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Prende vita il concept retail del Consorzio Parmigiano Reggiano

Il Consorzio Parmigiano Reggiano ha dato incarico allo Studio FaseModus e a RBA Design di realizzare un progetto di concept retail con lo scopo di cercare un anello di congiunzione tra le identità dei singoli caseifici aderenti al consorzio, situati nelle province di Reggio Emilia, Modena, Parma, Bologna (a sinistra del fiume Reno) e Mantova (a destra del Po), e quella del consorzio stesso. L’obiettivo, in buona sostanza, era creare un “carattere” specifico, che non si sovrapponesse all’identità del Consorzio e mantenesse al contempo gli elementi grafici e i codici visivi identificativi di ciascuna realtà produttiva.

Studio FaseModus e RBA Design hanno subito adottato come citazione il “casello” (così erano denominati gli antichi caseifici con cottura a legna) che identifica il legame con il luogo, un elemento di autenticità e il simbolo di una produzione fatta ancora in modo artigianale. Il concetto creativo del casello è interpretato attraverso la caratteristica costruzione della “gelosia”, la storica finestra areata tipica della maggior parte delle costruzioni rurali. Il percorso esperienziale prevede poi una serie di “tappe” che portano il visitatore a immergersi completamente nell’atmosfera del caseificio: dall’avvicinamento alla prima sosta in un’area di accoglienza dove l’operatore anticipa quelli che saranno i contenuti della visita; successivamente si passa alla zona di produzione dove il casaro, o suo incaricato, spiega e illustra i passaggi di un’arte millenaria. Si arriva quindi alla zona adibita alla degustazione dei prodotti per poi accedere, infine, all’area dedicata all’acquisto.

Il concept è già stato sperimentato e applicato a due caseifici: Giansanti di Muzio e San Pier Damiani. All’esterno, il progetto di riqualificazione ha previsto una razionalizzazione degli spazi mediante un sistema di “segni” e “driver” per favorire l’orientamento dei visitatori e degli acquirenti. Una nuova pavimentazione marca i percorsi di visita e delimita una zona di accoglienza più ordinata e riconoscibile. Una serie di paletti indicatori, alcuni dei quali provvisti d’illuminazione segna-passo, definisce le zone destinate a parcheggio e le zone destinate ai pedoni. All’interno invece, le zone che vanno a connotare le fasi della visita hanno caratteristiche diverse per quanto riguarda materiali e colori, e si declinano con un set di forme lungo il tragitto, a seconda delle funzioni. La progettazione degli spazi destinati all’accoglienza e allo shop, ad esempio, parte dall’idea di mantenere un legame con gli spazi esterni. Per questa ragione il progetto prevede una serie di zone di attesa e di ritrovo che accolgono i visitatori nelle corti dei caseifici e li accompagnano fin dentro il punto vendita. Le pavimentazioni esterne e interne segnano questa continuità grazie alla similitudine dei colori dei materiali con cui vengono realizzate. 

La disposizione degli arredi all’interno del negozio porta il visitatore a immergersi nel mondo dei prodotti del caseificio e del territorio. Da una prima stanza dedicata alla conoscenza del mondo della filiera del Parmigiano Reggiano e del caseificio ospitante, dove il conduttore può usufruire di supporti come un monitor e una parete esplicativa realizzata con grafica ed elementi tridimensionali, alla zona lounge attrezzata con una panca e con tavolini alti e sgabelli, per sorseggiare un caffè. Le aree dedicate all’acquisto e alla degustazione convivono nello stesso ambiente ma sono caratterizzate da hardware diversi. La prima area dedicata allo shop è costituita da una serie di mobili bassi in legno da cui spiccano le vetrine refrigerate. Il resto dello spazio è arredato più liberamente con espositori, freestand, tavoli tondi, scaffali, credenze che riprendono i materiali e alcune caratteristiche dei mobili tradizionali del mondo del Parmigiano Reggiano.

Spalmachicco, il nuovo formaggio spalmabile vegetale di Verys

Sul mercato arriva Spalmachicco di Verys, l’alternativa vegetale al formaggio spalmabile. Dal gusto delicato e rinfrescante, si presta perfettamente per essere spalmato su panini, tramezzini, bruschette e toast. Grazie al sapore neutro, è adatto anche alla preparazione di dolci come cheesecake o dolci cremosi al cucchiaio. Adatto a chiunque, grandi e piccoli, a chi è intollerante a latte o lattosio, al glutine e alla soia.

