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La tradizione in etichetta vale 3,4 miliardi di euro

Si parla spesso di innovazione alimentare, ma quanto conta la tradizione nelle scelte d’acquisto degli italiani? La risposta arriva dall’ultima edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, che ha dedicato il suo dossier di approfondimento ai prodotti alimentari che richiamano in etichetta:

  • Il rispetto della tradizione nella formulazione (con indicazioni come “regionale”)
  • L’artigianalità della lavorazione (con claim come “trafilato al bronzo”).
  • La garanzia di controlli qualitativi totali (per esempio, citando la “filiera”).

UN PANIERE CHE PESA PER IL 7% SUL CARRELLO ALIMENTARE
L’analisi condotta dallo studio ha permesso di individuare 6.685 prodotti che riportano in etichetta almeno uno dei 14 claim rilevati in quest’ambito. Questo paniere in un anno ha sviluppato vendite per circa 3,4 miliardi di euro tra supermercati, ipermercati e negozi a libero servizio, incidendo per quasi il 7,0% sul totale alimentare rilevato.
Il carrello della spesa composto dai prodotti che evidenziano valori di qualità e tradizione gode di buona salute. In 12 mesi ha aumentato di +3,8% il giro d’affari e di +3,1% i volumi, supportato dal sostegno dei produttori (+1,5 punti percentuali la componente di offerta) e soprattutto dall’interesse dei consumatori (+2,2 punti percentuali la componente di domanda), che per alcuni claim cresce a doppia cifra.

IL RIFERIMENTO ALLA FILIERA È IL CLAIM PIÙ DIFFUSO
Tra i 14 claim analizzati, ce ne sono quattro, in particolare, che brillano per i risultati raggiunti. Il più diffuso (2.790 prodotti) è “filiera”, avanzato in 12 mesi di +1,8% a volume e di +2,6% a valore, per un giro d’affari complessivo di quasi 2 miliardi di euro. Presente in diverse categorie di prodotto (e in crescita soprattutto in quarta gamma, uova, patate e carni), ha registrato un interesse crescente presso i consumatori a fronte di un’offerta stabile.
Il claim più dinamico è “nostrano”, che in 12 mesi ha ottenuto un +18,0% a volume e un +19,1% a valore, arrivando a 57 milioni di euro di sell-out generati dalle vendite di 71 prodotti. Bilancio positivo anche per “artigianale”, indicato su 794 prodotti e avanzato in 12 mesi di +15,5% a valore e +15,8% a volume, per un giro d’affari complessivo di 184 milioni di euro. Crescita annua a doppia cifra anche per i 332 prodotti che si presentano on pack con l’indicazione “lavorato a mano”, arrivati a un giro d’affari di 194 milioni di euro.

COME VIENE REALIZZATA L’ANALISI
L’Osservatorio Immagino di GS1 Italy
è lo studio semestrale che analizza le abitudini di consumo degli italiani, incrociando le informazioni riportate sulle etichette dei prodotti di largo consumo digitalizzate dal servizio Immagino di GS1 Italy Servizi (oltre 100 variabili tra ingredienti, tabelle nutrizionali, loghi e certificazioni, claim e indicazioni di consumo) con le rilevazioni NielsenIQ su venduto in supermercati, ipermercati e libero servizio in Italia. La diciottesima edizione monitora l’andamento di 148.975 prodotti venduti nella grande distribuzione italiana tra luglio 2024 e giugno 2025.

Free from per tutti, anche per gli amici a quattro zampe

Attenzione al benessere e all’equilibrio nutrizionale, controllo degli zuccheri e delle calorie, salute intestinale e cardiovascolare: l’evoluzione della nutrizione per cani e gatti segue la stessa traiettoria dell’alimentazione umana. A rivelarlo è l’analisi su 3.913 prodotti del petfood, venduti in supermercati, ipermercati e negozi a libero servizio per 1,2 miliardi di euro di sell-out, condotta dall’Osservatorio Immagino di GS1 Italy.
In pratica, sugar free e senza cereali, con poche calorie e ricchi di Omega 3 e Omega 6 sono le caratteristiche più apprezzate negli alimenti per cani e gatti, quelle la cui presenza sulle etichette dei prodotti cresce in modo più veloce.

MENO ZUCCHERI E CALORIE…
Il paniere dei prodotti free from resta il più numeroso del mondo petfood con 1.997 prodotti per oltre 723 milioni di euro di vendite, in lieve crescita annua sia a valore che a volume. Come per gli umani, anche per cani e gatti si prediligono i 541 alimenti presentati come “sugar free” (+4,0% a volume), i 467 “grain free” o “low grain” (+6,0%) e i 76 etichettati come “low calories” (+7,4%).

…PIÙ PREBIOTOCI E OMEGA 3
Anche il mondo del rich-in è ben presente negli alimenti per cani e gatti, con 1.968 prodotti per oltre 650 milioni di euro di sell-out, e mostra che la richiesta dei consumatori sta cambiando.
Gli alimenti ricchi in “vitamine” restano i più diffusi (1.226 per oltre 435 milioni di euro di giro d’affari), ma perdono vendite e appaiono meno appealing rispetto a caratteristiche più moderne, come l’apporto di “prebiotici” (+6,1% le vendite in volume) o di Omega 3 e 6 (+1,2%).

