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Otto tendenze per il packaging alimentare nel 2016

Packaging di Tomorrow Machine realizzato con zucchero caramellato, si dissolve dopo l'apertura.

C’è, sempre, a volte passa inosservato, però influenza anche pesantemente gli acquisti. Perché dice molto della marca e del contenuto, più di quanto normalmente percepiamo. Al di là del suo aspetto pratico, il design delle confezioni è assai evoluto negli anni, e continua a farlo tra nuove tecnologie e nuovi stili di vita. Ecco otto tendenze che influenzeranno il packaging del settore alimentare nel 2016.

1- Green e sostenibile
This-Too-Shall-Pass-by-Tomorrow-Machine-Yellowtrace-10Realizzato con materiali naturali e biodegradabili (o addirittura essi stessi commestibili), rispettoso dell’ambiente, con contenuto limitato di carta o plastica: sempre più c’è consapevolezza nei clienti della “pesantezza” dell’imballaggio, per l’ambiente e a produzione di CO2. Dunque questo è il trend più importante e destinato a restare, anche perché piace ai Millennials. Il coté più innovativo invece è high tech e riguarda il packaging “a tempo”, cioè che si dissolve senza danni per l’ambiente nel momento in cui l’alimento (gelato, olio, succhi di frutta) viene aperto e utilizzato, come nei prototipi di Tomorrow Machine. Oppure come le perle di gelato di Quantum, con un rivestimento che protegge dalla contaminazione con l’esterno e non fa uscire il contenuto ideato come una buccia di vegetali o frutta (alla quale si ispira). I materiali, innovativi, sono gel elettrostatici che utilizzano però sostanze naturali come polisaccaridi, ma anche agar-agar, alghe, zucchero caramellato o cera.

2- Personalizzato

Foto: Ultimate Digital
Foto: Ultimate Digital

L’abbiamo visto con Nutella e Coca Cola, che hanno messo i nomi propri sulle confezioni. Waitrose a Natale oltre al nome ha personalizzato le borse frigo anche con il cognome dei clienti. Ed in futuro sarà sempre più spinta la ricerca per rendere l’articolo in qualche modo unico. Lo consentono le nuove tecniche di stampa digitale. Non solo: dato che sarà sempre più diffusa la lavorazione a vista, sul posto e al momento (come nel nuovo Carrefour di Mons) dalla birra al pane alle spremute, le etichette con la data di scadenza potrebbero entrare a far parte di un packaging che parlino dell’insegna, del prodotto o addirittura di chi ha realizzato l’articolo (come fa Lush con i suoi prodotti). Ma, anche, lasciare spazio per un’etichetta scritta a mano “realizzato fresco per ….” crea quel senso di connessione umana e aumenta il coinvolgimento con la marca a un livello emozionale.

3- Riutilizzabile
Economia circolare questo è il tuo tempo. Creare imballaggi riutilizzabili ha un triplo vantaggio: è sostenibile perché non si butta via nulla, attira l’occhio perché spesso i “contenitori” sono originali e puntano alla contaminazione dei generi (ad esempio le tutine da bimbo nei barattoli di vetro di Jammies) oppure sono “utili”, come il box dei vini che diventa rastrelliera per la cantina di Aquilegia. Infine, ciò che resta richiama e facilita una connessione con il brand.

4- Connesso
remymartinclubconnectedbottleUna connessione, quella tra marca e consumatore, che viene perseguita e oltremodo facilitata attraverso l’uso di tecnologie in grado di inviare messaggi e contenuti al consumatore, come i codici QR, NFC, RFID, i beacon. Svariati gli esempi tra i superalcolici come Remy Martin e Diageo. Tutti, tramite un’app, consentono al produttore di tracciare ogni singola bottiglia e al consumatore di verificarne l’autenticità e anche di assicurarsi che la bottiglia non sia già stata aperta. Per lo stesso mezzo vengono convogliate poi offerte speciali e contenuti.