Spalmachicco è un alimento vegetale e naturale ben equilibrato, prodotto con Bio SuRice dalla germogliazione del riso integrale dal quale apporta i suoi importanti nutrimenti. È OGM free, privo di allergeni, non contiene alcun derivato animale ed è prodotto in assoluta sicurezza.

Per ottenere Bio SuRice vengono seguiti i ritmi naturali della germogliazione: i semi di riso integrale di origine italiana da Agricoltura Biologica ed in “Permacoltura”, processo di coltivazione completamente innovativo sostenibile ed in totale rispetto dell’ambiente che trae ispirazione dalle tecniche di coltivazione di Manasabu Fukuoka, vengono “attivati” in Acqua di Sorgente che sgorga a 600 m slm nel cuore del Parco della Lessinia (Piccole Dolomiti). In questa fase, quando i germogli sono al massimo della loro Vitalità, il Riso Integrale Germogliato da Agricoltura biologica in Permacoltura, viene trasformato in Bio SuRice, con un nuovo processo esclusivo e brevettato.

Export alle stelle nel 2022 per il Gorgonzola Dop

Nel 2022 le esportazioni di Gorgonzola Dop sono cresciute dell’1,9% per un totale di 25.191 tonnellate, pari a 2.099.250 forme esportate, con un incremento a valore di circa 178 milioni di euro (+16,4% rispetto al 2021). Degli oltre 5 milioni 48mila forme di Gorgonzola Dop prodotte, il 40% circa è stato assorbito dai mercati esteri.

L’erborinato italiano ha raggiunto lo scorso anno 87 Paesi in tutto il mondo. L’Unione Europea ha assorbito gran parte dell’export facendo segnare nel 2022 un incremento del 2,7% pari a 1.811.083 forme.

I due Paesi leader nel mondo per importazioni di Gorgonzola Dop si confermano Francia e Germania che da sole assorbono quasi la metà dell’export, con una novità: con 492.393 forme importate la Francia diventa primo Paese importatore superando, per la prima volta dal 2012, la Germania destinataria di 478.816 forme. Però è l’Ungheria il Paese europeo che fa registrare la crescita maggiore con un aumento dell’export del 57,7%.

Fuori dai confini geografici dell’Europa, il Giappone si conferma per il secondo anno consecutivo primo Paese extra-UE con 461 tonnellate di Gorgonzola Dop importate, in crescita del 29,5% rispetto all’anno scorso. Ottime le performance di Israele, Thailandia, Turchia, Vietnam, Arabia Saudita. Nuovi mercati si sono delineati lo scorso anno in Azerbaijan, Islanda, Somalia, Nigeria e Kosovo.

Anche la produzione 2023 è partita col segno positivo. A fine febbraio si attesta su 909.059 forme, con un aumento del 9,65% (pari a 79.989 forme) rispetto all’anno precedente e dell’1,99% (pari a 17.742 forme) rispetto al 2021.

Parmigiano Reggiano, 2022 col segno più per vendite ed export

Il 2022 è stato un anno positivo per il Parmigiano Reggiano in termini di vendite e prezzi. Il giro d’affari al consumo tocca il massimo storico di 2,9 miliardi di euro contro i 2,7 miliardi del 2021, con un aumento del +6,9% (156.620 tonnellate vs 152.690 tonnellate nel 2021, +2,6%). Al massimo anche i volumi nei mercati internazionali, che crescono del +3% (64.202 tonnellate vs 62.351) e il valore generato alla produzione con 1,8 miliardi di euro contro gli 1,71 miliardi del 2021. Le aziende del Consorzio Parmigiano Reggiano hanno quindi reagito bene alla pandemia, alle incognite legate alle incertezze della crisi geopolitica accesasi con l’invasione russa del 24 febbraio 2022, al caro energia e alla riduzione del potere di acquisto delle famiglie in alcuni mercati.

