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SportPocket Mielizia è consigliato dalla Federazione Italiana Fitness

Nuova partnership per Mielizia, marchio premium di miele italiano: la linea SportPocket è ora uno dei prodotti ufficialmente “scelti e consigliati” dalla Federazione Italiana Fitness (F.I.F.), ente di riferimento per la formazione, la certificazione e lo sviluppo professionale nel settore del fitness e del benessere.
La collaborazione nasce dalla condivisione di valori fondamentali: benessere, salute, sostenibilità e performance sportiva. Al centro del progetto c’è il concept “Libera l’ape che è in te”, simbolo di energia naturale, determinazione, operosità e spirito di squadra, valori incarnati dalle api e trasferibili a tutti gli sportivi. Il concept guida l’intero percorso della partnership, dalle attività informative agli eventi sul territorio, ispirando le iniziative di comunicazione, le performance on stage, i kit SportPocket distribuiti in circa 200 scuole, palestre e centri fitness, fino alla presenza al RiminiWellness 2026.

UNA FONTE DI ENERGIA PER GLI SPORTIVI
SportPocket è pensato come alimento nutrizionale naturale ed energetico per sportivi, disponibile in doypack, facilmente trasportabile e pronto da consumare in qualsiasi momento della giornata. La linea si inserisce nel segmento “better for you”, offrendo soluzioni nutrienti e funzionali per uno stile di vita attivo e dinamico.
Mielizia sottolinea come il miele italiano 100% da filiera corta contenuto in SportPocket è una fonte naturale di energia immediata ideale prima della performance e capace di ridurre lo stress ossidativo e favorire il recupero muscolare anche durante e dopo l’attività fisica. Grazie ai carboidrati semplici naturalmente presenti, sostiene sia sport ad alta intensità e breve durata, sia attività di minore intensità ma più prolungate, aiutando gli sportivi a mantenere performance costanti durante l’allenamento. Caratteristiche che hanno contribuito a rendere la linea il terzo item più importante di Mielizia in Gdo.
Le due referenze principali sono SportPocket Miele Italiano (miele 100% italiano, in doypack da 100 g, adatto a allenamenti indoor e outdoor) e SportPocket Miele, Polline e Pappa Reale Italiani (mix di miele, polline e pappa reale freschi italiani, arricchito con olio essenziale di limone, disponibile in formato singolo da 30 g e 80 g o multipack da 6 pezzi da 30 g).

EVENTI E ATTIVAZIONI SUL TERRITORIO
I doypack SportPocket saranno forniti agli associati F.I.F. e riporteranno on-pack il bollino ufficiale con la dicitura “scelto e consigliato da F.I.F.”. La partnership prevede una comunicazione mirata durante eventi della Federazione., come la Pilates Convention, con distribuzione della linea SportPocket all’interno delle BeeBag in circa 200 scuole di danza, palestre e centri fitness, accompagnate da materiale informativo.
La F.I.F., partner tecnico storico di RiminiWellness, organizza, in qualità di Fit Gold Partner, masterclass, spazi formativi e attività dedicate a professionisti e appassionati del settore. In questo contesto, al RiminiWellness 2026 (dal 28 al 31 maggio), Mielizia sarà presente con due iniziative distinte: uno spazio espositivo nell’area food e un corner promozionale all’interno del F.I.F. Village, dove le attività di sampling SportPocket saranno abbinate a performance on stage, rendendo l’area un punto di incontro strategico per professionisti e appassionati del fitness.mimiele

Chiara Gasparrini nuova Direttrice Operations Italia e Grecia di Danone

Danone si affida a Chiara Gasparrini per la guida dei processi e dei team Operations di Italia e Grecia. Per l’incarico è stata scelta quindi una figura interna, visto che Gasparrini è entrata in Danone nel 2009 e ha maturato una solida esperienza in ambito Finance, Sales & Marketing e Operations, ricoprendo nel tempo ruoli di crescente responsabilità.
Dopo un periodo in Kraft Heinz, è rientrata in Danone nel 2016 occupandosi di Supply Chain Performance e Logistica, per poi assumere il ruolo di Head of GPS & Supply Planning Italia e Grecia, contribuendo all’evoluzione e all’armonizzazione dei processi di pianificazione.
L’OBIETTIVO È ACCELERARE L’INNOVAZIONE DEI PROCESSI
Gasparrini dal 2023 ricopre, infine, il ruolo di EU Demand Planning Digital Transformation Lead, dove ha contribuito allo sviluppo del Danone Planning Center e all’implementazione di soluzioni di pianificazione basate su machine learning a livello europeo.
La mia priorità sarà continuare a rafforzare l’eccellenza operativa in Italia e Grecia – dichiara Chiara Gasparrini, Direttrice Operations Italia e Grecia di Danone – valorizzando le competenze dei team e accelerando l’innovazione nei processi, a supporto di una crescita sostenibile del business”.