5- Vintage
Si vedono sempre più in giro – e il trend continuerà – confezioni che richiamano i tempi passati. Coloratissime come l’estetica anni ’50 e ’60 o dal look artigianale e “fatto in casa”, stimolano la voglia di bel tempo antico o il ricordo dell’infanzia del consumatore, ma anche danno un senso di unicità e originalità, un po’ da edizione limitata (anche quando non lo è).

6- Da asporto
McDonalds_McBike15Cambiano gli stili di vita e le occasioni di consumo diventano sempre più fluide, si espandono lungo l’arco dell’intera giornata e in vari luoghi. Dunque il packaging deve essere in grado di seguire il consumatore, diventato un po’ nomade, nei suoi giri tra casa, ufficio, sport e divertimento. Esempio classico sono i box, le scatole da picnic del nuovo millennio: innovative, soprattutto pratiche e dunque facili da aprire e che siano in grado di resistere al trasporto e anche a qualche sballottamento in più senza che il contenuto subisca danni. McDonalds guarda avanti e in Danimarca, patria dei ciclisti, ha pensato a una confezione ideata per i loro spostamenti (disponibile a Copenaghen nel suo “drive-in” per ciclisti).

7- Trasparente
“Toccare con mano”, vedere, sapere cosa si acquista e quali sono gli ingredienti: il packaging trasparente non solo deve consentire di vedere il prodotto ma dice al cliente che l’azienda è aperta e disponibile a condividere informazioni su origine e provenienza dei propri articoli.

Sono contenitori trasparenti, che lasciano respirare il prodotto, se necessario, dal disegno minimalista per lasciare spazio al vero protagonista, l’alimento. Che non deve danneggiarsi con la luce, naturalmente, Innumerevoli gli esempi ma tra i più originali ci sono i contenitori per zuppe di Okamoto Farm. Che oltre che trasparenti sono anche soft.

8- “Gentile e divertente”
Una confezione può anche trasmettere serenità o allegria, mandando messaggi che il consumatore percepisce come positivi: un raggio di sole in una grigia giornata. Una tecnica che è diventata un po’ il “marchio di fabbrica” della ditta neozelandese specializzata in packaging Innocent, la quale propone tazze per caffè con scritto “sono bollente”.

Ma molt esperti ritengono che questo tipo di approccio si diffonderà, così come gli esempi del genere. Perché abbiamo tutti bisogno di sorridere, in ogni momento della giornata, e se la scelta è azzeccata il marchio ne guadagna sicuramente in immagine. E si fa ricordare.

McDonald’s presenta i packaging 2016: stylish ed ecologici

Foto Juan Pablo Castro per McDonald’s.

Punta all’eco-chic McDonald’s con i nuovi packaging 2016 (dai sacchetti da asporto ai bicchieri, alle scatole per i panini). Partiti questo mese negli Stati Uniti, il nuovo look coinvolgerà nel corso dell’anno gli oltre 36mila ristoranti del colosso americano in tutto il mondo.

Evidente il tentativo di “rifarsi il look” e riavvicinare i consumatori al brand un po’ appannato e bersaglio facile negli ultimi anni delle campagne salutiste e della lotta all’obesità. Obiettivo, dichiarato: presentarsi come “un produttore di hamburger moderno e progressista”.

 

Foto Juan Pablo Castro per McDonald’s.
Foto Juan Pablo Castro per McDonald’s.

Per lanciare la nuova “collezione” McDonald’s ha chiesto aiuto agli studenti della Miami International University of Art and Design che hanno creato, a partire dai nuovi contenitori, cannucce e bicchieri, degli “accessori moda” originali come un cappello per il sole, scarpe femminili con “speroni di cannucce” e uno zainetto, sempre di cannucce, per portarsi a casa o in ufficio il pranzo senza occupare le mani.

«McDonald’s è un marchio divertente e moderno e questo era un modo per trasformare il nostro packaging in qualcosa di artistico e dare supporto alla comunità che si esprime attraverso la moda come- ha detto Matt Biespiel, senior director of Global Marketing -. Ogni giorno 69 milioni di clienti in tutto il mondo entrano in un McDonald’s e questo nuovo packaging porterà un cambiamento evidente. Ci siamo divertiti a mettere insieme queste idee e creare pezzi giocosi per connettere il cliente con il Brand».

