CLOSE
Home Tags Marketing

Tag: marketing

Emme Più lancia Magnificard e premia i consumatori

Emme Più (del Gruppo Maiorana) lancia Magnificard®, un’innovativa carta fedeltà in grado di offrire una serie di promozioni e vantaggi esclusivi.

Dal 4 ottobre 2018 al 14 luglio 2019, insieme al lancio della card, partirà l’operazione “Premia la Tua Fedeltà”, una raccolta punti riservata ai possessori di Magnificard®, che metterà a disposizione un ricco catalogo di premi con tante proposte per tutta la tutta la famiglia: dagli accessori per la casa e la cucina alle offerte di viaggi a ingressi gratuiti ai cinema e la possibilità di usufruire di sconti e promozioni esclusive dedicate, sui prodotti delle migliori marche.

Si può aderire al programma Magnificard® in tre modalità: in modo classico, richiedendo ed attivando una card “fisica” presso tutti i punti vendita Emme Più ed Iper Emme Più, accedendo all’area dedicata sul sito www.emmepiu-supermercati.it o attivando una carta virtuale attraverso l’innovativa App Magnificard®, scaricabile gratuitamente da Apple Store o Google Play.

L’applicazione consente, oltre alla registrazione e accredito dei punti, la possibilità di una gestione indipendente e personalizzata di tutti i servizi legati al programma di fidelizzazione.

Successivamente all’inserimento dei propri dati personali, il cliente riceverà all’indirizzo e-mail rilasciato un link per l’attivazione della carta virtuale, che sarà abilitata a tutte le funzionalità. Attraverso l’App il cliente potrà loggarsi con le proprie credenziali ed ottenere la versione digitale della propria Magnificard® con le stesse funzionalità della carta fisica.

Da sempre Emme Più è sinonimo di attenzione e cura del consumatore.  Lo testimoniano l’alta qualità a prezzi competitivi, tanto per prodotti di marche leader quanto per prodotti di primo prezzo, la genuinità e freschezza dei prodotti offerti nei reparti freschi, oltre ad un servizio ed accoglienza propri, che caratterizzano ogni punto vendita Emme Più.

Attraverso Magnificard®, sarà possibile sostenere il progetto Casa di Cristian”, un centro di prima accoglienza della Caritas di Roma per mamme con bambini che si trovano in condizioni di precarietà sociale, alloggiativa, familiare ed economica, devolvendo a tale iniziativa una parte dei punti accumulati.

Per informare il pubblico sull’iniziativa promossa da Emme Più e comunicare il lancio di Magnificard®, il 4 ottobre partirà la campagna di comunicazione “Premia la Tua Fedeltà” che integra i mezzi stampa, web, social network, radio e affissioni, per garantire un’ampia comunicazione mediatica.

 

Parlare di cibo piace ai giovani, ma non online: un’infografica

Ma quanto ci piace parlare di cibo? Ovvio, siamo italiani, giovani o anziani accomunati dalla voglia di discutere ciò che passa a tavola. Anzi, più si è giovani e più spesso se ne parla, anche più volte al giorno. Non a caso tra i modi di dire più utilizzati c’è “Parla come mangi”. E che non sia un luogo comune, lo conferma anche la ricerca “Italiani che parlano di cibo: un dibattito infinito” realizzata da Squadrati per Coca-Cola, che rivela con quanta frequenza e passione nel nostro Paese si parli di gusti e scelte a tavola. 

I dati emersi dalla ricerca confermano una passione irresistibile che ogni giorno coinvolge il 51% dei nostri connazionali. Una tendenza costante rispetto al passato secondo circa la metà del campione (53%), ma percepita addirittura in crescita per il 43% degli intervistati, che negli ultimi cinque anni afferma di aver aumentato le proprie conversazioni sul cibo.

 

Tutti i giorni, a tavola e al top in Campania

Il 51% degli italiani parla di cibo e di gusti in fatto di cibo tutti i giorni. E con una propensione, forse a sorpresa, ben maggiore da parte dei giovani: nella fascia di età tra i 18 e i 34 anni la percentuale sale infatti fino al 58%. Questo però non ha nulla a che vedere con l’utilizzo dei social network, che si posizionano solo al sesto posto fra i “luoghi” in cui avvengono le conversazioni.

