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Tonno Mareblu: il 95% nel 2018 è sostenibile e proviene da approvvigionamenti FIP

Dall’inizio del 2018, oltre il 90% del tonno venduto in Europa da Thai Union, multinazionale di cui fa parte il brand Mareblu, è stato ricavato da pesca certificata MSC (Marine Stewardship Council) o è proveniente da fonti di approvvigionamento FIP (Fishery Improvement Project), il progetto finalizzato al raggiungimento degli standard di sostenibilità MSC. La buona notizia viene dal gruppo, che specifica come per il marchio Mareblu, operante solo sul territorio italiano, questa quota raggiunge addirittura il 95% del tonno prodotto nel 2018, principalmente grazie all’approvvigionamento da FIP.

 

Entro il 2020 il 75% sostenibile

Il Gruppo thailandese è intenzionato a raggiungere entro il 2020 l’importante traguardo del 75% delle materie prime approvvigionate a livello globale con metodi sostenibili, in linea con la strategia di sostenibilità SeaChange, per poi puntare al 100% negli anni successivi.
A dimostrare la determinazione e l’impegno di Thai Union, il gruppo ogni anno pubblica un’ampia relazione sullo stato di avanzamento della sua strategia di sostenibilità dell’approvvigionamento di tonno, e ha investito 90 milioni di dollari in iniziative finalizzate all’incremento dell’offerta di tonno sostenibile, alla riduzione dell’impatto ambientale e al miglioramento della gestione delle aree di pesca.

La relazione di Thai Union relativa allo scorso anno illustra numerosi importanti successi, tra cui spicca lo storico accordo siglato con Greenpeace..

Tra i principali risultati ottenuti dalla multinazionale nel corso del 2017 si segnala l’attivazione dei progetti FIP, di cui due facilmente rintracciabili sul sito fisheryprogress.org; la concretizzazione di rapporti di lavoro sempre più stretti con i rivenditori, in modo da aiutarli a crescere e raggiungere i propri impegni di sostenibilità; la conferma dell’impegno con i governi, la società civile e le Organizzazioni Regionali per la Gestione della Pesca, per garantire una regolamentazione efficace dei sistemi di pesca; l’adesione alla Dichiarazione di Tracciabilità del Tonno 2020 del Forum Economico Mondiale, a supporto degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

“Oggi, più che mai, Thai Union ha pienamente abbracciato il suo ruolo in prima linea nel promuovere cambiamenti positivi. Il nostro concreto investimento mira a trasformare l’approvvigionamento di tonno per l’intero settore e dimostra, allo stesso tempo, il nostro forte impegno per la sostenibilità dei nostri oceani -sostiene Darian McBain, Direttrice Globale per lo Sviluppo Sostenibile di Thai Union -. Siamo orgogliosi dei progressi che abbiamo compiuto per il raggiungimento del nostro obiettivo volto all’approvvigionamento in modo sostenibile del 100% del tonno e continueremo a impegnarci nel nostro lavoro con la società civile, le imprese e i governi per sostenere pratiche di pesca sostenibili”.

Il rapporto completo sullo stato di avanzamento della strategia di sostenibilità dell’approvvigionamento di tonno di Thai Union è disponibile a questo link.

Lotta alla plastica: Tesco crea un parcheggio con 225mila sacchetti riciclati

Un parcheggio Tesco, il Tesco Extra Cuckoo Bridge, Dumfries in Scozia, è stato ricoperto utilizzando il peso equivalente di 225.000 sacchetti di plastica, e salvando dunque dalla discarica oltre 900 chilogrammi di plastica.

In partnership con MacRebur, azienda che realizza ricoperture di strade, Tesco è il primo supermercato del Regno Unito ad utilizzare questa tecnologia.  Il manto stradale del parcheggio del supermercato è stato ricoperto utilizzando plastica di scarto che sarebbe stata destinata alla discarica o all’incenerimento, aggiunta a un mix di asfalto senza la necessità di modificare l’attrezzatura esistente utilizzata per realizzare e installarlo. Usando la plastica dei rifiuti, l’impronta di carbonio è stata ridotta di oltre una tonnellata (1.044 chilogrammi).

“Con questo merodo siamo in grado di prendere i rifiuti di plastica che sono altrimenti destinati alla discarica e aggiungerli in un mix di asfalto per creare una superficie stradale più robusta, più duratura e senza buche” ha spiegato Toby McCartney della MacRebur Plastics Road Company.