Come distribuzione dei consumi, il mercato del Parmigiano Reggiano sta diventando sempre più internazionale: la quota export aumenta di due punti percentuali, salendo al 47%. Prima nello sviluppo, la Spagna (+11,3% con 1.602 tonnellate vs 1.439 nel 2021); bene anche Stati Uniti, primo mercato estero per la Dop (+8,7% con 13.981 tonnellate vs 12.867), e Francia (+7,2% con 12.944 tonnellate vs 12.077 tonnellate). Buoni i risultati anche in Giappone, che cresce del +38,8% (1.010 tonnellate vs 728), Australia, che segna un +22,7% (713 tonnellate vs 581) e Canada, con un +6,3% (3.556 tonnellate vs 3.345).

La quota Italia si attesta al 53%. Per quanto riguarda i canali distributivi, la Gda rimane il primo (62,3%), seguita dall’industria (17,5%), che beneficia della crescente popolarità dei prodotti caratterizzati dalla presenza di Parmigiano Reggiano tra gli ingredienti, e dalle vendite dirette dei caseifici, che registrano un forte aumento (+5,3%). Il canale Horeca rimane fanalino di coda, e quindi enorme potenziale di sviluppo, attestandosi al 9,2% del totale. Il restante 11% è distribuito negli altri canali di vendita.

Nei mercati, la quotazione del Parmigiano Reggiano ha registrato nel 2022 una media annua di 10,65 euro al chilo (Parmigiano Reggiano 12 mesi da caseificio produttore), in aumento rispetto al 2021, quando si era attestata a 10,34 euro al chilo. La produzione è in lieve calo rispetto al 2021, anno nella storia in cui si sono prodotte più forme in assoluto: 4,002 milioni di forme vs 4,091 milioni (-2,2%). Tra le province della zona di origine, prima per produzione è Parma (1.357.224 forme vs 1.419.179, -4,37%), seguita da Reggio Emilia (1.245.159 forme vs 1.302.555, -4,41%), Modena (849.145 forme vs 824.551, +2,98), Mantova (455.439 forme vs 442.659, +2,89) e Bologna (95.303 forme vs 102.200, -6,75%).

Con un investimento totale di 18,6 milioni di euro stanziato per lo sviluppo dei mercati nel 2023, Parmigiano Reggiano si avvia a diventare sempre più un vero brand globale, pronto ad affrontare gli ostacoli posti da mercati estremamente vasti, ricchi di prodotti d’imitazione e caratterizzati da una marcata confusione al momento dell’acquisto. Proprio per questo, il Consorzio sta lavorando assiduamente per valorizzare la distintività della Dop, fornendo al consumatore più informazioni sulle sue caratteristiche: la stagionatura, la provenienza, il processo produttivo e il gusto, tutti particolari che offrono l’opportunità di differenziarsi dai concorrenti.

«Siamo riusciti ad affrontare il 2022 grazie alla nostra capacità di essere una squadra e così dobbiamo continuare a fare nel 2023 ha dichiarato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio. «I dati di inizio anno sono estremamente incoraggianti: nei due mesi di gennaio-febbraio, le vendite nel canale Gda in Italia hanno segnato un +15,1% rispetto allo stesso periodo del 2022. Il Consorzio deve dunque assumersi sempre più la responsabilità di diventare la cabina di regia dell’intera filiera, lavorando con gli operatori e le catene distributive per sostenere i consumi nel corso di un anno in cui viene commercializzato il picco di produzione più alto nella storia della Dop, quello del 2021, con un piano articolato di investimenti in comunicazione e sviluppo domanda sia in Italia, sia soprattutto sui mercati esteri. Dobbiamo continuare a mantenere il Parmigiano Reggiano a un prezzo concorrenziale, in modo che sia accessibile alle famiglie, e a difendere la redditività delle aziende, che hanno già subito l’aumento dei costi di produzione. Questa incertezza economica va governata insieme, passando dalla logica del singolo caseificio a quella del “noi” del Consorzio, per creare nuovi sbocchi di mercato e garantire il futuro della Dop».

Torna on air lo spot del Gorgonzola Dop che celebra la Generazione G

Dal 6 marzo è tornata on air la campagna del Consorzio per la Tutela del Formaggio Gorgonzola Dop che celebra la Generazione G mettendo ancora al centro della comunicazione istituzionale la trasversalità dell’erborinato italiano più famoso al mondo capace di unire Boomers, Gen X, Millennials, Gen Z e Gen Alpha intorno al suo gusto declinabile in numerose preparazioni diverse.

