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Aldi da 4 anni in Italia, tra consuntivi e traguardi futuri

ALDI, parte del Gruppo ALDI SÜD, realtà multinazionale di riferimento della Grande Distribuzione Organizzata tra i più importanti operatori mondiali, celebra il quarto compleanno in Italia. Un percorso di successi costruiti su valori come affidabilità, convenienza, qualità, freschezza, sostenibilità e responsabilità, che hanno portato l’azienda a diventare un nuovo punto di riferimento per i consumatori italiani, per l’economia e per l’occupazione del Paese.

LA NUOVA SPESA PREMIATA DAI CONSUMATORI ITALIANI CREA VALORE SUL TERRITORIO
Fin dal suo arrivo in Italia nel 2018, ALDI ha offerto una nuova esperienza di spesa pensata per il consumatore italiano attorno alla promessa del “PREZZO ALDI”: la garanzia della massima qualità al migliore prezzo, con un assortimento compatto, ma completo, Made in Italy e attento alla sostenibilità, per rispondere a ogni esigenza. 1.800 prodotti, 30 marche, 130 referenze di frutta e verdura e circa l’80% dei prodotti alimentari di provenienza italiana: sono questi numeri la forza del successo di ALDI tra i consumatori italiani confermato da Altroconsumo, che ha premiato l’azienda come Discount Salvaprezzo in Italia – Prodotti più economici nel 2021 per il quarto anno consecutivo e Discount Preferito dai consumatori nel 2022. Dalle prime inaugurazioni nel marzo 2018, ALDI ha creato una rete di 140 negozi presenti in 6 regioni del Nord-Italia (Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia- Romagna). Sono oltre 2.400 i collaboratori dell’azienda in Italia, con una crescita del 20% solo nel 2021.

Michael Gscheidlinger, Country Managing Director Italia di ALDI, commenta: “Questi quattro anni sono stati un viaggio entusiasmante. Guardando indietro vediamo sfide importanti e inaspettate ed una realtà che si è presentata e progressivamente affermata in Italia. L’impegno dei nostri collaboratori e le solide relazioni che abbiamo costruito con i nostri fornitori sono al cuore della nostra crescita. Abbiamo deciso di valorizzare il patrimonio enogastronomico italiano rendendolo accessibile a tutti i nostri clienti grazie alla convenienza del ‘PREZZO ALDI’. L’Italia è un paese speciale, anche per l’impegno sul fronte della sostenibilità che stiamo realizzando, per continuare a sviluppare servizi, prodotti, business responsabili e a sostegno delle comunità”.

La crescita di ALDI in Italia è accompagnata da un forte impegno nella valorizzazione delle persone: il 76% dei collaboratori è assunto a tempo indeterminato, il 57% ha aderito a contratti part-time, l’occupazione femminile ha superato il 64%, con una quota di manager donne pari al 40%, e il 60% degli assunti ha meno di 35 anni. La crescita in ALDI è garantita da percorsi di empowerment professionale ad hoc attraverso ALDI Accademia e a costanti investimenti in formazione, con oltre 67.500 ore erogate nel 2021. Il posizionamento di valore che ALDI sta progressivamente conquistando sul mercato italiano è confermato anche dalla certificazione di Most Attractive Employer 2021 di Universum Global, che ha premiato l’azienda per due anni consecutivi tra le realtà più attrattive per gli studenti universitari e i professionisti italiani.

L’IMPEGNO PER IL TERRITORIO E LE COMUNITÀ ATTRAVERSO LE PARTNERSHIP
La forte connotazione tricolore dell’offerta rappresenta una delle ragioni del successo di ALDI in Italia. Una scelta consapevole intrapresa fin dal principio instaurando collaborazioni a lungo termine con fornitori italiani e regionali, per valorizzare le eccellenze del patrimonio enogastronomico del Belpaese. Il sostegno al Made in Italy si sviluppa anche all’estero grazie alla spinta all’esportazione in collaborazione con ALDI Global Sourcing Italy, la società di servizi italiana che supporta tutti i Paesi del Gruppo aziendale ALDI SÜD.

