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Oasi di sostenibilità a Spoltore per Magazzini Gabrielli

Nuovo punto vendita a Spoltore, in provincia di Pescara, per Magazzini Gabrielli. La struttura di Viale Europa si estende su 2.500 metri quadrati di superficie di vendita, con un parcheggio esterno da 194 posti auto e rappresenta un potenziamento della catena in Abruzzo. Magazzini Gabrielli ha riqualificato l’area, demolendo il fabbricato esistente e operando una vera e propria bonifica. Sono circa 65 i collaboratori che lavoreranno nel superstore, tutti di Spoltore e zone limitrofe. L’assortimento comprende 18.800 referenze food e 5.700 non food, le casse sono 14 di cui sei self check-out. Il negozio sarà aperto tutti i giorni con orario continuato dalle 8 alle 21.
Con l’inaugurazione, l’azienda precisa di aver immediatamente posto in essere le consuete “azioni di solidarietà immediata”, che permettono di incontrare le realtà che, nei vari territori, operano nel sociale. Alle iniziative riservate a tutti i clienti con Carta Unika si aggiungono quelle dedicate ai clienti che scaricano la App Oasi Tigre, che potranno accedere a sconti aggiuntivi, agli iscritti all’Associazione Nazionale Famiglie numerose e ai clienti con più di 70 anni di età, appartenenti al club delle Volpi Grigie.

CONSUMI ENERGETICI OTTIMIZZATI
Grazie a un involucro edilizio altamente isolante, infissi a taglio termico e impianti tecnologici di ultima generazione, il nuovo Oasi ha raggiunto la classe energetica A4, la più alta prevista dalla normativa. L’impianto fotovoltaico da 196,08 kWp fornisce energia rinnovabile, mentre la climatizzazione avviene attraverso pompe di calore e un sistema VRF a flusso variabile di refrigerante, garantendo consumi ridotti e comfort ottimale. Il freddo alimentare è prodotto con un impianto a CO₂, che non altera la composizione dell’atmosfera e riduce l’impatto ambientale. L’illuminazione interna ed esterna è affidata a sistemi LED di quinta generazione con controllo intelligente e adattivo, in grado di creare scenari luminosi personalizzati che migliorano l’esperienza di acquisto e l’efficienza energetica.
La produzione di acqua calda sanitaria è assicurata a costo zero dal recupero di calore degli impianti di refrigerazione, mentre un sistema BMS (Building Management System) integra e ottimizza la gestione di tutti i consumi.
L’apertura di Spoltore – dichiara Laura Gabrielli, Presidente di Magazzini Gabrielli – conferma l’impegno dell’azienda a promuovere un modello di sviluppo sostenibile, che unisce il rispetto per l’ambiente alla qualità dei servizi per i clienti. L’Abruzzo è una regione strategica per la nostra crescita e per l’evoluzione del nostro modo di vivere l’esperienza d’acquisto”.

Osservatorio Non Food, più consumi e meno negozi

Nel 2024 gli italiani hanno speso 111,6 miliardi di euro per l’acquisto di prodotti e beni non alimentari, con un incremento del +0,6% rispetto al 2023, anno che aveva visto un saldo appena positivo (+0,1% sul 2022), mentre nel medio periodo la crescita è stata molto più sostenuta: +18,6% rispetto al 2020, anno della pandemia. Contemporaneamente, la rete dei punti vendita fisici non food si è ridotta: nel 2024 è scomparso lo 0,4% dei negozi proseguendo un trend che continua da anni. Tra 2020 e 2024, considerando il saldo tra le nuove aperture e le chiusure a parità di insegne, la rete commerciale si è ridotta del -12,3%. È quanto emerge dalla nuova edizione dell’Osservatorio Non Food di GS1 Italy, che monitora l’andamento di 13 comparti (abbigliamento e calzature, elettronica di consumo, mobili e arredamento, bricolage, articoli per lo sport, prodotti di profumeria, casalinghi, prodotti di automedicazione, edutainment, prodotti di ottica, tessile casa, cancelleria, giocattoli).

