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Bio, online e sostenibilità fanno crescere la Coop svizzera

L’innovazione, il presidio delle (ex) nicchie come il bio e il fairtrade, la ricerca di nuovi formati, il canale online pagano: quanto meno in Svizzera, dove continua a crescere Coop Svizzera, che chiude il 2017 con un fatturato di 29,2 miliardi di franchi svizzeri (pari a 25,3 miliardi di euro) e un aumento del 3,1% per tutto il gruppo e dell’1,4% nel commercio al dettaglio. In crescita anche l’utile, che aumenta di 10 milioni di franchi arrivando a 485 milioni (pari a 421 milioni di euro). L’EBIT, ovvero il risultato ante oneri finanziari, è stato per tutto il gruppo di 806 milioni di franchi (700 milioni di euro), con una crescita del 5,7% rispetto all’anno precedente.

Il Gruppo Coop ha realizzato investimenti lordi pari a 1,6 miliardi di franchi (pari a 1,4 miliardi di euro) mentre il patrimonio netto inclusi gli interessi di minoranza ha raggiunto il 47,9% della somma di bilancio. A fine 2017, il Gruppo Coop, che è il secondo operatore nella grande distribuzione dopo Migros e che non ha alcun legame societario con Coop Italia pur avendo un logo molto simile, impiegava 86.318 collaboratori (+1317), dei quali 55.375 in Svizzera.

Coop Svizzera si conferma leader del mercato dei prodotti sostenibili, con 4,3 miliardi di franchi (3,7 miliardi di euro) di fatturato e una crescita in doppia cifra (+10,4%) Con i soli prodotti bio, Coop ha totalizzato 1,4 miliardi di franchi (+10,7%).

I supermercati Coop hanno incrementato la frequenza dei clienti del 5,7% superando, con 10,3 miliardi di franchi (8,9 miliardi di euro), il ricavo netto dell’anno precedente. I formati specializzati hanno visto una crescita del 2,8% raggiungendo i 7,1 miliardi di franchi (6,1 miliardi di euro). Interdiscount, Microspot, Fust e Nettoshop hanno messo a segno un fatturato di oltre 2 miliardi di franchi (1,7 miliardi di euro), con una crescita di 51 milioni di franchi (44 milioni di euro) e un rafforzamento della leadership nel mercato dell’elettronica di consumo. Il Gruppo Coop conta un totale di 2.295 punti di vendita, 41 in più rispetto all’anno precedente. Coop gestisce la rete di punti di vendita più numerosa della Svizzera.

In crescita nel 2017 anche il settore del commercio online. Il ricavo netto è ammontato a 1,7 miliardi di franchi (1,47 miliardi di euro), con una crescita di 267 milioni di franchi (232 milioni di euro) rispetto all’anno precedente. Il supermercato online Coop@home ha fatto registrare una crescita superiore alla media e pari al 10,5%; il ricavo netto è ammontato a 142 milioni di franchi (123 milioni di euro).

Nel settore Commercio all’ingrosso/produzione, Coop ha realizzato un ricavo netto di 13 miliardi di franchi (11,3 milioni di euro), che corrisponde a un aumento del 6,2%. Al netto delle acquisizioni, il settore è cresciuto del 4,9%. Il gruppo Transgourmet ha registrato un ricavo netto di 9,1 miliardi di franchi (7,9 miliardi di euro) con un aumento del 6,3% e la conferma del secondo posto tra le aziende europee che operano nel Cash&Carry e del rifornimento all’ingrosso.

 

Share a Meal, Knorr e Wfp donano 4 milioni di pasti: ora l’impegno anti spreco va a scuola

Prima la sfida sulla ricetta con gli avanzi, ora l’insegnamento della cucina sostenibile ai futuri chef e ai bambini delle scuole primarie: così Unilever Italia, Knorr e World Food Programme Italia rinnovano l’impegno nella lotta allo spreco e alla fame nel mondo. E, in occasione della Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare di lunedì illustrano i risultati della campagna di solidarietà “Share a meal”, che ha visto il coinvolgimento di oltre 20 milioni di italiani, sfidatisi a suon di ricette sulla cucina anti spreco. 

