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Il vino green riduce l’uso dei fitofarmaci del 40%: il caso del Montefalco Sagrantino

Si fa presto a dire vino sostenibile e naturale: ma è davvero possibile ridurre l’uso di fitofarmaci in vigna? La risposta è sì, e la prova è il progetto della filiera vitivinicola dal Consorzio Tutela Vini Montefalco, diventato modello di sostenibilità per l’intero comparto agricolo dell’Umbria. Grazie a una gestione più sostenibile dei vigneti, è stata infatti raggiunta una riduzione dell’uso dei fitofarmaci del 40%.

Nato nel 2015 come progetto pilota per la coltivazione dei vigneti del Montefalco Sagrantino DOCG, Grape Assistance è un assistente tecnologico “in campo”, a servizio dei produttori, che permette di ottenere bollettini meteo e previsioni a lungo termine, informazioni sullo stato di salute reale delle piante utili a superare il sistema dei trattamenti a calendario. Oggi è chiamato Smart Meteo e ha esteso il suo raggio d’azione non solo a tutti i vigneti umbri, ma anche agli altri tipi di coltivazione, 

 

Obiettivo -75% di fitofarmaci per l’agricoltura umbra

«Un valido aiuto che ha consentito di effettuare interventi mirati solo in caso di presenza di agenti patogeni, riducendo in maniera significativa l’utilizzo dei fitofarmaci. Oggi portiamo sui mercati prodotti più sostenibili e in linea con le esigenze dei consumatori – spiega Amilcare Pambuffetti, Presidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco –. L’obiettivo, con Smart Meteo, è di raggiungere una riduzione del 75% su tutto il territorio umbro. Massimizzando i vantaggi del protocollo, l’Umbria potrebbe toccare quota 60 milioni di euro di farmaci non somministrati in agricoltura, una rivoluzione ecosostenibile ed economica sorprendente che siamo fieri di aver innescato».

Nei primi tre anni di applicazione il risparmio economico medio che il modello di Montefalco ha raggiunto in vigna è di circa 175 euro l’ettaro. Con l’applicazione del protocollo all’interno di tutte le aziende del Sagrantino, 60 circa per poco più di mille ettari, si abbattono tonnellate di prodotti chimici, corrispondenti a circa 88 mila euro, con un risparmio complessivo stimato in circa 105 mila euro annui.

Le denominazioni di origine Montefalco si arricchiscono così di vini sempre più attenti all’ambiente, molti dei quali faranno il loro ingresso sul mercato estero in occasione del ProWein 2018, in programma dal 18 al 20 marzo a Fair ground Düsseldorf. Un banco di prova importante: l’export pesa circa il 70% sul fatturato complessivo dei vini di Montefalco, contro una propensione all’export del 52% del comparto del vino italiano.

Nel 2017, le aziende del territorio hanno esportato fuori dai confini nazionali quasi il 10% in più rispetto all’anno precedente, soprattutto verso la Germania mercato di riferimento per rossi e bianchi fermi prodotti in maniera sostenibile. Il 12% dei tedeschi, infatti, dichiara di aver consumato vino green, soprattutto italiano e l’84% si dichiara interessato a continuare acquistarlo in futuro (Survey Wine Monitor Nomisma 2017 per ICE-Agenzia).

Carrefour Italia prima insegna Gdo certificata per la gestione energetica sull’intera rete

L’intera rete dei punti vendita e la sede centrale “allineate” nella sistema di gestione  dell’energia, tanto da poter essere interamente certificati: è l’importante traguardo conseguito da Carrefour Italia che oggi ha ricevuto da Certiquality, organismo di certificazione indipendente specializzato in sistemi di gestione aziendale per la qualità, l’ambiente e la sicurezza, la certificazione di conformità del proprio Sistema di Gestione dell’Energia alla norma internazionale ISO 50001. La consegna è avvenuta nel punto vendita milanese di piazzale Siena, “fiore all’occhiello” della catena francese grazie a luci a led e frigoriferi chiusi, ma anche all’utilizzo totale di CO2 per la produzione del freddo, che è anche utilizzata per riscaldamento e climatizzazione.