Due formati, da 30” e da 15”, per una pianificazione interamente concentrata su passaggi in PSU (Prima, Seconda, Ultima posizione all’interno del break pubblicitario) sulle reti Discovery, Nove, Real Time e Food Network in prossimità di alcuni degli show più amati dedicati alla cucina come “Cucine da Incubo”, “Camionisti in Trattoria”, “L’Italia a Morsi” e “Fatto in Casa per Voi”.

Parallelamente allo spot televisivo, che andrà avanti fino al 1 aprile, la campagna di comunicazione integrata del Consorzio Gorgonzola Dop prosegue anche con progetti di comunicazione online sul canale YouTube e i profili social del Consorzio.

Il gusto di essere unici, on air lo spot di Auricchio

Con nove stabilimenti produttivi e l’offerta di una gamma completa dei grandi formaggi della tradizione italiana, il Gruppo Auricchio oggi rappresenta una realtà che si distingue per aver preservato i valori di tradizione e artigianalità per offrire prodotti distintivi. Un’unicità riconosciuta dai consumatori al brand e ai prodotti Auricchio.

Il nuovo spot vede protagonista l’Auricchio più iconico e riconosciuto al quale un gruppo di ingredienti e piatti dedicano una vera e propria dichiarazione d’amore sulle note dell’intramontabile “Only you (And You Alone)” di Ande Rand e Buck Ram. Il testo della canzone sottolinea quel gusto inconfondibile capace di rendere speciale ogni piatto. Punto di forza di un prodotto così iconico e trasversale è proprio la sua versatilità: “Il gusto unico di Auricchio rende ogni piatto uno spettacolo”.

“Con la precedente campagna abbiamo trasmesso il nostro essere unici nel produrre un provolone inconfondibile, fatto a mano, da sempre. Con la centralità data alla forma di Auricchio in questo nuovo spot, vogliamo riproporre la nostra unicità: quel nostro gusto autentico e versatile frutto di 145 anni di storia, passione e artigianalità” afferma l’Amministratore Alberto Auricchio.

“Oggi alla nostra azienda fanno capo nove unità produttive, tutte in Italia e questo ci permette di offrire una delle gamme più complete dei grandi formaggi della tradizione italiana” continua il Presidente Antonio Auricchio. “Il provolone resta, in Italia, il pilastro della nostra gamma e ci permettere di essere garanti di una tradizione casearia che i miei fratelli ed io vogliamo affermare e trasferire su tutta la nostra offerta di formaggi. Ciò che unisce diversi target di consumatori oggi è la ricerca di prodotti dalla forte identità, unici nel gusto e nelle caratteristiche. L’idea creativa di questo nuovo spot ci ha colpito perché ha saputo sintetizzare tutto questo con efficacia e attenta ironia.”

Il nuovo TVC, ideato da VMLY&R e prodotto da Movie Magic International, è on air in Tv nei tagli da 30” e 15” e vivrà anche online su formati social e digital.

Decolla la produzione di Parmigiano Reggiano in montagna: + 12%

Grazie a una politica di rilancio articolata in importanti interventi, il Consorzio del Parmigiano Reggiano DOP ha stimolato la produzione del Parmigiano Reggiano in Montagna, invertendo una tendenza alla decrescita che aveva colpito il comparto fino al 2014.

Infatti, nonostante la Dop possa vantare una biodiversità unica data dalla produzione di latte con 4 razze bovine diverse, di cui 3 autoctone del territorio, una produzione da agricoltura biologica e quella di montagna, nel decennio 2000-2010 nei territori di montagna dell’area di produzione si è assistito alla chiusura di 60 caseifici, con una riduzione del 10% di produzione del latte. Deficit che è stato azzerato dal 2014 ad oggi grazie all’avvio del Piano di Regolazione offerta, che, tra le altre misure, ha previsto sconti specifici per i produttori e i caseifici ubicati in zone di montagna e il bacino “montagna” per le quote latte.