“Stiamo lavorando duramente per ridurre la plastica e riutilizzarla e riciclarla ovunque possibile.
Riutilizzare la plastica di scarto in questo modo è un altro esempio di come Tesco sta innovando nella guerra contro lo spreco” ha detto Kene Umeasiegbu, Tesco Head of Environment.

Tesco testerà questo nuovo manto stradale presso il negozio Cuckoo Bridge durante l’inverno, e spera di lavorare con MacRebur su progetti futuri.

Le materie plastiche, ricavate da rifiuti, vengono aggiunte per migliorare la resistenza e la durata delle strade,  e allo stesso tempo riducono la quantità di bitume a base di olio utilizzata in un tradizionale asfalto stradale. Per ogni dieci tonnellate di asfalto,  viene utilizzato l’equivalente di 71.432 bottiglie di plastica o 435.592 sacchetti di plastica monouso o 32.399 pannolini usati. Dieci tonnellate di asfalto ricoprono una superficie di circa 90 metri quadrati. L’area del parcheggio ricoperta a Dumfries  richiedeva circa 300 tonnellate di asfalto di mastice di pietra. L’aggiunta di materiale plastico non ha modificato la produzione di asfalto quanto a tempo di miscelazione, temperature o controllo di qualità, e la posa non ha richiesto ulteriori macchinari, manodopera, tempo o controllo di qualità.

 

Obiettivi per il 2025

La mossa va inserita nella strategia del supermercato che ricerca sempre nuovi modi per riutilizzare i rifiuti plastici, ridurre il carbonio e promuovere un sistema a ciclo chiuso sostenibile. Tra le iniziative realizzate c’è stata la rimozione dai punti vendita dei sacchetti da 5p, che ha portato a ridurre della metà la vendita di sacchetti monouso nell’ultimo anno.

Oggi, oltre l’84% della confezione di tutti i prodotti Tesco private label è riciclabile. Tesco si è impegnata entro il 2025 a rendere tutti gli imballaggi completamente riciclabili o compostabili, a garantire che tutta la carta e il cartone utilizzati saranno sostenibili al 100% e a dimezzare rispetto ai livelli del 2007 il peso degli imballaggi.

Nuovo packaging eco-sostenibile per le verdure di Romagna Sipo

Meno plastica più sostenibilità: SIPO prosegue nel suo processo di rinnovo delle confezioni con un occhio di riguardo all’ambiente e lancia i nuovi packaging in cartone per la linea delle Verdure di Romagna. Tutto ciò a pochi mesi dal rinnovo del packaging dello storico marchio Sapori del mio Orto, avvenuto nel marzo 2018, dove è stato introdotto per gli ortaggi di I gamma il flow pack in carta pane.

Il nuovo packaging sostituisce quello precedente in polipropilene ed è stato adottato sulla maggior parte delle referenze a listino: carote, coste di sedano e cuori di sedano, fagiolini, finocchi, lischi, peperone friggitello, peperone piccante, cuore di porro, ravanelli a mazzi e strigoli. I prodotti sono anche confezionati con un film di protezione molto più leggero rispetto al precedente, che utilizza il 30% in meno di plastica. Una scelta green che denota anche in questo caso la continua attenzione verso i temi della sostenibilità e della tutela dell’ambiente.

I formati delle confezioni vanno da 150 grammi a 600 grammi a seconda delle referenze. Il prezzo è rimasto invariato rispetto alla linea precedente.

Realizzati in collaborazione con CIESSE Paper, la commercializzazione è partita da qualche settimana e i nuovi prodotti sono disponibili nel canale Gdo.

“Crediamo che sia stato un passo doveroso da parte nostra – sottolinea Elisa Monticelli, Marketing Manager di SIPO – continuare a porre attenzione ai temi della salvaguardia ambientale, soprattutto considerando che i mercati esteri sono molto attenti al riciclo dei materiali. Crediamo che ciò possa rafforzare il nostro posizionamento come azienda rispettosa dell’ambiente e del territorio e portare all’acquisizione di nuovi clienti sia in Italia sia all’estero”.

