Unilever dice addio al food e punta tutto sulla bellezza e sulla cura casa e persona. La multinazionale ha annunciato di aver raggiunto un accordo per la fusione della sua divisione alimentare con il produttore di spezie McCormick. Ad essere coinvolti nell’operazione sono marchi del calibro di Knorr, Hellmann’s e l’azienda risultante dalla fusione – che manterrà il nome McCormick – potrà contare su un portafoglio globale con ricavi per oltre 17 miliardi di euro (20 miliardi di dollari), sulla base dei dati relativi all’anno fiscale 2025.
IL PAGAMENTO IN DENARO SARÀ PARI A 13,5 MILIARDI DI EURO
L’accordo si basa su una stima di Unilever Foods che arriva a 44,8 miliardi di dollari. Unilever e i suoi azionisti riceveranno una combinazione proporzionale di azioni ordinarie McCormick con e senza diritto di voto, pari al 65% del capitale sociale diluito della nuova realtà, equivalente a più di 25 miliardi di euro (29,1 miliardi di dollari). Unilever incasserà inoltre più 13,5 miliardi di euro al cambio attuale (15,7 miliardi di dollari).
Una volta andata in porto la transazione, che dovrebbe concludersi entro la metà del 2027, gli azionisti di Unilever deterranno il 55,1% del capitale azionario, mentre Unilever avrà una quota del 9,9%, a testimonianza del suo sostegno e della sua fiducia nel piano di integrazione. Nel tempo, e non prima di un anno, Unilever intende però cedere la propria partecipazione. Dal canto loro, gli azionisti di McCormick deterranno il 35% del capitale. Come già anticipato, McCormick manterrà la sua denominazione attuale, la sede centrale ad Hunt Valley, nel Maryland, e la quotazione al NYSE. Una sede internazionale verrà istituita nei Paesi Bassi e, in base a quanto comunicato dalle due aziende, è prevista anche una seconda quotazione in Europa.
FOCUS SU CATEGORIE DAI RENDIMENTI ELEVATI
L’obiettivo di Unilever è chiaramente quello di focalizzarsi sui settori della bellezza, della cura casa e persona. Categorie in forte crescita e che garantiscono rendimenti più elevati. Escludendo la divisione food, il portafoglio aziendale ha registrato un tasso di crescita annuo composto del 5,4% nell’ultimo triennio e un margine operativo del 19%. Esemplificativo del cambio di passo è il confronto basato sui ricavi relativi al 2025: escludendo sempre il food, i settori bellezza, benessere e cura della persona contribuiscono per circa il 67% al fatturato aziendale (rispetto al 51% dell’esercizio 2025), con circa il 90% dei ricavi frutto della prima o della seconda posizione a livello di categoria/area geografica.
MAGGIORE PRESENZA NEI MERCATI IN CRESCITA
Altro aspetto degno di nota sarà la presenza più solida nei mercati in più rapida crescita, con Stati Uniti e India che contribuiscono al 38% del fatturato (rispetto al 33% dell’esercizio 2025) e i mercati emergenti che pesano per il 62% (rispetto al 59% dell’esercizio 2025). Unilever sarà quindi più esposta nelle aree geografiche caratterizzate da maggior incremento demografico, in termini di urbanizzazione, partecipazione femminile al mercato del lavoro e ricchezza. Tutti motivi che dovrebbero portare gli azionisti a non rimpiangere il food.



