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Kiabi, quattro volte miglior retailer a “Insegna dell’anno”

Non uno ma quattro: sono i premi assegnati nella manifestazione “Insegna dell’anno”, edizione italiana del prestigioso riconoscimento internazionale “Retailer of the year”,KIABI, azienda francese di fast fashion con 480 negozi in 14 Paesi, di cui 32 in Italia.

Oltre 300.000 consumatori hanno indicato online la loro preferenza nella valutazione tra 460 insegne food e non food presenti sul territorio nazionale.

KIABI si conferma come migliore Insegna dell’anno sia per l’abbigliamento donna che per il bambino sbaragliando marchi internazionali e con un numero maggiore di negozi sul nostro territorio, e vince inoltre nelle stesse categorie anche i premi come “Negozio web” Italia 2017/2018.

Come si legge in una nota dell’azienda, “i prestigiosi riconoscimenti vanno a premiare gli sforzi di un’azienda giovane e dinamica che si sta sempre più affermando sul territorio nazionale e internazionale, testimoniando come la politica aziendale sia sempre attenta nel creare un legame speciale con la propria clientela ai quali dedica queste vittorie”.

 

 

Elena Mirò apre il primo flagship in Piazza Scala a Milano

Ha scelto una località di grande prestigio Elena Mirò, per il suo Flagship Store: 350 metri quadrati con cinque vetrine su via Manzoni che si affacciano su Piazza della Scala a Milano.

Hans Hoegstedt, AD di Miroglio Fashion, promotore di questo nuovo progetto spiega: «Il nuovo Flagship Store di Elena Mirò assume una importanza fondamentale nel percorso strategico di Miroglio Fashion. Ci sentiamo soprattutto responsabili nei confronti di tutti i milanesi e orgogliosi di aver restituito alla città una location con una grande storia che parte dal 1400 e si sviluppa nel tempo. Una storia a cui, attraverso il nostro spazio, vogliamo dare forza e continuità».

Ed è davvero unica la location, con una storia da raccontare. Nel 1400 il nobile Giovanni Rodolfo Vismara dona ai Frati Minori Osservanti del convento di Santa Maria degli Angeli parte di un edificio che nel tempo prenderà il nome di “Cà delle Comare”. Sulla stessa area, a pochi metri, nel 1778 l’inaugurazione del Teatro alla Scala che deve il suo nome alla chiesa di Santa Maria della Scala, sulle cui ceneri venne costruito. Nel 1817 sarà proprio il palazzo tra via Verdi e via Manzoni a dare i natali allo storico Caffè Cova, che diventerà sempre più il centro di ritrovo della cultura milanese. Con la seconda guerra mondiale, arriveranno i danni e la distruzione e solo grazie al lavoro di architetti come Antonio Cassi Ramelli, sarà possibile restituire vita e bellezza all’edificio.

Il nuovo progetto di Elena Mirò parte proprio dalla volontà di rispettare un luogo così ricco di storia. Il team di architetti di Elena Mirò si è “nutrito” della storia, del design, delle specificità architettoniche dell’edificio per creare un ambiente dal tono alto ma accogliente. Un grande lavoro di restyling, iniziato a giugno 2017, che si è concluso a tempo di record nel mese di ottobre. Ora l’intero palazzo è anche dotato di un impianto di illuminazione esterno che restituisce valore e suggestione negli orari notturni. Una luce che proviene dal palazzo e che restituisce vita e preziosità all’edificio, rendendo Piazza della Scala ancora più magica. 

L’intervento architettonico interno ed esterno sulla location ha mantenuto a guida del progetto alcuni segni forti, come le arcate esterne e interne, e alcuni materiali, poi reinterpretati, tratti direttamente dagli allestimenti originali dell’edifico. «L’equilibrio tra elementi classici e contemporanei – spiega Andrea Vignolo, architetto di Miroglio Fashion proprietaria del brand – è il punto fondamentale di tutto il lavoro e si legge e sintetizza al meglio nel diamante in acciaio lucido che, posizionato al centro dello store, esprime il desiderio di contemporaneità del brand, in armonica contrapposizione rispetto agli elementi più classici. Fanno comparsa finiture preziose, in galvaniche ottone e bronzo, pavimenti in legno posati a spiga e marmi di pregio, dettagli tessili. Forma archetipa ricorrente e citata nel design di arredi ed ambienti, l’arco, come figura di riferimento essenziale del linguaggio architettonico italiano, abbraccio ideale, emblematico simbolo di inclusione».

