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Nasce Osservatorio Immagino di GS1 Italy e Nielsen: i consumi visti dalle etichette

Raccontare i consumi degli italiani e i loro mutamenti incrociando le informazioni presenti sulle etichette dei prodotti registrate da Immagino con i dati Nielsen su vendite, consumo e fruizione dei media: è questa l’idea che sta alla base di Osservatorio Immagino, il nuovo progetto nato dalla collaborazione tra GS1 Italy e Nielsen. Obiettivo: scandagliare più a fondo le tendenze di consumo.

Un vero progetto di Big data insomma che integra due immensi patrimoni informativi: le oltre 100 variabili presenti sulle etichette degli 80 mila prodotti di largo consumo digitalizzati da Immagino messe a disposizione da GS1 Italy con i dati scanner raccolti in 10 mila punti vendita della distribuzione moderna, con quelli relativi ai consumi di 9 mila famiglie e alle loro abitudini di consumo  e alla di fruizione dei contenuti televisivi e online di Nielsen.

 

Integrale, free from, Dop, bio i trend

La prima edizione dell’Osservatorio Immagino è basata sui dati dell’anno 2016 relativi a 58 mila prodotti di largo consumo, che hanno sviluppato circa 31 miliardi di euro di vendite, pari al 74% di quanto venduto nel totale del largo consumo in Italia da ipermercati e supermercati. L’obiettivo di GS1 Italy e Nielsen è di estendere progressivamente l’insieme di prodotti.

Dall’Osservatorio emergono stili di consumo e scelte di acquisto rivolte al consumo di prodotti free from (ad esempio “senza glutine” o “senza olio di palma”) e di quelli arricchiti, con una crescita dell’universo veg e delle intolleranze alimentari, e dei consumatori interessati all’italianità dei prodotti e ai prodotti biologici.

«Attraverso le tabelle nutrizionali abbiamo tracciato l’identikit di un “metaprodotto”, ossia i valori nutrizionali del prodotto “medio” acquistato dai consumatori: si tratta di un prodotto equilibrato, che conferma il buon rapporto degli italiani con l’alimentazione – spiega Romolo de Camillis, retailer director di Nielsen -. Analizzando gli ingredienti dei prodotti abbiamo misurato come la loro presenza possa influenzare l’acquisto. Abbiamo anche osservato come cambia il consumo di un ingrediente al variare del reddito, dell’età e del ciclo di vita della famiglia: ad esempio, le fasce di popolazione con reddito e istruzione più elevata consumano prodotti con minore contenuto di zucchero».

Più (fibre) meno (zucchero, sale, olio di palma)

Ad esempio l’Osservatorio indaga due trend apparentemente contrapposti, ma che vanno verso una stessa direzione salutistica: quello del free from e quello dei prodotti arriccchiti.

Al mondo alimentare si aggiunge il mondo della cura persona con l’analisi su 9.700 prodotti che ne ha messo in luce le caratteristiche focali e i trend del momento, come il cruelty free, la valorizzazione del made in Italy e la diffusione di alcuni ingredienti di origine vegetale (come noce di cocco, calendula, soia e avena).

L’Osservatorio Immagino verrà aggiornato due volte l’anno, in formato cartaceo e digitale, arricchendosi a ogni edizione di nuovi approfondimenti.

Immagino Gs1 Italy: la product library di immagini e informazioni per leggere i consumi

Immagino, Gs1 Italy

Partito poco più di un anno fa, sulla spinta del Regolamento europeo 1169/2011 sulle informazioni in etichetta, Immagino di Gs1 Italy ha ormai costruito un database di 50 mila prodotti di oltre 700 aziende che coprono il 100% delle categorie del largo consumo. Ciascun prodotto fotografato è connotato con un set di oltre 100 caratteristiche ricavate dalle imformazioni contenute sul packaging: informazioni nutrizioali, allergeni e additivi, ingredienti, packaging, lifestyle.