Free from vs arricchiti, gli italiani premiano entrambi

A tavola i poveri battono i ricchi. I prodotti free from restano ampiamente in vantaggio rispetto a quelli arricchiti sotto il profilo del giro d’affari, con 12,5 miliardi di euro rispetto a 5,8 miliardi, ma ad accomunarli c’è l’incremento delle vendite. A confermarlo è il monitoraggio sulle referenze del food & beverage condotto dalla diciottesima edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy.
L’analisi rivela che il 24,6% dei prodotti ha in etichetta un claim relativo all’assenza di un componente “critico” (come grassi o glutine) e che un altro 13% dichiara on pack di essere ricco o arricchito di un elemento benefico (come proteine o magnesio). L’attenzione per l’alimentazione salutare accomuna consumatori e produttori: infatti per quasi tutti i 39 claim rilevati, l’aumento delle vendite si deve all’azione combinata di una domanda in crescita e di una maggiore offerta a scaffale.

OLTRE IL SENZA GLUTINE C’È DI PIÙ
Tra supermercati, ipermercati e negozi a libero servizio, il paniere dei 22.463 prodotti “free from” vale 12,5 miliardi di euro (29,6% del totale rilevato) e mostra un tasso di crescita annuo di +1,7% a valore a fronte di volumi stabili.
Se “gluten free” resta il segmento dominante e “senza conservanti” resta saldo in seconda posizione, a mostrare i trend più significativi sono altri claim, a conferma della vivacità del settore e dell’evoluzione delle priorità healthy dei consumatori. Mentre arretrano le indicazioni riferite al ridotto apporto di grassi, avanzano quelle relative al minor contenuto di zuccheri. I 3.217 prodotti con “pochi zuccheri” hanno incassato 1,7 miliardi di euro (+1,9%) e i 1.945 prodotti “senza zuccheri aggiunti” hanno superato la boa del miliardo di euro (+3,4%) e aumentato di +2,3% i volumi venduti. Bene anche il claim “senza lattosio”, rilevato su 3.109 referenze e cresciuto di +3,9% a volume di +5,3% a valore, superando i 2,3 miliardi di euro di sell-out.

VOGLIA DI PROTEINE E FIBRE
Nella diciottesima edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, il paniere dei prodotti arricchiti risulta composto da 11.827 referenze con 5,8 miliardi di euro di giro d’affari (13,7% del totale rilevato) e ha messo a segno una crescita annua di +2,0% a valore e di +0,4% a volume. Per numero di prodotti, il claim più importante è “fibre”, presente su 4.366 referenze, mentre per giro d’affari a dominare è l’indicazione “proteine” con oltre 2 miliardi di euro di vendite, generate da 3.978 referenze. Trainato dall’interesse dei consumatori per i prodotti proteici (+4,7 punti la componente di domanda), questo paniere ha registrato un aumento annuo di +2,4% a volume e di +5,1% a valore.
A crescere nei 12 mesi rilevati sono stati anche i prodotti arricchiti di minerali (come calcio e magnesio, sospinti dal maggior interesse dei consumatori, e ferro, grazie al maggior spazio a scaffale), così come il claim “fermenti lattici”: con una performance di +10,8% a volume e di +11,4% a valore, i 642 prodotti che lo riportano on pack hanno sfiorato i 569 milioni di euro di giro d’affari.
La diciottesima edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy è scaricabile gratuitamente dal sito osservatorioimmagino.it.

Ittico, in vigore l’obbligo di tracciabilità digitale

Il 2026 si è aperto con un’importante novità per il settore ittico europeo: da quest’anno la raccolta, la trasmissione e la conservazione delle informazioni relative alla tracciabilità dei prodotti devono obbligatoriamente avvenire in formato digitale. A stabilirlo è il Regolamento (UE) 2023/2842, che aggiorna le norme sul controllo della pesca e dell’acquacoltura introducendo un sistema di tracciabilità digitalizzato applicato a tutte le fasi di produzione, trasformazione e distribuzione, dalla cattura o raccolta del pesce sino alla vendita al dettaglio.

