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Agromonte presenta l’etichetta fatta con gli scarti del pomodoro

Un’edizione limitata, ideata per raccontare in maniera inusuale l’impegno sostenibile dell’azienda. Agromonte arriva negli scaffali della Gdo con una versione della sua Salsa Pronta di ciliegino che si può definire speciale, non per il contenuto, bensì per il contenitore. O, meglio, per l’etichetta, realizzata a partire dagli scarti della lavorazione del pomodoro. Bucce, semi e altre parti normalmente rifiutate vengono infatti trasformati in un pigmento naturale, riducendo l’impatto ambientale. Il risultato è un’etichetta caratterizzata da una texture grezza che richiama l’aspetto genuino del frutto stesso. In pratica, è l’esperienza anche tattile a comunicare l’autenticità della natura.
Le bottigliette con “l’Etichetta della Terra” sono facilmente riconoscibili tra quelle classiche del marchio per la loro grana distintiva. Il progetto è nato dalla volontà di promuovere l’economia circolare, in vista della Giornata Mondiale della terra che si celebra il 22 aprile.

LA FILIERA CORTA RIDUCE L’IMPATTO AMBIENTALE
Nel comunicare il lancio, Agromonte sottolinea che la sua filiera corta sostenibile a km zero è da tempo un esempio di come la produzione e distribuzione di prodotti alimentari possa essere progettata in modo etico e vantaggioso per il territorio. Il clima mediterraneo crea condizioni ottimali per la produzione di pomodorini di alta qualità. La coltivazione avviene secondo pratiche agricole sostenibili, nel rispetto dei cicli naturali, affiancate da metodi che tutelano la biodiversità e la salute del suolo. Questo approccio consente di ridurre l’impatto ambientale e di ottenere un prodotto di elevata qualità. La raccolta dei pomodorini avviene esclusivamente nei mesi estivi, selezionando solo i frutti maturi pronti per essere trasformati, assicurando freschezza e nutrienti.

INVESTIMENTI IN SICUREZZA ALIMENTARE E SOSTENIBILITÀ
Agromonte afferma inoltre di investire continuamente in innovazione e ricerca per migliorare la propria produzione, cercando soluzioni che possano ridurre al minimo l’impatto ambientale nel rispetto degli standard di sicurezza alimentare e sostenibilità.
Siamo orgogliosi di presentare L’etichetta della Terra, un gesto concreto compiuto all’interno dell’impegno dell’azienda verso la sostenibilità – dice Miriam Arestia, Responsabile Marketing di Agromonte –. Gli scarti del pomodoro, che altrimenti verrebbero sprecati, diventano un elemento di bellezza e valore, raccontando un futuro ricco di opportunità. Dove molti vedono rifiuti, noi di Agromonte vediamo una nuova possibilità”.

La Doria cresce del 7,7% e supera 1,3 miliardi di fatturato

Le operazioni straordinarie, sommate all’andamento positivo delle vendite, hanno dato una bella spinta al fatturato 2025 di La Doria. L’anno si è chiuso con ricavi pari a 1,375 miliardi di euro, in aumento del 7,7% rispetto agli 1,277 miliardi di euro del 2024. Nel corso dell’esercizio il gruppo ha infatti portato a termine due acquisizioni: Pasta Lensi, storica realtà italiana specializzata nella produzione di pasta, e le attività produttive e logistiche di Feger di Gerardo Ferraioli S.p.A. e Sapori del Sole S.r.l., oggi Fegé e Fegé Logistica. Queste operazioni hanno contribuito ad ampliare il portafoglio prodotti del gruppo, rafforzando la presenza nei segmenti della pasta e dei derivati del pomodoro e consentendo di potenziare l’offerta di prodotti biologici e senza glutine.
Nel 2025 l’integrazione delle nuove realtà acquisite è stata una priorità per La Doria – commenta Antonio Ferraioli, Presidente e Amministratore Delegato di La Doria (nella foto in alto) – in un’ottica di efficientamento dei siti produttivi, sviluppo di sinergie e ottimizzazione dell’assetto industriale del Gruppo. Le operazioni completate negli ultimi anni hanno ampliato la nostra base industriale e arricchito la gamma di prodotti, permettendoci di rafforzare il posizionamento nei mercati di riferimento”.