 

Missione salva vita nelle scuole del Kenya, anti spreco nelle scuole italiane

L’obiettivo di Unilever, Knorr e World Food Programme è rendere la cucina anti spreco una pratica comune e sentita da un pubblico sempre più ampio. 

«Rispetto a cinque anni fa l’atteggiamento del consumatore verso il cibo è molto cambiato: questo è il momento giusto per affrontare certi temi» ha detto Angelo Trocchia, Presidente e Amministratore Delegato di Unilever Italia.

Nel 2017, la campagna “Share a meal”, nata dalla collaborazione tra Knorr e WFP avviata nel 2014, ha dato la possibilità a tutti gli italiani di attivarsi con una piccola ma importante sfida al cambiamento per contrastare lo spreco alimentare e, al contempo, risparmiando, di fare una donazione per sostenere il Programma School Meals del World Food Programme in Kenya, ancora oggi uno dei Paesi con il più alto numero di minori malnutriti, con una persona su 10 che non ha cibo a sufficienza per svolgere una vita sana e quasi la metà dei decessi dei bambini al di sotto dei 5 anni dovuti ad una scarsa alimentazione. Finora è stato donato l’equivalente di circa 4 milioni di pasti nelle scuole del Kenya. Con plurimi vantaggi: fornire un’alimentazione sana in un’età critica come l’infanzia, in modo anche da formare adulti più sani, incentivare la frequenza della scuola, ma anche favorire l’agricoltura locale, dalla quale provengono le materie prime fresche. 

«I risultati che la partnership con il World Food Programme e il progetto ‘Share a meal’ ci hanno permesso di raggiungere valgono ora per noi come ulteriore motivazione per proseguire nella lotta allo spreco – ha detto ancora Trocchia -, che è sempre più urgente e importante per tutti. Per noi è una sfida fondamentale, che fa parte dell’impegno dell’azienda nel sociale e che rappresenta un esempio del nostro modello di business, Unilever Sustainable Living Plan, un piano che guida tutte le nostre azioni all’insegna di una crescita sostenibile e responsabile».

Ora “Share a meal” continuerà la sua missione puntando sui giovani italiani: coinvolgendo gli studenti degli Istituti alberghieri, che faranno del cibo il proprio lavoro, e i bambini delle scuole primarie, cittadini e consumatori di domani. Saranno infatti i protagonisti delle prossime iniziative di educazione alimentare e ambientale in giro per l’Italia. Grazie ad una formazione specifica sulla sostenibilità in cucina e a laboratori pratici per creare menu sostenibili dal punto di vista nutrizionale, sociale e ambientale, sarà possibile costruire una rete virtuosa di scuole anti-spreco inter-generazionali.

 

Concorso, i vincitori

Il progetto “Share a meal” ha coinvolto più di un italiano su tre, anche grazie al coinvoglimento di ambassador assai popolari sul web: Lisa Casali, scienziata ambientale, blogger e scrittrice; Tessa Gelisio, conduttrice tv, scrittrice, blogger e ambientalista; Sonia Peronaci, cuoca, conduttrice tv e blogger, fondatrice del sito di cucina Giallo Zafferano e ora su www.soniaperonaci.it e Ivan Zaytsev, pallavolista e ambasciatore WFP Italia.

Al termine del concorso, le ricette più ecologiche e originali sono state

il “Carrè di agnello” di Cristina Pedullà di Orco feglino (Sv);

“Il tramonto nell’orto” di Fabio Verratti di Imola

e i “Bocconcini alla zucca sweet and hot” di Luciana Molino di Zandobbio (Bg).

