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Massimo Lucentini lascia Todis e diventa Direttore Generale di Pewex

Sarà Massimo Lucentini a guidare la nuova fase di sviluppo di Pewex, catena romana di supermercati. Lasciato l’incarico di Direttore Generale di Todis, l’insegna discount del gruppo Conad in cui ha lavorato per 15 anni, il manager è approdato con la stessa carica nella società fondata nel 1987 dai fratelli Paolo e Sante Cetorelli. Pewex è il secondo operatore della Gdo in provincia di Roma, con una quota di mercato dell’11% ottenuta con 40 store, il 3% della rete distributiva della provincia laziale in termini di numerica di punti vendita.
Con i suoi negozi Ultramercato, Supermercato e City, Pewex è inoltre il primo socio sempre per quota di mercato all’interno di Cedi Gros, consorzio facente parte di Selex Gruppo Commerciale che raggruppa 11 insegne storiche del panorama romano ed è leader di mercato nella capitale e nel Lazio.

DAL RETAIL ALLA PRODUZIONE
Se l’insegna Supermercato è autoesplicativa del format utilizzato, qualche precisazione in più la meritano il Pewex City, che compete nell’arena della prossimità, e soprattutto Ultramercato. Quest’ultimo è un punto vendita di destinazione, con una spiccata focalizzazione sui freschi, attraverso servizi come il caseificio interno, la produzione di pasta fresca, la pasticceria. Una visione che la famiglia Cetorelli vuole declinare ancora più in grande: con piattaforme proprietarie per la trasformazione e il confezionamento delle carni, dei salumi in ATM e dei formaggi pre-incartati, Pewex punta ora a completare l’integrazione della filiera con l’imminente realizzazione di laboratori di lavorazione delle carni avicole, di preparati ittici e di un centro di cottura centralizzato dedicato alla gastronomia.

INVESTIMENTI PER 48 MILIONI DI EURO
La società ha chiuso il 2025 con un fatturato di circa 880 milioni di euro, segnando una crescita del 10% rispetto all’anno precedente, grazie anche all’apertura di 4 nuovi punti vendita. Il fatturato della produzione industriale ha toccato invece i 50 milioni di euro.
Per il 2026, il piano industriale prevede – oltre all’apertura dei nuovi centri di lavorazione – 6 nuove aperture (2 Ultramercato, 2 Supermercato, 2 Pewex City), con investimenti per oltre 48 milioni di euro e un piano di assunzioni di circa 600 nuovi collaboratori.

TRA GLI OBIETTIVI C’È MIGLIORARE L’OFFERTA NELLA MDD
La nostra azienda ha assunto una dimensione ed un livello di complessità notevoli – dichiara Paolo Cetorelli (a destra nella foto in alto) – ed abbiamo ritenuto che fosse giunto il momento di iniziare un percorso di integrazione manageriale che supportasse la governance familiare. Negli ultimi anni abbiamo avuto il privilegio di trasformare una cordiale conoscenza di settore in una profonda amicizia con Massimo. Il confronto costante e la condivisione di valori hanno creato le basi naturali per unire i nostri percorsi professionali. Siamo certi che il suo contributo sarà determinante per l’evoluzione di Pewex”.
Entro in Pewex con grande entusiasmo – aggiunge Massimo Lucentini (a sinistra nella foto in alto) – e con il massimo rispetto per la storia di successo scritta finora dall’insegna. La mia sfida sarà quella di mettere a sistema la mia esperienza per rafforzare l’organizzazione aziendale mantenendo la struttura agile come è oggi, per migliorare sensibilmente l’offerta nella marca del distributore e per consolidare il posizionamento dell’insegna come leader nel servizio e nei freschi”.

Todis chiude il 2021 con un fatturato di oltre 900 milioni di euro

Todis, insegna italiana di proprietà di Iges Srl, società controllata dalla cooperativa Pac2000A Conad ed operante nella grande distribuzione organizzata, chiude l’anno 2021 con una vendita alle casse di oltre 903.000.000 €. Resta costante la quota di mercato del 4,1%a livello nazionale, che raggiunge il 16%in alcune delle 10 regioni del Centro Sud dove l’insegna è presente.

Negli ultimi anni (2016-2020), il sell out di Todis, che sviluppa il suo business con la formula franchising, ha registrato un incremento cumulato del 39.2% , mentre il numero di punti vendita è cresciuto nello stesso periodo del 30%.