 

Carrefour Brasile, al via un lab tra esigenze gourmet, impegno sociale e spreco zero

È il frutto di una collabirazione tra la Ong Gastromotiva e Fondazione Carrefour Brazil l’innovativo laboratorio, partito il 9 luglio a Rio de Janeiro, nel quale si creeranno ricette gourmet, a spreco zero e che coinvolgono le fasce sociali svantaggiate della popolazione.

Il progetto con Gastromotiva, una ONG che utilizza la gastronomia sociale per promuovere l’inclusione e la sostenibilità, prevede un investimento di circa 320 mila euro con la creazione del primo Laboratorio di Innovazione Gastromotiva, uno spazio dedicato allo studio e allo sviluppo di ricette a rifiuto zero. Oltre al supporto finanziario, la società curerà lo sviluppo di una linea di prodotti che sarà commercializzata dalla ONG di Rio. Il sostegno della Carrefour Foundation include il rinnovo del supporto per altri due progetti iniziati nel 2015, incentrati sull’educazione e la formazione dei giovani e degli adulti e sulla gastronomia sociale.

 

Le cinque migliori sugli scaffali

Il laboratorio di innovazione ha sede nel ristorante didattico, Reffetorio Gastromotiva. È qui che le ricette saranno create da dozzine di studenti delle ONG che si basano sull’uso gratuito di frutta e verdura, per produrre salse, conserve e torte. Entro la fine di quest’anno, le ricette sviluppate dall’Innovation Laboratory passeranno attraverso un processo di selezione e cinque di esse entreranno nella nuova linea esclusiva di prodotti alimentari sotto il marchio Gastromotiva. Il processo di produzione di ogni articolo prenderà in considerazione l’uso completo degli ingredienti, oltre a dare la priorità al loro valore nutrizionale e ai differenziali come il basso contenuto di zuccheri, sodio e grassi.

Oltre a curare il processo di produzione degli articoli, il Gruppo Carrefour Brasile fornirà il supporto tecnico per lo sviluppo di un piano aziendale e la gestione della nuova linea di prodotti. Attraverso questo progetto, Gastromotiva avrà una nuova fonte di reddito dalla vendita di questi articoli. Il sostegno al Laboratorio dell’innovazione porterà anche alla produzione di video attraverso i quali l’ONG condividerà le sue conoscenze sulla lotta allo spreco alimentare e alla gastronomia sociale.

Il rinnovo del supporto e dello sviluppo del nuovo progetto con Gastromotiva è in linea con il piano di trasformazione di Carrefour, “Carrefour 2022”, annunciato a gennaio. Tra gli obiettivi principali della nuova strategia globale c’è la transizione alimentare, attraverso la quale l’azienda vuole consentire ai suoi clienti di consumare cibo migliore, più di alta qualità, sicuro e rispettoso dell’ambiente e del sociale.

Quest’anno l’azienda rinnova anche il supporto per altri due progetti sociali gestiti da Gastromotiva dal 2015. Attraverso la sua Fondazione internazionale, l’azienda continuerà a contribuire alla formazione di giovani e adulti nel mondo della gastronomia – un’iniziativa che ha formato circa 270 persone negli ultimi tre anni. Inoltre, il Gruppo Carrefour continuerà a sostenere il progetto di ristorazione sociale che, dal 2016, offre pasti gratuiti a Reffetorio Gastromotiva per le persone in situazioni socialmente vulnerabili a Rio de Janeiro. Quest’anno si prevede che 18.000 persone beneficeranno del progetto, con un totale di 54.000 pasti gratuiti, risparmiando 41 tonnellate di cibo.

Coop riduce la plastica. Obiettivo: risparmiarne 6400 tonnellate annue entro il 2025

Coop accelera il suo impegno per la tutela dell’ambiente. Va in questa direzione la riduzione dell’utilizzo della plastica nei suoi prodotti a marchio e l’adesione alla campagna di impegni su base volontaria lanciata dalla Commissione Europea che scadeva a giugno 2018.

L’obiettivo di Coop, grazie al complesso di inziative, è quello di  raggiungere  nel 2025 un risparmio totale di plastica vergine di 6.400 tonnellate annue, corrispondenti al volume di circa 60 Tir (circa una fila di 1 km di Tir in autostrada).

