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Italiani mobile dipendenti per lo shopping, ma cosa chiedono all’app ideale?

Lo shopping digitale piace sempre di più agli italiani. Ognuno di noi ha sul proprio smartphone da due a cinque app per fare acquisti, che magari vengono usati a supporto dello shopping tradizionale. Che lo smartphone sia ormai il nostro negozio preferito non è certo una novità. Zalando, piattaforma europea leader nel fashion online, si è messo in testa di capirci qualcosa in più e ha condotto un’indagine su un panel di 1000 consumatori per analizzare le abitudini degli italiani che effettuano acquisti in rete e che utilizzano dispositivi mobile.

La prima cosa che è emersa è che gli italiani non vivono lo shopping online come un passatempo, ma come una cosa maledettamente seria. Per questo il 56% del campione preferisce ritagliarsi del tempo dedicato esclusivamente a tale attività, in qualche modo rinunciando all’opportunità offerta dal supporto di poter fare acquisti sempre e ovunque. Cosa che fa il 32% degli intervistati, che approfittano dei momenti morti, delle pause e anche del tempo trascorso davanti alla tv.

E le app? La metà degli italiani ha scaricato sul proprio smartphone da 2 a 5 app di shopping. Il 42% utilizza la app del suo negozio online preferito per acquistare mentre il 35% la usa per cercare i prodotti ma preferisce, poi, concludere l’acquisto attraverso il sito. Le funzioni più apprezzate dagli intervistati in un’app di shopping moda sono: la semplicità e l’immediatezza (il 39% mette questo requisito al primo posto), la completezza delle informazioni (importante per il 39%) e un processo di check-out facile e intuitivo (il 29%). Per quanto riguarda le notifiche, invece, quelle che gli intervistati ricevono più volentieri sono relative a offerte e promo (76%), informazioni sullo stato degli ordini (61%) e informazioni su nuove collezioni o prodotti disponibili (39%). Colpisce come solo il 3% del campione considera le notifiche troppo invadenti.

 

On e offline esperienza unica

Infine non è una novità ma è sempre interessare notare come il consumatore tecnologico italiano utilizzi il negozio online e il negozio tradizionale come strumenti complementari. Sei italiani su 10 dichiarano infatti di utilizzare lo smartphone durante lo shopping nei negozi fisici. Le ragioni principali sono la possibilità di confrontare i prezzi dei prodotti tra retailer offline e online (26%) e ricercare informazioni sui prodotti in modo da poter valutare l’acquisto in maniera più consapevole (21%).

«In Zalando – spiega Giuseppe Tamola, country manager di Zalando per l’Italia – l’approccio mobile è una priorità già da tempo. Quasi il 70% degli accessi a Zalando viene effettuato da dispositivi mobili per cui riteniamo sia molto importante offrire un’esperienza mobile sempre più vicina alle esigenze degli utenti. I clienti italiani, tra gli europei, sono quelli che accedono maggiormente da dispositivi mobile e i nostri dati interni confermano quanto emerso dalla nostra ricerca».

 

Al via a Ravenna il trentesimo punto vendita Kiabi italiano

Aprirà a Ravenna giovedì 1 giugno all’interno del centro commerciale ESP il trentesimo store Kiabi italiano. Il nuovo store dispone di un’area di 1.500 metri quadri e di una squadra composta da circa 20 collaboratori, la cui età media si aggira intorno ai 23 anni.

 

Strategia multicanale

Il centro commerciale ESP ha recentemente effettuato un’espansione della propria area commerciale. Il nuovo KIABI segue a l’esperienza del suo concept store KIABI Free: un’evoluzione del concetto di shopping experience dove il prodotto è valorizzato e le soluzioni espositive uniscono il volume all’attrattività. Tra le novità il rinnovo dei locali e della zona camerini, dove predomina il colore bianco, numerosi e importanti servizi rivolti al pubblico, personale totalmente a disposizione della clientela e molta tecnologia digitale. L’obiettivo principale è quello di creare una relazione tra store digitale e fisico confermando la strategia cross channel dell’azienda per riuscire a soddisfare le esigenze di tutti. Il cliente potrà quindi effettuare gli ordini da casa e ritirarli in negozio; qualora non trovasse nel punto vendita i capi desiderati potrà connettersi allo store virtuale (tramite gli schermi o il proprio device mobile) e verificare la disponibilità in altri punti vendita.