L’ELETTRONICA DI CONSUMO RICONQUISTA LA VETTA
Nonostante un calo di -0,5% del fatturato, l’elettronica di consumo ha riconquistato il primo posto nella graduatoria per entità del giro d’affari, con 21,8 miliardi di euro di sell-out. Di conseguenza è sceso al secondo posto il comparto abbigliamento e calzature, che ha chiuso il 2024 con 21,6 miliardi di euro di vendite, in sostanziale stabilità rispetto al 2023. Seguono i mobili e arredamento, con 15,7 miliardi di euro (-0,3% annuo) e il bricolage, con 13,3 miliardi di euro (-1,4%). Così come nel 2023, anche nel 2024 questi primi quattro comparti raccolgono il 65% del valore totale dell’Osservatorio Non Food di GS1 Italy.
Il comparto dei prodotti di profumeria si conferma nel 2024 il settore del non food con il maggior incremento annuo di vendite (+8,0%), arrivate a circa 8,1 miliardi di euro. Anche i prodotti di automedicazione (ovvero i farmaci acquistabili senza prescrizione medica e gli integratori notificati dal SSN) hanno aumentato gli incassi rispetto al 2023 (+3,2%), sfiorando i 9 miliardi di euro. A crescere nel corso del 2024 è stato poi il giro d’affari di edutainment (+3,2%), tessile casa (+2,0%) e articoli per lo sport (+0,8%). Affari in calo, invece, per ottica (-0,7%), cancelleria (-2,9%) e giocattoli (-3,4%) e vendite in sostanziale stabilità per casalinghi (+0,2%).
Partendo dalle evidenze emerse dall’Osservatorio Non Food, abbiamo identificato le dieci macro-trend di consumo che hanno caratterizzato il 2024 e che raccontano i nuovi atteggiamenti degli italiani nei confronti degli acquisti extra alimentari – dichiara Samanta Correale, Business Intelligence Senior Manager di GS1 Italy –. Dalla ‘comfortability’ alla ‘leisurizzazione’, dalla tirannia della convenienza alla riscoperta di canali commerciali ‘alternativi’, queste dieci tendenze di fondo hanno attraversato i 13 comparti rilevati dall’Osservatorio Non Food. Ad esempio, l’attenzione allo starbene e al mostrarsi bene ha spinto la spesa destinata ai prodotti cosmetici e di automedicazione ma anche alle attrezzature sportive e ai servizi dedicati al benessere, che hanno migliorato anche l’attrattività di centri commerciali e factory outlet. Invece l’esigenza di ridurre la crescente complessità della vita quotidiana ha fatto spesso preferire prodotti più semplici da usare, canali d’acquisto più facili da fruire grazie all’assortimento limitato ma selezionato e retailer affidabili per competenza specialistica e servizi pre e post-vendita”.

