In un mercato del lavoro sempre più dinamico con oltre 4 aziende su 10 nel settore del Retail/Gdo che prevedono un aumento dell’organico nei prossimi 12 mesi, per i lavoratori si aprono nuove opportunità. Qual è l’effetto di questo scenario? Che aumenta il desiderio di mobilità: oltre 6 dipendenti su 10 del settore si dichiarano pronti a cambiare azienda entro un anno, anche con l’obiettivo di migliorare i propri stipendi.
La retribuzione resta infatti un tema centrale: la Ral media annuale del settore Retail/Gdo è di 50.830 euro, di poco inferiore alla media nazionale di 56.360 euro, ma quasi 6 lavoratori su 10 del settore (63%) la considerano non adeguata alle responsabilità ricoperte. Inoltre, guardando alla propria esperienza, i professionisti riconfermano che il principale modo per aumentare la propria retribuzione è quello di cambiare l’azienda (30%), e nella scelta contano sempre di più i benefit.
IL SALARIO CONTA, MA NON BASTA
È questa la fotografia emersa dal report annuale Hays Salary Guide 2026, presentato da Hays Italia, società attiva nel recruitment specializzato. L’obiettivo è monitorare i principali trend del mercato del lavoro in Italia per l’anno 2025 e le aspettative per il 2026. L’indagine è stata condotta su un campione di circa 1.300 intervistati tra colletti bianchi e aziende, di diversi settori. A partire da questi dati, è stata poi elaborata una panoramica di approfondimento dedicata al settore Retail/Gdo, estrapolando le evidenze più rilevanti emerse dall’analisi complessiva. È un segnale chiaro per le imprese: oggi l’attrattività non si gioca solo sugli stipendi, ma su un’offerta complessiva che valorizzi crescita interna, retribuzione e i benefit in modo coerente con le aspettative delle persone.
COSA FARE PER ATTRARRE (E TRATTENERE) I TALENTI
“Il 2026 non sarà un anno di attesa, ma di scelte strategiche – commenta Chris Dottie, Managing Director di Hays Italia –. In un mercato del lavoro in cui le persone valutano sempre più il pacchetto complessivo – retribuzione, benefit, qualità dell’ambiente e contenuto del ruolo – le aziende devono agire su tre fronti: trasparenza salariale, per prepararsi alla nuova normativa e rafforzare fiducia ed equità; sviluppo delle competenze, per colmare gli skill gap con percorsi chiari di crescita; intelligenza artificiale, da integrare in modo responsabile per aumentare produttività e valore. Allo stesso tempo, diventa essenziale costruire percorsi di crescita chiari e sostenibili, valorizzare correttamente l’impegno richiesto e creare contesti inclusivi e flessibili. Oggi attrarre e trattenere talenti significa investire in persone, competenze e cultura: chi anticipa il cambiamento lo trasforma in un vantaggio competitivo”.
MOBILITÀ E RETRIBUZIONI: IL 62% DISPOSTO A CAMBIARE AZIENDA
Sul fronte retributivo, la Hays Salary Guide 2026 conferma che per molti professionisti l’aumento passa ancora dalla mobilità: la principale motivazione legata all’incremento degli stipendi – anche nel settore Retail/Gdo – è infatti il cambio di azienda (30%). Guardando al 2026, la mobilità resta un’opzione concreta per una quota rilevante di professionisti (62%), un dato superiore a quello nazionale (44%). Questo anche perché, sul fronte dei percorsi di carriera aziendale, per oltre 6 rispondenti su 10 non esiste una struttura di promozione chiara (41%) o non sono a conoscenza di come vengono gestite le promozioni (24%).
Sul piano dei livelli retributivi, la Ral media nazionale del settore Retail/Gdo rilevata è pari a 50.830 euro, inferiore alla media nazionale che si attesta a 56.360 euro. Per esperienza, gli stipendi crescono progressivamente: si parte da 37.620 euro per profili con 2–5 anni di esperienza, si sale a 49.490 euro nella fascia 5–10 anni e si arriva a 82.710 euro oltre i 10 anni.
I BENEFIT INDIRIZZANO LA SCELTA DEL LAVORATORE
Tra i fattori più importanti nella scelta di un nuovo ruolo emerge il pacchetto di benefit (58%), un dato che nel Retail/Gdo risulta superiore alla media nazionale e che conferma il peso crescente di questo elemento nella valutazione delle opportunità professionali. A fronte di questa aspettativa, tra i benefit più frequentemente offerti dalle aziende del settore spiccano i buoni pasto, seguiti da assistenza sanitaria e auto aziendale (o indennità auto), oltre al lavoro flessibile.
Accanto ai benefit, i lavoratori indicano come rilevanti anche altri elementi nella scelta di una nuova opportunità, come la presenza di un buon ambiente di lavoro (47%), la possibilità di lavorare su ruoli o progetti stimolanti (41%) e le opportunità di lavoro da remoto (38%).
COMPETENZE: IL GAP C’È E VA AFFRONTATO INSIEME
Sul tema competenze emerge un disallineamento tra bisogni percepiti dai professionisti e risposte messe in campo dalle aziende. Il 43% dei lavoratori del settore Retail/Gdo riconosce di avere competenze utili, ma di avere la necessità di aggiornarsi, trovando però poco supporto dal proprio datore di lavoro: il 46% dei lavoratori del settore, infatti, afferma di non ricevere alcun sostegno per l’aggiornamento professionale del suo ruolo attuale. Anche le aziende confermano il gap di competenze: quasi tutte ne hanno riscontrato uno negli ultimi 12 mesi. Per affrontarlo, indicano di offrire principalmente programmi di formazione interna o workshop, insieme a tutoraggio e coaching.
PIÙ FORMAZIONE SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
L’Intelligenza Artificiale entra sempre più nelle attività quotidiane e viene percepita prevalentemente come una leva di supporto. Tra i professionisti, il 40% dichiara di utilizzarla regolarmente sul lavoro, un dato sensibilmente inferiore alla media nazionale del 52%. I vantaggi percepiti sono soprattutto maggiore produttività ed efficienza (63%), supporto nell’analisi dei dati (52%) e creatività/generazione di idee (36%). Un approccio complessivamente positivo che si riflette anche nella disponibilità a formarsi: l’81% sarebbe disposto a partecipare a workshop o corsi di formazione in IA.