È la casa infatti il regno delle discussioni sul cibo e sui gusti (80% degli intervistati), seguita a distanza da ristorante (53%) e ufficio (45%). Seguono i supermercati (34%), il bar (30%) e infine proprio i social network (20%). Fra questi la piattaforma preferita per discutere di cibo è Facebook: usata a questo scopo dal 59% delle persone che dibattono sui social.

La Campania è la regione più social: si confrontano su questi mezzi il 32% dei campani vs 20% della media nazionale. D’altra parte è proprio la Campania una delle due regioni, insieme alla Puglia, in cui il dibattito è più frequente (rispettivamente per il 66% e il 61% degli intervistati vs. 51% della media nazionale).

Nella classifica delle persone con cui capita più spesso di intavolare discussioni sul tema, gli amici conquistano il primo posto (segnalati dal 74% del campione) e battono il partner (al secondo con il 62% delle risposte), seguiti poi, in terza posizione, da genitori e colleghi (entrambi al 45%).

Se nel Lazio, più che in ogni altra regione, si parla con maggiore frequenza di cibo con gli amici (78% degli intervistati vs. 74% della media nazionale), il Piemonte è in controtendenza rispetto alle conversazioni con il partner, che qui raggiungono il 71% delle preferenze vs. 62% della media nazionale.

 

Parlare di cibo? Piacevole e socializzante

Sul perché il tema del cibo sia così rilevante nelle conversazioni il 44% degli italiani non ha dubbi: perché è un piacere della vita. L’essere parte della nostra cultura territoriale viene indicato solo in seconda battuta come motivazione di dibattito dal 17% del campione. Al terzo posto si posiziona il fatto che “crea unione” (11%).

L’edonismo degli italiani si rispecchia anche nel loro approccio ai momenti di conversazione su questi temi, che risultano piacevoli per il 54% degli intervistati – con un picco nel Lazio per cui sono dichiarati piacevoli dal 60% degli intervistati – per il 41% creano socializzazione mentre per il 34% del campione sono divertenti.

Le fasce più giovani della popolazione si distinguono anche in questo caso. È fra i 18-24enni che la percentuale di chi li ritiene al contrario “animati” sale (21% vs. 11% della media campionaria), così come di chi pensa che creino polemiche (13% vs 8%), o divisioni (12% vs 6%). Anche in Campania, più che altrove, i momenti in cui si parla di cibo sono percepiti come animati (19% vs 11%), mentre in Piemonte sono vissuti come tranquilli più che in altre regioni.

Ma se parlare di cibo per gli italiani è, in generale, qualcosa di piacevole e che crea unione, quando si tratta di scegliere effettivamente cosa o dove mangiare la situazione cambia e l’armonia può incrinarsi: quando si tratta di uscire con altre persone e non si trova un posto che soddisfi i gusti di tutti, infatti, il 53% sceglie in base al proprio gusto o piuttosto non esce.

 

Dialogo sopra i massimi sistemi di cosa ho nel piatto (e sulla pizza)

L’82% degli italiani ritiene che quello del cibo sia un argomento serio. Sarà per questo che se ne parla continuamente, prima, dopo e durante i pasti. Ben l’88% degli intervistati parla di cibo mentre è a tavola. Di questi il 67% parla di ciò che sta mangiando, ma il 20% è già proiettato a cosa mangerà durante i pasti successivi.

Gli argomenti più trattati quando si parla di cibo? Nell’ordine i propri gusti, come si è mangiato in un ristorante e i propri piatti preferiti.

In Emilia Romagna e Lazio è il trionfo dei “recensori”: più che altrove si parla di come si è mangiato in un dato ristorante. In Toscana, più che in altre regioni, si parla dei propri gusti in fatto di cibo e del regime alimentare preferito. Mentre in Veneto si parla più che altrove della qualità degli alimenti.

