I prodotti a marchio (premium e bio) e i prodotti freschi di Pam Panorama sono protagonisti de “Il Pranzo della Domenica”, il nuovo format tv di Publitalia Branded Entertainment in onda su Canale 5 dal 7 febbraio che proseguirà ogni domenica per sei settimane. Insomma, premium e bio, le star delle marche commerciali, in termini di vendite e anche di apprezzamento della clientela, ora arrivano anche in tv.
Il programma, realizzato presso ALMA, la Scuola Internazionale di cucina di Gualtiero Marchesi, che presenta anche il programma insieme ad Elenoire Casalegno, è una sorta di reality-cooking show che mostra uno degli innumervoli foodlovers italiani che, segnalato da amici e parenti a sua insaputa, deve mostrare le sue abilità cucinando davanti al Maestro Marchesi e agli allievi della prestigiosa scuola di cucina. Ma il programma è anche un viaggio alla scoperta di ricette e prodotti di eccellenza locale
I prodotti a marchio Pam Panorama sono protagonisti nelle ricette che vengono realizzate, sia dai candidati che dai diplomati della Scuola che, parallelamente, mostrerano come preparare le stesse ricette realizzate dai concorrenti, a regola d’arte. Durante le puntate verranno utilizzate referenze delle linee i Tesori, la linea premium di Pam Panorama, e Pam Panorama Bio, la nuova linea di prodotti provenienti da agricoltura biologica.
Ci sono ben due editori tra gli investitori di Foodscovery, piattaforma web e mobile per conoscere e acquistare 1500 prodotti della gastronomia italiana direttamente dai laboratori e produttori artigianali del territorio come panifici, pasticcerie, macellerie, caseifici. L’ultimo arrivato è La Società Editoriale Il Fatto, che entra nella start-up con un investimento di 250mila Euro con una quota di circa il 7%, e la facoltà di salire fino al 12%. La start up fondata nel 2014 con un investimento di 500mila euro da parte di FI.R.A. – Finanziaria Regionale Abruzzese – ha tra i soci anche il gruppo editoriale tedesco Axel Springer. I Fondatori Fabio Di Gioia e Mario Sorbo detengono il 41% delle quote della società.
Si fa tanto parlare di storytelling e dell’importanza di raccontare prodotti, come le eccellenze dell’enogastronomia italiana, che hanno bisogno di essere scoperti ed conosciuti anche nella loro specificità e nella loro storia. E sembra essere proprio questo il senso dell’operazione. Le caratteristiche, le storie e i protagonisti dei prodotti gastronomici d’eccellenza di tutte le regioni italiane saranno presentati su www.ilfattoquotidiano.it, sito con oltre 100 milioni di pagine viste al mese, e i lettori avranno poi la possibilità di acquistarli direttamente su www.foodscovery.com.
Sul mercato italiano, sarà lanciata una nuova versione del sito e ampliato il numero di produttori presenti. Ma Foodscovery punta anche all’estero, con il lancio della piattaforma inizialmente sul mercato britannico. Il modello di business di Foodscovery si basa sull’innovazione a sostegno delle piccole economie locali, con la creazione e lo sviluppo di un sistema automatizzato di ritiro e consegna in 24/48 ore, che permette di ricevere e gustare oltre 1.500 prodotti presenti in catalogo.
«L’acquisizione delle quote in Foodscovery risponde ad un Piano Industriale specifico che guarda al futuro e che nelle società editoriali di oggi deve obbligatoriamente puntare alla diversificazione. Al tempo stesso può essere però valorizzazione del tradizionale core business. Foodscovery rappresenta infatti un progetto di e-commerce nel food con un importante sviluppo di internazionalizzazione al quale si affiancherà anche un progetto di contenuti editoriali collegati» ha spiegato Cinzia Monteverdi, Amministratore Delegato di Editoriale Il Fatto.