«Questo tipo di certificazione segue il miglioramento progressivo della gestione dell’energia – ha chiarito un entusiasta Alfio Fontana, Energy Manager di Carrefour Italia -. Non tutti i punti vendita sono allo stesso punto, ma la cosa importante, e anche la più difficile per l’ottenimento della certificazione, è stato proprio coinvolgere tutti i 1068 store, di proprietà e in franchising, tramite i direttori e la sensibilizzazione dei dipendenti. Man mano saranno implementate le soluzioni di gestione più avanzate nei vari store».

Gli obiettivi dell’insegna sono ambiziosi: la riduzione del 40% di energia entro il 2050. Ma già ora ogni anno si arriva a ridurre circa il 3% (l’unità considerata è il kWh al metro quadro). Un bel risultato, a fronte di una bolletta energetica complessiva “che supera i 50 milioni di euro”, reso possibile però anche da investimenti tra i 6 e gli 8 milioni di euro l’anno.

Sono innumerevoli le variabili da considerare nella gestione energetica di un punto vendita, e prendono in considerazione non solo riscaldamento e refrigerazione e illuminazione, ma anche ad esempio gli acquisti “quando acquistiamo un forno dobbiamo calcolare non solo il costo iniziale ma anche la sua gestione, ovvero quanto consumerà”, fino alle modalità di consumo dell’energia e alle opportunità di risparmio presenti in azienda, il che coinvolge anche il modo in cui i dipendenti gestiscono le fonti energetiche.

«Le attività di verifica di Certiquality hanno coinvolto il personale di Carrefour che partecipa al funzionamento e mantenimento del sistema di Gestione dell’Energia, anche tramite sopralluoghi a campione sui punti vendita della rete e sulle attività dei fornitori di Carrefour per quanto riguarda i servizi energetici» ha confermato Umberto Chiminazzo, Direttore Generale di Certiquality.

Poi c’è il cliente finale, sempre più sensibile al tema: questo traguardo sarà comunicato dall’azienda? «Lo faremo, anche se è un questione molto tecnica e non così facile da spiegare, e però la sensibilità anche da parte del cliente finale c’è, penseremo a dei modi  per sensibilizzare al tema e passare il messaggionel punto vendita» ha detto Fontana.

Le attività di verifica di Certiquality hanno previsto la valutazione dello status attuale, dei piani di miglioramento, degli obiettivi energetici individuati e dei traguardi raggiunti da Carrefour Italia; sono state valutate anche le modalità di acquisto di beni e servizi e le modalità di progettazione di nuovi punti vendita e di nuovi servizi per i propri clienti, a garanzia che le tematiche di sostenibilità energetica (e quindi anche ambientale) siano incorporate nella normale operatività dell’azienda.

Sono stati effettuati sopralluoghi a campione presso i punti vendita della rete, per verificare sul campo l’implementazione del Sistema di Gestione dell’Energia.

M’illumino di Meno, il 23 febbraio anche i supermercati “spengono le luci”

In 13 anni è cresciuta e sono varie le imprese della Gdo che hanno man mano aderito: stiamo parlando di ‘M’Illumino di Meno’, la grande campagna di sensibilizzazione sui temi degli stili di vita sostenibili promossa dalla trasmissione di Radio2 Caterpillar, che giunge il 23 febbraio, la ‘Giornata del risparmio energetico, alla su 14a edizione.

Quest’anno il focus è sul camminare a piedi, il mezzo di trasporto più antico, sano ed ecosostenbilie. Obiettivo: raggiungere grazie a migliaia di adesioni in Italia e all’estero, dagli Usa alla Thailandia, dal Messico all’Australia, di cittadini, istituzioni, aziende, scuole, i 555 milioni di passi necessari per arrivare simbolicamente dalla Terra alla Luna. Per questo sul sito è stato lanciato un “contapassi” con cui i cittadini si impegnano a contribuire al “viaggio” verso la Luna. 

