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Margherita rinnova logo, sito e packaging e lancia diverse novità

Margherita Srl rilancia la propria identità aziendale attraverso un restyling generale che muove dal logo al sito internet fino ad arrivare al packaging. L’azienda rinnova il dialogo con i clienti a partire dai valori che ne hanno decretato il successo.

Progettato con grande attenzione al visual e alla userexperience, il nuovo sito accompagna l’utente alla scoperta del mondo di Margherita regalando, sia da desktop che da mobile, una navigazione piacevole e immediata. Attraverso l’equilibrata sintesi di immagine e parole, la piattaforma delinea i plus che hanno consentito all’azienda di Fregona di raggiungere un posizionamento di eccellenza, basato su valori come qualità, sostenibilità e artigianalità, ma anche un contesto paesaggistico che la posizione tra le acque montane e il verde della foresta del Cansiglio, la seconda più grande d’Italia. Un ecosistema di contenuti studiato per racchiudere e presentare al meglio una storia che dura da oltre cinquant’anni, dal primo impasto del 1972 alla sede iniziale del 1991, fino agli attuali quattro siti produttivi.

Il nuovo packaging rispetta tutte le caratteristiche di un prodotto di alta gamma. Grazie alla bellezza del facing si distingue a scaffale e nel banco frigo attirando l’attenzione e trasmettendo da subito il valore e la qualità del prodotto. È progettato per instaurare da subito una relazione di fiducia con il consumatore, a partire dalla chiara indicazione degli ingredienti e dall’applicazione di un QR code che consente di accedere ad ulteriori focus e approfondimenti. La foto del prodotto richiama al primo sguardo il forno di casa, dove è possibile preparare in pochi minuti una pizza buona come quella di pizzeria.

“Abbiamo scelto di innovare la nostra immagine – spiega Andrea Ghia, Amministratore Delegato di Margherita srl – per offrire ancora più risalto ai tratti peculiari che caratterizzano i nostri valori e le nostre produzioni. Qualità, artigianalità, trasparenza, condivisione sono tra i fattori chiave di una crescita costante, dove la modernità non ha intaccato quel legame alla tradizione che rende di fatto Margherita la più grande pizzeria d’Italia”.

Le novità

La linea biologica
Margherita è in procinto di lanciare sul mercato una nuova linea con l’obiettivo dichiarato di veicolare nel segmento bio l’esperienza, la tradizione e la bontà della vera pizza italiana. “Il nostro dipartimento di ricerca e sviluppo è sempre attento e attivo nel monitorare il mercato e nell’intercettare le richieste esplicite o implicite dei consumatori. Dopo mesi di analisi in Italia eall’estero caso abbiamo constatato una certa insoddisfazione nel mondo bio e in particolar modo, una scarsità d’offerta a livello quantitativo e qualitativo”.

La nuova linea, dedicata al mercato italiano ed estero della Grande Distribuzione, Ho.Re.Ca e Retail comprende 3 ricette di margherita: una a base bianca, una a base integrale e una multicereale/farro. L’ingredientistica, dalle farine al topping, proviene da filiera certificata bio e da realtà riconosciute a livello nazionale per la qualità e la sicurezza dei propri prodotti. Altro file rouge e valore aggiunto della gamma è l’impasto: con lievito madre a lievitazione 24 ore garantisce un eccezionale sviluppo della pizza rendendola ancora più saporita e digeribile. La miscela di farine e grani antichi e orzo maltatosprigionaprofumi e sapori inconfondibili, mentre la lavorazione effettuata completamente a mano conduce a una stesura perfetta e ad un’alveolatura ben sviluppata, indice di un’ottima idratazione e lievitazione. Il cornicione extra alto, morbido dentro e croccante fuori, riporta alla mente la migliore tradizione della pizza come in pizzeria, così come l’assaggio ne evoca il gusto caratteristico.

