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Despar Italia supera i 4,6 miliardi di fatturato e rilancia sugli investimenti

Despar Italia archivia il 2025 come settimo operatore della distribuzione italiana per dimensione, ma scalare una posizione sembra essere un obiettivo alla portata. Nell’aggiornamento di febbraio 2026, a fonte Nielsen Gnlc, la società consortile è salita infatti sul sesto gradino della classifica. E finalizzati a confermare la crescita sono gli investimenti previsti dalle sei società consorziate (Despar Nord Ovest – Gruppo 3A; Despar Nord – Aspiag Service; Despar Centro Sud – Maiora; Despar Sardegna – SCS; Despar Sicilia – Ergon; Despar Messina – Fiorino) pari a 55,4 milioni di euro per il 2026 e destinati all’espansione e al riammodernamento della rete commerciale. In programma ci sono 36 aperture e 45 ristrutturazioni.
Il saldo del 2025 si è attestato, invece, a 102 nuove aperture e 30 restyling di negozi diretti e affiliati, portando a un totale di 1.382 punti vendita (422 diretti e 960 affiliati) per una superficie complessiva di vendita pari a 810.968 metri quadri.

I PUNTI VENDITA DIRETTI INCIDONO PER IL 65% DEI RICAVI
L’esercizio 2025 si è chiuso con un fatturato al pubblico di 4,64 miliardi di euro, in crescita del 3,3% rispetto all’anno precedente. Il 65% dei ricavi arriva dai punti vendita diretti, il 35% dalla rete affiliata.
Entrando nel dettaglio dei format, il 34% è attribuibile ai punti vendita Despar, il supermercato di prossimità con superfici fino a 800 metri quadri; il 39% deriva invece dagli Eurospar, supermercati di media dimensione compresi tra 800 e 2.000 metri quadri, mentre il 27% è stato generato dagli Interspar, punti vendita di grande superficie oltre i 2.000 metri quadri. Il format Despar si distingue per la dinamica di crescita più significativa, con un incremento del 4,3% nel corso del 2025, a conferma di come la prossimità rappresenti un punto distintivo dell’insegna.

NEL NETWORK SONO ENTRATI 76 IMPRENDITORI
Ancora in tema di format, tutti hanno conosciuto nuove aperture negli scorsi 12 mesi. Ad essere inaugurati sono stati, infatti, 46 Despar Express (punti vendita compatti per la spesa quotidiana in contesti urbani, turistici o nei piccoli comuni), 49 Despar, 5 Eurospar, 2 Interspar. L’espansione ha coinvolto anche tutti i territori presidiati, con particolare vivacità nell’area del Nord Ovest e nel Centro Sud.
Una spinta trainante allo sviluppo del network è stata data dai negozi in affiliazione: oggi sono 750 gli imprenditori affiliati al marchio dell’Abete con 960 punti vendita in gestione sul territorio nazionale che nel 2025 hanno generato un fatturato al pubblico di 1,6 miliardi di euro. Nel 2025 la rete affiliata si è allargata con l’apertura di 94 nuovi negozi e la ristrutturazione di altri 20. Un risultato reso possibile sia dal rafforzamento di partnership consolidate, sia dall’ingresso di 76 nuovi imprenditori.

MDD, L’INSEGNA NELLA TOP 5 ITALIANA PER QUOTA DI MERCATO
Despar Italia sottolinea di aver consolidato nel 2025 il proprio posizionamento nella marca del distributore, raggiungendo una quota di mercato pari al 24,3% sul totale delle vendite grocery, in crescita di 0,4 punti percentuali rispetto al 2024 e superiore alla media del mercato Mdd in Italia, attestata al 23,1% (fonte NielsenIQ, I+S dicembre 2025). Un risultato che colloca l’insegna tra le prime cinque realtà in Italia per quota di mercato nella private label.
Le vendite dei prodotti a marchio Despar hanno superato 1,1 miliardi di euro, registrando un incremento a valore del 4,6%. Performance positive anche sul fronte dei volumi: le vendite a confezione hanno raggiunto una quota del 27,4% a fine 2025, in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (fonte: NielsenIQ, I+S+LS).
Questi risultati confermano il ruolo sempre più strategico del prodotto a marchio come leva di fidelizzazione della clientela: la penetrazione della Mdd Despar sul totale acquirenti è pari all’83,2%. La percentuale aumenta fino al 90,6% considerando i clienti che hanno fatto la spesa almeno quattro volte nell’anno nei supermercati dell’insegna (fonte: Panel Consumer Nielsen IQ, 2025).

CON LA LINEA S-BUDGET COMPLETATA L’OFFERTA A MARCHIO
La novità dell’anno è stata l’estensione della linea convenienza S-Budget a tutta la rete vendita Despar sul territorio nazionale. Oltre alle aree gestite dal socio Despar Nord, dove questa linea è storicamente presente e continua a detenere il peso maggiore, vengono definiti particolarmente positivi i risultati conseguiti nel Centro e nel Sud Italia.
La nuova linea ha consentito di costruire un’offerta private label in grado di coprire tutti i segmenti, dall’entry level al premium. Nel 2025 il lancio di circa 180 nuovi prodotti e il restyling di oltre 420 referenze hanno portato alla realizzazione di un assortimento Mdd che complessivamente conta circa 4.200 referenze, sviluppate con oltre 500 fornitori, per il 97% italiani.
Oltre a S-Budget, entrata a regime nel 2025, a dare buoni risultati nei prodotti a marchio – in base a quanto reso noto da Despar Italia – è stato il mondo dei freschissimi con Passo dopo Passo, la linea di filiera Despar che include ortofrutta, carne e pesce, che ha segnato una crescita del +24,2%, con un +30,8% nell’ortofrutta. (fonte NielsenIQ I+S dicembre 2025).

IN CANTIERE CI SONO 180 NUOVI LANCI
La nostra Mdd ha continuato nel percorso di crescita che abbiamo registrato in modo costante negli anni – afferma Filippo Fabbri, Direttore Generale di Despar Italia (nella foto a destra) – e che intendiamo proseguire anche nel 2026 con l’obiettivo di un incremento del fatturato Mdd di almeno il 4,5%. Per l’anno in corso prevediamo circa 180 nuovi lanci e oltre 400 restyling, con focus sui segmenti specializzati e premium, oltre che sulla linea convenienza. Vogliamo offrire ai clienti un assortimento completo e coerente: la parte principale del mercato restano i prodotti mainstream a marchio Despar, ma la costruzione di una vera e propria piramide dal premium all’entry level rappresenta un vantaggio competitivo decisivo. In questo modo possiamo rispondere a bisogni di consumo sempre più diversificati e consolidare ulteriormente le nostre prospettive di crescita”.