Per confermare il restyling, non poteva mancare l’impegno verso l’ambiente: la compagnia ha infatti dichiarato di voler produrre il 100% di contenitori di carta con materiale riciclato o da fonti certificate entro il 2020.

La passione per il food in un’infografica, da una ricerca Gfk-Mastercard

 

Secondo una ricerca di Gfk Consumer Life condotta nell’ambito dl programma Mastercard Priceless Cities, il 59% dei cittadini europei si considera fortemente appassionato a cibo e cucina r tre quarti degli europei (73%) ritiene che sia importante rilassarsi e godersi il cibo. Non solo, i cittadini europei sono avventurosi, il 46% sostiene che la passione per il cibo è guidata dal desiderio di provare qualcosa di nuovo. In generale, gli abitanti delle città europee guidano le nuove tendenze e le esperienze legate a cibo e ai ristoranti.

Sebbene la ricerca abbia come focus le esperienze di consumo fuori casa, il dato che emerge con chiarezza è che la passione della persone per il cibo è legata ad un chiaro trend di massimizzazione delle esperienze e di risparmio del tempo libero. Un dato che può fornire utili indicazioni anche al retail alimentare in due direzioni: un’accelerazione dell’attività di selezione di prodotti gourmet e di specialità gastronomiche e,in seconda battuta, fare dei punti vendita dei luoghi di esperienza a 360 gradi sul cibo (Eataly, da questo punto di vista è un esempio illuminante).

La ricerca ha poi evidenziato che le food experiences sono classificate tra i primi cinque interessi dei cittadini europei in 8 paesi: Germania, Russia, Regno Unito, Italia, Spagna, Francia, Turchia e Svezia. L’interesse per il cibo è in aumento principalmente in Italia, Spagna e Turchia.

I cittadini europei poi, sono sempre più interessati a mangiare fuori, con l’Italia e la Spagna alla guida di questa tendenza: il 69% degli italiani consuma un pasto seduto al ristorante o in altri luoghi di ristorazione, almeno una volta alla settimana, seguono Spagna (62%) e Francia (55%).

Un nuovo trend nelle città europee è poi l’interesse per le esperienze gastronomiche innovative: il 47% dei cittadini europei ama provare nuove food experiences e nuovi metodi di cottura (superiore al totale in Europa, 38%). La crescente passione per cibo e novità è guidata da Turchia (61%), Italia (57%) e Spagna (36%).

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Mille Smart Fourfour per i vent’anni della carta Fidaty Esselunga, per la prima volta in TV

È una prima assoluta quella di Esselunga in TV,  per festeggiare con uno spot (curato da Armando Testa) I 20 anni della carta Fidaty. Già questa è una notizia, visto che all’interno dell spot fa capolino Bernardo Caprotti in persona che, discretamente, augura buon natale. Ma è il modo con cui Esselunga ha deciso di festeggiare l’anniversario di quella che è diventata sinonimo di carta fedeltà nel linguaggio comune ad avere dello straordinario.

Fino al 3 gennaio, infatti, I client Esselunga avranno la possibilità di vincere migliaia di premi: in palio 1.000 automobili smart forfour in edizione limitata che saranno assegnate attraverso 5 estrazioni settimanali.

Il montepremi supera i 22 milioni di euro, in assoluto il più ricco in Europa messo in palio nel mondo della grande distribuzione organizzata.

Oltre alle auto sono previste tutti i giorni vincite istantanee alla cassa: a disposizione 100.000 buoni spesa da 50 euro.

Simply sostiene benessere e buona alimentazione con le scuole e con un’app

Si chiama “Semplicemente ben-essere” la campagna nata per promuovere la sana alimentazione e i corretti stili di vita, nelle scuole e sul territorio, promossa da Cittadinanzattiva in collaborazione con la catena di supermercati Simply.