«Con questo patrimonio di informazioni – ha detto il direttore generale di Gs1 Italy Bruno Aceto nel corso del convegno Fare Meglio Italiano – Immagino non è solo uno strumento efficiente per tutta la filiera, ma è anche una nuova fonte di informazioni per conoscere determinati fenomeni di consumo».

Da uno studio realizzato in collaborazione con Nielsen su 25.000 prodotti rappresentativi di tutte le categorie per un valore di 30 miliardi di euro di vendite, è stato possibile avere nuove metriche e inedite viste sui consumi degli italiani, da mettere a disposizione di tutti i componenti dell’ecosistema: aziende (industria e distribuzione), terze parti, istituzioni, i consumatori.

Qualche esempio. Analizzando le informazioni nutrizionali di bsicotti e merendine si scopre che i prodotti a basso contenuto di grasso hanno realizzato nell’anno terminante a luglio 2015 un incremento delle vendite rispettivamente di +3,2% e +5% contro il -1,7% e il +1,1% della media dei prodotti. Così i 250 prodotti senza lattosio sono cresciuti del +11,3% contro il +3,2% di quelli con lattosio. E i 717 prodotti biologici con il logo della foglia europea hanno registrato vendite per 251 milioni di euro con una crescita del 14,4%.

Una piccola notazione. Immagino è un servizio studiato e realizzato da Gs1 Italy, l’unico nel sistema GS1 globale. Anche questo significa Fare Meglio Italiano.

Un sistema agroalimentare basato su trasparenza e collaborazione per Fare Meglio Italiano

Quello che è andato in scena venerdì a Expo, con il convegno Fare Meglio Italiano per la regia di GS1 Italy, è con ogni probabilità l’inizio di un diverso approccio nelle relazioni tra industria, distribuzione e mondo agricolo, tutte e tre parti essenziali di un sistema vitale e competitivo, quello dell’agroalimentae italiano che, meglio di altri, ha superato gli anni della crisi.

Non senza difficoltà, indubbiamente. Ma proprio per questo il sistema ha in sé le capacità di segnare un cambiamento nelle relazioni, partendo – ha detto il presidente di Gs1 Italy Marco Pedroni – dalla capacità e dalla volontà di riconoscersi reciprocamente, di riconoscere con un approccio pre-competitivo di essere parte di un progetto comune per far diventare più forte il sistema agroalimentare italiano.

«Riconoscere le specificità dell’agricoltura italiana è importante per tutti gli attori, così come bisogna riconoscere all’industria che è stata fondamentale per dare valore all’agroalimentare italiano. La distribuzione, poi, deve essere considerata fondamentale per l’economia del Paese, come avviene dovunque nel mondo», ha precisato Pedroni.

A dare fondamento scientifico a queste premesse ci hanno pensato Giorgio Di Tullio, filosofo dell’innovazione ed Enzo Rullani, presidente Tedis Center Venice International University.

Per Di Tullio, il concetto di filiera verticale basata sul prodotto deve lasciare il passo a un ecosistema basato sulla condivisione delle conoscenze, sulla trasparenza, sulla tracciabilità e sulla sicurezza. «Il prodotto oggi è il processo ed è un atto di condivisione. È urgente ricercare e fissare i requisiti pre-competitivi del sistema, come primo passaggio di una strategia di revisione dello scenario complessivo, Senza definire il contesto pre-competitivo, si continuerà a interpretare il modello come continua contrattazione tra parti: non l’integrazione governa il sistema, ma la contrapposizione». E ha aggiunto: «Ragionare in prospettiva sistemica e secondo una logica di rete, significa comprendere la propria identità come parte di un ecosistema multidimensionale, dotato di strutture concettuali e di parole chiave, di comportamenti del tutto diversi da quelli conosciuti e attivati».

