La domanda è precisa: quanto incide la marca del distributore sulle vendite del canale discount? Provate a dare la vostra risposta, prima di leggere quella arrivata da Gianmaria Marzoli, Retail Solutions Vice President di Iri, durante l’ultima edizione di Marca (la trovate in fondo a questo post). L’autorevolezza della fonte sgombra il campo da qualsiasi ipotesi di errore, relativamente a un numero che potrebbe sorprendere.
A pensarci bene, la cifra in questione non è che l’ennesimo segnale di quanto il discount sia cambiato in termini di assortimento, oltre che di ambientazione del punto vendita. E se è vero che il leader del canale in Italia – Eurospin – resta fedele all’impostazione classica che non prevede la presenza di grandi marche, molte altre insegne hanno ampiamente “sdoganato” i brand industriali. Basti pensare a Lidl – che occupa la seconda posizione nella classifica del discount a livello nazionale – e alla quantità di fuori scaffale brandizzati che accompagna l’inaugurazione di ogni suo nuovo punto vendita. Per non parlare della presenza di brand nelle attività promozionali nel corso dell’anno.
D’altra parte, come potrebbero le grandi marche rinunciare al canale più performante del panorama distributivo italiano? In base ai dati Iri, il largo consumo confezionato ha chiuso il 2021 con un incremento del +3,1% a valore. Parliamo di 2.452 milioni di euro aggiuntivi rispetto all’anno precedente e di questi oltre 1.550 milioni di euro (il 63,2% del totale) sono appannaggio del discount. In pratica, il discount ha contribuito con un +1,97% a quel +3,1% del totale mercato. E per dare un’idea di quanto diverso sia il ritmo di sviluppo delle vendite, basti ricordare che il secondo canale per contributo alla crescita è il supermercato, con +0,45%.
Alla luce di quanto detto finora, qual è dunque l’incidenza della Mdd sulle vendite del discount? Il 60,2%. E il quasi 40% che manca è suddiviso equamente tra grandi marche e brand industriali di primo prezzo. Perché sebbene offra più grandi marche e meno Mdd rispetto al passato, il discount non rinuncia al suo Dna fatto di convenienza e di assortimenti compatti. Una formula premiata dai consumatori italiani.









Ampio lo spazio dedicato all’ortofrutta, posta all’ingresso con un’esposizione studiata per attrarre l’attenzione del cliente, e forte l’impatto dell’area benessere, con importante offerta di prodotti biologici per soddisfare la crescente richiesta dei consumatori. I punti vendita LPI sono inoltre caratterizzati dalla presenza della panetteria e pasticceria con laboratorio a vista per offrire pane e prodotti dolciari sempre freschi nell’arco della giornata, nonché da una cantina dei vini, con un’ottima selezione di qualità. Le altre categorie di prodotti sono rappresentate da un congruo numero di referenze per assicurare una scelta varia e soddisfacente ai clienti. Un angolo caffetteria completa l’esperienza di spesa.