La pinsa farcita
La pinsa farcita è un prodotto di fascia premium dedicato al mercato della Grande Distribuzione, Ho.Re.Ca. e Retail e al Bakery. Sia in versione surgelata che nel fresco, la referenza si afferma per proprietà uniche e una qualità globale comprendente molteplici elementi a partire dall’impasto. L’utilizzo di materie prime selezionate come farine e grani antichi e la lavorazione completamente realizzata a mano, risultato dell’esperienza dei maestri pizzaioli con anni di formazione in azienda, conducono allo sviluppo di un impasto saporito, digeribile e capace di garantire dopo la cottura, sia in padella che in forno, un elevatissimo grado di crunch, elemento distintivo di ogni autentica pinsa. A questo aspetto si somma la qualità del topping, di un’ingredientistica che da anni l’azienda arricchisce e perfeziona selezionando le migliori materie prime presenti sul territorio. Esempio di questa capacità di ricerca è l’utilizzo su varie referenze della gamma Re Pomodoro degli Champignon del Consorzio funghi di Treviso che grazie al processo di brasatura mantengono intatte le caratteristiche organolettiche sprigionando tutto il loro sapore.

Pizza “Metodo a doppia lievitazione”
La pizza “metodo a doppia lievitazione” è un prodotto di fascia premium dedicato a Grande Distribuzione, Ho.Re.Ca. e Retail, ma anche il mondo Bakery, con caratteristiche uniche: il doppio impasto con lievito madre a lievitazione 24 ore garantisce un eccezionale sviluppo dell’impasto, rendendolo ancora più saporito e digeribile. La miscela di farine e grani antichi e orzo maltato riporta profumi e sapori inconfondibili, quelli della vera pizzeria italiana.

La lavorazione effettuata completamente a mano, frutto dell’esperienza dei maestri pizzaioli con anni di formazione in azienda, è la garanzia di una stesura perfetta e un’alveolatura ben sviluppata, indice di un’ottima idratazione e lievitazione. Il cornicione extra alto, morbido dentro e croccante fuori, così come la farcitura manuale di ogni singola pizza, riportano alla mente la migliore tradizione della pizza come in pizzeria, così come l’assaggio ne evoca il gusto caratteristico.

Koch lancia la Pizza Pala: Margherita surgelata fresca

La Pizza Pala è l’ultima novità lanciata dall’azienda Koch.

Fresca surgelata, è una margherita classica, realizzata con pomodoro e mozzarella, dalla forma allungata.

La Pizza Pala viene precotta, in modo da ridurre i tempi di preparazione, per essere pronta in pochi minuti.

Il consiglio dell’azienda Koch sulla cottura di Pizza Pala è di disporre il prodotto ancora surgelato su di una griglia e cuocere in forno preriscaldato a 240°C per 7-8 minuti, fino alla completa fusione della mozzarella.

Negli anni Koch ha sviluppato un vasto assortimento, partendo dalle specialità locali altoatesine, per allargarsi poi a quelle italiane e internazionali, in modo da riuscire a soddisfare le richieste di un bacino di consumatori sempre più ampio ed eterogeneo La qualità delle materie prime utilizzate e l’assenza di conservanti e additivi sono da sempre il marchio di fabbrica di tutti i prodotti Koch

