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Conad celebra le eccellenze italiane

Prosegue il viaggio narrativo di Conad con il terzo capitolo della campagna di comunicazione 2025 “Ma vai da Conad!”. Dopo aver interpretato il tema della convenienza e l’ecosistema dei servizi digitali, l’insegna sposta il racconto su quello che viene definito come uno dei suoi pilastri distintivi: il gusto della tradizione e la qualità delle sue eccellenze gastronomiche. Il nuovo spot, on air sulle principali emittenti TV lineari, connesse e con pianificazione digital e social, dà voce ai buongustai, a coloro che non rinunciano alla qualità nemmeno nei momenti più semplici della quotidianità. Il protagonista è un lavoratore che, durante la pausa pranzo, sceglie di non accontentarsi: vuole sapori autentici, prodotti genuini e cerca il gusto della tradizione italiana. La risposta? Sempre la stessa: “Ma vai da Conad!”, dove – sottolinea una nota dell’insegna – ogni giorno è possibile trovare il più grande assortimento di eccellenze gastronomiche, selezionate per soddisfare anche i palati più esigenti.

“Questo terzo soggetto rappresenta un’evoluzione significativa nella narrazione del brand: Conad non è solo un punto vendita, ma un vero e proprio alleato nella vita di tutti i giorni, capace di semplificare le scelte dei consumatori e di garantire sempre il massimo valore – dichiara Giuseppe Zuliani, Direttore Customer Marketing e Comunicazione di Conad –. Con questa campagna vogliamo ribadire il nostro impegno nel valorizzare le eccellenze gastronomiche, rendendole accessibili a tutti. È una comunicazione che parla in modo empatico e diretto, e riflette il nostro desiderio di essere vicini ai consumatori, offrendo soluzioni concrete e immediate ai bisogni quotidiani, senza scendere a compromessi sulla qualità”.

Lo spot è il terzo soggetto della campagna istituzionale “Ma vai da Conad!”, che intende segnare una forte evoluzione nel racconto e nella valorizzazione dell’insegna, mostrando come la soluzione ad alcuni problemi quotidiani sia più semplice di quanto sembri: basta semplicemente recarsi in un negozio fisico o virtuale Conad. Con questa campagna, Conad afferma di voler consolidare il suo posizionamento in quattro aree strategiche: convenienza, benessere, gusto ed ecosistema di servizi digitali, per essere un punto di riferimento per chi cerca qualità, innovazione e un’esperienza d’acquisto sempre più personalizzata.

Export formaggi in Giappone: nel 2024 +14% a volume e +11% a valore

Cresce l’export dei formaggi italiani in Giappone: nel 2024 le nostre produzioni casearie mettono a segno un +14% a volume e un + 11% a valore, a fronte di 12.700 tonnellate esportate nel 2024 – di cui il 40% è Dop – per un valore di 106,9 milioni di euro. Complessivamente l’export dei formaggi Dop e Igp nel Paese del Sol Levante totalizza 53,4 milioni di euro. A fare da traino sono Grana Padano Dop e Parmigiano Reggiano Dop, che insieme registrano un +12% a volume (quasi 2.000 tonnellate esportate per oltre 22 milioni di euro), e i grattugiati con un +87% (1.400 tonnellate esportate). Ma anche Mozzarella di Bufala Campana Dop e Gorgonzola Dop, rispettivamente con 800 e 510 tonnellate.

Lo fa sapere Afidop, Associazione Formaggi Italiani Dop e Igp, in occasione della 50° edizione di Foodex Japan 2025, la più importante manifestazione fieristica agroalimentare in Giappone, in programma a Tokyo dall’11 al 14 marzo 2025. Per l’occasione l’associazione partecipa con i suoi formaggi Asiago Dop, Gorgonzola Dop, Grana Padano Dop, Pecorino Romano Dop e Piave Dop alla serata “The Italian aperitivo”, organizzata il 13 marzo presso l’ambasciata italiana da ICE e Fiere di Parma. All’evento parteciperanno, tra gli altri, il presidente Afidop, Antonio Auricchio, e l’ambasciatore italiano in Giappone, Gianluigi Benedetti.