SUGHI E PASTA IN FORTE ACCELERAZIONE
Analizzando la suddivisione del fatturato per categorie di prodotto, si è registrata un’ottima performance della “Linea Sughi” (+17,9% rispetto al 2024) e una netta crescita della “Linea Pasta”, riconducibili principalmente al pieno contributo delle società acquisite nel 2024: Clas e il ramo d’azienda private label di Pastificio Di Martino, poi rinominato La Doria Pasta PL, entrambe fuse in La Doria. La “Linea Pasta” ha inoltre beneficiato dell’ingresso nel 2025 di Pasta Lensi nel perimetro del gruppo.
La “Linea derivati del pomodoro” ha mostrato una buona crescita (+4,1%), favorita dall’aumento dei volumi legato alla maggiore produzione realizzata durante la campagna di trasformazione 2024. La “Linea legumi, vegetali e pasta in scatola” ha registrato un andamento sostanzialmente stabile, mentre la “Linea succhi di frutta e bevande” ha evidenziato una flessione del 9,1%, che l’azienda definisce in linea con la contrazione dei consumi osservata nel mercato italiano.
Con riferimento alla composizione del fatturato per canali di vendita, nel 2025 le private label – che rappresentano il core business del gruppo – hanno raggiunto l’89,4% del fatturato consolidato, mentre l’8% è stato generato dalle attività di co-manufacturing. Il restante 2,6% delle vendite è riconducibile principalmente al foodservice e ai marchi propri.

LA GRAN BRETAGNA RESTA IL PRIMO MERCATO
Dal punto di vista geografico, l’export continua a rappresentare la quota predominante del fatturato, con un’incidenza dell’81,2%, mentre il mercato italiano pesa per il 18,8%. I ricavi hanno registrato una crescita sia sui mercati internazionali (+4,5%) sia sul mercato italiano (+24,4%). Il principale mercato estero resta la Gran Bretagna, seguita dall’Italia; tra gli altri mercati europei di rilievo figurano Germania e Paesi scandinavi, mentre tra quelli extraeuropei si distinguono Australia, Giappone e Stati Uniti.
Guardando al futuro, continueremo a investire nello sviluppo industriale e nell’espansione sui mercati internazionali – aggiunge Ferraioli – che offrono importanti opportunità di crescita per i prodotti alimentari Made in Italy e per le private label. L’unione di La Doria e di Winland Foods nel Gruppo Windoria rappresenta inoltre un passaggio strategico che potrà supportare ulteriormente il nostro percorso di sviluppo, rafforzando la presenza in mercati ad elevato potenziale come gli Stati Uniti e consolidando il nostro ruolo di partner strategico per i principali operatori della grande distribuzione”.

Le Passate Cirio protagoniste dell’iniziativa social “Ce la siamo sPassata”

Ricette, generazioni a confronto, concorso online, il tutto in salsa – anzi, passata – social. Sono questi gli ingredienti di “Ce la siamo sPassata”, la nuova iniziativa lanciata da Cirio, marchio del Gruppo Conserve Italia, specialista del pomodoro 100% italiano dal 1856. Protagonista è la gamma della Passate Cirio, composta dalla Passata Verace, quella della tradizione, dalla Passata Rustica con la sua consistenza corposa e dall’ultima che si è unita alla famiglia, la Passata della Maremma Toscana, vellutata ed extrafine.
Insieme alle Passate, l’attivazione mette al centro della narrazione le ricette più amate della cucina italiana: vero e proprio patrimonio familiare trasmesso di generazione in generazione, al centro di ricordi condivisi e di momenti di divertimento e leggerezza, accomunate dalla presenza della passata di pomodoro.

FOOD CREATOR DI TRE GENERAZIONI
“Ce la siamo sPassata” e il suo storytelling, realizzati dall’agenzia creativa Eggers in collaborazione con la Divisione Marketing Retail di Cirio – Conserve Italia, prendono forma attraverso due attività. La prima vede come protagonisti nove food creator: @nonnanellaa, @una_famiglia_in_cucina e @eatsgiulia per il Team Rustica; @ilnonnoalberto, @monica_bellin_ e @fit_clear per il Team Verace; @nonnanatalina_1935, @papillamonella e @giuliapisco per il Team Maremma.
In rappresentanza della generazione dei nonni, dei genitori oppure dei nipoti, nell’ambito dell’attivazione ogni creator propone la propria reinterpretazione di un piatto molto amato e presente nei ricordi di famiglia, utilizzando la Passata Cirio abbinata al proprio team.