 

Iniziative nel punto vendita

Per festeggiare la nuova apertura KIABI ha pensato di riservare ai propri visitatori iniziative uniche ed esclusive dedicate a tutti. Da giovedì 1 a domenica 4 giugno i clienti potranno usufruire di uno speciale sconto del 30% relativo a tutta la collezione su sottoscrizione del programma fedeltà; inoltre sabato 3 e domenica 4 giugno le persone che spenderanno almeno 80 euro verranno omaggiate con il “Color Kit” che comprende diversi gadget e un anno di sconti. Sarà inoltre possibile partecipare al concorso “la girandola della fortuna” grazie al quale si potranno vincere buoni shopping da 5 a 100 euro senza minimo d’acquisto. Per celebrare il nuovo traguardo dei 30 punti vendita inaugurati in Italia: da giovedì 7 a domenica 11 giugno nel nuovo store di Ravenna tutti i clienti riceveranno uno sconto del 30% sulle t-shirt di tutti i reparti e tanti palloncini colorati. Un trucca bimbi intratterrà i più piccoli in negozio.

Ovs apre un nuovo store a Madrid

Un nuovo store di 750 metri quadrati a Madrid è la novità di OVS, marchio italiano di fast fashion, che così rafforza la sua presenza nel mercato spagnolo dove è presente con oltre 40 punti vendita.

Il nuovo store è stato inaugurato nei giorni scorsi all’interno del Centro Commerciale Plaza Norte 2, luogo dall’architettura scenografica e denominato “La Cupola” per la caratteristica struttura presente nella piazza centrale, alle porte di Madrid: in vendita ci sono le collezioni donna, uomo e bambino.

L’innovativo store concept OVS è caratterizzato da spazi contemporanei ed essenziali con un design dalle linee pulite e grande attenzione all’ecosostenibilità nella scelta dei materiali. Legno chiaro, vetro, metallo accoppiato a lastre di plexiglas colorato ed elementi di arredo concepiti come piccole architetture free-standing incorniciano le collezioni ideate dal team creativo di OVS.

 

Tally Weijl conquista la Francia con 69 nuovi negozi (ex Mim)

Tally WeiJl società svizzera di fast fashion presente in 40 Paesi e con oltre 200 negozi in Italia, ha annunciato l’acquisizione di 69 negozi appartenenti alla società francese ready-to-wear MIM, assumendo tutti i suoi dipendenti. Da questo mese, gli ex punti vendita MIM hanno riaperto come store a marchio Tally WeiJl.

Con questa acquisizione, il marchio svizzero ora presente con più di 100 punti vendita sul territorio francese, 89 diretti e gli altri in franchising. «Grazie a questa operazione, Tally WeiJl ha messo a segno un bel colpo ed ha colto l’opportunità unica di rafforzare in modo significativo la propria presenza in Francia» ha detto il Ceo Beat Grüring.

Secondo Grüring, il brand trarrà vantaggio dal fatto che il profilo-tipo della cliente storica MIM in termini di età, budget e gusto per la moda, è sostanzialmente simile a quello della cliente Tally WeiJl: “è evidente che questi negozi sono molto interessanti per noi poiché siamo convinti che la cliente storica di MIM si ritroverà perfettamente nella nostra offerta moda e diventerà una nostra cliente”.

I 279 dipendenti dei 69 punti vendita MIM diventeranno di fatto collaboratori Tally WeiJl. L’azienda francese ready-to-wear MIM era in amministrazione controllata dal novembre 2016 quando aveva annunciato il fallimento.

Kiabi nel 2017 continua la campagna italiana, con cinque aperture e due restyling

Si dipana tra tecnologia digitale, shopping experience rinnovata e accoglienza la “campagna d’Italia” del marchio francese di fast fashion Kiabi, che continua lo sviluppo con cinque nuove aperture e due restyling di store che saranno “aggiornati” al layout “KIABI Free” inaugurato l’anno scorso ad Arese. E continua l’alleanza con i centri commerciali.