Dopo un primo modulo formativo nelle scuole, che ha previsto laboratori didattici a cura di Cittadinanzattiva seguirà un secondo momento di sensibilizzazione delle famiglie gestito dagli studenti direttamente nei luoghi d’acquisto: una “Giornata di ben-essere” ludica-divulgativa, durante la quale gli studenti coinvolgeranno i clienti del supermercato Simply invitandoli a giocare al “Salute in tavola quiz”. I ragazzi diventeranno così veri e propri ”promotori di benessere”, assumendo un ruolo attivo e di responsabilità civica sul tema dello stile di vita sano e di un’alimentazione corretta ed equilibrata.

 

Un’App per il benessere

“Salute in tavola quiz” è la nuova applicazione per smartphone disponibile da oggi gratuitamente su Play Store, Google Play, sulla app “Simplymarket” e sul sito cittadinanzattiva.it, che consente di avere a portata di mano il calendario stagionale di frutta e verdura e di mettere alla prova le proprie conoscenze su acquisto, conservazione e consumo dei prodotti alimentari e sui corretti stili di vita.
I clienti che giocheranno al “Salute in tavola quiz” riceveranno in regalo una shopper con la stagionalità dei prodotti e saranno invitati a scattare il selfie “Sì al ben-essere!” da condividere sui canali social di Cittadinanzattiva (Twitter, Facebook, Instagram e Pinterest) e @ViviSimply.
La prima “Giornata di ben-essere”, animata dagli studenti dell’Istituto professionale agrario S. Salvati è in programma il prossimo 20 novembre presso il supermercato IperSimply di via Don Rettaroli 7 a Jesi.

Per facilitare l’interazione con i clienti, durante le “Giornate di ben-essere” saranno messi a disposizione degli studenti dei tablet che, al termine della campagna saranno donati da Cittadinanzattiva e Simply alle rispettive scuole di appartenenza (oltre a Jesi, sono coinvolti istituti di Brescia e Giarre (Ct) .

Prepaid Summit Europe: le gift card verso la convergenza tra retail, marketing e finanza

Se qualcuno del Governo fosse stato presente al Prepaid Summit Europe che si è svolto ieri a Milano, probabilmente avrebbe avuto l’impressione di trovarsi su un altro pianeta. Altro che discutere di alzare il tetto delle spese in contanti!

Si è tratteggiato infatti uno scenario nel quale la transizione delle carte prepagate (quelle banali di plastica) verso la digitalizzazione è dato per ineluttabile, così come l’enorme potenziale delle gift card le trasforma in strumenti di welfare, di incentivazione, di premio, coinvolgendo banche, assicurazioni, aziende, il retail. Insomma, uno scenario proiettato verso un futuro neanche troppo lontano, tanto che le previsioni per le carte prepagate per acquisti offline e online è decisamente roseo: solo per l’Italia, la quota delle prepagate che è di circa il 9% dovrebbe rapidamente salire al 20%. Soprattutto dopo l’impegno dei colossi del digitale, Apple, Google e PayPal in testa nello sviluppare i propri wallet. In gioco, ha acutamente osservato Ugo Bechis di Ubi Banca, c’è la grande massa di dati e di conoscenza dei clienti e chi li possiede è pronto a pagare commissioni del 20 o 30% pur di tenerli. In cambio i clienti vogliono usabilità, flessibilità, velocità nei pagamenti. Pagare con un click, questo è la direzione, visto la rapida crescita dell’e-commerce e visto il 30-40% di abbandono nelle operazioni di acquisto.

gift cardMa questo è solo un lato della medagli che fa del settore delle prepagate un potente accelelratore di business. L’altro lato ì costituito dalle gift card, che faticosamente stanno prendendo spazio nel retail, anche se chi ci ha creduto sta registrando crescite importanti. «Nel giro di due-tre anni vedremo l’esplosione di questo mercato, perché ha tutte le caratteristiche per far incontrare retail, marketing e finanza» è la convinzione di Salvatore Bellomo che proprio così ha sottotitolato il volume Gift Card: una convergenza strategica scritto con Gianluca Rossi e Mario Anzanello (Franco Angeli).