Cristina, Fabio e Luciana sono i vincitori e i primi portavoce di un impegno per un consumo più responsabile e sostenibile che “parte dal basso”, esempi di come ognuno possa fare la propria parte, iniziando dalle abitudini nelle proprie case.

 

Coop contro lo spreco, +15% di alimenti donati e un portale dedicato all’economia circolare

Fa i conti di sei anni di impegno nella lotta allo spreco alimentare Coop, in vista della  Giornata nazionale contro lo spreco alimentare prevista per il 5 febbraio: 6mila tonnellate di derrate donate (+15% rispetto all’anno precedente) e il progetto www.coopnospreco.it, il portale e web community partiti a dicembre. Obiettivo: coinvolgere nell’economia circolare consumatori, associazioni, scuola, Pmi ed enti locali diffondendo buone pratiche, consigli ma anche creando veri e propri scambi di prodotti soprattutto non alimentari (abiti, giocattoli, elettrodomestici) con la logica che prima di buttare si può riutilizzare facendo incontrare domanda e offerta. I primi risultati in poco più di un mese di attività sono incoraggianti: 440.000 accessi al portale, 110.000 alla web community e più di 600 app installate.

Con il programma “Meno Spreco, Più Solidarietà” Coop intende prevenire e ridurre la formazione delle eccedenze alimentari e donare la quota che inevitabilmente si genera nel processo distributivo.

 

Sette milioni di pasti donati nel 2016

L’incidenza media in Coop delle eccedenze alimentari è sostanzialmente dimezzata rispetto a quella registrata dal resto della Gdo, come dimostra il “Libro Bianco Coop sullo Spreco Alimentare”, una ricerca che coinvolge le sette maggiori cooperative di consumatori italiane e due cooperative medie, che rappresentano complessivamente oltre il 95% delle vendite totali Coop in Italia. Nove Coop che nel 2016 tramite il progetto “Buon Fine” hanno donato, attraverso il 75% dei propri punti di vendita, 6mila tonnellate di derrate alimentari in grado di generare 7 milioni di pasti, per un valore pari a 28 milioni di euro, a 943 associazioni di volontariato e caritative.

Le donazioni Coop sono cresciute del 15% rispetto all’anno precedente anche grazie alle semplificazioni amministrative e all’estensione della rete dei soggetti beneficiari prevista dalla Legge Gadda, entrata in vigore nel settembre 2016. Dal confronto con altre catene distributive, il “Libro Bianco” evidenzia che Coop dona sei volte tanto il proprio concorrente più virtuoso.

L’80% delle donazioni interessa prodotti freschi e freschissimi: Coop ha ideato un meccanismo “a km zero” nel quale direttamente dal punto vendita si raggiunge, attraverso una rete capillare di associazioni coinvolte e grazie al lavoro congiunto di dipendenti e soci, la destinazione individuata (mensa, ostello o quant’altro). Una sorta di rete di protezione diversa da territorio a territorio e capace comunque di dar vita a un’importante operazione di inclusione sociale.
Oltre alle donazioni, Coop ha venduto, nel 2016, a prezzo mediamente dimezzato, prodotti buoni e sani, prossimi alla data di scadenza o a fine giornata per un valore superiore ai 23 milioni di euro.

 

Un portale per promuovere (e praticare) l’economia circolare

Lo scorso dicembre Coop ha deciso di aggiungere un altro tassello alla sua strategia anti spreco, lanciando l’app e il portale coop no spreco. Ideato per divulgare e incentivare la lotta allo spreco alimentare in casa e fuori casa e per favorire le donazioni dell’invenduto, il portale ha avuto fino ad ora 440.000 accessi, mentre sono oltre 600 le app installate.

Il sito presenta un ricettario degli avanzi e una serie di tutorial virtuali che permettono di esplorare i sette ambienti presenti (casa, orto, scuola, ristorante, farmacia, supermercato, associazioni di solidarietà) e scoprire come ridurre nel quotidiano e con pochi piccoli accorgimenti gli sprechi di cibo, di prodotti per l’igiene e di farmaci, scegliendo le soluzioni più adatte per sé e per la propria famiglia. 

