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Ecco Aldi, il discount tedesco debutta in Italia con un formato ad hoc

Un formato pensato per il non facile mercato italiano, nel layout, bello, pulito, quasi di design, e negli assortimenti. È stato presentato ieri a Castellanza (Va) alla stampa: apertura prevista l’1 marzo con 10 punti vendita nel Nord Ovest: Bagnolo Mella (BS), Cantù (CO), Castellanza (VA), Curno (BG), Peschiera del Garda (VR), Piacenza, Rovereto (TN), San Donà di Piave (VE), Spilimbergo (PN), Trento. 

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L’ingresso di ALDI in Italia avviene dopo due anni di studio e preparazione, dalla sede di Verona. Il piano di sviluppo prevede l’apertura di più di 45 punti vendita nel Nord Italia entro la fine del 2018. Ad oggi il brand ha assunto oltre 880 collaboratori, con la prospettiva di chiudere l’anno con più di 1.500 assunzioni. ALDI è parte del Gruppo ALDI SÜD: con sede centrale in Germania e con oltre 100 anni di storia, conta più di 5.900 punti vendita in 11 Paesi, compresa la new entry Italia.

Con 1900 referenze tra cui oltre 100 referenze tra frutta e verdura e l’85% di linee a proprio marchio, prodotti da forno sfornati nel punto vendita e il 75% di referenze da fornitori italiani, l’azienda garantisce ogni giorno ai propri clienti prodotti selezionati che uniscono qualità e convenienza in una logica di every day low price, mentre due volte a settimana sono previsti ulteriori ribassi. Poca tecnologia, a parte schermi per il digital signage. Ma come hanno più volte commentato i manager tedeschi presenti, abbottonatissimi su ampiezza dell’investimento e strategie di marketing (come si distingueranno dalla concorrenza degli altri discounter? Il resto della Gdo è considerata concorrente diretta? “Non abbiamo guardato gli altri, abbiamo sviluppato il format solo pensando alle esigenze del consumatore italiano”) il format è fatto (anche) pr sondare il mercato, e con il tempo sarà arricchito anche su questo fronte, come avviene in altri Paesi.

Ad oggi l’elemento distintivo del format ALDI è la capacità di concentrarsi sull’essenziale e offrire ai clienti una gamma di prodotti selezionati che uniscono qualità e convenienza. Tutto questo è frutto di un approccio caratterizzato da processi logistici efficienti e tempi di stoccaggio e trasporto brevi che assicurano freschezza, qualità e convenienza.

«Siamo estremamente orgogliosi di entrare nel mercato italiano, rinomato in tutto il mondo per la sua ineguagliabile cultura enogastronomica. Il nostro impegno nel venire incontro ogni giorno alle esigenze dei clienti italiani – grazie all’attenzione per l’origine, la freschezza e la qualità dei nostri prodotti – rappresenta la nostra più grande sfida. Negli ultimi due anni ci siamo preparati per rispondere al meglio alle richieste della clientela italiana, attraverso un’idea di spesa completamente nuova che, in linea con la nostra filosofia aziendale, pone al centro prodotti selezionati che uniscono qualità e convenienza» ha detto Michael Veiser, Group Managing Director di ALDI.

È Aldi l’insegna preferita in Uk, e Tesco pensa a lanciare un format discount

È Aldi l’insegna preferita dai britannici nel 2018, secondo il tradizionale sondaggio di which? pubblicato oggi, nella quale sbaraglia la chiccosissima Waitrose, prima per i passati tre anni, e da sempre nel cuore degli inglesi. Le motivazioni? L’ottimo rapporto prezzo qualità, il fresco,  le sue private label. Sul podio anche Lidl, al terzo posto dopo l’alta gamma di Marks&Spencer. Una fotografia, in fondo, dello stato di fatto della Gdo britannica nella quale, complice la crisi economica, le “Big Four”, Tesco Morrisons Asda e Sainsubury’s (che si è piazzata all’ultimo posto) sono state letteralmente prese d’assalto dall’arrivo dei discounter tedeschi che oggi hanno una quota di mercato secondo l’ultima rilevazione di Kantar Worldpanel dell’anno concluso il 28 gennaio, del 6,9% (in crescita dal 6,2% dell’anno precedente)  se del 5% (in crescita dal 4,5% ) rispettivamente. Per un totale che sfiora il 12%, un ottavo del carrello della spesa complessivo.

