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Cindy Crawford protagonista della nuova campagna “San Benedetto, I love you”

Cindy Crawford: sarà proprio la super modella americana la nuova testimonial della nuova campagna di comunicazione “San Benedetto, I love you” lanciata da Acqua Minerale San Benedetto, nell’anno del suo sessantesimo anniversario.

Lo spot, che si avvale della regia di Gabriele Muccino, è stato girato nella cornice della Città Eterna, rivisitata nei suoi scorci più caratteristici.

Protagonisti di questa storia sono il benessere l’agilità, la bellezza, la leggerezza, la voglia di vivere raccontati attraverso gli occhi di una delle modelle più famose al mondo. Un mix di “emozioni”, in grado di esprimere al meglio quel legame con la purezza, la storia e la tradizione italiana che sempre si rinnova e che Acqua Minerale San Benedetto ha saputo interpretare negli anni, diventandone simbolo ed espressione.

Ad affiancare l’immagine di Cindy Crawford saranno l’Acqua Minerale e il Thè San Benedetto, segreti di bellezza senza tempo della protagonista dello spot, grazie alla loro naturalità e alle maestria con la quale San Benedetto li ha creati, che faranno letteralmente “innamorare” tutti gli italiani. La campagna stampa, invece, vede come autore della fotografia Marco Glaviano, tra i più apprezzati a livello internazionale. Le sue foto sono state esposte in numerosi musei e sono rinomate nelle collezioni pubbliche e private di tutto il mondo.

La nuova campagna, viene lanciata in un anno particolarmente significativo per Acqua Minerale San Benedetto che compie 60 anni, un traguardo importantissimo raggiunto da leader di mercato che verrà festeggiato in grande stile con diverse attività su tutto il territorio nazionale.

notonthehighstreet.com, dal web al market per promuoversi, e ritorno

L'Old Spitalfields Market, foto Instagram oldspitalfields.

Come fa un sito che da 10 anni pratica esclusivamente vendite online a festeggiare l’anniversario dalla nascita? Semplice, diventa “fisico”, anche se solo temporaneamente. Così ha pensato di fare l’inglese notonthehighstreet.com, che già nel nome ha il suo programma: niente negozio fisico, mai sulla strada, solo online. L’idea, nata nel 2006 da due amiche e sviluppata “su un tavolo di cucina” (che ancora esiste ed è sistemato in una sala dell’azienda, che oggi impiega 200 persone) era semplice: rendere disponibili su web oggetti “carini e originali” prodotti da piccole aziende ed artigiani. Dall’abbigliamento all’oggettistica per la casa, dai gioielli ai prodotti gourmand.

Il temporary shop di notonthehighstreet.com durerà tre giorni e trasformerà il mercato londinese di Spitalfields, cuore hipster e trendy della metropoli e regno del shabby-chic, in una vera e propria “esperienza interattiva”. Non solo acquisti dunque, ma un programma che su tre giorni (dal 6 all’8 maggio) comprende laboratori e workshop di vario tipo, dall’intaglio con la carta ai cocktail, dalla calligrafia alla “tea mixology”, l’arte di creare miscele di tè. Non mancheranno musica, assaggi gastronomici ed eventi vari.

Sul lato commerciale, oltre 100 piccoli produttori che vendono tramite il sito monteranno il loro banco offrendo e loro mercanzie, dal cibo agli accessori, dai prodotti per la bellezza e la salute a quelli per la casa e il giardino. Tutti in un posto, proprio come nel sito.

Lidl scende nell’arena del talent e coinvolge i clienti con “La ricetta perfetta”

Lidl dà ancora la parola ai clienti coinvolgendoli nell’ideazione di nuovi prodotti, e questa volta fa le cose in grande, con un nuovo format televisivo intitolato “La ricetta perfetta – dal fornello al carrello”, in onda su Canale 5 da domenica 17 aprile i cui protagonisti sono proprio i clienti del supermercato.