I LUOGHI DELLO SHOPPING NON ALIMENTARE
I nuovi atteggiamenti degli italiani nei confronti della spesa non food hanno determinato anche un cambiamento nell’approccio e nella scelta di dove fare shopping. Anche nel 2024 le grandi superfici specializzate (Gss) restano il canale commerciale più importante e presente in Italia, con 28.670 punti vendita delle principali insegne (censiti da TradeLab per l’Osservatorio Non Food). Nel 2024 è proseguita la razionalizzazione della rete (-0,4%), anche se in modo meno accentuato rispetto agli anni precedenti. Le Gss dominano nei comparti tessile casa, elettronica di consumo, abbigliamento e calzature, profumeria. Nel 2024 hanno aumentato la loro quota in: articoli per lo sport, profumeria e abbigliamento e calzature.
Al secondo posto restano le grandi superfici alimentari (Gsa), con 24.898 punti vendita, in diminuzione di -0,9% rispetto al 2023. A chiudere sono stati soprattutto superette e supermercati, mentre il numero degli ipermercati è rimasto stabile e quello dei discount è cresciuto (+1,4%). Tra le grandi superfici non specializzate (Gsns) nel 2024 sono aumentate le numeriche di grandi magazzini (+2,5%) e di cash & carry (+2,4%), ma comunque le Gsns mantengono un ruolo generalmente marginale nell’universo del non food e le loro quote di mercato nei diversi comparti restano stabili. Unica eccezione nella profumeria, dove sono il secondo canale con il 31,0% di quota di mercato.
I negozi specializzati continuano a presidiare i comparti in cui sono importanti la competenza, il servizio e la possibilità di personalizzare gli acquisti, come avviene nei comparti casalinghi e prodotti di automedicazione, dove hanno oltre l’80% di quota di mercato, ma sono il canale leader anche in cancelleria, ottica, bricolage, mobili e arredamento.
Gli altri canali, come ambulanti ed edicole, restano i più utilizzati per gli acquisti di giocattoli (38,7% del mercato), mentre i mobilieri sono al primo posto negli elettrodomestici bianchi (37,0%). Inoltre, farmacie e parafarmacie mantengono un peso importante nel mondo di profumi e cosmetici, sviluppando il 18,1% delle vendite totali.
Nel 2024 è proseguita la tendenziale stabilizzazione del peso dell’e-commerce, che resta rilevante soprattutto nell’edutainment (57,6% di incidenza a valore) e nell’elettronica di consumo (29,3%), con picchi nei videogiochi (88,9%) e nel multimedia storage (44,8%). Rispetto al 2023, gli acquisti online sono aumentati nell’elettronica di consumo, nei prodotti di profumeria, nell’edutainment e nei farmaci da banco, e in particolare in videogiochi, telefonia, fotografia, hardware, supporti musicali, piccoli elettrodomestici e multimedia storage.

I CENTRI COMMERCIALI TORNANO A CRESCERE
L’Osservatorio Non Food di GS1 Italy suddivide da sempre la rete di vendita moderna extra alimentare in sei tipologie di agglomerazioni commerciali, costituite nel 2024 da oltre 30.000 punti vendita, appartenenti a 316 retailer. Il commercio urbano centrale resta l’agglomerazione più significativa, con il 43,0% dei punti vendita totali ma continua a perdere negozi (-1,7% rispetto al 2023). Nel 2024 è tornata a crescere, invece, la seconda tipologia di agglomerazioni commerciali: i centri commerciali (40,4% di quota), con un aumento del +0,7% degli esercizi commerciali. Nel 2024 è lievemente diminuita l’incidenza dei parchi commerciali, che sono scesi a 5,9% di quota sul totale e hanno perso una piccola percentuale (-1,7%) dei punti vendita.
Le aree urbane periferiche sono arrivate a quota 5,9% (+0,1% rispetto 2023) e soprattutto sono state la tipologia di agglomerazione con la più consistente crescita di attività (+1,4%). Anche i factory outlet hanno aumentato leggermente la loro quota arrivando a 3,8% (3,7% nel 2023) e hanno visto aumentare di +1,2% la numerica dei punti vendita della distribuzione moderna non alimentare. A chiudere la mappatura della rete distributiva moderna realizzata dall’Osservatorio Non Food di GS1 Italy sono gli altri poli, che detengono solo l’1,1% di quota e continuano a perdere punti vendita (-1,6% di punti vendita), soprattutto nei luoghi di passaggio e ad alto livello di traffico, come stazioni e aeroporti.

Città del sole raddoppia a Palermo

Bis a Palermo per Città del sole: nella serata di venerdì 12 settembre è stato inaugurato un negozio in Via Sciuti 66, che si va ad aggiungere a quello già attivo in Via Siracusa 5/A. Con questa apertura la catena arriva a quota 87 punti vendita sul territorio nazionale. Nata a Milano nel 1972, Città del sole si pone come obiettivo quello di accompagnare la crescita dei bambini attraverso il gioco creativo, visto come un valore per il benessere di grandi e piccoli. Non a caso, l’azienda definisce i suoi negozi come luoghi dove i giocattoli sono selezionati non per quello che fanno, ma per quello che permettono ai bambini di fare, stimolando continuamente la loro creatività.
Lo store di Via Sciuti è aperto con i seguenti orari: lunedì 16-20, da martedì a sabato 9-13.00 e 16-20, chiuso la domenica. “Siamo davvero entusiasti di questa nuova apertura che ci permette di essere presenti in modo capillare nel palermitano – afferma Graziano Grazzini, Amministratore Delegato di Città del sole –. Arrivare a questo traguardo è una cosa che ci riempie di orgoglio. Mai come oggi siamo certi che l’offerta differente di Città del sole sia la scelta corretta, nei confronti di chi, da sempre, crede nel valore del gioco come strumento educativo”.