Responsabilità e cooperazione sono le parole chiave che definiscono l’impegno di ALDI per le comunità locali. Dal suo ingresso in Italia l’azienda ha devoluto oltre 1.300 tonnellate di prodotti a Fondazione Banco Alimentare Onlus e donato più di 150 mila euro a Fondazione AIRC a sostegno della ricerca medico-scientifica, finanziando due borse di ricerca sul tumore al seno. A queste due partnership si è aggiunta nel 2022 quella con Fondazione Umberto Veronesi per il progetto educativo “Io Vivo Sano” rivolto alle scuole primarie e secondarie di I e II grado con l’obiettivo di promuovere corretti stili di vita tra le nuove generazioni e favorire scelte responsabili in materia di salute.

LA VISION PER LA SOSTENIBILITÀ E IL TRAGUARDO RAGGIUNTO DELLA CLIMATE NEUTRALITY
L’espansione di ALDI sul territorio è stata accompagnata da una forte attenzione alla sostenibilità, facendo dell’efficientamento energetico uno dei pilastri della propria strategia per l’ambiente. Certificata ISO 50001 dal 2019, l’azienda ha installato presso i punti vendita 87 impianti fotovoltaici, con un’estensione pari a 5,20 campi da calcio, che dal 2018 hanno prodotto oltre 7,56 milioni di kWh di energia, evitando l’emissione di oltre 4.000 tonnellate di CO2 in atmosfera. Grazie all’implementazione di tecnologie all’avanguardia, come l’illuminazione a LED e banchi frigo di ultima generazione, l’azienda ha ridotto i consumi energetici dei propri negozi del 6,5% da marzo 2018.

Le best practices attuate in questi anni hanno consentito all’azienda di raggiungere nel 2021 una milestone significativa: l’apertura del primo negozio a emissioni zero di CO2 a Moniga del Garda (BS), le cui caratteristiche rispondono al nuovo prototipo costruttivo e al più alto livello di efficienza energetica dell’azienda. Lo store concept, che presenta consumi energetici inferiori di oltre il 15% rispetto alla media degli altri negozi, sarà replicato nel 2022 e nel 2023 con l’apertura di altri punti vendita con le medesime caratteristiche.

Questi risultati hanno permesso all’azienda di celebrare il quarto anniversario in Italia mettendo a segno un grande traguardo: il raggiungimento della climate neutrality. Questo obiettivo si inserisce all’interno della strategia internazionale 2030 “Zero Carbon” del Gruppo ALDI SÜD per la riduzione del riscaldamento globale ed è diventato realtà anche grazie alla partnership con ClimatePartner, per la realizzazione di progetti di compensazione di CO2.

Nell’ambito della Vision 2030, la strategia internazionale di Corporate Responsibility del gruppo, ALDI ha rafforzato in questi anni anche il proprio impegno per la riduzione dei materiali di imballaggio e l’aumento del tasso di riciclabilità. Con il progetto “ALDI, MISSIONE IM-BALLO! Ridurre. Riutilizzare. Riciclare”, l’azienda rispetto al 2018 ha ottimizzato gli imballi di molti articoli in assortimento ed è diventato il primo retailer italiano a utilizzare la Social Plastic, realizzata al 100% da rifiuti di plastica destinati a inquinare l’oceano, per i packaging di una selezione di prodotti ortofrutticoli.

Valorizzazione delle risorse, delle persone e dei territori attraverso il sostegno all’economia e all’occupazione nel Paese e l’impegno per la sostenibilità: i principi che hanno definito il percorso di ALDI in questi quattro anni sono la solida base per il suo costante sviluppo nel futuro.

Penny Market, nuova apertura a Torino in Corso Risorgimento

Una superficie di vendita di circa 550 mq con un format a misura d’uomo che si integra perfettamente nel contesto urbano di riferimento, in prossimità del Museo di Arte Urbana: si presenta così il nuovo spazio Penny Market che domani, 26 maggio, apre i battenti a Torino, in c.so Risorgimento. Il nuovo negozio, per il quale sono stati assunti sei nuovi dipendenti, è affacciato sulla nota “Piazza Risorgimento” sotto la quale vi è lo storico rifugio antiaereo utilizzato durante la Seconda Guerra Mondiale.

Tra i fiori all’occhiello del nuovo Penny una linea di pasticceria e un’intera vasca dedicata alle specialità del territorio e della tradizione locale. Oltre a circa 2000 referenze tra dry e freschi, il nuovo negozio vanta una scelta selezionata anche nel settore non food. Nel nuovo Penny Market la shopping experience è all’insegna dell’italianità e del territorio. Il consumatore trova un vasto assortimento di prodotti nazionali, per una spesa volta a valorizzare – con responsabilità – le eccellenze italiane e locali in ambito food e non.