Bocce per la pizza KOCH, e la pizza si fa in 9

Otto specialità più la classica: con le Bocce per la pizza KOCH, la pizza si fa in 9.
Le 8 varianti di impasto, con solo lievito madre, sono disponibili nel formato da 2 pezzi per 400g e si può scegliere tra
– al Farro
– con Orzo e avena
– al Kamut
– con Semi di Canapa
– Rustiche (con germe di grano)
– Integrali
– ai 7 cereali
– con Soia
Per chi ama il sapore della pizza classica, invece, può trovare l’impasto tradizionale nel formato da 4 pezzi per 750g.
Le bocce per la pizza di Koch sono preparate solo con materie prime di alta qualità, senza
aggiunta di additivi e conservanti. Vengono successivamente surgelate per offrire la comodità e il sapore di una pizza croccante e deliziosa come in pizzeria direttamente a casa propria. Morbide e facili da stendere sono semplicissime da preparare. Basta lasciare scongelare le bocce a temperatura ambiente per circa 3 ore e stenderle accuratamente su di un piano infarinato con l’aiuto di un matterello; poi disporle su di una teglia da forno, farcirle con gli ingredienti preferiti e informare per 10-12 minuti a 200-220C°.
Disponibili nei supermercati nel reparto surgelati.

Pizza amata pizza, è la “schiscetta” preferita di un italiano su due

Sarà la scoperta dell’acqua calda che gli italiani amano la pizza, ma forse sorprenderà sapere che più di uno su due la mangia regolarmente a pranzo. Il “grande classico” della cucina del Belpaese infatti per un italiano su due (il 52%) a pranzo, batte pasta (43%) insalate (13%) e panini (39%). E c’è chi la mangerebbe ogni giorno (4%), perché “dà una certa soddisfazione a livello emotivo” (39%) e perché, essendo versatile, può essere mangiata ovunque (13%). Per il 14%, poi, favorisce la condivisione, è un rituale effettuato con gli amici (29%) o con il proprio partner (18%). Che sia la margherita, scelta dai più tradizionalisti (27%), oppure una ad impasto speciale (24%), come per esempio con farina integrale, di kamut o senza glutine, la pizza è ritenuta una fra le pietanze più attraenti.

I dati emergono da uno studio promosso dall’Osservatorio Buitoni Culinary Lab, attraverso metodologia WOA (Web Opinion Analysis) effettuato su circa 2500 italiani di età compresa tra i 20 e i 55 anni, attraverso un monitoraggio dei principali social network, blog, forum e community web per conoscere perché la pizza è una delle pietanze più consumate a pranzo.

 

Il pranzo degli italiani, tra pizza e panino

Ma cosa mangiano gli italiani a pranzo? Di sicuro vince il carboidrato. Oltre alla pizza, favorita da  poco più della metà degli italiani, al centro della tavola e delle pause pranzo lavorative c’è un altro “classicone”, la pasta, preferito dal 43% preferisce mangiare un piatto di pasta. Chi ha poco tempo a disposizione, invece, punta tutto su un panino imbottito o un trancio di focaccia (39%), contro il 29% di chi mangia una piadina. Una minoranza pranza con un secondo di carne a base di pollo o tacchino (21%), un’insalatona (13%) o un cous cous alle verdure o di pesce (7%).

 

La pizza piace perché emoziona

Il legame tra italiani e pizza va oltre il gusto e pare si svolga molto a livello emotivo, tra ricordi d’infanzia e immaginario comune. Il 39% si confessa “soddisfatto a livello emotivo” quando la ha davanti e il 24% si sente appagato dopo averla mangiata. Essendo poi un piatto versatile, può essere mangiato ovunque (13%) e preparato velocemente (11%). Appena un italiano su 10 (7%) sostiene di mangiare la pizza per variegare il proprio menù, apprezzandola anche per il fatto che possa essere consumata fredda (5%). Non solo. Per poco più di 4 italiani su 10 (42%) la pizza è un “mix di emozioni, che provo sia in bocca che a livello emotivo”, mentre il 31% punta sul fatto che sia una fra le pietanze della tradizione italiana più conosciuta al mondo. Il 24% sostiene invece che sia il classico compromesso che mette d’accordo tutti: fra chi vuole andare fuori per mangiare etnico, a trionfare è la proposta della pizza. Il 19% degli italiani, infine, non riesce a fare a meno di pensare a un gruppo di persone riunite e, quindi, alla condivisione (14%) e all’allegria, buon umore e spensieratezza che si provano (5%).