L’ITALIANITÀ HA PERSO APPEAL (E VENDITE)
A essere meno attraente nella nutrizione degli animali domestici è anche l’italianità: i 521 prodotti che la richiamano in etichetta hanno perso vendite a volume e a valore, fermandosi sotto i 121 milioni di euro di sell-out. Stessa sorte per i 505 prodotti accompagnati in etichetta dall’immagine della bandiera italiana, per i 33 prodotti con il claim “100% italiano” e per i 19 dichiarati “Italian quality”.
L’unico claim del petfood a mantenere le posizioni è stato “prodotto in Italia/made in Italy” (+0,6% sia a valore che a volume): sostenuto dall’aumento dell’offerta (382 prodotti in totale) e della pressione promozionale (+2,9 punti), ha superato gli 86 milioni di euro di sell-out tra supermercati, ipermercati e negozi a libero servizio.
L’analisi completa del petfood è contenuta nella diciottesima edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, scaricabile gratuitamente dal sito osservatorioimmagino.it.

Free from vs arricchiti, gli italiani premiano entrambi

A tavola i poveri battono i ricchi. I prodotti free from restano ampiamente in vantaggio rispetto a quelli arricchiti sotto il profilo del giro d’affari, con 12,5 miliardi di euro rispetto a 5,8 miliardi, ma ad accomunarli c’è l’incremento delle vendite. A confermarlo è il monitoraggio sulle referenze del food & beverage condotto dalla diciottesima edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy.
L’analisi rivela che il 24,6% dei prodotti ha in etichetta un claim relativo all’assenza di un componente “critico” (come grassi o glutine) e che un altro 13% dichiara on pack di essere ricco o arricchito di un elemento benefico (come proteine o magnesio). L’attenzione per l’alimentazione salutare accomuna consumatori e produttori: infatti per quasi tutti i 39 claim rilevati, l’aumento delle vendite si deve all’azione combinata di una domanda in crescita e di una maggiore offerta a scaffale.

OLTRE IL SENZA GLUTINE C’È DI PIÙ
Tra supermercati, ipermercati e negozi a libero servizio, il paniere dei 22.463 prodotti “free from” vale 12,5 miliardi di euro (29,6% del totale rilevato) e mostra un tasso di crescita annuo di +1,7% a valore a fronte di volumi stabili.
Se “gluten free” resta il segmento dominante e “senza conservanti” resta saldo in seconda posizione, a mostrare i trend più significativi sono altri claim, a conferma della vivacità del settore e dell’evoluzione delle priorità healthy dei consumatori. Mentre arretrano le indicazioni riferite al ridotto apporto di grassi, avanzano quelle relative al minor contenuto di zuccheri. I 3.217 prodotti con “pochi zuccheri” hanno incassato 1,7 miliardi di euro (+1,9%) e i 1.945 prodotti “senza zuccheri aggiunti” hanno superato la boa del miliardo di euro (+3,4%) e aumentato di +2,3% i volumi venduti. Bene anche il claim “senza lattosio”, rilevato su 3.109 referenze e cresciuto di +3,9% a volume di +5,3% a valore, superando i 2,3 miliardi di euro di sell-out.

VOGLIA DI PROTEINE E FIBRE
Nella diciottesima edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, il paniere dei prodotti arricchiti risulta composto da 11.827 referenze con 5,8 miliardi di euro di giro d’affari (13,7% del totale rilevato) e ha messo a segno una crescita annua di +2,0% a valore e di +0,4% a volume. Per numero di prodotti, il claim più importante è “fibre”, presente su 4.366 referenze, mentre per giro d’affari a dominare è l’indicazione “proteine” con oltre 2 miliardi di euro di vendite, generate da 3.978 referenze. Trainato dall’interesse dei consumatori per i prodotti proteici (+4,7 punti la componente di domanda), questo paniere ha registrato un aumento annuo di +2,4% a volume e di +5,1% a valore.
A crescere nei 12 mesi rilevati sono stati anche i prodotti arricchiti di minerali (come calcio e magnesio, sospinti dal maggior interesse dei consumatori, e ferro, grazie al maggior spazio a scaffale), così come il claim “fermenti lattici”: con una performance di +10,8% a volume e di +11,4% a valore, i 642 prodotti che lo riportano on pack hanno sfiorato i 569 milioni di euro di giro d’affari.
La diciottesima edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy è scaricabile gratuitamente dal sito osservatorioimmagino.it.

Osservatorio Immagino: come cambia la spesa degli italiani

Più prodotti ricchi di proteine e meno zuccheri (anche nel petfood), più alimenti plant based e meno attenzione in etichetta al benessere animale e alla sostenibilità sociale; più prodotti kosher e che richiamano on pack l’artigianalità, e meno alimenti “100% italiani” o con claim eco-friendly. E ancora: più cosmetici senza allergeni e creme arricchite con vitamine, ma meno prodotti per la cura e la pulizia della casa orientati alla sostenibilità. L’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, lo studio semestrale che analizza le abitudini di consumo degli italiani attraverso le etichette dei prodotti che mettono nel carrello della spesa, giunge alla sua diciottesima edizione, online da oggi, e inaugura il 2026 cambiando look: si propone con un nuovo abito “sartoriale”, aderente alle mutate esigenze dei professionisti del mass market, e con una diversa architettura dei contenuti, così da mettere a sistema le tendenze e i fenomeni del largo consumo che sono emersi e si sono aggiunti allo studio dal 2017, anno della prima pubblicazione, ad oggi.
L’Osservatorio Immagino è un unicum nel panorama italiano: trasforma una base dati proprietaria e strutturata, le etichette dei prodotti digitalizzati da Immagino, in intelligence di mercato, incrociandola con le evidenze di sell-out – commenta Bruno Aceto, CEO di GS1 Italy –. Per chi opera nel largo consumo significa avere una lettura autorevole, comparabile e tempestiva di ciò che sta cambiando nella spesa degli italiani”.