 

Il 13° anno di Coop

Da 12 anni COOP aderisce al “M’illumino di meno”. Gli oltre 1100 punti vendita Coop il 23 febbraio applicheranno il “silenzio energetico”, ovvero lo spegnimento simbolico delle luci e “Caterpillar” in diretta attraverso RadioCoop. L’insegna raccoglie la sfida di quest’anno e “pensa con i piedi”. A Empoli dove è in atto la campagna di crowfunding “Abbraccia Empoli” lanciata da Unicoop Firenze per contribuire al progetto di restauro della Fontana dei Leoni, monumento simbolo della città, il progetto diventa “Abbraccia Empoli a piedi e con le luci spente”, passeggiata simbolica di sensibilizzazione per contribuire con il cuore ma andando a piedi. A Bologna Coop Alleanza 3.0 organizza passeggiate a piedi a partire dall’erbario presente nel supermercato Coop di Piazza Martiri e giochi per calcolare camminando la propria impronta ecologica. Gaming ecologico utilizzando un tappeto colorato di 3 metri negli Ipercoop siciliani; qui l’obiettivo è fare un percorso a tappe per “raggiungere la Luna”

 

Gruppo Gabrielli, spesa “al buio” scontata del 10%
Anche quest’anno, il Gruppo Gabrielli parteciperà con le sue insegne Oasi e Tigre, abbassando l’intensità luminosa nei punti vendita. 
L’azienda per condividere con i propri clienti l’iniziativa e dare eco alle finalità, come lo scorso anno, in occasione dell’appuntamento con M’Illumino di meno il 23 febbraio riserverà uno sconto del 10% sulla spesa effettuata dalle ore 18 alle ore 19.00  nei punti di vendita coinvolti.
«Partecipiamo all’edizione 2018 di M’Illumino di meno condividendone l’attenzione riservata alla terra, all’importanza del suolo come bene da tutelare e alla bellezza del paesaggio da preservare – ha detto Barbara Gabrielli vicepresidente del Gruppo Gabrielli –; il nostro impegno è concreto, infatti il nostro ultimo punto di vendita Oasi inaugurato ad Ancona lo scorso ottobre è stato realizzato interamente in classe A+, senza consumo di suolo grazie alla conversione, mediante demolizione e ricostruzione con ampliamento, di un vecchio edificio divenuto oggi nuovo esercizio commerciale tutelando il suolo a vantaggio della comunità che beneficia anche di parte dell’area sistemata a verde».

 

Tutti in sneakers da Carrefour

Carrefour ha invitato tutti i dipendenti a presentarsi al lavoro in sneakers e a camminare il più possibile. Evitando l’ascensore (e predisponendo un bollino per ogni piano fatto a piedi) e invitando ad usare palestra e pista di jogging interna alla sede centrale di Milano. Obiettivo: contribuire ai 555 milioni di passi necessari ad “arrivare alla Luna”. Le insegne dei punti vendita resteranno spente dalle 18 alle 19. 

 

Luci spente in 111 supermercati Gruppo Alì

Il Gruppo Alì spegnerà le luci nei 111 supermercati Alì e centri Alìper di Veneto ed Emilia Romagna: dalle 18 alla chiusura, tutta la rete dei supermercati dimezzerà l’illuminazione all’interno dei punti vendita. Un gesto che comporta – fa sapere l’insegna – un risparmio energetico di circa 11.000 KW/h, pari a 2,1 tonnellate di petrolio e una riduzione delle emissioni di CO2 di 5 tonnellate. Il relamping nei punti vendita ristrutturati e in quelli di nuova generazione ha consentito di abbattere il 50% dei consumi energetici relativi all’illuminazione.

«L’adesione a M’illumino di meno è un piccolo gesto simbolico– spiega il presidente Francesco Canella – per condividere il nostro impegno per la tutela dell’ambiente anche attraverso il risparmio energetico. Siamo convinti che la tutela dell’ambiente sia alla base della sicurezza alimentare e della salute delle persone».

 

Il decalogo di ‘M’Illumino di Meno’
1. spegnere le luci quando non servono.
2. spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici.
3. sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria.
4. mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola.
5. se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre.
6. ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria.
7. utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne.
8. non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni.
9. inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni.
10. utilizzare l’automobile il meno possibile, condividerla con chi fa lo stesso tragitto. Utilizzare la bicicletta per gli spostamenti in città.