 

Aperture al Nord e al Centro

Ad inaugurare la prima parte del 2017, sabato 25 e domenica 26 marzo è in programma il restyling dello store di Roma situato presso il centro commerciale “La Romanina”: due giornate per scoprire il nuovo look del punto vendita ed approfittare dei “mid season sales” con uno sconto del 50% applicato su un’ampia selezione di articoli. Durante la giornata di sabato un make up artist gratuito sarà a disposizione delle signore mentre sono previsti giochi per i bambini sia sabato che domenica. Anche lo store di Ferrara, aperto nel 1999, sarà protagonista di un rinnovamento per un’immagine più giovane.

Durante il mese di maggio, le città di Torino e Ravenna saranno protagoniste con l’apertura di due nuovi store “KIABI Free”. Il 22 maggio KIABI aprirà le porte, con 1.600 metri quadri di store, all’interno del nuovissimo centro commerciale “Mondo Juve” a Torino e dopo pochi giorni, il 25, inaugurerà un nuovo punto vendita di 1.500metri quadri a Ravenna all’interno del centro commerciale “ESP”.

Nella seconda metà sono in programma altre due inaugurazioni al Centro Italia ed un nuovo punto vendita di 1.700 metri quadri aprirà invece a Udine presso il principale shopping center friulano “Città Fiera”.

«In Italia Kiabi – racconta il Direttore Sviluppo KIABI Italia, Massimo Pozzi – persegue l’obiettivo strategico di incrementare costantemente la qualità e l’emozione dell’ esperienza di acquisto dei propri clienti lavorando parallelamente sul miglioramento dei propri punti vendita (il concept “free” è un successo in continua evoluzione), dei servizi (personal shopper, sartoria, e-prenotazione, spazio bimbi) e dell’aggiornamento periodico delle collezioni che alternano proposte moda ai capi essenziali, sempre al miglior prezzo».

 

Terzo mercato

L’Italia per l’azienda di abbigliamento francese rappresenta il terzo mercato dopo Francia e Spagna. Proprio nel territorio italiano dallo scorso anno Kiabi ha iniziato un nuovo percorso di rinnovamento ed innovazione per far vivere ai propri clienti una shopping experience di qualità dedicata a tutta la famiglia, che mette in relazione store digitale e fisico.

Kiabi ha visto anche due importanti riconoscimenti: quello di insegna dell’anno 2016, mentre lo scorso venerdì 3 marzo è stata premiata da Great Place to Work come quinto miglior luogo di lavoro in Italia nella categoria Large Companies, che include i migliori ambienti di lavoro con oltre 500 collaboratori. In Italia l’azienda di abbigliamento francese ha una “rete” di dipendenti che conta 700 persone e un tasso di turn over del 7%.

Coin, al via nel 2017 altri 4 shop-in-shop Amedeo D

L’urban street fashion di Amedeo D rafforza la partnership con Coin e fa poker di aperture nel 2017 entrando con dei veri shop in shop negli store di Treviso, Padova, Sassari e Catania.

Dopo l’esordio nel 2014 nel Coin di Milano 5 Giornate, seguito dagli opening di Bergamo, Brescia e Roma San Giovanni, il format Amedeo D. approda per la prima apertura in ordine di tepi è anche la prima volta in Veneto: sabato 4 marzo Amedeo D debutta infatti nel Coin di Treviso, mentre in aprile sarà il Coin di Padova ad ospitare l’insegna meneghina. I due shop-in-shop veneti copriranno rispettivamente una superficie di 250 metri quadri e di oltre 300 metri quadri e saranno caratterizzati da un mood anni ’80, in un’ambientazione dal gusto vintage legata al mondo dei videogames.

Sono previste invece nel secondo semestre le aperture negli store Coin di Sassari e Catania.

