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Despar, al via il primo flight di comunicazione 2026

È partito domenica 18 gennaio il primo flight di comunicazione del 2026 di Despar. Ancora protagonista è la campagna “Casa Despar”, che mette al centro la qualità e la convenienza del prodotto a marchio, elementi distintivi dell’offerta dell’insegna. Il nuovo flight di comunicazione prevede una pianificazione su Tv e radio, confermando la strategia di presidio dei principali mezzi di comunicazione per garantire una copertura ampia e trasversale. La campagna sarà on air fino al 31 gennaio con lo spot “Casa Despar”, definito dall’insegna come “una narrazione che dà forma ai valori di qualità e convenienza che caratterizzano il prodotto a marchio attraverso un tono di voce autentico e riconoscibile”.

TV TRADIZIONALE E NON SOLO
Il piano media include Tv tradizionale e connected Tv, con un presidio sulle reti nazionali Mediaset, Rai e Sky, oltre che le principali emittenti radiofoniche italiane. Questo primo flight apre così il percorso di comunicazione 2026 di Despar che dichiara di voler ulteriormente rafforzare il suo posizionamento “come punto di riferimento per la spesa quotidiana e consolidare il legame di fiducia con il cliente”.

Le Passate Cirio protagoniste dell’iniziativa social “Ce la siamo sPassata”

Ricette, generazioni a confronto, concorso online, il tutto in salsa – anzi, passata – social. Sono questi gli ingredienti di “Ce la siamo sPassata”, la nuova iniziativa lanciata da Cirio, marchio del Gruppo Conserve Italia, specialista del pomodoro 100% italiano dal 1856. Protagonista è la gamma della Passate Cirio, composta dalla Passata Verace, quella della tradizione, dalla Passata Rustica con la sua consistenza corposa e dall’ultima che si è unita alla famiglia, la Passata della Maremma Toscana, vellutata ed extrafine.
Insieme alle Passate, l’attivazione mette al centro della narrazione le ricette più amate della cucina italiana: vero e proprio patrimonio familiare trasmesso di generazione in generazione, al centro di ricordi condivisi e di momenti di divertimento e leggerezza, accomunate dalla presenza della passata di pomodoro.

FOOD CREATOR DI TRE GENERAZIONI
“Ce la siamo sPassata” e il suo storytelling, realizzati dall’agenzia creativa Eggers in collaborazione con la Divisione Marketing Retail di Cirio – Conserve Italia, prendono forma attraverso due attività. La prima vede come protagonisti nove food creator: @nonnanellaa, @una_famiglia_in_cucina e @eatsgiulia per il Team Rustica; @ilnonnoalberto, @monica_bellin_ e @fit_clear per il Team Verace; @nonnanatalina_1935, @papillamonella e @giuliapisco per il Team Maremma.
In rappresentanza della generazione dei nonni, dei genitori oppure dei nipoti, nell’ambito dell’attivazione ogni creator propone la propria reinterpretazione di un piatto molto amato e presente nei ricordi di famiglia, utilizzando la Passata Cirio abbinata al proprio team.

MINISERIE VIDEO FORMATO INSTAGRAM E TIKTOK
La presentazione delle squadre, le ricette proposte e il resoconto finale della partecipazione a “Ce la siamo sPassata” vanno quindi a comporre una miniserie video distribuita sui canali Instagram e Facebook di Cirio e sui canali Instagram e TikTok dei singoli creator, con una settimana dedicata a ciascuna squadra. Nasce così un racconto corale in cui le Passate Cirio si fanno simbolo di un “passaggio di testimone” tra gesti condivisi, ricordi di famiglia, momenti di leggerezza, divertimento e convivialità.

AL VIA IL CONCORSO PER I CONSUMATORI
La seconda parte di “Ce la siamo sPassata” coinvolge attivamente i consumatori attraverso un contest online: dal 12 gennaio al 12 febbraio 2026 ogni utente potrà scegliere una delle tre Passate della gamma Cirio, realizzare la propria ricetta di famiglia che la coinvolge come ingrediente e inviare al sito dedicato celasiamospassata.cirio.it una foto e una descrizione della ricetta. Il premio in palio sarà uno dei 100 piatti firmati Cirio, in una delle tre versioni disponibili: “Ora non posso, sono Concentrato”, “Tanto domani ho Pelates” e “Ce la siamo sPassata”.