Particolarmente interessante è la web community, un luogo dove tutti possono condividere i propri annunci per donare o ricevere eccedenze alimentari, promuovere progetti ed eventi dedicati alla lotta allo spreco o creare comunità di scambio sul territorio

Le soluzioni green di Franprix Noè, prossimità sostenibile

“I clienti l’anno inventato e Franprix l’ha realizzato”: è questa, sintetizzata da Jean-Charles Naouri, direttore esecutivo di Groupe Casino, la filosofia del format Franprix Noè debuttato a settembre 2017. Tre punti vendita a Parigi, di cui abbiamo visitato il primo, nella borghese rue Mouffetard. Un concept “interamente adattato agli stili urbani odierni” che presenta varie soluzioni interessanti, tutte nel segno della sostenibilità e della salute. Quasi 3000 le referenze in 225 metri quadri.

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Oltre che supermercato fortemente connotato nella scelta dei prodotti (le referenze ci sono tutte, dal fresco al non food, ma selezionate nel senso del naturale, della trasparenza, dell’origine) il concept noé è stato concepito come un “laboratorio” in progress dove testare nuovi prodotti e servizi per tutti i punti vendita di “ultraprossimità” Franprix (oltre 900 concentrati nell’Ile-de-France). L’idea è poi di sviluppare un insegna “allo stesso tempo sostenibile e popolare”. 
 
Franprix è un’insegna del Gruppo Casino.

Gdo e riduzione dello spreco, Gruppo Gabrielli premiato da Legambiente Marche

Uno spreco alimentare non più sostenibile: per questo anche nella Gdo si moltiplicano le azioni per ridurlo, e su questo fronte il Gruppo Gabrielli ha ottenuto un importante riconoscimento da Legambiente Marche per la sua pluriennale collaborazione con Banco Alimentare. Ideato in occasione della IV edizione di “Ridurre si può nelle Marche”, il premio intende valorizzare le migliori realtà del territorio per la riduzione e prevenzione della produzione di rifiuti e dello spreco alimentare. Ufficializzato lo scorso dicembre in occasione della prima edizione dell’”Ecoforum Marche – l’economia circolare dei rifiuti”, la consegna ufficiale del riconoscimento è avvenuta lunedì 29 gennaio presso la sede del Gruppo Gabrielli a Monticelli Ascoli Piceno per mano della Presidente Legambiente Marche Francesca Pulcini.

«All’interno del primo Ecoforum delle Marche abbiamo anche premiato le esperienze che si sono distinte in quest’ultimo anno per la prevenzione della produzione dei rifiuti all’interno del bando “Ridurre si può nelle Marche” – ha sottolineato Francesca Pulcini -.  Tra questi abbiamo riconosciuto una menzione speciale al Gruppo Gabrielli, per l’impegno che da anni porta avanti con il Banco Alimentare nella prevenzione della produzione di spreco alimentare, che è sia una questione ambientale, ma anche e soprattutto etica e sociale molto importante di cui essere orgogliosi. Per Legambiente questa buona pratica è stata straordinaria, per questo abbiamo deciso di raccontarla e premiarla, e ci auguriamo possa essere da esempio per chiunque voglia seguire questa strada».

Dal 2010 infatti, è in essere un accordo con il Banco Alimentare in base al quale vengono distribuite quotidianamente le eccedenze dei punti di vendita non più vendibili per motivi commerciali ma ancora perfettamente edibili da un punto di vista organolettico.

«Accogliamo con grande piacere questo riconoscimento – ha detto Barbara Gabrielli, vicepresidente del Gruppo – in quanto è uno stimolo a continuare nell’impegno preso con il Banco Alimentare in favore di chi grava in una situazione di bisogno e nel contempo ci vede in prima linea nella lotta allo spreco alimentare che per noi è una priorità al pari di quella ambientale».