Il carnet di impegni

Al centro degli impegni sottoscritti da Coop con la Ue in primo luogo le bottiglie di acqua minerale, i flaconi detergenza casa e tessuti, le vaschette per ortofrutta. Rientrano nel progetto anche le cassette riutilizzabili che servono a movimentare l’ortofrutta, la carne e il pesce. Per le 27 referenze di acqua Coop già a dicembre 2019 si raggiungerà il 30% di presenza di riciclato fino a salire al 50% a gennaio 2023. Solo le cassette usate in ortofrutta che vengono rinnovate ogni anno sono 600.000,  già oggi contengono il 40% di plastica riciclata, per arrivare al 60% del 2025. A questi impegni già in essere o contratti con l’Unione Europea si sono aggiunti alcuni progetti speciali, in particolare per la pulizia del mare dalle plastiche e per la migliore informazione ambientale al consumatore.

Un impegno che dura negli anni

Per Coop di tratta di un rilancio importante di un impegno storico a difesa dell’ambiente. Dalle azioni degli anni ’80 (una per tutte la campagna che mise al bando i pesticidi) alla più recente ‘Acqua di casa mia’ (2010/2013, volta a incentivare l’uso dell’acqua di rubinetto e comunque di acqua minerale proveniente da fonti vicine), all’attività di sensibilizzazione verso i fornitori di prodotto a marchio, prima con il progetto Coop for Kyoto del 2006 poi evoluto negli anni con “Coop insieme per un futuro sostenibile” del 2017. I risultati sono oggi importanti: forte adesione alla campagna con 328 fornitori coinvolti in processi di miglioramento sostenibile delle proprie performance produttive.

“Partiamo da una situazione di vantaggio grazie a scelte fatte nel tempo per la riduzione, il riciclo e il riuso – spiega Maura Latini, direttore generale di Coop Italia- Stando alla direttiva europea, ad esempio, abbiamo in Coop già sostituito alcuni prodotti monouso in plastica con materiali biodegradabili e compostabili: è il caso dei piatti e bicchieri in PLA dal 2004 e dei bastoncini di cotone per orecchie biodegradabili, già così da anni, anche se per legge dovranno esserlo dal 2019. Intanto Coop va anche oltre l’adesione alla Campagna Europea e  prevede di raggiungere entro il 2022 gli ulteriori obiettivi che l’Unione Europea ha posto come obbligatori entro il 2030 (entro il 2030 tutti gli imballaggi di plastica dovranno poter essere riciclati o riutilizzati): nell’arco di un quadriennio tutti i prodotti a marchio Coop, con un valore commerciale di circa 3 miliardi di euro all’anno, saranno realizzati con materiali di imballaggio riciclabili o compostabili o riutilizzabili, mentre quelli della linea Vivi Verde, maggiormente dedicata alla tutela dell’ambiente, taglieranno il traguardo già a fine dell’anno prossimo.

Non intendiamo fermarci a questo e stiamo lavorando ad una campagna di mobilitazione e di informazione che partirà dopo l’estate e che coinvolgerà i soci (6,8 milioni) e i consumatori, così da contribuire con azioni e comportamenti sostenibili e coerenti alla tutela del bene più prezioso che abbiamo”.

The Positive Cup, il programma di Nespresso, continua a crescere

Il programma di Nespresso The Positive Cup per la raccolta e il riciclo delle capsule esauste in Italia continua a registrare risultati positivi: nel 2017 sono state recuperate oltre 532 tonnellate di capsule in alluminio. L’impegno a sostegno di quest’importante iniziativa di tutela ambientale è stato rinnovato oggi con la sottoscrizione di un protocollo d’intesa da parte di Nespresso, CIAL (Consorzio Nazionale Imballaggi in Alluminio), CIC (Consorzio Italiano Compostatori) e Utilitalia.

Il progetto di recupero e valorizzazione delle capsule usate di Nespresso ha confermato nel 2017 il trend positivo, registrando un aumento del 19%rispetto al 2016 nella raccolta delle capsule e il coinvolgimento di un numero sempre maggiore di consumatori. La crescita del programma è attestata anche dai risultati dei primi mesi del 2018 in cui la quantità di capsule raccolte è già triplicata rispetto allo stesso periodo del 2017.

