Si chiama Beyond Retail Challenge ed è una vera e propria gara internazionale lnciaat da Immochan con un obiettivo: portare innovazione nei centri commerciali, trasformandoli in luoghi di vita dinamici, intelligenti e sostenibili. spazi in cui soluzioni tecnologiche, nuovi servizi ed eventi culturali facilitano e ridisegnano la vita delle persone. Di assoluto rispetto il monte premi stanziato dal gruppo immobiliare per i cinque progetti vincitori: 50.000 euro ciascuno, per un totale di 250.000 euro.
La Beyond Retail Challenge nasce all’interno della “Vision 2030” di Immochan, società costituita nel 1976 con lo scopo di accompagnare Auchan nello sviluppo immobiliare, e diventata nel 2016 una società autonoma in seguito alla riorganizzazione del gruppo. che concepisce i centri commerciali come luogo di incontro, di relazioni, di intelligenza urbana e sociale. Per dare corso a questa visione, Immochan si rivolge alle start-up che condividano la “Vision 2030” e vogliano contribuire con i loro progetti innovativi ad andare oltre il concetto di commercio così come oggi noi lo conosciamo.
L’iniziativa viene lanciata in partnership con Agorize, piattaforma che collega aziende e innovatori di tutto il mondo per delle sfide di open innovation con una comunità globale di oltre 5 milioni di innovatori (studenti, start-up, sviluppatori, imprenditori). L’interesse per la connessione tra le persone, tra abitanti e ambiente circostante, una attenzione alla sostenibilità dei luoghi di commercio, e la creazione di relazioni è alla base della “Vision 2030” di Immochan, che nel 2016, festeggiando 40 anni di vita, ha intrapreso la strada verso una visione aperta e condivisa con tutti i suoi stakeholder per co-costruire il proprio futuro.
Chi, come e quando
La Beyond Retail Challenge è rivolta agli innovatori italiani e degli altri 11 Paesi dove Immochan è presente: Francia, Ungheria, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Romania, Russia, Spagna, Ucraina, Cina, Taiwan. Gli innovatori possono candidarsi alla gara internazionale fino al 25 marzo, attraverso la piattaforma agorize.com.
La prima tappa, aperta fino al 25 marzo, consiste nella presentazione delle domande. Per completare la domanda, i candidati dovranno compilare un modulo di candidatura nel quale descrivere le caratteristiche della start-up. Poi, dovranno fornire una presentazione destinata a far conoscere il loro progetto: il loro interesse verso la vision di Immochan; la soluzione che questo progetto propone; in quale Paese vorrebbero che venisse attuato. Al termine delle presentazioni delle candidature, una giuria – composta da collaboratori di Immochan e da personalità esterne competenti – selezionerà una trentina di squadre che parteciperanno alla seconda tappa.
La seconda tappa, dal 9 aprile al 3 maggio, permetterà alle squadre selezionate di rafforzare il loro progetto e di studiarne la fattibilità. Ogni squadra selezionata verrà affiancata da un coach collaboratore di Immochan per co-costruire in modo efficace il progetto.
La finale si terrà a giugno 2018: le squadre selezionate avranno la fortuna di presentare i loro progetti davanti al comitato esecutivo di Immochan, a Shanghai o a Parigi. Delle 10 finaliste, fino a 5 squadre possono essere decretate vincitrici. Ognuna riceverà fino a 50.000 euro per sviluppare il suo progetto nel paese scelto.













I premi sono stati assegnati da una giuria indipendente composta da 70 esperti del settore che ha valutato design, qualità, servizio, innovazione, originalità e impegno per la sostenibilità di ogni candidatura.


Il progetto “Waste2Value” parte dal presupposto che ogni anno in Europa vengono sprecate circa 88 milioni di tonnellate di cibo, con un costo per la collettività di 143 miliardi di euro. L’idea quindi è quella di riportare nei cicli produttivi le materie che sono considerate “scarto” trasformandole in una risorsa: progettare, prototipare e realizzare soluzioni alternative e replicabili per la creazione di prodotti e servizi grazie al riutilizzo degli scarti di lavorazione e dei rifiuti organici – che altrimenti non troverebbero alcuna collocazione in filiere già avviate – attraverso un modello di economia circolare a ciclo chiuso, interno al centro commerciale. Insomma, un progetto per diffondere la cultura della sostenibilità e promuovere l’economia circolare sul territorio, verso tutta la comunità, dalle scuole alle università, sino ai visitatori dei centri commerciali, attraverso un processo di coinvolgimento attivo e partecipato. Il progetto, in corso di svolfimento, si articola in diverse fasi: dall’identificazione di possibili soluzioni sino alla loro prototipazione, passando per un necessario confronto con la comunità, i soci e i dipendenti delle imprese coinvolte nel progetto.
Il percorso è iniziato lo scorso giugno con un hackathon di tre giorni, una maratona creativa che ha coinvolto decine di studenti delle scuole superiori e dell’università per ragionare sul tema dello spreco alimentare. Due progetti si sono distinti in questa sfida: “RePOD, proteggiamo le tue piante” di Tommaso Tota, Mattia Pagliuso e Paola Dileo, che vuole usare i fondi di caffè e le bucce di arancia di scarto prodotte all’interno dei centri commerciali per realizzare delle piccole capsule 100% biodegradabili a lento rilascio per la fertilizzazione delle piante domestiche; e “RECYCLart, l’arte del riciclo” di Angelica Trinchera, Francesco Dell’Onze e Martina Malucchi, una piattaforma online che ha l’obiettivo di creare un ponte fra le imprese produttrici di scarti e tutte quelle entità che utilizzano questi ultimi come risorsa primaria per la creazione dei loro prodotti.