UN MONITORAGGIO DEI PRINCIPALI FENOMENTI DI CONSUMO
La nuova edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy ha monitorato circa 149.000 prodotti, digitalizzati dal servizio Immagino di GS1 Italy Servizi, rilevando oltre 100 tra claim, certificazioni, pittogrammi e indicazioni geografiche presenti sulle loro etichette. Questo ampio paniere di referenze – alimentari, cura casa e persona – che copre l’82,6% delle vendite totali di supermercati, ipermercati e libero servizio, nell’anno finito a giugno 2025 ha realizzato oltre 56,9 miliardi di euro di sell-out.
Fedele all’approccio e allo stile creativo che lo caratterizzano sin dalla prima edizione, l’Osservatorio Immagino di GS1 Italy continua a monitorare, insieme a NielsenIQ, i carrelli della spesa seguendo l’entità e l’evoluzione dei principali fenomeni di consumo che caratterizzano il mercato italiano, individuati in base alle aree valoriali dei claim presenti sulle confezioni dei prodotti.

FOCUS SU VALORE NUTRIZIONALE, SOSTENIBILITÀ E TRADIZIONE
A questa rilevazione continuativa si affiancano la consueta analisi sull’evoluzione del valore nutrizionale della spesa media italiana (misurato dal metaprodotto Immagino) e l’approfondimento sulla comunicazione on pack delle caratteristiche di sostenibilità ambientale e sociale e del benessere animale con l’approccio messo a punto dall’Istituto di management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.
Il dossier è dedicato ai 6.685 prodotti che hanno sulle etichette almeno un riferimento alla tradizione (con claim come “artigianale”, “filiera”, “regionale” o “nostrano”, per esempio) e che, nell’anno mobile considerato, hanno sviluppato quasi 3,4 miliardi di euro di incassi.
Inoltre, questa diciottesima edizione fornisce il confronto dei carrelli della spesa realizzati nei punti vendita fisica e in e-commerce, e un approfondimento dedicato ai risultati di una ricerca esclusiva condotta da Ipsos-Doxa relativa alla modalità di lettura e di comprensione delle etichette da parte degli italiani.

I NOVE PANIERI FOOD E NON FOOD
La diciottesima edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy ha monitorato l’evoluzione dell’offerta e il trend delle vendite, in valore e volume, di nove panieri di spesa, tra food e non food, che rappresentano altrettanti fenomeni e tendenze di consumo in atto in Italia:

  • Il richiamo dell’italianità: il “made in Italy”, le Dop, le Igp e le regioni in etichetta. L’Osservatorio Immagino ha rilevato 28.494 prodotti con 13,4 miliardi di euro di sell-out e con un trend annuo di +1,9% a valore e di +0,1% a volume.
  • Il mondo del free from: i trend consolidati ed emergenti dei claim dei prodotti “senza”. L’Osservatorio Immagino ha individuato 22.460 prodotti con 12,5 miliardi di euro di sell-out e con un trend annuo di +1,7% a valore e di +0,0% a volume.
  • L’universo del rich-in: i cibi ricchi o arricchiti presenti a scaffale. L’Osservatorio Immagino ne ha monitorati 11.827 che hanno realizzato 5,8 miliardi di euro di sell-out, con un trend annuo di +2,0% a valore e di +0,4% a volume.
  • Il cibo identitario (lifestyle): plant based, vegetariano, vegano, alternativo, sostitutivo o a base vegetale. L’Osservatorio Immagino ha rilevato 5.667 prodotti con 3,1 miliardi di euro di sell-out e con un trend annuo di +3,2% a valore e di +1,9% a volume.
  • La galassia di loghi e certificazioni: il logo EU Organic per il biologico, le certificazioni kosher o halal, e le certificazioni in area CSR, come Fairtrade, Ecolabel, Friend of the sea e FSC. L’Osservatorio Immagino ne ha seguite 11, trovandole sulle etichette di 26 mila prodotti con 10,4 miliardi di euro di sell-out e volumi stabili.
  • I super ingredienti: dall’avena all’avocado, dal caramello ai semi di chia, dal matcha al pistacchio, i gusti più cool del momento. L’Osservatorio Immagino ha rilevato 41 super ingredienti in 15.335 prodotti con oltre 5,6 miliardi di euro di sell-out e con un trend annuo di +5,5% a valore e di +0,9% a volume.
  • Il cura casa green: i prodotti per la pulizia domestica attenti all’ambiente. L’Osservatorio Immagino ha rilevato 2.570 prodotti con quasi 860 milioni di euro di sell-out e con un trend annuo di -5,9% a valore e di -6,3% a volume.
  • Il cura persona: i claim relativi a protezione, idratazione e rigenerazione, con un focus sui claim free from, rich-in, naturali, biologici e altro ancora. L’Osservatorio Immagino ha analizzato l’andamento di 26.215 mila prodotti del cura persona con quasi 4 miliardi di euro di sell-out e con un trend annuo di -0,2% a valore e di -2,4% a volume.
  • Il petfood: i claim più diffusi sulle etichette dei prodotti destinati alla nutrizione di cani e gatti, con il dettaglio dei fenomeni free from, rich-in, italianità e gluten free, e un approfondimento sui claim relativi alla sostenibilità: l’Osservatorio Immagino ha preso in analisi 3.913 mila prodotti con oltre 1,2 miliardi di euro di sell-out e con un trend annuo di -0,6% a valore e di -1,4% a volume.