Come si vede dalla tabella, le aree grigie dei discount sono le code alla cassa e la disponibilità dello staff (per Aldi), oltre al layout degli store. Fattori però verso i quali si riesce a chiudere un occhio, a fronte di una buona qualità a basso prezzo. La sensazione chiara guardando i primi posti, con due discounter e due supermercati di alta gamma,  è che non ci sia grande posto per la fascia media.

Un campanello d’allarme per le catene nostrane, a pochi giorni dall’apertura del primo punto vendita Aldi italiano prevista per giovedì.

E, se non puoi combatterli, copiali: sembra essere giunto a questa conclusione Tesco, che secondo indiscrezioni della stampa starebbe pensando a lanciare una propria catena discount. Le caratteristiche? Un assortimento decisamente ridotto (da 25mila a 3mila referenze) . Un’altra possibilità che secondo il Guardian potrebbe essere sondata è quella della formula CostCo,  vendite all’ingrosso di articoli più svariati, dal gioielli all’automobile alla carta igienica. Un format che Tesco ha già testato in Thailandia.

Non è la prima volta che una delle insegne tradizionali britanniche pensa a un a simile mossa: lo aveva fatto Sainsbury’s nel 2014 alleandosi con la danese Netto. I risultati sono stati finora deludenti: dopo un paio di anni gli store Netto sono stati rilevati da… Aldi, appunto. Il modo di lavorare, secondo un esperto interpellato dallo stesso Guardian, la difficoltà starebbe proprio nella diversità di approccio e di gestione delle due tipologie di business. Ma il modello tedesco, almeno per il momento, sembra quello che meglio si sta adattando ai profondi mutamenti nelle modalità di acquisto del consumatore di questi anni, contraddistinte da una spesa frequente, locale, veloce ma in linea con i propri gusti e desideri.

Chi è Aldi, il discount tedesco che aprirà il primo punto vendita italiano il 15 gennaio

Dopo tanta attesa, la sede e il Cedi posizionato a Verona e un’espansione prevista per ora nel Nord Italia c’è una data: il 15 gennaio, fissato per l’inaugurazione del primo punto vendita Aldi in Italia. Per ora il riserbo è strettissimo sulla location: si sa solo che sarà in una regione del Nord.

La catena discount concorrente di Lidl è una potenza in Germania. Acronimo di ALbrecht-DIscount) è stata fondata dai fratelli Karl e Theo ALbrecht che avevano rilevato a Essen-Schonnebeck il “commercio di prodotti da forno” di famiglia, aperto nel 1913, nel 1946. Nel 1961 decidono di dividere l’impresa in due insegne, strettamente collegate: Aldi Nord e Aldi Sud che si spartiscono il territorio al di fuori di ogni logica di concorrenza.

Nel suo complesso i due Aldi posseggono 14.429 punti vendita di cui 4.789 Nord, e Aldi Süd 5.760 (di cui all’estero,  3.880).

Fuori dalla Germania la catena è presente in Australia, Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Ungheria, Irlanda, Lussemburgo, Olanda, Polonia, Portogallo, Slovenia, Spagna, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti.

Nata con la filosofia della “concentrazione sull’essenziale”, l’insegna si è rivelata negli ultimi anni estremamente attenta ai nuovi sviluppi del mercato e alle esigenze del nuovo consumatore. Tanto che ne abbiamo parlato più volte anche su instoremag: per questo qui di seguito vi riproponiamo i link ad alcuni nostri articoli, utili per farsi un’idea su cosa dobbiamo aspettarci dal discount tedesco che ha rivoluzionato ad esempio il mercato della Gdo britannica (insieme a Lidl), andando seriamente a minacciare ai tempi della crisi economica il dominio sul mercato delle “Big 4” e scatenando una vera e propria guerra dei prezzi, le tradizionali insegne della Gdo. Anche se immaginiamo la localizzazione sul mercato italiano sarà inevitabile e apporterà i dovuti aggiustamenti.

