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Al via Green Oasis, innovativa linea MDD di ecodetersivi Unes

È stata presentata come “il fratello non food” del Viaggiator Goloso, MDD premium che copre oggi il 15,5% delle vendite MDD (che si attestano a una vertiginosa quota del 43%) Green Oasis,  la nuova linea di prodotti ecosostenibili (per l’ambiente e per la persona) e consigliati da Legambiente di Unes. Fascia d prezzo, sostenibile pure lei, in linea con le marche premium nelle rispettive categorie.

Un segmento, quello del non food ecosostenibile, che sembra la “next big thing”, a detta anche di Romolo De Camillis, Retail director di Nielsen Italia, a seguito del grande tema delle intolleranze che hanno portato al successo del free from (da glutine, lattosio, zuccheri) nell’alimentare, e ora promuovono il free from (da parabeni, nichel, allergeni) anche nel la cura della casa e della persona. Confema un raggiante Mario Gasbarrino. “A una settimana e mezza alla presenza sugli scaffali abbiamo già raggiunto i risultati di vendite che mi ero prefissato in un anno” e scherza; “quando sono arrivato in Unes nel 2006 avevo detto che sarei andato in pensione una volta raggiunto un miliardo di fatturato: l’anno scorso siamo arrivati a 980 milioni. MI sa che dovrò ritoccare le mie previsioni perché quest’anno ci siamo”.

 

Formulazione innovativa

La linea realizzata da Icefor ha parecchi punti innovativi. Ha una bassa percentuale (inferiore all1%) di Voc, quei composti organici volatili che servono a far evaporare le sostanze detergenti a temperatura ambiente per non creare antipatici “aloni”, ma che evaporando, inquinano l’ambiente domestico (in cui trascorriamo anche il 90% del nostro tempo) e tanta parte hanno nell’affermazione di patologie quali asma e bronchite cronica (di cui soffronoil 6 e il 10% degli italiani, rispettivamente). Usano tensioattivi naturali, ricavati dagli scarti della barbabietola da zucchero. Sono privi di metalli (Nichel Cromo, Cobalto tested), ipoallergenici, privi di conservanti e coloranti, con profumo Ecolabel compliant. Il packaging, infine, è realizzato per il 95% con plastica riciclata.

Conclusione del dottor Salvatore Lo Cicero, direttore struttura complessa pneumologia del Niguarda a Milano, “non dico che non impatterà, perché non è possibile, ma impatterà in maniera garbata sul nostro apparato respiratorio”.

 

Gamma completa

 

La linea Green Oasis Casa si compone di prodotti per la cura di:

  • Stoviglie: detergente piatti concentrato, detergente lavastoviglie in tabs e brillantante lavastoviglie con ingredienti naturali.
  • Elettrodomestici: detergente frigoriferi, detergente piastre a induzione, cura lavastoviglie. Con attivi igienizzanti e detergenti di origine naturale.
  • Superfici: detergente pavimenti e piastrelle, detergente parquet e laminati, detergente vetri e multiuso, detergente sgrassatore universale. Con solventi vegetali ricavati dalla glicerina.
  • Bagno: detergente cura doccia, detergente scioglicalcare, detergente disincrostante wc gel. Con acidi derivanti dalla fermentazione naturale del glucosio.
  • Bucato: detersivo lavatrice, detersivo lana e delicati, detersivo capi sicuri, ammorbidente concentrato. Con ingredienti naturali, senza sbiancanti ottici e con fragranze delicate per un bucato naturalmente fresco.

Ma il progetto non si ferma qui. Green Oasis è la nuova marca privata premium firmata Unes pensata per prendersi cura responsabilmente e naturalmente non solo della propria casa ma, in futuro, anche della persona (corpo e capelli) e dei più piccoli. 