SPAZIO AL DIVERTIMENTO IN CUCINA
Un ingrediente diffuso e amato come la passata di pomodoro e un marchio longevo come Cirio sono spesso protagonisti di ricordi e ricette di famiglia, quelle trasmesse dai nonni ai genitori, fino ai nipoti – commenta Chiara Spagna, Marketing Manager del brand –. Con ‘Ce la siamo sPassata’ abbiamo scelto di raccontare tutto questo parlando a generazioni diverse e facendo emergere il lato più divertente e conviviale della cucina, quello che ispira anche il titolo del progetto”.

L’Antitrust avvia un’indagine sulla crescita dei prezzi in Gdo

Si accende il faro dell’Antitrust sulla crescita dei prezzi in Gdo. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’indagine conoscitiva sul ruolo svolto dalla grande distribuzione organizzata nell’ambito della filiera agroalimentare. Lo spunto lo ha dato la netta divaricazione determinata negli ultimi anni tra l’inflazione generale e l’inflazione dei generi alimentari. In particolare, sulla base dei dati Istat, tra ottobre 2021 e ottobre 2025 i prezzi dei beni alimentari hanno fatto registrare un incremento del 24,9%, superiore di quasi 8 punti percentuali rispetto a quello segnato nello stesso periodo dall’indice generale dei prezzi al consumo (+17,3%). L’Autorità sottolinea che, a fronte di questi aumenti dei prezzi al consumo, i produttori agricoli lamentano spesso una compressione o, quanto meno, una crescita inadeguata dei propri margini, che potrebbe essere in parte riconducibile al forte squilibrio di potere contrattuale degli agricoltori rispetto alle grandi catene della grande distribuzione organizzata.

APPROFONDIMENTI ANCHE SU SUPERCENTRALI E CONTRATTI
Lo spettro di interesse dell’indagine si preannuncia molto ampio e comprenderà supercentrali, consuetudini contrattuali e persino la Mdd. L’Autorità evidenzia infatti che nell’ambito della filiera agro-alimentare, l’anello della catena rappresentato dalla fase di scambio tra i distributori finali e i fornitori costituisce uno snodo cruciale, sia per la determinazione del livello di remunerazione dei fornitori – e, di conseguenza, della redditività delle attività produttive a monte – sia per la definizione dell’andamento dei prezzi al consumo.
In tale contesto, l’indagine intende approfondire, tra l’altro, le modalità di esercizio del potere di acquisto da parte delle catene della Gdo, anche attraverso diverse forme di aggregazione non societaria (cooperative, centrali e supercentrali); la richiesta ai fornitori, da parte delle catene distributive, di corrispettivi per l’acquisto dei servizi di vendita (come l’inserimento in assortimento, le modalità di collocamento dei prodotti a scaffale, le promozioni, il lancio di nuovi prodotti, ovvero il cosiddetto trade spending); il crescente rilievo dell’incidenza dei prodotti a marchio del distributore.

IL RILIEVO CONCORRENZIALE DELLA MDD
Nella nota che ha comunicato l’apertura dell’indagine si precisa che i temi legati all’esercizio del potere di acquisto da parte delle catene distributive hanno un rilievo concorrenziale anche perché la gestione degli acquisti e della vendita dei servizi ai fornitori, come pure quella dell’approvvigionamento e del posizionamento dei prodotti private label, rappresentano un’importante leva strategica di competizione a valle tra gli operatori della Gdo e incidono direttamente sulle dinamiche di formazione dei prezzi finali.
L’Autorità ha avviato una consultazione pubblica sulle tematiche specificate in dettaglio nel provvedimento d’avvio dell’indagine: i soggetti interessati possono presentare contributi entro il 31 gennaio prossimo all’indirizzo e-mail IC58@agcm.it.

Granrì di Verys, l’alternativa vegetale al formaggio stagionato

L’obiettivo è ambizioso: rappresentare l’alternativa 100% vegetale al formaggio stagionato. Per raggiungerlo Granrì di Verys punta sul riso integrale italiano, cioè il suo principale ingrediente. Il cuore di Granrì di Verys è infatti il Bio SuRice, un preparato a base di riso integrale germogliato, da cui provengono i nutrienti.
Frescolat, l’azienda trevigiana a cui appartiene il marchio Verys, presenta Granrì come un prodotto dal gusto ricco, deciso, ma al tempo stesso rinfrescante. E sottolinea che – essendo senza Ogm, derivati animali, soia, glutine, né allergeni – è adatto a consumatori di tutte le età, anche a chi ha intolleranze a latte, lattosio e glutine.