MINISERIE VIDEO FORMATO INSTAGRAM E TIKTOK
La presentazione delle squadre, le ricette proposte e il resoconto finale della partecipazione a “Ce la siamo sPassata” vanno quindi a comporre una miniserie video distribuita sui canali Instagram e Facebook di Cirio e sui canali Instagram e TikTok dei singoli creator, con una settimana dedicata a ciascuna squadra. Nasce così un racconto corale in cui le Passate Cirio si fanno simbolo di un “passaggio di testimone” tra gesti condivisi, ricordi di famiglia, momenti di leggerezza, divertimento e convivialità.

AL VIA IL CONCORSO PER I CONSUMATORI
La seconda parte di “Ce la siamo sPassata” coinvolge attivamente i consumatori attraverso un contest online: dal 12 gennaio al 12 febbraio 2026 ogni utente potrà scegliere una delle tre Passate della gamma Cirio, realizzare la propria ricetta di famiglia che la coinvolge come ingrediente e inviare al sito dedicato celasiamospassata.cirio.it una foto e una descrizione della ricetta. Il premio in palio sarà uno dei 100 piatti firmati Cirio, in una delle tre versioni disponibili: “Ora non posso, sono Concentrato”, “Tanto domani ho Pelates” e “Ce la siamo sPassata”.

SPAZIO AL DIVERTIMENTO IN CUCINA
Un ingrediente diffuso e amato come la passata di pomodoro e un marchio longevo come Cirio sono spesso protagonisti di ricordi e ricette di famiglia, quelle trasmesse dai nonni ai genitori, fino ai nipoti – commenta Chiara Spagna, Marketing Manager del brand –. Con ‘Ce la siamo sPassata’ abbiamo scelto di raccontare tutto questo parlando a generazioni diverse e facendo emergere il lato più divertente e conviviale della cucina, quello che ispira anche il titolo del progetto”.

Pomodoro da industria, l’Italia supera la Cina

È un bilancio fatto di luci e ombre quello dell’ultima campagna di trasformazione del pomodoro. La principale nota positiva è il sorpasso ai danni della Cina, ma la corsa dei prezzi e la difficoltà di dialogo lungo la filiera hanno di sicuro complicato l’intero processo. A fronte di 78.695 ettari messi a coltura, la produzione è stata di 5,8 milioni di tonnellate, in leggero aumento rispetto al 2024, ma comunque inferiore (-10% circa) a quanto era stato programmato. Tanto basta comunque all’Italia per tornare ad essere il secondo Paese trasformatore di pomodoro a livello mondiale dopo gli Stati Uniti e prima della Cina che, dopo l’exploit degli scorsi anni, ha ridotto drasticamente le produzioni alla luce delle difficoltà legate principalmente al mantenimento delle quote di mercato estero.

IL NORD ACCRESCE LA PRODUZIONE
Andando ad analizzare nel dettaglio, al Centro Sud sono state trasformate 2,71 milioni di tonnellate di pomodoro (-5,3% rispetto al 2024) mentre nel bacino Nord il trasformato finale è stato di 3,12 milioni di tonnellate (+27,6% rispetto allo scorso anno). L’industria ha dovuto fare i conti con un incremento sostanziale dei prezzi del pomodoro rispetto a quanto preventivato, sia nel bacino Nord – dove l’elevato grado Brix ha determinato un indice di pagamento positivo, provocando un incremento del prezzo della materia prima rispetto al contrattato – che in quello Centro Sud, dove, a causa delle difficoltà di approvvigionamento idrico, in particolare nell’areale foggiano, e di comportamenti distorsivi in fase di approvvigionamento della materia prima, il pomodoro ha registrato incrementi fino al 40% rispetto al prezzo medio programmato.