 

Un prodotto che va spiegato

In primo piano in questo progetto, è stato sottolineato, in prima linea sarà coinvolto il personale di vendita perché “è un prodotto che va spiegato”. “E l’importanza è confermata dal fatto che “in alcuni punti vendita il Viaggiator Goloso fattura tre volte tanto che negli altri, grazie al personale che consiglia”. Poi, “metteremo accanto al prezzo del flacone il prezzo a lavaggio, perché con formulazioni così diverse è difficile calcolarlo a partire dal peso”. Infine, il canale Amazon: già ora la quota del Viaggiator Goloso è superiore del 50% rispetto ai punti vendita: ci aspettiamo ottimi risultati anche dalla nuova linea”.

Rio Mare segue le rotte delle tartarughe con il Marine Turtle Tracking

Seguite le rotte delle tartarughe Caretta caretta nel Mediterraneo, anche via web, per ricordarsi come questo affascinante animale sia minacciato da inquinamento e pesca: è il cuore del progetto Marine turtle tracking promosso dal Centro di Primo Soccorso dell’Area Marina Protetta Protetta “Isole Egadi” e finanziato da Rio Mare.  Grazie a tag satellitari le tartarughe che sono rimaste in degenza presso il Centro potranno essere seguite nei loro spostamenti una volta tornate in libertà. Non solo: oltre agli scienziati del centro, il sistema consentirà anche agli utenti di “curiosare” tra i tragitti delle tartarughe e di seguirne le rotte sul sito web di Rio Mare, grazie al monitoraggio in tempo reale. I segnali dei tag applicati sulle tartarughe saranno recepiti dai satelliti permettendo di continuare il monitoraggio da remoto degli esemplari curati presso il Centro tartarughe e di conoscerne i tragitti, le tappe e i chilometri percorsi, oltre che di approfondire la conoscenza della specie e le sue abitudini. Il tracker “Iridium”, uno dei dispositivi utilizzati per il monitoraggio delle tartarughe, inoltre, è dotato di una tecnologia innovativa di GPS portatile sperimentata per la prima volta in Italia nell’ambito di questo progetto. Più piccolo e leggero rispetto agli altri e quindi meno invasivo per l’esemplare, ha una durata maggiore che consente un monitoraggio di 12 mesi. Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con l’AMP “Isole Egadi”, convenzionata con l’Università di Pisa – Dipartimento di Biologia.

Dal 2014 Rio Mare porta avanti attività dell’Area Marina Protetta “Isole Egadi”, in cui rientra anche il supporto all’apertura del nuovo Stabulario per le Tartarughe Marine. Infatti, per potenziare la sua attività di recupero e cura delle tartarughe marine ferite, l’AMP “Isole Egadi”, grazie all’aiuto di Rio Mare, sta potenziando il Centro di Primo Soccorso, che diventerà a breve un vero Centro Recupero. L’ambulatorio e la sala operatoria resteranno presso il Palazzo Florio, mentre il nuovo stabulario e l’aula didattica saranno ospitati all’interno del prestigioso Museo della Tonnara di Favignana (ex Stabilimento Florio) – il museo più visitato della Sicilia orientale con oltre 100.000 mila visitatori annui: inaugurazione il 5 giugno 2018, giornata mondiale dell’ambiente. In questo modo, l’AMP potrà garantire non solo il soccorso ma anche un’assistenza completa alle tartarughe recuperate, aumentandone la percentuale di sopravvivenza, guarigione e re-immissione in natura.

“Siamo estremamente orgogliosi di lanciare questo nuovo progetto, che si inserisce all’interno di un impegno concreto che dal 2014 portiamo avanti per l’Area Marina Protetta “Isole Egadi” – dichiara Luciano Pirovano, Sustainable Development Director di Bolton Food – In questi anni, la collaborazione con l’Area Marina Protetta ha dato ottimi frutti e risponde ai valori fondamentali dell’azienda per una pesca sostenibile e la salvaguardia delle risorse dei mari, quali la lotta alla pesca illegale e il rispetto dell’ecosistema marino, creando allo stesso tempo valore condiviso sia per la comunità locale che per la società intera”.