«Per noi è un ulteriore step della strategia di un brand da sempre vicino alle donne, 365 giorni l’anno. Una pluridecennale conoscenza delle nostre clienti, del loro lifestyle, delle loro abitudini e aspettative, di cui il brand ha saputo far tesoro arrivando a progettare oggi un flagship store in cui spazi ed elementi architettonici sono concepiti per interpretare in modo intimistico l’essenza ‘curvy’ della donna e offrirle una shopping experience davvero personale» commenta Martino Boselli, Brand Director di Elena Mirò.

Oggi Elena Mirò, nato nel 1985, è il brand con maggiore notorietà all’interno del segmento curvy (fonte GFK-Eurisko brand tracking Italia 2016). Una forza ed una reputation importante, costruita in 32 anni di storia attraverso le collezioni, i negozi, l’immagine e vari progetti di comunicazione. Il brand è presente in 28 Paesi con 244 punti vendita monomarca (di cui 147 in Italia) e attraverso 872 negozi wholesale (di cui 542 in Italia).

Elena Mirò è uno dei 12 brand di Miroglio Fashion, la terza azienda sul mercato italiano dell’abbigliamento femminile, società del Gruppo Miroglio, nato nel 1947 e leader nel tessile e abbigliamento.

Il lancio del nuovo Flagship Store rientra nel progetto aziendale “300 in 300”, varato a inizio 2017 da Miroglio Fashion sui suoi brand, che prevede un investimento di 15 milioni di euro per l’apertura e il restyling di 300 punti vendita in 300 giorni.

Un flagship per Urban Outfitters a Milano, nell’ex Fiorucci

Il corner di Urban Outfitters ad Annex Rinascente.

Urban Outfitters arriverà a Milano con un flagship in uno degli spazi più iconici del retail della moda milanese, il grande negozio multipiano in piazza San Babila dove nacque negli anni ’70 Fiorucci e successivamente occupato da uno store H&M chiuso all’inizio di quest’anno.

Il contratto di locazione è stato firmato con Cushman & Wakefield, incaricata da InvestiRE SGR della transazione high street, a testimonianza che il mercato Retail italiano continua ad attrarre marchi a livello globale di alto profilo.

«Quando abbiamo iniziato a lavorare a questo incarico, abbiamo da subito valutato quali brand internazionali già presenti in altri mercati europei non erano ancora entrati in Italia e quali tra questi potevano essere ideali per le caratteristiche di questo immobile. Siamo sempre stati molto fiduciosi di poter trovare un brand prestigioso quale Urban Outfitters, che permettesse di valorizzare questo asset su corso Vittorio Emanuele» hanno commentato Thomas Casolo, International Partner, Head of Retail di Cushman & Wakefield Italia e Matteo Alessandrino, Partner del dipartimento Retail.

I dettagli dell’apertura non sono ancora stati rivelati. Il brand è già in Italia, sempre a Milano, dall’inizio del 2015 con un corner nello spazio Annex di Rinascente Duomo. Il brand statunitense è nato nel 1970 per iniziativa di Richard Hayne, Judy Wicks e Scott Belair, ed è oggi una multinazionale che controlla diversi marchi. Oltre a Urban Outfitters, Anthropologie, Free People e Terrain. L’azienda ha chiuso il primo semestre 2017 al 31 luglio con ricavi per oltre 1,6 miliardi di dollari, di cui 608 milioni con Urban Outfitters.

La proposta affianca capi, accessori e oggetti di design dal gusto hipster. Tra i nuovi mercati di Urban Outfitters nel mondo oltre all’Italia c’è Israele, dove l’azienda aprirà a breve un negozio, a Tel Aviv all’interno del Dizengoff Center.

Un flagship a Zurigo per Ovs, continua la riconversione dei Charles Vögele

Il processo di conversone della rete Charles Vögele è in pieno corso e a segnare questa importante operazione Ovs lancia il nuovo flagship store di Zurigo. La trasformazione della rete Charles Vögele, avviata a metà luglio, ha visto l’apertura di oltre 90 negozi dei 145 previsti entro la fine di novembre, tra cui Losanna, Ginevra, Basilea, Berna.