PEGGIORANO LE RESE AGRICOLE
La campagna è stata, inoltre, caratterizzata da un peggioramento delle rese agricole che hanno registrato la performance più negativa degli ultimi cinque anni. Per il pomodoro pelato intero, prodotto caratteristico del Made in Italy, il calo delle rese agricole, associato a quello delle rese industriali, ha portato ad una riduzione della produzione di oltre il 20%.
Quella appena conclusa è stata una campagna particolarmente lunga e complessa – dichiara Marco Serafini, Presidente di Anicav –. Lo sfasamento dei tempi di maturazione della materia prima ha comportato un allungamento dei periodi di trasformazione. Le aziende, in particolare al Centro Sud, non sono mai riuscite a lavorare a pieno regime con una perdita importante delle economie di scala. Inoltre, gli incrementi del prezzo pagato per il pomodoro, che rimane il più alto al mondo, hanno creato situazioni distorsive del mercato rischiando seriamente di mettere in crisi il comparto. Sarà, quindi, prioritario cominciare a lavorare per un riequilibrio del valore lungo tutta la filiera, garantendo una giusta remunerazione ad agricoltura, industria e Gdo, investendo in innovazione e ricerca per migliorare le rese agricole e industriali, aumentare la produttività, ridurre i costi di produzione, ottimizzare i consumi idrici ed energetici e rendere più efficienti le operazioni di raccolta, soprattutto nel bacino pugliese”.

L’EXPORT RESTA FONDAMENTALE
Anicav è l’Associazione nazionale industriali conserve alimentari vegetali. A farne parte sono i 3/4 delle aziende di trasformazione di pomodoro operanti sul territorio nazionale. Dagli stabilimenti di queste imprese esce circa il 70% di tutto il pomodoro lavorato in Italia e la quasi totalità del pomodoro pelato intero prodotto nel mondo, con un fatturato che nel 2024 ha raggiunto i 3,9 miliardi di euro, cioè più del 70% del fatturato totale del comparto italiano della trasformazione del pomodoro. Circa il 60% delle produzioni è destinato all’esportazione sia verso l’Europa (Germania, Francia, Regno Unito) che verso gli altri Paesi (USA, Giappone, Australia).

IL DIALOGO LUNGO LA FILIERA NON DECOLLA
Sulla necessità di collaborazione insiste Giovanni De Angelis, Direttore Generale di Anicav: “Il comparto è messo a dura prova dalle situazioni spesso non semplici dei mercati di sbocco e delle politiche daziarie statunitensi. Resta prioritario un recupero del dialogo di filiera tra parte agricola e parte industriale. L’Interprofessione rimane uno strumento utile e fondamentale ma, in particolare nel Bacino Centro Sud, stenta a decollare per la difficoltà di dialogo tra le parti, per cui è necessaria una ridefinizione del perimetro di competenza e del modello operativo alla base delle relazioni interprofessionali dove gli accordi quadro restano l’elemento indispensabile e centrale. Abbiamo chiesto al Masaf di creare una cornice istituzionale entro cui muoversi per potersi dare regole chiare e cogenti. In assenza di un perimetro di regole ben definito – avverte De Angelis – sarà molto difficile immaginare di poter trovare un accordo per la prossima campagna di trasformazione”.

Agromonte sponsor della nuova edizione di “Cuochi per un giorno”

Un fine settimana a fianco dei piccoli chef per Agromonte: l’azienda siciliana, specializzata nella trasformazione del pomodoro ciliegino, partecipa come sponsor tecnico alla nuova edizione di “Cuochi per un giorno”, il Festival Nazionale di cucina per bambini che si terrà a Modena il 4 e 5 ottobre. L’evento da oltre un decennio rappresenta un punto di riferimento per famiglie e bambini dai 0 ai 12 anni, che ogni anno mettono letteralmente “le mani in pasta” grazie ad un calendario di laboratori e cooking class, con tanti ospiti stellati e d’eccezione. Per Agromonte essere presente a questo appuntamento rappresenta un’occasione unica di promozione della cultura gastronomica come strumento di educazione e di dialogo intergenerazionale.