Crai nomina Alessandro Buoso Direttore Sviluppo Operativo CeDi

La sua nomina è finalizzata a migliorare i processi e sostenere la crescita. Un compito non da poco attende Alessandro Buoso, nuovo Direttore Sviluppo Operativo Centri di Distribuzione di Crai. Nell’ottica di costruire un’azienda unica, l’insegna definisce il suo ingresso come un punto di svolta per CraiFutura, perché accelera la trasformazione verso un modello operativo e organizzativo più integrato ed efficiente, che vede sede e CeDi uniti in un’unica realtà, con al centro la rete dei circa 1500 negozi, tra supermercati, superette e negozi alimentari, presenti in oltre 800 comuni di tutta Italia.
Alessandro Buoso, nel suo nuovo incarico a diretto riporto del Presidente Giangiacomo Ibba, avrà il compito di guidare i progetti di crescita e potenziamento dei centri di distribuzione su tutto il territorio nazionale, uniformare i modelli operativi, favorire la collaborazione tra la sede centrale e le diverse strutture territoriali e supportare attivamente i CeDi nello sviluppo di competenze avanzate e nell’adozione di standard condivisi. Laureato in Economia e Gestione d’Impresa presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, il manager vanta una consolidata esperienza nel settore della grande distribuzione organizzata. Il suo percorso professionale lo ha visto infatti ricoprire ruoli apicali in realtà come Gruppo Végé, Coal e Gruppo Vega, acquisendo una conoscenza approfondita delle dinamiche operative e strategiche del panorama retail.

Per la gestione dei pagamenti Eataly si affida ad Adyen

Da Stoccolma a Parigi: si amplia la collaborazione tra Adyen ed Eataly. Il gruppo fondato da Oscar Farinetti, dal 2023 partecipato al 52% da Investindustrial, ha scelto la piattaforma tecnologico finanziaria come partner strategico per la gestione dei pagamenti nei punti vendita fisici, dopo i risultati positivi ottenuti con la prima integrazione a livello e-commerce nel 2017. Il calcio d’avvio c’è stato nello store di Stoccolma, dove in meno di sei mesi, è partito il progetto di Unified Commerce su circa 20 casse dell’area ristorante e dell’area mercato, attivando in quest’ultima anche terminali POS per il self checkout. Questo processo ha permesso di ridurre drasticamente i tempi di transazione con carta di credito, da 45-50 a soli 4-5 secondi, migliorando al contempo la fluidità dell’esperienza di acquisto e riducendo i tempi di attesa.
Inoltre, l’integrazione rapida con il sistema di cassa del merchant ha supportato l’avvio di funzionalità e modalità di pagamento all’avanguardia, come la gestione delle mance digitali e il Pay at Table, che ha consentito di ottimizzare il turnover dei clienti della zona ristorante, diminuendo di circa il 50% le tempistiche di pagamento al tavolo.

I RISULTATI OTTENUTI A PARIGI
La collaborazione si è poi estesa allo store di Parigi. Dopo l’internalizzazione della gestione da parte di Eataly, il punto vendita ha attraversato una complessa fase di aggiornamento tecnologico, che ha interessato i diversi sistemi di cassa, di rete e ERP. In questo contesto, Adyen ha rappresentato l’ultimo step, assicurando l’integrazione con le nuove infrastrutture e la possibilità di accettare, tramite un unico terminale, tutti i principali metodi di pagamento, inclusi meal voucher e gift card. Il go-live, avvenuto a luglio 2025, ha già registrato risultati definiti eccellenti: in un solo weekend, il negozio ha fatturato 120.000 euro, supportando transazioni tramite carta di credito, lo schema locale Cartes Bancaires, i buoni pasto e le carte regalo.