Il format di Penny rivolge grande attenzione alla sostenibilità, adottando tecnologie con basso impatto ambientale in grado di migliorare la percezione dell’ambiente. L’obiettivo di ottenere la massima qualità riducendo i consumi è stato perseguito installando corpi illuminanti a LED con bassi consumi energetici ed alta resa cromatica e banchi frigoriferi con chiusure vetrate in grado di abbattere i consumi e migliorare il comfort climatico lungo il percorso di acquisto.

Il nuovo punto vendita utilizzerà l’energia prodotta da un impianto fotovoltaico presente sul tetto ed inoltre per i clienti vi sarà la possibilità di caricare la loro auto elettrica. Queste tecnologie contribuiranno a risparmiare fino a 52.000 kWh annui, traducibili in circa 10 tonnellate equivalenti di petrolio non bruciate ed una mancata emissione di CO2 in atmosfera pari a circa 18 tonnellate.

Mutti, il gruppo è pronto ad entrare nel mercato del fresco

Il Gruppo Mutti continua a crescere e chiude il 2021 con un fatturato di 484 milioni di euro, una cifra quasi raddoppiata rispetto a 5 anni prima, che vede crescere a doppia cifra i ricavi dei prodotti a marchio Mutti (+13% rispetto al 2020). Un risultato positivo confermato da un EBITDA superiore a 48 milioni di euro. La posizione finanziaria netta (PFN) si attesta a circa -34 milioni di euro, conseguenza di una campagna del pomodoro straordinaria per qualità e quantità, che ha permesso al Gruppo di ripopolare il magazzino, svuotato dall’impennata di domanda nel 2020 causa Covid e perseguire ulteriori opportunità di mercato.

Sempre nel 2021 Mutti ha consolidato ulteriormente la propria posizione di leader nel mercato del pomodoro italiano (34% a valore) e ha segnato un nuovo traguardo per il Gruppo emiliano: per la prima volta la quota dei volumi di vendita nei mercati esteri (51%) ha superato quella del mercato italiano (49%). Per il terzo anno consecutivo, inoltre, l’azienda conferma la sua leadership anche nel mercato europeo con una quota del 14.1% (+1.3 punti rispetto al 2020), confermando il suo primato in ben 7 paesi (Francia, Svezia, Danimarca, Norvegia, Finlandia, Slovenia e Italia). In Germania, mercato in cui l’azienda ha aperto la sua quinta filiale nel gennaio 2022, si consolida come seconda marca (quota di mercato dell’8,3%). Fuori dal perimetro europeo, invece, prosegue la crescita in Australia e USA.

“Questi risultati confermano un percorso di crescita che l’azienda vive in maniera costante da ormai più di 20 anni. Abbiamo mantenuto un trend positivo anche in un anno, il 2021, dove la crescita dei consumi retail non è stata così significativa come nell’anno precedente, il primo che abbiamo vissuto in pandemia – ha dichiarato Francesco Mutti, Amministratore delegato dell’omonima azienda – Da questo si evince che chi si è avvicinato a noi nel 2020 ha continuato a sceglierci e per noi non c’è soddisfazione più grande. La nostra è una crescita “sana”, che pone al centro il pomodoro di qualità, senza compromessi. E tutto ciò non sarebbe possibile senza il contributo della nostra filiera italiana di valore e quello dei nostri 500 collaboratori che lavorano con impegno per dedicare il loro meglio a chi ci sceglie ogni giorno”.

2022: l’ingresso nel mercato del fresco
Gli investimenti realizzati nell’ultimo periodo si sono anche concentrati sullo sviluppo di nuovi prodotti e hanno permesso di ampliare l’offerta ed entrare per la prima volta in un segmento nuovo per il Gruppo, ovvero quello del fresco, con il lancio ad inizio 2022 delle tre Zuppe Fresche Mutti, tra cui la “pappa al pomodoro”: un prodotto fortemente legato alla tradizione culinaria italiana che, grazie a Mutti, arriva per la prima volta nei supermercati, pronta per essere gustata. Insieme alla novità della pappa al pomodoro ready-to-use, Mutti ha presentato ai consumatori anche la pomodorata di farro e lenticchie e la vellutata di pomodoro arancione.