Entrando nello specifico delle conversazioni quelle su cui gli italiani si sentono più coinvolti sono: in primis la pizza (tipo di forno e altezza) per 3 intervistati su 4, a pari merito col livello di cottura della carne. Tema molto sentito, come immaginabile, dai campani che si accendono parlando di pizza alta o bassa (84% vs. 75% della media nazionale), o del tipo di forno (85% vs. 74% della media nazionale). Il 70% degli italiani discute e si infervora poi per il livello di cottura della pasta.

La passione nel dibattere sulla tipologia di pizza è stata confermata anche dalla campagna “De Gustibus” di Coca-Cola che da marzo a giugno ha indagato su Facebook le preferenze degli utenti italiani. Il risultato? Sul podio, al primo posto, appunto il post dedicato alla scelta della pizza, alta o bassa, che ha totalizzato oltre 500 commenti, quasi 400 commenti per l’elezione della piadina ideale con prosciutto cotto vs prosciutto crudo in un post dedicato e 340 per indicare la pasta preferita nella sfida tra quella corta e quella lunga.

Anche nei dibattiti allestiti in alcune pensiline interattive predisposte a Milano, Roma e Napoli la pizza è stata il tema più partecipato con oltre 7.000 voti in sole due settimane di attività. Una curiosità: per i milanesi vince la pizza alta con il 60% delle preferenze, mentre a Roma il dato è capovolto con il 61% di voti per quella bassa.

 

[1] “Italiani che parlano di cibo: un dibattito infinito”: indagine quantitativa, commissionata da Coca-Cola a Squadrati, su campione di 1.504 intervistati, di età compresa tra i 18 e i 64 anni, per quote proporzionali alla popolazione residente in Italia per sesso, classi di età e regione; metodo di rilevazione: CAWI, interviste realizzate online; periodo di rilevazione: 3 – 11 luglio 2018.

In Cina con Jd.com l’e-commerce trasforma la camera d’albergo in showroom

Fornisce uno sguardo su come si potrebbe evolvere il retail del futuro la strategia di Jd.com, gigante dell’e-commerce cinese, che ha avviato una partnership con alcune importanti catene di alberghi, come Sheraton e Wanda, con un obiettivo: proporre ai clienti di fare acquisti mirati sul sito, anche dalla camera di hotel, dove ci si trova in viaggio o per piacere, consentendo di “toccare con mano” alcuni dei prodotti di punta, e utilizzando di fatto la camera d’abergo come showroom.

Alcune camere di alcuni alberghi delle catene Wanda, Sheraton, Beijing 5L, Groenlandia e altri infatti sono state dotate di prodotti popolari tra i viaggiatori, tra cui uno spazzolino elettrico Philips Sonicare, uno speaker JD o un power bank ad alte prestazioni per ricaricare i propri dispositivi. Se poi l’ospite decide di acquistare il prodotto durante il soggiorno in hotel, non dovrà fare altro che scansionare un codice QR presente nella stanza. I prodotti vengono quindi spediti direttamente all’hotel o al domicilio del cliente.

L’iniziativa è stata lanciata dopo che JD.com ha rivelato che molti dei suoi oltre 300 milioni di clienti effettuano acquisti mentre viaggiano, sfruttando il servizio di consegna in giornata.

Non solo: il riconoscitore vocale di JD, uno degli smart speaker più famosi in Cina, fungerà da assistente personale, fornendo notizie, previsioni meteo, consigli di viaggio e di acquisto durante i soggiorni degli ospiti.

“Siamo entusiasti di collaborare con JD.com per realizzare questa entusiasmante iniziativa di vendita al dettaglio – ha dichiarato Bin Wang, direttore vendite e marketing presso 5L Hotel -. Crediamo che i nostri ospiti, che sono abituati alla massima praticità e comodità, saranno lieti di testare l’oratore intelligente di JD come assistente personale e un ulteriore modo per fare acquisti”.

“Lavorare con gli hotel è un ottimo modo per dimostrare come la vendita al dettaglio senza confini possa rendere ancora più fluida quell’esperienza – ha detto Jing Zhou, direttore lifestile di JD.com -. Collaborando con i migliori marchi alberghieri in tutta la Cina, possiamo migliorare l’esperienza degli ospiti dell’hotel e offrire un’esposizione più mirata e di alta qualità per i nostri partner di marca”.