Secondo i dati forniti dal Consorzio del Parmigiano Reggiano, tra il 2016 e il 2021 la produzione di forme di Parmigiano Reggiano Prodotto di Montagna è aumentata del 12% rispetto al 2014. Crescita a doppia cifra (+15%) anche per la produzione di latte, sempre nello stesso periodo. Un chiaro segno che la strategia di rilancio e valorizzazione studiata dal Consorzio sta funzionando.

“La produzione nelle zone di Montagna è una delle caratteristiche del Parmigiano Reggiano da sempre – ha sottolineato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio. Nella dorsale appenninica da Bologna, a Modena, a Reggio Emilia a Parma, si realizza circa il 20% della produzione. Le aree di montagna da un lato soffrono di condizioni svantaggiate e maggiori costi di produzione, ma dall’altro la permanenza di una solida produzione agricola-zootecnica in questo territorio rappresenta un pilastro economico e sociale di interesse di tutta la comunità locale. Ecco perché è fondamentale che il Consorzio abbia messo in campo interventi che mirano alla diffusione e valorizzazione del Parmigiano Reggiano Prodotto di Montagna, e che continui a farlo anche nei prossimi anni a venire”.

Il Parmigiano Reggiano, infatti, continua a essere il più importante prodotto DOP ottenuto in montagna: basti pensare che nel 2021 oltre il 20% della produzione totale della DOP, circa 850.000 forme, si è concentrata negli oltre 87 caseifici di Montagna sparsi tra le province di Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna. Sono 915 gli allevatori coinvolti, per una produzione annuale di 4,35 milioni di quintali di latte. Un’attività preziosissima dal punto di vista sociale per mantenere attiva la dorsale appenninica tra Bologna e Parma grazie al lavoro nelle foraggere e in caseificio.

“Il Parmigiano Reggiano rappresenta uno dei biglietti da visita dell’Emilia-Romagna nel mondo – commenta Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia-Romagna. Un esempio di altissima qualità produttiva e capacità imprenditoriale, come raccontano i numeri degli ultimi mesi nonostante le tante difficoltà del periodo. Una crescita che mantiene intatta, e anzi ne fa punto di forza, la profonda relazione con il territorio, dimostrata anche dal coraggio e dalla forza di reazione che hanno fatto seguito al dramma del terremoto di dieci anni fa”.

Altro segnale positivo è rappresentato dai cambiamenti generazionali all’interno dei caseifici e nelle comunità di territorio: l’età media dei produttori si va abbassando dai 57 anni di media ai 30-40 di oggi. Questo segnale manifesta la fiducia che i giovani pongono nel Parmigiano Reggiano Prodotto di Montagna e nel futuro della produzione.

I prossimi risultati a cui mira il Consorzio sono sostenere il valore aggiunto del formaggio prodotto in montagna e il suo consolidamento commerciale. Obiettivi da raggiungere grazie al “Progetto Territorio Parmigiano Reggiano Prodotto di Montagna” che definisce oltre a quanto già previsto dai Regolamenti comunitari legati all’origine, una valutazione di qualità aggiuntiva da effettuarsi al ventiquattresimo mese di stagionatura.

A parlare è Guglielmo Garagnani, vicepresidente del Consorzio: “Preso atto dei risultati raggiunti con il consolidamento della produzione nelle zone di montagna, ora la sfida è riuscire a rafforzare il valore commerciale del Parmigiano Reggiano di Montagna per avere un posizionamento nel mercato che riesca a rendere sostenibile tale produzione nel tempo”.

E Alessio Mammi, assessore regionale all’Agricoltura sottolinea: “Per la Regione Emilia-Romagna il sostegno al nostro Appennino e alle aree interne è prioritario: si tratta di una scelta politica chiara, che perseguiamo ogni giorno. Il valore che si genera in montagna, si diffonde di conseguenza in tutto il territorio regionale e ha importanti effetti sociali, economici, ambientali e sulla qualità delle produzioni e della biodiversità. Il Parmigiano di Montagna, la sua bontà e qualità, il sostegno alla filiera lattiero casearia, agli allevamenti e alle aziende agricole sono capisaldi economici da sostenere e promuovere, per garantire reddito alle imprese e lavoro sul territorio. Nel settennio 2014- 2022 sono stati concessi alle imprese agricole e agroalimentari tramite il programma di sviluppo rurale 1 miliardo e 380 milioni di contributi. Di questi, il 42% delle risorse localizzabili sono andate ai territori di montagna. Lo stesso faremo con la nuova programmazione 2023-2027, tramite misure rivolte direttamente ai territori montani e il riconoscimento di criteri prioritari nei bandi”.