L’iniziativa è espressione del più ampio progetto di Corporate Social Responsibility di Rio Mare “Qualità Responsabile”, le cui aree di azione sono la sostenibilità della pesca e la tutela dell’ecosistema marino, il rispetto dell’ambiente, il rispetto delle persone e la corretta alimentazione.

 

Responsabilità sociale, Aldi lancia “Io riciclo” nella giornata mondiale dell’ambiente

Invitare i clienti a rispettare pratiche responsabili di recupero e riciclo delle confezioni: è il progetto “Io Riciclo” che ALDI lancia in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente.

L’iniziativa si inserisce nel programma di responsabilità sociale dell’insegna tedesca “Oggi per domani”, volto a promuovere un comportamento responsabile nei confronti dell’ambiente e delle generazioni future. 

L’aumento della pratica del riciclo dee confezioni passa anche da indicazioni chiare sul packaging. Per questo il messaggio “Ridurre al minimo, recuperare e riciclare” che ALDI inserisce sulle confezioni dei suoi articoli è non solo un invito ma anche un’informazione sul tipo di materiale impiegato in modo da agevolare un corretto conferimento dei rifiuti nel circuito di raccolta del Comune. Un progetto di sensibilizzazione alla salvaguardia dell’ambiente che non si ferma alla grafica informativa dei packaging, ma si pone l’obiettivo di fornire entro il 2020 confezioni sempre più rispettose dell’ambiente per facilitino il corretto smaltimento di tutti i rifiuti d’imballaggio in un’ottica di economia circolare.

“Io RICICLO!” è un messaggio rivolto anche a tutti i collaboratori ALDI che contribuiscono in tutti i siti a rispettare una corretta raccolta differenziata, monitorata e implementata costantemente. Inoltre, l’azienda si impegna a ridurre la merce in eccesso attraverso una logistica efficiente e collabora con partner affidabili e ONLUS per il recupero di quella invenduta.

Il progetto si inscrive in un più ampio programma che ALDI ha avviato in tutti i Paesi in cui è presente e che ingloba tutte le iniziative di responsabilità sociale promosse dall’azienda nel lungo termine. Obiettivo del programma è quello di operare per uno sviluppo sostenibile a favore dell’ambiente e della società del futuro. Il che comprende l’offerta di prodotti tracciabili, la crescita dei propri collaboratori, una gestione virtuosa dei rifiuti e delle fonti energetiche e progetti sociali sul territorio.

Per maggiori informazioni visitare il sito www.oggiperdomani.it alla sezione Ambiente-Novità.

 

Da Auchan la shopper di Willow aiuta i progetti Wwf

La borsa e la vita: Auchan Retail Italia lancia anche quest’anno una shopper “limited edition” in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente del 5 giugno. La borsa è disegnata dall’artista italiano Willow, che ha vestito con i suoi personaggi pop e coloratissimi le shopper che proprio dal 5 giugno saranno in vendita nei punti vendita Auchan, MyAuchan, Simply, IperSimply e PuntoSimply e i cui ricavi andranno a favore di progetti di conservazione degli habitat e delle specie a rischio nel nostro Paese del WWF, in particolare a supporto del sistema delle oasi gestite dall’associazione.

 

1,67 milioni di euro donati al Wwf in dieci anni 

La collaborazione tra Auchan e WWF è nata nel 2009, quando il gruppo decise di sostituire i sacchetti di plastica con borse riutilizzabili, in largo anticipo rispetto alla normativa nazionale che metteva al bando i sacchetti usa e getta in polietilene. Da allora l’impegno comune si rinnova ogni anno con la raccolta fondi attraverso la vendita delle borse e con altre iniziative che, sottolinea Carlo Delmenico, direttore responsabilità sociale d’impresa di Auchan e Simply, “ci hanno permesso, nel 2017, di raccogliere oltre 180mila euro, arrivando così al risultato di 1,67 milioni di euro in quasi dieci anni di partnership”.