Sulla stessa onda anche Rullani, per il quale il modello di filiera lineare, ereditato dal Novecento e ispirato alla logica fordista della massima integrazione, ha fatto il suo tempo. Servono relazioni collaborative tra imprese che pur restando autonome, investono sulla relazione. Quali sono queste filiere diverse da quelle passate? «Per stare nelle filiere globali – ha affermato Rullani – bisogna imparare a lavorare in rete. Ma le reti stanno in piedi se rendono e generano valore. Occorre quindi superare i difetti di fondo: le reti spesso nascono per innovare ma nel tempo diventano conservatrici. Per questo sono necessarie idee-motrici, una concezione del vivere e del lavorare con un respiro molto più ampio, come la sostenibilità, l’ancoraggio al territorio (italianità) come differenza distintiva, non solo in termini di origine, ma di qualità e di promesse fatte al cliente. Il sistema agroalimentare italiano può essere la guida di questa trasformazione, valorizzando l’italianità attraverso la tracciabilità dei processi produttivi e presidiando i significati connessi al produrre e al vivere (estetica, sostenibilità, etica)».

I pilastri (i valori) sui quale far poggiare il processo di valorizzazione della filiera agroalimentare italiana sono, per Pedroni, quattro: la condivisione e la collaborazione delle diverse componenti, con il riconoscimento della molteplicità di produzioni, tradizioni e culture legate al cibo; la trasparenza, visibilità e sicurezza nei confronti dei consumatori; l’attenzione estrema alla tutela della legalità; le soluzioni per formare e valorizzare i giovani per la sostenibilità futura del settore stesso.

«Occorre lavorare su due punti – ha poi riassunto il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo -, vale a dire prendere atto che ciò che differenzia l’agricoltura italiana (in termini di struttura e di imprese) è figlio della nostra storia e della nostra cultura. Ed è un patrimonio da valorizzare. In secondo luogo spingere su un percorso di trasparenza perché il consumatore possa scegliere. Dobbiamo puntare sulla massima dimensione di italianità dal campo alla tavola. E soprattutto dobbiamo creare modelli nuovi, evitando che una volta terminata la fase di individuazione degli obiettivi comuni, quando si va nella fase operativa ci si torni a chiamare fornitori e clienti».

Da parte delle istituzioni, il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina non ha fato mancare il sostegno del Governo a costruire le condizioni per accompagnare la trasformazione. «Lo sforzo che deve essere fatto da tutti – ha spiegato Martina – riguarda la costruzione di un sistema agroalimentare che affronti e risolva il nodo delle difficoltà di rapporti nella filiera e in particolare ripensi a come viene scaricata la catena del valore. Abbiamo agricolture forti con imprese agricole deboli. E per noi il tema dominante è come consentiamo alle persone di stare nell’impresa agricola».

«Le leve su cui agire – ha poi concluso Pedroni – sono la fiducia, la trasparenza, le esperienze di altri sistemi. Accordi di ampio respiro, riduzione delle intermediazioni che creano inefficienza, apertura e dialogo verso i cittadini-consumatori per una trasparenza informativa sui prodotti e sui processi. Queste le sfide che hanno davanti le imprese e le loro persone. Siamo anche convinti che le azioni pre-competitive (dove è importante il ruolo concreto giocato dalle nostre associazioni) siano determinanti per valorizzare l’agroalimentare italiano».

La logistica collaborativa, appuntamento al convegno GS1 Italy| Indicod-Ecr Italia

Mercoledì 28 gennaio 2015 si terrà a Milano presso l’Auditorium Gio Ponti il convegno gratuito “La logistica collaborativa: una leva sempre più strategica” organizzato da GS1 Italy | Indicod-Ecr per approfondire i temi legati alla logistica per il settore del largo consumo.