Il 2024 è stato un anno più che positivo: gli aumenti innescati dal deprezzamento dello Yen nei confronti delle valute straniere nel 2023 non hanno intaccato l’affezione dei giapponesi nei confronti dei nostri formaggi Dop – dichiara Antonio Auricchio, Presidente di Afidop –. Merito della nostra varietà di stili, consistenze e gusto dei nostri prodotti, ma anche della loro versatilità in cucina e del fascino del Made in Italy, da sempre sinonimo di saperi antichi, e di una filiera che offre garanzie di qualità e autenticità. Benché il formaggio non sia parte integrante della cultura giapponese, grazie ai 5.000 ristoranti italiani a Tokyo e a piatti occidentali che spopolano nel Paese come la cacio e pepe, le nostre produzioni casearie stanno vivendo una crescita significativa in Giappone. Il consumo di formaggio è più che raddoppiato dal 1990 ad oggi superando le 300.000 tonnellate, con un trend crescente sui formaggi freschi. Per il futuro vediamo ampi margini di crescita”.

Crai stipula con il Ministero dell’Interno un patto contro le infiltrazioni criminali

Prevenire i rischi di infiltrazioni criminali nel settore della grande distribuzione e garantire un contesto di legalità e sicurezza per favorire la libertà d’impresa e un sano sviluppo del mercato. È questo l’obiettivo del Protocollo Quadro di Legalità siglato oggi tra il Ministero dell’Interno e Crai Secom Società Benefit. Sulla base dell’intesa Crai, che è presente in oltre 800 Comuni in tutta Italia con una rete di circa 1.500 punti vendita, e i suoi centri di distribuzione si impegnano ad adottare regole per la scelta responsabile dei fornitori, inserire specifiche clausole nei contratti di convenzionamento e prevedere la risoluzione dei vincoli contrattuali in caso di violazioni. Gli stessi centri vigileranno sul rispetto di tali clausole e adotteranno misure per garantire la trasparenza nei rapporti contrattuali, la regolarità contributiva e la tracciabilità dei flussi finanziari. Sono previste inoltre attività divulgative e formative per diffondere la cultura della legalità tra i dipendenti. Il Viminale promuoverà, attraverso la rete delle prefetture, l’adesione al protocollo da parte dei centri per garantire il rispetto dei principi di legalità e di libertà d’impresa. A tal fine l’accordo rappresenta un modello base per la stipula di intese operative a livello locale, adattate alle specificità di ciascun territorio. Saranno inoltre promosse, in collaborazione con le Forze dell’ordine, iniziative per analizzare i fenomeni criminali che interessano la grande distribuzione. L’accordo è stato sottoscritto dal prefetto Carmen Perrotta, Capo Dipartimento per l’Amministrazione Generale, per le Politiche del Personale dell’Amministrazione civile e per le Risorse Strumentali e Finanziarie, e da Giangiacomo Ibba, Amministratore Delegato di Crai. Verrà realizzato, infine, un monitoraggio costante per verificare l’attuazione del protocollo – la cui durata è di tre anni – e valutare eventuali aggiornamenti per rafforzarne l’efficacia.

Per noi di Crai la firma di questo Patto di Legalità è molto più di un semplice atto formale – dichiara Giangiacomo Ibba, Amministratore Delegato di Crai –. È un impegno concreto che abbiamo voluto fortemente per creare una tutela per tutto il nostro mondo, a partire dai clienti e le oltre 20.000 persone che ogni giorno, con passione e dedizione, animano la nostra grande famiglia. Un passo importante, che ci rende orgogliosi di essere il primo gruppo della grande distribuzione organizzata a compierlo, perché la trasparenza e la correttezza sono valori che ci guidano da sempre”.

Consorzio Coralis, nuovo Cda: Graffione confermata Presidente, entra Roberta Gigante

Molte conferme e una novità nel Cda di Coralis. Il Consorzio, che in base a quanto emerso dall’assemblea annuale di bilancio ha una quota dello 0,2% sul totale retail e del 2,33% nel canale cash & carry, ha visto Roberta Gigante prendere il posto di Giuseppe Passarelli del Gruppo Pascar. Il resto del consiglio d’amministrazione è stato rieletto, a partire dalla Presidente Eleonora Graffione, affiancata dal Vice-Presidente Luigi Gianatempo e dai Consiglieri Francesco Curcio e Pierpaolo Schierano.