“Quella di Auchan e Simply con il WWF Italia – dice Eva Alessi, responsabile consumi e risorse naturali di WWF Italia – è una collaborazione estremamente importante perché ci dà la possibilità di sensibilizzare il pubblico riguardo alla necessità di ridurre la plastica usa e getta, grave minaccia per le specie e gli habitat marini e terrestri. La possibilità di rivolgersi direttamente alle persone nei luoghi in cui avvengono i consumi è certamente una modalità d’azione efficace per promuovere uno stile di vita più sostenibile, riguardo al tema dei consumi di risorse e dell’inquinamento, due tra le grandi emergenze da affrontare”.

La borsa “special edition” 2018 sarà venduta in due versioni, gialla e blu, al prezzo di 2 euro; è spiritosa e affascinante, zeppa di piccoli personaggi colorati che ne riempiono ogni angolo. Il suo creatore Willow, nome d’arte di Filippo Bruno (www.willow-artblog.com) è uno degli artisti di spicco della scena italiana della Pop Art. Già nel 2016 Willow aveva disegnato la “limited edition” reinterpretando, in quel caso, il panda simbolo del WWF, sempre in chiave pop.

 

FAIRTRADE: vale 130 milioni di euro il carrello equo degli italiani

FAIRTRADE tira le somme per il 2017. E i risultati ottenuti dai prodotti del commercio equo certificati sono a dir poco interessanti: per essi, infatti, lo scorso anno, nel nostro paese sono stati spesi ben 130 milioni di euro che hanno generato per i produttori un premio (ovvero un margine di guadagno aggiuntivo per avviare progetti sanitari, di emancipazione sociale, o di miglioramento della produzione) pari a 1 miliardo e 641 milioni nel suo complesso e così suddiviso: 703.000 euro per le banane, 309.000 euro per il cacao, 334.00 per il caffè e 221.00 per lo zucchero. 

I prodotti più performanti

La crescita più significativa è quella delle banane, che raggiungono volumi di vendita pari a 13.600 tonnellate (+11%), seguono il caffè con 810 tonnellate di caffè verde (+10%), il cacao con 1.600 tonnellate di fave di cacao (+100%) e lo zucchero con 3.300 tonnellate (+10%). Questi i valori diffusi in occasione dell’evento “Il futuro di Fairtrade? Partnership di sostenibilità con le imprese”, che si è svolto a Milano, nel contesto del Palazzo dei Giureconsulti.

FAIRTRADE e i consumatori

Sul rapporto del brand di certificazione e i consumatori, Nielsen ha realizzato una ricerca su un panel rappresentativo. È emerso che sempre più italiani dichiarano di acquistare prodotti etici nei negozi alimentari generici, ovvero supermercati, ipermercati e discount (si tratta di oltre la metà del campione, 51%, a fronte del 36% registrato nel 2014). Inoltre, rispetto a quattro anni fa i consumatori affermano una maggiore preferenza per i prodotti del commercio equo e solidale (si passa dal 23% del 2014 al 29% di quest’anno). Per quello che riguarda FAIRTRADE, la fonte principale di conoscenza del Marchio restano i prodotti, seguiti dalla rete internet. Cresce la conoscenza tra i giovani (fascia d’età 25-34), e nel nord-est del paese, seguito da nord-ovest, centro e sud.

Nuove opportunità di business.

Tra le novità che si prospettano per l’anno in corso, l’introduzione, a livello internazionale, dei “Marchi di Ingrediente Fairtrade”. Le aziende partner del circuito, a fronte di un impegno di acquisto di materie prime certificate Fairtrade da utilizzare in prodotti multingrediente, potranno avvalersi dell’utilizzo di Marchi specifici per la tipologia di materia prima acquistata. Il modello è entrato in vigore per tutte le categorie di prodotto tranne caffè e banane. Attraverso i nuovi “ Marchi di Ingrediente Fairtrade” le aziende hanno a disposizione un modo diverso per collaborare con Fairtrade per ampliare le opportunità di mercato per i produttori agricoli del sistema.