LA VERSATILITÀ È UN PUNTO DI FORZA
La struttura compatta facilita l’utilizzo di Granrì in varie preparazioni, sia calde che fredde, e per arricchire le ricette più semplici. Poiché si scioglie facilmente, può essere cotto alla griglia, in padella o al forno, ma può essere consumato anche crudo da solo, all’interno di un panino, oppure grattugiato, a scaglie, cubetti o fettine, in abbinamento a un’insalata. Inoltre, può insaporire paste, lasagne, risotti e gratin.
Disponibile in formato da 150 grammi, una volta aperto Granrì si conserva in frigorifero tra 0°C e +4°C e va consumato entro pochi giorni per garantirne freschezza e sapore.

GS1 Italy affida la comunicazione a Luca Marini

È Luca Marini il nuovo Communication & Research Director di GS1 Italy, l’organizzazione non profit che riunisce oltre 42 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della logistica, del foodservice e delle costruzioni. Nel suo nuovo ruolo in GS1 Italy, Marini avrà la responsabilità di guidare le strategie e il team di comunicazione, studi e ricerche dell’organizzazione, e di dirigere Tendenze, il magazine online di GS1 Italy.
Milanese, 41 anni, giornalista pubblicista, Luca Marini ha maturato una lunga esperienza negli ambiti della comunicazione strategica, del marketing e della sostenibilità (ESG). Dopo la laurea in Relazioni internazionali e diplomatiche presso l’Università di Bologna e il master in Diplomacy presso l’ISPI, ha iniziato il suo percorso professionale presso il Parlamento europeo e il sistema di Confindustria, ha lavorato nella divisione public affairs di Hill&Knowlton e poi si è occupato di corporate communication e CSR in ambito aziendale, prima in Whirlpool, quindi in Amplifon ed Enex Technologies.

Zara aprirà due punti vendita al CityLife Shopping District di Milano

L’appuntamento è per la prossima primavera: è prevista per allora l’apertura di due nuovi store Zara all’interno di CityLife Shopping District, destinazione di riferimento per lo shopping e il lifestyle nel panorama urbano milanese. I due negozi si estenderanno su una superficie complessiva di 2.725 metri quadri e saranno dedicati alle collezioni Uomo e Donna, rafforzando ulteriormente il tenant mix del segmento fashion del District con un’insegna internazionale simbolo di uno stile contemporaneo, dinamico e trasversale.
Zara, parte del gruppo spagnolo Inditex, è infatti uno dei brand di moda più riconosciuti e apprezzati a livello globale, grazie un approccio fortemente connesso all’evoluzione delle tendenze e per una proposta moda capace di dialogare con un pubblico vasto, attento ai trend internazionali e alla contemporaneità dei linguaggi estetici.

PROSEGUE IL RINNOVAMENTO DELL’OFFERTA RETAIL
Le nuove aperture si inseriscono in un percorso di continuo rinnovamento dell’offerta retail di CityLife Shopping District, che nel 2025 ha già registrato l’ingresso di varie insegne, come The North Face, Stendhal Bistrot, Osteria Nanin, LEGAMI, Dreame, Caffé Pascucci e il Viaggiator Goloso temporary store.
Con una superficie commerciale utile di 32.000 metri quadri e oltre 11 milioni di visitatori nel 2024, CityLife Shopping District è il più grande distretto commerciale urbano d’Italia. Il progetto è immerso nel secondo parco pubblico di Milano ed è inserito in un quartiere interamente pedonale, con viabilità e parcheggi interrati.

Sibat Tomarchio acquisisce il brand Beltè

La sua storia è iniziata in Veneto, precisamente a San Giorgio in Bosco (PD), ma ripartirà dalla Sicilia: passa di mano Beltè, marchio di tè freddo imbottigliato, ora acquisito dalla Sibat Tomarchio, produttore di bevande di Acireale, in provincia di Catania. Nato in uno degli stabilimenti di Sanpellegrino e ceduto a fine 2019 a Refresco Italy, Beltè ha costruito negli anni una forte riconoscibilità nel segmento beverage, con una presenza consolidata in Gdo e un posizionamento orientato a naturalità e leggerezza.