 

“Almeno una volta alla settimana” per uno su due

Con che frequenza gli italiani mangiano la pizza? “Almeno una volta alla settimana” è la risposta di un italiano su due (52%), mentre il 34% confessa di cedere alla tentazione quando viene loro voglia. Solo un italiano su 10 (10%), se capita, la domenica a pranzo quando è riunita tutta la famiglia. Il 4%, infine, ammette che la mangerebbe tutti i giorni. I “compagni di mangiata” preferiti per il 32% sono conoscenti o colleghi di lavoro, mentre il 29% degli italiani preferisce mangiarla insieme agli amici il sabato sera, prima di andare a divertirsi, perché “è quasi un obbligo”. Quasi 2 italiani su 10 (18%) preferiscono condividere il rituale della pizza con il proprio partner. Il restante 21% si divide fra chi preferisce ritagliarsi uno spazio tutto per sé (5%) e chi è più tradizionalista e la mangi con la propria famiglia (16%).

Se il 42% la mangia al ristorante, il 36% si è inventato la “schisc-o’ pizza”, cioè una “schiscetta” formata da tranci di pizza, che possono essere mangiati freddi oppure scaldati al microonde. Il 39%, per non perdere troppo tempo, preferisce chiamare la pizzeria e farsela portare direttamente a casa, mentre il 12% sceglie l’asporto e se la mangia facendo una camminata. Soltanto 3 italiani su 10 (31%) la consumano all’interno delle mura domestiche.

 

Prosciutto e funghi la preferita

Tra i gusti a sopresa la prosciutto e funghi è il gusto preferito da un terzo degli italiani (32%), ma tiene duro anche la margherita che, scelta dal 27%, viene considerata “la più buona in assoluto”. Il 24% si differenzia dai più per prediligere una pizza a impasto speciale, come quella con farina integrale, di kamut e senza glutine. Gli altri gusti amati sono le meno ortodosse margherita con aggiunta di wurstel (23%) e “con una montagna di patatine fritte” (21%), mentre un italiano su 10 ordina sempre la quattro stagioni (16%), quella alle verdure (19%) e una bianca, senza pomodoro (11%). La zola e pere (1%) e la quattro formaggi (3%) sono altri gusti scelti da coloro che vogliono provare qualcosa di particolare.

Gli italiani infine discutono sullo spessore: per il 42%, deve essere sottile, sottilissimo; mentre il 12% lo preferisce alto, a patto che l’impasto sia ben lievitato. Tre italiani su 10 (33%), invece, considerano fondamentale il cornicione, che deve essere fatto “a regola d’arte”, come quello tipico napoletano; mentre il 34% adora le pizze con una grande quantità di ingredienti. Ci sono infine i tradizionalisti (21%), che prendono sempre la margherita, coloro a cui piace un “tocco” di olio extravergine d’oliva piccante (6%) e chi (3%), come decorazione, vuole una foglia aromatica di basilico.

È stabilito: la pizza napoletana è patrimonio Unesco, 5 milioni al giorno sfornate in Italia

Pizzaiuoli napoletani in azione in piazza del Plebiscito a Napoli in occasione del riconoscimento dell’arte dei pizzaiuoli napoletani patrimonio dell’umanità Unesco, foto Coldiretti.

Già si festeggia a Napoli a poche ore dall’annuncio, che era nell’aria da giorni: la pizza napoletana, o meglio l’“Arte dei Pizzaiuoli napoletani”, è diventata patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco. Del resto, per sostenere la candidatura dell’iscrizione, approvata dall’apposito comitato intergovernativo riunito nell’Isola di Jeju in Corea del Sud, era stata organizzata (da Coldiretti insieme all’Associazione Pizzaiuoli Napoletani e alla fondazione UniVerde) la più grande raccolta di firme a sostegno di una candidatura mai realizzata prima, che ha raggiunto i 2 milioni.