Tra i primi a crederci è Gaetano Giannetto che ha fondato quindici anni fa Epipoli e che in questo tempo ha sperimentato, inventando soluzioni e aggiungendo servizi, le potenzialità delle gift card. «Noi pensiamo che la gift card altro non sia che un touch point per il consumatore, che genera una fertilizzazione trasversale tra mondo fisico e servizi virtuali. Non è un caso che i grandi e-tailer hanno bisogno di trovare un punto di scarico nel negozio fisico.

L’errore in cui forse molta distribuzione incorre è pensare all’offferta di gift card come sommatoria di singole carte. Invece è un sistema per creare destinazione. Negli stati Uniti, per esempio l’hanno capito e hanno assortimenti ampi e profondi di card in uno spazio di un metro quadrato. Ma sanno perfettamente che il 95% del fatturato lo fanno con venti referenze, mentre il restante 5% è diluito su 400 referenze. Le gift card nel retail consentono di generare margini senza fare preacqisti, di fare promozioni, di fare innovazione (cosa di cui ci sarebbe molto bisogno).

Le carte non servono solo a vendere prodotti, ma anche servizi: stiamo lavorando alla dematerializzazione le assicurazioni leggere come quella per il capofamiglia. Siamo i primi ad avere studiato una carta virtuale per i pagamenti nel web. E per rimanere nel campo dei prodotti, si possono virtualizzare aziende e prodotti che non sono fisicamente presenti nel punto vendita. Le possibilità spaziano in tutti i campi: dai biglietti alle grandi manifestazioni (come abbiamo fatto per Expo), alle operazioni di co-marketing di cross-categoria o ancora per le operazioni di cash back.

Tutte operazioni che possono creare sinergie tra operazioni di loyalty e di gift puro. Con, in più, l’apertura alla mobilità e all’integrazione con lo smartphone attraverso le App per ingaggiare i consumatori».

Vi è poi nel B2B l’utilizzo delle Gift Card per gli incentivi o per il rewarding dei dipendenti, senza in questo caso appesantire i premi e gli incentivi con il fardello dei contributi. «Nel mercato B2B – aggiunge infine Bellomo – la diffusione delle gift card, sebbene limitata, ha possibilità di diffusione maggiori che nel B2C».

John Lewis apre il Natale con uno spot sentimentale e “sociale”

Dopo due ore dal lancio era già stato citato 23mila volte sui social: lo spot natalizio di John Lewis, che da 2007 apre la stagione delle comunicazione natalizie dei retailer britannici, sembra aver fatto centro anche quest’anno, grazie a uno spot d’impatto, Man on the Moon, che punta sui sentimenti e un pizzico di malinconia per il tempo che passa. La scelta è stata di puntare sullo spirito del Natale ricordando i tanti anziani che vivono in solitudine. È stata coinvolta l’organizzazione no-profit attiva nel sociale Age Uk e sono previste azioni di sensibilizzazione sul tema anche instore. Non solo: l’intera comunicazione natalizia sarà declinata sul tema dell’uomo sulla luna, con gadget, borse, sacchetti tematizzati e perfino un’App, con giochi, realtà aumentata e un calendario di avvicinamento al Natale.

«La nostra pubblicità natalizia ancora una volta tratta del fare uno sforzo in più pur di dare a qualcuno il regalo perfetto. Quest’anno però la storia è raccontata in un modo realmente coinvolgente e creativo mentre vediamo Lily, la nostra eroina, fare ogni sforzo possibile per comunicare con l’Uomo sulla Luna. Speriamo che inspiri la gente a trovare dei regali veramente speciali per le persone che amano, e attraverso la partnership con Age UK faccia crescere la consapevolezza del problema della solitudine tra gli anziani e incoraggi a supportarli in ogni modo possibile» ha detto Craig Inglis, Customer Director di John Lewis.