La Doria cresce del 7,7% e supera 1,3 miliardi di fatturato

Le operazioni straordinarie, sommate all’andamento positivo delle vendite, hanno dato una bella spinta al fatturato 2025 di La Doria. L’anno si è chiuso con ricavi pari a 1,375 miliardi di euro, in aumento del 7,7% rispetto agli 1,277 miliardi di euro del 2024. Nel corso dell’esercizio il gruppo ha infatti portato a termine due acquisizioni: Pasta Lensi, storica realtà italiana specializzata nella produzione di pasta, e le attività produttive e logistiche di Feger di Gerardo Ferraioli S.p.A. e Sapori del Sole S.r.l., oggi Fegé e Fegé Logistica. Queste operazioni hanno contribuito ad ampliare il portafoglio prodotti del gruppo, rafforzando la presenza nei segmenti della pasta e dei derivati del pomodoro e consentendo di potenziare l’offerta di prodotti biologici e senza glutine.
Nel 2025 l’integrazione delle nuove realtà acquisite è stata una priorità per La Doria – commenta Antonio Ferraioli, Presidente e Amministratore Delegato di La Doria (nella foto in alto) – in un’ottica di efficientamento dei siti produttivi, sviluppo di sinergie e ottimizzazione dell’assetto industriale del Gruppo. Le operazioni completate negli ultimi anni hanno ampliato la nostra base industriale e arricchito la gamma di prodotti, permettendoci di rafforzare il posizionamento nei mercati di riferimento”.

SUGHI E PASTA IN FORTE ACCELERAZIONE
Analizzando la suddivisione del fatturato per categorie di prodotto, si è registrata un’ottima performance della “Linea Sughi” (+17,9% rispetto al 2024) e una netta crescita della “Linea Pasta”, riconducibili principalmente al pieno contributo delle società acquisite nel 2024: Clas e il ramo d’azienda private label di Pastificio Di Martino, poi rinominato La Doria Pasta PL, entrambe fuse in La Doria. La “Linea Pasta” ha inoltre beneficiato dell’ingresso nel 2025 di Pasta Lensi nel perimetro del gruppo.
La “Linea derivati del pomodoro” ha mostrato una buona crescita (+4,1%), favorita dall’aumento dei volumi legato alla maggiore produzione realizzata durante la campagna di trasformazione 2024. La “Linea legumi, vegetali e pasta in scatola” ha registrato un andamento sostanzialmente stabile, mentre la “Linea succhi di frutta e bevande” ha evidenziato una flessione del 9,1%, che l’azienda definisce in linea con la contrazione dei consumi osservata nel mercato italiano.
Con riferimento alla composizione del fatturato per canali di vendita, nel 2025 le private label – che rappresentano il core business del gruppo – hanno raggiunto l’89,4% del fatturato consolidato, mentre l’8% è stato generato dalle attività di co-manufacturing. Il restante 2,6% delle vendite è riconducibile principalmente al foodservice e ai marchi propri.

LA GRAN BRETAGNA RESTA IL PRIMO MERCATO
Dal punto di vista geografico, l’export continua a rappresentare la quota predominante del fatturato, con un’incidenza dell’81,2%, mentre il mercato italiano pesa per il 18,8%. I ricavi hanno registrato una crescita sia sui mercati internazionali (+4,5%) sia sul mercato italiano (+24,4%). Il principale mercato estero resta la Gran Bretagna, seguita dall’Italia; tra gli altri mercati europei di rilievo figurano Germania e Paesi scandinavi, mentre tra quelli extraeuropei si distinguono Australia, Giappone e Stati Uniti.
Guardando al futuro, continueremo a investire nello sviluppo industriale e nell’espansione sui mercati internazionali – aggiunge Ferraioli – che offrono importanti opportunità di crescita per i prodotti alimentari Made in Italy e per le private label. L’unione di La Doria e di Winland Foods nel Gruppo Windoria rappresenta inoltre un passaggio strategico che potrà supportare ulteriormente il nostro percorso di sviluppo, rafforzando la presenza in mercati ad elevato potenziale come gli Stati Uniti e consolidando il nostro ruolo di partner strategico per i principali operatori della grande distribuzione”.

Mediobanca fa il punto su fatturato, costi e utili della Gdo

In crescita le vendite della Gdo italiana nel 2025: +4,3% è la stima di Mediobanca, che precisa come l’inflazione sia stata pressocché nulla nei 12 mesi considerati. Il dato proviene dalla nuova edizione dell’Osservatorio sulla Gdo a prevalenza alimentare che aggrega i dati economico-patrimoniali di 118 aziende nazionali e 30 maggiori player internazionali per il periodo 2019-2024. Per l’Italia la copertura è pari al 95,8% del mercato.
Riavvolgendo invece il nastro al 2024, emerge che l’aggregato dei maggiori gruppi italiani ha realizzato un fatturato netto pari a 109,8 miliardi di euro (Iva esclusa), di cui 13,4 miliardi in capo a operatori a controllo estero (12,2% del totale). Tra il 2019 e il 2024, le vendite sono aumentate del 30,9% con un tasso medio annuo del 5,5%.

SALGONO I RICAVI PROMOZIONALI, MA PESA IL COSTO DEL LAVORO
L’analisi di Mediobanca consente di mettere a fuoco una serie di rilevanti indicatori economici medi del settore, a cominciare dai ricavi derivanti da attività promozionali, saliti del +4,1% all’anno tra il 2019 e il 2024 e pari al 6,5% delle vendite dei dettaglianti; i ricavi immobiliari sono l’1,2%.
La Gdo conferma l’alta incidenza del costo del lavoro, che per i retailer nazionali rappresenta mediamente il 12,5% delle vendite, mentre quello per trasporti e logistica è pari al 3,1% e i costi dell’energia arrivano all’1,9%.
Tiene la redditività nel 2024: Ebit margin al 2,7% (2,5% la media dei sei anni, che si confronta con il 4,6% del Food & Beverage), Roi al 7,1% (6% la media vs il 10,5% della Gdo non alimentare), spingono gli investimenti (+4,9% sul 2023). Nel quinquennio 2020-2024 gli operatori della Gdo nazionale hanno distribuito dividendi per 1,3 miliardi di euro e immesso risorse con aumenti di capitale a pagamento per 691 milioni.