Seguendo le leggi del talent, 21 cuochi amatoriali si sfideranno ai fornelli per far vincere la propria ricetta e vederla entrare in assortimento in tutti i punti vendita della catena sotto il marchio “Italiamo”, linea food esclusiva di Lidl dedicata alle eccellenze gastronomiche Made in Italy.

«Siamo orgogliosi di questo progetto, che ci permette di valorizzare l’incredibile patrimonio gastronomico italiano, costituito non solo da materie prime eccellenti, ma da una cultura culinaria fatta di passione, tradizioni e piccoli segreti che si tramandano e arricchiscono di generazione in generazione. Con questa trasmissione, raccontiamo la storia della nostra cucina attraverso le ricette dei nostri clienti, che rappresentano tutte le regioni italiane» spiega Luca Boselli, Amministratore Delegato di Lidl Italia.

Questa innovativa strategia di marketing segue di un anno la campagna social Pizza FANtastica, applicazione con la quale i fan della pagina Facebook di Lidl hanno creato la pizza ideale, entrata poi in assortimento. «”La ricetta perfetta” va oltre il classico product placement. Mettiamo a disposizione dei clienti i nostri scaffali, sui quali vedremo presto la ricetta perfetta» dice Boselli.

La sfida culinaria, condotta da Cristina Chiabotto, vedrà impegnati tre giudici d’eccezione: Davide Scabin, chef stellato, Maurizio Pisani, esperto di marketing, Margherita Contin, brand ambassador di Lidl Italia. Oltre a valutare i concorrenti, aiuteranno a perfezionare le ricette, che potranno trasformarsi in un piatto pronto in vendita in tutti i punti vendita della catena.

La prima puntata di boot camp vedrà impegnati oltre 60 concorrenti nei casting in tre città italiane; Milano per il Nord, Roma per il Centro e Palermo per il Sud. Ad accedere poi alla sfida ai fornelli saranno 21 concorrenti che, in gruppi di tre (uno per zona geografica), si sfideranno in sette puntate a seconda della categoria di ricetta proposta: antipasti, primi, secondi di carne, secondi di pesce, piatti vegetariani, pizze e focacce, torte e dessert.

I vincitori di ogni puntata si sfideranno nella finale, dalla quale uscirà il vincitore assoluto del programma che si aggiudicherà 100.000 Euro in gettoni d’oro e la possibilità di vedere commercializzata all’interno dei punti vendita di Lidl Italia la ricetta creata davanti ai giudici.

“La ricetta perfetta” è un’operazione ideata appositamente per Lidl Italia e realizzata da Publitalia Branded Entertainment, divisione dedicata al BE all’interno del Team CrossmediaBranded parte del Gruppo Mediaset, prodotta da YAM112003 per Mediaset.

Pam Panorama lancia Guida alla crescita, portale per genitori e insegnanti

Tanti consigli, informazioni e suggerimenti per aiutare nella crescita dei ragazzi: si trovano in “Guida alla Crescita”, il nuovo progetto editoriale di Pam Panorama pensato come supporto per genitori ed insegnanti.
Guida alla Crescita è un portale all’interno del quale gli utenti, grazie alle mascotte Chiara e Leo, una giovane mamma e suo figlio, sono guidati alla scoperta di tanti temi e discipline diverse: matematica, italiano, scienze, alimentazione, sport, e molto altro.
Nell’area pubblica del sito sono presenti consigli utili, rubriche tematiche su sport e alimentazione e ricette da preparare insieme.
Registrandosi nell’area riservata ai genitori, le famiglie avranno accesso a contenuti di approfondimento per i ragazzi, ogni mese basati su un tema diverso: guide per scoprire come stimolarli nelle attività scolastiche, poster infografici, il “Colora e ritaglia” e schede di attività sperimentali.
Anche gli insegnanti, registrandosi nella sezione a loro dedicata, potranno accedere a materiali pensati per l’attività didattica in classe, tra cui i sussidiari tematici del progetto Nutri il Sapere di Pam Panorama (Pane, Pesce, Frutta e verdura, Legumi, Latte e derivati, Biologico), le carte di identità dei prodotti freschi, ogni mese differenti, e alcuni test online da sottoporre agli studenti proprio sui temi di Nutri il Sapere.
Guida alla crescita contiene inoltre il calendario dei laboratori Nutri il Sapere dedicati alla scuola primaria.