La catena Pam Panorama aderisce al progetto Nuovi Nati promosso dal Comune di Leinì, in provincia di Torino. Per tutto il corso dell’anno Pam Panorama sostiene il territorio di Leinì donando alle famiglie di tutti i nuovi nati nel 2016 un buono del valore di 50 euro spendibile all’interno del punto vendita Pam di Leinì, situato in Viale Europa.
Un piccolo gesto che, in accompagnamento alla lettera di benvenuto inviata dal Comune alle famiglie, testimonia la volontà di essere vicino ai futuri cittadini di Leinì in modo concreto. E un modo per rendere oggettiva l’attenzione di Pam Panorama nei confronti delle realtà territoriali all’interno delle quali è presente con i suoi punti vendita.
Boyner Group, la principale realtà di vendita al dettaglio in Turchia, ha adottato la soluzione “My Collection” di Dassault Systèmes. Infatti, in seguito a un progetto per il miglioramento dell’efficienza operativa nel 2014, il gruppo ha deciso di investire in tecnologia avanzata per rispondere meglio alle esigenze dei propri clienti, acquisendo in particolare strumenti per gestire lo sviluppo di abbigliamento, accessori, borse, calzature e altre categorie di prodotti per tre delle sue aziende: Aymarka, Beymen e Boyner Retail.
Basata sulla piattaforma 3DEXPERIENCE, “My Collection” mette a disposizione di Boyner Group una soluzione digitale collaborativa che accelera il time-to-market, consentendo ai propri team di dedicare più tempo alle attività di pianificazione creativa.
Con “My Collection” Boyner Group ha a disposizione un ambiente digitale unificato che collega tutte le figure coinvolte nel processo all’interno e all’esterno dell’organizzazione, integra la supply chain, aumenta la visibilità e la flessibilità, e supporta le decisioni relative a diverse categorie di prodotti. I team possono collaborare su un’unica piattaforma, senza sprecare tempo nella ricerca e nella duplicazione di dati, a favore delle attività di sviluppo e approvvigionamento. La soluzione consentirà all’insegna di ridurre l’incidenza di campioni errati, costi aggiuntivi, errori e ritardi in produzione, portando più velocemente sul mercato prodotti conformi alle richieste dei consumatori.
Melinda sponsorizza la Marcialonga, la grande competizione di sci nordico prevista domenica 31 gennaio 2016 su70 km di piste nelle Valli di Fiemme e di Fassa, in Trentino. Giunta alla 43esima edizione, la Marcialonga è un importante palcoscenico per il Consorzio chiamato a rappresentare la regione, dove 16 cooperative di oltre 4.000 famiglie di frutticoltori coltivano circa 6.500 ettari di meleti nella Val di Non e Val di Sole.
Melinda avrà una grande visibilità grazie alla presenza del logo sui pettorali dei quasi 8000 fondisti che giungeranno da tutto il mondo per contendersi il podio. Naturalmente non mancherà l’occasione di assaggiare le mele Melinda, prima e dopo la gara, e a tutti gli eventi collaterali previsti a partire dal venerdì.
Una sponsorship perfettamente coerente con il brand, che oggi vanta il 99% di awareness fra le famiglie dei consumatori italiani e che esprime i valori della genuinità, della natura e del benessere. Valori condivisi dagli sportivi e dagli appassionati della montagna. La strategia di Melinda è un percorso a lungo termine di investimenti con l’obiettivo di rendere onore alle proprie mele dal famoso bollino blu, riconosciute e identificate come “prodotto di alta qualità” in tutto il mondo, simbolo di un territorio dalle profonde radici e tradizioni.
Tutto pronto quindi per vivere l’emozione sulla neve, insieme ai professionisti e ai “senatori” che ogni anno accompagnano le nuove generazioni alla sfida. Un esempio dello spirito di collaborazione e di rispetto che caratterizza anche il Consorzio Melinda dove il lavoro è, soprattutto, frutto della cooperazione.
