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Etruria Retail stringe un accordo con la GMF del Gruppo Unicomm

Era uno dei quesiti sollevati dall’acquisizione di Carrefour Italia da parte di NewPrinces: che cosa avrebbe fatto Etruria Retail, master franchisee del gruppo francese? Avrebbe trovato un accordo con la società compratrice – guidata dal vulcanico Angelo Mastrolia, che ha messo a segno una serie impressionante di acquisizioni nel giro di pochi mesi, ma è alla sua prima esperienza nel retail – o avrebbe cercato nuovi approdi? La risposta è arrivata: la cooperativa toscana ha siglato un accordo con GMF, società del Gruppo Unicomm, a sua volta socio di Selex.
I negozi affiliati Etruria Retail abbandoneranno le insegne Carrefour per passare, a partire da gennaio 2026, a quelle Famila e A&O, con il prodotto a marchio Selex.

LA STORIA SI RIPETE
Si apre così un nuovo capitolo per Etruria Retail, che per ben due volte nel corso degli anni si è trovata a fare i conti con la ritirata di gruppi francesi dal mercato italiano. Nata nel 1961 a Siena come gruppo di acquisto e tra i fondatori di Conad nel 1962, la cooperativa era entrata in Crai nel 1994, per poi affiliarsi ad Auchan nel 2000 con un contratto di master franchising.
Il rapporto con Carrefour era iniziato nel 2020, dopo la decisione di Auchan di cedere a Conad le attività italiane e ora la storia si è ripetuta, portando all’alleanza con il Gruppo Unicomm.

PENSARE IN GRANDE, AGIRE LOCALE
Siamo due aziende che condividono valori, storia e visione – sottolinea Claudio Bernardini, Presidente di Etruria Retail – e abbiamo scelto di mettere in comune i punti di forza per guardare insieme al futuro. Con questa operazione rafforziamo la nostra rete e il legame profondo con le comunità in cui operiamo, con l’obiettivo di generare valore, migliorare la competitività e promuovere al tempo stesso la redditività, restituendo benefici tangibili a soci, clienti e fornitori”.
Come Unicomm – aggiunge Marcello Cestaro, Presidente del gruppo veneto – abbiamo sempre creduto che sia fondamentale pensare in grande, ma agire in locale. Ne è prova il fatto che, ogni volta che abbiamo acquisito realtà in territori diversi dal Veneto, abbiamo sempre mantenuto un presidio commerciale e di marketing radicato sul territorio, per valorizzarne competenze e relazioni. Grazie alla collaborazione avviata con Cedi Etruria il Gruppo Unicomm nel 2026 raggiungerà un fatturato alle casse di oltre 4 miliardi”.

LA RETE DI VENDITA
L’accordo dà vita a una rete di oltre 400 punti vendita e 12 Cash & Carry, distribuiti tra Umbria, Lazio, Toscana e Marche e con un fatturato stimato di circa 1 miliardo di euro. I conti sono presto fatti: Etruria Retail supera i 300 punti vendita tra Toscana, Umbria e Lazio, ha registrato un volume d’affari di 470 milioni di euro nel 2024. GMF – con oltre 100 punti vendita, tra diretti e affiliati, e un fatturato 2024 di 510 milioni di euro – è il presidio territoriale in Italia centrale del Gruppo Unicomm. Opera con le insegne Emisfero, EMI, Hurrà e Cash & Carry C+C, occupando oltre 1.200 collaboratori.
Dal canto suo Gruppo Unicomm è presente in 7 regioni e 32 province con i marchi C+C Cash and Carry, Famila, MEGA, Emisfero, A&O, Emi e Hurrà. Conta oltre 8.000 collaboratori, più di 230 punti vendita diretti e un centinaio di affiliati. La sede principale è a Dueville, in provincia di Vicenza.

SINERGIE PER GUADAGNARE COMPETITIVITÀ
Questa nuova collaborazione – afferma Giancarlo Paola, Amministratore Delegato di GMF – rappresenta un passo importante, perché rafforza la nostra presenza in Italia Centrale sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Quantitativamente, grazie alla rete di Cedi Etruria, che presidia capillarmente il territorio, ma soprattutto qualitativamente, perché è composta da imprenditori che da decenni conoscono e rispondono ogni giorno alle esigenze e alle abitudini della propria clientela. Siamo convinti che da questa unione nasceranno importanti sinergie operative, in grado di migliorare l’efficienza e la competitività di entrambe le aziende, nel rispetto delle identità e dei valori che ci accomunano”.
Nel comunicare la notizia, le due aziende hanno precisato che nessun posto di lavoro è a rischio: l’obiettivo, al contrario, è rafforzare le competenze presenti, promuovendo un percorso di sviluppo che valorizzi l’esperienza e la professionalità delle persone.
Questo progetto – dichiara Luca Migliolaro, Direttore Generale di Etruria Retail – nasce dalla volontà di crescere insieme, unendo forze, esperienze e valori con un’azienda che, come noi, vive e conosce a fondo il territorio: i clienti, le istituzioni, i fornitori e la vita sociale delle nostre comunità. Crediamo che collaborare con chi condivide la nostra visione sia la chiave per creare valore vero e duraturo e siamo convinti che la qualità del servizio e la cura delle relazioni nascano dall’ascolto, dal rispetto reciproco e dalla voglia di fare bene insieme”.