Etichettatura ambientale: cresce la trasparenza sugli imballaggi

L’etichettatura ambientale sugli imballaggi dei prodotti di largo consumo continua a rafforzarsi sugli scaffali italiani, ma procede a velocità diverse a seconda del tipo di informazione. A dirlo è l’ottava edizione dell’Osservatorio IdentiPack, promosso da Conai e GS1 Italy, che per la prima volta affianca alla fotografia annuale una lettura storica dell’evoluzione semestrale e amplia il perimetro di analisi includendo, oltre a ipermercati e supermercati, anche il canale del libero servizio (supermercati con superficie inferiore ai 400 mq, circa 9.615 punti vendita) offrendo così una visione più completa e rappresentativa del mercato nazionale.
L’Osservatorio utilizza i dati del servizio Immagino di GS1 Italy Servizi, basandosi su un paniere che varia a ogni edizione in funzione delle referenze digitalizzate, e che restituisce trend e direzioni di sviluppo, più che confronti puntuali tra singoli periodi.
L’analisi condotta da IdentiPack, sulla base degli oltre 148 mila prodotti digitalizzati dal servizio Immagino di GS1 Italy Servizi, conferma come gli imballaggi siano sempre di più un veicolo prezioso di tracciabilità, trasparenza e fiducia tra imprese e consumatori, anche per quanto riguarda i temi ambientali – sottolinea Bruno Aceto, Ceo di GS1 Italy (nella foto in alto) –. Come diffuso e consultato mezzo di comunicazione, le etichette consentono di promuovere la cultura della sostenibilità, avvicinando un pubblico ampio e trasversale ai diversi target e canali distributivi”.

COMPOSIZIONE DEL PACK PRESENTE SU OLTRE METÀ DELLE REFERENZE
Nel periodo che va da luglio 2024 a giugno 2025, il 55,2% delle referenze grocery in vendita in ipermercati, supermercati e libero servizio riporta in etichetta la codifica identificativa del materiale di composizione del packaging, come previsto dalla Decisione 129/97/CE. Si tratta di 82.306 prodotti, in crescita di +3,1 punti percentuali rispetto all’anno precedente.
Guardando ai volumi di vendita, oltre 21,5 miliardi di confezioni acquistate dagli italiani riportano questa informazione, pari al 78,6% delle unità vendute, con un incremento di +1,8 punti percentuali su base annua.
Il comparto del freddo si conferma il più virtuoso (67,2% delle referenze), seguito da carni (61,3%), fresco (61,2%) e drogheria alimentare (60,4%). Restano invece sotto la media bevande (38,8%), petcare (41,7%) e cura persona (47,5%), seppur con segnali di recupero in alcune categorie.

LE INFORMAZIONI SULLA RACCOLTA DIFFERENZATA
Ancora più diffusa è la presenza in etichetta delle indicazioni sulla tipologia di imballaggi e sul corretto conferimento in raccolta differenziata. Queste informazioni sono presenti sul 62,1% dei prodotti a scaffale (92.474 referenze) e su oltre 22,8 miliardi di confezioni vendute, pari all’83,6% del totale grocery.
Rispetto all’anno precedente, l’incidenza cresce di +2,2 punti percentuali per numero di prodotti e di +1,2 punti per confezioni vendute. I reparti più avanzati sono freddo (83,9% delle referenze), fresco (75,6%) e carni (73,8%), mentre cura persona, petcare e bevande restano ancora distanti dalla media.

PIÙ SPAZIO ALLE DICHIARAZIONI AMBIENTALI VOLONTARIE
Più contenuta, ma in lieve crescita, la presenza di marchi e dichiarazioni ambientali volontarie, riportate dall’8,9% delle referenze e dall’11,5% delle confezioni vendute (oltre 3,1 miliardi di unità). In questo ambito spiccano cura persona, cura casa, drogheria alimentare e freddo, mentre ittico e petcare restano fanalini di coda.
Ancora marginale la comunicazione sulla certificazione di compostabilità degli imballaggi, anche per il numero di pack che rientrano in questa tipologia di soluzioni: lo 0,2% dei prodotti a scaffale venduti riporta questa informazione, senza variazioni rispetto all’anno precedente. I casi si concentrano soprattutto nei reparti freddo, cura casa e ortofrutta.

QR CODE ANCORA POCO DIFFUSI
Nonostante le opportunità offerte dagli strumenti digitali come i QR code standard GS1, solo il 3,6% dei prodotti invita i consumatori a consultare online le informazioni ambientali sugli imballaggi, quota che scende al 3,2% se si guardano le confezioni vendute (883 milioni di unità), in lieve calo rispetto all’anno precedente.
Il cura casa resta il comparto più avanzato su questo fronte (28,1% delle referenze), mentre in molti reparti l’uso del digitale è ancora sporadico o assente.
La comunicazione ambientale sugli imballaggi sta diventando sempre più concreta e utile per i consumatori – commenta Simona Fontana, Direttore Generale Conai (nella foto a sinistra) –. I dati di IdentiPack, rafforzati dalla crescente rappresentatività del campione analizzato, confermano che le imprese stanno investendo nella trasparenza, con l’indicazione dei materiali e delle modalità di raccolta differenziata ormai diffuse. La Direttiva 825 e le future norme europee sui green claim rafforzano poi l’importanza di fornire informazioni affidabili e scientificamente dimostrabili. Ecco perché la corretta comunicazione ambientale non sarà più solo una buona pratica ma un obbligo. È un passo decisivo verso una circular economy in cui sostenibilità e responsabilità diventano leve di valore a lungo termine. E il consumatore, quindi ognuno di noi, ha un ruolo proattivo nelle scelte di acquisto e nella gestione domestica degli imballaggi post-consumo”.