Gli spazi Amedeo D. in Coin propongono a un pubblico tendenzialmente giovane linee uomo, donna e bambino. Gli ambienti sono caratterizzati da un mix di luci, colori, musica studiati nei minimi dettagli per creare un’atmosfera coinvolgente, mentre lo staff è motivato e in sintonia con il target di riferimento.

coin_amedeod_2Tra i marchi nazionali e internazionali proposti ci sono Carhartt, Cheap Monday, Element, Kelto, Levi’s, Obey, Volcom, Adidas, Converse, New Balance, Nike, Vans, Eastpak, Herschel, The North Face, Diadora, Iuter, Scotch&Soda, Reebok, Franklin&Marshall, con una vasta serie di proposte di abbigliamento, calzature e accessori. Filo conduttore l’innovazione, gli ultimi trend e la ricerca costante di brand emergenti e in grado di cogliere sempre lo spirito del tempo.

Coin è la più grande catena di department store in Italia presente su tutto il territorio nazionale, all’interno dei più importanti centri storici e nelle principali vie dello shopping, con 40 negozi diretti e 50 store a insegna Coincasa tra Italia ed estero. È visitata da 35 milioni di persone e vanta 3,5 milioni di clienti, un portfolio di più di 800 brand e una superficie di vendita di circa 115mila metri quadri.

 

Abbigliamento, nel web il mondo si ribalta e Germania batte Italia 5 a 0

Cinque brand tedeschi nella Top 10, e nessun italiano: è questa la classifica davvero poco lusinghiera per il Made in Italy dei brand del settore abbigliamento che hanno mostrato la migliore performance online nel 2016 secondo la classifica di BEM Research.

Una supremazia, quella teutonica, che parte dal podio, conquistato da Zalando, la società tedesca specializzata nelle vendite online di capi di vestiario e accessori che ha ottenuto un punteggio medio del BEM Rank nel corso del 2016 pari a 67,4 punti. Zara, brand spagnolo del settore che opera sull’e-commerce ma ancor più attraverso i negozi fisici sparsi in tutto il mondo, ha conquistato la seconda posizione. Chiude il podio un’altra tedesca, Adidas, specializzata nell’abbigliamento sportivo, con un distacco di appena un decimo di punto rispetto alla seconda in classifica. Molto ravvicinati anche il quarto e il quinto classificato, ossia Asos e BonPrix, altre due aziende la cui casa madre si trova in Germania.

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Tra i primi 10 brand del settore si trovano poi H&M (Svezia), Nike (Usa), Deichmann (Germania), Spartoo e Kiabi (entrambe francesi).  Nel complesso, la media del BEM Rank nel 2016 per i 40 brand considerati è pari a 32,8 punti.

Andando a considerare due macro-aggregati che compongono il BEM Rank, si osserva che Zalando eccelle per la capacità di essere rintracciata sul web (visibilità online) o perché gli utenti cercano direttamente il suo brand oppure perché appare nelle prime posizioni di Google Italia per ricerche relative a parole chiave generiche ad alto traffico. Sul podio, per questo aggregato, si trovano Adidas e Zara.

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Relativamente alle prestazioni dell’homepage, ovvero alla velocità di caricamento e all’usabilità, conquista la posizione più alta BonPrix, seguita da Deichmann e dall’italiana Twin Set.

 

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«A guardare la classifica dei paesi, la Germania detiene il primo posto con ben cinque brand su dieci posizionati in classifica; il nostro Paese trova solo l’undicesima posizione grazie a Liu Jo. Sono dati che fanno riflettere – sottolinea Mariachiara Marsella, web marketing manager a BEM Research – tenendo conto che abbiamo certamente una storia da raccontare in questo settore e considerando che la ricerca del “made in Italy” nel settore abbigliamento è in crescita in Italia. Per valorizzare moda, nonché settore alimentare, le cui qualità sono riconosciute a livello globale, appare sempre più cruciale lanciare un portale a controllo italiano, sullo stile di Amazon o Alibaba. Tale esigenza è particolarmente sentita nel nostro Paese data la grande diffusione di imprese di piccola e media dimensione, che per loro natura hanno maggiore difficoltà nella competizione su scala globale».