Laureata in economia e specializzata in International Marketing all’Università Bocconi, Roberta Gigante (nella foto a sinistra) ha lavorato per 9 anni in Esselunga, prima come junior buyer e poi come buyer di diverse categorie merceologiche. In questo periodo, ha avuto l’opportunità di occuparsi di vari progetti, come il lancio della marca privata Esselunga CheJoy e di Starbucks in esclusiva retail. La sua formazione è continuata nell’e-commerce, lanciando in Italia il servizio di q-commerce di Gorillas e costruendo da zero team, assortimenti e relazioni commerciali, in qualità di Head of buying. Oggi, con il fratello Pietro, ricopre un ruolo apicale nell’azienda di famiglia Gigante, realtà pugliese con sede a Noci (BA) attiva da tre generazioni e operante sia nel canale cash & carry sia nel retail. “Sono immensamente grata di questa nomina che mi dà la possibilità di osservare e di ascoltare chi fa ‘la piccola distribuzione organizzata’ da tantissimi anni – dichiara Roberta Gigante –. Spero di poter portare le mie esperienze all’interno del Consorzio per dare il mio contributo fattivo”.

Sono felice dell’entrata di Roberta Gigante nel nostro Cda – afferma Eleonora Graffione (nella foto a destra) – perché un’altra voce femminile può contribuire a portare un punto di vista differente e anche perché, se pur giovane, porterà all’interno del consorzio la sua variegata esperienza che sono certa si rivelerà un valore aggiunto. Inoltre, è bello vedere questo susseguirsi generazionale all’interno delle nostre imprese. Ringrazio Giuseppe Passarelli per il suo impegno nel Cda e auguro a Roberta buon lavoro. Mentirei se dicessi che non sono contenta della mia rielezione – aggiunge poi Graffione in merito al nuovo mandato ricevuto dai soci –. Spero di avere tutta l’energia necessaria per portare avanti Coralis. Certo è che non mi mancherà l’entusiasmo e la speranza di vederla crescere ancora”.

Nell’assemblea annuale di bilancio sono state condivise le strategie commerciali per il 2025 e le iniziative previste. Le prime pianificate sono l’annuale convention che si terrà ad Atene dal 24 al 27 aprile e un retail tour nel mese di settembre. Inoltre, a disposizione dei soci sono stati messi un nuovo progetto di formazione e un avanzamento dei lavori per quanto riguarda le 4 collezioni a marchio privato.

Caffè Borbone, i ricavi crescono dell’11,4% e arrivano a 334,5 milioni di euro

La Gdo mette il tubo al fatturato di Caffè Borbone. L’azienda di torrefazione campana archivia il 2024 con ricavi a 334,5 milioni di euro, in crescita dell’11,4% rispetto all’esercizio precedente. Le vendite in grande distribuzione organizzata hanno registrato un incremento del 32% e continuano a guidare lo sviluppo. Buone sono definite anche le performance sul canale digitale – che comprende e-commerce diretto, Amazon e portali specializzati – e sui mercati esteri. Il monoporzionato (cialde e capsule) fa segnare un progresso del 6% a volume.

Caffè Borbone ha dimostrato una grande capacità di far fronte alle sfide, ottenendo buoni risultati anche in un contesto di mercato estremamente complesso – dichiara Marco Schiavon, Amministratore Delegato di Caffè Borbone –. L’elevato costo del caffè all’origine, ed in particolare l’incremento di prezzo della qualità Robusta ai massimi storici, non ha penalizzato gli standard di qualità del nostro caffè in cui i consumatori continuano a riconoscere il gusto dell’espresso italiano associato al valore della sostenibilità. Uno dei nostri obiettivi è continuare la crescita sia in Italia sia all’estero, dove siamo quasi raddoppiati nell’ultimo triennio, puntando sul monoporzionato”.