Le baite di Oulx (CRAI) lancia le colonnine di ricarica auto

Due colonnine per la ricarica delle auto elettriche; saranno installate tra marzo e aprile presso il Centro commerciale Le Baite di Oulx, al cui interno è presente un punto di vendita CRAI associato al Cedi Codè Crai, storico protagonista del mondo della distribuzione moderna. È solo ‘ultimo di una serie di iniziative improntate alla sostenibilità ambientale promosse nei vent’anni di esistenza della struttura, che ha voluto dimostrare come la passione per il lavoro possa coniugarsi con la responsabilità sociale, l’attenzione verso l’ambiente e le popolazioni locali.

Era il 1998 quando il Centro commerciale assunse l’attuale aspetto ispirato all’architettura delle baite alpine. Legno e pietra sono stati utilizzati per inserire in modo armonioso una struttura altrimenti ingombrante in un contesto montano (e viene in mente la draconiana legge regionale del Trentino che ha detto stop agli spazi commerciali superiori a 10mila metri quadri).

Un primo significativo gesto che ha aperto la strada al percorso di attenzione che Le Baite hanno poi dimostrato dando seguito alle buone intenzioni con numerose attività concrete. Partendo dalle immancabili raccolte fondi che hanno interessato progetti legati al territorio come la cosiddetta operazione Chiesette ovvero il restauro della Cappella del GAD; ma anche progetti internazionali come quello nella Repubblica Centro Africa per costruire un nuovo nucleo abitativo per 20 bambini, in collaborazione con SOS Terzo Mondo.

Il centro commerciale Le Baite ha anche creato sinergie “responsabili” tra attività diverse: è stata installata una macchina per il riciclo delle bottiglie in PET che compensava i clienti con bollini della raccolta Crai. I clienti poi potevano scegliere di donare i bollini per la manutenzione dello storico Sentiero dei Franchi nel parco del Gran Bosco attraverso il quale i Franchi scesero le Alpi per affrontare i Longobardi (pari a 10mila euro).

Numerosi sono anche gli interventi strutturali per rendere l’edificio meno energivoro possibile. È datato 2010 il primo ampliamento della costruzione che ha previsto il recupero dell’acqua piovana per gli scarichi dei servizi igienici e per l’irrigazione, in contemporanea sono stati realizzati un impianto eolico e uno fotovoltaico per produrre energia da fonti rinnovabili.

Più di recente, nel 2015, in occasione di un’importante ristrutturazione, sono stati sostituiti i frigoriferi e la centrale frigorifera per adottare una nuova tecnologia che utilizza CO2 come gas refrigerante e quindi già in linea con le direttive europee che dal 2020 prevedono la progressiva eliminazione degli altri gas in uso. La nuova centrale garantisce sia un minor impatto ambientale sia un minor consumo energetico (-40%). Infine sempre nel 2015 è stata sostituita l’illuminazione tradizionale con apparati led.

Nel 2005 è stato installato il primo Ecopoint Crai per la vendita di prodotti sfusi per la riduzione dei rifiuti e successiva integrazione con detersivi alla spina Ecogoccia (un progetto Regione Piemonte).

Le proposte ecosostenibili non si limitano al Centro Commerciale: Le Baite cerca di sensibilizzare nel diminuire l’utilizzo delle autovetture. Per il periodo invernale è il principale sponsor dello Yety Bus, navetta gratuita per gli sciatori tra Oulx e Sauze d’Oulx e nei mesi estivi mette a disposizione dei clienti gratuitamente una navetta da Oulx al Centro Commerciale. E, per chi volesse arrivare con una non inquinante auto elettrica, tra poco ci saranno anche le colonnine di ricarica.

Bio, online e sostenibilità fanno crescere la Coop svizzera

L’innovazione, il presidio delle (ex) nicchie come il bio e il fairtrade, la ricerca di nuovi formati, il canale online pagano: quanto meno in Svizzera, dove continua a crescere Coop Svizzera, che chiude il 2017 con un fatturato di 29,2 miliardi di franchi svizzeri (pari a 25,3 miliardi di euro) e un aumento del 3,1% per tutto il gruppo e dell’1,4% nel commercio al dettaglio. In crescita anche l’utile, che aumenta di 10 milioni di franchi arrivando a 485 milioni (pari a 421 milioni di euro). L’EBIT, ovvero il risultato ante oneri finanziari, è stato per tutto il gruppo di 806 milioni di franchi (700 milioni di euro), con una crescita del 5,7% rispetto all’anno precedente.