Amazon Dash, arrivano 100 nuovi bottoni per ordinare prodotti di marca

L’idea di Amazon Dash è partita il maggio scorso e sembrava l’ennesima “boutade” del re delle DotComm (tipo le consegne con i droni, per intenderci): un bottone collegato via wi-fi e dedicato a un solo prodotto (il logo bene in vista) cliccando sul quale partiva l’ordine diretto ad Amazon, che lo consegnava a casa (per ora solo negli Stati Uniti) entro un giorno. Ora i prodotti di marca disponibili sono diventati più di 100. Partiti da commodity come pannolini per bambini o detersivi, man mano si sono ampliati ad alimentari e bevande forse non così essenziali ma tradizionalmente soggetti ad acquisti di impulso: dalle patatine alle vitamine, dal tè al caffè alla Pepsi, ma anche cibo per animali e pile.

Riservati ai clienti iscritti a Prime, i Dash Buttons costano 4,99 dollari l’uno, importo che si trasforma in credito per il primo ordine. Con il minimo sforzo da parte del consumatore, quando il prodotto del cuore sta per finire è sufficiente pigiare il bottone (attraverso il quale l’ordine può anche essere revocato) per ordinarlo. 

Brawny, Charmin, Clorox, Doritos, Energizer, Gain, Honest Kids, L’Oreal Paris Revitalift, Lysol, Peet’s Coffee, Playtex, Purina, Red Bull, Seventh Generation, Slim Jim, Snuggle, Starbucks, Trojan, Vitamin Water sono solo alcune dei nuovi marchi introdotti. Ma la domanda sorge spontanea: quale vende di più? Amazon non rilascia numeri ma assicura che negli ultimi tre mesi i consumatori che hanno iniziato ad utilizzare il sistema sono aumentati del 75%. «I clienti ci avevano detto chiaramente che volevano più marchi, più categorie e più prodotti nel programma. Siamo entusiasti di offrire ora più di 100 Dash Buttons che rappresentano le più grandi marche in decine di categorie a rappresentare migliaia di prodotti» ha dichiarato Daniel Rausch, direttore di Amazon Dash. «I clienti stanno usando i Dash Buttons più di una volta al minuto per non restare mai senza i prodotti che usano quotidianamente».

Da un’indagine di 1010 Data risulta che la marca più di successo che sfrutta il sistema è P&G e che i top seller sono il detersivo Tide, lo snack Bounty e la carta igienica Cottonelle.

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Diventerà un’icona pop o un oggetto da collezione l’Amazon Dash? Un mezzo per la marca di riaffermare se stessa nei confronti delle private label? Vedremo, soprattutto se alla fine si riuscirà ad avere da Amazon dei dati concreti sul reale impatto sulle vendite, e, anche e più importante, sulle abitudini di spesa dei consumatori.

HappyorNot? Come ti misuro la customer satisfaction nel punto vendita

Eataly è un esempio, ma si sono viste anche altrove ad esempio al temporary del Viaggiatore Goloso lo scorso dicembre. Le faccine di HappyorNot sono poste nel punto vendita, in genere all’uscita, per “misurare” il grado di soddisfazione, a caldo, del cliente riguardo alla sua shopping experience. Il richiamo alle logiche social con gli emoticons per segnalare il proprio stato d’animo è evidente. Eataly ha scelto di inserire i totem HappyOrNot all’interno delle proprie sedi sul territorio nazionale (da Torino a Genova, da Firenze a Roma) e internazionale (da Monaco di Baviera a Chicago e New York). E ogni giorno 10.000 persone esprimono il loro parere sul servizio all’interno dei “Grocerant” di Eataly tramite i quattro smile colorati che trasmettono i dati alla piattaforma online.