 

 

 

Pam Panorama lancia Eco, linea private label di detersivi “green”

Dopo l’ortofrutta e i piatti pronti, sembra che la consapevolezza verso l’uso di prodotti sostenibili per la persona e l’ambiente stia estendendosi ai detersivi: e anche Pam Panorama amplia la sua offerta assortimentale con la novità del 2018, Eco, la linea di detersivi ecologici a ridotto impatto ambientale grazie a tensioattivi di origine vegetale completamente biodegradabili, meno aggressivi sui materiali rispetto a quelli chimici e provenienti da fonti rinnovabili.

Una gamma completa di prodotti pensati per la pulizia della casa e del bucato e la cui formulazione è realizzata in esclusiva per Pam Panorama. La linea comprende detersivo e ammorbidente per lavatrici, detersivi per lavare i piatti a mano o in lavastoviglie, prodotti per la pulizia dei vetri e del pavimento e, infine, l’appretto per una stiratura perfetta.

Le profumazioni ricordano la natura, con sentori di lavanda, limone e menta per dare un tocco di freschezza alla casa e alla biancheria. Anche le confezioni sono studiate per impattare il meno possibile sull’ambiente: sono infatti realizzate con plastica riciclabile. Ogni prodotto della linea, infine, è formulato per garantire l’efficacia delle prestazioni e il rispetto della pelle ed è nichel tested.

 

Consigli per l’ecouso

L’uso di prodotti ecologici abbinato ad alcune accortezze può davvero fare la differenza per la tutela del nostro pianeta. Per questo motivo, Pam Panorama ha inserito delle apposite istruzioni d’utilizzo su ogni confezione con un focus particolare sui dosaggi. Rispettando le quantità di prodotto consigliate non solo sarà possibile ottenere il massimo del risultato, ma verranno ridotti gli sprechi e l’effetto positivo sulla salvaguardia dell’ambiente risulterà ancora più efficace.

 

 

Findus, dopo il pesce sostenibilità anche sui vegetali: il 90% certificato entro il 2019

Dopo la pesca sostenibile arrivano le verdure: punta dritto sulla sostenibilità Findus, parte del gruppo Nomad Foods Europe e leader in Italia nel mercato dei surgelati (ne copre una quota a valore del 23,4%, ed è presente almeno una volta l’anno in metà delle famiglie italiane), che ha annunciato l’adesione a SAI Platform, iniziativa internazionale in materia di agricoltura sostenibile creata nel 2002 da Unilever, Danone e Nestlé per affrontare in modo collaborativo le sfide comuni dell’industria agroalimentare e che comprende oggi oltre 90 membri.

Un impegno ambizioso, che punta ad avere entro il 2019 il 90% dei volumi totali di vegetali Findus conformi allo standard di sostenibilità FSA (Farm Sustainability Assessment) e verificato da un audit di un ente terzo. Tra i prodotti coinvolti grandi classici del brand come il Minestrone Tradizione, i Piselli e gli Spinaci. I vegetali rappresentano circa il 55% dei volumi, e copreno quasi un terzo del fatturato aziendale. 

“Un anno abbiamo annunciato la partnership con Msc, ma il nostro DNA aziendale è fatto principalmente di pesce e vegetali, e ora affrontiamo anche questo settore, consapevoli della sua importanza: il 60% della popolazione mondiale vive di prodotti dell’agricoltura e il 30% lavora direttamente in agricoltura. Per noi sostenibilità significa consentire alle generazioni future di disporre delle stesse risorse che abbiamo avuto a disposizione noi. Come azienda riteniamo sia nostro dovere fornire prodotti nutrienti e di alta qualità, usando in maniera responsabile le risorse a nostra disposizione e minimizzando gli sprechi. Quattro di punti chiave dell’accordo:  l’adesione alla piattaforma, lo schema di verifica FSA, la certificazione da parte di terzi e il raggiungimento entro il 2019 dei 90% dei volumi certificati” ha detto Francesco Fattori, Ad Findus Italia.

Produrre cibo impattando meno sull’ambiente è una delle grandi sfide del nostro tempo. Ma agricoltura sostenibile non è solo attenzione all’ambiente. È anche sostenibilità sociale ed economica: è la risposta per affrontare in modo efficace le sfide globali, dal cambiamento climatico alla fame nel mondo.