San Carlo lancia la seconda edizione del concorso “Crea Il Tuo Gusto”, che ancora una volta coinvolgerà i consumatori nella creazione di un nuovo gusto di patatine attraverso un “Giro del Mondo in 80 Ingredienti” (80 come i giorni del capolavoro letterario di Jules Verne).
I consumatori italiani saranno coinvolti in un viaggio esplorativo tra ben 80 ingredienti distribuiti in 6 Paesi:
– Europa: i sapori di casa nostra, il punto fermo per chi ama la buona tavola;
– Oceania: gli ingredienti più esotici, il gusto più insolito;
– Africa: un trionfo di sapori delicati e suadenti, inconfondibile magia
– Sud America: una terra che sa regalare gioie infinite agli occhi e non solo;
– Nord America: una tavola energica ricca di carni e verdure piccanti;
– Asia: le spezie più raffinate e affascinanti, per valorizzare qualsiasi ricetta.
Anche in questa edizione gli italiani sono chiamati a proporre originali abbinamenti per dar vita ad un nuovo prodotto della gamma Più Gusto, che verrà lanciato nel mese di maggio in edizione speciale. In palio 25.000 euro per l’autore del gusto vincitore, 10 premi settimanali del valore di 80,00 euro in buoni spesa e 350 premi instant-win in forniture di prodotto nell’intero periodo di gioco.
L’operazione a premi, della durata di tre mesi (18 gennaio-27 marzo 2016), sarà promossa attraverso i canali social dell’Azienda – Facebook, Twitter, YouTube, Instagram – e comunicata attraverso una forte campagna adv sul web.
Per aumentare la visibilità e l’impatto sul consumatore, San Carlo ha previsto diversi materiali espositivi, tra cui un Trovaspazio adatto a ogni tipo di punto vendita, e un’isola personalizzata per una comunicazione che non potrà di certo passare inosservata.
Facile partecipare attraverso la pagina Facebook di San Carlo o attraverso il minisito del concorso creailtuogusto.com (accessibile anche da mobile), sul quale è anche consultabile il regolamento completo dell’operazione.
Negli ultimi anni è indubbio come sia cambiata profondamente l’esperienza di acquisto. Le nuove tecnologie, il web e l’e-commerce ed ora il mobile, hanno rivoluzionato il modo di approcciarsi al prodotto, e di sceglierlo. Per questo, giocoforza, vanno cambiati anche i paramatri di misurazione dell’acquisto, ovvero le ricerche di mercato. Se ne è parlato al seminario organizzato a Milano al Lab GfK “Come cambia la ricerca qualitativa. Dai racconti alle esperienze” curato da Isabella Cecchini e Giuseppe Minoia, ha visto interventi di Anna Tagliabue, Gianni Para, Giovanni Seveso, Elena Presezzi, Silvia Pizzetti, Chiara Gritti, Valeria Bistulfi e Valeria Fai.
Cambia lo scenario
Gli oggetti sensibili e intelligenti (la cosiddetta Internet of Things) stanno modificando la qualità delle scelte individuali. Secondo Gfk, nel 2016 nelle Smart Cities saranno attivi 1,6 milioni di oggetti connessi: nei trasporti nelle utilities, ma anche nel commercio. Ad esempio, si pagherà in modi inediti con gli onnipresenti smartphone sempre più in grado di connettersi con i Pos e un aumento delle modalità di pagamento contactless (già in teoria disponibile in moltissimi punti vendita e con le nuove carte di credito predisposte ma speso non ancora abilitate).
I negozi “reali” stanno già cambiando faccia grazie a totem e display interattivi, digital signage e spazi espositivi 3D. Soprattutto, il flusso dei clienti sarà soggetto sempre più ad analisi che consente di valutare la performance dello store e delle sue varie aree. Tra storytelling e multisensorialità, l’emozione che i prodotti suscitano è sempre più importante e differenziante dal punto di vista competitivo e diventa fondamentale capire quale sia il ritorno emozionale offerto da idee, concetti ed esperienze.