DAL FESTIVAL AI SOCIAL
In qualità di sponsor tecnico, il marchio metterà a disposizione una selezione dei propri prodotti, che verranno utilizzati direttamente dai piccoli chef durante le attività, contribuendo a rendere l’esperienza ancora più autentica e divertente. Gli scatti fotografici realizzati nelle due giornate verranno condivisi sui canali social del brand. Inoltre, Agromonte metterà a disposizione gadget omaggio, tra cui shopper, prodotti, zainetti, per portare a casa un ricordo dell’iniziativa.
Agromonte fa sapere che la collaborazione con il Festival nasce da una visione comune: fare della cucina un linguaggio universale e formativo. Ma anche dalla convinzione che valori condivisi come la creatività e l’educazione alimentare, possano fare la differenza nelle nuove generazioni. “Crediamo che la cucina sia un linguaggio universale – afferma Miriam Arestia, Responsabile Marketing di Agromonte – capace di unire generazioni e accendere la fantasia. Partecipare a Cuochi per un giorno significa per noi sostenere un’iniziativa che educa divertendo e rispecchia pienamente i valori del nostro marchio”.

Sughi Pronti Cirio con Datterino in versione da 190 g

Nuovo formato per i Sughi Pronti Cirio con Datterino, che approdano nei punti vendita della grande distribuzione organizzata nel vasetto di vetro da 190 g. Secondo quanto riferito da Conserve Italia, la gamma nasce dalle ottime performance della linea tradizionale da 350 g, a cui si va ad affiancare, consolidando la presenza del marchio nel segmento e presidiando nuove occasioni di consumo. L’obiettivo è rispondere alle esigenze di un settore in continua evoluzione, che privilegia i piccoli nuclei familiari.
Il mercato dei sughi pronti è in costante crescita in Italia: oltre 18 milioni di famiglie li acquistano ogni anno con una penetrazione del 69,3% (fonte: YouGov Shopper 03/2025), con un trend positivo sia a volume (+4,4%) sia a valore (+4,9%) per un mercato interno che vale 412 milioni di euro (fonte: Circana Tot Italia+Super+LP 05/2025).

PIÙ VARIETÀ, MENO SPRECHI
Il formato da 190 g è ideale per due porzioni di consumo e favorisce la riduzione degli sprechi. Con questo lancio, il marchio Cirio si dimostra attento all’evoluzione dei consumi, cogliendo le tendenze emergenti (porzioni più contenute, maggiore varietà, ispirazioni vegetali e speziate) e traducendole in soluzioni concrete, semplici da usare e distintive a scaffale.
Il pomodoro datterino 100% italiano, coltivato nelle aree più vocate a partire dalla Puglia, rimane il filo conduttore di tutte le ricette, realizzate con ingredienti selezionati provenienti dalla filiera agricola nazionale: carne 100% italiana, basilico fresco, cipolla italiana e olio extravergine d’oliva e certificazione vegana per le referenze vegetali.

RAGÙ VEGETALE ALL’ESORDIO
La gamma è disponibile in vassoio da otto vasetti, ha un termine minimo di conservazione di 30 mesi e si compone di cinque referenze, tra cui il primo Ragù Vegetale firmato Cirio, che unisce il datterino 100% italiano a proteine vegetali (piselli, farine di lenticchie e mais). Si tratta di un prodotto certificato vegano e balza all’occhio grazie alla caratterizzazione verde in etichetta. Le altre quattro ricette sono: Sugo al Basilico, preparato con pomodoro e basilico 100% italiani, arricchito con olio extravergine d’oliva (certificata vegana); Sugo all’Amatriciana, con pancetta 100% italiana affumicata naturalmente e un tocco di peperoncino; Ragù di Carne, con carne di suino e bovino 100% italiani; Arrabbiata con Peperoncino Jalapeño, dal gusto fresco, con aroma erbaceo e moderatamente piccante (certificata vegana).
Un’ultima annotazione relativa alla confezione: l’etichetta trasparente è stata scelta perché valorizza gli ingredienti e la denominazione della ricetta, grazie anche ad una shape più lineare che meglio si adatta alle dimensioni più ridotte.

Agromonte festeggia 25 anni con una Capsule Collection

Ci sono traguardi che meritano di essere celebrati non solo con un numero, ma con un racconto. Per festeggiare il 25esimo anniversario della nascita del brand, Agromonte firma una speciale Capsule Collection. Si tratta, in pratica, di una linea da collezione, composta da tre latte illustrate, ognuna con una creatività differente, ma unite da uno stile vintage e un messaggio comune: rievocare la terra siciliana, la sua bellezza, la storia del marchio e rendere omaggio al pomodorino siciliano. Un racconto per immagini che inizia con la latta oro, che la stessa azienda siciliana indica come la più celebrativa, con le sue illustrazioni che intrecciano la vita nei campi e i pomodorini maturati al sole. La latta oro è disponibile anche in versione limited edition, impreziosita dal logo celebrativo. La latta verde viene definita da Agromonte mediterranea e ispirata ai colori del cielo e del mare, mentre la rossa, pop e audace, richiama il colore del pomodorino ciliegino, materia prima utilizzata dall’azienda, oltre che simbolo del brand.