Oggi più che mai infatti il largo consumo e la sua continua ricerca di efficienza e di soluzioni innovative sceglie la strada della collaborazione di filiera, superando la tradizionale visione solitaria della singola azienda per sposare la più ampia prospettiva di “sistema” in grado di comprendere la supply chain nel suo complesso, come fondamento per la generazione di valore per il consumatore e per la filiera.
Con queste premesse GS1 Italy | Indicod-Ecr in ambito Ecr Italia dedica alla supply chain il convegno “La logistica collaborativa: una leva sempre più strategica” dove verranno offerti diversi spunti di interesse:
una nuova chiave di lettura dell’attuale composizione della supply chain dei beni di largo consumo
un quadro preciso del livello effettivo di saturazione dei trasporti in partenza e in arrivo e delle logiche di ottimizzazione messe in atto da parte degli operatori della filiera
una mappa dettagliata della “dotazione logistica” dei centri distributivi e dei magazzini conto terzi
una visione chiara degli elementi di criticità lungo la filiera, per cogliere possibili linee di intervento e ottimizzare le attività in un’ottica di sistema.

Di seguito il programma dell’evento, disponibile anche sul sito di GS1 Italy | Indicod-Ecr:

– Benvenuto e introduzione
Stefano Agostini, Presidente e Amministratore Delegato Sanpellegrino Nestlé Waters; Consigliere GS1 Italy | Indicod-Ecr
– Innovazione e collaborazione: un nuovo ruolo per la logistica in azienda
– La logistica per la creazione di valore nella filiera del largo consumo
Fabrizio Dallari, Direttore del Centro di Ricerca sulla Logistica LIUC Università Cattaneo
Gino Marchet, Professore ordinario di Logistica Politecnico di Milano
– Soluzioni condivise e pratiche collaborative per l’efficienza della filiera: il punto di vista delle aziende
Andrea Mantelli, Responsabile Supply Chain Conad
Marco Porzio, Supply Chain Director of South European Region Nestlé Purina

– L’agenda di ECR Italia:
Optimal Shelf Availability: da progetto a processo
Mauro Maiocco, Value Chain and Customer Relations Manager L’Oréal
Intermodability: il largo consumo e la sfida del trasporto ferroviario 
Riccardo Stabellini, Logistics Italy Associate Director Barilla G&R F.lli
Pallet: modelli e costi di gestione nella filiera del largo consumo 
Paolo Rangoni, Direttore Supply Chain Carrefour Italia
Prevenzione e trattamento delle eccedenze alimentari: un approccio collaborativo per ridurre gli sprechi
Carlo Delmenico, Direttore Responsabilità Sociale d’Impresa Sma

La partecipazione al convegno è gratuita previa iscrizione sul sito.

Libri: Un Anno di Tendenze aiuta a comprendere il cambiamento

Un anno di TendenzeSchermata 2015-12-30 alle 18.44.30«Un Anno di Tendenze cerca di cogliere i segnali di cambiamento, anche i più piccoli, allo stato nascente di legarli con un filo conduttore, di fissarli per dar loro un senso, un significato e per orientare un senso, una direzione da prendere». Così il direttore responsabile di Tendenzeonline.info, il web magazine di GS1 Italy | Indicod-Ecr conclude la sua introduzione alla quarta edizione di Un Anno di Tendenze, la raccolta annuale di Tendenzeonline, appunto.

Cinque i capitoli in cui è suddiviso il volume.

1/ Economia e consumi. Aspettando la ripresa. L’appuntamento con la ripresa è rimandato al 2015? Gli indicatori volgono tutti al ribasso, intanto oltre a quella economica, è la recessione sociale da dover contrastare: e per far ripartire l’Italia il largo consumo si candida in prima fila. Ma necessita di riconoscibilità.

2/ Dove va il retail, dove va lo shopping. L’omnicanalità è alla base delle profonde trasformazioni che stanno attraversando il sistema dei consumi. E il consumatore ridisegna una nuova grammatica per dialogare con la distribuzione e con l’industria di marca. La tecnologia e il mondo digitale ne costituiscono la sintassi.

3/ Un anno di gs1 Italy. È un vero work in progress l’attività di GS1 Italy | Indicod-Ecr nel rispondere alle richieste provenienti dalle diverse filiere. L’adozione del linguaggio comune e condiviso degli standard migliora la vita delle persone e crea valore per le aziende.