Valutare le emozioni
Le ricerche di mercato oggi devono saper cogliere tutti questi aspetti. Si rendono quindi indispensabili nuovi attrezzi di osservazione e di esplorazione, ma anche nuove tecniche di registrazione senza filtri, in modo da prevedere e monitorare i “nuovi comportamenti” delle persone.
Gfk segnala dunque come tendenze principali della “nuova” ricerca qualitativa l’utilizzo di sempre meno parole, che troppo spesso filtrano e rielaborano le vere emozioni, e piuttosto di tool in grado di registrare, come un elettrocardiogramma, ciò che davvero il corpo e la mente delle persone esprimono durante gli atti di acquisto (espressioni facciali, tono della voce, battito cardiaco ad esempio).
Per questo il Lab GfK ha elaborato una metodologia articolato in tre sessioni. La prima dedicata alle esperienze con il fine di restituirle in maniera e misura concreta; la seconda dedicata agli strumenti per innovare i prodotti, i processi, la distribuzione, la comunicazione, il marketing tout court e la terza dedicata al mondo digital, ai metodi contenuti nella piattaforma GfK Sociolog.
È stata presentata una case history sulla vendita del caffè nella Grande distribuzione analizzando il comportamento del consumatore “ripreso” davanti allo scaffale. Da questo sono derivati due spunti di riflessione e opportunità. La consapevolezza che lo studio dell’esperienza “chiama” esperienza diretta, con il momento dell’acquisto valorizzato da un’immersione a 360° dell’esperienza complessiva (non solo il gusto o l’aroma del caffè, ma le sensazioni, i sentimenti associati, l’oggetto nella stanza, il percepito degli altri, il messaggio condiviso). E la permeabilità dell’attenzione del cliente che apre spazi, di cui spesso le aziende e le insegne non sono consapevoli, alle aree contigue nei punti vendita: va sempre considerato come il consumatore sia un “esploratore” innato.
Da queste riflessioni Gfk ha elaborato una ricerca qualitativa che tende a sviluppare strumenti per l’innovazione e analizzare in profondità i bisogni (Need Gap Analysis e White Spaces), generando idee e servizi (workshop interattivi e in progress, sessioni con esperti e trend setter quali expert community, advisory board, delphi panel…) e co-creazione con il supporto di visualizer e copy writer che traducono in tempo reale testi, immagini, disegni. Gli strumenti concreti utilizzati spaziano dall’emoscan alla voice recognition, all’eye tracking davanti allo scaffale o a un messaggio pubblicitario.
Un tappo in silicone con quattro segnabicchieri colorati a forma di animali (farfalle, uccelli, gufi) a chi acquisterà una bottiglia di Corvo Bianco o di Corvo Rosso: è l’iniziativa di Consumer Marketing negli ipermercati di tutta Italia di Gruppo Duca di Salaparuta al via da metà marzo. I gift on pack sono ideati in partnership con Brandani, azienda di articoli da regalo e per la casa contraddistinti dal caratteristico Italian Style.
Con questa iniziativa Corvo sottolinea l’importanza data alle attività strategiche di Consumer Marketing nel punto vendita, che nel corso degli ultimi anni si sono andate a sostituire alle tradizionali attività promozionali. Non più quindi una logica basata esclusivamente sul prezzo ma sulla costruzione di una Brand Identity forte e distintiva e sul desiderio di creare un rapporto solido con il consumatore.
Packaging di Tomorrow Machine realizzato con zucchero caramellato, si dissolve dopo l'apertura.