«L’inserimento costante e capillare dei nostri terminal HappyOrNot sul territorio nazionale ben si combina con il crescente interesse da parte degli imprenditori e delle loro società di ricevere giornalmente l’informazione “vera” che vada ad impattare non solo sulle singole decisioni, ma su interi processi e modelli di business, e nel contempo soddisfi la crescente voglia del cliente di esprimere la propria opinione e di verificare quasi in real time di essere ascoltato – spiega Gianni Betti, direttore commerciale Retail In che ha curato le installazioni da Eataly -. La redemption del nostro servizio è uno dei principali motivi del suo successo, tecnologia e affidabilità caratterizzano, insieme alla sicurezza e alla semplicità del proprio utilizzo, la sostanziale differenza che ha permesso di tramutare la classica “customer satisfaction” nella attuale e più innovativa “customer experience”».

Melinda trasforma le mele in personaggi, così il bimbo mangia più frutta

Un kit per trasformare le mele Melinda in divertenti personaggi da cartone animato: è MelaRido, l’iniziativa promossa da Melinda per incoraggiare i bambini a mangiare più frutta.

Disponibile da marzo nei principali punti vendita della Gdo, i vassoi Melinda dedicati all’iniziativa contengono all’interno della confezione quattro Melinda Golden Delicious DOP insieme al kit per decorarle. Si tratta di piccole cialde commestibili che permettono di trasformare facilmente la mela in una buffa faccina. Basta inumidire con un po’ d’acqua o con la punta della lingua le cialde, attaccarle sulla buccia delle mele e il gioco è fatto.

Un modo semplice, alla portata anche dei più piccoli, per trasformare il consumo di frutta in un’occasione di divertimento. Sono infatti troppi i bambini che non amano mangiarla, alcuni la rifiutano, e ciò limita il suo fondamentale apporto alla dieta quotidiana, proprio in una fascia di età in cui sarebbe importante.

Far “cambiare faccia” e donare un aspetto allegro a delle semplici mele le fa diventare più appetibile anche per i bambini più ostinati.

MelaRido è un’attività diretta ai bambini che può diventare un gioco da fare insieme ai genitori, per incentivare il consumo di frutta consigliato ai fini di un corretto stile di vita, in linea con il principio del five a day che consiglia cinque porzioni di frutta e verdura al giorno.

 

Top Twitter Campaigns: a febbraio trionfa Ceres, cavalcando Sanremo

Top Twitter Campaigns: a febbraio trionfa Ceres, come emerge dall’Osservatorio di Blogmeter che ogni mese svela le campagne hashtag più twittate. Il brand danese, infatti, ha saputo ben sfruttare le potenzialità del real-time marketing, invitando gli utenti – tramite l’iniziativa #SanremoCeres – a “farsi sentire” durante il Festival canoro, promettendo di stendere i tweet più divertenti sul balcone di fianco al Teatro Ariston. Il risultato sono stati 36.600 tweet pubblicati da parte di quasi 10.000 autori unici, senza contare che l’account Twitter di Ceres è risultato il più ritwittato del mese.

Segue in seconda posizione la campagna #FordSocialR del brand Ford, che  a febbraio ha fatto il pieno con 20.600 tweet e un numero esorbitante di total impression (quasi 122 mln), grazie soprattutto alla grande visibilità dei giudici di Masterchef sul social dei 140 caratteri. Terzo posto invece per #MilluminoDiMeno, la campagna di sensibilizzazione al risparmio energetico lanciata dal programma di Radio 2 Caterpillar, che ha prodotto 11.000 tweet, la maggior parte dei quali pubblicati il 19 febbraio, in occasione della Giornata del risparmio energetico.