Nata a Napoli nel 1999, Caffè Borbone è controllata dal 2018 da Italmobiliare Investment Holding, che ne ha acquisito il 60%, mentre il restante 40% rimane al fondatore Massimo Renda. Negli anni è diventata uno dei principali produttori specializzati di caffè in cialde compostabili e capsule compatibili: è stata la prima in Italia a proporre la cialda compostabile che, smaltita nell’umido, può essere utilizzata per la produzione di compost, con involucro riciclabile nella raccolta della carta; successivamente, ha lanciato la capsula compostabile in biopolimero con il top in carta filtro. Oggi conta oltre 330 dipendenti e produce 2,6 miliardi di unità di caffè porzionato all’anno. Lo stabilimento di Caivano (Napoli) si estende su una superficie di oltre 50.000 mq ed è alimentato da energia 100% rinnovabile. Caffè Borbone sottolinea infatti di dedicare particolare attenzione al contenimento delle emissioni climalteranti lungo tutta la catena del valore, un percorso che comporta la selezione e l’ingaggio dei fornitori, l’efficientamento dei processi produttivi, l’eco-design di prodotti e imballaggi e l’ottimizzazione della logistica.

Valsoia punta sui semi con Santa Rosa Fibra & Frutta

Un mix di frutta, ricco in fibre, con un’aggiunta di semi, per offrire una consistenza croccante. È questa la particolarità di Santa Rosa Fibra & Frutta, la nuova linea lanciata da Valsoia. Tre le referenze disponibili: Agrumi e semi di girasole; Fico, zenzero e semi di girasole; Albicocca, mandarino e semi di girasole. Santa Rosa Fibra & Frutta è stata introdotta in una selezione di punti vendita e, secondo quanto comunicato dall’azienda, ha ricevuto ottimi riscontri da parte dei consumatori. Feedback definiti da Valsoia estremamente positivi, a conferma dell’interesse per prodotti che uniscono innovazione, benessere e gusto.

Il lancio di questa nuova gamma è un ulteriore upgrade nella strategia di sviluppo di Santa Rosa – commenta Andrea Panzani, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Valsoia –. Ci consente di rafforzare la presenza della nostra marca nel segmento del benessere, che continua a registrare una crescita significativa. Il successo della nostra linea Santa Rosa Zero Zuccheri Aggiunti, che nel secondo semestre del 2024 ha registrato un incremento del 33% delle vendite a volume – fonte: NIQ – ne è una prova tangibile”.

In linea con la strategia del gruppo, l’innovazione di prodotto è accompagnata da un supporto pubblicitario per rafforzare la visibilità e l’immagine della marca: lo spot Santa Rosa, dedicato alle confetture Santa Rosa Le Classiche, è in onda da questa settimana fino al 22 marzo.

Penny: 300.000 pasti salvati con Too Good To Go

Penny rilancia sulla lotta agli sprechi alimentari ed estende a tutta la sua rete la collaborazione con Too Good To Go. La partnership ha preso il via nel 2021 e ha raggiunto il traguardo di 300.000 pasti salvati, il che ha consentito di evitare l’emissione di oltre 810 tonnellate di CO2 e l’uso non necessario di 240.000.000 di litri di acqua e di 840.000 metri quadri di suolo per anno. Di qui la decisione di coinvolgere l’intera rete italiana di Penny, composta da oltre 460 punti vendita, per salvare dallo spreco i prodotti alimentari, tramite l’app di Too Good To Go. “A tre anni dall’inizio di questa collaborazione – dichiara Monica Dimaggio, Sustainability Manager di Penny Italia – siamo orgogliosi di aver coinvolto quasi l’intera rete vendita, generando un impatto concreto in termini di pasti salvati e riduzione delle emissioni di CO₂. Oggi celebriamo questi risultati insieme alla nostra community, consapevoli che il nostro impegno non si ferma qui. Le numerose iniziative di comunicazione che hanno supportato la partnership fino ad oggi continueranno a evolversi, con l’obiettivo di sensibilizzare sempre più persone su un tema fondamentale, in cui noi retailer possiamo fare davvero la differenza”.

Siamo entusiasti di questa collaborazione con uno dei protagonisti della Gdo italiana come Penny – afferma Mirco Cerisola, Country Director di Too Good To Go Italia –. I risultati ottenuti finora e la fiducia riposta in noi dimostrano che è possibile combattere lo spreco in modo concreto ed efficace. Too Good To Go rappresenta una soluzione ideale per le aziende della grande distribuzione organizzata che vogliono ridurre gli sprechi. Ringraziamo Penny e le migliaia di utenti che, insieme a noi, si sono già impegnati e continueranno a farlo in futuro, salvando cibo prezioso dallo spreco e adottando comportamenti sempre più consapevoli e responsabili per fare la differenza per il nostro Pianeta”.