Coop Olanda introduce i camion elettrici per la logistica

Foto: Guido Benschop

Si fa un bran parlare di auto elettriche, ma tanto della mobilità sostenibile passa anche per il trasporto su gomma: a che punto siamo dunque con i camion elettrici? Una prima risposta viene dalla Coop olandese, che ha annunciato un progetto pilota per rifornire i punti vendita del centro di Rotterdam con autocarri elettrici.

Coop Supermarkten fornisce energia elettrica al 100% ai suoi negozi di Rotterdam. Per contribuire al Green Deal 010, il programma per azzerare le emissioni dai trasporti e dalla logistica nel centro di Rotterdam nel 2020, l’organizzazione del supermercato sta esplorando nuove possibilità per le forniture elettriche nei centri urbani.

Dal centro di distribuzione di Gieten (Drenthe), quattro volte a settimana i container vengono caricati su un camion elettrico di Breytner, specialista nel settore del trasporto elettrico al 100%, il quale rifornisce i negozi Coop Today nel centro della città, silenziosamente e in modo pulito.

«Coop in questo modo rifornisce i negozi in modo sostenibile e riduce l’inquinamento atmosferico e l’inquinamento acustico nelle aree densamente popolate. Breytner ha le conoscenze e le competenze per fornire una distribuzione a prova di futuro e pulita» dice Coen Worst, Transport Manager di Coop.

Dopo il progetti pilota di Rotterdam, Coop sta studiando le possibilità di fornire emissioni zero in altri suoi negozi. Con il programma Green Deal, il governo olandese punta ad arrivare a una logistica a zero emissioni entro il 2025. Entro quell’anno, Coop sarà pronta a fornire tutti i negozi nei centri urbani nei Paesi Bassi senza emissioni.

Con il Fondo per il commercio equosolidale un milione di euro per incentivare il fairtrade

La discussione sulla legge finanziaria ha portato un importante risultato per il movimento del commercio equosolidale italiano: è nato infatti il Fondo per il commercio equosolidale, istituito dal Governo in seguito alla proposta di alcuni parlamentari attenti alle istanze del fair trade.

A partire dal 2018, il Fondo di un milione di euro prevede l’inserimento di meccanismi incentivanti per le imprese che partecipano a gare d’appalto pubbliche per la fornitura di servizi delle pubbliche amministrazioni.

Si tratta di un passo significativo che avviene dopo più di un anno dall’approvazione alla Camera della Legge sul Commercio Equosolidale, ancora in attesa di approvazione in Senato, e pochi mesi dopo l’inserimento del commercio equo tra le attività di interesse generale nella disciplina sul Terzo Settore e sull’Impresa Sociale.

L’obiettivo più rilevante, ovvero l’approvazione della Legge, sembra però ancora molto difficile, se si considra l’imminente scioglimento delle Camere. Per questo motivo l’inserimento di questo emendamento all’interno della legge finanziaria riconosce, seppure parzialmente, l’importanza del Commercio Equosolidale a livello italiano.

In attesa dell’approvazione finale della legge finanziaria, questo potrebbe essere un primo passo verso la completa approvazione di una Legge ad hoc. Una gestazione che dura da oltre 10 anni e che, nonostante l’ampio consenso, ancora non riesce a vedere la luce.

Le tre organizzazioni che rappresentano il Commercio Equo italiano (Equo Garantito, Fairtrade Italia e Associazione Italiana Botteghe del Mondo) hanno recentemente promosso una campagna di coinvolgimento dei sindaci italiani, che ha mobilitato 105 amministratori di città piccole, medie e grandi per sollecitare il Parlamento e chiedere la chiusura dell’iter legislativo per l’approvazione definitiva della Legge.