LE AREE DI APPLICAZIONE DEL REGOLAMENTO UE
Il Regolamento (UE) 2023/2842 si applica già ora al pesce fresco e surgelato, sia pescato sia ottenuto da acquacoltura. Dal gennaio 2029 verrà esteso anche ad alghe marine, preparazioni e conserve di pesci, crostacei, molluschi o di altri invertebrati acquatici.
Dunque, dal 2026 la semplice identificazione dei prodotti ittici non è più sufficiente. “La normativa europea mira a migliorare l’efficienza e la verificabilità dell’intera catena del valore – dichiara Linda Vezzani, Standard manager di GS1 Italy – e a garantire, al tempo stesso, la trasparenza, la legalità e la sostenibilità di questo comparto. Ma per massimizzare l’efficienza della filiera, non basta una semplice identificazione dei prodotti, occorre un linguaggio universale e comune a tutta la catena di approvvigionamento: un linguaggio standard, com’è quello di GS1, che permetta a tutti gli attori della filiera di comunicare senza ambiguità e di condividere in modo digitale le informazioni relative all’intero ciclo di vita dei prodotti ittici”.

UN VADEMECUM PER CONOSCERE LE NUOVE NORME
Per aiutare le aziende del settore ittico e le organizzazioni distributive in questo percorso, GS1 Italy ha realizzato la guida gratuita “Tracciabilità del pesce fresco e surgelato: nuovi obblighi di legge e standard GS1”, in cui approfondisce le implicazioni del Regolamento (UE) 2023/2842, illustrando le informazioni di tracciabilità obbligatorie tra gli operatori del settore e che vanno a integrare i requisiti informativi destinati al consumatore finale.
Questo vademecum non si limita ad approfondire i contenuti delle nuove norme UE, ma fornisce un supporto concreto agli operatori della filiera ittica poiché illustra gli standard GS1 che permettono la codifica e la condivisione della maggior parte dei dati richiesti e che si inseriscono in quattro aree fondamentali di questo percorso di adeguamento normativo:

  • Identificazione dei prodotti: codici a barre e standard AIDC (Automatic Identification and Data Capture) per una corretta e univoca codifica delle informazioni.
  • Scambio dei dati: EDI (Electronic Data Interchange) per lo scambio elettronico di documenti commerciali in modo sicuro ed efficiente.
  • Sincronizzazione dei dati: GS1 GDSN (Global Data Synchronisation Network) per l’allineamento e la gestione di informazioni aggiornate sui prodotti tra tutti i partner commerciali.
  • Visibilità: EPCIS (Electronic Product Code Information Services) per la cattura e la condivisione di eventi chiave che permettono di seguire il percorso di un prodotto in tempo reale.

Maggiori informazioni sugli standard GS1 per il settore ittico e la guida “Tracciabilità del pesce fresco e surgelato: nuovi obblighi di legge e standard GS1” sono disponibili sul sito di GS1 Italy.

San Benedetto acquisisce il produttore di bibite ungherese Gramex 2000 Kft

Sinergie industriali e rafforzamento nel mercato dell’Europa Centrale. Ha un doppio obiettivo la mossa messa a segno da Acqua Minerale San Benedetto, che ha annunciato l’acquisizione della società ungherese Gramex 2000 Kft., con sede a Veresegyház, nei pressi di Budapest, attiva nella produzione di bevande analcoliche. Il gruppo veneto è infatti già presente in Ungheria attraverso l’azienda Magyarvíz Kft., specializzata nella produzione, distribuzione e commercializzazione di acqua minerale.
Per comprendere la logica implicita nell’operazione, occorre precisare che Gramex 2000 Kft. registra un fatturato di circa 30 milioni di euro, impiegando 100 dipendenti, e soprattutto è tra i produttori di bevande analcoliche più qualificati dell’area centro-europea, tanto da rappresentare un punto di riferimento nel riempimento asettico di bevande. L’azienda dispone di un moderno stabilimento produttivo situato nei pressi di Budapest, da cui serve il mercato dell’Europa Centrale, con una capacità produttiva di 120 milioni di bottiglie annue, articolata su cinque linee di produzione, di cui due asettiche, che consentono la realizzazione di bevande senza conservanti.

