570 culatelli sigillati, in crescita del 12% rispetto ai 73.550 del 2024.

PREZZI ELEVATI PER LA MATERIA PRIMA
I chilogrammi certificati a destinati al Culatello di Zibello sono stati 330.000, con un valore alla produzione di 12,5 milioni di euro. Cresce anche il fatturato al consumo, che dai 18,5 del 2024 sale a 24 milioni di euro. “Siamo molto soddisfatti dell’anno appena concluso – ribadisce Romeo Gualerzi, Presidente del Consorzio di Tutela (nella foto a destra)  –. Nonostante il prezzo della materia prima sia rimasto molto alto, sfiorando i 6 euro al chilo e ricordando che nel 2020 non arrivava a 4 euro, abbiamo avuto maggiore disponibilità; inoltre un mercato più stabile e i numeri costanti dell’affettato hanno garantito ai consorziati una rinnovata fiducia nel poter aumentare la produzione.
Nel 2025 il Consorzio ha immesso sul mercato 1,06 milioni di vaschette – in linea con l’anno precedente – destinando 34.392 culatelli al preaffettato, ovvero il 41,5% dell’intero volume con un fatturato derivante superiore ai 12 milioni di euro.

LA PESTE SUINA IMPATTA SULL’EXPORT
Le sfide per il Consorzio per quest’anno sono concentrate soprattutto sull’export, dove la peste suina africana continua a rappresentare un importante scoglio burocratico: “Mercati come Giappone e Cina al momento sono inaccessibili – osserva Gualerzi –. Questo nonostante da due anni gli allevamenti di suini scelti per la Dop non abbiano registrato alcun caso di Psa. Purtroppo, la massiccia presenza di cinghiali sul territorio parmense continua a essere un problema che andrà necessariamente risolto per aprirsi nuovamente ai mercati di riferimento.

UE E SVIZZERA I PRINCIPALI MERCATI ESTERI
Nei dati economici 2025, il Consorzio ha dichiarato comunque un export del 25%, dove i Paesi dell’area UE (in primis Francia e Germania), insieme con la Svizzera, rappresentano l’88% della quota estero. Ma cresce anche il Nord America, con Canada e Stati Uniti (6% complessivo). Infine, per quanto riguarda i canali di commercializzazione, il normal trade si conferma quello principale con una quota pari al 60% del comparto, mentre la grande distribuzione organizzata rappresenta il restante 40%.

Dalla partnership tra Circana e YouGov nasce Complete Market

Fornire una visione connessa del comportamento degli acquirenti e delle performance del mercato retail: è questo l’obiettivo di Complete Market, la soluzione co-sviluppata da YouGov e Circana. L’idea è unire i dati del panel di YouGov Shopper con i dati retail di Circana per affrontare una sfida di lunga data del settore: collegare cosa acquistano gli acquirenti e perché in un unico processo d’analisi integrata. La prima versione di Complete Market è disponibile tramite la piattaforma Liquid Data di Circana.

SI COMINCIA DA GERMANIA, PAESI BASSI E ITALIA
La prima funzionalità accessibile all’interno di Complete Market è Combined Reporting, che integra i dati degli acquirenti YouGov con i dati POS di Circana per fornire una visione unificata dei cambiamenti del comportamento degli acquirenti e delle tendenze di vendita volta a supportare decisioni immediate. La funzione è ora disponibile per clienti in Germania, Paesi Bassi e Italia.
Attraverso il Combined Reporting, produttori e rivenditori del settore del largo consumo potranno:

  • Collegare il comportamento degli acquirenti direttamente ai risultati sul mercato
  • Rimuovere i flussi di lavoro manuali di integrazione e reporting dei dati
  • Costruire narrative commerciali più forti e basate sull’evidenza
  • Identificare opportunità di crescita tra categorie, marchi e rivenditori

Questa rappresenta l’integrazione fino ad oggi più profonda tra i dati degli acquirenti YouGov e quelli del POS di Circana, che consentirà informazioni più rapide e fruibili di quanto fosse possibile in precedenza tramite soluzioni “standalone”.
Complete Market colma il divario tra le informazioni degli acquirenti e i risultati di mercato – afferma Stefan Heremans, Presidente di YouGov Shopper –. Riunendo i dati sul comportamento dei nostri acquirenti con i dati POS in un’unica soluzione, forniamo ai clienti una visione più completa della domanda e una base di crescita più solida”.