Esselunga debutta in Trentino-Alto Adige nel WaltherPark di Bolzano

Per un’insegna della Gdo esordire in una nuova regione è sempre importante, ma lo diventa ancora di più se lo si fa in un contesto di prim’ordine. Come nel caso di Esselunga, approdata oggi – 16 ottobre – in Trentino Alto-Adige, all’interno del complesso multifunzionale WaltherPark di Bolzano, firmato dall’archistar Sir David Chipperfield. Il progetto, sviluppato sull’ex stazione degli autobus, ha riqualificato l’intero quartiere compreso tra la stazione ferroviaria e piazza Walther, con ampi spazi verdi, infrastrutture per la mobilità sostenibile e il rinnovato Parco della Stazione.
Con oltre 600 milioni di euro di investimento e 127.000 metri quadri di superficie complessiva, WaltherPark è il più grande intervento privato mai realizzato in Alto Adige. Dalla primavera del 2024 la proprietà fa capo al Gruppo Schoeller di Monaco di Baviera, che riunisce diverse società attive nel settore degli imballaggi sostenibili e della logistica, per ricavi complessivi superiori a 1 miliardo di euro. La gestione è affidata a Svicom Società Benefit, che si è aggiudicata il mandato di condominium management per tutti gli edifici (ovvero delle aree comuni), oltre a quello di asset & property manager della galleria commerciale.

NON SOLO RETAIL
Il complesso unisce retail, living, office e hospitality, con il Falkensteiner Hotel Bozen WaltherPark (4 stelle superior) inaugurato la scorsa estate. Il cuore commerciale è la Highstreet Gallery, sviluppata su 4 piani per 31.000 mq di spazi commerciali, 4.000 mq dedicati al food market, 2.000 mq di palestra con il Club Virgin Active e il Salewa Cube, la boulder hall per le arrampicate.
Il secondo piano, dotato anche di terrazza panoramica, è riservato al Mercato Centrale Bolzano.Bozen, brand già presente a Firenze, Roma, Torino e Milano, oltre a Melbourne, in Australia. Si presenta come un food market con 1.000 posti a sedere e 23 stand gastronomici per una proposta food&beverage che combina specialità nazionali ed eccellenze locali. Tra le insegne più note: il tartufo di Christiano Savini, il pane di Davide Longoni, lo Smashed Burger di Joe Bastianich, il pesce al Bistrot Pedol, GrowEat con i suoi piatti vegetariani, il fritto di Alessandro Chen e la pasticceria di Andreas Archerer.

LE CARATTERISTICHE DEL SUPERMARKET
Tornando alla parte retail, sono più di 80 i brand locali e internazionali presenti al WaltherPark, tra cui Peek & Cloppenburg, OVS, JD Sports, Conté, Ecoalf, Starbucks, Nike, Lego. E ovviamente Esselunga. La catena lombarda occupa una superficie di vendita di 2.630 metri quadri, in cui propone oltre 15.000 prodotti, comprensivi delle linee a marchio privato. I reparti assistiti sono pesce (con una selezione di sushi), carne, panetteria (con oltre 15 varietà di pane fresco sfornato durante tutto l’arco della giornata) e la gastronomia, con l’assortimento di “Cucina Esselunga”: più di 200 ricette già pronte, tra piatti della tradizione italiana, estera e vegetariani.
Immancabili i prodotti Elisenda, la linea di alta pasticceria realizzata in collaborazione con i fratelli Cerea del ristorante stellato Da Vittorio, e l’enoteca, con oltre 900 etichette e l’assistenza di un sommelier per guidare i clienti nella scelta dei vini. L’indicazione dei reparti rispetta il bilinguismo ed è dunque in italiano e tedesco. A Bolzano, tra il supermercato e il Bar Atlantic (il 128esimo della catena) lavorano 106 persone.

TECNOLOGIA ALLA BARRIERA CASSE
Come da tradizione in Esselunga, la barriera casse comprende quelle veloci dedicate al self-payment e al self check-out e il servizio “Presto Spesa”, disponibile anche su app. I nuovi clienti hanno la possibilità di aderire al programma Fìdaty richiedendo direttamente in negozio, tramite un QR code, la card gratuita e subito attiva. L’Esselunga di Bolzano è aperta dal lunedì al sabato dalle 8 alle 21, la domenica dalle 8.30 alle 20.
Complessivamente la rete Esselunga conta oltre 190 negozi tra superstore, supermarket e il nuovo format laEsse, per un totale di oltre 28.000 dipendenti, compresi quelli che operano nei centri produttivi e di lavorazione che servono tutti i negozi della catena. Il gruppo ha un fatturato pari a 9,4 miliardi di euro e dichiara oltre 5,5 milioni di clienti fidelizzati.

LA STORIA DEL PROGETTO
Il quartiere in cui sorge il WaltherPark ha una storia lunga. Delimitato da via Garibaldi, via Alto Adige e viale Stazione fu gravemente danneggiato durante la Seconda guerra mondiale e in gran parte ricostruito fra gli anni Cinquanta e Settanta. Più recentemente, il patrimonio edilizio si trovava in condizioni tali da richiedere importanti interventi di risanamento. L’idea del progetto nasce nel 2008 e, successivamente, nel 2014 viene pubblicato il bando per la riqualificazione. Nel 2016 il Piano per la nascita di Waltherpark è oggetto di referendum popolare, che raggiunge il 64,39% dei consensi. Nel 2019 c’è l’avvio del cantiere, con i primi lavori di demolizione.
La struttura centrale, in cui sorge la galleria commerciale, rappresenta il basamento su cui si innalzano 9 corpi edilizi di diversa altezza – non superiore ai 30 metri – con molteplici destinazioni d’uso, pensati per offrire un mix di funzioni e servizi volto a migliorare la qualità della vita, la resilienza del progetto (anche dal punto di vista economico) e la vitalità del nuovo quartiere, che comprende anche 110 appartamenti collocati in 6 edifici, mentre tre edifici sono ad uso direzionale, con una superficie complessiva di 11.000 mq. All’interno del “Tower” in Via Garibaldi, al terzo piano, si trovano spazi occupati dalla Provincia Autonoma di Bolzano, che ospiteranno circa 150 persone di diversi dipartimenti.