Fairtrade Italia è il consorzio che dal 1994 rappresenta e promuove il Marchio di Certificazione Fairtrade e i valori del Commercio Equo e Solidale certificato sul territorio italiano. Equo Garantito (già AGICES – Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale) è l’associazione di categoria delle organizzazioni di Commercio Equo e Solidale italiane, mentre Associazione Botteghe del Mondo nasce nel 1991 per creare una rete di economia solidale tra le Botteghe del Mondo e promuovere il Commercio Equo e Solidale a tutti i livelli.

Prosegue con successo The positive Cup di Nespresso, attivo in 58 città

The Positive Cup di Nespresso, il programma per la raccolta e il riciclo delle capsule esauste prosegue con successo. Anche quest’anno l’azienda sostiene l’operato di Banco Alimentare Lombardia attraverso la donazione di 410 quintali di riso.

Il progetto, attivo in Italia dal 2011 grazie alla collaborazione tra Nespresso, CIAL, Federambiente e il CIC (Consorzio italiano Compostatori), consente ogni anno di recuperare e destinare ad una seconda vita le capsule usate, riciclando i due materiali di cui sono composte: l’alluminio e il caffè residuo. Dalla sua attivazione il progetto ha permesso di raccogliere 2.062 tonnellate di capsule in alluminio e di donare oltre 1.801 quintali di riso a Banco Alimentare Lombardia.

 Le capsule, recuperate grazie all’impegno dei consumatori, vengono avviate al processo di riciclo e valorizzazione dei due materiali.  L’alluminio viene riciclato al 100% mentre il caffè viene utilizzato come fertilizzante nella risaia di Roncaia, in Provincia di Pavia. Il riso coltivato viene poi acquistato da Nespresso e donato a Banco Alimentare Lombardia, che a sua volta lo distribuisce a chi ne ha più bisogno attraverso gli enti caritativi convenzionati, incluse numerose mense dei poveri.

Ad oggi il programma di raccolta delle capsule esauste è attivo in 58 città in tutta Italia con 97 punti di raccolta, di cui 49 Boutique Nespresso e 48 isole ecologiche.

Per partecipare attivamente al progetto e conoscere nel dettaglio tutti i punti di raccolta Nespresso è possibile visitare i siti web:

https://www.nespresso.com/it/it/pages/store-locator#RECYCLING

https://www.bancoalimentare.it/it/lombardia

Nasce a Londra il flagship Bottletop, primo store stampato in 3D da un robot

Un negozio a spreco zero, con un interno a metà tra installazione artistica e design retail costruito da una stampante 3D con plastica riciclata: è uno dei progetti più innovativi del settore già piuttosto avanzato dell’abbigliamento il primo flagship del brand etico di accessori Bottletop, che ha aperto a fine novembre al numero 84 della lussuosa Regent Street.

Il marchio di moda d’alta gamma etico britannico da sempre fa della sostenibilità verso l’ambiente e le popolazioni svantaggiate la sua bandiera, dalle materie prime utilizzate, tutte certificate come la pelle a deforestazione zero e il metallo grezzo. E il flagship intende riflettere proprio questi valori fondanti.

Il negozio è incorporato in una sorta di rete-pattern di plastica riciclata (che alla fine del processo recupererà 60mila bottiglie) che ricopre soffitto e pareti, e nei primi due mesi dall’apertura sarà un work in progress, con il layout costruito lentamente sotto gli occhi dei clienti e curiosi che entrano nel piccolo spazio. «Usiamo questa tecnologia da una prospettiva di storytelling che ci aiuti ad esprimere i nostri valori. Lo scopo di aprire le porte mentre stiamo creando e costruendo lo spazio è quello di portare i clienti dentro questo ambiente ed ecosistema in evoluzione, e di educarli. Le cose devono cambiare e questa è solo la punta dell’iceberg di ciò che è possibile fare» ha detto il cofondatore di Bottletop Oliver Wayman.