I DATI UTILIZZATI DA IDENTIPACK
Utilizzando lo standard GS1 GTIN del codice a barre GS1 per identificare i prodotti, il lavoro di analisi di IdentiPack incrocia le informazioni ambientali riportate sulle etichette dei packaging di largo consumo, digitalizzate dal servizio Immagino di GS1 Italy Servizi (quelle di ben 148.000 prodotti, per questa ottava edizione), con le elaborazioni NielsenIQ sul venduto negli ipermercati e nei supermercati italiani (retail measurement service).È così possibile avere dati aggiornati su quanti prodotti presentano in etichetta le informazioni ambientali che sono obbligatorie da gennaio 2023 – identificazione del materiale di composizione dell’imballaggio e indicazioni per la raccolta differenziata – e quanti riportano informazioni aggiuntive, come i marchi volontari legati alle caratteristiche di sostenibilità del packaging, i suggerimenti su come fare una raccolta differenziata di qualità, o sistemi digitali come un QR code standard GS1 che può collegare a pagine web con le informazioni ambientali presenti sulla confezione.

Osservatorio Immagino, la spesa sostenibile vale 45 miliardi di euro

Si potrebbe dire che è una delle “lingue” più utilizzate a scaffale. Sono infatti oltre 83 su 100 i prodotti venduti nei supermercati e ipermercati di tutta Italia che “parlano” di sostenibilità, riportando sulle loro etichette le informazioni relative alle iniziative avviate dalle aziende produttrici in ambito ambientale, sociale o del benessere animale. È questo lo scenario delineato nella diciassettesima edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, che, in collaborazione con l’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, propone una lettura ampia e scientifica di peso, diffusione e valore della comunicazione green in etichetta. Nel 2024, tra super e ipermercati, l’aggregato di prodotti “sostenibili” ha incassato quasi 45 miliardi di euro, con una crescita annua di +2,1%, spinta principalmente dall’aumento dei prezzi (+3,4%) e dalla componente di offerta (+1,9%), ma con volumi in calo di -1,2% rispetto al 2023.

ETICHETTE A DIFESA DEL PIANETA
È la sostenibilità ambientale la tematica più comunicata dalle aziende attraverso le etichette dei prodotti. L’Osservatorio Immagino ha individuato questo tipo di informazioni su 120.797 referenze che nel 2024 hanno sfiorato i 44,8 miliardi di euro di incassi nel canale super e ipermercati. Tra le informazioni presenti on-pack, le più diffuse sono i suggerimenti pratici per aiutare i consumatori ad adottare comportamenti virtuosi (ad esempio nella raccolta differenziata o nella corretta conservazione dei prodotti), seguiti dalle indicazioni sull’impegno per la riciclabilità del packaging, da quelle per la maggior sostenibilità delle modalità di produzione e di approvvigionamento lungo la filiera, dalle certificazioni di sostenibilità, dai claim generici (come “green”) e dai calcoli relativi all’impatto dei prodotti lungo l’interi ciclo di vita (LCA).

ATTENZIONE AL SOCIALE ANCORA POCO PRESENTE
La seconda dimensione rilevata dall’Osservatorio Immagino, ma ancora poco presente, è quella della sostenibilità sociale: accomuna il 9,1% delle referenze e ha sfiorato i 6,6 miliardi di euro di incassi nel 2024 (+2,2% annuo, ma -0,4% a volume). A livello competitivo le private label e i fornitori top 20 sono cresciuti solo a valore mentre i follower sono avanzati anche a volume.
Infine, il benessere animale è segnalato solamente sul 2,1% dei prodotti venduti in supermercati e ipermercati. Queste 2.988 referenze hanno incassato 1,5 miliardi di euro, con un lieve aumento annuo a valore (+1,0%) a fronte di un netto calo dei volumi (-5,5%). Tra i competitor la performance a valore ha premiato le private label, che però hanno accusato anche un maggior calo a volume, così come i top 20.

Osservatorio Immagino, l’italianità arranca nel carrello della spesa

Non basta più mettere in etichetta la bandiera tricolore, il claim “made in Italy”, l’indicazione della regione di provenienza o la certificazione Igp per conquistarsi un posto nel carrello della spesa degli italiani. Benché siano la famiglia di prodotti alimentari più presente sugli scaffali di supermercati e ipermercati e quella che genera maggiori incassi per i retailer, gli alimenti che richiamano in etichetta la loro italianità hanno vissuto un 2024 statico, con vendite leggermente positive a valore ma in lieve calo a volume. A rilevare e misurare questa performance è la diciassettesima edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, lo studio semestrale che ha analizzato le abitudini di consumo degli italiani nel corso dell’intero anno 2024.
Ancora una volta il paniere “italiano” monitorato dall’Osservatorio Immagino conquista il primo posto per importanza nella spesa complessiva, con 27.978 referenze che nel 2024 hanno sviluppato un giro d’affari di oltre 11,6 miliardi di euro. Rispetto al 2023 le vendite sono avanzate di +1,2% a valore, ma sono diminuite di -0,7% in volume, penalizzate dall’andamento flat delle componenti di domanda e di offerta. Nemmeno l’aumento della pressione promozionale (31,3% contro il 30,4% del 2023) e l’incremento dei prezzi inferiore alla media del largo consumo (+1,9% rispetto a +3,2%) sono riusciti a rilanciare le vendite.