È Aldi l’insegna più amata dai giovani tedeschi, piacerà anche ai giovani italiani?

Stop ai sacchetti monouso da Aldi (compresi carta e compostabili)

Una serie video per promuovere i propri vini: succede, da Aldi Sud

Aldi Sud apre un bistrò pop up per l’estate, con i suoi prodotti

Aldi lancia un servizio di music streaming in Germania e fa concorrenza a Spotify

 

È Aldi l’insegna più amata dai giovani tedeschi, piacerà anche ai giovani italiani?

È Aldi, Sud e Nord, l’insegna più amata dai giovani tedeschi: ha vinto infatti il premio per il “Supermercato più popolare“ al YoungBrandAwards di quest’anno, il settimo della iniziativa portata avanti da Youngcom. Un riconoscimento tutt’altro che banale,  dato che secondo alcuni analisti l’attuale successo dell’insegna – una delle prime a proporre la formula discount, già dagli anni ’50 – sia proprio dovuto all’attrazione che esercita verso fasce di consumatori che tradizionalmente non fanno la spesa. come giovani e perfino adolescenti.

Il YoungBrandAwards premia le marche più popolari tra gli under 30. In totale, più di 27.000 partecipanti in tutte le fasce di età hanno partecipato al voto su web da maggio a ottobre. Ma tra questi, oltre 11.000 partecipanti sono giovani dai 13 ai 29 anni. 

«Abbiamo preso diverse misure in questi ultimi anni per creare esperienze di marca avanzate. Il premio è un grande riconoscimento per noi perché significa che ALDIè molto popolare anche con target dei giovani» ha detto Kirsten Geß, responsabile Comunicazione di ALDI.

Il sondaggio dei YoungBrandAwards segnala non solo l’insegna, ma anche i marchi più popolari all’interno di una categoria, come il cioccolato o le auto. Sono nominati per il premio e partecipano al voto i più popolari sei marchi di una categoria. ALDI ha dunque prevalso su cinque concorrenti. Quest’anno le marche in lizza erano 168 in 28 categorie. «Siamo molto lieti che i giovani siano entusiasti di Aldi e lo considerino il luogo più popolare per la spesa. Evidentemente hanno valutato positivamente la nostra gamma di prodotti, il nostro buon rapporto qualità-prezzo e le nostre azioni innovative» dice Serra Schlesinger, responsabile della comunicazione aziendale presso ALDI Nord.

Il discount tedesco dovrebbe aprire i primi punti vendita italiani già entro la fine del 2017, con una sessantina di punti vendita nel Nord Italia. Tra le prime aperture potrebbero esserci Castellanza (Va), Cantù (Co), Conegliano (Tv) e Rovereto (Tn). Intanto La Stampa annuncia l’inizio dei lavori del punto vendita di viale Curtatone a Novara, mentre già da quest’estate la catena tedesca sta attivamente cercando nuovi manager da inserire in appositi percorsi di training nelle province di Novara, Bergamo, Brescia, Milano, Udine, Modena, Parma, Bologna, Verona, Treviso, Trento, Venezia, Bolzano e VicenzaIl quartier generale operativo è stabilito a Verona e il centro distribuzione a Oppeano.

Stop ai sacchetti monouso da Aldi (compresi carta e compostabili)

Se economia circolare dev’essere, che economia circolare sia: dice uno stop ai sacchetti monouso senza se e senza ma, con teutonica intransigenza, la tedesca Aldi (divisa in Sud e Nord, ma l’iniziativa vale per entrambe). L’insegna diventa così il primo rivenditore alimentare di rilievo in Germania ad offrire ai propri clienti solo borse riutilizzabili alla cassa.

«È una scelta consapevole e un passo ulteriore per rinunciare non solo ai sacchetti di plastica monouso, dannosi per l’ambiente, ma anche ai sacchetti di carta. Un’alternativa anch’essa non sostenibile, a causa del loro elevato consumo di energia e di acqua nella produzione e della durata ridotta» ha commentato Philipp Skorning, Direttore Assicurazione Qualità e Responsabilità d’Impresa di ALDI.