L’acquisto online di capi di abbigliamento, calzature e accessori è notevolmente aumentato nel tempo e si prevede che entro il 2020 la percentuale sul totale degli acquisti di questi beni arriverà a oltre il 40%. Complici di questa tendenza sono diversi fattori, quali la forte competizione del settore abbigliamento che ha determinato un abbassamento dei prezzi e l’utilizzo quotidiano di smartphone e tablet con il conseguente aumento di applicazioni mobile e-commerce espressamente dedicate all’acquisto, facile, veloce e sicuro di capi di abbigliamento, accessori e scarpe.

 

Vero o falso? Certilogo certifica tutti i denim Diesel

Entro fine anno saranno tutti certificati: stiamo parlando dei capi di abbigliamento Diesel, che non dovranno più temere l’attacco dei contraffattori grazie a un’etichetta termostampata posizionata nella cintura dei jeans insieme alla Call to Action “Scan for Authenticity”. Ideata da Certilogo, lo strumento consente facilmente al consumatore di verificare l’autenticità del capo ch sta acquistando in tre modi: scansionando il Codice CLG con un lettore di codici QR standard sul proprio smartphone, inserendo il Codice CLG e rispondendo a poche semplici domande tramite l’apposita Certilogo App personalizzata Diesel, o andando sul sito certilogo.com.

«Nel nuovo panorama dei consumatori, alimentato dall’apprezzamento per l’alta qualità, stiamo adottando un approccio mirato a potenziare la fiducia dei consumatori Diesel, creando un dialogo diretto con loro”, spiega il Ceo di Diesel Alessandro Bogliolo.

«I rapporti fra i brand e i consumatori sono cambiati nell’era digitale. Non è più accettabile limitarsi all’approccio “Invitiamo i consumatori a prestare attenzione e buona fortuna” riguardo ai prodotti contraffatti, quando ognuno di noi ha in tasca la tecnologia necessaria a far cessare questo fenomeno» sottolinea Michele Casucci, Ceo di Certilogo.

Il tema del resto non è di poco conto: l’International Chamber of Commerce calcola che la contraffazione e la pirateria delle merci sottraggano ai consumatori, ai legittimi produttori e al fisco ricavi per 1,8 trilioni di USD all’anno e dia luogo alla perdita di 25 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo.

La richiesta da parte dei consumatori di uno strumento semplice e affidabile per riconoscere ed evitare i prodotti contraffatti ha generato una crescita di oltre il 100% delle autenticazioni su certilogo.com dal 2013.
I consumatori sembrano apprezzare e, soprattutto, utilizzare questa tecnologia. Da quando il denim 5 tasche codificato Certilogo ha fatto la sua comparsa nei negozi, i consumatori di oltre 70 Paesi si sono collegati alla piattaforma Certilogo per verificare che il loro acquisto fosse autentico. Il 20% delle autenticazioni è stato eseguito da consumatori che valutavano un possibile acquisto; il 64% è stato effettuato dopo l’acquisto in un negozio fisico, mentre il 16% dopo l’acquisto in uno store o centro commerciale online.

 

 

Quando è l’app che porta in negozio, Papèm da Milano punta all’Italia

È la app che abbatte le distanze tra il negozio fisico e quello virtuale. E per festeggiare il suo primo anno di vita si regala un finanziamento di 430mila euro e l’allargamento a nuove città. Perché attualmente Papèm è disponibile solo a Milano e a Palermo. Il principio della start-up, guidata da Alberto Lo Bue, Carlo Alberto Lipari e Roberto Pirrone, è semplice ma geniale: grazie alla app scaricata sul proprio smartphone si trovano informazioni, su base geolocalizzata, su prodotti e negozi di abbigliamento e design. Gli utenti possono informarsi sull’offerta di prodotti dei negozi attorno a loro, scoprire promozioni riservate alla community e guadagnare punti (i “pèms”) per avere visitato i negozi partner.

Il progetto di allargamento sarà reso possibile da un round di finanziamento di 430mila euro ottenuto grazie a un gruppo di business angel. Oltre all’allargamento a nuove città, nel 2017 sarà lanciata una nuova versione dell’app per iOS e Android e ci sarà il raddoppio dello staff, attualmente di dieci dipendenti.