SICUREZZA E CONTINUITÀ OPERATIVA
In entrambi gli store è stata, infine, introdotta anche una gestione centralizzata dei terminali di pagamento. In questo modo, tutti i device implementati, da quelli più robusti con pulsantiera per le casse fisse dell’area mercato ai modelli mobili full touch per la zona ristorazione, possono essere ordinati, configurati e monitorati in modo semplice ed efficiente tramite la piattaforma Adyen, garantendo sicurezza e continuità operativa in ogni store.
In un contesto internazionale in cui la velocità, la sicurezza e la personalizzazione dell’esperienza di pagamento sono fondamentali, Adyen si è dimostrata un partner affidabile e flessibile, capace di adattarsi alle esigenze specifiche di ciascun mercato chiave – dichiara Rocco Dario Spano, Group Cio Eataly –. La rapidità con cui abbiamo implementato i progetti di Stoccolma e Parigi dimostra l’efficacia della partnership, rafforzata anche dal supporto locale costante del team Adyen, che ci ha accompagnato in ogni fase con soluzioni tempestive e dedicate”.
Siamo orgogliosi di supportare Eataly in questo percorso di innovazione, mettendo a disposizione la nostra piattaforma unificata per semplificare la gestione dei pagamenti e abilitare nuove funzionalità strategiche – commenta Gabriele Bellezze, Country Manager Adyen Italia –. Crediamo che la possibilità di offrire soluzioni flessibili e in grado di favorire la rapidità delle operazioni rappresenti un elemento chiave per accompagnare la crescita di realtà come Eataly nei settori del retail e della ristorazione”.
In continuità con quanto realizzato finora, Eataly prevede di estendere progressivamente la collaborazione con Adyen anche ad altri store e mercati europei, con l’obiettivo di offrire un’esperienza di pagamento all’avanguardia e ottimale in tutti i propri punti vendita.

Unionbirrai: un emendamento contro i vincoli produttivi

Adeguare il quadro normativo nazionale alla realtà moderna del settore brassicolo. Viene descritto così da Unionbirrai, l’associazione di categoria dei piccoli birrifici indipendenti italiani, l’obiettivo dell’emendamento al Ddl Imprese presentato dal senatore Luca De Carlo, presidente della Commissione Industria e Agricoltura del Senato. Il testo propone la modifica dell’articolo 7 della legge 16 agosto 1962, n. 1354 e, soprattutto, l’abrogazione definitiva del DPR 1498/1970, accogliendo le istanze portate avanti da anni dall’associazione.
L’emendamento, attualmente all’esame del Senato, stabilisce che: “L’anidride carbonica nella birra deve avere un contenuto non inferiore a gr 0,2 per ml 100 e un contenuto non superiore a gr 1 per ml 100. Il decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1970, n. 1498 è abrogato”. Una modifica che risponde alle richieste avanzate da Unionbirrai per rimuovere limiti – definiti anacronistici dall’associazione – imposti da una norma concepita oltre 50 anni fa e che sarebbe superata dalle pratiche e dagli standard produttivi odierni. Il DPR 1498/1970 introduceva infatti parametri rigidi su acidità, anidride carbonica, limpidità, tenore alcolico e ceneri, che secondo Unionbirrai sono del tutto incompatibili con gli stili brassicoli moderni, con le lavorazioni artigianali e con la normativa europea in materia di sicurezza alimentare.
Siamo molto soddisfatti – dichiara Vittorio Ferraris, Direttore Generale di Unionbirrai (nella foto in alto) – per la presentazione di un emendamento che recepisce finalmente le nostre proposte in modo chiaro e netto. Da troppo tempo chiediamo di superare un decreto vetusto, che penalizza in particolare i piccoli birrifici italiani e favorisce i produttori esteri non soggetti alle stesse limitazioni. È una norma che frena innovazione, qualità e libertà produttiva: tutte caratteristiche che rendono unica la birra artigianale italiana”.
Unionbirrai sostiene di aver già raccolto, nel corso delle interlocuzioni informali con i dicasteri competenti, pareri favorevoli alla revisione del DPR che riconoscevano l’obsolescenza e l’incompatibilità della norma con la legislazione europea, in particolare con il Regolamento CE 852/2004, che fonda la sicurezza alimentare sul sistema HACCP, demandando ai produttori la responsabilità di valutare e controllare i propri processi.
“Ora è il momento di unire le forze – prosegue Ferraris –. Rivolgiamo un appello a tutte le associazioni del settore brassicolo, ai birrifici, agli operatori della filiera, alle reti d’impresa: sosteniamo insieme questo emendamento. Non è solo una battaglia normativa, ma un atto di giustizia per centinaia di produttori che con passione portano avanti un’eccellenza italiana. È l’occasione per costruire un comparto più competitivo, innovativo e libero”.