Ferrari Formaggi, in arrivo tre confezioni degustazione per Natale

In occasione delle prossime festività natalizie, Ferrari Giovanni Industria Casearia S.p.A., azienda lodigiana leader nella produzione, selezione, stagionatura e confezionamento di formaggi, presenta le nuove Confezioni Degustazione 2021. Pensata per regalare ad amici e familiari esperienze di gusto uniche e ricercate grazie a sorprendenti abbinamenti di sapori proposti da eccellenze del Made in Italy che si incontrano, la linea Degustazione di Ferrari Formaggi si arricchisce nel 2021 con tre novità:

• Degustazione verticale Grana Padano con tre diverse stagionature a confronto 600g in abbinamento allo Zenzero Fabbri in vasetto da 230g.

• Degustazione verticale Grana Padano bis stagionature oltre 10 mesi e Riserva oltre 20 mesi 400g. con confetture del frutteto e conserve dell’orto.

• Degustazione bis Grana Padano Riserva oltre 20 mesi e Parmigiano Reggiano Prodotto Di Montagna oltre 30 mesi con Miele di acacia e tartufo da 30g. e Tartufata da 80g.

Grana Padano 600g. tris stagionature 10/16/20 mesi con Zenzero Fabbri in vasetto da 230g.
Con questo percorso di degustazione verticale si portano a tavola le differenti intensità di sapore di tre stagionature diverse del Grana Padano Ferrari Formaggi insieme alle note fresche e leggermente piccanti dello Zenzero Fabbri.

La confezione contiene:

• 3 spicchi da 200g. di Grana Padano Ferrari nelle tre stagionature oltre 10 mesi, compatto e dal gusto delicato con sentori di panna e latte, oltre 16 mesi, granuloso e con un gusto che richiama aromi di fieno e frutta secca e Riserva oltre 20 mesi, friabile e dal gusto ricco con note di burro fuso e frutta secca; il Grana Padano Ferrari, è un formaggio di alta qualità e dal sapore inconfondibile. Le tre stagionature Ferrari qui presentate permettono di cogliere le varie differenze di consistenza e sapore acquisite dal formaggio con l’invecchiamento.

• Zenzero Fabbri in vasetto di vetro da 230g.: immerso in un pregiato sciroppo con zenzero e curcuma, lo Zenzero Fabbri è caratterizzato da un gusto fresco e piacevolmente piccante che esalta al meglio le caratteristiche dei formaggi Ferrari. Perfetto anche per realizzare cocktail abbinati alla degustazione.

Grana Padano 400g. bis stagionature oltre 10 mesi e Riserva oltre 20 mesi con confetture del frutteto e conserve dell’orto
Per soddisfare i palati più esigenti, Ferrari propone un percorso di degustazione con due diverse stagionature di Grana Padano in abbinamento alle confetture del frutteto e alle conserve dell’orto.

La confezione contiene:

• 2 spicchi da 200g. di Grana Padano Ferrari nelle stagionature oltre 10 mesi e Riserva oltre 20 mesi: grande classico della tradizione italiana, nonché uno tra i formaggi più noti al mondo, il Grana Padano Ferrari acquista con le diverse stagionature le caratteristiche organolettiche e i valori nutrizionali che lo rendono unico.

• 2 confezioni di confetture e conserve da 45g. ai gusti Cipolla e Fichi: confezionate in un packaging iconico ed elegante, le confetture del frutteto e conserve dell’orto sono prodotti artigianali 100% italiani che si sposano perfettamente ai formaggi stagionati come il Grana Padano.
La conserva di Cipolle rosse, con la sua consistenza corposa, ha un gusto agrodolce molto particolare mentre la confettura di Fichi si presenta con un gusto delicato e genuino in grado di soddisfare i palati più esigenti.

Degustazione bis Grana Padano Riserva oltre 20 mesi e Parmigiano Reggiano Prodotto di Montagna oltre 30 mesi con Miele di acacia e tartufo da 30g e Tartufata da 80g
Confezione ideale per gli amanti del gusto del tartufo, in questo percorso di degustazione due pregiatissimi formaggi Ferrari dalla prolungata stagionatura incontrano le eccellenze al tartufo.