IL FOCUS È SULLA GRANDE DISTRIBUZIONE
L’operazione – attiva da questo mese di gennaio 2026 – s’inserisce in una strategia di sviluppo orientata a rafforzare la competitività di Sibat Tomarchio a livello nazionale, attraverso la valorizzazione di un brand italiano coerente e complementare. L’ambizione dichiarata dell’azienda è presentarsi al mercato con prodotti d’eccellenza, sia nel comparto delle bevande gassate sia in quello delle bevande piatte, con un portafoglio più completo e una presenza più capillare nella grande distribuzione.
È una scelta che unisce visione industriale e responsabilità verso il territorio: mettere radici più profonde per crescere più lontano – afferma Maria Cristina Busi Ferruzzi, Presidente di Sibat Tomarchio (nella foto in alto) –. Portiamo Beltè dentro un progetto industriale solido, fatto di competenze, persone e investimenti che continuano a generare valore in Sicilia. Vogliamo continuare a investire nel nostro territorio: questa operazione parla di sviluppo, nuove traiettorie e fiducia”.

LA NOTORIETÀ È LA PREMESSA PER IL RILANCIO
L’azienda catanese sottolinea che Beltè è un marchio “già nella testa” dei consumatori: un nome immediato, un’identità popolare e familiare, una proposta pensata per la quotidianità delle famiglie e per i momenti di convivialità, anche on-the-go. L’obiettivo di Sibat Tomarchio è rilanciarlo, trasferendo competenze e cultura d’impresa, facendo leva su ciò che Beltè già rappresenta per il mercato, con una proposta aggiornata e vicina alle esigenze del consumatore contemporaneo.
Beltè si rivolge a famiglie, giovani e adulti attenti al benessere e alla qualità degli ingredienti, con elementi come estratto di foglie di tè, infuso di frutta, assenza di coloranti, conservanti e glutine. La gamma è ovviamente articolata per occasioni di consumo diverse – bottiglia da 1,5 litri (anche in versione Zero), bottiglia da 0,5 litri e lattina da 33 cl – nei due gusti classici pesca e limone.

AMPLIARE L’OFFERTA PER CRESCERE FUORI DALLA SICILIA
L’operazione s’innesta in una fase di grande evoluzione della nostra storica azienda, che nel 2026 compie 106 anni – continua Busi Ferruzzi –. Affiancare al brand Tomarchio un altro marchio storico italiano significa ampliamento dell’offerta, rafforzamento della presenza nella grande distribuzione e accelerazione della crescita fuori dalla Sicilia. In un momento in cui spesso il valore si sposta altrove, noi scegliamo di fare il contrario: investire sul territorio e per il territorio, perché qui c’è know-how e un’energia imprenditoriale e professionale che non ha niente da invidiare a nessuno”.

Gorgonzola Dop: nel 2025 superati i 5,4 milioni di forme (+2,72%)

Il 2025 è stato un anno record per il Gorgonzola Dop, che ha raggiunto 5.421.517 forme. A renderlo rende noto è il Consorzio per la Tutela del Formaggio Gorgonzola Dop, che evidenzia l’aumento del 2,72% rispetto all’anno precedente (pari a 143.796 forme in più) e del 4,68% rispetto al 2023 (242.542 forme).
Il valore complessivo alla produzione del Gorgonzola Dop supera i 460 milioni di euro posizionandolo al quinto posto tra tutti i prodotti italiani certificati (Dop e Igp).

PIEMONTE IN FORTE CRESCITA, LOMBARDIA STABILE
La produzione ha toccato il picco nel gennaio dello scorso anno, che ha fatto registrare una crescita percentuale del 5,6% rispetto allo stesso mese del 2024. Sul fronte della distribuzione all’interno del territorio consortile, che comprende 15 provincie a cavallo tra Piemonte e Lombardia, crescono entrambe le aree ma è il Piemonte a trainare la produzione con 3.962.282 forme totali (+3,66% rispetto al 2024), mentre la Lombardia si attesta su a 1.459.235 forme prodotte (+0,26%).
Relativamente alle due tipologie, cala del 5,42% la produzione di Gorgonzola Dop di tipo piccante che si attesta su 698.880 forme, pari a circa 13% del totale, dopo però l’aumento record registrato lo scorso anno. Il Gorgonzola Dop prodotto con latte proveniente da agricoltura biologica si conferma a circa l’1% della produzione annua.