Gli investimenti: qualità e sostenibilità al centro
Supportata e sostenuta da una continua attività di ricerca e sviluppo, la lavorazione del pomodoro Mutti è soggetta a un continuo miglioramento del processo produttivo che, oltre a essere dotato di tecnologie tra le più innovative del settore, è caratterizzato da diversi impianti brevettati e protetti dall’azienda. Solo nel 2022 Mutti ha stanziato oltre 30 milioni di euro di investimenti per interventi industriali e per attività ulteriormente migliorative degli indici di qualità, efficienza e sicurezza del Gruppo.

In termini di investimenti, inoltre, l’azienda ha messo a punto una strategia ambientale incentrata sui pilastri di aria, acqua, terra e sole, che oltre a monitorare e migliorare il proprio impatto attraverso la redazione di un Bilancio Ambientale, comprende un investimento iniziale di 1,5 milioni di euro per il triennio 2022-2024 dedicato esclusivamente allo sviluppo di progetti ambientali.

Il Gruppo si è anche confermato primo trasformatore italiano in termini di capacità produttiva, continuando a contribuire alla creazione di posti di lavoro e ad alimentare l’indotto agroalimentare locale, come sempre trasformando solo pomodoro 100% italiano: delle 685.000 tonnellate di pomodoro lavorato nel 2021, 345.500 sono state trasformate nello stabilimento di Montechiarugolo (PR), che occupa 310 dipendenti (147 amministrativi e 163 produttivi), 273.000 nel sito produttivo di Collecchio (PR), che occupa 141 dipendenti (24 amministrativi e 117 produttivi), e 66.500 in quello di Fiordagosto – Oliveto Citra (SA), dedicato alle specialità tipiche del Sud, come il pomodoro lungo e il ciliegino, dove le persone occupate sono 49 (11 amministrativi e 38 produttivi). A supportare la lavorazione durante la stagione del pomodoro che va da metà luglio a fine settembre si aggiungono diverse figure stagionali impiegati nei 3 siti produttivi: nel 2021 sono state più di 1100.

Penny sostiene e protegge l’impollinazione

Nella giornata mondiale dedicata alle api, Penny Market inaugura presso la propria sede di Cernusco sul Naviglio e presso le piattaforme logistiche di Quattordio e Desenzano gli alveari che hanno dato “casa” a 180.000 api a cui se ne aggiungeranno altre 6.000 in poche settimane.

Gli alveari sono stati posizionati nelle aree verdi dei due centri di distribuzione e nella terrazza della sede dell’azienda multinazionale dall’anima italiana, dove l’amministratore delegato Nicola Pierdomenico ha dato il benvenuto alle nuove colonie insieme al Sindaco di Cernusco sul Naviglio Ermanno Zacchetti.

“…le api svolgono un ruolo fondamentale nel mantenimento degli ecosistemi: l’80% delle piante dipende dall’impollinazione tramite insetti e circa un terzo di frutta e ortaggi dipendono dall’impollinazione operata dalle api. Sono insetti che rappresentano un modello di sostenibilità perché sfruttano i fiori per ricavarne energia e cibo ma restituiscono alle piante l’investimento energetico sotto forma di impollinazione. Gli ecosistemi restano in equilibrio perché le api assicurano alle piante la riproduzione, e quindi risultano ottimi indicatori ambientali, in quanto consentono un monitoraggio indiretto dello stato di salute del territorio circostante…” così spiega Giuseppe Manno, responsabile di Apicultura Urbana, azienda specializzata nella creazione di arnie e alveari proprio in ambiente cittadino, partner di Penny per questo progetto di valore. Apicultura Urbana ha selezionato per Penny le aree e i tempi, e fornito il know-how per convivere con gli insetti in modo da promuovere il loro indispensabile lavoro ambientale.

Con “Viviamo Sostenibile” Penny abbraccia tre aree fondamentali dell’approccio etico verso l’ambiente, i prodotti e la responsabilità sociale. “Adottare” 180.000 API nei propri luoghi di lavoro è di certo un piccolo gesto; ma fatto con coerenza e determinazione in una sfida, quella della sostenibilità, che Penny ha accolto con impegno e che vuole vincere ogni giorno, proprio partendo da gesti concreti.

Anche grazie alle api ospitate Penny riuscirà a produrre circa 300 barattoli di miele che l’azienda venderà simbolicamente a marchio privato Apenni proprio per reinvestire il ricavato in successive operazioni di supporto all’ambiente, all’impollinazione e quindi alla vita di tutti noi.