TRE PUNTI IN PIÙ DI MARGINALITÀ PER I DISCOUNT
Nel 2024 discount non più così irraggiungibili: il loro fatturato è cresciuto del 3,6% sul 2023 rispetto al +2% degli altri operatori, registrando un tasso medio di crescita delle vendite tra il 2019 e il 2024 dell’8,4% (+4,9% gli altri). Spicca la marginalità: l’Ebit margin dei discount si attesta nel 2024 al 5,1%, staccando il 2,1% degli altri gruppi, così come per il Roi, al 16,6% (5,6% gli altri operatori).
Brillano per vendite le aziende meridionali (+8,4% medio annuo sul 2019), +6% le imprese del Centro Italia, mentre gli operatori del Nord-Est risultano più dinamici di quelli del Nord-Ovest (+5,2% vs +2,9%).

CHI HA INCREMENTATO MAGGIORMENTE IL GIRO D’AFFARI
L’Osservatorio di Mediobanca mette in file una serie di spunti sull’andamento di singoli operatori della Gdo. Radenza Group ha realizzato la maggiore crescita del fatturato tra il 2019 e il 2024: +13,5% medio annuo, seguita da In’s Mercato (+12,1%), Tatò Paride (+10,4%) e Agorà (+10,1%). Nell’ultimo anno primeggiano RetailPro (+7,9%), Agorà (+7,8%) e Radenza Group (+6,3%) seguite da Sait (+5,4%), Eurospin (+5,1%), Selex (+4,6%), Conad e Lidl (entrambe +3,9%).
Ebit margin 2024 più elevati per Noto (che controlla AZ) con il 6,5%, i discount Cive (6,1%) ed Eurospin (5,9%); seguono Agorà (5,2%) e l’altro discount Lidl (5%). La classifica per l’indice di redditività del capitale investito (Roi) vede sul podio: Radenza Group con il 20,6%, seguita da Md al 19,6% e Eurospin (18,3%) a cui si avvicinano Cive (16%) e In’s Mercato (15,6%).

EUROSPIN IN CIMA ALLA CLASSIFICA DEGLI UTILI
Eurospin si afferma regina di utili cumulati tra il 2019 e il 2024: 1.931,2 milioni di euro, superando VéGé a 1.685 milioni e Selex (1.651,5 milioni). PAC 2000 A (Gruppo Conad) è la maggiore cooperativa italiana con vendite nel 2024 pari a 4.902 milioni di euro, seguita da Coop Alleanza 3.0 a 3.975 milioni e da Conad Nord Ovest a 3.239 milioni che precede Unicoop Firenze a 3.045 milioni.
Il prestito soci del sistema Coop passa dagli 8 miliardi di euro del 2019 ai 7,1 miliardi del 2024. Tra il 2019 e il 2024 le Coop hanno realizzato proventi finanziari netti per 612 milioni di euro e contabilizzato svalutazioni di titoli e partecipazioni per 707 milioni.

SI AMPLIA LA QUOTA DI MERCATO DEI PRIMI DELLA CLASSE
In base ai dati Mediobanca, la quota di mercato dei primi sette operatori nazionali è passata dal 52,2% del 2010 al 71% di ottobre 2025, quota che senza la vivacità della distribuzione organizzata sarebbe ferma a circa il 50%. Tra il 2019 il 2025 la market share dei sette gruppi della distribuzione organizzata, con esclusione delle due cooperative Conad e Coop, è cresciuta di 7,1 punti percentuali, anche grazie all’incremento delle basi associative. VéGé è l’operatore che ha attratto il maggior numero di nuovi associati (sette), due dei quali già aderenti ad altre strutture (D.IT e C3).
Nell’ambito della distribuzione organizzata, nel 2024 emerge Agorà, grazie a marginalità (la più elevata del settore, con Ebit margin 5,2% e Roi 14,3%) e vendite, in crescita dal 2019 ad un tasso medio annuo del 10,1%. Il Cagr medio del +6,6% tra 2019 e 2024 è superato anche da Selex (+7,3%) con Ebit margin del 3,3% e Roi al 10,3%. C3 raggiunge un rapporto tra Mon e fatturato pari al 3,9%, più alto di quello medio (3,1%), ma resta arretrato in termini di Roi (8%).
Nel 2024 si attestano invece sotto la media del segmento i valori di VéGé (Ebit margin 2,9% e Roi 9,2%), con un fatturato in crescita del +5,5% medio annuo dal 2019. Ultime per Ebit margin, Crai e Despar (rispettivamente 0,9% e 1,2%); quest’ultima si posiziona in coda anche per Roi (4,3%).

FOCUS SUI PLAYER DELLA DO CHE SUPERANO I 500 MILIONI
Le aziende della distribuzione organizzata con fatturato superiore a 500 milioni di euro sono 26. Il maggiore incremento di fatturato nel 2024 è stato realizzato da Multicedi (+13,2% sul 2023) e FG Holding (i.e. Magazzini Gabrielli, +12,8%), seguite da Megaholding (Megamark, +12,6%), Retail Evolution (Iperal, +10,8%) e Abbi Holding (+10,7%). Retail Evolution è il primo operatore per Ebit margin (7,6%), seguito da Verofin (Tigros) (7,1%) e F.lli Lando (5,7%); Gruppo Rossetto presenta l’indice di redditività del capitale investito (Roi) migliore (20,8%), seguita dal Gruppo Unicomm (Arca, Gmf Fioroni, Unicomm) e Verofin (Tigros) (entrambe con il 19,7%).
Altri 20 associati hanno realizzato nel 2024 un giro d’affari compreso tra i 200 e 500 milioni di euro. Tra questi, la crescita maggiore del fatturato tra il 2023 e il 2024 è stata registrata da 5 Erre (+7,3%), seguita da Sidi Piccolo – Sistema Distributivo Innovativo (+6,7%) e Grd (+5,9%). Nel 2024 Isa – Industria Servizi Alimentari emerge in termini di Ebit margin (8,1%); mentre il maggiore Roi è ottenuto da Sisa Sicilia (18,3% nel 2024), Gambardella (18%) e L’Abbondanza (17,4%).