Le pareti di pelle certificata sostenibile e alluminio riciclato modellano lo spazio ma diventano anche il supporto per presentare le collezioni. Il soffitto alla fine del processo diventerà un’installazione di migliaia di lattine (senza linguetta) ideate dall’artista britannica Rachel Whiteread e sospese sul supporto di plastica che ingloba il negozio, realizzato con stampa 3d da un robot (chiamato Kuka, a chi interessasse) in grado di realizzare grandi superfici grazie a una tecnologia sviluppata da Ai Build.

Una versione mini del robot industriale usato per stampare parte del negozio è esposta in vetrina, e realizza portachiavi e gadget per i clienti.

Il pavimento è realizzato con pneumatici riciclati. Sul fronte marketing non mancano un profumo e una colonna sonora realizzati appositamente per lo store dal profumiere Timothy Han e dal produttore Mario C, che ha lavorato con artisti del calibro di Beastie Boys e Bjork e ha prodotto la super-band creata per l’occasione Bottletop, composta da Carl Barat (Libertines), Matt Helders (Arctic Monkeys) e Gruff Rhys.

Wayman ha lavorato con lo studio di architetti londinese Krausse per sviluppare il modello 3d dello spazio in corso di realizzazione. 

Oltre all’attenzione all’ambiente, Bottletop produce le proprie collezioni (borse e accessori) nei Paesi in via di sviluppo avvalendosi di artigiani locali e sostenendo le comunità locali con vari progetti.

Conad fatturato oltre i 13 miliardi (+5%), accordo con Enel per 250 colonnine di ricarica

Un giro d’affari 2017 per Conad a 13 miliardi di euro, 600 milioni in più rispetto al 2016 (con un incremento del 5%), spinto dalla performance della marca marca del distributore (che registra un +29%) e l’accordo con Enel che porterà ad installare 250 colonnine di ricarica per auto ad alimentazione elettrica nei parcheggi dei punti vendita entro il 31 giugno 2018: sono queste le principali novità comunicate da un vulcanico Ad Francesco Pugliese e dal management Conad ieri a Milano alla conferenza di fine anno.

Una crescita doppia rispetto al mercato Gdo, che si prevede chiuderà l’anno con un +2,5% (fonte: Nielsen Trade*Mis – Stime Nielsen su dati AdEx). Il secondo attore del mercato italiano (inseguitore di una Coop in affanno) ha anche aumentato la quota di mercato, salita al 12,1% (dal 9,5% nel 2006) e si rafforza la leadership nei supermercati, al 21% (12,7% nel 2006) (fonte: GNLC I° semestre 2017). In crescita anche il patrimonio netto, passato a 2,4 miliardi di euro, 180 milioni in più rispetto al 2016.

Il risultato è frutto degli investimenti nella rete di vendita (con un piano triennale di 413 milioni di euro al termine dell’anno in corso, 402 nel 2018 e 286 nel 2019, per un terzo in ristrutturazioni e due terzi per le nuove aperture). Un ruolo di primo piano l’hanno avuto anche i prodotti a marchio Conad, che oggi rispondono per una quota record per l’Italia nel Largo Consumo Confezionato del 29% contro il 19,5% del valore medio dei supermercati (fonte: IRI, progressivo a ottobre 2017). Il fatturato 2017 della marca del distributore si attesta a 3,2 miliardi di euro (200 milioni in più rispetto al 2016), nonostante la diminuzione della pressione promozionale. In particolare Verso Natura (lanciata a fine 2016) che ha oggi oltre 200 referenze, ha fatturato 150 milioni di euro ma, a regime (già nel 2018) dovrebbe arrivare ai 250 milioni (“e pensiamo che una media impresa alimentare italiana fattura 80 milioni” ha ricordato Pugliese).

La produttività si attesta a 6.140 euro al metro quadro (superiore ai 5.490 della media di mercato) con una dimensione media di punti vendita di 638 metri quadri (fonte: GNLC I° semestre 2017).