La pizza genera un business di 12 miliardi di euro in Italia dove sono almeno 100mila i lavoratori fissi nel settore della pizza, ai quali se ne aggiungono altri 50mila nel fine settimana, secondo i dati dell’Accademia Pizzaioli.  Ogni giorno solo in Italia si sfornano circa 5 milioni di pizze nelle circa 63mila pizzerie e locali per l’asporto, taglio e trasporto a domicilio, dove si lavorano in termini di ingredienti durante tutto l’anno 200 milioni di chili di farina, 225 milioni di chili di mozzarella, 30 milioni di chili di olio di oliva e 260 milioni di chili di salsa di pomodoro. I maggiori consumatori mondiali sono gli americani con 13 chili a testa l’anno, mentre gli italiani guidano la classifica in Europa con 7,6 chili, e staccano spagnoli (4,3), francesi e tedeschi (4,2), britannici (4), belgi (3,8), portoghesi (3,6) e austriaci che, con 3,3 chili di pizza pro capite annui.

Coldiretti intanto festeggia, e nella città partenopea fin dalle prime ore del giorno sono stati allestiti tavoli in strada con i primi “pizzaiuoli targati Unesco” al lavoro, esibizioni acrobatiche comprese e il ritorno della tradizione della “pizza sospesa”, offerta a coloro che non possono permettersi di pagarla nella storica via Chiaia, il centro dei festeggiamenti nel cuore di Napoli vicino all’Antica Pizzeria Brandi, che ha dato i natali, secondo la tradizione, alla pizza delle pizze, la  margherita.

 

2018 “anno internazionale del cibo italiano nel mondo”

Sembra una sorta di anteprima, un ottimo interludio al 2018 che è stato proclamato “anno internazionale del cibo italiano nel mondo”. 

«L’Italia è il Paese dove più radicata è la cultura alimentare e l’arte della pizza rappresenta un simbolo dell’identità nazionale con circa 5 milioni di pizze sfornate al giorno – dice il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo -. La tutela dell’Unesco è stata riconosciuta per il know-how culinario legato alla produzione della pizza, che comprende gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l’impasto della pizza, esibirsi e condividere ed è un indiscutibile patrimonio culturale. I pizzaiuoli e i loro ospiti si impegnano in un rito sociale, il cui bancone e il forno fungono da “palcoscenico” durante il processo di produzione della pizza. Ciò si verifica in un’atmosfera conviviale che comporta scambi costanti con gli ospiti».

E a decretarne il successo in tutto il mondo è stato proprio questo mix unico di convivialità, nutrimento a basso prezzo ma senza derogare alla qualità, ingredienti e maestria made in Italy. Con al centro la figura del “pizzaiuolo”, “un mestiere globalizzante, perché siamo stati generosi, abbiamo insegnato a tutti l’arte di fare la pizza, perché siamo stati capaci di sfamare il mondo. Abbiamo contaminato il mondo” ha commentato all’Ansa il pizzaiolo-star Gino Sorbillo, fresco di inaugurazione del secondo locale a New York.

Spontini prosegue lo sviluppo in Lombardia e debutta a Como

Sempre più capillare la presenza in Lombardia di Spontini, la pizzeria al trancio più amata dai milanesi (e non solo). Dal 17 novembre il noto marchio sarà anche a Como, in via Boldoni 26, in pieno centro, con un locale su due livelli di 250 metri quadri, con 80 posti seduti che aumenteranno quando sarà aperto anche il déhor esterno. Una nuova apertura, dopo quelle di Monza, Brescia, Bergamo e i tanti punti vendita a Milano e nell’hinterland, del marchio nato nel 1953 da un semplice locale che sfamava con poca spesa i milanese ancora non del tutto ripresisi dalla guerra, e oggi diventato un vero simbolo dello street food alla meneghina.