DALLA BANDIERA NAZIONALE AI “BOLLINI” UE
L’”indicatore” più diffuso di italianità individuato dall’Osservatorio Immagino (Tavola 1) è la bandiera nazionale, presente su 16.461 prodotti, che hanno chiuso un 2024 in crescita sia a valore che a volume (rispettivamente +2,5% e +0,2%). Invece, gli oltre 9 mila prodotti accompagnati dal claim “100% italiano” sono rimasti stabili come giro d’affari (+0,2%) a fronte di un calo di -1,5% dei volumi venduti. Indicatori tutti al negativo per le 5.717 referenze alimentari contrassegnate dal claim “prodotto in Italia”, che hanno perso il -1,8% a valore e il -3,6% a volume.
Il 2024 non è stato un anno facile nemmeno per le indicazioni geografiche europee che “premiano” le eccellenze della produzione agroalimentare italiana. Nell’Osservatorio Immagino i prodotti Dop, Doc e Docg alimentano un paniere da 4.888 referenze e 1,6 miliardi di euro di giro d’affari in super e ipermercati, che in 12 mesi ha mantenuto stabili i volumi (-0,1%) e segnato un +2,1% del fatturato, soprattutto grazie al contributo della componente di domanda (+1,3%) e all’inflazione, che ha determinato un aumento di +2,2% del prezzo medio. A brillare sono stati i 1.467 prodotti Dop, in crescita annua di +2,7% a volume e di +5,8% a valore per un totale di quasi 803 milioni di euro. Decisive sono state la spinta dell’offerta (+4,9%) e l’aumento dei prezzi (+3,1%).

IL BUSINESS DEI PRODOTTI REGIONALI
L’Italia è un puzzle di 20 regioni, non solo geograficamente ma anche come composizione della spesa alimentare. Sono 165 i prodotti presenti in super e ipermercati che riportano on pack il claim generico “regione/regionale” e nel 2024 hanno fatto un balzo in avanti di +9,0% a volume e di +12,3% a valore per un giro d’affari complessivo di 55 milioni di euro. Ben più ampio è il ruolo dei prodotti alimentari che evidenziano con orgoglio la loro appartenenza a una specifica regione italiana. Come ha fatto sin dalla sua prima edizione, l’Osservatorio Immagino ha stilato la classifica 2024 delle regioni italiane con la maggior presenza e il più alto giro d’affari in supermercati e ipermercati.
Il Trentino-Alto Adige mantiene la medaglia d’oro, conquistata già dalla prima edizione, con oltre 396 milioni di euro di incassi generati da 1.028 referenze, nonostante un trend annuo negativo (-0,8% a valore e -1,7% a volume). Seguono al secondo posto la Sicilia e al terzo il Piemonte. Tra le altre regioni spicca la Sardegna, che ha ottenuto un +4,2% a valore (per un totale di 216 milioni di euro) e un +6,8% a volume, trainata dalla componente di domanda e da alcune categorie merceologiche, quali latte Uht, vini Doc/Dogc, mozzarelle, latte fresco e specialità croccanti.
Brillante anche il 2024 degli 838 prodotti della Puglia, che hanno ottenuto un +13,0% a valore, superando i 207 milioni di euro di sell-out, e hanno espanso di +5,1% i volumi venduti. A trainare la crescita è stato il vino Igp/Igt (che da solo rappresenta il 25,5% del totale dei prodotti pugliesi), seguito dalle birre alcoliche, dalle altre paste filate fresche e dal vino Doc/Docg.

LE TIPICITÀ CITTADINE
Non sono solo le regioni a fare da “marchio di garanzia” dell’autenticità di un prodotto alimentare. Anche le tradizioni di molte città giocano un ruolo importante nel successo della cucina italiana. In quest’edizione dell’Osservatorio Immagino, per la prima volta, sono stati rilevati anche i claim on pack che fanno riferimento alle tradizioni di alcuni capoluoghi di provincia, come Bologna/bolognese, Genova/genovese, Napoli/napoletano e Roma/romano. I risultati? Sorprendenti. Ben 1.563 prodotti riportano in etichetta il riferimento a una città e nel 2024 hanno sviluppato quasi 579 milioni di euro di sell-out. La performance migliore l’hanno ottenuta la pasta fresca ripiena, i primi piatti pronti, i preparati per primi piatti e i formaggi grana e simili.

L’avena guida la corsa dei superfood a scaffale

Il 2024 è stato l’anno dell’avena: i 666 prodotti che segnalano la presenza di questo cereale in etichetta hanno aumentato del 6% il giro d’affari rispetto all’anno precedente, raggiungendo quasi i 292 milioni di euro in super e ipermercati, con una crescita annua a volume del 4,6%. Aumenti record per altri due superfood emergenti, ancora relativamente poco diffusi ma in forte progressione sia per giro d’affari sia per vendite a volume: sono i semi di chia (con il +33,6% annuo a valore) e la tahina (+20%). A svelarlo è la diciassettesima edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, che propone l’innovativa classifica elaborata rilevando i claim relativi a 40 ingredienti trendy presenti sulle etichette di oltre 15.000 prodotti alimentari confezionati e incrociandoli con i dati di vendita di NielsenIQ relativi a supermercati e ipermercati.