Magazzini Gabrielli apre un punto vendita Tigre nella Città del Vaticano

Tecnicamente si tratta di un’apertura all’estero quella fatta da Tigre, insegna del Gruppo Gabrielli, a metà di questo mese di ottobre. Il punto vendita in questione ha una storia lunghissima, perché lo Spaccio Annona – collocato all’interno della Città del Vaticano – già negli anni Trenta distribuiva derrate alimentari. Poi lo scenario cambiò e quello spaccio si trasformò in un vero supermercato, segnando l’inizio anche in Vaticano di un modo diverso di fare la spesa. Ora, per la prima volta dopo 80 anni, l’Annona è gestito da un’azienda privata, la Magazzini Gabrielli, con sede ad Ascoli Piceno e punti vendita in Marche, Abruzzo, Molise, Umbria e Lazio.
Il Tigre Annona è aperto dal lunedì al sabato dalle 7 alle 19.30, con un orario più esteso rispetto al passato. La struttura occupa una superficie totale di 1.321 metri quadrati, di cui 875 destinati alla vendita, con 34 addetti, 6 casse e 30 posti auto riservati. Il punto vendita, completamente ristrutturato, propone circa 11.000 prodotti – con una particolare attenzione a regionalismi, soprattutto nei reparti gastronomia, forno ed ortofrutta – e applica la politica commerciale di “prezzi convenienti tutti i giorni”.

I REPARTI E L’OFFERTA DI SERVIZI
Il negozio ha tutti i reparti tipici di un moderno supermercato e riguardo ai freschissimi, oltre l’ortofrutta, ci sono i banchi serviti della carne, del pane, della gastronomia e della cucina. La macelleria offre molti prodotti pronti da cuocere e nel reparto pane vengono servite pizze sfornate al momento. L’offerta comprende inoltre prodotti ittici in modalità take-away. L’azienda definisce ampio e profondo l’assortimento di vini e bibite, anche con la presenza di frigoriferi dedicati.
Da segnalare la piccola area ristoro all’ingresso per la consumazione in loco dei piatti pronti. Per tutti i reparti freschi è attivo il servizio di prenotazione. In aggiunta il cliente può fare la spesa e passare a ritirarla quando vuole nell’arco della giornata. A breve, sarà attivato il Click&Collect, che permetterà di ordinare la spesa online e di ritirarla in negozio. Sono invece da subito operative le agevolazioni previste per le famiglie numerose, per gli over settanta e il “Cico Club” dedicato ai neogenitori: per tutte queste categorie è previsto lo sconto del 10%.

TELEGESTIONE PER CONTENERE I CONSUMI
Per quanto riguarda gli accorgimenti green, la struttura è dotata di telegestione per il monitoraggio costante dei frigoriferi e degli impianti di raffreddamento; l’illuminazione interna ed esterna è a led con controllo intelligente e adattivo, in linea con la certificazione ISO 50001 ottenuta da Magazzini Gabrielli proprio nel 2025.
Il negozio dispone inoltre di un compattatore per il riciclo delle bottiglie in Pet, con rilascio di buoni acquisto, e di cestini in plastica riciclata. Dal punto di vista della tecnologia sono state introdotte molte innovazioni, tra queste le etichette elettroniche e il sistema di sollevamento dei cestini in cassa.

FOCUS SULLA CAPITALE
Siamo felici ed onorati di aver intrapreso questa collaborazione con la Città del Vaticano – dichiara Laura Gabrielli, Presidente di Magazzini Gabrielli –. Per la prima volta nella storia, infatti, il Governatorato ha deciso di affidare ad un privato la gestione dell’Annona. È stato motivo di grande soddisfazione per la nostra azienda siglare il 4 luglio l’accordo per la concessione di questo negozio. Abbiamo lavorato assiduamente durante il periodo estivo per poterci esprimere al meglio. Il negozio è stato completamente ristrutturato. Quello che contraddistingue la Magazzini Gabrielli è una storia che da oltre 130 parla di valori. Il marchio Tigre è nato poco meno di 50 anni fa ad Ascoli Piceno: era il ‘78 quando mio padre e i suoi fratelli decisero di aprire il primo supermercato. Si trattava della naturale evoluzione del reparto alimentari all’interno dei grandi magazzini a prezzo unico. Oggi tra gestione diretta e franchising, con le tre insegne Oasi Tigre e Tigre Amico, siamo un gruppo con una numerica importante di negozi, e ci riempie di orgoglio poter annoverare tra questi il Tigre Annona. La nostra presenza nel territorio in cui operiamo è sempre più radicata. Negli ultimi anni, oltre a rafforzarci in Marche, Abruzzo, Molise e Umbria con aperture e rinnovi, abbiamo accelerato lo sviluppo nel Lazio ed in particolare nella Capitale. Siamo cresciuti nei numeri e nella visibilità in maniera sana e sostenibile e sul mercato godiamo di ottima reputazione. Ora con questa eccezionale apertura del Tigre Annona stiamo per compiere una nuova sfida”.