MD amplia la rete di ricarica per la mobilità elettrica

Nuova spinta per la diffusione della mobilità sostenibile grazie all’accordo tra A2A, attraverso la controllata A2A E-Mobility che svolge il ruolo di CPO (Charging Point Operator) presidiando il mercato della mobilità elettrica, e MD, importante marchio italiano della grande distribuzione.

La partnership prevede di installare, nel corso del 2022 e del 2023, 66 infrastrutture di ricarica con la possibilità di incrementare tale numero progressivamente. Saranno elettrificati punti vendita MD in Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Sicilia, Sardegna e Toscana. Le colonnine saranno prevalentemente di tipo Quick Charge e Fast Charge Multistandard con la possibilità di installare anche altre tecnologie a seconda delle specifiche esigenze dei siti.

A2A E-Mobility si occuperà anche della gestione e manutenzione delle infrastrutture di ricarica, tutte di nuova generazione, che permettono la ricarica in contemporanea di 2 veicoli elettrici. Le colonnine saranno alimentate con energia da fonti rinnovabili, certificata dal marchio ‘100% GREEN A2A’, e accessibili sia con la App A2A E-moving che con le App degli altri provider di servizi di ricarica interoperabili.

L’attivazione delle colonnine presso i punti vendita MD si inserisce all’interno del Piano Industriale al 2030 di A2A per promuovere la decarbonizzazione investendo nel segmento della mobilità elettrica. Come previsto dal recente “Aggiornamento al Piano Industriale A2A 2021-2030” nel segmento E-Mobility A2A intende quadruplicare il target di installazione di punti di ricarica per veicoli elettrici (24.000 al 2030 vs 6.000 nel precedente Piano), con una market share relativa in Italia del 15-20%, attivando investimenti pari a 300 milioni di euro.

Todis chiude il 2021 con un fatturato di oltre 900 milioni di euro

Todis, insegna italiana di proprietà di Iges Srl, società controllata dalla cooperativa Pac2000A Conad ed operante nella grande distribuzione organizzata, chiude l’anno 2021 con una vendita alle casse di oltre 903.000.000 €. Resta costante la quota di mercato del 4,1%a livello nazionale, che raggiunge il 16%in alcune delle 10 regioni del Centro Sud dove l’insegna è presente.

Negli ultimi anni (2016-2020), il sell out di Todis, che sviluppa il suo business con la formula franchising, ha registrato un incremento cumulato del 39.2% , mentre il numero di punti vendita è cresciuto nello stesso periodo del 30%.

“In fase di budget 2021 eravamo stati cauti nelle previsioni. A consuntivo possiamo, invece, ritenerci soddisfatti dei risultati ottenuti, considerando che le controcifre del 2021 riferite alla rete omogenea hanno avuto un andamento superiore alle nostre aspettative con un consolidamento della crescita sul 2020 pari al 7.5% a parità di perimetro” – ha dichiarato Massimo Lucentini, Direttore Generale Todis – “Si tratta di dati molto incoraggianti per l’insegna che ha dimostrato una forte capacità di fidelizzare i nuovi clienti acquisiti durante i lock-down che ci hanno preferito, oltre che per il nostro posizionamento di prossimità anche per l’offerta di Private Label e nei freschi. Contiamo, nel 2023, di superare il miliardo di euro di vendite”.

Il 2021 per Todis è stato anche un anno di aperture: 26, di cui 12 concentrate nel territorio siciliano, più precisamente a Palermo e provincia. Da segnalare, tra queste, la nascita, nel settembre 2021, di Todis Rione: un format innovativo rispetto agli oltre 270 punti vendita dell’insegna, e ad oggi presente con due realtà nel cuore di Roma, con un assortimento più snello e con un focus mirato sui reparti freschi con cibi “ready to eat” e “food to go”.

“Per il 2022, consolideremo la nostra strategia di sviluppo a macchia d’olio, sempre nell’ottica della prossimità nei centri urbani che rappresenta il 70% della nostra rete totale. Prevediamo di aprire 22 nuovi punti vendita e di investire circa 25 milioni di euro tra nuove aperture e il restyling dei negozi, oltre ad intensificare il nostro presidio in regioni come Campania e Sicilia” – prosegue Lucentini.

Sul fronte dei prodotti, il 2021 è stato un anno strategico per Todis, la cui marca privata rappresenta il cardine di tutto l’assortimento, con una incidenza del 70% sul fatturato. L’insegna ha, infatti, avviato un piano di rafforzamento e un ampliamento di tutta l’offerta della MDD, ad oggi oltre 3.000 referenze, in grado di garantire un eccellente rapporto qualità-prezzo con un risparmio di circa il 30% rispetto ad un supermercato tradizionale.