Il Gruppo Coop ha realizzato investimenti lordi pari a 1,6 miliardi di franchi (pari a 1,4 miliardi di euro) mentre il patrimonio netto inclusi gli interessi di minoranza ha raggiunto il 47,9% della somma di bilancio. A fine 2017, il Gruppo Coop, che è il secondo operatore nella grande distribuzione dopo Migros e che non ha alcun legame societario con Coop Italia pur avendo un logo molto simile, impiegava 86.318 collaboratori (+1317), dei quali 55.375 in Svizzera.

Coop Svizzera si conferma leader del mercato dei prodotti sostenibili, con 4,3 miliardi di franchi (3,7 miliardi di euro) di fatturato e una crescita in doppia cifra (+10,4%) Con i soli prodotti bio, Coop ha totalizzato 1,4 miliardi di franchi (+10,7%).

I supermercati Coop hanno incrementato la frequenza dei clienti del 5,7% superando, con 10,3 miliardi di franchi (8,9 miliardi di euro), il ricavo netto dell’anno precedente. I formati specializzati hanno visto una crescita del 2,8% raggiungendo i 7,1 miliardi di franchi (6,1 miliardi di euro). Interdiscount, Microspot, Fust e Nettoshop hanno messo a segno un fatturato di oltre 2 miliardi di franchi (1,7 miliardi di euro), con una crescita di 51 milioni di franchi (44 milioni di euro) e un rafforzamento della leadership nel mercato dell’elettronica di consumo. Il Gruppo Coop conta un totale di 2.295 punti di vendita, 41 in più rispetto all’anno precedente. Coop gestisce la rete di punti di vendita più numerosa della Svizzera.

In crescita nel 2017 anche il settore del commercio online. Il ricavo netto è ammontato a 1,7 miliardi di franchi (1,47 miliardi di euro), con una crescita di 267 milioni di franchi (232 milioni di euro) rispetto all’anno precedente. Il supermercato online Coop@home ha fatto registrare una crescita superiore alla media e pari al 10,5%; il ricavo netto è ammontato a 142 milioni di franchi (123 milioni di euro).

Nel settore Commercio all’ingrosso/produzione, Coop ha realizzato un ricavo netto di 13 miliardi di franchi (11,3 milioni di euro), che corrisponde a un aumento del 6,2%. Al netto delle acquisizioni, il settore è cresciuto del 4,9%. Il gruppo Transgourmet ha registrato un ricavo netto di 9,1 miliardi di franchi (7,9 miliardi di euro) con un aumento del 6,3% e la conferma del secondo posto tra le aziende europee che operano nel Cash&Carry e del rifornimento all’ingrosso.

 

Share a Meal, Knorr e Wfp donano 4 milioni di pasti: ora l’impegno anti spreco va a scuola

Prima la sfida sulla ricetta con gli avanzi, ora l’insegnamento della cucina sostenibile ai futuri chef e ai bambini delle scuole primarie: così Unilever Italia, Knorr e World Food Programme Italia rinnovano l’impegno nella lotta allo spreco e alla fame nel mondo. E, in occasione della Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare di lunedì illustrano i risultati della campagna di solidarietà “Share a meal”, che ha visto il coinvolgimento di oltre 20 milioni di italiani, sfidatisi a suon di ricette sulla cucina anti spreco. 

 

Missione salva vita nelle scuole del Kenya, anti spreco nelle scuole italiane

L’obiettivo di Unilever, Knorr e World Food Programme è rendere la cucina anti spreco una pratica comune e sentita da un pubblico sempre più ampio. 

«Rispetto a cinque anni fa l’atteggiamento del consumatore verso il cibo è molto cambiato: questo è il momento giusto per affrontare certi temi» ha detto Angelo Trocchia, Presidente e Amministratore Delegato di Unilever Italia.