Il flagship di oltre 1.700 metri quadri sorge nella centralissima Sihlstrasse, e presenta l’intera gamma delle collezioni uomo, donna, bambino, beauty.

«Siamo ormai oltre la metà del nostro programma di conversioni – ha affermato l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Stefano Beraldo – e stiamo procedendo nel rispetto dei tempi previsti. L’andamento degli oltre 90 negozi già aperti da luglio ad oggi in tutto il territorio svizzero è molto positivo e incoraggiante per il futuro. Le performance conseguite dai nuovi store dimostrano che i clienti svizzeri apprezzano non solo lo stile contemporaneo e l’accessibilità dei prezzi OVS, ma anche il tocco italiano che caratterizza le nostre collezioni e l’ampia proposta del mondo bambino».

 

Pulizia di linee, attenzione eco, esperienze digital

Ad accogliere i clienti zurighesi c’è uno spazio contemporaneo ed essenziale che si caratterizza per il design dalle linee pulite e una grande attenzione all’ecosostenibilità nella scelta dei materiali.

Ma il flagship store di Zurigo, seguendo una strategia del gruppo, offre anche la possibilità di vivere un’innovativa digital shopping experience. Oltre al camerino virtuale nel quale provare i vestiti con la possibilità di specchiarsi fronte/retro, si può interagire con gli assistenti alla vendita, che sono muniti di iPad, o consultare i totem multimediali per verificare la disponibilità delle taglie nel negozio più vicino o acquistare on line. È attivo un servizio di click&collect.

OVS S.p.A., con i marchi OVS e UPIM, è leader in Italia nel value fashion retail con una quota di mercato pari al 7,55% (dati giugno 2017, fonte Sita Ricerca). La rete di vendita in Italia e all’estero conta circa 1500 negozi a gestione diretta e in franchising. Quotata alla Borsa Italiana dal marzo 2015, ha chiuso il 2016 con un fatturato pari a 1.363 milioni di euro.

 

Veste nuova dopo il restyling per il flagship TALLY WEiJL di Basilea

Sono stati necessari cinque mesi di ristrutturazione, ma ha alla fine riaperto al pubblico con una veste tutta nuova il negozio simbolo di TALLY WEiJL, situato, come si conviene a un marchio elvetico,  nella piazza più importante di Basilea, Marktplatz.

Lo spazio di oltre 450 metri quadri presenta tutti gli elementi che caratterizzano il DNA del marchio in chiave moderna e artistica. Il colore rosa ad esempio, da sempre simbolo di TALLY, prende nuova vita nelle mille sfumature della carta da parati floreale che riveste le pareti. I maxi adesivi e gli stencil dal gusto pop contribuiscono a creare un ambiente più giovane e “graffiante”.

«Sono molto contenta del risultato – ha dichiarato Tally-Elfassi Weijl, CEO del marchio svizzero di moda -. La location di Basilea è molto importante per noi perché qui si trova il nostro headquarter e il negozio di Marktplatz è un simbolo per TALLY WEiJL sin dal 1992, anno in cui è stato aperto. Il nuovo flagship-store è il luogo perfetto in cui offrire gli ultimi trend e la nostra visione della moda alle donne che condividono la nostra passione».

La riapertura del punto vendita, celebrata in puro stile TALLY WEiJL, ha previsto un VIP Party che ha animato Basilea fino a tarda notte, con esibizione live dei Pharms e madrina d’eccezione la blogger-supermodel svizzera più famosa nel mondo, Xenia Tchoumi.

Le attività, aperte a tutte le clienti TALLY WEiJL, sono proseguite per tre giorni, con DJ set e animazioni e con il super BUNNY Rosa in negozio che invitava a giocare. Ogni cliente ha ricevuto una goodie-bag con i prodotti più cult dell’autunno.

Fondata nel 1984 in Svizzera,TALLY WEiJL è un’impresa a conduzione familiare diventata oggi un retailer multicanale con 900 negozi dislocati in più di 40 Paesi.

 

Integrazione multicanale, l’App Ovs ora recupera la taglia e la recapita instore

Spingono sull’omnicanalità le nuove funzioni integrate nell’App di Ovs, con l’obiettivo di armonizzare lo shopping on line e quello off line per offrire un servizio in grado di soddisfare tutte le richieste dei propri clienti.