La confezione contiene:

• 2 spicchi da 200g. di Grana Padano Riserva Ferrari stagionato oltre 20 mesi e di Parmigiano Reggiano Prodotto di Montagna stagionato oltre 30 mesi: il Grana Padano Riserva, dalla pasta a grana evidente con chiara struttura radiale a scaglia, dal sapore ricco e fragrante, con note di burro fuso e frutta secca e dal colore omogeneo bianco o paglierino, è presentato insieme al Parmigiano Reggiano Prodotto di Montagna oltre 30 mesi, pregiato formaggio dal sapore più intenso e dalla struttura friabile e granulosa, accuratamente affinato nel corso della stagionatura e prodotto solo con latte montano raccolto in Alta Val Taro e in Val Ceno.

• 1 confezione di Miele di acacia e tartufo 30g. e 1 confezione di Tartufata 80g.: con il Miele di acacia e tartufo e la Salsa Tartufata con tartufo estivo e champignon, in abbinamenti dolci e salati, è possibile stupire i propri ospiti tramite antipasti e degustazioni ricercate.

Nonno Nanni: 70 anni all’insegna delle novità

Nonno Nanni, compie 70 anni e per celebrare l’evento i prodotti dell’azienda apporranno un logo celebrativo posto sulle confezioni: un bollino oro e rosso che contiene il numero 70, la dicitura “Settant’anni di bontà” e la data 1947-2017, per raccontare una storia fatta di qualità, tradizione e genuinità.

Per sancire la sua propensione all’innovazione, l’azienda ha recentemente proposto alcune novità di prodotto, tese a soddisfare le richieste più svariate.

Tra queste ricordiamo:

Crescenza Nonno Nanni: grazie a una maturazione più breve rispetto allo Stracchino, offre un gusto molto delicato dalla nota dolce, in cui si percepisce il sapore naturale del latte .

Una particolare attenzione è stata dedicata all’incarto fatto a mano, panetto per panetto, come una volta.

schermata-2017-02-27-a-13-24-42Fresco Spalmabile light: un prodotto a ridotto contenuto di grassi, frutto di oltre 3 anni di lavoro e di oltre 150 lavorazioni, caratterizzato dalla metà dei grassi rispetto alla versione classica, grazie al fermento lattico scelto che viene combinato con il latte fresco.

Fresco Spalmabile, accanto al formato “storico, eccolo ora anche nella pratica confezione 2×75 grammi.

Nel formaggio è l’innovazione a trainare le vendite

Per cucinare, da inzuppare, convenienza, snack, spalmabili, con proteine aggiunte, appagamento, senza lattosio, che non si scioglie (ma diventa morbido col calore) e per i bambini: sono queste le dieci tendenze che, secondo il rapporto 2016 di Zenith International, stanno guidando lo sviluppo di prodotto nel settore.

Nel 2015, secondo la società di consulenza, il formaggio è tornato a crescere a livello globale, guadagnando l’1% e raggiungendo 11,5 milioni di tonnellate.

Il formaggio naturale è il più popolare, con l’83% delle vendite a volume e l’85% a valore, con una maggioranza di formaggio duro e semiduro. Il formaggio fuso ha un consumo maggiore nelle economie emergenti (Asia Pacifico, Medio Oriente e Africa rispetto all’America e all’Europa, dove è da anni oggetto di campagne salutiste.

Quello del formaggio è un mercato molto frammentato, che vede cinque marche, Kraft, Président, The Laughing Cow, Philadelphia e Sargento che assommano una quota di mercato dell’8% a volume. Punto chiave diventa dunque l’innovazione, con la quale le marche tentano di conquistare quote di mercato più ampie. Tra i nuovi prodotti spiccano quelli con pochi grassi, un evergreen evidentemente e le “accoppiate” di gusti diversi ma anche le quelli rivolti a occasioni particolari di consumo.

«Senza dubbio il livello di innovazione nell’industria casearia ha mantenuto il mercato a livello importanti per il consumatore di oggi, che cerca varietà, convenienza e valore aggiunto» ha commentato il direttore di Zenith Market Intelligence Esther Renfrew.

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