Tra gli altri fenomeni del 2024 l’Osservatorio Immagino segnala il successo come prodotto e/o ingrediente di anacardi (+17,1% a valore e +15,4% a volume), noci (+9,7% e +6,3%) e mirtilli (+7,6% e +2,7%), oltre al ritorno alla crescita della soia edamame (+4,6% a valore e +0,9%). Nel corso del 2024 è continuata l’escalation delle vendite dei prodotti che segnalano on pack la presenza di avocado (+12,6% a valore, +7,9% a volume), mango (+11,5%) e pistacchio (+4,7%).

Complessivamente il fenomeno degli ingredienti benefici nel carrello riguarda il 16,9% delle referenze food, esclusi acqua e alcolici, monitorate dal servizio Immagino di GS1 Italy Servizi e sviluppa quasi 4,8 miliardi di euro di sell-out nel canale super e ipermercati, in crescita del 3,7% rispetto al 2023. Un trend trainato dal contributo dell’offerta (+2,7%), mentre la domanda è risultata inferiore al 2023 e ha determinato una contrazione di -1,8% dei volumi acquistati. Il calo delle quantità di prodotti messe nei carrelli della spesa ha riguardato tutte le famiglie di superfood, a eccezione di superfruit, supercereali/farine e semi, dove le quantità vendute sono rimaste stabili.

Novità a scaffale, in base all’Osservatorio Immagino trionfa il salutismo

Il 7,8% degli oltre 145.000 prodotti di largo consumo monitorati dal servizio Immagino di GS1 Italy Servizi non erano a scaffale nel 2023, ma vi sono arrivati tra gennaio e dicembre 2024, periodo in cui hanno contribuito per il 3,2% al fatturato totale di quest’ampio paniere. A rilevarlo è la diciassettesima edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, lo studio semestrale che ha analizzato le abitudini di consumo degli italiani nel corso dell’intero anno 2024. Il 73,6% di queste 11.343 novità riguarda il mondo alimentare: si tratta soprattutto di prodotti “rich-in” (ricchi di elementi benefici), referenze “free-from” (senza o con meno di certi ingredienti), alimenti realizzati con ingredienti tradizionali o benefici, e di prodotti con certificazioni di responsabilità sociale d’impresa (CSR).

Nel carrello dei prodotti “rich-in” monitorato dall’Osservatorio Immagino, il 9,9% dell’assortimento e il 3,1% del fatturato si devono a prodotti lanciati nel corso del 2024. Qui l’innovazione si è focalizzata su prodotti ricchi di proteine, potassio, fermenti lattici, vitamine e calcio. Nel carrello “free from” le novità apparse nel 2024 coprono l’8,9% dell’assortimento e il 2,2% del fatturato totale, e i claim utilizzati più frequentemente sulle loro etichette sono “pochi grassi”, “poche calorie”, “senza zuccheri aggiunti”, “pochi zuccheri” e “senza conservanti”. Da sottolineare inoltre le alte percentuali di nuovi prodotti nei panieri della sicurezza alimentare che indicano l’assenza di antibiotici, residui o pesticidi. Anche l’8,1% dei prodotti per intolleranze venduti in super e ipermercati sono arrivati in vendita nel 2024, con un’incidenza maggiore per quelli “senza lattosio” (10,5%).

L’Osservatorio Immagino ha inoltre “letto” l’innovazione anche dal punto di vista del consumatore, scoprendo che il 65% delle vendite di nuovi prodotti è generato dal 30% dei loro acquirenti. Si tratta di shopper giovani (meno di 34 anni), single e con reddito medio-alto. Questi consumatori preferiscono prodotti “free from”, “rich-in”, vegani, biologici, arricchiti con semi e con caratteristiche green e di sostenibilità. Diversi segmenti di consumatori mostrano preferenze specifiche in base ai claim e al posizionamento di prezzo. Ad esempio, i prodotti “senza zuccheri”, “fonte di proteine”, vegani e sostenibili attraggono consumatori giovani e con reddito medio-alto, mentre i prodotti “a ridotto contenuto di grassi” sono preferiti da famiglie con figli e anziani con reddito medio-basso.