Risultati ottenuti nonostante la diminuzione della pressione promozionale, comune a tutto il mercato, anche se l’efficacia di quella Conad continua ad essere più alta rispetto ai competitor. Nell’anno in corso ha generato oltre 715 milioni di euro di risparmio per i clienti Conad nel solo Largo Consumo Confezionato (fonte: IRI). La spesa alimentare mensile delle famiglie (441 euro, fonte Istat) ha tratto beneficio dall’operazione nazionale Bassi&Fissi – nel 2017 ha ribassato in media del 28,8% il prezzo di 421 prodotti rappresentativi delle 80 principali categorie di acquisto – generando un risparmio annuo per famiglia di 1.440 euro.

«Anche quest’anno abbiamo ottenuto risultati buoni, molto buoni, grazie ad un solido piano di investimenti per crescere a tassi superiori alla media di mercato – ha detto Francesco Pugliese -. Abbiamo puntato, ancora una volta, sulla relazione sempre più forte con i clienti. La capacità di entrare in sintonia con i territori e le comunità che lì vivono, la centralità dei nostri punti di vendita in tali contesti ci consentono di dare risposte alle attese di quanti scelgono Conad per la spesa, ma anche per tanti altri servizi che portano qualità e convenienza su altrettanti consumi. Il legame con le comunità è l’identità del nostro modello imprenditoriale cooperativo che punta ad essere sempre più socialmente responsabile».

 

Un futuro di mobilità sostenibile, e Conad si prepara…

Conad ed Enel hanno firmato un protocollo d’intesa per favorire lo sviluppo e la diffusione della mobilità elettrica, che prevede l’installazione, entro il primo semestre 2018, di circa 250 postazioni di ricarica nei supermercati, centri commerciali e ipermercati in tutta Italia. Due le tipologie previste: circa 120 colonnine Pole Station (22 kW), che permettono la ricarica dei veicoli in meno di un’ora (“giusto quella che mediamente si impiega per fare una grossa spesa”), e circa 40 Fast Recharge (50 kW) in grado di garantire un pieno di energia in circa 20 minuti (saranno installate nelle vicinanze dei caselli autostradali). Infatti la prima infrastruttura Fast Recharge è stata installata presso il supermercato Conad di Altopascio, in provincia di Lucca, e rientra nel progetto EVA+, cofinanziato dalla Commissione Ue e coordinato da Enel, che prevede 180 punti di ricarica veloce lungo le strade extraurbane per favorire gli spostamenti di lungo raggio.

Sono sempre più numerosi gli italiani che stanno modificando le proprie abitudini di consumo nell’ottica di un maggiore rispetto per l’ambiente e della conservazione delle risorse naturali. Un trend confermato dall’andamento del mercato delle auto ad alimentazione elettrica o ibrida. Dal 2005 al 2016 il numero degli autoveicoli elettrici BEV (Battery Electric Vehicle) e PHEV (Plug-in Hybrid Electric Vehicle) è cresciuto a un tasso medio del 41% all’anno (Fonte: E-Mobility Revolution, Ambrosetti-Enel).

Il senso della partnership (“siglata in  sole tre settimane con Enel”) lo spiega ancora Pugliese: «Nel nostro Paese sta crescendo in modo significativo l’attenzione verso modelli di consumo più rispettosi dell’ambiente, e Conad da tempo si pone come obiettivo quello di soddisfare questa nuova domanda, dando maggiore forza all’offerta di prodotti e servizi che si inseriscano in un’ottica di responsabilità ambientale. Il servizio di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici è parte di questo disegno. Il nostro Paese ha ancora molta strada da fare per raggiungere un modello di sviluppo davvero ecocompatibile. Per arrivare a questo traguardo è necessario che non solo i governi facciano la loro parte attuando politiche incentivanti, ma che le imprese siano in prima linea e interpretino la sostenibilità come elemento di sviluppo. È doveroso per le aziende iniziare a rivedere i propri modelli di Business, e contemporaneamente incoraggiare consumi eco compatibili. Ed è questo ciò che Conad ha iniziato a fare».

 

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