Cosa troveranno gli acquirenti all’interno delle latte? Un assortimento selezionato di prodotti rappresentativi della qualità Made in Sicily dell’azienda: la Salsa Pronta di pomodoro ciliegino con un’etichetta speciale in edizione limitata. Inoltre, quattro varianti di Bruschette, Pesti e Specialità, per un aperitivo o un pasto ricco di gusto. Ma la collezione unisce allo stile anche la sostenibilità. Realizzate in latta, materiale totalmente riciclabile, le gift box possono essere utilizzate – una volta consumati i prodotti – in modi creativi, come portaoggetti o elementi decorativi. L’iniziativa vuol essere quindi un omaggio sentito a chi ha reso possibile la nascita dell’azienda e il suo sviluppo e soprattutto a chi continua a scegliere il suo marchio ogni giorno. In vendita da questo mese di luglio solo su Amazon, le latte della Capsule Collection di Agromonte hanno un prezzo di 25 euro.

Avvicendamento di fondi in Casalasco: esce QuattroR, entra Fsi

Passaggio del testimone tra fondi nell’azionariato di Casalasco: QuattroR ha siglato un accordo vincolante con Fsi per la cessione della propria partecipazione nella società specializzata nella selezione, coltivazione, trasformazione del pomodoro, confezionamento e commercializzazione dei suoi derivati, con un portafoglio di brand come De Rica, Pomì, Pummarò, Pomito e Tomato al Gusto. A valle del perfezionamento di questa operazione – soggetta alle autorizzazioni regolamentari – la filiera agricola, attraverso il Consorzio Casalasco del Pomodoro e la sua Holding, rafforzerà la propria quota in Casalasco, mantenendo un ruolo chiave in questo ulteriore progetto di sviluppo. QuattroR era entrato alla fine del 2021 con un aumento di capitale da 100 milioni di euro. Nell’ultimo triennio i ricavi di Casalasco sono passati da 330 milioni ad oltre 600 milioni di euro, con una crescita più che proporzionale della marginalità e importanti investimenti focalizzati sugli impianti, sull’efficienza energetica e riduzione dei consumi idrici, e la creazione di un avanzato Innovation Center. Nelle ultime settimane, inoltre, la società ha annunciato la partenza della filiera integrata per la produzione di pesto e semilavorati da basilico fresco, facendo il proprio ingresso in un mercato altamente attrattivo. Sempre nell’ultimo triennio, Casalasco ha perfezionato quattro acquisizioni: Emiliana Conserve (2022), focalizzata sul rafforzamento della propria base industriale e agricola; De Martino (2023), dedicata all’esportazione di prodotti alimentari su mercati come Scandinavia e Giappone; il marchio premium Knorr Tomato al Gusto (2025), leader in Germania, acquisito dal gruppo Unilever; i marchi Pummarò, Polpabella e Sugo Lampo (2025) focalizzati sul mercato nazionale e comprati dal gruppo Star.
Con un fatturato aggregato di oltre 5 miliardi di euro, il portafoglio di QuattroR annovera, tra gli altri, investimenti in Cigierre, che opera nella ristorazione casual dining, e il torrefattore Segafredo Zanetti. “Siamo estremamente soddisfatti dei risultati raggiunti da Casalasco – commenta Francesco Conte, Amministratore Delegato di QuattroR e Vicepresidente di Casalasco – che rappresenta un caso di grande successo nell’ambito del settore agroalimentare italiano ed il primo disinvestimento del fondo QuattroR che riflette in pieno il valore di quanto creato. Lavorando in partnership con un management team di altissimo livello, abbiamo realizzato una crescita straordinaria e rafforzato ulteriormente la leadership di Casalasco nel settore, con significative acquisizioni strategiche e investimenti a sostegno di tutto il sistema”.
Ringrazio innanzitutto il fondo QuattroR ed i suoi azionisti per aver creduto nella nostra filiera – dichiara Costantino Vaia, Ceo di Casalasco (nella foto in alto) – e averci accompagnato in un percorso di crescita di grande soddisfazione. Il supporto dei suoi manager poi, soprattutto nelle operazioni straordinarie di M&A, ci ha permesso di garantire il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi che ci eravamo prefissati. Lavoriamo ora per il futuro di Casalasco e delle sue 800 aziende agricole socie, a fianco di un altro prestigioso partner come Fsi, con il quale abbiamo già pianificato una nuova fase di sviluppo dimensionale e di creazione di valore condiviso”.