Lo spot è stato realizzato dalla agenzia adam&eve DDB ed è diretto da Kim Gehrig.

Clicca qui per guardare la pubblicità natalizia dell’anno scorso.

Heineken conferma la partnership con 007 e fa lo spot con Daniel Craig

Heineken conferma la partnership ormai attiva da 17 anni su sette film con protagonista il mitico James Bond. La nuova collaborazione riguarda SPECTRE, la 24° avventura di 007 nelle sale italiane dal 5 novembre.
Heineken è l’unico partner del film, diretto da Sam Mendes, che ha realizzato uno spot, “The Chase”, con protagonista Daniel Craig, il più recente interprete dell’agente segreto più famoso del mondo. Per garantire che le scene della campagna seguissero il vero stile James Bond, sono stati scelti gli stessi operatori cinematografici e gli stuntmen di SPECTRE.

Le altre iniziative prese in occasione dell’uscita del film, sono la campagna digitale “Spyfie”, che prevede il primo selfie al mondo dallo spazio che utilizza le immagini HD realizzate dalla fotocamera posta sul satellite Deimos, attualmente in orbita a 600 chilometri sopra la superficie terrestre.
Inoltre l’edizione limitata SUB Bond Limited Edition, una versione esclusiva e in edizione numerata e limitata della design machine creata da Heineken per godere di una perfetta birra alla spina anche a casa. Dedicata all’agente segreto più elegante del mondo, THE SUB riprende le atmosfere intriganti di Spectre: colore nero, look & feel in carbonio, luce LED verde. E anche THE TORP, il refill di birra da due litri, si vestirà del fascino leggendario di 007, in edizione limitata. THE SUB Bond Limited Edition sarà disponibile online su THE-SUB.com e nello store la Rinascente di Milano.

La spinta gentile di #ogilvychange aiuta le persone a prendere decisioni (e le imprese a comunicare)

Come può una campagna di comunicazione stimolare e favorire cambiamenti positivi nelle abitudini delle persone? È per rispondere a questa domanda che nasce #ogilvychange, la unit italiana di Ogilvy & Mather presentata ieri, che si propone di integrare i più recenti studi di psicologia cognitiva e sociale e di economia comportamentale con le competenze in comunicazione del Gruppo.

Nata nel 2012 nel Regno Unito per iniziativa di Rory Sutherland, Vice Chairman di Ogilvy & Mather UK, #ogilvychange opera anche in Italia per realizzare progetti di comunicazione con forte impatto culturale e sociale partendo dalle conoscenze sui principi teorici che condizionano il comportamento individuale all’atto di qualsiasi scelta e che in genere non sono considerati dalle comuni analisi di mercato.

«Nei momenti decisivi, le persone compiono scelte economiche che riguardano cibo, salute, investimenti o viaggi sull’onda di percezioni, sentimenti e condizionamenti sociali che spesso scavalcano la logica e che, perciò, tendono a sfuggire agli studiosi di economia», dichiara Guerino Delfino, CEO & Chairman di Ogilvy & Mather Italia. «Per questo, ancora una volta, abbiamo voluto rompere gli schemi e inaugurare un innovativo approccio di comunicazione in Italia, integrando nei nostri progetti competenze provenienti dall’ambito delle Behavioural Sciences, per metterle al servizio di quanti vogliono promuovere cambiamenti positivi nei comportamenti sociali».

Le conoscenze messe in luce dalla Behavioural Economics vengono oggi applicate efficacemente anche in ambiti non strettamente economici, ma legati alla vita di tutti i giorni. Questo ambito di applicazione è stato definito Architettura delle scelte (Thaler & Sunstein, 2008) e spazia dalle politiche sociali alla comunicazione pubblicitaria.

Particolare rilievo ha assunto, negli ultimi anni, la pratica del Nudging, intesa come un’applicazione dell’Architettura delle scelte a temi di forte rilievo sociale e con un approccio etico, rispettoso delle libertà di scelta e dei valori dell’individuo (Thaler & Sunstein, 2008).