Nel 2017, la campagna “Share a meal”, nata dalla collaborazione tra Knorr e WFP avviata nel 2014, ha dato la possibilità a tutti gli italiani di attivarsi con una piccola ma importante sfida al cambiamento per contrastare lo spreco alimentare e, al contempo, risparmiando, di fare una donazione per sostenere il Programma School Meals del World Food Programme in Kenya, ancora oggi uno dei Paesi con il più alto numero di minori malnutriti, con una persona su 10 che non ha cibo a sufficienza per svolgere una vita sana e quasi la metà dei decessi dei bambini al di sotto dei 5 anni dovuti ad una scarsa alimentazione. Finora è stato donato l’equivalente di circa 4 milioni di pasti nelle scuole del Kenya. Con plurimi vantaggi: fornire un’alimentazione sana in un’età critica come l’infanzia, in modo anche da formare adulti più sani, incentivare la frequenza della scuola, ma anche favorire l’agricoltura locale, dalla quale provengono le materie prime fresche. 

«I risultati che la partnership con il World Food Programme e il progetto ‘Share a meal’ ci hanno permesso di raggiungere valgono ora per noi come ulteriore motivazione per proseguire nella lotta allo spreco – ha detto ancora Trocchia -, che è sempre più urgente e importante per tutti. Per noi è una sfida fondamentale, che fa parte dell’impegno dell’azienda nel sociale e che rappresenta un esempio del nostro modello di business, Unilever Sustainable Living Plan, un piano che guida tutte le nostre azioni all’insegna di una crescita sostenibile e responsabile».

Ora “Share a meal” continuerà la sua missione puntando sui giovani italiani: coinvolgendo gli studenti degli Istituti alberghieri, che faranno del cibo il proprio lavoro, e i bambini delle scuole primarie, cittadini e consumatori di domani. Saranno infatti i protagonisti delle prossime iniziative di educazione alimentare e ambientale in giro per l’Italia. Grazie ad una formazione specifica sulla sostenibilità in cucina e a laboratori pratici per creare menu sostenibili dal punto di vista nutrizionale, sociale e ambientale, sarà possibile costruire una rete virtuosa di scuole anti-spreco inter-generazionali.

 

Concorso, i vincitori

Il progetto “Share a meal” ha coinvolto più di un italiano su tre, anche grazie al coinvoglimento di ambassador assai popolari sul web: Lisa Casali, scienziata ambientale, blogger e scrittrice; Tessa Gelisio, conduttrice tv, scrittrice, blogger e ambientalista; Sonia Peronaci, cuoca, conduttrice tv e blogger, fondatrice del sito di cucina Giallo Zafferano e ora su www.soniaperonaci.it e Ivan Zaytsev, pallavolista e ambasciatore WFP Italia.

Al termine del concorso, le ricette più ecologiche e originali sono state

il “Carrè di agnello” di Cristina Pedullà di Orco feglino (Sv);

“Il tramonto nell’orto” di Fabio Verratti di Imola

e i “Bocconcini alla zucca sweet and hot” di Luciana Molino di Zandobbio (Bg).

Cristina, Fabio e Luciana sono i vincitori e i primi portavoce di un impegno per un consumo più responsabile e sostenibile che “parte dal basso”, esempi di come ognuno possa fare la propria parte, iniziando dalle abitudini nelle proprie case.

 

Coop contro lo spreco, +15% di alimenti donati e un portale dedicato all’economia circolare

Fa i conti di sei anni di impegno nella lotta allo spreco alimentare Coop, in vista della  Giornata nazionale contro lo spreco alimentare prevista per il 5 febbraio: 6mila tonnellate di derrate donate (+15% rispetto all’anno precedente) e il progetto www.coopnospreco.it, il portale e web community partiti a dicembre. Obiettivo: coinvolgere nell’economia circolare consumatori, associazioni, scuola, Pmi ed enti locali diffondendo buone pratiche, consigli ma anche creando veri e propri scambi di prodotti soprattutto non alimentari (abiti, giocattoli, elettrodomestici) con la logica che prima di buttare si può riutilizzare facendo incontrare domanda e offerta. I primi risultati in poco più di un mese di attività sono incoraggianti: 440.000 accessi al portale, 110.000 alla web community e più di 600 app installate.

Con il programma “Meno Spreco, Più Solidarietà” Coop intende prevenire e ridurre la formazione delle eccedenze alimentari e donare la quota che inevitabilmente si genera nel processo distributivo.