“Siamo molto lieti che il nostro esclusivo spazzolino elettrico Philips Sonicare sia stato scelto per dare il via a questa entusiasmante partnership tra JD.com e molte delle principali catene alberghiere del settore – ha affermato Cherry Zhang, Senior Director di Health & Wellness, Personal Health, Philips -. Il marchio JD è noto in tutta la Cina come garanzia di qualità e di esperienza utente superiore e siamo lieti dell’opportunità di sfruttare l’esperienza di JD nel mercato dell’e-commerce online e offline cinese”.

Ritorna “Amici di scuola” di Esselunga e questa volta si gioca i Minions

Partirà il 6 settembre la quarta edizione di “Amici di Scuola” di Esselunga, e, dopo il successo delle collezioni dei Rollinz Star Wars e dei Wizzis Harry Potter, in questa edizione vede protagonisti i Minions, i personaggi della serie di film di animazione “Cattivissimo me”.

Dal 6 settembre fino al 3 ottobre ogni 25 euro di spesa e/o 50 Punti Fragola presentando la Carta Fìdaty si otterrà una bustina contenente un buono Amici di Scuola e uno dei 18 protagonisti dei film come Gru, Dave, Stuart, Carl, Lucy da custodire nell’apposito collector e con cui giocare.

 

Una mano alle scuole

L’iniziativa di Esselunga ha donato finora oltre 52 milioni di euro in materiale didattico e digitale a 10.000 scuole italiane. Nelle tre edizioni precedenti dell’iniziativa “Amici di Scuola” sono stati donati:

  • In Lombardia: 37,7 milioni di euro donati a più di 5.700 scuole
  • In Toscana: 6,7 milioni di euro donati a circa 1.500 scuole
  • In Piemonte: 4,3 milioni di euro donati a oltre 1.300 scuole
  • In Emilia Romagna: 2,8 milioni di euro donati a oltre 1.000 scuole
  • In Veneto: 300mila euro donati a più di 200 scuole
  • In Liguria: 300mila euro donati a più di 130 scuole
  • In Lazio: 100mila euro donati a circa 100 scuole

Le scuole che hanno partecipato che hanno avuto l’opportunità di arricchire la propria dotazione di strumenti tecnologici. Grazie a un catalogo dedicato, è possibile infatti richiedere: LIM (lavagne interattive multimediali) del valore di 2.700 euro ciascuna, videoproiettori, tablet, computer, ma anche stampanti o materiale di studio, carta fotocopie, pennarelli e libri didattici. Un’ampia scelta di prodotti, ordinabili attraverso il sito dedicato www.amicidiscuola.com.

 

Torna Casa Crai, un web talent per entrare a far parte del cast della seconda stagione

Aspriranti attori prepratevi: la seconda stagione della web serie Casa Crai promossa dallo storico gruppo della Gdo italiana propone infatti una grande novità, un Web Talent che inviterà le persone a entrare a fare parte del nuovo cast. Gli aspiranti attori, selezionati tra le persone comuni attraverso un contest online, affiancheranno gli attori Pino Insegno e Roberto Ciufoli, diventando con loro i nuovi protagonisti.

La locandina che pubblicizza il web talent.

Per partecipare alla selezione – il web talent è attivo dal 20 agosto al 9 settembre – è necessario caricare un video-provino su www.casacrai.it seguendo le istruzioni presenti nel sito. Ai candidati èrichiesto di presentarsi e mostrare il proprio talento, scegliendo tra diversi ruoli da interpretare. Pino Insegno e Roberto Ciufoli selezioneranno i dieci provini migliori che il 13 settembre saranno visibili sul sito, e dal 14 al 20 settembre potranno essere votati dal pubblico. Il 21 settembre saranno definitivamente comunicati i tre nomi che entreranno ufficialmente a fare parte del cast di Casa Crai 2.

La serie saràambientata, come nella prima stagione, tra gli scaffali di un punto vendita CRAI e continueràa raccontare, attraverso gag e scene divertenti, il “fare la spesa” da una diversa prospettiva, sfruttando temi, situazioni e personaggi ispirati a episodi di vita vissuta all’interno dei negozi. Obiettivo: rafforzare il legame con i clienti attraverso un’interpretazione ironica e grottesca delle situazioni piùvarie.