IN QUATTRO AL SUD VANNO OLTRE IL MILIARDO DI RICAVI
Splende per dinamismo e performance l’area del Sud e Isole. Nel 2024 quattro operatori della Gdo che operano in maniera prevalente in questi territori hanno superato 1 miliardo di euro di ricavi: Megaholding (2.087 milioni), Conad Adriatico (1.345,3 milioni), Gruppo Arena (1.265,7 milioni) e Multicedi (1.245,5 milioni).
Tra i retailer della Gdo con più di 200 milioni di euro di ricavi nel 2024, crescita del fatturato double digit tra il 2019 e 2024 per: Radenza Group (+13,5% in media all’anno), Abbi Holding (+13,4%), Sidi Piccolo (+12,8%), Megaholding (+12,1%), Gruppo Arena (+11,6%) e Tatò Paride (+10,4%). Migliori Ebit margin per: Noto (5,3% in media nel 2019-2024), Gruppo Arena (5,1%), Isa – Industria Servizi Agroalimentari (4,6%) e Radenza Group (4,3%) che si distingue anche per miglior ROI (29% medio nel 2019-2024).

FOCUS SUL MODELLO DEL TRIVENETO
Forte competitività e attaccamento al territorio contraddistingue la Gdo del Trivento. Sono in cinque – tra le aziende che operano principalmente in Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia – a superare 1 miliardo di euro di fatturato nel 2024: Gruppo Unicomm (3.123,7 milioni), Finbre (2.764,6 milioni), Aspiag Service (2.285,5 milioni), Supermercati Tosano Cerea (1.513,7 milioni) e Alì Group (1.297,3 milioni).
Tra gli operatori più grandi (fatturato 2024 maggiore di 200 milioni di euro), ricavi in forte crescita per Supermercati Visotto (Cagr +12,9%), Migross (+10,9%) e Gruppo Rossetto (+10%). Primeggiano per Ebit margin: F.lli Lando (5,5% medio nel 2019-2024), Supermercati Tosano Cerea (4,9%), Supermercati Visotto (4,8%) e Alì Group (4,3%); mentre per ROI si distinguono Gruppo Rossetto (18,7% medio), Prix Quality (16%) e Migross (14%).

I MAGGIORI OPERATORI INTERNAZIONALI
Infine, uno sguardo alla Gdo di oltreconfine. Nel 2024 i maggiori retailer internazionali hanno registrato un fatturato che oscilla tra i 649,3 miliardi di euro della statunitense WalMart e i 20,5 miliardi della britannica Wm Morrison. La maggiore proiezione internazionale è della portoghese Jeronimo Martins (80,7%, per due terzi in Polonia), dell’olandese Ahold Delhaize (78,6%), seguita dalla giapponese Seven & i (77,1% principalmente nel Nord America) e dalle francesi Carrefour (53,7%) ed Elo-Auchan (46,5%).
Il panel internazionale esprime un Roi medio nel 2024 pari al 10,2%, in aumento rispetto al 9,9% del 2023. Quanto a vendite per metro quadro al netto di Iva sul proprio mercato domestico, Esselunga con 16.071 euro per metro quadro supera tutti i principali operatori internazionali. A distanza le britanniche J Sainsbury (13.924 euro) e Tesco (12.893 euro), le australiane Coles (11.815 euro) e Woolworths (11.694 euro), seguite dalla canadese Empire (11.203 euro).
L’indagine completa è disponibile per il download sul sito www.areastudimediobanca.com

 

Culatello di Zibello Dop, la produzione cresce del 12%

Fatturato al consumo di 24 milioni di euro, sfiorando così il record del 2022 (25,2 milioni), e un aumento della produzione del 12%: sono alcuni dei principali numeri comunicati dal Consorzio di Tutela del Culatello di Zibello Dop, all’interno del consuntivo sui dati economici del comparto relativi al 2025. L’ente di tutela racchiude tutte le 20 aziende produttrici della Dop e ha chiuso l’anno con 82.570 culatelli sigillati, in crescita del 12% rispetto ai 73.550 del 2024.

PREZZI ELEVATI PER LA MATERIA PRIMA
I chilogrammi certificati a destinati al Culatello di Zibello sono stati 330.000, con un valore alla produzione di 12,5 milioni di euro. Cresce anche il fatturato al consumo, che dai 18,5 del 2024 sale a 24 milioni di euro. “Siamo molto soddisfatti dell’anno appena concluso – ribadisce Romeo Gualerzi, Presidente del Consorzio di Tutela (nella foto a destra)  –. Nonostante il prezzo della materia prima sia rimasto molto alto, sfiorando i 6 euro al chilo e ricordando che nel 2020 non arrivava a 4 euro, abbiamo avuto maggiore disponibilità; inoltre un mercato più stabile e i numeri costanti dell’affettato hanno garantito ai consorziati una rinnovata fiducia nel poter aumentare la produzione.
Nel 2025 il Consorzio ha immesso sul mercato 1,06 milioni di vaschette – in linea con l’anno precedente – destinando 34.392 culatelli al preaffettato, ovvero il 41,5% dell’intero volume con un fatturato derivante superiore ai 12 milioni di euro.

LA PESTE SUINA IMPATTA SULL’EXPORT
Le sfide per il Consorzio per quest’anno sono concentrate soprattutto sull’export, dove la peste suina africana continua a rappresentare un importante scoglio burocratico: “Mercati come Giappone e Cina al momento sono inaccessibili – osserva Gualerzi –. Questo nonostante da due anni gli allevamenti di suini scelti per la Dop non abbiano registrato alcun caso di Psa. Purtroppo, la massiccia presenza di cinghiali sul territorio parmense continua a essere un problema che andrà necessariamente risolto per aprirsi nuovamente ai mercati di riferimento.

UE E SVIZZERA I PRINCIPALI MERCATI ESTERI
Nei dati economici 2025, il Consorzio ha dichiarato comunque un export del 25%, dove i Paesi dell’area UE (in primis Francia e Germania), insieme con la Svizzera, rappresentano l’88% della quota estero. Ma cresce anche il Nord America, con Canada e Stati Uniti (6% complessivo). Infine, per quanto riguarda i canali di commercializzazione, il normal trade si conferma quello principale con una quota pari al 60% del comparto, mentre la grande distribuzione organizzata rappresenta il restante 40%.