CON ROQUEFORT E STILTON NON C’È GARA
Abbiamo chiuso il 2025 registrando ancora una volta un’importante crescita nella produzione di Gorgonzola Dop che dal 2019 supera stabilmente la soglia dei 5 milioni di forme – commenta Antonio Auricchio, Presidente del Consorzio Gorgonzola Dop (nella foto a destra) – e in soli quindici anni ha visto aumentare di 1/4 la propria produzione. Il mio plauso va a tutte le aziende associate che operano in anni resi complessi dagli elevatissimi costi energetici che sosteniamo in Italia e dall’aumento record del costo del latte, avendo come unico faro la sicurezza e l’altissima qualità del nostro Gorgonzola. Un formaggio, conosciuto e amato in tutto il mondo, che non ha rivali se pensiamo che il francese Roquefort e l’inglese Stilton tra i più noti, vengono prodotti rispettivamente in circa 3 milioni e 1 milione di forme all’anno”.

Marca del distributore, vendite aumentate del 6,8% nel 2025

La marca del distributore si conferma uno dei motori di crescita della distribuzione moderna e del sistema economico italiano: nel 2025 il fatturato complessivo dei prodotti Mdd ha raggiunto 31,5 miliardi di euro, aumentando del 6,8% rispetto all’anno precedente. A fare questa stima è il rapporto redatto da The European House – Ambrosetti (TEHA) per Adm, Associazione Distribuzione Moderna, basandosi su dati Circana. Un andamento che si è tradotto nell’incremento della quota di mercato, balzata dal 26,6% del 2019 al 30,4% dello scorso anno.
Sempre secondo questo studio, le aziende che hanno lavorato per oltre l’80% nella produzione di prodotti a marca del distributore (i cosiddetti Mdd partner) hanno accresciuto mediamente il proprio fatturato dell’11% nell’ultimo decennio; tale valore che si attesta al 7% per chi ha un’incidenza di produzione Mdd tra il 50% e l’80% e al 5% per chi ha una produzione di marca privata inferiore al 50%.

IL MERIDIONE ACCELERA IL PASSO
Positivo anche il saldo a volume: +4% rispetto al 2024. Al Sud e nelle isole l’incremento è oltre il doppio rispetto alla media nazionale in termini di valore e circa il triplo per volume. Risultati che generano valore diretto in tutti i territori: come evidenzia il rapporto TEHA, le aziende Mdd partner sono distribuite in modo equilibrato, con il 32% nel Nord est, il 27% a Nord ovest, il 24% al Sud e isole e solo lievemente meno nel Centro Italia. Inoltre, il valore generato dalle aziende Mdd partner è salito a un tasso annuo doppio, negli ultimi 10 anni, rispetto a quello dell’industria alimentare ed è stato distribuito in maniera equa in tutte le zone del Paese.

L’OPPORTUNITÀ DI RISPARMIO GENERA FIDUCIA
Secondo il report presentato da Adm, 9 italiani su 10 si fidano dei prodotti Mdd che in questi anni hanno “difeso” il potere d’acquisto delle famiglie italiane agevolando 22 miliardi di euro di risparmi dal 2020 a oggi, circa 150 euro l’anno per nucleo. “La fiducia si costruisce su pilastri quali l’accessibilità, la coerenza e la capacità di far evolvere l’offerta e saper intercettare i cambiamenti della società – spiega Mauro Lusetti, Presidente di Adm – rispondendo alla riduzione della capacità di spesa con un’offerta Mdd sempre più ampia, innovativa e responsabile. Fatti rilevanti per i clienti, che hanno contribuito a far crescere la Mdd a una velocità doppia di quella del mercato”.
La distribuzione moderna è una vera e propria “cinghia di trasmissione” del valore che si crea dalla filiera produttiva al consumatore finale – sostiene Valerio de Molli, Managing Partner & CEO di The European House – Ambrosetti e TEHA Group –. Nel 2024 il settore ha generato 173 miliardi di euro di fatturato, 28,9 miliardi di valore aggiunto e 454.000 occupati, con oltre 70.000 nuovi posti di lavoro creati negli ultimi dieci anni, attestandosi come 9° settore economico per crescita occupazionale nello stesso periodo, più di telecomunicazioni, tessile e amministrazione pubblica”.