L’attività è finalizzata allo sviluppo e all’applicazione di strumenti utili a indirizzare le persone verso comportamenti orientati al benessere individuale e sociale. Il nostro lavoro si ispira ai principi del Nudging, in italiano “spinta gentile”.

Il Nudging nasce da un assunto di base: molti comportamenti dannosi sono messi in atto e/o mantenuti da scelte irrazionali. Spesso infatti siamo influenzati da elementi contestuali di cui non siamo consapevoli e che tuttavia ci conducono a commettere errori di valutazione (es. mangiare cibo spazzatura, guidare sotto l’effetto d’alcool, fare poca attività fisica, ecc…). Per questo motivo, l’utilizzo di una “buona” architettura delle scelte, ovvero un’impalcatura contestuale che faciliti comportamenti virtuosi, è spesso sufficiente per permettere alle persone di comportarsi in maniera più funzionale, in linea con i valori in cui credono.

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Le aree in cui #ogilvychange opera

Coordinata da Filippo Ferraro, Head of Planning, la nuova unit #ogilvychange si avvale della collaborazione e contributo scientifico di IESCUM – Istituto Europeo per lo Studio del Comportamento Umano. Grazie a questa partnership, il team italiano di #ogilvychange lavora già da tempo al fianco di esperti italiani e internazionali con una vera e propria unit deputata a sviluppare idee e progettualità che stimolino e favoriscano cambiamenti positivi nelle attitudini dei consumatori. Tra gli esperti, Francesco Pozzi, Psicologo e Analista del Comportamento e docente a contratto di Behavioral Economics all’Università IULM.

«Negli ultimi anni, gli studi scientifici sui fattori psicologici, cognitivi ed emozionali che impattano sulle scelte economiche dei singoli ci hanno lasciato in eredità conoscenze e tecniche che hanno amplificato in modo incredibile le capacità predittive e di comprensione del marketing», sottolinea Rory Sutherland, Vice Chairman Ogilvy & Mather Group UK. «La conoscenza delle piccole sfumature che modificano il modo in cui la gente reagisce in ambito locale, regionale o nazionale fa realmente la differenza nel portare il cambiamento desiderato nella società, vincendo inerzie che altrimenti richiederebbero un lentissimo lavoro di sensibilizzazione e persuasione».

Retail Visions Popai per progettare un’esperienza d’acquisto memorabile

Retail Visions, l’annuale convegno sul Retail Design organizzato da Popai Italia è in programma Mercoledì 4 Novembre alla Triennale di Milano dalle ore 9.00 alle ore 13.00.

Questa edizione indagherà come progettare una shopping experience memorabile, “premio” per tutti i clienti all’interno del punto vendita.

Le caratteristiche dell’ambiente (spazio fisico, tecnologie, visual merchandising … ) sono gli elementi della grammatica del racconto rivolto allo shopper: in che modo il retail design può accrescere il ROI, rafforzando l’immagine dell’azienda e generando valore?

Il convegno analizzerà nuovi modelli di store, ambienti emotivamente coinvolgenti considerati dai retailer più innovativi investimenti necessari e della massima importanza.

Questa l’agenda del convegno:

Lara Asero – Manager Developer Lush
Beauty Innovation: concept all’avanguardia per una clientela sempre più esigente

Luca Corrà – Head of Retail Piquadro
L’ascesa del Made in Italy fra artigianalità e hi tech

Laura Donnini – CEO RCS Libri
Tradizione e contemporaneità, ieri e l’oggi: la nuova Libreria Rizzoli

Federica Vacca – Docente Politecnico di Milano
“Emotional & Experience design”, analisi dei trend di settore

Christian Zippi – Market Manager Pimkie
L’evoluzione del fast fashion tra digital e restyling del punto vendita

 

Modera il convegno Emanuele Sacerdote, autore, manager e imprenditore.

 

L’accesso è consentito solo previa registrazione all’indirizzo mail convegni@popai.it

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