Dr. Schär, il fatturato sale a 632 milioni di euro

Gluten free e internazionalizzazione: sono questi i due binari su cui procede Dr. Schär, che archivia il 2025 con un incremento del fatturato globale dell’1,3%, pari a 632 milioni di euro rispetto ai 624 milioni del 2024. Nello scorso esercizio l’azienda italiana ha investito complessivamente 8,8 milioni di euro nell’efficientamento della produzione e della logistica, mentre il piano per il 2026 prevede lo stanziamento di 28 milioni di euro, con risorse concentrate principalmente in Italia, Spagna e Germania.

INNOVAZIONE E RADICAMENTO NEI MERCATI LOCALI
Oltre a sostenere la crescita nei mercati di maggior rilievo strategico, l’allocazione del capitale è volta a potenziare le capacità produttive locali. E proprio questo principio di presidio industriale, insieme a quello dell’innovazione, è applicato lungo tutta la catena del valore: dalla ricerca allo sviluppo del prodotto, fino alla produzione, grazie alla rete di filiali distribuite nei mercati principali.

Hannes Berger, ©AlexFilz

Dr. Schär ha infatti 18 sedi in 11 paesi e un totale di 1.800 dipendenti, mentre i suoi prodotti sono disponibili in più di 100 nazioni. “Lo scenario internazionale resta caratterizzato da forti elementi di complessità, dalla volatilità dei costi delle materie prime e da un quadro geopolitico in continua evoluzione – commenta Hannes Berger, Ceo di Dr. Schär –. In questo contesto, la performance del 2025 riflette la solidità di un modello costruito nel tempo, capace di sostenere una crescita costante e responsabile. Le sfide sul nostro percorso rafforzano la determinazione a investire in innovazione, qualità e radicamento nei mercati”.

IN CRESCITA L’INTERESSE PER LA NUTRIZIONE SPECIFICA
Il business di Dr. Schär si basa sull’offerta di prodotti nel settore della nutrizione specifica. Il segmento gluten-free, sotto il marchio Schär, rappresenta la quota più rilevante, affiancato da categorie complementari quali prodotti a basso contenuto proteico e quelli destinati alla dieta chetogenica terapeutica. A livello globale, la crescente attenzione verso alimenti specifici e soluzioni sicure rappresenta un importante driver di crescita, in particolare in Europa e Nord America, mercati caratterizzati da consumatori maturi e consapevoli, attenti alla qualità e all’equilibrio nutrizionale dei prodotti.
In questo scenario si inserisce il consolidamento di Dr. Schär nei mercati strategici, tra cui l’Italia, dove l’azienda conta 730 collaboratori tra l’headquarter, il Dr. Schär R&D Centre di Trieste – centro nevralgico per l’innovazione nella nutrizione specifica – e tre stabilimenti (Postal e Laives in Alto Adige e Borgo Valsugana in Trentino), specializzati nella produzione di pani, prodotti da forno, piatti pronti surgelati e pizze surgelate per il mercato locale e internazionale.
L’Europa rappresenta uno dei pilastri strategici del nostro sviluppo – prosegue Berger –. Nel corso dell’anno abbiamo celebrato traguardi importanti, come il decennale della nostra presenza in Francia e in Austria, e abbiamo rafforzato il posizionamento in Scandinavia con lo switch del portfolio prodotti del brand Semper a Schär e con l’apertura di una nuova sede a Stoccolma. Segnali concreti di un impegno continuo verso mercati chiave, nei quali intendiamo continuare a investire facendo leva su competenze industriali, capacità locali e una visione di lungo periodo”.

UTILIZZO ESCLUSIVO DI UOVA DA GALLINE NON ALLEVATE IN GABBIA
Parallelamente all’espansione industriale, Dr. Schär conferma il proprio impegno verso la sostenibilità. Nel 2025 è stata completata la transizione all’utilizzo esclusivo di uova da galline cage-free, mentre all’inizio del 2026 le sedi tedesche di Dreihausen e Apolda hanno adottato energia elettrica pulita certificata, portando a sette il numero di stabilimenti a basso impatto ambientale. Nel corso del 2026, inoltre, è prevista l’installazione di pannelli fotovoltaici nello stabilimento austriaco di Klagenfurt.

Action conquista clientela e arriva a 16 miliardi di fatturato

Obiettivo raggiunto: la catena discount non food olandese Action si riproponeva di fare almeno un’apertura al giorno nel 2025 e ci è riuscita. Sono state 384 le nuove inaugurazioni realizzate lo scorso anno, che hanno portato al termine dell’esercizio a un totale di 3.302 store in 14 Paesi. Le vendite nette sono state pari a 16 miliardi di euro, +16,1% rispetto al 2024, mentre sono salite del 4,9% quelle a parità di punti vendita. La crescita è stata guidata soprattutto dall’aumento del numero di clienti: nel 2025, in media, 21,6 milioni di persone hanno scelto Action ogni settimana, superando i 18,7 milioni del 2024.

IL 2026 VEDRÀ L’ESORDIO IN CROAZIA E SLOVENIA
In un periodo in cui molte famiglie devono affrontare l’aumento dei costi e l’incertezza economica – afferma Hajir Hajji, Ceo di Action – le persone fanno affidamento su di noi per soddisfare le loro necessità. Altri preferiscono semplicemente non spendere più del necessario. Questo si riflette chiaramente nella continua crescita della nostra clientela”.
Nel corso del 2025 l’insegna ha debuttato in Svizzera e in Romania, concludendo il 2025 con 8 negozi nel primo paese e 6 nel secondo. Quest’anno dovrebbe vedere un numero di aperture addirittura superiore rispetto al 2025, con l’ingresso in due nuovi mercati: Croazia e Slovenia.
Action ha una gamma di 6.000 prodotti in 14 categorie e dichiara di introdurne 150 nuovi ogni settimana, per mantenere l’offerta sempre attuale.

ALTO LIVELLO DI COINVOLGIMENTO DEI DIPENDENTI
L’azienda sottolinea che proprio grazie alla crescita vengono realizzati investimenti significativi per creare nuovi posti di lavoro e offrire opportunità di carriera e sviluppo professionale agli 84.246 assunti. Nel 2025 sono stati creati 4.565 nuovi incarichi e 3.705 persone hanno ricevuto promozioni interne. I collaboratori rappresentano 166 nazionalità, rispecchiando le comunità in cui operano negozi e centri di distribuzione.
Action rende noto, inoltre, che i risultati del sondaggio biennale sulla soddisfazione dei dipendenti mostrano che il loro coinvolgimento continua a crescere, attestandosi ben al di sopra dei benchmark di riferimento del settore retail.