Sughi Pronti Cirio con Datterino in versione da 190 g

Nuovo formato per i Sughi Pronti Cirio con Datterino, che approdano nei punti vendita della grande distribuzione organizzata nel vasetto di vetro da 190 g. Secondo quanto riferito da Conserve Italia, la gamma nasce dalle ottime performance della linea tradizionale da 350 g, a cui si va ad affiancare, consolidando la presenza del marchio nel segmento e presidiando nuove occasioni di consumo. L’obiettivo è rispondere alle esigenze di un settore in continua evoluzione, che privilegia i piccoli nuclei familiari.
Il mercato dei sughi pronti è in costante crescita in Italia: oltre 18 milioni di famiglie li acquistano ogni anno con una penetrazione del 69,3% (fonte: YouGov Shopper 03/2025), con un trend positivo sia a volume (+4,4%) sia a valore (+4,9%) per un mercato interno che vale 412 milioni di euro (fonte: Circana Tot Italia+Super+LP 05/2025).

PIÙ VARIETÀ, MENO SPRECHI
Il formato da 190 g è ideale per due porzioni di consumo e favorisce la riduzione degli sprechi. Con questo lancio, il marchio Cirio si dimostra attento all’evoluzione dei consumi, cogliendo le tendenze emergenti (porzioni più contenute, maggiore varietà, ispirazioni vegetali e speziate) e traducendole in soluzioni concrete, semplici da usare e distintive a scaffale.
Il pomodoro datterino 100% italiano, coltivato nelle aree più vocate a partire dalla Puglia, rimane il filo conduttore di tutte le ricette, realizzate con ingredienti selezionati provenienti dalla filiera agricola nazionale: carne 100% italiana, basilico fresco, cipolla italiana e olio extravergine d’oliva e certificazione vegana per le referenze vegetali.

RAGÙ VEGETALE ALL’ESORDIO
La gamma è disponibile in vassoio da otto vasetti, ha un termine minimo di conservazione di 30 mesi e si compone di cinque referenze, tra cui il primo Ragù Vegetale firmato Cirio, che unisce il datterino 100% italiano a proteine vegetali (piselli, farine di lenticchie e mais). Si tratta di un prodotto certificato vegano e balza all’occhio grazie alla caratterizzazione verde in etichetta. Le altre quattro ricette sono: Sugo al Basilico, preparato con pomodoro e basilico 100% italiani, arricchito con olio extravergine d’oliva (certificata vegana); Sugo all’Amatriciana, con pancetta 100% italiana affumicata naturalmente e un tocco di peperoncino; Ragù di Carne, con carne di suino e bovino 100% italiani; Arrabbiata con Peperoncino Jalapeño, dal gusto fresco, con aroma erbaceo e moderatamente piccante (certificata vegana).
Un’ultima annotazione relativa alla confezione: l’etichetta trasparente è stata scelta perché valorizza gli ingredienti e la denominazione della ricetta, grazie anche ad una shape più lineare che meglio si adatta alle dimensioni più ridotte.