“Nell’ultimo anno, abbiamo gradualmente introdotto un livello di fascia intermedia tra il premium e il mainstream, così da declinare la scala di prezzi su più livelli: una strategia apprezzata dai nostri clienti che ci ha permesso di aumentare il livello della composizione del carrello medio” – ha concluso Lucentini – “Per il 2022 continueremo il nostro piano di revisione assortimentale con l’obiettivo di aumentare la segmentazione dello scaffale, puntando come sempre, oltre che a prezzo e qualità, su freschezza e regionalità dei prodotti”.

Un mix che consente a Todis di proporsi nel settore della GDO con un posizionamento preciso: uno store monomarca di prossimità, con una superficie compresa dai 400 mq fino ai 1.000 mq, allineato nella competitività al discount nel mainstream, ma con una offerta più segmentata e una focalizzazione sui freschi, confermandosi il più grande franchisor puro del segmento in Italia, al sesto posto nel settore.

Da oggi, sul sito www.todis.it, è inoltre possibile consultare il report “Todis per la sostenibilità”, un documento che descrive le scelte fatte dall’insegna negli ultimi anni per la responsabilità socio-ambientale d’impresa e che definisce nuovi obbiettivi futuri.

Nel 2022, il centro di distribuzione Todis di Riano (RM), della superficie di 30.000 mq, sarà dotato di un impianto fotovoltaico della potenza di 500kWche gli consentirà un autoconsumo completo dell’energia prodotta, grazie allo sfruttamento delle fonti rinnovabili. Nello specifico, la produzione annua prevista calcolata sarà di circa 675.000kWh equivalenti al 95% del consumo energetico diurno dell’edificio, rendendolo quasi del tutto autosufficiente in termini di approvvigionamento. L’impianto fotovoltaico del magazzino Iges di Riano permetterà di evitare l’emissione in atmosfera di 360 tonnellate di CO2 all’anno, 9.000 tonnellate in 25 anni(ciclo di vita media dell’impianto). Il dato si può quantificare con un numero di alberi equivalente a oltre 3.500 alberi all’anno (ogni albero può assorbire circa 100kg di CO2 all’anno).

Si arricchisce la linea di prodotti Filiera Valore Bennet

Oltre a pesce e carne, che hanno costituito fino a oggi il cuore della proposta di qualità sicura a marchio Bennet, la linea si arricchisce di prodotti confezionati di libero servizio.

Pasta e farina, olio, polpa e passata di pomodoro, salumi e formaggi, succhi di frutta e surgelati implementano la linea e apportano nuovo valore con la garanzia della provenienza: un percorso fatto di selezione, cura e controlli per assicurare qualità e sicurezza nel rispetto della natura, degli animali e delle persone. Molti di questi nuovi prodotti sono realizzati con il contributo di FILIERA AGRICOLA ITALIANA che, attraverso il marchio “Firmato dagli Agricoltori Italiani” (FDAI) ne certifica l’approccio etico e sostenibile.

I prodotti Filiera Valore Bennet sono infatti realizzati nel rispetto della vocazione naturale delle terre d’origine, con processi produttivi tracciabili e verificati in ogni fase. Sono così garantite trasparenza e sicurezza, due qualità fondamentali che si sommano al coinvolgimento diretto degli agricoltori e degli allevatori italiani, creando così un meccanismo virtuoso ed efficiente che ne sostiene l’occupazione e ne favorisce l’equa valorizzazione.

“Offrire ai clienti ancora più scelta di qualità nella spesa è il nostro lavoro quotidiano”, ha dichiarato Roberto Polloni, Direttore Commerciale Bennet. “Con la linea Filiera Valore ci impegniamo a sviluppare in modo coerente e continuo i principi del nostro approccio sostenibile selezionando prodotti che valorizzano la territorialità, la tracciabilità, le certificazioni di benessere animale. La possibilità di seguire il prodotto dalla sua origine fino allo scaffale è per Bennet un punto chiave nel modo di intendere e applicare la sostenibilità”.

I clienti potranno scoprire tutta la linea di prodotti direttamente nei punti vendita Bennet oppure sul sito bennet.com.