RINNOVATA LA COLLABORAZIONE CON FAIRTRADE
Nel 2025, gli obiettivi di riduzione delle emissioni a breve termine dell’azienda sono stati convalidati dalla Science Based Targets initiative (SBTi), confermando l’allineamento delle strategie climatiche con l’obiettivo dell’Accordo di Parigi di limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5 °C.
L’impegno per la sostenibilità che l’azienda segue si è esteso anche alle partnership, con un’attenzione particolare al benessere dei bambini. Oltre alle collaborazioni già attive con SOS Villaggi dei Bambini e la Johan Cruyff Foundation, il marchio sostiene ora la Princess Máxima Centrum Foundation nei mercati in cui opera, contribuendo alla sua missione di curare ogni bambino affetto da cancro.
È stata inoltre rinnovata la collaborazione con Fairtrade e Action precisa di essere diventato il primo retailer internazionale a garantire che i coltivatori di cacao coinvolti nella produzione del cioccolato a marchio privato possano percepire un reddito dignitoso.

MediaWorld torna all’utile dopo tre anni

Tutti gli indicatori in crescita e niente rosso nell’ultima riga di bilancio. L’anno fiscale chiuso al 30 settembre 2025 è stato indubbiamente positivo per MediaWorld, insegna di elettronica di consumo parte di Ceconomy – MediaMarktSaturn Retail Group. A fronte di un andamento del mercato italiano sostanzialmente stabile (+0,4%), le vendite sono salite del +1,7%. Il valore della produzione ha raggiunto i 2,4 miliardi di euro (+63,5 milioni vs 2024, pari a +2,7%) con un forte incremento del margine operativo lordo, arrivato a 24,7 milioni di euro (+19,1 milioni vs 2024, pari a +341%), e dell’utile di esercizio, che segna una netta inversione di tendenza, riportandosi in positivo per 0,6 milioni di euro, evidenziando un miglioramento complessivo di 12,6 milioni rispetto alla perdita di 12 milioni dell’esercizio precedente.
La posizione finanziaria netta al 30 settembre 2025 è positiva per 58,2 milioni di euro (+20,2 milioni vs 2024, pari a +53,2%). Nel suo insieme MediaMarktSaturn Retail Group ha un fatturato di 23,1 miliardi di euro e circa 50.000 dipendenti.

INVESTIMENTI PER QUASI 30 MILIONI DI EURO
Nel corso dell’anno fiscale Mediaworld ha effettuato investimenti per un totale di 29,9 milioni di euro, con 10 nuove aperture e 12 ristrutturazioni. Tra queste il Tech Village di Milano Certosa, oggetto di un importante intervento di rinnovo, e il punto vendita di Verano Brianza, sede centrale dell’azienda, individuato come negozio pilota per la trasformazione in “Future Store”. Dotato del nuovo layout esperienziale Look&Feel e di soluzioni avanzate di pagamento – in reparto e in modalità self – viene confermato come laboratorio dell’evoluzione dell’insegna.
Tra le iniziative rientra il rinnovo della partnership strategica con Bennet, che ha visto l’apertura di sei shop-in-shop nel format innovativo “Xpress”, con un assortimento mirato e servizi come il “Pick Up anche in 30 minuti” per migliorare l’esperienza d’acquisto del cliente, all’interno di ipermercati situati nel nord-Italia.

MIGLIORA LA SODDISFAZIONE DEL CLIENTE
MediaWorld sottolinea che l’insieme delle iniziative sviluppate nel corso dell’esercizio hanno contribuito a rafforzare in modo significativo la percezione del brand: nel 2025 è stato raggiunto un Net Promoter Score pari a 66, il valore più alto mai registrato per la categoria, con un incremento di 2 punti rispetto all’anno precedente.
Un contributo a questo risultato lo ha dato anche il rinnovamento del programma fedeltà che ha risposto ai nuovi bisogni dei clienti, affiancando alla logica tradizionale di punti e premi un modello di loyalty sempre più emozionale, personalizzato e orientato al gioco. Con oltre 6,5 milioni di utenti alla chiusura dell’esercizio, il programma ha consentito, in una logica omnicanale e di rafforzamento del senso di appartenenza al brand, l’accesso a vantaggi sia nei negozi fisici che tramite il sito o l’App.

NUOVE MODALITÀ DI PAGAMENTO
Sul fronte dei servizi
, l’esperienza del cliente è stata ulteriormente semplificata e resa più flessibile. Grazie alla partnership con InPost, i clienti hanno potuto scegliere di ricevere i prodotti presso oltre 9.300 punti di ritiro distribuiti sul territorio nazionale. Questa soluzione si affianca al consolidato servizio di Pick Up anche in 30 minuti presso i punti vendita MediaWorld e alla possibilità di consegna su appuntamento, restituendo al cliente maggiore controllo e comodità.
In questa direzione si inseriscono le nuove modalità di pagamento introdotte nel corso dell’anno, pensate per rendere il percorso d’acquisto sempre più fluido e personalizzato, tra cui l’ampliamento del servizio di pagamento direttamente in reparto con il supporto dei consulenti e le nuove modalità di pagamento digitali, incluse soluzioni di Buy Now Pay Later.

UNA COLLEZIONE MDD FIRMATA ROBBIE WILLIAMS
Così come per tanti altri retailer, un asset chiave è rappresentato dai marchi propri (Peaq, Koenic, Isy, Ok.), valorizzati anche attraverso partnership ad alto impatto. In questo ambito si inserisce la partnership triennale avviata a livello di gruppo con Robbie Williams, che ha portato al lancio della collezione esclusiva di prodotti audio “Peaq by Robbie Williams”.

SIGLATO IL PRIMO CONTRATTO INTEGRATIVO AZIENDALE
Da segnalare che, nel corso dell’anno fiscale, l’azienda ha siglato il primo Contratto Integrativo Aziendale con le organizzazioni sindacali, che coinvolge gli oltre 5.000 collaboratori di negozi, sede ed e-commerce. L’accordo introduce criteri condivisi di organizzazione del lavoro, strumenti di welfare aziendale, smart working fino al 100% per la sede, premi di risultato legati anche alla soddisfazione dei clienti e misure dedicate a pari opportunità e inclusione.
L’insegna rimarca che l’attenzione verso i collaboratori si riflette nei risultati di engagement interno: nel 2025 l’indice di soddisfazione (NPP) è incrementato di 10 punti rispetto alla stessa rilevazione dell’anno precedente. Nel corso dell’esercizio MediaWorld ha inoltre ottenuto, per il quinto anno consecutivo, la Certificazione Top Employer e ha rafforzato il proprio organico con un incremento complessivo di 120 persone tra sede e punti vendita, a supporto della crescita omnicanale dell’azienda.