 

Gestione dell’acqua e rotazione tra i punti cardine

Findus lavora con 672 aziende agricole italiane, spesso con contrati di lunga durata: la durata media delle collaborazioni nell’Agro Pontino ad esempio è di 24 anni. Le verdure vengono coltivate “in pieno campo”, ovvero all’aria aperta, mai in serra, e durante la loro stagione ottimale, seguendo il calendario di madre natura. Tutte le verdure sono raccolte e surgelate in tempi brevissimi: i piselli, ad esempio, vengono congelati entro tre ore dalla raccolta. 

“Ma la qualità non può prescindere dalla sostenibilità – dichiara Fabrizio Fontana, responsabile degli agronomi Findus – che è infatti da tempo al centro del modo di fare agricoltura in Findus. L’adesione a SAI Platform è il naturale approdo di questa filosofia. Una filosofia che si ispira al principio del miglioramento continuo e che prevede l’uso responsabile delle risorse e la riduzione al minimo degli sprechi, ottimizzando la resa e la qualità nutrizionale degli alimenti. Per questo ci impegniamo da tempo in una serie di attività che hanno l’obiettivo di migliorare costantemente la qualità dei nostri prodotti e dell’ambiente che ci circonda”.

Attraverso la rotazione delle colture, ad esempio, Findus migliora naturalmente la fertilità del suolo. Grazie a un monitoraggio continuo che permette agli agronomi di sapere la reale necessità delle piante, si è potuto ridurre significativamente l’utilizzo di concimi: negli ultimi 20 anni, l’uso è stato ridotto del 20%, a fronte di una resa cresciuta del 18%. Findus si è inoltre impegnata da tempo nella riduzione del consumo di acqua ed energia nelle proprie attività agricole prediligendo, laddove possibile, l’irrigazione a bassa pressione e localizzata, un sistema che consente un risparmio d’acqua e di energia (ad esempio rispettivamente -28,5% e -36%, nel caso dei pomodori).

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Ai britannici piacciono le etichette: ora arriva quella “Plastic free”

Una nuova etichetta è apparsa su alcuni scaffali della Gdo britannica: questa volta non dichiara calorie e contenuti di grassi e zuccheri (come le controverse etichette a semaforo) ma l’assenza di plastica nel packaging.

Promotore dell’iniziativa è A Plastic Planet, un gruppo ambientalista britannico già protagonista della prima corsia senza plastica in un supermercato olandese, Ekoplaza.

E proprio qui era comparsa lo scorso febbraio per la prima volta il logo, che ora però è diventato un “marchio di fiducia” che indica con chiarezza al consumatore quando una confezione è priva di plastica non biodegradabile. Ekoplaza impiegherà l’etichetta in tutti i suoi 74 punti vendita olandesi entro la fine dell’anno.

Tra le prime insegne ad adottare la nuova label nel Regno Unito c’è Iceland (nella foto sopra): comparirà su uova, torta salata e hamburger vegetali private label già da questo mese: l’azienda ha dichiarato che sono con questi tre prodotti pensa di risparmiare l’uso di 600 tonnellate di plastica l’anno. L’insegna si è anche impegnata a eliminare completamente la plastica dai suoi prodotti a marchio entro il 2023.

Anche il produttore di tè britannico Teapigs ha adottato l’etichetta per  suoi prodotti.

Come ha dichiarato la cofondatrice Louise Cheadle: “Molti consumatori di tè sono sorpresi nello scoprire che molte bustine contengono plastica. Le nostre sono fatte di Natureflex, un materiale che sembra plastica ma è realizzato con cellulosa. Il marchio di fiducia (l’etichetta, ndr) consentirà ai consumatori che vogliono evitare la plastica di fare la giusta scelta”.