Mentre la funzione “Cerchi la taglia?” permette ai clienti di individuare nel catalogo online il capo o accessorio OVS non disponibile in negozio, con il Collect&Pay, è possibile farsi consegnare in negozio i capi acquistati in tempi brevi e senza costi aggiuntivi, con pagamento tramite smartphone o al ritiro in negozio.

Di più: il serviizo è veloce e intuitivo perché basta scansionare il codice a barre riportato sul cartellino del capo tramite la APP OVS del capo non disponibile in negozio nella taglia o nel colore desiderato, e, oltre a scoprire tutte le caratteristiche del capo scelto, si potrà verificarne la disponibilità online o negli store vicini. Tramite la APP o in negozio con il supporto degli addetti alla vendita, sarà inoltre possibile procedere all’acquisto scegliendo di farlo recapitare gratuitamente in store con pagamento al ritiro, attraverso la nuova modalità Collect&Pay.

Recentemente premiata per la digital shopping experience che integra l’esperienza on e off line del cliente con il “Netcomm e-Commerce Award 2017” nella sezione Abbigliamento e Accessori – Omnichannel, OVS pone da sempre forte attenzione all’innovazione tecnologica. Su ovs.it e in store i clienti possono infatti vivere una digital shopping experience a 360° grazie a servizi innovativi quali i camerini virtuali, gli Interactive Kiosk e la “Mini Magic Room”, gli assistenti alla vendita muniti di iPad, il servizio collect&pay.

L’APP dedicata consente inoltre di accedere ad ogni tipo di informazione riguardante i prodotti, collezionare virtual point, ricevere Fashion Message (notifiche personalizzate con logiche di proximity marketing) e pagare direttamente dal proprio smartphone, anche in modalità contactless.

 

 

A MondoJuve debutta un nuovo store Kiabi, tra shopping experience e multicanalità

Un nuovo KIABI Free di 1.600 metri quadri debutta a Torino all’interno dello Shopping Center più grande del Piemonte “Mondo Juve”. E continua, anche per il 2017, lo sviluppo in Italia dell’azienda di abbigliamento francese con l’obiettivo di migliorare la qualità e l’emozione dell’esperienza di acquisto dei propri clienti, lavorare al miglioramento dei punti vendita, dei servizi e dell’aggiornamento continuo delle collezioni.

Il punto vendita è concepito secondo il design distintivo di KIABI Free concept store di ultima generazione in continua evoluzione. Il reparto bambino è strutturato in modo chiaro e leggibile per agevolare le scelte più razionali compiute dalle mamme così come il reparto uomo, mentre il mondo donna si propone attraverso un approccio più sorprendente ed emozionale. Oltre al restyling dei locali e della zona camerini, dove a predominare è il colore bianco, il nuovo format prevede servizi per soddisfare tutte le esigenze, inclusa la presenza costante di addetti ben formati all’assistenza dei clienti. Uno dei principali obiettivi del KIABI Free è inoltre quello di creare una relazione tra store digitale e fisico confermando la strategia cross canale dell’azienda: il cliente potrà effettuare gli ordini da casa e ritirarli in negozio; qualora non trovasse nel punto vendita i capi desiderati potrà connettersi allo store virtuale (tramite gli schermi o il proprio device mobile) e verificarne la disponibilità in altri punti vendita.

 

Obiettivo: uno store in ogni provincia

«Il territorio torinese rappresenta per KIABI uno storico e importante bacino d’utenza in quanto sono presenti, grazie a quest’ultima apertura, cinque diversi punti vendita – spiega Massimo Pozzi, Direttore Sviluppo KIABI Italia -. Siamo molto contenti di inaugurare un nuovo KIABI Free all’interno di Mondo Juve, che si prefigura come uno degli Shopping Center Italiani più importanti, per dimensioni e numero di store. L’Italia rappresenta per KIABI il terzo mercato dopo Francia e Spagna e l’obiettivo dell’azienda è quello di puntare a uno sviluppo che garantisca la copertura di tutti i capoluoghi di provincia, con almeno uno store, all’interno delle gallerie dei migliori Centri Commerciali. Ovviamente nelle città più importanti, come nel caso di Torino, i negozi KIABI saranno più numerosi».

Nei prossimi mesi è prevista l’inaugurazione di altri due punti vendita, a Firenze e Ascoli.