Visti a Cibus: il nuovo Bacon e il Salame Gentile di Citterio

Durante il Cibus di Parma, la più importante fiera dedicata all’agroalimentare, Citterio ha presentato due importanti novità nella linea affettati e il rinnovamento della linea Bio. La novità principale è il Citterio Bacon, un prodotto 100% italiano affumicato naturalmente con legno di faggio, realizzato in un formato da 80 grammi per 8 fette inserite in due scomparti apribili separatamente.

“Il bacon è un salume che non appartiene alla nostra tradizione gastronomica, ma in realtà è sempre più consumato dalle famiglie Italiane – sottolinea Alessandro Riva, direttore marketing Citterio. E’ un ingrediente fondamentale per la preparazione di hamburger nelle principali catene di ristorazione, sia nei fast food sia nei concept maggiormente Gourmet. Questo tipo di preparazione viene infatti ripresa anche a casa per cene conviviali e in famiglia, luogo dove il bacon non può mancare. Non è però l’unica occasione di consumo, infatti il bacon è ormai un ingrediente indispensabile per la colazione salata o il brunch domenicale in cui sovente si accompagna alle uova, con un mercato che in volume vale oltre 1700 tonnellate e oltre 26 milioni di euro di fatturato. Per questo abbiamo deciso di indirizzarci verso tale scelta con un formato separabile che permetterà a famiglie, soprattutto giovani, mono e bicomponenti, di avvicinarsi a un segmento emergente, senza sprechi, e con un prodotto di alta qualità, 100% Italiano”.

La seconda novità presentata durante la fiera è l’ampliamento della linea di Salami affettati in vaschetta. Dopo il Riassunto Citterino e la Salsiccia Piccante, l’azienda ha completato la gamma con la novità Salame Gentile, un prodotto di qualità superiore dal gusto dolce, consistenza morbida e la caratteristica forma allungata, 100% italiano, stagionato naturalmente. Realizzato nel formato da 52 grammi che lo rende ideale per uno snack veloce o un aperitivo da condividere, pronto all’uso e senza sprechi.

Infine Citterio ha lavorato anche alla rivisitazione della linea dei salumi Bio che, oltre ad avere un nuovo orientamento sullo scaffale, da orizzontale a verticale, così da ottimizzare l’esposizione e risparmiare spazio, ha un claim rinnovato: “tracciabilità garantita, allevamento e carni selezionate” che si aggiunge a quello sulla sostenibilità “Eco Pack -60% dì plastica, Vassoio riciclabile nella carta”, che la contraddistingue da sempre.

All’interno dello stand personalizzato sono stati esposti anche tutti i prodotti dedicati allo snacking, al wellness, oltre a uno spazio riservato sia ai prodotti di origine sia al Biologico.

La Natura Ci Approva, in Puglia un inno a natura e sostenibilità

I centri commerciali pugliesi del gruppo Cbre, Gran Shopping di Molfetta e Mongolfiera Lecce di Surbo, celebrano le importanti certificazioni di qualità ambientale Breeam, rispettivamente il livello Gold per Molfetta e il Silver per Surbo, con la campagna di comunicazione “La natura ci approva”.

Varcando la soglia dell’ingresso dei due centri commerciali ci si troverà di fronte ad un percorso fatto di messaggi di plauso della natura stessa lungo tutti i corridoi e le piazze delle gallerie, un apprezzamento che trova espressione artistica nel giardino che cresce sulle mani raffigurate sulle locandine, le stesse delle donne e degli uomini che ogni giorno mettono il proprio impegno nelle buone pratiche, il fiorire dell’erba che cresce come cresce la consapevolezza di doversi impegnare in prima persona per fare la differenza.

Una passeggiata tra i negozi intervallata dalle immagini che intrecciano umanità e natura, costrette a convivere, senza calpestarsi. La sostenibilità ambientale entro dunque anche fisicamente nel Gran Shopping di Molfetta e nel Mongolfiera Lecce, con la nuova campagna di comunicazione dal cuore verde che invaderà ogni spazio della galleria. I clienti saranno accolti in un nuovo mondo di consapevolezza ecosostenibile in cui dare una mano all’ambiente diventerà un mantra, o un hashtag, sempre presente. “La natura ci approva” esprime l’assoluta positività del cammino intrapreso dai due centri commerciali pugliesi, leader in Italia nell’attenzione verso l’impatto ambientale.