4/ Informazioni condivise, filiera efficiente. Gli standard GS1 per lo scambio dei dati tra industria e distribuzione si arricchiscono di un nuovo potente strumento di digitalizzazione delle informazioni sulle etichette alimentari richieste del Reg. UE 1169/2011 e delle immagini dei prodotti. Obiettivo: semplificare i processi e ridurre i costi.

5/ La scommessa della logistica collaborativa. Nella supply chain come sistema per la generazione di valore per il consumatore è necessario superare il perimetro aziendale e adottare modelli di condivisione dei processi tra tutti gli attori della filiera. La sfida del trasporto intermodale si rivela per il largo consumo un terreno dove mettere in pratica la condivisione dei processi.

Un Anno di Tendenze sarà disponibile da gennaio nella versione cartacea, ma già da ora può essere letto online

Il Bosco Procedo cresce grazie allo scambio elettronico dei dati

Un nuovo bosco vive a Treviso da nove mesi, grazie a Procedo la piattaforma web promossa da Indicod-Ecr Servizi che abilita  lo scambio elettronico di documenti commerciali e amministrativi e che aiuta anche a risparmiare carta. E la Giornata Nazionale degli Alberi del 21 novembre, riconosciuta dalla Legge n.10 del 14 gennaio 2013, sarà un’occasione privilegiata per richiamare attenzione sull’importanza degli alberi nel nostro eco-sistema e per rinnovare l’impegno della Community Procedo in direzione della sostenibilità simboleggiato dai 30 alberi del bosco che Procedo ha piantato a Treviso lo scorso febbraio.

Procedo è la piattaforma web che permette alle aziende del largo consumo di ogni dimensione, siano esse distributori e produttori, lo scambio dei documenti commerciali e amministrativi in formato elettronico, in maniera automatica e standard (EDI, Electonic Data Interchange), minimizzando i costi di gestione e soprattutto gli errori.

Grazie a Procedo, le aziende produttrici possono gestire tutte le insegne dei loro partner commerciali e le loro specificità da un unico punto senza dover accedere a svariati portali e senza doversi preoccupare degli aspetti tecnici che questo comporta.

Gli alberi che costituiscono il bosco, progettato dallo studio di riqualificazione urbana sTreet, rappresentano per Procedo un impegno serio nei confronti dell’ambiente e delle risorse. E un modo per richiamare l’attenzione  sull’uso poco regolato della carta nelle nostre case e soprattutto negli uffici. Basti pensare che gli italiani hanno un consumo di carta pro-capite tra i più alti del mondo: circa 200 kilogrammi all’anno, cioè quasi 80 risme formato A4. Ciò significa che una famiglia di 4 persone “consuma” 2 alberi ogni anno (Fonte: Salvaforeste, Greenpeace, 2010).

Parola d’ordine dunque è eliminare lo spreco di carta. «Sono tempi in cui cresce la sensibilità sui temi ambientali e sulla sostenibilità» dice Massimo Bolchini, Standard Development Director di GS1 Italy | Indicod-Ecr. «Lo scambio di documenti in formato elettronico realizzato con Procedo consente di ridurre considerevolmente lo spreco di carta e di conseguenza la necessità di abbattere alberi.

In particolare, sono interessanti i dati che emergono  dalle stime sul contributo prodotto nella riduzione di CO2 nell’aria delle varie specie del Bosco Procedo: l’acero campestre, ad esempio consente di immagazzinare in 50 anni 3.500 kg di CO2 pari a 4 volte il viaggio in aereo a/r Milano-Parigi; la farnia, la quercia più diffusa in Europa, assorbe nello stesso periodo di tempo 5.500 kg di CO2, l’equivalente di 8 volte il percorso in auto a/r Napoli-Berlino; mentre l’ontano ripulisce l’aria da circa 5 tonnellate di anidride carbonica, pari a 8 volte la tratta aerea a/r Venezia-Londra.

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