Il nuovo punto vendita replica la formula già sperimentata con successo nella pizzeria aperta pochi mesi fa all’interno della stazione Centrale di Milano. Il design è in stile anni Cinquanta e con un layout internazionale, con l’utilizzo di ceramica, mosaici e ottoni. Naturalmente tutto semplice e funzionale, secondo lo stile Spontini. La pizzeria lariana offrirà il servizio al tavolo ma anche la modalità take-away.

«Siamo molto felici – dice Massimo Innocenti, amministratore delegato di Spontini Holding – di questa nuova apertura. Lo sviluppo del nostro marchio procede secondo l’agenda che avevamo annunciato già a inizio anno e questo è per noi fonte di grande ottimismo. Dopo Milano ci siamo concentrati nel presidiare le città con maggior affluenza della regione: Spontini è un marchio di Milano e una presenza capillare in Lombardia è fondamentale. Il prossimo passo, come avevamo previsto, sarà lo sviluppo a Nord-Est, ma stiamo valutando anche l’area nord-ovest e un affondo sui mercati stranieri».

Spontini Holding, di proprietà della famiglia Innocenti dal 1977, gestisce una ventina di locali in tutta la Lombardia e due pizzerie a Tokyo, in Giappone.

 

 

 

Anche Spontini coniuga il food con il travel e parte da Milano, stazione Centrale

Si butta a capofitto nel settore travel Spontini, la catena milanese di pizzerie che il 17 agosto apre il suo primo punto vendita in una stazione. E non poteva che essere la stazione Centrale di Milano, in particolare davanti ai binari 1, 2 e 3, quelli del Malpensa Express. Un locale che, anche per il fatto di trovarsi all’interno dell’area partenze, e quindi dopo il controllo biglietti, è stato pensato proprio per il viaggiatore. Un format leggermente diverso dagli altri ventitré punti vendita Spontini (15 gestiti direttamente e 8 in franchising), anche nell’utilizzo degli spazi, pensati in termini di funzionalità e spazi per una clientela particolarmente frettolosa. Il ristorante copre una superficie di 180 metri quadri e ha 90 posti serviti oltre a una zona posizionata frontalmente rispetto ai binari per il take away e per il consumo in piedi. Il wifi sarà libero e ci sarà un’area per la ricarica di smartphone e tablet. L’architettura rispetta quella originale di un luogo simbolo di Milano e l’atmosfera richiama ambientazioni anni Cinquanta, quelli in cui nasceva Spontini (che è del 1953). La pizzeria sarà aperta tutti i giorni dalle 10 alle 23.

«Siamo molto felici di inaugurare la nuova pizzeria Spontini a Milano Centrale – dice Massimo Innocenti, ceo di Spontini Holding – un luogo simbolo di Milano sia a livello storico sia a livello urbanistico. l’ingresso nel settore travel, che per noi significa sviluppo in grandi stazioni e aeroporti, è uno dei segmenti di mercato sul quale puntiamo e che sarà fondamentale per l’espressione del marchio nei prossimi anni».

Spontini a ottobre aprirà anche un ristorante al terminal 1 dell’aeroporto di Malpensa.

Altra novità in casa Spontini è l’apertura di un ristorante nel centro commerciale Milanofiori ad Assago. La pizzeria, al via il 12 agosto, conta su 60 posti a sedere, in parte all’interno del locale in parte nella food hall. Le novità confermano le quattro linee di sviluppo del marchio milanese, dal 1977 nelle mani della famiglia Innocenti: presenza capillare in differenti zone di Milano, allargamento a città differenti sia in Lombardia sia nel resto dell’Italia e nel mondo, grandi centri commerciali e travel.

Domino’s Pizza apre la prima pizzeria italiana fuori da Milano, a Bergamo

Si è fatta conoscere anche da noi per l’uso smart della tecnologia e le consegne veloci e ora Domino’s Pizza, insegna storica americana che ha usato Milano come “testa di ponte” per il suo ingresso in Italia due anni fa, apre il primo punto vendita fuori dall’area metropolitana milanese, anche se non di molto: a Bergamo, in via Broseta 65. È il nono punto vendita italiano.