“La prima stagione di Casa Crai, grazie ai contenuti divertenti e innovativi – dice Mario La Viola, direttore marketing, format, rete e sviluppo del gruppo CRAI – ha riscosso un successo incredibile e ha generato al nostro interno un grande entusiasmo nel cercare nuovi spunti di vicinanza alle persone. È per questo che Crai diventa ancora piùsocial attraverso un Web Talent che ha lo scopo di coinvolgere realmente gli spettatori-fan e il personale dei nostri punti vendita. Il contest consentiràla selezione di aspiranti attori, scelti dal pubblico tra le persone comuni che decideranno di candidarsi, che entreranno a fare parte del nuovo cast insieme a Pino Insegno e Roberto Ciufoli.”

La prima stagione ha registrato oltre 10 milioni di contatti, oltre 4.150.000 visualizzazioni su Facebook e con oltre 65.000 interazioni con il pubblico.

Le riprese sono programmate per fine settembre, mentre le dieci nuove puntate di Casa Crai 2 saranno pubblicate da dicembre 2018 su tutti i canali digitali di Crai.

Ecco l’ultima punata della prima serie.

Accoglienza e creatività nelle vetrine di Amsterdam

Passeggiare tra i canali di Amsterdam non significa solo immergersi nella storia di una spendida (e gettonatissima dai turisti di tutto il mondo) città ma è anche un modo per passare in rassegna alcune delle più belle vetrine che sembra facciano a gara per proporre soluzioni creative e attirare l’attenzione del passante, che ha davvero l’imbarazzo della scelta tra centinaia di negozi di abbigliamento, arte, accessori, articoli per la casa, poster, bric a brac e souvenir.

Ma anche sopra a tutto è valutata l’accoglienza. Il cliente che decide (perché così è, ancora, nella gran parte dei casi) di frequentare un negozio fisico cerca l’esperienza, vuole essere stupito ma anche coccolato, predilge un posto dove indugiare e sentirsi a suo agio. Ecco allora il corner per il caffè che è in realtà una piccola caffetteria specialty, e l’immancabile panchina dove potersi riposare, indugiare, magari leggersi una rivista o chiacchierare con gli amici.

[Not a valid template]

La campagna di Burger King Belgio sui colleghi in vacanza: genial!

Burger King in Belgio ha avuto un’idea di marketing davvero originale, rivolta a chi è già in vacanza mentre i colleghi sono al lavoro, e viceversa. Punta a un piaga estiva universale: a nessuno piace ricevere quelle e-mail di risposta “out-of-office” mentre si suda al lavoro con il miraggio del ferie.

Per rendere la frustrazione un po’ meno pesante, la catena di hamburger americana propone al fortunato vacanziere di mandare, insieme al ferale messaggio del tipo “scusa non posso rispondere, sono in una fantastica isola greca impegnato a sorseggiare un cocktail” un “riparatore” buono omaggio per un panino o un frappè di Burger King.

Come dire, sono in vacanza ma ti penso. Divertente anche il video creato per lanciare la promozione. Mandare il buono regalo invece è semplicissimo: basta andare sul sito di Burger King all’indrizzo https://whopperooo.burgerking.be/fr, compilare il form con nome, indirizzo di posta elettonica del destinatario, periodo e luogo delle ferie e partirà “la prima risposta e-mail automatica che offre un “Whopper” ai tuoi colleghi”. naturalmente, biosgn aesssere in Belgio. o quanto meno deve esserlo il malcapitato collega.

CRAI nominata “Company to Watch” 2017 da Cerved

Sono stati i suoi risultati finanziari e per progetti realizzati che hanno permesso a CRAI, gruppo storico della distribuzione moderna attivo sul territorio nazionale da più di 40 anni e leader nel settore della multicanalità Food & Drug, di ottenere il riconoscimento “Company to Watch” per il 2017 da parte di Cerved.