San Valentino, Amnesty e Unicef
Al quarto e quinto posto della Top 10 troviamo due campagne di San Valentino:  #BacioDautore, la campagna social con cui Libreriamo ha chiesto agli utenti di esprimere il proprio amore per la cultura attraverso opere d’arte, fotografie d’autore, libri e scene cinematografiche (8.500 tweet e 3.200 autori unici) e #UnBacioMagnifico, l’iniziativa di Baci Perugina per celebrare San Valentino attraverso la limited edition di cartigli contenenti frasi di canzoni e tatuaggi di Fedez (7.000 tweet e 3.500 autori unici) che ha pubblicato anche il tweet più ritwittato di questa edizione di Top Twitter Campaigns. Spazio in classifica anche per le campagne sociali: Unicef con il suo appello #TuttiGiùPerTerra (6.500 tweet  e 2.000 autori unici) e Amnesty International che, in collaborazione con la Repubblica, ha lanciato la campagna #VeritàPerGiulio, per chiedere chiarezza sull’omicidio di Giulio Regeni. La maggior parte dei (5.100 tweet).

Nella top ten anche la Lombardia
E nella classifica ci sono anche delle new entry:  all’ottavo posto (dopo il successo estivo di #WeAreInPuglia) un’altra campagna turistica, #InLombardia (5.000 tweet). Segue  l’hashtag con il quale Nutella ha celebrato i suoi primi 10 anni: #WorldNutellaDay con 4.400 tweet. Chiude il rating #ReadySetRed di Ferrari con 4.200 tweet che conferma il successo già ottenuto lo scorso mese e che in questa occasione ha prodotto il boom di messaggi grazie alla presentazione della nuova vettura di Formula1.

Retail Innovation 11, tutti i trend per traghettare il punto vendita nel futuro

Da un’acqua calma e tranquilla a una rapida di montagna, veloce e sfidante, difficile da navigare ma che dà a chi ci riesce un grande vantaggio competitivo: si è così sviluppato l’ambiente del retailer secondo la metafora di Fabrizio Valente, partner fondatore di Kiki Lab-Ebeltoft Italy. Difficile trovare la giusta via ma uno sguardo sul futuro ci è fornito dalla annuale ricerca di Kiki Lab sulla Retail Innovation, realizzata con i partner di Ebeltoft Group, che ha analizzato 17 tendenze retail, illustrate con 45 casi provenienti da 21 Paesi.

Green e servizio, multisensorialità ed eticità, nuovi formati che fanno dialogare punto vendita fisico e virtuale, personalizzazione e cross-canalità, glocalism e storytelling. Tra experience, assortimento, valori e digital si snodano le esperienze più originali e nuove del retail mondiale, analizzate dalla ricerca.

Demandware fotografa l’e-commerce del 2016, tra smartphone e generazione Z

Sempre più smartphone per gli acquisti e nelle decisioni di spesa, in una tendenza già in atto che non farà che affermarsi sempre di più. Ma anche una nuova generazione, la “z” ovvero quella dei 12-17enni, che affronta il retail con nuovi occhi e strumenti. E l’analisi dei dati che diventa elemento fondante di ogni strategia di marketing. Questi i contorni della fotografia dell’e-commerce nel 2016 scattata da Demandware,  fornitore leader globale del settore di soluzioni cloud commerce per le imprese, frutto di una analisi sui dati di oltre 400 milioni di clienti che transitano sui 1300 siti di eCommerce che si servono della sua piattaforma cloud, compreso il valore lordo delle merci, i giorni di picco per gli acquisti, il tasso di sconto e la quota di mercato da dispositivi mobili nei settori moda, lusso, abbigliamento, bellezza e salute.