In alternativa Aldi proporrà borsoni esclusivamente riutilizzabile consegnati coni trasporto durevole e realizzati in Germania per oltre l’80 per cento con materiale riciclato. Il ricavato dalla vendita sarà utilizzato interamente per progetti ambientali. La nuova borsa riutilizzabile sarà inizialmente offerta nella regione di Monaco di Baviera e in Aldi Nord nella zona di Berlino, e da ottobre 2017 sarà introdotta progressivamente in tutti i negozi di ALDI. Contestualmente, tutti i sacchetti monouso saranno eliminati. Il passaggio completo sarà completato tenendo conto dei contratti di fornitura esistenti che terminano nel 2018.

 

Monouso no grazie, è così già in California

Una decisone forte che non mancherà di far discutere quella di Aldi, ma che segue ai numerosi gridi di allarme sul crescente inquinamento da plastica che colpisce in particolare il mare, tanto che la Gdo aveva già preso delle iniziative a proposito. Ma raramente così definitive. La britannica Tesco ad esempio a maggio ha fatto una prova in tre punti vendita per dieci settimane con l’idea di ritirare progressivamente i sacchetti monouso da tutti gli store. Nel Regno Unito a ottobre 2015 è stata introdotta una tassa che obbliga a far pagare 5 penny ogni sacchetto, e dopo meno di un anno il consumo di borse monouso era già calato dell’85%. Recentemente due grandi insegne australiane, Woolworths e Coles, hanno annunciato che entro 12 mesi non daranno più alla clientela i sacchetti monouso. La California è il primo stato che, dallo scorso novembre, ha bandito l’uso di sacchetti monouso dai grandi supermercati (con superficie maggiore a 20mila piedi – 1800 metri quadri – o a 2 milioni di fatturato annuo), dalle farmacie e dai chioschi e food truck.

Secondo il sito di news australiano ABC i sacchetti monouso per le insegne della Gdo sono un costo, tra acquisto, immagazzinamento e distribuzione nei negozi oneroso ed evitabile, che nel Paese potrebbe, ove venissero eliminate, portare a un risparmio di 170 milioni di dollari all’anno.

Aldi lancia un servizio di music streaming in Germania e fa concorrenza a Spotify

I soliti snob l’hanno già chiamata “musica per le masse”. Ma ha sorpreso davvero la mossa di Aldi, discount tedesco che insieme a Lidl ha sconquassato il mercato della GDO britannica, di realizzare uno streaming musicale – Aldi Life Musik – andando a concorrere direttamente con il gigante americano Spotify e il francese Deezer (e intanto è arrivato pure Apple Music). Altro che differenziare il business, qui l’insegna tedesca entra davvero in territorio “altro”, ma per far ciò si allea con una vecchissima conoscenza: Napster, già proprio il primo e più noto sistema di file sharing creato da Sean Parker nei primi anni 2000 (passata tra varie mani, è ora proprietà di Rhapsody) e passato alla storia per avere rivoluzionato il modo di fruire musica, di fatto mettendo in ginocchio le major che per anni avevano fatto il bello e il cattivo tempo nel settore.

I numeri infatti sono di tutto rispetto: 34 milioni di canzoni, numerose playlist, 4000 programmi radio e più di 10mila audiolibri.  Il tutto per il modico prezzo di 7,99 euro per 30 giorni (contro i 9,99 euro di Deezer e Spotify: low cost anche nella musica). Per ora Aldi Life Musik è disponibile solo per gli utenti di Aldi Talk, il servizio di telefonia dell’insegna, ma l’insegna discount punta a un mercato in forte crescita in Germania: +87% nei primi sei mesi del 2015. Ma non è detto che la cosa funzione: già Tesco anni fa aveva acquistato nel 2013 Blinkbox, un servizio di musica e libri digitali per offrire un nuovo prodotto ai clienti, ma l’ha venduto nel gennaio di quest’anno dopo soli tre anni. Il Motivo? La concorrenza dei “professionisti” XBox Music, iTunes (e ora Apple Music) e Spotify. Vedremo se anche in questo campo le perfomance di Aldi si riveleranno migliori di quelle del gigante della GDO anglosassone.

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