“Il nostro Consorzio opera in tutta Italia per garantire il riciclo degli imballaggi in alluminio raccolti in oltre 6.700 Comuni italiani, dai cittadini, grazie alla raccolta differenziata. Parliamo di lattine per bevande, scatolette e vaschette per il cibo, bombolette spray, tubetti, tappi e chiusure ed anche il foglio sottile. Grazie al progetto The Positive Cup e alla collaborazione con Nespresso, dal 2011, riusciamo inoltre a garantire il riciclo delle capsule in alluminio per il caffè, ampliando in questo modo il raggio d’azione di un sistema proficuo che in questi anni ci ha resi un esempio virtuoso in tutta Europa” ha dichiarato Gino Schiona, Direttore Generale di CIAL

Il programma, nato nel 2011, è reso possibile dalla preziosa collaborazione tra Nespresso, CIAL Util Italia e il CIC e consente ogni anno di recuperare e valorizzare importanti risorse. Il comune impegno nel sostenere e implementare questo progetto è stato confermato dalla sottoscrizione di un nuovo accordo, firmato questa mattina da tutti gli attori coinvolti con l’obiettivo di continuare a lavorare insieme per garantire una seconda vita alle capsule in alluminio.

Attualmente, l’iniziativa è attiva attraverso un sistema capillare di108 punti di raccolta, 61 Boutique Nespresso e 47 isole ecologiche,distribuiti su tutto il territorio nazionale e presenti in 61 città italiane, di cui 29 capoluogo di Provincia.

“Siamo orgogliosi di registrare una crescita costante, di anno in anno, nel programma per il recupero e il riciclo delle capsule esauste in Italia. Si tratta di un segnale importante, che attesta la consapevolezza e la voglia dei nostri consumatori di contribuire attivamente alla salvaguardia dell’ambiente. Nespresso non può che rinnovare con grande entusiasmo il proprio impegno a favore di un’economia circolare e di una gestione responsabile di risorse e materiali lungo tutto il ciclo di vita delle proprie capsule”, ha commentato Marta Schiraldi, Technical and Quality Director Nespresso Italiana.

Attraverso una filiera dedicata, l’iniziativa consente di destinare ad una seconda vita i due materiali che compongono la capsula: l’alluminio viene riciclato al 100%, con un notevole risparmio di energia e di materia, fino al 95%; il caffè residuo viene trasformato in fertilizzante e utilizzato in una risaia in provincia di Pavia dove Nespresso acquista il riso e lo dona a Banco Alimentare della Lombardia. Dal 2011 ad oggi il progetto ha permesso di recuperare oltre 2.700 tonnellate di capsule esauste e di contribuire concretamente ad un’economia circolare dei rifiuti e delle risorse.

Per conoscere tutti i punti di raccolta Nespresso e partecipare attivamente al progetto visitare il sito:
https://www.nespresso.com/it/it/storeLocator

Quali iniziative può prendere la Gdo per ridurre la plastica? Le risposte di Morrisons

Sono varie le iniziative che la Gdo può prendere per promuovere un utilizzo consapevole della plastica, e Morrisons, insegna britannica, ha annunciato una serie di misure dichiarando che entro il 2025 tutti i suoi imballaggi in plastica saranno riutilizzabili, riciclabili o compostabili. Morrisons sarà anche uno dei firmatari del WRAP’s UK Plastics PACT, un’iniziativa che mira a trasformare il modo in cui le aziende utilizzano la plastica evitando che venga dispersa nell’ambiente.

Tra i provvedimenti presi dall’azienda per ridurre l’inquinamento plastico ci sono:

    • Da maggio permette ai clienti di utilizzare i propri contenitori per carne e pesce dai banchi macelleria e pescheria.
    • Lavora con tutti i prodotti a marchio per identificare, ridurre e rimuovere ogni imballaggio di plastica non necessario.
    • Sta testando la rimozione degli imballaggi in plastica da frutta e verdura in una serie di punti vendita. L’obiettivo è quello di osservare come l’imballaggio in plastica, che mantiene freschi gli alimenti, possa essere ridotto senza aumentare lo spreco di cibo.
    • Punta a rendere più imballaggi riciclabili. Come primo step, sostituirà i vassoi di plastica nera, usati per carne e pesce freschi, perché difficili da riciclare. Saranno ritirati entro la fine del 2019.
    • ha deciso di installare nei nuovi negozi fontane di acqua potabile. Morrisons ha già reso l’acqua disponibile gratuitamente nei suoi bar per i clienti che vogliono riempire le loro bottiglie d’acqua.