Valfrutta entra nel registro speciale dei Marchi Storici

Non c’è quattro senza cinque: riveduto e aggiornato nella numerica, il detto si attaglia bene a Conserve Italia e all’iscrizione di Valfrutta nel Registro speciale dei Marchi Storici di Interesse Nazionale istituito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il brand si aggiunge agli altri quattro – Cirio, Yoga, Derby Blue, Jolly Colombani – del consorzio cooperativo che già potevano vantare lo stesso riconoscimento. “Valfrutta è molto più di un marchio: è l’essenza stessa di Conserve Italia, l’emblema della nostra filiera agricola cooperativa e della qualità della migliore agricoltura italiana – dichiara Maurizio Gardini, Presidente di Conserve Italia (a destra nella foto in basso) –. Non è un caso se nel logo di Valfrutta, realizzato nella sua versione originaria nel 1972, a partire dagli anni ’90 si è deciso di inserire la definizione ‘cooperative agricole’ per evidenziare l’importanza di un patrimonio di proprietà collettiva, custodito dalle sapienti e laboriose mani di migliaia di agricoltori italiani riuniti in cooperative. L’iscrizione nel Registro dei Marchi Storici è un doppio tributo: innanzitutto ai nostri soci agricoltori che, con passione e dedizione, garantiscono ogni anno produzioni di qualità, così come a tutte quelle persone che operano nelle varie fasi della filiera per valorizzare al meglio le eccellenze della nostra terra, realizzando prodotti buoni e sicuri”.

Dal suo esordio sul mercato avvenuto all’inizio degli anni ‘70, Valfrutta ha conquistato milioni di famiglie italiane con prodotti premium che spaziano dai succhi di frutta alle conserve vegetali (in primis di legumi e mais dolce), dai derivati del pomodoro fino all’ortofrutta fresca, incarnando il concetto di “natura di prima mano” (il celebre payoff lanciato nel 1987) insieme all’autenticità e genuinità della produzione agricola italiana. “Siamo orgogliosi di questo traguardo, che conferma la forza e la credibilità di Valfrutta, tra le 20 marche del largo consumo italiano con maggior numero di acquirenti. Valfrutta opera sui diversi mercati: dalla Gdo con le gamme di succhi, conserve vegetali e conserve di pomodoro, al canale bar con l’offerta di succhi biologici e ai prodotti per la ristorazione con le gamme Valfrutta Granchef – afferma Pier Paolo Rosetti, Direttore Generale di Conserve Italia (a sinistra nella foto in alto) –. Questo sigillo ufficiale non è solo un attestato di storicità, ma un’ulteriore garanzia per i consumatori e un segnale di solidità per i nostri partner commerciali, in Italia e all’estero. Chi sceglie i prodotti Valfrutta, sa di poter fare affidamento sull’italianità e tracciabilità della nostra filiera, in alcune gamme verificabile anche attraverso il QR Code, come accade nelle pesche in pezzi, nei legumi e nel mais dolce”.

Nell’ortofrutta fresca Valfrutta presidia il segmento premium con prodotti di eccellenza della filiera cooperativa italiana, promuovendo così il lavoro di migliaia di produttori impegnati nelle coltivazioni con pratiche agronomiche sostenibili e supportati da un gruppo che investe in innovazione tecnologica e varietale. L’iscrizione nel Registro dei Marchi Storici rafforza ulteriormente una marca che fa della genuinità, dell’autenticità e della qualità la sua cifra distintiva” aggiunge Raffaele Drei, Presidente di Valfrutta Fresco Spa, la business unit di Apo Conerpo a cui Conserve Italia (che ne è partner) ha concesso il marchio per la commercializzazione dei prodotti nel mercato del fresco.