Il potenziamento della prossimità e del presidio territoriale, l’innovazione dei format, la diversificazione dei canali di presenza e l’ottimizzazione nella gestione dei costi attraverso alleanze strategiche sono stati i fattori distintivi che hanno portato CRAI ad aggiudicarsi questo importante riconoscimento, consegnato all’Amministratore Delegato Marco Bordoli e al Chief Executive Officer Stefano Colombini alla presenza dei Presidenti e Vicepresidenti di CRAI Secom e CRAI Cooperativa.

“Siamo orgogliosi di questo importante riconoscimento – ha affermato Marco Bordoli -. I risultati raggiunti sono frutto del lavoro di tutta la filiera composta dalla sede Centrale, dai Cedi e dai punti di vendita. Siamo sempre più convinti che quello che ci deve guidare è la logica di sistema che caratterizza il Gruppo Crai, facendo sinergie laddove possibile e mettendo a terra azioni strategiche che apportino beneficio ai punti di vendita”.

Grazie anche a questo riconoscimento il gruppo CRAI rafforza il suo posizionamento di insegna leader nella distribuzione moderna e conferma il successo della strategia di business intrapresa.

Tra i principali operatori in Italia nell’analisi del rischio del credito e tra le principali agenzie di rating in Europa, Cerved ha sottoscritto con Confindustria un accordo quadro con l’obiettivo di offrire servizi per la protezione dal rischio di credito e per il marketing e soluzioni per la gestione e il recupero dei crediti.

C’è sponsor e sponsor e il consumatore non sempre sa distinguere. La ricerca Toluna

Che impatto hanno le sponsorizzazioni sul consumatore finale? Se lo è chiesto Toluna, società leader nel digital market research e nel fornire insight on demand in tempo reale sul consumatore, che il 14 giugno scorso  -nell’imminenza del fischio d’inizio dei Mondiali di calcio 2018 – ha svolto un’indagine per scoprilo su un campione di oltre 500 italiani.

Tra le evidenze della survey è emersa la buona strategia di Adidas – sponsor dell’edizione 2018 – che ha vinto per un punto percentuale il “testa a testa” con Nike (60% vs 59%) che resta comunque il brand sportivo per eccellenza, infatti alla domanda “quale di questi grandi marchi sportivi ha il miglior pedigree sportivo” il 47% ha indicato proprio Nike contro il 38% che ha scelto Adidas.

Interessante notare che a riconoscere Adidas come sponsor ufficiale della Coppa del Mondo 2018 sono stati soprattutto gli uomini con il 67% di risposte mentre le donne si sono fermate al 57%.

In concomitanza con l’inizio dei Mondiali è emersa invece la difficoltà dello sponsor 2018 Budweiser nel sovrastare il ruolo fortemente consolidato di Heineken nell’immaginario collettivo legato al calcio (Heineken ha conquistato la medaglia d’oro per la “campagna marketing più rappresentativa del calcio” in occasione della Champions League). Il 69% degli intervistati ha identificato infatti la tradizionale birra di vetro verde con la stella rossa come lo sponsor ufficiale dei Mondiali anche se in realtà non lo è.

Tra gli sponsor 2018 correttamente riconosciuti come tali dagli intervistati si trovano invece Coca-Cola (78%) per le bevande analcoliche, McDonald’s (70%) per i fast food, Hyundai/KIA (41%) per l’automotive ed infine Gazprom (51%) per i brand russi visto che il campionato si disputa in Russia. Nel caso Hyundai/KIA è curioso constatare che ad identificarla come sponsor ufficiale 2018 sia stato il target individui 55+ con una concentrazione maggiore.

I brand che invece ad inizio Mondiale hanno faticato ad essere memorizzati dal consumatore in qualità di sponsor, oltre al già citato Budweiser, sono Qatar Airways (39%) che si è posizionato al secondo posto dopo Emirates (56%) per le compagnie aeree e Visa (45%) subito dopo Mastercard (57%) per il settore finanziario.