QUOTA DI MERCATO IN CRESCITA
Chiudere il 2025 in utile e raggiungere il miglior risultato di sempre nella soddisfazione dei clienti è per noi motivo di grande orgoglio – dichiara Emanuele Cosimelli, Amministratore Delegato di MediaWorld –. È un traguardo che va oltre i numeri e che racconta la qualità del percorso che stiamo costruendo: un’azienda che cresce mettendo al centro l’esperienza dei clienti e delle nostre persone. In un contesto di mercato complesso, abbiamo registrato una crescita delle vendite del +1,7%, portando il fatturato a 2,4 miliardi di euro e aumentando la nostra quota di mercato sia nei canali fisici sia in quelli digitali. Il Net Promoter Score record e l’elevato livello di engagement interno dimostrano che la trasformazione di MediaWorld in piattaforma omnicanale di servizi e soluzioni è concreta e riconosciuta. Continueremo a investire con convinzione in innovazione, competenze e relazione, per rafforzare ulteriormente la nostra leadership e dare un significato reale al nostro ruolo di Experience Champion nel mercato italiano”.

Fatturato di 2,1 miliardi e 72 aperture nel 2025 per Multicedi

Giro d’affari in forte accelerazione per Multicedi: il 2025 si è chiuso con un fatturato di 2,1 miliardi di euro, salito del +17,5% rispetto all’esercizio precedente. Fondata nel 1993 a Pastorano (Caserta) da un gruppo di imprenditori campani, Multicedi rappresenta oggi una realtà di riferimento nel Centro-Sud, con 585 punti vendita attivi, di cui 446 a insegna Decò e 47 Dodecà. Nel corso del 2025 sono state realizzate 72 nuove aperture (54 Decò e 7 Dodecà), così distribuite: 37 in Campania, 13 nel Lazio, 19 in Puglia e 3 in Molise.

LA QUOTA DI MERCATO IN CAMPANIA TOCCA IL 15,7%
La rete Multicedi è composta prevalentemente dall’insegna Supermercati Decò, che rappresenta il 76% dei punti vendita complessivi. Il 68% delle attività è concentrato in Campania, regione nella quale il gruppo ha raggiunto il 15,7% di quota di mercato. Quella a livello nazionale si attesta invece all’1,44% (fonte: GNLC Nielsen – 2ª Edizione settembre 2025).
Dal punto di vista dei canali distributivi, Multicedi opera attraverso le insegne Decò, Decò Superfreddo, Decò Gourmet, Dodecà, Sebòn, Ayoka e Adhoc, proponendo format diversificati in grado di rispondere alle esigenze dei vari mercati locali.

LA SCUOLA MESTIERI RAFFORZA LE COMPETENZE
Il gruppo conta oggi 1.368 collaboratori diretti e genera un indotto che coinvolge oltre 4.500 famiglie. Anche nel 2025 è proseguito il percorso di formazione del personale grazie alle numerose iniziative della Scuola Mestieri Multicedi, realizzate con il coinvolgimento di partner e fornitori. L’obiettivo è rafforzare competenze e professionalità, così da garantire elevati standard di qualità nei prodotti e nei servizi offerti.
Il 2025 ha segnato inoltre l’avvio della prima edizione della fiera “Filiera d’Eccellenza” di Multicedi, un evento nato per favorire il contatto diretto tra fornitori e produttori di eccellenze e gli addetti dei reparti serviti di Gastronomia, Salumeria e Macelleria, creando un ponte concreto tra chi produce e chi ogni giorno propone questi prodotti ai consumatori finali.

SOLIDARIETÀ, PREVENZIONE E INCLUSIONE
Numerosi i progetti e le iniziative condotte lo scorso anno in ambito Csr. Tra questi, il sostegno continuativo alla Fondazione ABIO Italia, con la donazione dei peluche “Cucciolini” per regalare momenti di gioia ai bambini ricoverati nei reparti oncologici di diversi ospedali di Bari e Napoli; la partecipazione rinnovata al progetto ambientale e storico-culturale “Un mare per il futuro” a Ischia; l’organizzazione di una Carovana della Prevenzione in collaborazione con Susan G. Komen Italia, a sostegno della prevenzione e della lotta ai tumori al seno; l’avvio della collaborazione con l’impresa sociale “I Bambini delle Fate”, finalizzata al sostegno di progetti di inclusione sociale sul territorio.
Il gruppo sottolinea inoltre di supportare numerose associazioni sportive dilettantistiche locali, promuovendo uno stile di vita sano all’insegna dell’attività fisica e della corretta alimentazione.

Gorgonzola Dop: nel 2025 superati i 5,4 milioni di forme (+2,72%)

Il 2025 è stato un anno record per il Gorgonzola Dop, che ha raggiunto 5.421.517 forme. A renderlo rende noto è il Consorzio per la Tutela del Formaggio Gorgonzola Dop, che evidenzia l’aumento del 2,72% rispetto all’anno precedente (pari a 143.796 forme in più) e del 4,68% rispetto al 2023 (242.542 forme).
Il valore complessivo alla produzione del Gorgonzola Dop supera i 460 milioni di euro posizionandolo al quinto posto tra tutti i prodotti italiani certificati (Dop e Igp).

PIEMONTE IN FORTE CRESCITA, LOMBARDIA STABILE
La produzione ha toccato il picco nel gennaio dello scorso anno, che ha fatto registrare una crescita percentuale del 5,6% rispetto allo stesso mese del 2024. Sul fronte della distribuzione all’interno del territorio consortile, che comprende 15 provincie a cavallo tra Piemonte e Lombardia, crescono entrambe le aree ma è il Piemonte a trainare la produzione con 3.962.282 forme totali (+3,66% rispetto al 2024), mentre la Lombardia si attesta su a 1.459.235 forme prodotte (+0,26%).
Relativamente alle due tipologie, cala del 5,42% la produzione di Gorgonzola Dop di tipo piccante che si attesta su 698.880 forme, pari a circa 13% del totale, dopo però l’aumento record registrato lo scorso anno. Il Gorgonzola Dop prodotto con latte proveniente da agricoltura biologica si conferma a circa l’1% della produzione annua.