I 100 brand di maggior valore al mondo

Il podio resta immutato, ma di novità in classifica ce ne sono tante. Interbrand ha reso nota la sua annuale classifica Best Global Brands, che conferma in vetta Apple (470,9 miliardi di dollari), seguita da Microsoft (388,5 miliardi) e Amazon (319,9 miliardi). A completare la top 10 sono Google, Samsung, Toyota, Coca-Cola, Instagram, McDonald’s e Mercedes-Benz.
Ma cosa è accaduto nell’ultimo anno? La sintesi proposta da Interbrand è che i brand leader hanno saputo reagire con rapidità alle sfide del mercato e ai cambiamenti delle dinamiche competitive, puntando a rafforzare la propria crescita. Il valore complessivo dei 100 brand globali in classifica è di 3.600 miliardi di dollari, con un incremento del 4,4% rispetto al 2024.
Altro aspetto interessante è il forte dinamismo, con 12 nuovi ingressi – un record mai registrato nelle precedenti edizioni – e crescite rilevanti. “L’espansione dei servizi digitali e l’ascesa dell’intelligenza artificiale stanno accelerando come mai prima d’ora l’affermazione di nuovi leader di mercato – afferma Gonzalo Brujó, Global Ceo di Interbrand –. L’innovazione dirompente si conferma così una delle forze chiave che ridefiniscono i brand globali. In questo scenario a emergere sono quei brand capaci di innovare trasversalmente tra i settori, esplorare nuove arene competitive, costruire rilevanza e investire in strategie di branding a lungo termine. Al contrario, chi si affida soltanto alla forza della propria legacy si trova ad affrontare sfide sempre più complesse per mantenere un trend di crescita”.

L’INNOVAZIONE FA SEMPRE LA DIFFERENZA
Tra i brand che sanno cavalcare l’onda dell’innovazione ci sono quelli il cui valore è in rapida ascesa all’interno della classifica: Nvidia (#15, +116%), Netflix (#28, +42%), YouTube (#13, +61%), Uber (#64, +38%), Nintendo (#53, +35%) e Instagram (#8, +27%). Come pure BlackRock (#31), Booking.com (#32), Qualcomm (#39), GEAerospace (#44), Uniqlo (#47), Schneider Electric (#65), Monster (#70), Nasdaq (#85), Byd (#90) e Shopify (#99), che hanno fatto il loro ingresso nella Best Global Brands 2025, segnando il numero di debutti più alto di sempre.

CRESCITA RECORD PER I MEDIA
Digital media e piattaforme di entertainment hanno registrato alcuni dei maggiori incrementi in termini di valore del brand dal 2024 al 2025. Instagram è cresciuta del 27% entrando così nella Top 10 per la prima volta. YouTube ha segnato un aumento del 61%, salendo alla 13esima posizione, avendo ampliato il ruolo degli influencer nella generazione di domanda per i prodotti sponsorizzati e le fonti di guadagno dei creator.
Netflix, con un incremento del 42%, ha scalato 10 posizioni, guadagnandosi il 28° posto, risultato raggiunto con l’espansione nel gaming, nello sport e con gli eventi live realizzati. La forza dell’entertainment si riflette anche nei risultati conseguiti da Amazon, grazie a Prime Video, che conferma la sua posizione sul terzo gradino del podio, e la consolidata presenza di Disney, con il suo ampio portafoglio che include le piattaforme, che resta nella top 20.

I CAMPIONI DEL LARGO CONSUMO
Per quanto riguarda il largo consumo, i brand a maggior valore economico sono nell’ordine: L’Oréal Paris (#59), Pampers (#60), Colgate (#76), Gillette (#78), Nestlé (#79) e Danone (#91). Scorrendo la classifica si ritrovano anche una serie di brand beverage come Coca-Cola (#7), Pepsi (#38), Nescafé (#63), Nespresso (#98) e la new entry Monster (#70). Budweiser (#66) e Corona (#80) tengono alta la bandiera del beverage alcolico.
Il retail è rappresentato da nomi come Ikea (#35), Zara (#41), eBay (#61), H&M (#68), Sephora (#93) e Pandora (#95), ma mentre la maggior parte dei retailer ha faticato (Ikea -9%, H&M -13%), Uniqlo è entrato nella classifica posizionandosi al 47° posto con un valore di 17,7 miliardi di dollari, per effetto – secondo Interbrand – dell’espansione internazionale e della coerenza del brand.

AUTO: SCIVOLONE PER TESLA
Dal canto suo, il mondo delle auto sta affrontando il complesso passaggio ai veicoli elettrici, dimostrando la resilienza dei brand di fronte a dinamiche di mercato difficili. Tra i marchi automotive a maggior valore, la ricerca segnala Toyota, che con una crescita del 2% mantiene la sesta posizione, Mercedes (#10) e Bmw (#14) che continuano a presidiare la Top 20, nonostante una riduzione del valore del brand rispettivamente del 15% e del 10%.
Flessione a due cifre per Tesla: il valore del brand è calato del 35% a causa della maggiore concorrenza nel segmento dei veicoli elettronici. Ed ecco che Byd entra per la prima volta in classifica posizionandosi sul 90esimo gradino.
Ferrari conferma il trend di forte crescita con +17%, rafforzando il suo posizionamento come brand di lusso a pieno titolo, acquisendo credibilità nell’ambito del fashion e mantenendo intatta la desiderabilità di tutto ciò che è Ferrari. “Byd è il più grande disruptor nel mercato automotive dalla comparsa di Tesla – dichiara Manfredi Ricca, Global Chief Strategy Officer di Interbrand –. Il prodotto, di livello mondiale, ha registrato significativi progressi nel mercato europeo, ampliando la sua presenza a partire dalla base asiatica. Tuttavia, Byd deve prestare attenzione: senza investimenti per rafforzare la narrativa del brand, questa crescita non sarà sostenibile”.