PRIVATE LABEL E MARCHI DI PROPRIETÀ
Gramex è attiva in molteplici segmenti del beverage analcolico: bibite gassate, bevande alla frutta, tè freddi, acque aromatizzate, sport drink, energy drink, bevande dedicate ai bambini e sciroppi. Accanto alla produzione di private label e al contract filling per retailer e partner industriali, la società ha sviluppato brand proprietari come Vitalade, Sconto e Funny Bunny, dimostrando a giudizio di San Benedetto una significativa capacità di intercettare target e occasioni di consumo differenti.

Enrico Zoppas – Ph Cristian Castelnuovo

L’integrazione tra Magyarvíz Kft., focalizzata sul segmento dell’acqua minerale, e Gramex 2000 Kft., che invece ha una consolidata expertise nel comparto delle bibite, consente al Gruppo San Benedetto di strutturare una piattaforma produttiva e commerciale completa in Ungheria, ampliando il portafoglio categorie e rafforzando il posizionamento competitivo nell’area centro-europea.

UNA PIATTAFORMA FINALIZZATA ALLA CRESCITA NELL’EUROPA CENTRALE
Questa operazione si inserisce nella strategia di sviluppo internazionale del gruppo e potenzia il nostro ruolo in un’area strategica come l’Europa Centrale – dichiara Enrico Zoppas, Presidente e Amministratore Delegato di Acqua Minerale San Benedetto –. In Ungheria siamo già presenti con una solida realtà nell’acqua minerale; oggi completiamo il nostro assetto industriale integrando competenze nel segmento delle bibite. L’obiettivo è costruire una piattaforma strutturata e sinergica capace di sostenere una crescita duratura, valorizzando il modello industriale San Benedetto sui mercati internazionali”.
Con questa acquisizione, San Benedetto amplia ulteriormente la propria struttura produttiva internazionale, che oggi comprende – oltre ai due siti in Ungheria – due stabilimenti in Spagna, Agua Mineral San Benedetto S.A. e Parque La Presa S.A., e uno in Polonia, San Benedetto Polska Sp. z o.o. Sono invece otto gli stabilimenti in Italia del gruppo, che ha un fatturato di 1,1 miliardi di euro.

Planet Farms fa sentire in Tv il gusto dell’insalata

Sono le insalate Frescaah le protagoniste della campagna multicanale di Planet Farms, società che opera nel settore del vertical farming. On air per otto settimane con uno spot da 10’’ su La7, l’attività di comunicazione sarà amplificata online e sulla stampa attraverso le testate del gruppo Cairo. Dopo il percorso avviato a metà 2023 con il rilancio della gamma supportato da un piano di comunicazione a 360 gradi, Planet Farms torna a presidiare i principali media italiani maggiormente affini al suo target.

UN RACCONTO SENSORIALE E IMMERSIVO
La creatività valorizza la dimensione premium del brand attraverso un racconto sensoriale. Al centro, il concetto di “sentire il gusto vero dell’insalata”: il suono nitido delle foglie appena colte, il loro incontro con il piatto e la croccantezza al primo morso. L’obiettivo è quello di suscitare nel pubblico la cosiddetta ASMR (Autonomous Sensory Meridian Response), una sensazione piacevole indotta da suoni enfatizzati e per alcuni versi sussurrati. Sono appunti questi dettagli a trasformare l’esperienza di consumo in un momento immersivo per rendere tangibile le caratteristiche dei prodotti Planet Farms.
“Il ritorno sulle principali testate nazionali è per noi un’occasione preziosa per rimettere al centro le insalate Frescaah – conferma Mara Valsecchi, Ceo di Planet Farms Italia – rafforzando ulteriormente il nostro posizionamento nel mercato del vertical farming. Vogliamo dare continuità ai risultati importanti raggiunti finora, raccontando in modo diretto la qualità superiore e l’unicità che distinguono Planet Farms sul mercato”.

Quanto contano le aperture domenicali nello shopping degli italiani?

Ci risiamo: il tema delle aperture domenicali è tornato di attualità. E inevitabilmente divide. Ma quanto conta il settimo giorno per il carrello della spesa degli italiani? Una risposta a questa domanda ha provato a darla YouGov, società che opera nelle ricerche sul mondo del largo consumo attraverso un monitoraggio continuo dei comportamenti d’acquisto. Il report intitolato “Chiusura domenicale” sottolinea innanzitutto come la domenica sia l’unico giorno ad aver fatto registrare una crescita costante e progressiva della penetrazione negli ultimi anni: dal 90% del 2023, al 91% del 2024, fino ad arrivare al 92% del 2025. Non solo: anche la percentuale di atti di acquisto è aumentata dal 2023 raggiungendo il 10% del totale, in controtendenza con gli altri giorni che hanno vissuto un assestamento quando non un calo.
L’incidenza a valore è attestata al 10%, ancora inferiore al 14% medio dei feriali e al 19% del sabato, e registra una spesa per atto superiore del 6% (19,71 euro) allo scontrino settimanale (18,52 euro) perché le famiglie italiane che scelgono di fare la spesa tendono a un carrello più “pesante” rispetto alla media settimanale.