Aperto 7 giorni su 7 (dal lunedì al giovedì dalle 12 alle 23, dal venerdì alla domenica dalle 12 alle 24), oltre al servizio di consegna a domicilio, il locale dispone di oltre 20 posti a sedere, connessione wi-fi gratuita e ampia disponibilità di parcheggio esterno. La pizzeria di Bergamo occuperà oltre 15 persone sin dall’inizio, portando ad oltre 150 il numero di impiegati in tutti i locali italiani.

«Partendo dalla prima apertura di Milano meno di due anni fa, oggi proseguiamo il nostro piano di sviluppo, con l’obiettivo di ampliare la rete di Domino’s Pizza prima in Lombardia e poi nel resto d’Italia – spiega Alessandro Lazzaroni, master franchisee di Domino’s Italia -. Il Belpaese è per Domino’s Pizza uno dei mercati più importanti al mondo e puntiamo ad espanderci facendo leva su tre elementi che ci contraddistinguono: prodotti innovativi cucinati in maniera tradizionale e con ingredienti di elevata qualità, l’eccellenza nel servizio, che garantisce velocità e puntualità nella consegna della pizza e la nostra tecnologia che permette di svolgere tutte le operazioni, dall’ordine al pagamento online, oltre che seguire in tempo reale lo stato dell’ordine».

Fondata in Michigan nel 1960 Domino’s è oggi la seconda più grande catena di pizzerie nel mondo e la prima catena di pizza a domicilio: ha oltre 14.000 pizzerie in oltre 85 Paesi. 

Arriva il 5 giugno la nuova “pizza fantastica” di Lidl, nata sui social

È nata su Facebook e del social più grande ha la forza dei grandi numeri ma anche l’appeal d una ricetta semplice eppure inedita: è la nuova Pizza FANtastica di Lidl Italia, nei banchi freezer della catena a partire dal 5 giugno. Creata dai 2 milioni di fan Facebook della catena in una divertente iniziativa di crowdsourcing (direttamente sulla la pagina dell’azienda, la più seguita della GDO) la ricetta è semplice ma efficace: pasta a bordo alto, salsa di pomodoro, burrata, rucola e olive nere.

Dopo il successo riscosso dalla prima edizione del 2015, i follower sono stati nuovamente chiamati a vestire i panni di pizzaioli virtuali. In quest’occasione, la community non solo ha potuto scegliere tra 32 ingredienti, ma ha anche selezionato il proprio impasto preferito. Grazie alle 9.000 combinazioni possibili, i fan hanno scatenato nella creazione della pizza tutta la loro fantasia, click dopo click.

L’iniziativa ha registrato un alto livello di interazione, contando più di 10.000 pizze create. Gli abbinamenti più richiesti dagli utenti si sono poi sfidati in una gara all’ultimo “mi piace”, che ha designato la “Pizza FANtastica” vincitrice con più di 3.500 votazioni.

Lidl Italia ha infine trasformato i desideri degli utenti in realtà, commercializzando questa pizza dal gusto mediterraneo, lievitata naturalmente per 24 ore e cotta in forno a legna. Un prodotto surgelato acquistabile nei quasi 600 punti vendita della catena.

 

Una linea di user generated content

Questa iniziativa di user generated content ha permesso al pubblico di Lidl Italia di essere protagonista attivo nella creazione dell’assortimento. La gamma “FANtastica” rientra in progetto di ampio respiro, nato nel 2015 con lo sviluppo della prima “Pizza FANtastica”, a cui sono seguiti nel 2016 il “Gelato FANtastico” e l’imperdibile “Panettone FANtastico”. A settembre arriverà nei punti vendita un’altra dolce novità ideata dai fan di Lidl Italia: il “Croissant FANtastico”, una brioche a doppia farcitura.

 

 

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