L’analisi individua tre tendenze fondamentali che promettono di influenzare profondamente le vendite online (e non solo) nel corso di quest’anno. Eccole.

1- Addio omni-canalità: benvenuto commercio unificato

Dopo essere stato al centro delle discussioni sul retail negli ultimi anni, nel 2016 il termine omnicanalità diventerà potrebbe passare di moda. Perché il numero di acquirenti che comprano prodotti da più canali su più dispositivi supererà quello di chi acquista su un unico canale. L’omnicanalità sarà sostituita da un termine più adatto: commercio unificato, che si riferisce ad una singola piattaforma di commercio che offre ai rivenditori una visione unificata dei clienti e del magazzino attraverso tutti i canali.

Da gennaio a dicembre 2015 la quota degli ordini da smartphone ha registrato una crescita del 41%, passando dal 17% al 24%.
Da gennaio a dicembre 2015 la quota degli ordini da smartphone ha registrato una crescita del 41%, passando dal 17% al 24%.

“Il commercio unificato è già realtà, aiutando i retailer a raggiungere in maniera efficace i clienti connessi. Stando alla ricerca del National Retail Federation (NRF) ed Ecommerce Europe, l’86% dei retailer intervistati prevede di implementare nei prossimi 10 anni una piattaforma di commercio unificata per vendere in maniera più efficace ai consumatori connessi – spiega Maurizio Capobianco, Sales Director di Demandware Italia – . I consumatori vogliono una interazione veloce, personalizzata e fluida con i retailer, ancora oggi ostacolati da tecnologie complesse. La soluzione è una piattaforma di commercio unificata che migliori il margine, il valore del brand, e il suo fatturato”.

 

2- La generazione Z (e i social) guideranno l’e-commerce

Grazie soprattutto all’integrazione tra e- commerce e social media, in Nord America la generazione Z, i ragazzi di età compresa tra i 12 e i 17 anni, rappresenterà la quota più importante degli acquisti online. La semplicità dei sistemi di pagamento come il Touch ID, il lettore di impronte digitali presente sui dispositivi mobili, consentirà agli adolescenti l’accesso al conto dei genitori, eliminando la necessità di avere una propria carta di credito fisica.
Secondo il recente sondaggio condotto da Demandware su un campione di 7000 persone di età compresa tra i 18 e i 34 anni (Millennials e Generazione Y) invece, il 77% dei Millennials completa il proprio acquisto dopo aver visto un prodotto che qualcun altro ha preferito o condiviso online. In totale, il 59% degli intervistati agisce sui suggerimenti di Facebook e il 41% su quelli di YouTube; seguono gli altri social network, con Instagram al 25%, Pinterest al 14%, Snapchat al 12%, WhatsApp al 20%, Twitter al 29% e Google+ al 15%.

 

3- Il data-driven decision marketing alimenterà la personalizzazione

Il 2016 sarà l’anno in cui la maggior parte dei retailer si sposterà da decisioni basate sulle intuizioni a quelle fondate su analisi dei dati, un trend che porterà a una forte carenza di talenti di “data expert”, già di per sé scarsi. I grandi nomi del retail sanno che i big data possono supportare fortemente il business, ad approcciare meglio il mercato e approfondire il rapporto con i clienti, pertanto si comporteranno in modo da favorire queste azioni.

Il 2016 sarà anche l’anno del ritorno del Push Marketing. I rivenditori cercheranno di rimuovere possibili elementi di attrito nel processo di acquisto e abilitare i clienti all’acquisto non solo nel negozio fisico e online, ma anche nel momento stesso dell’interazione. Allo stesso tempo, nel 2016 la tradizionale divisione tra marketing e commercio verrà meno per molti dei principali retailer. Il loro successo dipenderà nella capacità di portare i clienti ad acquistare il prodotto o l’offerta perfetta, applicando un insieme di abilità che uniscono la conoscenza approfondita del singolo cliente a una ricca offerta di contenuti.

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