KIABI è il brand nato in Francia nel 1978 per iniziativa della famiglia Muliez, gruppo che ha fondato Auchan, Decathlon, Leroy Merlin e Pimkie.

Uniqlo, prima che arrivi in Italia ve lo facciamo vedere noi

Unisce due nomi, ‘unique’, unico e ‘clothing’, vestiti, Uniqlo, brand di abbigliamento nato in Giappone nel 1984 e proprietà di Fast Retailing (insieme a GU, Theory, Comptoir des Cotonniers, Princesse tam.tam e J) che conta oltre 1300 punti vendita in 15 Paesi e dovrebbe arrivare nella primavera del 2019 in Italia, a Milano, piazza Cordusio (giusto di fianco a Starbucks, debutto ancor più atteso). In realtà il marchio è meno noto da noi ma è sinonimo di semplicità e qualità a prezzi ragionevoli: per assicurare questi ultimi, ogni capo è disegnato e confezionato sotto lo stretto controllo dell’insegna. Gli store, simili nel concept, sono contraddistinti dalla pulizia e dalla chiarezza espositiva. Noi siamo andati a visitare questo di Berlino in Hackescher Markt. 

[Not a valid template]Secondo il Sole 24 Ore il flagship store di Milano (3mila metri quadri, si dice, in corso di ristrutturazione) sarà solo il primo di una trentina di punti vendita da aprire nei successivi cinque anni nel nostro Paese, nelle principali città (Firenze e Roma in primis) secondo le indiscrezioni che circolano sul mercato.
Nel frattempo Uniqlo dopo aver aperto i  ventesimo store francese a Lione si prepara al debutto spagnolo, quest’autunno, in un’altra location di prestigio: Passeig de Gracia, a Barcellona. L’Italia sarebbe il settimo mercato europeo del brand, che nel Vecchio Continente ha una cinquantina di punti vendita.

Il brand sta anche testando innovativi canali di vendita come il vending (leggi Con Uniqlo maglie e giacche si comprano al volo nel distributore) e sembrerebbe puntare a diventare una sorta di covenience store dell’abbigliamento, proponendo capi basici ma di qualità in location di grande passaggio, stazioni ed aeroporti, dove punta all’acquisto di impulso (o, meglio, di dimenticanza: cosa ho lasciato a casa che manca in valigia?).

Zalando cresce in doppia cifra e punta sull’Italia con un secondo centro logistico

Il centro logistico Zalando di Erfurt.

Crescita in doppia cifra per Zalando, con ricavi aumentati del 21,5% nel primo semestre del 2017. Un boom a cui non è estranea l’Italia, dove l’azienda tedesca ha annunciato l’apertura di un secondo centro di distribuzione dopo il magazzino satellite di Stradella, in provincia di Pavia. La nuova struttura sarà di dimensioni comparabili a quelle degli esistenti hub di Lahr, Erfurt e Mönchengladbach, e opererà in parallelo al magazzino satellite di Stradella (provincia di Pavia, attivo da inizio 2016), tuttavia servendo più mercati e non limitandosi alla sola distribuzione sul suolo italiano. I lavori di costruzione del nuovo magazzino inizieranno nell’arco dei prossimi 8 mesi.

«Il mercato online italiano – dice Giuseppe Tamola, country manager Zalando per l’Italia – cresce rapidamente, trainato da un consumatore sempre più entusiasta e al contempo attento. Sin dal lancio in Italia nel 2011 abbiamo stabilito quelli che sono diventati gli standard di servizio per la vendita online di moda. Quest’ulteriore importante investimento ci consente di andare oltre quanto fatto ad oggi, e potenzialmente di introdurre elementi di innovazione a beneficio dei nostri clienti così come dei brand nostri partner».

Quanto ai risultati finanziari per il primo semestre 2017, Zalando ha messo a bilancio ricavi pari a 2.080,7 milioni di Euro (+21,5% rispetto allo stesso periodo nel 2016) e un Ebit (guadagno prima di interessi e tasse) rettificato di 102,1 milioni di Euro (margine del 4,9%). L’azienda prevede di chiudere l’anno con una crescita più vicina al 25% che al 20% per quanto concerne il fatturato, e attorno al 5% per l’Ebit. Dei ricavi poco meno della metà (1017,9 milioni) arrivano dal Dach (Germania, Austria, Svizzera), 898,1 dal resto dell’Europa e 164,7 dal resto del mondo.