E’ un periodo di iperinformazione, sempre più spesso non si presta troppa attenzione alle notizie che ci circondano, ma è anche un periodo in cui è chiaro quanto piccole ma buone abitudini da parte di ciascuno di noi possano davvero fare la differenza. I temi a sfondo ambientale sono quelli che più stanno a cuore ai Millennials e alla Gen Z, è soprattutto grazie alle nuove generazioni se il tema green è diventato di dominio pubblico, e non mero green washing, generando un’eco incredibile e attenzione particolare da parte dei governi di tutto il mondo.

Esattamente come hanno fatto i centri commerciali Gran Shopping Molfetta e Mongolfiera Lecce, che attraverso il concreto impegno profuso nelle buone pratiche, ad esempio la riduzione dell’impatto ambientale delle proprie strutture o avvalendosi di un piano di attuazione triennale volto a ridurre la curva di decarbonizzazione, hanno ottenuto le prestigiose certificazioni Breeam.

Dare una mano all’ambiente si traduce in un impegno reale rivolto verso tutti coloro che frequentano i centri commerciali con lo scopo di monitorare la situazione e migliorare il benessere dei lavoratori, sia negozianti che operatori, e dei visitatori. Grazie ai più giovani la sana discussione dei grandi temi di attualità è entrata in casa, impegnarsi in prima persona nel seguire nuove linee guida più attente all’ambiente è diventata la priorità, e i centri commerciali Cbre sono frequentatissimi dai più giovani, per questo era molto importante visualizzare attraverso un simbolo il messaggio di sprono e approvazione per il lavoro da fare.

Visti a Cibus: Madama Oliva, pack sostenibili ed esordio nei sughi

È un’innovazione nel segno della sostenibilità, ma non solo, quella messa in mostra da Madama Oliva in occasione del Cibus 2022. Cominciamo da Freschissimi Eco: sette referenze delle tipologie di olive fresche più vendute nel reparto gastronomia e take away della Gdo. La confezione è interamente riciclabile e prodotta da materie prime riciclate, il che consente una riduzione della plastica pari al 70% rispetto alle precedenti versioni della stessa linea.

Il rivestimento esterno dei Freschissimi Eco è in carta derivata da foreste certificate, mentre quello interno in Pet è separabile, per garantire uno smaltimento più semplice. Il film di copertura della vaschetta dà modo infine di richiudere la confezione, per garantire la freschezza delle olive. Tagliata del 10% anche la plastica utilizzata per il pack delle linee Frutto d’Italia e Frutto di Grecia, per le quali si prospetta il passaggio a vaschette di materia prima riciclata, oltre che riciclabile.

“L’attenzione verso l’ambiente è uno dei valori che animano la nostra azienda – afferma Sabrina Mancini, Direttrice Marketing di Madama Oliva – ed è un percorso cominciato già nel 2008, quando abbiamo realizzato il più grande impianto solare fotovoltaico integrato registrato fino ad allora in Italia”.

L’elenco di novità non si ferma qui: “Per il mercato estero lanciamo una linea di sughi in vaso di vetro da 190 g – continua Mancini – composta da ricette classiche della gastronomia italiana, di sicuro appeal per i consumatori stranieri”. L’esordio nei sughi sarà replicato nel mercato nazionale? “Si tratta di una categoria che non appartiene alla storia trentennale di Madama Oliva – risponde Mancini – ma il mercato cambia e le aziende devono adeguarsi. Abbiamo lavorato a lungo a questo progetto per poter cavalcare l’onda dei sughi oltreconfine, visto che in nostri prodotti sono venduti in una quarantina di Paesi.

Comunque i sughi non costituiscono una priorità per il mercato italiano, dove siamo più interessati ad approcciare con nuove referenze il canale Horeca. Da più di un anno commercializziamo in Gdo la linea dei paté, in cui rientra l’hummus di lupini che ha rappresentato una novità assoluta per il mercato nazionale. Siamo stati pionieri nella categoria, adottando per questi prodotti una confezione squeeze da 110 g tipica del mondo dei succhi di frutta, con beccuccio laterale per una facile erogazione, semplice da richiudere. Ora proporremo lo stesso packaging in formato da 600 g, dedicato ai professionisti del food service. E sempre per il canale Horeca amplieremo l’offerta di olive condite e in salamoia: alla gamma di vaschette da 1 e 2,5 kg e di secchielli da 1,8 e 3 kg, affiancheremo le buste da 1,8 e 2 kg, a seconda della tipologia di prodotto, caratterizzate da una zip richiudibile, che consente quindi di prelevare la quantità di prodotto desiderata e riporre la confezione ben chiusa in frigorifero”.

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