C’è, sempre, a volte passa inosservato, però influenza anche pesantemente gli acquisti. Perché dice molto della marca e del contenuto, più di quanto normalmente percepiamo. Al di là del suo aspetto pratico, il design delle confezioni è assai evoluto negli anni, e continua a farlo tra nuove tecnologie e nuovi stili di vita. Ecco otto tendenze che influenzeranno il packaging del settore alimentare nel 2016.
1- Green e sostenibile Realizzato con materiali naturali e biodegradabili (o addirittura essi stessi commestibili), rispettoso dell’ambiente, con contenuto limitato di carta o plastica: sempre più c’è consapevolezza nei clienti della “pesantezza” dell’imballaggio, per l’ambiente e a produzione di CO2. Dunque questo è il trend più importante e destinato a restare, anche perché piace ai Millennials. Il coté più innovativo invece è high tech e riguarda il packaging “a tempo”, cioè che si dissolve senza danni per l’ambiente nel momento in cui l’alimento (gelato, olio, succhi di frutta) viene aperto e utilizzato, come nei prototipi di Tomorrow Machine. Oppure come le perle di gelato di Quantum, con un rivestimento che protegge dalla contaminazione con l’esterno e non fa uscire il contenuto ideato come una buccia di vegetali o frutta (alla quale si ispira). I materiali, innovativi, sono gel elettrostatici che utilizzano però sostanze naturali come polisaccaridi, ma anche agar-agar, alghe, zucchero caramellato o cera.
2- Personalizzato
Foto: Ultimate Digital
L’abbiamo visto con Nutella e Coca Cola, che hanno messo i nomi propri sulle confezioni. Waitrose a Natale oltre al nome ha personalizzato le borse frigo anche con il cognome dei clienti. Ed in futuro sarà sempre più spinta la ricerca per rendere l’articolo in qualche modo unico. Lo consentono le nuove tecniche di stampa digitale. Non solo: dato che sarà sempre più diffusa la lavorazione a vista, sul posto e al momento (come nel nuovo Carrefour di Mons) dalla birra al pane alle spremute, le etichette con la data di scadenza potrebbero entrare a far parte di un packaging che parlino dell’insegna, del prodotto o addirittura di chi ha realizzato l’articolo (come fa Lush con i suoi prodotti). Ma, anche, lasciare spazio per un’etichetta scritta a mano “realizzato fresco per ….” crea quel senso di connessione umana e aumenta il coinvolgimento con la marca a un livello emozionale.
3- Riutilizzabile Economia circolare questo è il tuo tempo. Creare imballaggi riutilizzabili ha un triplo vantaggio: è sostenibile perché non si butta via nulla, attira l’occhio perché spesso i “contenitori” sono originali e puntano alla contaminazione dei generi (ad esempio le tutine da bimbo nei barattoli di vetro di Jammies) oppure sono “utili”, come il box dei vini che diventa rastrelliera per la cantina di Aquilegia. Infine, ciò che resta richiama e facilita una connessione con il brand.
4- Connesso Una connessione, quella tra marca e consumatore, che viene perseguita e oltremodo facilitata attraverso l’uso di tecnologie in grado di inviare messaggi e contenuti al consumatore, come i codici QR, NFC, RFID, i beacon. Svariati gli esempi tra i superalcolici come Remy Martin e Diageo. Tutti, tramite un’app, consentono al produttore di tracciare ogni singola bottiglia e al consumatore di verificarne l’autenticità e anche di assicurarsi che la bottiglia non sia già stata aperta. Per lo stesso mezzo vengono convogliate poi offerte speciali e contenuti.
5- Vintage Si vedono sempre più in giro – e il trend continuerà – confezioni che richiamano i tempi passati. Coloratissime come l’estetica anni ’50 e ’60 o dal look artigianale e “fatto in casa”, stimolano la voglia di bel tempo antico o il ricordo dell’infanzia del consumatore, ma anche danno un senso di unicità e originalità, un po’ da edizione limitata (anche quando non lo è).