Ecco come cambiano gli acquisti degli italiani

Cosa comunicano ai consumatori le etichette dei prodotti di largo consumo? Quali claim, bollini o certificazioni sono più usati sulle confezioni dei prodotti e sono più presenti nel carrello della spesa degli italiani? E come vanno le vendite, a valore e volume? A rispondere è la diciassettesima edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, lo studio semestrale che ha analizzato le abitudini di consumo degli italiani nel corso dell’intero anno 2024. Complessivamente sotto la lente dello studio di GS1 Italy sono passati più di 145 mila prodotti, digitalizzati dal servizio Immagino di GS1 Italy Servizi, con gli oltre 100 tra claim, certificazioni, pittogrammi e indicazioni geografiche presenti sulle loro etichette. Un ampio paniere di prodotti, food e non food, che nel 2024 ha realizzato 48,7 miliardi di euro di sell-out, pari all’82,7% dell’incasso totale di supermercati e ipermercati italiani.
Sin dalla prima edizione, l’Osservatorio Immagino di GS1 Italy monitora, insieme a NielsenIQ, i carrelli della spesa italiani seguendo l’entità e l’evoluzione dei 12 principali fenomeni di consumo che caratterizzano il mercato. A questa rilevazione continuativa si aggiunge un dossier speciale. In questa diciassettesima edizione il dossier è dedicato al peso dei prodotti innovativi arrivati a scaffale nei punti vendita italiani nel corso del 2024 e al loro apporto ai singoli fenomeni di consumo. Messa sotto la lente dell’Osservatorio Immagino, l’innovazione si conferma una leva importante: accomuna il 7,8% di tutti i prodotti monitorati da Immagino e contribuisce per il 3,2% al fatturato totale, concentrandosi in particolar modo nelle aree del rich-in e del free from, sulla presenza di ingredienti tradizionali o benefici, sui prodotti con certificazioni di responsabilità sociale d’impresa (CSR) e sui prodotti green per la cura della casa.
Il dossier presente in questa nuova edizione dell’Osservatorio Immagino evidenzia come l’innovazione nel largo consumo sia guidata, a livello aziendale, da una crescente attenzione alla salute, al benessere, alla sostenibilità e all’origine dei prodotti – dichiara Marco Cuppini, Research and Communication Director di GS1 Italy – con un impatto significativo sulle scelte dei consumatori e sulle dinamiche del mercato. L’analisi dell’innovazione dal punto di vista del consumatore ha mostrato che il 65% delle vendite di nuovi prodotti è generato dal 30% dei loro acquirenti, di cui poi ne ha delineato il profilo e le preferenze. Ad esempio, sono stati gli shopper giovani (meno di 34 anni), single e con reddito medio-alto, ad aver prediletto prodotti arricchiti o alleggeriti, vegani, biologici, contenenti semi e con caratteristiche green e di sostenibilità”.

I 12 MACRO-FENOMENI DELLA SPESA DEGLI ITALIANI
La diciassettesima edizione dell’Osservatorio Immagino ha monitorato l’evoluzione della composizione e delle vendite, in valore e volume, di 12 panieri, tra food e non food, che rappresentano altrettanti fenomeni e tendenze di consumo:

  • Il richiamo dell’italianità: il “made in Italy”, le Dop/Igp e le regioni in etichetta. L’Osservatorio Immagino ha rilevato 27.978 prodotti con 11,6 miliardi di euro di sell-out e con un trend annuo di +1,2% a valore e di -0,7% a volume.
  • Il mondo del free from: i trend consolidati ed emergenti dei claim “senza”. L’Osservatorio Immagino ha rilevato 14.625 prodotti con 7,9 miliardi di euro di sell-out e con un trend annuo di -0,1% a valore e di -1,2% a volume.
  • Il mondo del rich-in: quali cibi ricchi o arricchiti guidano il mercato. L’Osservatorio Immagino ha rilevato 11.572 prodotti con 5,1 miliardi di euro di sell-out e con un trend annuo di +1,3% a valore e di -0,8% a volume.
  • Il tema delle intolleranze: la dinamica del “senza glutine” e del “senza lattosio”. L’Osservatorio Immagino ha rilevato 11.339 prodotti con 4,7 miliardi di euro di sell-out e con un trend annuo di +0,9% a valore e di -0,5% a volume.
  • Il cibo identitario (lifestyle): vegetariano, vegano, biologico, halal e kosher. L’Osservatorio Immagino ha rilevato 13.552 prodotti con 4,4 miliardi di euro di sell-out e con un trend annuo di +3,9% a valore e di +0,9% a volume.
  • Il mondo di loghi e certificazioni: Fairtrade, Ecolabel, Cruelty free, Friend of the sea, FSC e altre certificazioni in area CSR. L’Osservatorio Immagino ha rilevato 17.070 prodotti certificati con 7,0 miliardi di euro di sell-out e con un trend annuo di +0,8% a valore e di -2,3% a volume.
  • Gli ingredienti benefici: dall’avena all’avocado fino ai semi di chia, i sapori più cool del momento. L’Osservatorio Immagino ha rilevato questi ingredienti in 15.171 prodotti con 4,7 miliardi di euro di sell-out e con un trend annuo di +3,7% a valore e di -1,8% a volume.
  • Il metodo di lavorazione: la comunicazione on pack delle tecniche e delle procedure di lavorazione. L’Osservatorio Immagino ha rilevato 4.127 prodotti con 1,6 miliardi di euro di sell-out e con un trend annuo di +11,7% a valore e di +2,6% a volume.
  • La texture dei prodotti: morbido o croccante? Le consistenze espresse on-pack. L’Osservatorio Immagino ha rilevato 7.728 prodotti con 3,8 miliardi di euro di sell-out e con un trend annuo di +2,0% a valore e di +0,8% a volume.
  • Il petcare: i claim più diffusi sulle etichette dei prodotti destinati alla nutrizione di cani e gatti, con il dettaglio dei fenomeni free from, rich-in, italianità e gluten free. E un approfondimento sui claim relativi alla sostenibilità. L’Osservatorio Immagino ha rilevato 5.154 prodotti con quasi 1,2 miliardi di euro di sell-out e con un trend annuo di +0,9% a valore e di -0,2% a volume.
  • Il cura persona: i claim relativi a protezione, idratazione e rigenerazione, con un focus sui claim free from, rich-in, naturali, biologici e altro ancora. L’Osservatorio Immagino ha rilevato 25.040 prodotti del cura persona con oltre 3,5 miliardi di euro di sell-out e con un trend annuo di +0,6% a valore e di -2,3% a volume.
  • Il cura casa green: i prodotti per la pulizia attenti all’ambiente. L’Osservatorio Immagino ha rilevato 2.493 prodotti con 770 milioni di euro di sell-out e con un trend annuo di +1,8% a valore e di -0,3% a volume.

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