Mondoffice diventa un brand europeo e lancia i prodotti a marchio

Non più solo Italia per Mondoffice, società del Gruppo Raja attiva nella fornitura di soluzioni per i luoghi di lavoro. Dal 2026 la francese JPG e la spagnola Kalamazoo, anch’esse parte del Gruppo Raja e specializzate nella medesima area di business, assumeranno lo stesso nome. Pur operando sotto un unico marchio, le tre aziende resteranno distinte, contando complessivamente su più di 800 dipendenti e oltre 320.000 clienti per un fatturato aggregato di circa 300 milioni di euro. La scelta mira a creare un’identità condivisa sui tre principali mercati dell’Europa del Sud e a rafforzare le sinergie.
In base alla stessa logica, viene lanciata la prima linea di prodotti a marchio Mondoffice: un’offerta di 1.000 prodotti brandizzati, inclusi articoli essenziali come carta, penne, mobili e prodotti per l’igiene e la pulizia. “Stiamo compiendo un nuovo passo avanti nello sviluppo della nostra area di business Raja Office – dichiara Danièle Marcovici, Ceo del Gruppo Raja –. D’ora in poi ci affideremo ai suoi due marchi più forti, Mondoffice nel Sud Europa e Viking nel Nord”.

L’IDENTIKIT DI GRUPPO RAJA
Fondato nel 1954, il gruppo francese Raja è un distributore multicanale europeo di forniture e attrezzature aziendali (imballaggi, forniture e mobili per ufficio, attrezzature industriali, prodotti per l’igiene e la pulizia e dispositivi di protezione individuale), presente in 19 Paesi con 27 società che servono oltre 2 milioni di clienti in Europa, dalle start-up alle multinazionali, in tutti i settori di attività: distribuzione, industria, e-commerce, servizi e pubblica amministrazione. Con sede europea a Roissy, vicino a Parigi, impiega 5.000 persone e genera un fatturato di 1,7 miliardi di euro.
Ad essere specializzata nella distribuzione di forniture e attrezzature per gli ambienti di lavoro è la già citata divisione Raja Office, che ha registrato un fatturato di circa 800 milioni di euro nel 2024, grazie a una presenza in 10 paesi europei attraverso sei centri di distribuzione.

INTERNAZIONALE PER DEFINIZIONE
La promozione di Mondoffice a brand europeo è dovuta alla capacità di evocare immediatamente l’attività dell’azienda e il suo carattere internazionale. “Si tratta di un passaggio storico per la nostra società – afferma Irma Garbella, Amministratrice Delegata di Mondoffice (nella foto a destra) –. Grazie a questo passo non solo rafforziamo la nostra identità, ma diamo slancio ad una crescita internazionale. Siamo orgogliosi che il Gruppo Raja abbia deciso di puntare su Mondoffice e i valori che rappresenta per imporsi in un mercato sempre più competitivo e complesso”.
Parte del Gruppo Raja dal 2019, Mondoffice ha sede a Castelletto Cervo, in provincia di Biella, dove l’attuale centro di distribuzione è stato ampliato nel 2024, da 20.000 a 45.000 metri quadri. L’offerta dell’azienda si avvale di oltre 40.000 prodotti dalla cancelleria alla tecnologia, dall’arredo alla ristorazione, all’igiene alla pulizia e sicurezza ai prodotti per il magazzino e gli ambienti industriali, generando un fatturato di oltre 140 milioni di euro.