CON ROQUEFORT E STILTON NON C’È GARA
Abbiamo chiuso il 2025 registrando ancora una volta un’importante crescita nella produzione di Gorgonzola Dop che dal 2019 supera stabilmente la soglia dei 5 milioni di forme – commenta Antonio Auricchio, Presidente del Consorzio Gorgonzola Dop (nella foto a destra) – e in soli quindici anni ha visto aumentare di 1/4 la propria produzione. Il mio plauso va a tutte le aziende associate che operano in anni resi complessi dagli elevatissimi costi energetici che sosteniamo in Italia e dall’aumento record del costo del latte, avendo come unico faro la sicurezza e l’altissima qualità del nostro Gorgonzola. Un formaggio, conosciuto e amato in tutto il mondo, che non ha rivali se pensiamo che il francese Roquefort e l’inglese Stilton tra i più noti, vengono prodotti rispettivamente in circa 3 milioni e 1 milione di forme all’anno”.

Conad chiude il 2025 con 21,8 miliardi di fatturato (+4,4%)

La solida crescita del fatturato è diventata una piacevole costante per Conad, che chiuderà il 2025 a quota 21,826 miliardi di euro, con un aumento del 4,43% sull’anno precedente, tasso superiore a quello medio di mercato. L’incremento è stato del 18% nell’ultimo triennio – sebbene vada sempre ricordato che siamo reduci da una stagione di forte pressione inflazionistica – ma soprattutto è positivo anche il saldo del patrimonio netto del Sistema Conad, pari a 3,95 miliardi di euro (+5%). La quota di mercato (fonte: Gnlc 01.07.2025) è al 14,84% sul totale Italia, con un peso rilevante in tutti i canali di vendita e in tutte le aree geografiche del Paese.

SVILUPPO A DUE CIFRE PER IL FORMAT URBANO
In uno scenario di consumi in frenata, e caratterizzato da una contrazione dei volumi evidente, si segnala il buon andamento dei canali Conad (+5,7%) e Conad Superstore (+6,1%), oltre allo sviluppo a due cifre del nuovo format urbano Tuday Conad (+27,1%) e del canale specializzato dedicato ai prodotti e ai servizi per gli animali domestici PetStore Conad (+15,7%) (fonte: Circana ottobre 2025).
Conad si conferma insegna leader della Gdo italiana con un tasso di crescita superiore a quello del mercato – dichiara Mauro Lusetti, Presidente di Conad (a destra nella foto accanto) – e questo risultato ci riempie di orgoglio e di senso di responsabilità. Per noi essere leader significa soddisfare al meglio le attese dei clienti con prodotti e servizi convenienti e di ottima qualità, avere buoni risultati finanziari e partecipare attivamente alla vita economica e sociale del Paese, all’evoluzione del commercio in ogni territorio, alla creazione di condizioni di lavoro lungo tutte le filiere che consentano alle persone di vivere bene. Il nuovo Consiglio di Amministrazione, che esprime tutte le componenti del Sistema Conad, ha dato una chiara direzione allo sviluppo del prossimo triennio: sappiamo cosa fare e abbiamo destinato risorse importanti alle nostre reti, fisiche e digitali, e alla formazione dei nostri collaboratori per essere sempre più vicini ai nostri oltre 13 milioni di clienti”.

MDD OLTRE LA SOGLIA DEL 34% DI QUOTA DI MERCATO
Il 2025 ha visto anche il consolidamento della crescita della marca del distributore Conad, con un fatturato a 6,5 miliardi di euro, in crescita del 5,7% a valore, e una quota sul totale del 34,1% nel canale ‘supermercati LCC’, anche grazie agli investimenti sulle marche premium e su quelle dedicate al benessere. Il gruppo sottolinea che la sua Mdd si conferma il marchio più grande nel mercato retail in Italia.
In un contesto di crescita piatta e di volumi in calo, abbiamo focalizzato la nostra attenzione sull’efficientamento del core business alimentare e sui bisogni dei clienti – afferma Francesco Avanzini, Direttore Generale di Conad (a sinistra nella foto in alto) – sviluppando nuove capacità di definizione degli assortimenti, dei format commerciali e dei servizi. Su quest’ultimo fronte, proseguendo nello sviluppo avviato nei mercati Pet, Parafarmacia e Ottica, nel 2026 lanceremo il nuovo store-format Benessity Conad interamente dedicato a prodotti e servizi per il benessere fisico, alimentare e della cura della persona. La nostra scelta strategica sarà quindi quella di sviluppare le nostre reti vendita fisiche e digitali sulla doppia direttrice della ‘convenienza’ e della ‘specializzazione’ anticipando l’evoluzione del mercato e consolidando il nostro ruolo di innovatori nel retail italiano. Riteniamo che questa impostazione strategica ci consentirà di cogliere le opportunità che stanno nascendo dalle trasformazioni dei target e dal processo di concentrazione del mercato italiano della distribuzione, oggi ancora molto frammentato”.

OFFERTA SPECIALIZZATA NEL BENESSERE
Uno degli investimenti più importanti nello sviluppo del nuovo format Benessity Conad sarà la specializzazione dell’offerta commerciale e del personale dedicato al servizio ai clienti, che potranno così essere aiutati a trovare risposte mirate a diversi bisogni della persona – longevità, controllo del peso, alimentazione, benessere mentale, attività sportiva, energia e prevenzione – in linea con l’evoluzione del concetto di benessere da una visione curativa a una integrativa. Benessity Conad, secondo quando anticipato dall’azienda, offrirà un ampio assortimento di prodotti per la cura della persona, per l’alimentazione dedicata al benessere, integratori e medicinali da banco.

PRODOTTI ASSICURATIVI PER GLI ANIMALI DOMESTICI
Nel 2025 è inoltre continuato lo sviluppo dell’ecosistema digitale HeyConad, con lo sviluppo di nuove funzionalità nell’attivazione di spesa on-line, viaggi e assicurazioni. In questo senso, l’ultima novità è la proposta di un portafoglio di prodotti assicurativi Petcare in collaborazione con Santévet, storico leader europeo del settore.
In conclusione, Conad ha confermato il piano di investimenti 2025-2027 da 2,169 miliardi di euro, che sosterrà l’impegno delle Cooperative e del Consorzio per nuove aperture, ammodernamento della rete, efficientamento della supply chain, sviluppo della digitalizzazione e delle istanze di sostenibilità del business.

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