PAC 2000A Conad testa la spesa con l’intelligenza artificiale

Si chiama Virgì ed è un sistema di supporto tecnologico alla vendita che, attraverso l’intelligenza artificiale, mira a ridefinire l’esperienza di spesa nei supermercati Conad. Il progetto è stato avviato da PAC 2000A Conad in partnership con Shopic, azienda all’avanguardia nelle soluzioni tecnologiche per il retail, e Gab Tamagnini, fornitore di tecnologia per la vendita al dettaglio. L’idea è quella di integrare un dispositivo sviluppato da Shopic su un carrello della spesa tradizionale, in alcuni punti vendita della rete PAC 2000A Conad. Grazie alla tecnologia di riconoscimento delle immagini di Shopic, Virgì trasforma il carrello in un assistente personale per il cliente. Il dispositivo, facilmente applicabile al carrello tramite una clip, è dotato di un’intelligenza artificiale avanzata che riconosce automaticamente i prodotti inseriti. Secondo quanto riferito da PAC 2000A Conad, in questo modo si velocizza la spesa, eliminando la necessità di scansionare manualmente i prodotti, si personalizza l’esperienza offrendo promozioni e suggerimenti mirati, si semplifica il pagamento, consentendo di evitare le code alle casse. In pratica, Virgì vuole essere un importante passo verso un’esperienza di acquisto “phygital”, che unisce i vantaggi dello shopping online alla concretezza del negozio fisico.

La soluzione clip-on di Shopic si distingue per la sua adattabilità e facilità di implementazione, consentendo ai retailer di innovare senza interventi complessi sull’infrastruttura esistente. La combinazione di visione artificiale avanzata e design intuitivo permette di ottimizzare le operazioni, aumentare l’efficienza e migliorare l’esperienza di acquisto. PAC 2000A Conad e Shopic dichiarano di essere al lavoro per definire gli ultimi dettagli del progetto e avviare la fase di test con i clienti. Il nome e il logo definitivi di Virgì saranno svelati al termine di questa fase. PAC 2000A Conad sottolinea che l’iniziativa rappresenta solo il primo passo di un percorso di innovazione più ampio, che vedrà la cooperativa impegnata nello sviluppo di soluzioni tecnologiche avanzate per offrire un servizio sempre più personalizzato ed efficiente ai propri clienti.

PAC 2000A Conad è la più grande cooperativa del Consorzio Conad in Italia, per dimensioni e fatturato, con una rete di vendita che si estende in 5 regioni. Con un fatturato di 5,28 miliardi di euro, un patrimonio netto di circa 969 milioni di euro, una quota di mercato del 20,24%, 1.525 punti vendita e 100 concept store (tra parafarmacie, negozi di animali, Ottico Conad e Distributori di Carburanti Conad Self), che generano un fatturato con oltre 7,19 miliardi di euro, è l’azienda leader nella Gdo nel Centro e Sud Italia.

PittaRosso riapre nel Parco Commerciale Grande Sud di Giugliano (NA)

Nuova vita per il negozio PittaRosso nel Parco Commerciale Grande Sud di Giugliano in Campania (NA), tornato in attività dopo circa un anno di chiusura. La nuova disposizione degli spazi è finalizzata a rendere l’esperienza di acquisto ancora più piacevole. L’azienda definisce la riapertura un importante traguardo, anche perché quello di Giugliano era uno dei punti vendita più performanti dell’intera rete PittaRosso, e conferma la riassunzione del personale precedentemente impiegato. Il negozio propone un assortimento rinnovato di scarpe e accessori per donna, uomo e bambino, oltre a una vasta selezione di calzature sportive. Per celebrare la riapertura, PittaRosso ha predisposto un piano promozionale che include un volantino con sconti fino al 50% su una selezione di articoli, un buono sconto su volantino del 20% su una spesa minima di 49 euro. Inoltre, nei primi giorni di apertura, effettuando una spesa tra 19,99 e 59,99 euro è previsto uno sconto del 20%, mentre per importi superiori a 60 euro lo sconto salirà al 30%. A poche settimane di distanza dal ritorno dell’insegna a Giugliano, il 20 marzo 2025, è prevista anche l’inaugurazione del nuovo punto vendita di Napoli Fuorigrotta. Situata al piano -1 di Upim in Viale di Augusto, 58, la superficie commerciale sarà interamente dedicata al reparto sport per donna, uomo e bambino. Anche in questo caso è in programma una speciale attività promozionale che coinvolgerà tutto l’assortimento.

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