 

Sette milioni di pasti donati nel 2016

L’incidenza media in Coop delle eccedenze alimentari è sostanzialmente dimezzata rispetto a quella registrata dal resto della Gdo, come dimostra il “Libro Bianco Coop sullo Spreco Alimentare”, una ricerca che coinvolge le sette maggiori cooperative di consumatori italiane e due cooperative medie, che rappresentano complessivamente oltre il 95% delle vendite totali Coop in Italia. Nove Coop che nel 2016 tramite il progetto “Buon Fine” hanno donato, attraverso il 75% dei propri punti di vendita, 6mila tonnellate di derrate alimentari in grado di generare 7 milioni di pasti, per un valore pari a 28 milioni di euro, a 943 associazioni di volontariato e caritative.

Le donazioni Coop sono cresciute del 15% rispetto all’anno precedente anche grazie alle semplificazioni amministrative e all’estensione della rete dei soggetti beneficiari prevista dalla Legge Gadda, entrata in vigore nel settembre 2016. Dal confronto con altre catene distributive, il “Libro Bianco” evidenzia che Coop dona sei volte tanto il proprio concorrente più virtuoso.

L’80% delle donazioni interessa prodotti freschi e freschissimi: Coop ha ideato un meccanismo “a km zero” nel quale direttamente dal punto vendita si raggiunge, attraverso una rete capillare di associazioni coinvolte e grazie al lavoro congiunto di dipendenti e soci, la destinazione individuata (mensa, ostello o quant’altro). Una sorta di rete di protezione diversa da territorio a territorio e capace comunque di dar vita a un’importante operazione di inclusione sociale.
Oltre alle donazioni, Coop ha venduto, nel 2016, a prezzo mediamente dimezzato, prodotti buoni e sani, prossimi alla data di scadenza o a fine giornata per un valore superiore ai 23 milioni di euro.

 

Un portale per promuovere (e praticare) l’economia circolare

Lo scorso dicembre Coop ha deciso di aggiungere un altro tassello alla sua strategia anti spreco, lanciando l’app e il portale coop no spreco. Ideato per divulgare e incentivare la lotta allo spreco alimentare in casa e fuori casa e per favorire le donazioni dell’invenduto, il portale ha avuto fino ad ora 440.000 accessi, mentre sono oltre 600 le app installate.

Il sito presenta un ricettario degli avanzi e una serie di tutorial virtuali che permettono di esplorare i sette ambienti presenti (casa, orto, scuola, ristorante, farmacia, supermercato, associazioni di solidarietà) e scoprire come ridurre nel quotidiano e con pochi piccoli accorgimenti gli sprechi di cibo, di prodotti per l’igiene e di farmaci, scegliendo le soluzioni più adatte per sé e per la propria famiglia. 

Particolarmente interessante è la web community, un luogo dove tutti possono condividere i propri annunci per donare o ricevere eccedenze alimentari, promuovere progetti ed eventi dedicati alla lotta allo spreco o creare comunità di scambio sul territorio

Le soluzioni green di Franprix Noè, prossimità sostenibile

“I clienti l’anno inventato e Franprix l’ha realizzato”: è questa, sintetizzata da Jean-Charles Naouri, direttore esecutivo di Groupe Casino, la filosofia del format Franprix Noè debuttato a settembre 2017. Tre punti vendita a Parigi, di cui abbiamo visitato il primo, nella borghese rue Mouffetard. Un concept “interamente adattato agli stili urbani odierni” che presenta varie soluzioni interessanti, tutte nel segno della sostenibilità e della salute. Quasi 3000 le referenze in 225 metri quadri.

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Oltre che supermercato fortemente connotato nella scelta dei prodotti (le referenze ci sono tutte, dal fresco al non food, ma selezionate nel senso del naturale, della trasparenza, dell’origine) il concept noé è stato concepito come un “laboratorio” in progress dove testare nuovi prodotti e servizi per tutti i punti vendita di “ultraprossimità” Franprix (oltre 900 concentrati nell’Ile-de-France). L’idea è poi di sviluppare un insegna “allo stesso tempo sostenibile e popolare”. 
 