IL SETTORE DEL LUSSO FRENA
Interbrand sottolinea che il lusso nel suo complesso ha faticato. In questo contesto, Prada (#86) ha segnato un aumento dell’8%. Hermès (#21), il brand del lusso in più rapida crescita, ha registrato un aumento del 18% in termini di valore e un incremento di una posizione. Louis Vuitton (#12) ha perso il 5% di valore, Gucci (#69) esce dalla top 50. Chanel (#24, -8%) ha mantenuto la sua posizione nella top 25.
Per quanto riguarda in particolare il soft luxury, l’aumento dei prezzi protrattosi oltre il periodo post pandemico, unito alla mancanza di veri e propri successi creativi, ha allontanato diverse fasce di clienti, frenando l’intero settore.

RISULTATO STORICO PER NVIDIA
Tra le case history di maggior interesse segnalate da Interbrand c’è sicuramente Nvidia, che ha registrato il più grande aumento di valore del brand nella storia di Best Global Brands, crescendo del 116% fino a raggiungere 43,2 miliardi di dollari (#15). “Il marketing di prodotto eccezionale di Nvidia e il completo dominio del suo ecosistema hanno alimentato la sua ascesa fulminea – sostiene Greg Silverman, Global Director of Brand Economics di Interbrand –. Tuttavia, in un contesto così dinamico, l’emergere di un nuovo disruptor potrebbe compromettere la posizione di questo brand; per mantenere una crescita sostenibile è infatti indispensabile investire nello storytelling a lungo termine. La dimensione da sola non definisce una vera strategia di brand”.

COSA FANNO BENE I MIGLIORI
Secondo gli autori della classifica, i brand vincitori di quest’anno hanno saputo trasformare i profondi cambiamenti del mercato in opportunità concrete. New entry come Booking.com (#32), Uniqlo (#47), Monster (#70) e Shopify (#99) si concentrano su bisogni specifici dei loro clienti, eccellendo in ciò che fanno. Continuare a investire nel brand sarà cruciale per sostenere la crescita e restare competitivi. L’ingresso di Shopify (#99) testimonia l’ascesa inarrestabile dell’imprenditoria digitale e la crescente democratizzazione del commercio per le piccole imprese a livello globale. “I brand vincenti del 2025 sono quelli che vedono la disruption come un’opportunità – conclude Silverman –. Che si tratti di Instagram che cresce nell’e-commerce, Netflix che entra nell’intrattenimento live o Ferrari che esplora moda e hospitality, tutti sfruttano il brand per generare nuove fonti di ricavo”.

I CRITERI DELLA CLASSIFICA
A margine, ricordiamo che la metodologia di Brand Valuation di Interbrand prende in considerazione tre fattori: la performance finanziaria dei prodotti o servizi contraddistinti dal brand, il ruolo svolto dal brand nel processo d’acquisto (Role of Brand) e la forza competitiva del brand, di conseguenza la sua capacità di creare fidelizzazione e di sostenere domanda e margini nel lungo periodo (Brand Strength).
Per essere inclusi nella classifica i brand devono soddisfare i seguenti criteri: devono essere sufficientemente disponibili dati pubblici relativi alle performance finanziaria del brand; una significativa porzione dei ricavi deve provenire da Paesi al di fuori di quello di origine; il brand deve avere una presenza globale e una penetrazione nei mercati emergenti; deve esserci l’aspettativa di un profitto economico positivo nel lungo termine, generando un ritorno superiore al costo del capitale; il brand deve avere un profilo pubblico e un livello di notorietà sufficiente nelle principali economie mondiali; il punteggio di “Brand Strength Score” deve essere pari o superiore a 50. Tali requisiti – precisa Interbrand – giustificano l’esclusione di alcuni nomi noti che ci si potrebbe aspettare di trovare in classifica.

Sugar e Plastic tax, Governo intenzionato al rinvio

Si profila un rinvio a gennaio 2027 per Sugar e Plastic tax. La notizia è arrivata a valle del Consiglio dei Ministri, durante il quale è stato presentato il Documento Programmatico di Bilancio.
L’annuncio è stato accolto con soddisfazione da Assobibe, l’associazione di Confindustria che rappresenta le imprese che producono e vendono bevande analcoliche in Italia: “Siamo grati al Governo che si è impegnato nel posticipo di un anno di Sugar tax e Plastic tax, una doppia tassazione che colpiva in stereo il comparto delle bevande analcoliche – sottolinea Giangiacomo Pierini, Presidente di Assobibe –. Questo risultato è frutto di un ascolto attento delle esigenze di un settore che contribuisce alla crescita del Paese e alla valorizzazione del Made in Italy. Questo ulteriore tempo guadagnato permettere un dialogo che auspichiamo ci porti, in 12 mesi, alla definitiva cancellazione di imposte che ormai ogni governo ha posticipato e, per la Sugar tax in particolare, riconoscendone l’inefficacia dal punto di vista della salute oltre all’inutilità sotto l’aspetto economico”.

Valfrutta, più piatti pronti con i Passati di Verdure al Vapore

Valfrutta amplia la propria offerta di piatti pronti con il lancio dei nuovi Passati di Verdure al Vapore, disponibili nel formato 500 g in confezione di cartone. Due le referenze presentate dal marchio di Conserve Italia: Leggero senza Legumi, che si contraddistingue proprio per la leggerezza, e 12 Verdure con Piselli e Ceci, ricco di fibre e proteine vegetali.
Il mercato dei piatti pronti a base vegetale è in continua espansione: in Italia vale 160 milioni di euro (+5,5%) e 17,2 milioni di kg (+3,5%). All’interno di questo segmento, creme, vellutate e passati rappresentano la quota più rilevante sia a volume (35,9%) sia a valore (36,7%), confermandosi come una delle soluzioni più apprezzate dai consumatori (fonte: Circana totale Italia Iper+super+LSP – ultimi 12 mesi). Un contesto nel quale Valfrutta vanta una crescita superiore alla media e buone rotazioni, mirando a portare innovazione in uno scaffale spesso percepito come frammentato.