«La chiusura di questi round di finanziamento – dice Alberto Lo Bue, 26 anni, CEO e co-fondatore della società, ex data scientist a Rocket Internet – costituisce un passo fondamentale per Papèm e per la sua crescita. Il mercato delle vendite multi-canale è immenso e con una crescita del +40% da un anno all’altro. Se consideriamo esclusivamente le grandi città nel mondo, le vendite in negozio influenzate dal mobile valgono circa 31 miliardi di euro. Per molti dei nostri partner, Papèm è l’unica presenza mobile e i risultati di Milano e Palermo dimostrano come l’app abbia il potenziale per diventare il migliore compagno di shopping, in grado di supportare il consumatore su diversi touchpoint da casa, in mobilità, e all’interno dei punti vendita».

Papèm permette ai brand di raggiungere i clienti giusti al momento giusto con contenuti geo-localizzati altamente rilevanti. Gli utenti hanno tutte le informazioni necessarie per programmare il loro shopping, interagendo con i brand, conoscendo i loro prodotti e accedendo a promozioni speciali. Questi non solo in casa ma anche in negozio o per strada. L’app dà visibilità ai prodotti presenti nei punti vendita del brand in tempo reale. Allo stesso tempo, grazie ad algoritmi basati su criteri geo-comportamentali, permette di portare in negozio visite che si trasformano in acquisto il doppio delle volte rispetto a quelle tradizionali. Infine, i brand possono monitorare costantemente la loro performance e accedere a dati e informazioni rilevanti a fini strategici. Papèm attualmente ha oltre 20mila utenti attivi con una crescita del 20% su base mensile, e 200 negozi visualizzabili su una mappa delle due città. Tra i brand disponibili Brooks Brothers, PVH, Diesel, Mandarina Duck, Camicissima, Alberto Guardiani, Woolrich, Obey, Waimea, Maison Laponte, Nike, Hummes, Le Coq Sportif, Diadora, Date, Converse e Adidas.

Under Armour inventa il pigiama hi-tech che concilia il sonno degli sportivi

Che il sonno sia fondamentale per il nostro benessere è cosa arcinota; che sia sempre più difficile dormire sonni tranquilli pure. Per questo Under Armour, brand americano di abbigliamento sportivo, ha preso la questione di petto, innanzitutto inventando (è stato presentato al CES di Las Vegas, ma è già in vendita sul sito) la “biancheria da letto” (come a dire, dei pigiami) che concilia il sonno. Un esempio concerto di come le tecnologie stanno influenzando anche il mondo dell’abbigliamento, partendo proprio da un target, quello degli sportivi, particolarmente attento alle prestazioni, ma anche sempre più abituato ad utilizzare le nuove tecnologie per misurare, promuovere, controllare le proprie prestazioni.

Come funziona il tutto? Lo spiega il sito stesso: “In partnership con Tom Brady (noto giocatore di football americano) abbiamo creato il sistema per il sono più avanzato al mondo, che praticamente ricostruisce il corpo mentre riposa. La chiave è la stampa all’interno del Athlete Recovery Sleepwear, che influenza il potere degli infrarossi lontani (Far Infrared), che sono un tipo di energia nello spettro dell’infrarosso che garantisce vari benefici al corpo umano. La tecnologia TB12 è stat sviluppata per sfruttarli anche durante il sonno.. La stampa in ceramica soffice stampata all’interno dell’indumento assorbe il calore naturale del corpo e rimanda gli infrarossi lontani sulla pelle. Il che aiuta il corpo a riprendersi più velocemente, promuove un sonno migliore e regola il metabolismo cellulare”. L’aspetto invece è quello di un normale pigiama, pantaloni e casacca.

Under Armour, brand nota anche per le sue app sviluppate appositamente per i clienti sportivi (il brand stesso è stato creato da sportivi ed è estremamente attento all’aspetto delle prestazioni) ha anche ideato un’applicazione per cellulare che aiuta lo sportivo a gestire il proprio sonno e lo aiuta a ottimizzare i tempi e la routine.

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