In base ai sondaggi effettuati dall’insegna sui propri clienti, la riduzione della plastica è considerata al momento la terza questione più importante. Attualmente l’82% della plastica nelle confezioni del supermercato è riciclabile. Per raggiungere l’obiettivo del 100%, Morrisons collaborerà con fornitori, altri rivenditori, autorità locali e WRAP.

Tra le iniziative per ridurre la plastica già intraprese c’è l’eliminazione degli acquisti di cannucce di plastica, bastoncini di plastica di cotone con steli di plastica (ma solo di carta) e borse per la spesa monouso, sostituendole con quelle di carat marrone (è stato questa la “mossa” più controversa e che ha fato i titoli dei giornali nel Regno Unito: meglio la plastica, che inquina, o la carta, costosa anche in termini ambientali, da produrre?).

Dal 2010, Morrisons ha ridotto del 50% il peso degli imballaggi usati sui bancali (pari a 10.000 tonnellate).

David Potts, amministratore delegato di Morrisons, ha dichiarato: “Ridurre il danno causato dalla plastica è uno dei problemi più difficili che la società può affrontare. Poiché produciamo la maggior parte del cibo fresco che vendiamo, siamo in una posizione importante per apportare modifiche al nostro packaging”.

 

Foto Theo Moye / Morrisons.

Lidl, stop alla plastica usa e getta entro il 2019

Continua l’impegno della Gdo a fianco della lotta alla riduzione dei rifiuti di plastica, piaga per l’inquinamento di fiumi e mari: dopo il recente annuncio di ridurre del 20% l’utilizzo di plastica entro il 2025, Lidl Italia comunica nuove misure concrete, che le permetteranno di raggiungere questo ambizioso traguardo “Sulla via del domani”. Entro la fine del 2019, l’insegna toglierà dagli scaffali di tutti gli oltre 600 punti vendita i prodotti monouso in plastica come bicchieri, piatti e posate. Al loro posto saranno introdotte soluzioni realizzate con materiali alternativi o riciclabili, che Lidl Italia sta studiando in stretta collaborazione con i propri fornitori, come già fatto da diverso tempo per i bastoncini cotonati. In un secondo momento, inoltre, l’Insegna eliminerà le posate e le cannucce in plastica presenti nei piatti pronti e nelle bevande da asporto, convertendole in versioni più sostenibili.

“Le parole chiave che contraddistinguono la nostra strategia per diminuire l’uso di plastica sono tre: Evitare, Ridurre, Riciclare. Rimuovendo la plastica monouso dal nostro assortimento contribuiamo a ridurre la nostra impronta plastica – ha detto Eduardo Tursi, Amministratore Delegato Acquisti di Lidl Italia -. Questa misura infatti consentirà all’Azienda di risparmiare circa 2.000 tonnellate di plastica all’anno, l’equivalente dei rifiuti plastici prodotti in un anno da oltre 57mila persone in Italia e pari a ben 1.500 metri cubi.”

Lidl Italia ha in programma di esaurire i quantitativi delle referenze usa e getta già acquistati e di passare poi gradualmente a inserire a scaffale soluzioni alternative. In questo modo i clienti continueranno a trovare in punto vendita i prodotti abituali, rispondenti alle loro esigenze.

Tra le iniziative per ridurre l’utilizzo di plastica già intraprese da Lidl Italia c’è il recupero delle plastiche da imballo trasformate ogni anno in nuova materia prima da riutilizzare. Dice Tursi: “Stiamo studiando diverse misure e informeremo i nostri clienti passo dopo passo su tutte le novità e i cambiamenti che implementeremo. In particolare nel packaging dei nostri prodotti si prospettano diverse soluzioni, al momento in fase test, che potranno davvero fare la differenza.”

Lidl e Kaufland fanno parte del Gruppo Schwarz, uno dei maggiori gruppi distributivi al mondo. Il Gruppo, consapevole della propria responsabilità in particolare nei confronti dell’ambiente, sviluppa misure in questo ambito e le implementa in tutti i Paesi in cui opera nel mondo. Questo fa parte di un’ampia strategia sulla plastica a 360° che punta a ridurne l’uso e a favorire la circolarità delle risorse.