Nell’ultimo trimestre Zalando ha avviato molte iniziative strategiche: tra esse il lancio di Zalando Fulfillments Solutions con Bestseller come principale partner, che dà ai marchi di moda accesso alla propria infrastruttura logistica e al proprio know-how; e la chiusura dell’accordo con Anatwine, un’azienda che sviluppa software che facilitano i brand nella vendita del proprio merchandise ai rivenditori, e con KICKZ, rivenditori multichannel con focus sui prodotti per il basket, ciò che rafforza Zalando nei segmenti sport e lifestyle. Altri marchi sono entrati nell’assortimento Zalando, da Lacoste a Nike, da Pepe Jeans a Esprit.

Le performance di Zalando sono in continua crescita. Nel primo semestre 2017 l’azienda tedesca ha fatto registrare 1.212 milioni di visite al sito (il 69,3% da dispositivi mobili), ha avuto 21,2 milioni di clienti, 42,1 milioni di ordini ciascuno del valore medio di 63,8 euro. Ad oggi ha 13.218 dipendenti.

Per i costumi Italia più cara del Sud Europa, con un business da 369,22 milioni di euro

Tempo d’estate, tempo di costumi: un capo d’abbigliamento imprescindibile in questa stagione che però non costa ovunque allo stesso modo: proprio l’Italia sarebbe anzi, in media, il Paese più caro per acquistare un costume. Lo dice l’indagine di Cuponation, piattaforma internazionale di risparmio, che ha analizzato i prezzi per Paese, andando poi a indagare se effettivamente le tendenze delle passerelle abbiano un riscontro tra le consumatrici nostrane.

Secondo i dati di Statista.com sul prezzo medio da pagare per acquistare un costume femminile nel Sud Europa, l’Italia sarebbe al primo posto, con 19,91 euro al pezzo, seguita da Slovenia e Francia; la Croazia invece è il Paese dove conviene maggiormente, con un costo medio di soli 3,71 euro. 

Nonostante i prezzi elevati, le donne italiane non intendono comunque rinunciare ad aggiornare costantemente i loro look da spiaggia: il mercato italiano dei costumi femminili è infatti il principale del Sud Europa, con un giro d’affari di 369,22 milioni di euro nel 2017, seguito da Francia e Spagna, a conferma del ruolo fondamentale costituito della moda mare nella nostra cultura.

 

Il ritorno del costume intero

Sulle passerelle e nei blog di moda il principale trend dell’estate vede il ritorno in grande stile dei costumi interi, ma le consumatrici hanno seguito i suggerimenti? Una conferma viene dalle ricerche su Google del termine “costume intero”, in costante crescita dal 2013 (+572% tra il 2013 e il 2017), e quasi raddoppiato rispetto all’estate 2016.

Secondo quanto emerso dalle ricerche di Google Trends, pare che, mediamente, “costume intero” sia stato ricercato principalmente dalle donne residenti nelle grandi città: Roma in primis, seguita da Palermo, Milano (sorprendentemente soltanto in terza posizione), Torino e Napoli, mentre il termine “bikini”, per coloro meno propense a sperimentare i nuovi trend, risulti più ricercato in centri minori, con Lucca, Rimini e Vicenza nelle prime posizioni.

I prezzi medi dei costumi e le dimensioni dei mercati sono stati ricavati da statista.com, e sono relativi all’anno 2017. I prezzi sono stati convertiti in euro con tasso di conversione relativo al 27 luglio 2017 rilevato da http://www.xe.com/.
I dati relativi alle ricerche Google derivano dall’elaborazione interna di dati ricavati da Google Trends. I dati relativi all’andamento delle ricerche per anno si riferiscono ai mesi di maggio, giugno e luglio di ogni anno e sono stati raccolti in data 30 luglio 2017. I dati relativi alle ricerche per città si riferiscono al periodo 20 luglio 2012 – 20 luglio 2017 e sono stati raccolti in data 20 luglio 2017.

CupoNation è la piattaforma leader in Italia e presente in 18 paesi nel mondo che mette a disposizione codici promozionali e sconti per diverse categorie di prodotti e servizi. Fondata nel 2012, è basata a Monaco con uffici a Parigi, Madrid, San Paolo, Mosca e Gurgaon.

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