“In fase di budget 2021 eravamo stati cauti nelle previsioni. A consuntivo possiamo, invece, ritenerci soddisfatti dei risultati ottenuti, considerando che le controcifre del 2021 riferite alla rete omogenea hanno avuto un andamento superiore alle nostre aspettative con un consolidamento della crescita sul 2020 pari al 7.5% a parità di perimetro” – ha dichiarato Massimo Lucentini, Direttore Generale Todis – “Si tratta di dati molto incoraggianti per l’insegna che ha dimostrato una forte capacità di fidelizzare i nuovi clienti acquisiti durante i lock-down che ci hanno preferito, oltre che per il nostro posizionamento di prossimità anche per l’offerta di Private Label e nei freschi. Contiamo, nel 2023, di superare il miliardo di euro di vendite”.

Il 2021 per Todis è stato anche un anno di aperture: 26, di cui 12 concentrate nel territorio siciliano, più precisamente a Palermo e provincia. Da segnalare, tra queste, la nascita, nel settembre 2021, di Todis Rione: un format innovativo rispetto agli oltre 270 punti vendita dell’insegna, e ad oggi presente con due realtà nel cuore di Roma, con un assortimento più snello e con un focus mirato sui reparti freschi con cibi “ready to eat” e “food to go”.

“Per il 2022, consolideremo la nostra strategia di sviluppo a macchia d’olio, sempre nell’ottica della prossimità nei centri urbani che rappresenta il 70% della nostra rete totale. Prevediamo di aprire 22 nuovi punti vendita e di investire circa 25 milioni di euro tra nuove aperture e il restyling dei negozi, oltre ad intensificare il nostro presidio in regioni come Campania e Sicilia” – prosegue Lucentini.

Sul fronte dei prodotti, il 2021 è stato un anno strategico per Todis, la cui marca privata rappresenta il cardine di tutto l’assortimento, con una incidenza del 70% sul fatturato. L’insegna ha, infatti, avviato un piano di rafforzamento e un ampliamento di tutta l’offerta della MDD, ad oggi oltre 3.000 referenze, in grado di garantire un eccellente rapporto qualità-prezzo con un risparmio di circa il 30% rispetto ad un supermercato tradizionale.

“Nell’ultimo anno, abbiamo gradualmente introdotto un livello di fascia intermedia tra il premium e il mainstream, così da declinare la scala di prezzi su più livelli: una strategia apprezzata dai nostri clienti che ci ha permesso di aumentare il livello della composizione del carrello medio” – ha concluso Lucentini – “Per il 2022 continueremo il nostro piano di revisione assortimentale con l’obiettivo di aumentare la segmentazione dello scaffale, puntando come sempre, oltre che a prezzo e qualità, su freschezza e regionalità dei prodotti”.

Un mix che consente a Todis di proporsi nel settore della GDO con un posizionamento preciso: uno store monomarca di prossimità, con una superficie compresa dai 400 mq fino ai 1.000 mq, allineato nella competitività al discount nel mainstream, ma con una offerta più segmentata e una focalizzazione sui freschi, confermandosi il più grande franchisor puro del segmento in Italia, al sesto posto nel settore.

Da oggi, sul sito www.todis.it, è inoltre possibile consultare il report “Todis per la sostenibilità”, un documento che descrive le scelte fatte dall’insegna negli ultimi anni per la responsabilità socio-ambientale d’impresa e che definisce nuovi obbiettivi futuri.

Nel 2022, il centro di distribuzione Todis di Riano (RM), della superficie di 30.000 mq, sarà dotato di un impianto fotovoltaico della potenza di 500kWche gli consentirà un autoconsumo completo dell’energia prodotta, grazie allo sfruttamento delle fonti rinnovabili. Nello specifico, la produzione annua prevista calcolata sarà di circa 675.000kWh equivalenti al 95% del consumo energetico diurno dell’edificio, rendendolo quasi del tutto autosufficiente in termini di approvvigionamento. L’impianto fotovoltaico del magazzino Iges di Riano permetterà di evitare l’emissione in atmosfera di 360 tonnellate di CO2 all’anno, 9.000 tonnellate in 25 anni(ciclo di vita media dell’impianto). Il dato si può quantificare con un numero di alberi equivalente a oltre 3.500 alberi all’anno (ogni albero può assorbire circa 100kg di CO2 all’anno).

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