6- Da asporto Cambiano gli stili di vita e le occasioni di consumo diventano sempre più fluide, si espandono lungo l’arco dell’intera giornata e in vari luoghi. Dunque il packaging deve essere in grado di seguire il consumatore, diventato un po’ nomade, nei suoi giri tra casa, ufficio, sport e divertimento. Esempio classico sono i box, le scatole da picnic del nuovo millennio: innovative, soprattutto pratiche e dunque facili da aprire e che siano in grado di resistere al trasporto e anche a qualche sballottamento in più senza che il contenuto subisca danni. McDonalds guarda avanti e in Danimarca, patria dei ciclisti, ha pensato a una confezione ideata per i loro spostamenti (disponibile a Copenaghen nel suo “drive-in” per ciclisti).
7- Trasparente “Toccare con mano”, vedere, sapere cosa si acquista e quali sono gli ingredienti: il packaging trasparente non solo deve consentire di vedere il prodotto ma dice al cliente che l’azienda è aperta e disponibile a condividere informazioni su origine e provenienza dei propri articoli.
Sono contenitori trasparenti, che lasciano respirare il prodotto, se necessario, dal disegno minimalista per lasciare spazio al vero protagonista, l’alimento. Che non deve danneggiarsi con la luce, naturalmente, Innumerevoli gli esempi ma tra i più originali ci sono i contenitori per zuppe di Okamoto Farm. Che oltre che trasparenti sono anche soft.
8- “Gentile e divertente” Una confezione può anche trasmettere serenità o allegria, mandando messaggi che il consumatore percepisce come positivi: un raggio di sole in una grigia giornata. Una tecnica che è diventata un po’ il “marchio di fabbrica” della ditta neozelandese specializzata in packaging Innocent, la quale propone tazze per caffè con scritto “sono bollente”.
Ma molt esperti ritengono che questo tipo di approccio si diffonderà, così come gli esempi del genere. Perché abbiamo tutti bisogno di sorridere, in ogni momento della giornata, e se la scelta è azzeccata il marchio ne guadagna sicuramente in immagine. E si fa ricordare.
Punta all’eco-chic McDonald’s con i nuovi packaging 2016 (dai sacchetti da asporto ai bicchieri, alle scatole per i panini). Partiti questo mese negli Stati Uniti, il nuovo look coinvolgerà nel corso dell’anno gli oltre 36mila ristoranti del colosso americano in tutto il mondo.
Evidente il tentativo di “rifarsi il look” e riavvicinare i consumatori al brand un po’ appannato e bersaglio facile negli ultimi anni delle campagne salutiste e della lotta all’obesità. Obiettivo, dichiarato: presentarsi come “un produttore di hamburger moderno e progressista”.
Foto Juan Pablo Castro per McDonald’s.
Per lanciare la nuova “collezione” McDonald’s ha chiesto aiuto agli studenti della Miami International University of Art and Design che hanno creato, a partire dai nuovi contenitori, cannucce e bicchieri, degli “accessori moda” originali come un cappello per il sole, scarpe femminili con “speroni di cannucce” e uno zainetto, sempre di cannucce, per portarsi a casa o in ufficio il pranzo senza occupare le mani.
«McDonald’s è un marchio divertente e moderno e questo era un modo per trasformare il nostro packaging in qualcosa di artistico e dare supporto alla comunità che si esprime attraverso la moda come- ha detto Matt Biespiel, senior director of Global Marketing -. Ogni giorno 69 milioni di clienti in tutto il mondo entrano in un McDonald’s e questo nuovo packaging porterà un cambiamento evidente. Ci siamo divertiti a mettere insieme queste idee e creare pezzi giocosi per connettere il cliente con il Brand».
Per confermare il restyling, non poteva mancare l’impegno verso l’ambiente: la compagnia ha infatti dichiarato di voler produrre il 100% di contenitori di carta con materiale riciclato o da fonti certificate entro il 2020.
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