Bennet premia i clienti per i suoi 60 anni

Sono passati 60 anni da quando il Cavalier Enzo Ratti (nella foto) fondò Bennet, azienda che ha contribuito a scrivere la storia della grande distribuzione organizzata in Italia. Una ricorrenza da festeggiare con i clienti, punto di riferimento fondamentale per qualsiasi attività commerciale. Dall’11 settembre al 5 ottobre, l’insegna comasca lancia un Grande Concorso Anniversario, con un montepremi di oltre un milione di euro. L’estrazione finale vede in palio una Toyota Rav4 Hybrid. “Questi 60 anni rappresentano un importante traguardo che ci ha visti evolvere insieme alle scelte e ai nuovi modelli di acquisto dei nostri clienti – commenta Adriano De Zordi, Amministratore Delegato di Bennet –. Da quando nel 1965 abbiamo aperto il primo punto vendita, il nostro impegno è sempre stato quello di anticipare i bisogni dei consumatori, garantendo loro qualità, convenienza e un’esperienza di acquisto unica”.
Bennet rivendica di aver saputo evolversi seguendo le trasformazioni del settore, con intuizioni come l’introduzione dei primi negozi integrati negli anni ‘60, l’innovazione nei modelli di pagamento negli anni ‘70 e lo sviluppo in tempi più recenti di soluzioni tecnologiche al servizio del cliente. Ogni fase è stata una risposta alle richieste di un mercato in continua trasformazione. Oggi l’impegno riguarda anche la sostenibilità, la responsabilità sociale, i territori presidiati e ha portato l’azienda a ridurre le proprie emissioni, ottimizzare gli imballaggi e promuovere iniziative solidali in ambito medico, culturale e sociale.
Guardiamo ai prossimi 60 anni con la stessa passione e dedizione che ci hanno contraddistinto fino ad oggi – conclude Adriano De Zordi –. Continueremo a lavorare per offrire ai nostri clienti prodotti e servizi di alta qualità, sempre più sostenibili e con l’obiettivo di rendere ogni spesa un’esperienza positiva”.

Valfrutta, gli agricoltori ci mettono la faccia

Stavolta in prima fila ci sono loro, gli agricoltori, protagonisti della nuova campagna di comunicazione lanciata da Valfrutta sui media cartacei per raccontare il suo progetto di tracciabilità. Stefano, Beatrice, Claudia, Roberto… I volti di alcuni dei produttori della marca della “natura di prima mano” appaiono su quotidiani e riviste nazionali, nell’ambito di una narrazione che svela chi c’è dentro la più grande filiera cooperativa italiana.
Valfrutta è impegnata già da alcuni anni sul fronte della tracciabilità, a partire dalle pesche in pezzi per poi passare ai vegetali raccolti e lavorati in giornata, come mais dolce, fagiolini, piselli e fagioli borlotti, con più di 200 aziende agricole coinvolte. L’iniziativa, di per sé, è molto semplice. Inquadrando il QR code presente sulle etichette dei prodotti Valfrutta, il consumatore può scoprire l’identità e la storia degli agricoltori e dei loro territori, oltre a tutte le informazioni sulla referenza che sta acquistando. Basta uno smartphone per conoscere l’esatta provenienza di ogni prodotto, nonché i volti di chi lo ha coltivato, ripercorrendo le orme della filiera. È questo lo spirito che sta alla base del progetto tracciabilità, ideato per valorizzare i soci agricoltori delle cooperative e garantire al consumatore la massima trasparenza. Non a caso il cuore della nuova campagna è il claim “Ogni prodotto ha un’origine. Il nostro ha un volto”.

UNA FILIERA FATTA DI PERSONE
Con questa campagna vogliamo far conoscere non solo la qualità e la sicurezza che garantiamo con il progetto tracciabilità, che ci permette di certificare ogni singolo passaggio della filiera dal campo alla tavola, ma soprattutto il mondo di persone autentiche che c’è dentro Valfrutta – afferma Stefania Costa, Marketing Manager Food di Conserve Italia, il gruppo cooperativo che detiene il marchio –. Abbiamo voluto mettere in risalto i volti e le storie dei nostri soci, uomini e donne che dimostrano come l’agricoltura sia un settore sempre più inclusivo e vitale, che guarda al futuro attraverso le nuove generazioni. Mostrare ai consumatori che dietro ogni nostro prodotto ci sono cura, impegno e passione è il nostro modo di rafforzare il patto di fiducia che facciamo con loro ogni giorno”.
La campagna stampa, che ha visto un primo step in estate con la presenza su riviste e periodici, è ora in corso sui principali quotidiani italiani. A firmarla è l’agenzia Jam e la Tempesta, che ha seguito sin dall’inizio la creatività del progetto tracciabilità. Il centro media è Life.

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