L’OBIETTIVO È ESSERE PERCEPITI COME “FATTI IN CASA”
In linea con i principali trend alimentari, che vedono sempre più persone scegliere cibi e prodotti con ingredienti naturali e di qualità, i nuovi Passati di Verdure al Vapore Valfrutta si candidano ad essere una soluzione pratica e nutriente grazie a due ricette bilanciate, prive di olio e di conservanti, realizzate solo con verdure cotte al vapore. Secondo l’azienda, la consistenza liscia e il gusto naturale faranno percepire le due referenze come “fatte in casa” anche al palato dei consumatori più esigenti.
Più nel dettaglio, Leggero senza Legumi è una ricetta pensata per chi desidera un piatto leggero (49 kcal per singola porzione), preparato con verdure selezionate e senza legumi, mentre 12 Verdure con piselli e ceci punta su varietà e completezza nutrizionale.
I nuovi Passati di Verdure al Vapore Valfrutta sono proposti nel formato da 500 grammi, che si traduce in due porzioni abbondanti o tre più leggere, riducendo gli sprechi. Il pack in cartone richiama i colori e la naturalità della linea “al Vapore” e risponde ai criteri di sostenibilità ambientale, essendo riciclabile.

NOVITÀ CHE COMPLETANO LA GAMMA
Con questo lancio, Valfrutta completa la sua gamma di piatti pronti, che comprende: Tutto in un piatto (3 referenze), I Pronti al Vapore (5 referenze), le Vellutate al Vapore (2 referenze) e le Zuppe al Vapore (2 referenze). Conserve Italia sottolinea di essere stata apripista nel processo di cottura al vapore, che preserva la qualità organolettica delle materie prime e mantiene intatte le proprietà nutrizionali. Entrambe le nuove referenze hanno un termine minimo di conservazione di 24 mesi e un prezzo al pubblico di 1,69 euro.

Madama Oliva presenta il primo bilancio di sostenibilità

Primo bilancio di sostenibilità per Madama Oliva, produttore di olive da tavola fresche con oltre 400 referenze, 20 linee produttive e circa 23 milioni di confezioni che ogni anno raggiungono 45 paesi di destinazione. Il documento è stato redatto in conformità alle logiche e ai contenuti proposti dai GRI Universal Standards 2021, nonché ai più recenti riferimenti normativi quali ESRS e VSME, attualmente in fase di pubblicazione.
Madama Oliva continua a coltivare il proprio impegno verso l’ambiente, le persone e il territorio – commenta Sabrina Mancini, Direttrice Marketing di Madama Oliva –. Nel Bilancio di Sostenibilità 2024 raccontiamo i risultati raggiunti e gli obiettivi futuri, guidati dal nostro green claim ‘Nourishing the Future’, che esprime la volontà di nutrire il futuro, appunto, con scelte consapevoli e responsabili”.
In un’ottica di trasparenza Madama Oliva ha adottato il B-Impact Assessment (BIA), strumento riconosciuto a livello internazionale, sviluppato da B Lab, organizzazione non profit impegnata a generare valore per le imprese e impatti positivi su persone e ambiente, andando oltre la visione centrata esclusivamente sugli stakeholder finanziari. In questo contesto si inserisce anche l’adozione del “Codice Etico e di Condotta”, ovvero la dichiarazione dei princìpi che ispirano la cultura aziendale, un punto di riferimento costante per tutti coloro che collaborano con Madama Oliva, sia all’interno dell’organizzazione, sia nel rapporto con il mondo esterno.

GLI OBIETTIVI 2025 SULLA PERFORMANCE AMBIENTALE E SOCIALE
Per l’anno in corso, Madama Oliva si impegna a raggiungere il 100% di packaging sostenibile entro il 31 dicembre, attraverso il lancio di nuovi formati in RPP per due nuove linee di prodotto: Lupamì e Fruttino. È inoltre prevista l’installazione di un nuovo impianto fotovoltaico (foto a destra), con una produzione annua stimata di oltre 2.5 kWh, pari a un +28% rispetto al 2024.
Per migliorare l’impatto ambientale complessivo, l’azienda ha inoltre definito i seguenti obiettivi operativi: riduzione del rapporto acqua/prodotto finito e ulteriore riduzione del consumo di carta, che vanno di pari passo con la politica di riduzione dei rifiuti urbani non differenziati. Sul fronte sociale, l’impegno dell’azienda per il 2025 è quello di incrementare i fondi a sostegno delle iniziative con le associazioni non profit del territorio, mantenendo al tempo stesso il numero di associazioni già coinvolte.

PARITÀ DI GENERE COME LEVA PER LO SVILUPPO
L’azienda, diventata Società Benefit a inizio di quest’anno, ha registrato nel 2024 un fatturato in aumento del 14% attestandosi a quota 53,3 milioni di euro. L’adozione dello status di Società Benefit ha integrato anche formalmente gli obiettivi di impatto sociale e ambientale nello statuto di Madama Oliva, con l’ulteriore consolidamento dell’impegno verso un futuro più sostenibile, equo e orientato al bene comune. Tra i cardini della politica aziendale ci saranno la creazione di valore per la società e l’ambiente, oltre che per clienti, collaboratori e partner, il monitoraggio e la rendicontazione dei risultati ottenuti attraverso la pubblicazione di una relazione periodica d’impatto sociale e ambientale.
Ai cambiamenti in atto si è aggiunta, infine, l’ottenimento della certificazione UNI/PdR 125:2022 riguardante la politica aziendale per la parità di genere con cui Madama Oliva intensifica il proprio impegno rispetto alla valorizzazione delle diversità e all’empowerment femminile. Tale politica è rivolta a tutto il personale e i princìpi fondamentali alla sua base sono l’imparzialità e l’inclusività, la correttezza e la trasparenza; la valorizzazione delle risorse umane; la tutela della persona, della genitorialità e il contrasto ad ogni forma di violenza e discriminazione.