UNA COLLABORAZIONE A LUNGO TERMINE
In base a quanto reso noto, Complete Market riflette una partnership strategica a lungo termine tra Circana e YouGov. Combined Reporting viene definita la prima pietra miliare di un percorso condiviso con funzionalità aggiuntive pianificate per approfondire le capacità analitiche e migliorare l’usabilità. Allo stesso tempo, le funzioni di analisi degli acquirenti di YouGov continueranno a progredire attraverso l’evoluzione di SimIT Web nella piattaforma Shopper Insight supportata dall’IA.
Complete Market è un’importante aggiunta alla piattaforma e al portafoglio di Liquid Data di Circana – sostiene Jeremy Allen, Chief Commercial Officer di Circana –. Integrando le informazioni sugli acquirenti di YouGov con i dati POS di Circana, la funzionalità Combined Reporting offre valore immediato, gettando al contempo solide basi per l’innovazione futura”.

Sei nuovi punti vendita per Ce.Di. Sigma Campania

Crescita nel casertano per Ce.Di. Sigma Campania: sei punti vendita di prossimità dell’Agro Aversano sono entrati nella rete Sigma. I negozi sono localizzati nei comuni di San Marcellino, Trentola Ducenta, Casal di Principe, Casaluce, San Cipriano d’Aversa e Lusciano. Si tratta di supermercati caratterizzati da un’elevata frequenza di acquisto e da una forte specializzazione nei reparti del fresco – ortofrutta, macelleria e salumeria – che rappresentano un elemento distintivo dell’offerta nel format di vicinato.

SINERGIA CON DIT PER CRESCERE NEL CENTRO-SUD
L’operazione si inserisce nel percorso di crescita promosso in collaborazione con Dit – Distribuzione Italiana, centrale delle insegne Sigma e Sisa, che dichiara di voler proseguire nel consolidamento del sistema nel Centro-Sud, puntando su una rete associata solida, sostenibile e fortemente integrata con il tessuto economico locale.
Parallelamente allo sviluppo della rete, Ce.Di. Sigma Campania ha portato avanti un progetto di rinnovamento con la radicale ristrutturazione e innovazione di un punto vendita Sigma a Casavatore (NA). Il supermercato, attivo dal 2010 e sviluppato su una superficie di vendita di circa 400 metri quadri, ha riaperto il 12 marzo adottando un format che punta in modo deciso sui reparti del fresco e freschissimo.

LA PROSSIMITÀ È UN VALORE PER I TERRITORI
Siamo orgogliosi che la nostra rete si stia ampliando sulla base di un progetto imprenditoriale strutturato e di solide relazioni con la rete territoriale – dichiara Francesco Del Prete, Presidente di Ce.Di Sigma Campania –. Lo sviluppo dell’insegna Sigma rappresenta lo stimolo per migliorarci, rafforzare il presidio nei territori in cui operiamo e rispondere nel modo migliore alle esigenze dei clienti”.
L’apertura di questi nuovi punti vendita Sigma è una conferma dell’attrattività dell’insegna – sostiene Alessandro Camattari, Direttore Commerciale e Marketing di Dit – e del valore che il commercio di prossimità rappresenta per i territori. Sono convinto che questa nuova iniziativa contribuirà a rafforzare il legame di fiducia tra le comunità e l’insegna, valorizzando l’imprenditorialità locale e la qualità dell’offerta”.

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