Infine visto che quest’anno gli italiani vedono i Mondiali solo davanti ad uno schermo alla domanda quali sono i prodotti alimentari e le bevande più associati alla Coppa del Mondo, il 57% degli intervistatati ha dichiarato le bibite analcoliche come Coca-Cola, Pepsi, Gatorade, il 19% ha scelto le bevande alcoliche come Carlsberg, Heineken o Budweiser, mentre il 16% ha optato per le patatine come San Carlo, Pringles e Lays. Grande esclusa dal podio la pizza che ha totalizzato solo il 6%. 

Dal live streaming delle sfilate agli acquisti con un click, il lusso in Cina passa per WeChat

Anche nel lusso, in Cina, le varie fasi degli acquisti di abbigliamento passano da WeChat. Un’app che ha cambiato i comportamenti di acquisto di oltre un miliardo di cinesi, che ne fanno uso quotidianamente: dalla chat agli acquisti, passando per l’informazione, i taxi, i viaggi e tutto quanto sia digitalizzabile nelle loro vite, comprese le richieste di divorzio. E incluso, ça va sans dire,  il rapporto con i brand. 

Dunque le opportunità sono ricche. Ma cosa serve a una marca che voglia distinguersi nel mercato cinese su WeChat a raggiungere il giusto target di clienti e migliorare le proprie performance? Lo ha spiegato presentando i nuovi servizi WeChat Digital Retex, società del Gruppo Retex specializzato nell’innovazione del punto vendita fisico e digitale, e partner ufficiale dell’app per l’Europa, durante un evento presso la MonteNapoleone Vip Lounge. Perché degli oltre 14 milioni di account ufficiali presenti su WeChat, solo il 30% è gestito in modo realmente efficace.

“La Cina – spiega Fausto Caprini, Amministratore Delegato di Retex – pesa il 30% sugli acquisti di lusso a livello globale. I brand del lusso devono saper cogliere la sfida e interagire con i propri clienti cinesi, parlando “la loro lingua”. Avere solo una vetrina sulla Cina attraverso WeChat, è ormai diventata la normalità; è il momento di essere unici e distintivi. Esserci non è più abbastanza”.

 

Da vetrina di prodotti e di servizi a luogo d’intrattenimento e coinvolgimento

I brand avranno ora a disposizione official account WeChat sempre più evoluti e ricchi di contenuti, con elementi interattivi e di engagement. 

A queste novità si aggiungono campagne di advertising sempre più sofisticate; la social ads su WeChat si è evoluta dalla semplice banneristica a esperienza complessa che attrae e coinvolge l’utente e aiuta a convertire l’interazione in vendita.

Una delle principali novità è Iconic, la piattaforma realizzata da Retex dedicata alla gestione degli account ufficiali su WeChat, che da oggi si arricchisce della funzionalità “StoreFront”, attraverso la quale è possibile fare eCommerce direttamente all’interno del proprio account ufficiale in modo semplice e veloce.

Grande rilevanza è data anche al live streaming, powered by Tencent cloud, che permette di trasmettere in diretta su tutte le principali piattaforme digitali cinesi eventi quali sfilate o lanci di nuovi prodotti, rendendoli direttamente acquistabili via WeChat.

 

Milano meta favorita dai fan del lusso

La clientela cinese riveste un ruolo sempre più importante nel settore lusso: infaticabili ricercatori delle ultime tendenze occidentali nelle capitali europee, ne diventano ambasciatori nella loro madrepatria con un grande vantaggio per i brand italiani.

Milano, simbolo a livello internazionale di lusso ed eccellenza, è protagonista nell’immaginario dei cittadini asiatici: frequentate ogni giorno da oltre 25.000 persone, di cui l’80% extra-europee, le vie del Quadrilatero della moda Montenapoleone, Verri, Sant’Andrea, Santo Spirito, Borgospesso, Gesù e Bagutta hanno ormai da tre anni come principale target proprio i cinesi.

WeChat è di proprietà di Tencent, gruppo cinese che offre servizi per l’intrattenimento, i mass media, internet e smartphone. Grazie agli account ufficiali, la piattaforma di WeChat dà la possibilità ai brand di interagire direttamente con i propri follower, attraverso l’invio di messaggi, info e news one-to-one e one-to-many. 

BrandContent

Fotogallery

Il database online della Business Community italiana

Cerca con whoswho.it

Diritto alimentare