Le banane Honeyglow invadono la metro di Madrid

È stata la metropolitana di Madrid il teatro dell’iniziativa realizzata da Fresh Del Monte per celebrare il lancio delle banane Honeyglow in Europa. L’attivazione è stata condotta in occasione della fiera Fruit Attraction per coinvolgere i consumatori in modo diretto e memorabile, trasformando una delle linee più frequentate della capitale spagnola in un viaggio sensoriale dedicato al gusto e alla qualità.
Le installazioni visive si sono ispirate ai colori cardine della banana Honeyglow, oro e nero, con l’emblematico riferimento alla dolcezza tramite l’utilizzo del miele. Il percorso di risalita della metro è servito per creare un gioco ad effetto, costruendo la banana Honeyglow lungo tutta la scala. L’impatto visivo ha catturato l’attenzione dei passanti, generando curiosità e interazione spontanea.

ESPERIENZA IMMERSIVA IN UN CONTESTO URBANO
Coltivate esclusivamente nei terreni vulcanici dell’Ecuador, le banane Del Monte Honeyglow sono selezionate a mano per garantire dolcezza e sapore ottimali. Disponibili in quantità limitate già a partire dalla fine di aprile, sono attualmente distribuite in insegne della Gdo, fruttivendoli e mercati all’ingrosso nei principali Paesi europei.
Abbiamo voluto creare un’esperienza urbana che riflettesse il carattere distintivo delle banane Honeyglow: eleganza, intensità e qualità superiore – dichiara Thierry Montange, Senior Marketing Director, Fresh Del Monte Europe Africa –. Madrid, con la sua energia e il contesto di Fruit Attraction, è stata la cornice perfetta per questa attivazione”.
Fresh Del Monte Produce Inc. è uno dei principali produttori, venditori e distributori verticalmente integrati di frutta e verdura fresca e tagliata di alta qualità a livello mondiale, nonché uno dei principali produttori e distributori di alimenti preparati in Europa, Africa e Medio Oriente. I suoi prodotti sono commercializzati in tutto il mondo con i marchi Del Monte (su licenza da Del Monte Foods, Inc.), Mann e altri brand correlati, ma l’azienda non è affiliata con alcune altre società Del Monte nel mondo, tra cui Del Monte Foods, Inc. (filiale statunitense di Del Monte Pacific Limited), Del Monte Canada o Del Monte Asia Pte. Ltd.

Ferrero innova (sul sicuro) nel frozen bakery con Nutella Crêpe

Il suo obiettivo è ambizioso: presidiare più momenti di consumo – dalla colazione alla merenda, all’after lunch & dinner – e colpire un target trasversale, con focus sui giovani adulti. Però, quando si appartiene a un marchio che ha fatto la storia del largo consumo a livello internazionale, essere ambiziosi è la normalità. Nutella Crêpe è uno dei prodotti in rampa di lancio in casa Ferrero e dalla sua ha un vantaggio non da poco: il connubio tra la crêpe e la crema spalmabile più famosa al mondo è già ampiamente affermato nei desideri dei consumatori, tanto che la ricetta occupa il terzo posto tra quelle più richieste nel canale fuori casa. Una popolarità dimostrata anche dall’essere un top hashtag su TikTok.

LE MODALITÀ DI PREPARAZIONE
Al fine di esaltare il ripieno di Nutella, che rappresenta il 34% del prodotto, e l’aroma di burro tostato, Nutella Crêpe si caratterizza per essere una crêpe supersottile. Più che di un prodotto pronto da consumare, Ferrero lo definisce un prodotto pronto da scaldare: può essere preparato in una padella antiaderente in soli 2-3 minuti, nel forno a microonde in 30 secondi o nella friggitrice ad aria in 3-5 minuti.

UN POWER BRAND GLOBALE
Ferrero sottolinea che negli ultimi dieci anni Nutella ha confermato il proprio spirito di innovazione, evolvendosi da Love brand a Power brand globale: dapprima Nutella & Go!, poi Nutella B-Ready, che offre l’opportunità di consumare pane e Nutella on the go, passando per Nutella Biscuits, il cui lancio è riconosciuto come il più importante della storia largo consumo, fino agli ultimi nati, Nutella Muffin, Nutella Croissant e Nutella Donut nel frozen e fresh bakery.
L’elenco continua con il gelato Nutella Ice Cream e con la Plante-Based, la versione con ingredienti di origine vegetale. Tale percorso ha dimostrato la capacità di Nutella di trasformarsi e di rispondere ai nuovi trend di consumo, talvolta anticipandoli.

L’IMPATTO SUL MERCATO DEI DOLCI SURGELATI
L’azienda di Alba ricorda che nel segmento del frozen bakery i lanci del Croissant e del Muffin hanno contribuito a ridefinire i confini del segmento di mercato dei surgelati dolci dedicati alla prima colazione, che oggi vale oltre 37 milioni di euro. Un impatto confermato da un dato: nel 2024 i soli Nutella Croissant e Nutella Muffin hanno quasi raddoppiato il mercato dei prodotti dolci surgelati.