 

“Conosciamo tutti i danni causati dalla nostra dipendenza dalla plastica, dunque vogliamo fare la cosa giusta e comprare prodotti senza plastica – ha detto Sian Sutherland, cofondatore di A Plastic Planet -. Ma fare ciò è più difficile di quello che si possa pensare, e c’è realmente bisogno di un’etichetta chiara e incontrovertibile. In moda che gli acquirenti possano partecipare a risolvere il problema anziché peggiorarlo. Il nostro marchio di fiducia risolve la confusione di simboli ed etichette e dice una sola cosa: che quella confezione non contiene plastica.”

Secondo le Nazioni Unite sono otto milioni le tonnellate di plastica tra bottiglie, confezioni varie ed altri rifiuti a finire negli oceani ogni anno, mettendo a rischio ogni forma di vita marina.

Sono già varie le azioni intraprese dalle insegne della Gdo nel mondo per cercare di affrontare il problema.

Il mese scorso oltre 40 aziende, comprese le maggiori insegne di supermercati britanniche e Coca Cola, Nestlé e Procter & Gamble hanno firmato lo UK Plastics Pact, impegnandosi ad eliminare tutte le confezione di plastica non necessaria entro il 2025.

La distribuzione britannica è responsabile del 40% degli imballaggi in plastica.

Sammontana sostiene il consumo consapevole di gelato “compensato”

Sammontana Italia, primo produttore italiano di gelato nel nostro Paese, prosegue nel suo impegno ambientale sul territorio italiano, con un nuovo progetto realizzato insieme alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Nei prossimi mesi, infatti, l’Azienda sosterrà il consumo consapevole di gelato a impatto ambientale “compensato” in 18 lidi che hanno scelto di fare della tutela dell’ambiente un punto importante della propria attività. In futuro, i lidi partner di Sammontana selezionati secondo precisi criteri di sostenibilità, avranno modo di valorizzare il proprio impegno anche attraverso attrezzature innovative, fra cui frigoriferi ad alta efficienza energetica forniti dall’Azienda e di sensibilizzare i propri clienti al consumo responsabile di gelato grazie a materiale informativo.

L’impegno ambientale di Sammontana: il packaging
L’azienda è da tempo impegnata in un percorso di miglioramento continuo dei propri processi aziendali, per una riduzione dell’impatto ambientale a vari livelli: dalla scelta delle più avanzate soluzioni di packaging ad un utilizzo sempre più efficiente dell’acqua e dell’energia, dalla selezione di materie prime alla gestione innovativa dei rifiuti e della logistica.
Grazie alla collaborazione con il Consorzio Universitario di Ricerca Applicata (C.U.R.A.) dell’Università degli Studi di Padova, l’Azienda si è dotata di una procedura operativa e di modelli personalizzati di Eco-design per valutare alternative progettuali che coprano diversi processi: selezione e impiego delle materie prime, logistica, soluzioni di packaging.

Dallo studio di CURA emerge che le emissioni generate dall’intera linea Barattolino per
l’anno 2017 ammontano a 20.370 tonnellate di CO2eq

L’esito più avanzato dell’innovazione secondo i principi di Eco-design avviata da Sammontana è rappresentata da Prima Ricetta, in produzione dal 2018. Pensata fin dalla nascita in chiave “green”, con ingredienti 100% italiani, senza coloranti e con solo aromi naturali, con contenitore e tappo in carta politenata, Prima Ricetta ha un impatto, in termini di kg CO2eq./kg del 26% inferiore a confronto con i prodotti della linea Barattolino con il medesimo gusto.
L’impegno ambientale di Sammontana e Legambiente
Già nel 2017 Sammontana è stata al fianco di Legambiente con la campagna “Sammontana, Pulisce la spiaggia vicino a casa tua”, grazie alla quale sono state ripulite 20 spiagge libere, selezionate attraverso un contest su Facebook, che si sono aggiunte alle 250 già parte del progetto di Legambiente. Nel 2018 Sammontana supporterà inoltre Legambiente nella prevenzione e nel contrasto del problema dei rifiuti in plastica che compromettono fortemente la flora e la fauna dei nostri mari. Il progetto si svolgerà durante l ‘estate 2018 per un totale di 9 settimane, coinvolgendo centinaia di volontari in attività di citizen science.
L’impegno ambientale di Sammontana e la scuola
Per il 2018 è in programma il rafforzamento del progetto “Barattolino Scuola Missione Green” voluto da Sammontana Italia per promuovere nelle scuole primarie l’educazione dei bambini a prendersi cura dell’ambiente, incentivando atteggiamenti responsabili.