Agromonte torna in TV con lo spot “O venite in Sicilia”

Torna in televisione Agromonte, azienda ragusana specializzata nella trasformazione del pomodoro ciliegino. Dal 23 febbraio al 14 marzo il claim “O venite in Sicilia” accompagnerà lo spot di 15 secondi, in onda sulle principali emittenti, tra cui Rai, Mediaset e Mediaset Infinity. Le immagini dipingono uno scorcio della Sicilia: un momento di famiglia e di condivisione dove al centro regnano le ricette locali accompagnate dalla salsa pronta di pomodoro ciliegino Agromonte. La famiglia Agromonte, insieme ai fondatori Carmelo ed Ida, ai quattro figli e alle nuove generazioni, diventa protagonista di un pranzo. Nei frame, il pomodoro ciliegino padroneggia la tavola, rappresentando al meglio l’emblema dell’azienda.

Lo spot si conclude con un focus su due dei prodotti più rappresentativi di Agromonte: la Passata Siciliana con ciliegino e la Salsa Pronta di pomodoro ciliegino numero uno in Italia nel segmento delle salse pronte di ciliegino, e dal motto prescelto dal brand che richiama a vivere l’essenza dell’isola, tra colori, profumi e il ricco patrimonio gastronomico. “Con il ritorno dello Spot televisivo ‘O venite in Sicilia’, on air sulle principali emittenti televisive, Agromonte vuole raccontare ancora una volta il legame solido e profondo con il proprio territorio – afferma Miriam Arestia, Responsabile Marketing dell’azienda –. I prodotti Agromonte sono frutto di generazioni e dell’unione perfetta tra la qualità della materia prima e la tradizione. La campagna vuol essere un invito a scoprire l’autenticità tipica della Sicilia”.

Casalasco acquisisce da Star i marchi Pummarò, Polpabella e Sugo Lampo

Nuova acquisizione per Gruppo Casalasco. È stato chiuso l’accordo per il trasferimento del ramo d’azienda relativo ai marchi Pummarò, Polpabella e Sugo Lampo da Star Alimentare (parte del Gruppo GB Foods) a Casalasco Società Agricola. I brand, lanciati negli anni ’70 da Star nelle conserve di pomodoro, arricchiranno l’offerta del Gruppo Casalasco sul territorio nazionale ed estero aggiungendosi ai marchi già di proprietà.

Questa nuova operazione – dichiara Costantino Vaia, Amministratore Delegato di Casalasco (a sinistra nella foto, accanto a Ignasi Ricou Fustagueras, Ceo GB Foods) – arriva a poche settimane dalla chiusura dell’accordo con Unilever per la gamma di sughi Knorr Tomato al Gusto e rientra in una precisa strategia di crescita a livello nazionale ed internazionale. Brand come Pummarò, Pomì e De Rica sono sinonimo di tradizione, qualità ed eccellenza Made in Italy, tutti valori che contraddistinguono la nostra filiera”.
Il Gruppo Casalasco, già produttore in qualità di co-packer di Star da oltre 15 anni, rappresenta la più grande filiera integrata del pomodoro da industria in Italia, al settimo posto a livello mondiale, ed aggrega 800 aziende agricole italiane operanti nella coltivazione e raccolta di pomodoro fresco, poi lavorato sulle 70 linee di produzione dei 5 stabilimenti dislocati nelle province di Cremona, Parma e Piacenza. Nel 2023 l’azienda ha fatturato oltre 630 milioni di euro. Secondo quanto riferito, l’accordo consentirà a Star di concentrarsi sulle categorie più core del proprio portafoglio, mentre per il Gruppo Casalasco rappresenta un’opportunità per un’ulteriore fase di crescita nel segmento del pomodoro.

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