MARCA, 28 INSEGNE SI DANNO APPUNTAMENTO A BOLOGNA
Il 14 e 15 gennaio l’edizione 2026 di Marca by BolognaFiere & Adm, l’unica manifestazione che presidia l’intera filiera della marca privata, vedrà 28 insegne protagoniste con una crescita media del 19% in tutte le aree della manifestazione: dagli espositori del food a quelli del non food, dall’area Marca Fresh, che ha registrato un’eccezionale crescita risultando raddoppiata, a Marca Tech (packaging, logistica e servizi a monte per la Mdd).
La marca del distributore è oggi una leva industriale capace di generare valore economico e occupazione – dichiara Gianpiero Calzolari, Presidente di BolognaFiere –. I dati confermano come la Mdd non sia più solo una risposta alla convenienza, ma un modello che integra qualità e innovazione lungo tutta la filiera produttiva. Marca by BolognaFiere & Adm nasce e cresce proprio con questa ambizione: essere la piattaforma di riferimento dove industria e distribuzione si incontrano per costruire sviluppo, sostenere il Made in Italy e accompagnare i cambiamenti dei consumi. L’edizione 2026, con una presenza sempre più ampia delle insegne e un rafforzamento di tutte le aree espositive, testimonia un settore dinamico e una filiera che guarda al futuro”.

Acqua Minerale San Benedetto, certificata la Parità di Genere

Un punto di arrivo, ma anche l’inizio di un percorso di miglioramento continuo. È così che Acqua Minerale San Benedetto considera il conseguimento della certificazione di Parità di Genere secondo la UNI/PdR 125:2022, lo standard che definisce le misure per garantire l’equità di genere nel contesto lavorativo. Un riconoscimento che testimonia l’impegno concreto dell’azienda nel creare un ambiente di lavoro sempre più inclusivo, equo e attento al valore delle persone.
La certificazione, rilasciata da CSQA, ha previsto un percorso articolato in una fase strutturata di raccolta e analisi dei dati, verifica di fattibilità sulla base dei KPI richiesti dalla norma e un audit finale condotto da auditor dell’Organismo di certificazione. L’analisi ha coinvolto in modo trasversale i processi dell’area Risorse Umane, dalle anagrafiche ai dati retributivi, dagli equilibri di genere nelle diverse categorie aziendali fino alle politiche di inclusione e alla disponibilità paritaria di opportunità di formazione, sviluppo e crescita professionale.

EQUITÀ RETRIBUTIVA E CONCILIAZIONE VITA-LAVORO
Tra gli elementi maggiormente apprezzati in fase di valutazione figurano l’equità retributiva tra donne e uomini, le iniziative a sostegno della conciliazione vita-lavoro, l’estensione dei benefit legati alla genitorialità e al supporto dei caregiver, oltre alla presenza di una strutturata funzione People Care. Aspetti che riflettono una visione aziendale in cui la sostenibilità sociale è parte integrante della strategia di creazione di valore: dare valore alle persone per dare valore all’azienda.
Siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto – dichiara Relmi Rizzato, Direttore HR Gruppo San Benedetto – ma soprattutto consapevoli che questa certificazione rappresenta solo l’inizio di un percorso. La parità di genere si costruisce ogni giorno, attraverso scelte precise, attenzione alle persone e un impegno condiviso con tutto il management. Continueremo a lavorare, insieme alle nostre persone, per un ambiente in cui donne e uomini abbiano le stesse opportunità, gli stessi diritti e lo stesso rispetto”.

NEI RUOLI APICALI CRESCERÀ LA PRESENZA FEMMINILE
San Benedetto ha scelto di intraprendere questo cammino per rendere l’ambiente lavorativo sempre più inclusivo, crescere in termini di pari opportunità e rafforzare la propria attrattività nei confronti delle nuove generazioni di lavoratori. In quest’ottica, il piano triennale previsto dalla UNI/PdR 125:2022 sarà orientato a migliorare ulteriormente i KPI, con particolare attenzione all’ampliamento della presenza femminile nei ruoli apicali e al consolidamento di una cultura aziendale realmente inclusiva, anche attraverso un uso sempre più consapevole del linguaggio e dei comportamenti quotidiani.

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