Il progetto di Sammontana quest’anno si pone l’obiettivo di contattare 10.000 scuole primarie in tutta Italia, raddoppiando i numeri dello scorso anno. Il programma di educazione ambientale è articolato per offrire stimoli e strumenti didattici agli insegnanti e agli alunni e spunti di riflessione ai genitori. Tre le aree progettuali: un’Area Didattica, con approfondimenti da svolgere in aula con le insegnanti; un’Area Creativa, a conclusione del percorso a scuola, pensata per favorire l’elaborazione creativa del sogno per un futuro migliore; un’Area Famiglie, per stimolare la raccolta differenziata dei vuoti da parte di bambini e genitori.

Lidl si impegna a ridurre la plastica, -20% entro il 2025

Un impegno concreto per ridurre la plastica prodotta, un problema sempre più pressante: lo ha lanciato Lidl Italia che si è fissata l’ambizioso traguardo di ridurre l’utilizzo di plastica di almeno il 20% entro il 2025. Un obiettivo concreto, che si pensa di raggiungere rivedendo packaging e repackaging delle proprie private label, che rappresentano circa l’85% dell’assortimento. Non solo: entro il 2025 gli imballaggi in plastica dei prodotti private label saranno riciclabili al 100%, sostenendo in tal modo la strategia sulle plastiche recentemente presentata dalla Commissione Europea.

Il discount tedesco già da alcuni anni si occupa del tema, impegnandosi a ridurre gradualmente l’uso di questo materiale negli imballaggi e a migliorarne contemporaneamente le possibilità di riciclo. Fissando questi nuovi importanti goal, l’Insegna sostiene in maniera coerente il proprio piano di CSR, seguendo il motto aziendale “Sulla via del domani”.

“Da tempo lavoriamo in stretta collaborazione con i nostri fornitori, al fine di capire come possiamo ridurre la plastica o adottare soluzioni alternative. Lidl Italia offre già un ampio numero di referenze sfuse nel reparto frutta e verdura, ma il progetto di ottimizzazione del packaging che abbiamo avviato abbraccia anche altre categorie merceologiche e porterà ad una sensibile diminuzione dell’impiego di materie plastiche, fino a giungere, entro il 2025, al traguardo di meno 20%” ha detto Eduardo Tursi, Amministratore Delegato Acquisti di Lidl Italia.

In quest’ottica che sono già state ridotte le dimensioni dell’imballaggio degli anacardi “Alesto” di circa il 20% a confezione: un esempio di come Lidl punti a rispondere al meglio al crescente desiderio dei consumatori di una maggiore sostenibilità in termini di packaging.

Inoltre, Lidl promuove un processo virtuoso su tutto il territorio, non solo prevedendo uno smaltimento dei rifiuti attento all’ambiente in tutte le strutture di propria pertinenza, ma anche rendendo disponibili per i clienti, in tutti gli oltre 600 punti vendita, appositi contenitori per la raccolta differenziata. Per i materiali plastici nello specifico, l’Azienda ha implementato un processo ad hoc, che coinvolge tutti i negozi e le 10 piattaforme logistiche per consentire il recupero delle plastiche da imballo.

“Già oggi prevediamo il riciclo di tutta la plastica e le pellicole utilizzate per l’imballo e il trasporto dei nostri prodotti. Basti pensare che lo scorso anno abbiamo trasformato 1.600 tonnellate di plastica trasparente, 120 tonnellate di colorata e altrettante di rigida, in nuova materia prima che potrà essere riutilizzata per diversi scopi” conclude Tursi.

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