Shopping, da ottobre a dicembre 227 euro di spesa media

Con l’avvicinarsi dei mesi più intensi per lo shopping, la piattaforma tecnologico finanziaria Adyen presenta una nuova indagine, condotta in collaborazione con OnePoll, che esplora come, quanto e in quali momenti gli italiani si preparano a spendere nel periodo ottobre-dicembre, con un focus sulle preferenze e le aspettative in materia di pagamenti.
In particolare, la ricerca evidenzia come la peak season dello shopping in Italia non sia limitata ai soli Black Friday e Cyber Monday, ma registri un picco degli acquisti a inizio dicembre e a ridosso delle festività. Per una vasta gamma di articoli e occasioni, dai prodotti alle esperienze, passando per cene, viaggi e regali, la spesa media prevista è di 227 euro. Tendenze interessanti sono emerse, inoltre, in relazione alle modalità e all’esperienza stessa di acquisto.

I METODI DI PAGAMENTO PREFERITI
L’indagine di Adyen rivela che un italiano su tre prevede di suddividere in modo equilibrato i propri acquisti tra online e negozio fisico durante la peak season, evidenziando l’importanza di offrire pagamenti performanti e senza frizioni su tutti i fronti.
Allo stesso modo, le preferenze in materia di pagamento si mantengono pressoché identiche tra online e negozio fisico, prediligendo le stesse soluzioni digitali su entrambi i canali. La carta di credito/debito rappresenta il metodo di pagamento che gli italiani pensano di utilizzare di più sia online che in store, rispettivamente con il 60% e il 59% delle preferenze. Significative anche le app di pagamento, al secondo posto tra le opzioni digitali, scelte dal 37% per l’online e dal 24% per gli acquisti in store. Da segnalare, infine, il ruolo dei digital wallet, indicati dal 15% nel primo caso e dal 13% (via mobile o smartwatch) nel secondo.

LA VARIETÀ DI OPZIONI È INDISPENSABILE
Fondamentale è, quindi, offrire ai clienti un’ampia varietà di opzioni e un processo fluido, come dimostra il fatto che quasi la metà degli intervistati (48%) sarebbe propensa ad abbandonare l’acquisto se non potesse utilizzare il metodo di pagamento desiderato.
Tra gli aspetti più importanti per chi fa shopping online, il 36% indica infatti la possibilità di scegliere tra più metodi di pagamento, il 27% la possibilità di completare la transazione in pochi clic e il 25% l’assenza di reindirizzamenti verso siti esterni per finalizzare il checkout.
Infine, un focus ulteriore dell’indagine ha riguardato la sicurezza nei pagamenti digitali, percepita positivamente dalla maggior parte degli italiani: ben l’82% dichiara infatti di sentirsi sicuro nell’effettuare acquisti con questa modalità durante la peak season, aspettandosi quindi standard elevati e soluzioni affidabili da parte dei merchant.

GESTIONE FACILE DEI RESI
Durante la peak season, anche la possibilità di cambiare idea sugli acquisti è un’esigenza diffusa tra i consumatori italiani: il 42% indica la facilità nei resi come l’aspetto più importante quando acquista in un negozio fisico. Un dato che racconta non solo la necessità di gestire con semplicità il “change of mind” tipico dello shopping nel periodo natalizio, ma anche l’importanza di offrire un’esperienza post-vendita ottimale, garantendo flessibilità, come la possibilità di restituire gli articoli anche in punti vendita diversi della stessa insegna. Dal punto di vista generazionale, la richiesta di resi facili cresce con l’età: si passa dal 27% tra i 18-24 anni al 47% per gli over 65.
Accanto ai resi, anche i programmi fedeltà devono evolvere, come dimostra il fatto che il 27% degli italiani considera importante accumulare punti automaticamente senza dover usare una carta fedeltà per gli acquisti in store, percentuale che sale al 39% tra i 25-34enni. Ciò evidenzia come i clienti desiderino sempre di più essere riconosciuti e premiati in modo diretto e immediato. Una possibilità garantita da soluzioni digitali e integrate che consentono di offrire vantaggi personalizzati anche sulla base dello storico degli acquisti.

IL CHECKOUT DIVENTA SOLIDALE
In vista di questo periodo di shopping intenso e di bilanci di fine anno, cresce però l’attenzione verso il valore sociale che può assumere anche un gesto semplice come il pagamento. Secondo l’indagine, il 62% degli italiani si dichiara interessato a effettuare una donazione direttamente al checkout, senza interrompere il processo d’acquisto, con il maggiore interesse riscontrato tra le fasce più giovani, come mostrano picchi del 68% tra i 18-24 anni e del 69% tra i 25-34 anni. Un dato che sottolinea come anche questa fase possa trasformarsi in un’occasione concreta per i merchant di coinvolgere i clienti in iniziative solidali e rafforzare il legame con il brand.
I dati raccolti raccontano, quindi, una stagione degli acquisti che sembra essere fatta non solo di offerte e regal – dichiara Gabriele Bellezze, Country Manager Adyen Italia – ma di scelte consapevoli e nuove aspettative: pagare diventa esperienza, relazione e anche occasione di responsabilità sociale. In questo scenario, il checkout evolve e si arricchisce di nuove funzioni, segnando una trasformazione concreta nel modo in cui i merchant si possono relazionare con i consumatori italiani”.

LA METODOLOGIA DELLA RICERCA
La survey è stata condotta da OnePoll per Adyen dal 11 al 15 settembre 2025 su un campione di 1000 italiani adulti, di età superiore ai 18 anni e selezionati in modo casuale e stratificato per età, genere e area geografica. I dati relativi alla spesa, ai canali e ai metodi di pagamento si riferiscono agli intervistati che hanno dichiarato di avere intenzione di effettuare acquisti nel periodo ottobre-dicembre.

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