Franprix è un’insegna del Gruppo Casino.

Gdo e riduzione dello spreco, Gruppo Gabrielli premiato da Legambiente Marche

Uno spreco alimentare non più sostenibile: per questo anche nella Gdo si moltiplicano le azioni per ridurlo, e su questo fronte il Gruppo Gabrielli ha ottenuto un importante riconoscimento da Legambiente Marche per la sua pluriennale collaborazione con Banco Alimentare. Ideato in occasione della IV edizione di “Ridurre si può nelle Marche”, il premio intende valorizzare le migliori realtà del territorio per la riduzione e prevenzione della produzione di rifiuti e dello spreco alimentare. Ufficializzato lo scorso dicembre in occasione della prima edizione dell’”Ecoforum Marche – l’economia circolare dei rifiuti”, la consegna ufficiale del riconoscimento è avvenuta lunedì 29 gennaio presso la sede del Gruppo Gabrielli a Monticelli Ascoli Piceno per mano della Presidente Legambiente Marche Francesca Pulcini.

«All’interno del primo Ecoforum delle Marche abbiamo anche premiato le esperienze che si sono distinte in quest’ultimo anno per la prevenzione della produzione dei rifiuti all’interno del bando “Ridurre si può nelle Marche” – ha sottolineato Francesca Pulcini -.  Tra questi abbiamo riconosciuto una menzione speciale al Gruppo Gabrielli, per l’impegno che da anni porta avanti con il Banco Alimentare nella prevenzione della produzione di spreco alimentare, che è sia una questione ambientale, ma anche e soprattutto etica e sociale molto importante di cui essere orgogliosi. Per Legambiente questa buona pratica è stata straordinaria, per questo abbiamo deciso di raccontarla e premiarla, e ci auguriamo possa essere da esempio per chiunque voglia seguire questa strada».

Dal 2010 infatti, è in essere un accordo con il Banco Alimentare in base al quale vengono distribuite quotidianamente le eccedenze dei punti di vendita non più vendibili per motivi commerciali ma ancora perfettamente edibili da un punto di vista organolettico.

«Accogliamo con grande piacere questo riconoscimento – ha detto Barbara Gabrielli, vicepresidente del Gruppo – in quanto è uno stimolo a continuare nell’impegno preso con il Banco Alimentare in favore di chi grava in una situazione di bisogno e nel contempo ci vede in prima linea nella lotta allo spreco alimentare che per noi è una priorità al pari di quella ambientale».

Coop Olanda introduce i camion elettrici per la logistica

Foto: Guido Benschop

Si fa un bran parlare di auto elettriche, ma tanto della mobilità sostenibile passa anche per il trasporto su gomma: a che punto siamo dunque con i camion elettrici? Una prima risposta viene dalla Coop olandese, che ha annunciato un progetto pilota per rifornire i punti vendita del centro di Rotterdam con autocarri elettrici.

Coop Supermarkten fornisce energia elettrica al 100% ai suoi negozi di Rotterdam. Per contribuire al Green Deal 010, il programma per azzerare le emissioni dai trasporti e dalla logistica nel centro di Rotterdam nel 2020, l’organizzazione del supermercato sta esplorando nuove possibilità per le forniture elettriche nei centri urbani.

Dal centro di distribuzione di Gieten (Drenthe), quattro volte a settimana i container vengono caricati su un camion elettrico di Breytner, specialista nel settore del trasporto elettrico al 100%, il quale rifornisce i negozi Coop Today nel centro della città, silenziosamente e in modo pulito.

«Coop in questo modo rifornisce i negozi in modo sostenibile e riduce l’inquinamento atmosferico e l’inquinamento acustico nelle aree densamente popolate. Breytner ha le conoscenze e le competenze per fornire una distribuzione a prova di futuro e pulita» dice Coen Worst, Transport Manager di Coop.

Dopo il progetti pilota di Rotterdam, Coop sta studiando le possibilità di fornire emissioni zero in altri suoi negozi. Con il programma Green Deal, il governo olandese punta ad arrivare a una logistica a zero emissioni entro il 2025. Entro quell’anno, Coop sarà pronta a fornire tutti i negozi nei centri urbani nei Paesi Bassi senza emissioni.

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