Coop scende in campo a supporto della strategia europea sulla plastica

Coop scende in campo per ridurre la plastica. L’impegno è stato annunciato nel corso della XXIX Assemblea generale dei Delegati Nova Coop, tenutasi sabato al Grand Hotel Dino di Baveno (Vb), che ha approvato il bilancio consuntivo 2017 (vedi Nova Coop, nel 2017 superato il miliardo di ricavi, 65 milioni gli investimenti 2018).

La cooperativa ha deciso di aderire alla campagna di impegni a supporto della strategia europea sulla plastica promossa dalla Commissione Europea. In primo piano ci sarà senz’altro il packaging private label. Saranno rivisti gli imballaggi di prodotti come bottiglie di acqua minerale, flaconi detergenza casa e tessuti, vaschette per ortofrutta a marchio Coop e cassette ortofrutta riutilizzabili, con l’obiettivo di incrementare la percentuale di plastica riciclata con impegni quantitativi crescenti, raggiungendo 7.000 tonnellate all’anno nel 2025.

Il Presidente di Coop Italia Marco Pedroni, presente all’assemblea, ha dichiarato: “La cooperazione non è un unico moloch, ci sono tante cooperative ma quando si dice cooperazione dobbiamo tenere fuori le false cooperative che sono i nostri nemici. Noi vogliamo rendere accessibili cibo e prodotti fondamentali a tutti e soprattutto prodotti di qualità. Il ruolo di Coop non cambia nel tempo, cambia il modo di interpretarlo. Cibo buono, sicuro per tutti, con accessibilità, inclusione, apertura, partecipazione. Il nostro ruolo è diffondere valori che si vedono immediatamente: ambiente, salute, sicurezza e qualità”.

«Il nostro agire distintivo rispetto ad altre catene si fonda su valori come l’eticità e la salvaguardia dell’ambiente. Il Prodotto a Marchio è alfiere dei valori e dei principi cooperativi. A questo proposito è emblematica l’adesione dell’intera cooperativa alla Campagna europea di riduzione delle plastiche, elemento della nostra coerenza e dell’impegno verso un tema drammatico per il pianeta. Occorre ragionare come tutti i nostri punti vendita possano diventare una leva per comunicare queste specificità perché l’appartenenza a Nova Coop deve percepirsi con orgoglio come l’appartenenza a un movimento socialmente importante” ha detto il Presidente Nova Coop Italia Ernesto Dalle Rive:

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Penny Market certifica la sostenibilità e si pone obiettivi per il 2022

Penny Market ha introdotto un Sistema di Gestione dell’Energia (EnMS) conforme alla norma europea UNI CEI EN ISO 50001, per sottolineare l’importanza dell’efficienza energetica definita nella strategia lanciata da REWE Group nel 2008.

L’energia, il clima e l’ambiente formano insieme uno dei pilastri su cui si sviluppa la strategia del gruppo e, a conferma di questo impegno, ad aprile si è tenuta per Penny Market l’audit sul sistema di gestione dell’energia, che ha portato all’ottenimento della certificazione ISO 50001, da parte dell’ente certificatore TUV.

Ma l’attività di Penny Market non si ferma qui. L’insegna infatti si impegna a ridurre il consumo di energia nel lungo termine e ad aumentare l’efficienza energetica in un processo di miglioramento continuo.

In particolare, l’insegna ha introdotto due important obiettivi da realizzarsi entro il 2022: la riduzione del consumo di energia per metro quadrato di superficie di vendita (in kWh/m²) del 13,5% e la dotazione per il 46% dei punti vendita di proprietà di un sistema di riscaldamento che non utilizza combustibili fossili (né petrolio né gas)

“Per noi, gestire l’energia significa avere una visione olistica del problema e analizzare le procedure che incidono sullo spreco energetico, con l’obiettivo di garantire il costante miglioramento delle performance legate all’energia e soddisfare i relativi requisiti legali nonché gli altri impegni di cui ci siamo fatti carico” hanno dichiarato gli Amministratori Delegati Roberto Fagnani e Gotthard Klingan.

Nell’impegno al raggiungimento degli obiettivi energetici strategici, Penny Market dà particolare importanza all’uso di tecnologie innovative e orientate al futuro, utilizzando e promuovendo fonti di energia rinnovabili e a basso impatto ambientale, anche attraverso la formazione continua dei dipendenti affinché possano svolgere le proprie attività nel rispetto della politica energetica.

 

 

 

 

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