Entrato in Barilla a marzo 2020 – in piena pandemia, tanto da aver lavorato per i primi tempi da Amsterdam, dove all’epoca viveva – in qualità di Group Chief Marketing Officer si è occupato della definizione di una nuova category strategy della pasta che ha portato alla 

Una governance rinnovata che parte dall’istituzione di un nuovo ruolo, fortemente operativo: Lisa Martini, 45 anni, sarà il nuovo Direttore. “Accolgo questo nuovo incarico con grande orgoglio e senso di responsabilità – commenta il neo direttore: le OP socie di F.In.A.F. esprimono oggi circa 740 milioni di euro di Valore della Produzione Commercializzata, con un Programma Operativo approvato per l’anno 2022 che prevede investimenti ed attività per oltre 67 milioni di euro, con un cofinanziamento UE di quasi 34 milioni di euro, fra i più alti in Europa. Il compito che mi è stato affidato in una realtà così importante è un grande onore e un grande impegno: a breve entrerà infatti in vigore la nuova regolamentazione europea del settore e le OP e le loro Associazioni dovranno farsi trovare pronte. Da un lato dovremo affrontare maggiori impegni in tema ambientale e per la ricerca, ma ci saranno anche nuove opportunità di sviluppo e il ruolo delle AOP come F.In.A.F. sarà sempre più centrale nel prossimo futuro”.

Il Gruppo Crai opera sia nel settore food che nel settore drug, è presente in oltre 1.000 comuni d’Italia con oltre 3.000 punti vendita occupando circa 20 mila addetti. Nel 2021 ha generato un fatturato stimato alle casse di circa 6 miliardi di euro.
Per difendere la competitività delle imprese dell’agroalimentare e della pesca, occorre “tutelare prima la sostenibilità economica delle imprese chiamate a perseguire gli obiettivi di sostenibilità ambientale – spiega il neo presidente – e che si proceda con cautela con la transizione green delineata dall’Europa attraverso la strategia Farm to fork, rimandando i tempi di attuazione per rendere realmente raggiungibili gli obiettivi introdotti a livello europeo e internazionale”.