GLI HABITUÉ DEL SETTIMO GIORNO
Circa 4,9 milioni di famiglie (20% del totale complessivo di 24,4 milioni) sono “habitué” della spesa domenicale, che di media effettuano 40 volte l’anno. In particolare, questi “heavy buyers” spendono ogni anno più di 1.000 euro, quasi il triplo della spesa media familiare domenicale grazie a un importo medio di 25,20 euro (+27,85% rispetto alla media della giornata), rappresentando così il 56% del totale a valore della giornata. Gli shopper domenicali presentano forti differenze: il profilo degli heavy in particolare risulta essere concentrato nel Sud Italia, in famiglie a basso reddito, spesso single o con responsabili d’acquisto polarizzati in termini di età (giovani con meno di 34 anni o senior shoppers over 65).
Da evidenziare inoltre come la domenica si registri una presenza più elevata di bambini/ragazzi sotto i 15 anni di età al momento dell’acquisto (4,6%): un’incidenza superiore del 63% rispetto agli altri giorni della settimana che suggerisce una dimensione più “famigliare” e condivisa della spesa. Le aperture domenicali costituiscono dunque occasioni importanti anche per mercati più legati agli acquisti di impulso destinati proprio ai bambini.

SUPER E IPER SONO LE PRINCIPALI DESTINAZIONI
Tra le caratteristiche della spesa nel settimo giorno si evidenzia un comportamento più esplorativo e articolato, probabilmente dovuto alla maggior disponibilità di tempo. A beneficiare della visita a un numero più ampio di canali (1,9 la media di affluenza, che si ferma a 1,7 per gli altri giorni) sono soprattutto supermercati e ipermercati, con i primi a rafforzare la loro quota a valore (che raggiunge il 53% dal 51,6% del resto della settimana) e i secondi a registrare addirittura un balzo del +19% che li porta al 10,2%. Segno meno invece per libero servizio (-19%), specialista casa e toilette (-7%) e discount (-4%).
Tra le insegne, alcune tra cui Esselunga, Il Gigante, Bennet e Iperal mostrano un’incidenza particolarmente alta della domenica. Rispetto alla media della giornata in termini di atti di acquisto degli operatori principali del canale moderno, Esselunga, Il Gigante e Bennet mostrano un peso superiore del 30% circa, mentre Iperal si attesta al 19%.
Per quanto riguarda le categorie, l’attenzione dei consumatori domenicali sembra rivolta soprattutto alle bevande e ai prodotti per la cura della persona (che segnano performance superiori rispettivamente del 9% e del 3% rispetto agli altri giorni) mentre risultano prevedibilmente penalizzati l’ortofrutta (-10%) e il fresco (-3%). Sostanzialmente stabili la drogheria alimentare, la cura casa, il freddo e il pet care.

PER MOLTI LA SPESA DI DOMENICA È ORMAI ROUTINE
Le aperture domenicali hanno nel tempo generato abitudini consolidate: il 21% delle famiglie indica la domenica tra i giorni preferiti per fare la spesa, con picchi del 31% negli shopper giovani (35-44 anni). Un intervistato su due identifica nel maggiore tempo libero a disposizione rispetto agli altri giorni della settimana il principale motivo per cui preferisce fare la spesa la domenica, mentre per il 40% degli shopper domenicali è diventata già una routine.
Le aperture domenicali sono diventate ormai un’abitudine per molte famiglie italiane – sostiene Marco Pellizzoni, Commercial Director YouGov – e hanno mostrato negli ultimi anni un peso crescente, con aumento di penetrazione e incidenza in termini di atti di acquisto: solo l’8% delle famiglie Italiane non è mai andato a fare la spesa di domenica nell’arco del 2025 e alcune insegne mostrano incidenze della spesa domenicale molto al di sopra della media del canale moderno. Il nostro Shopper Panel YouGov individua 4,9 milioni di famiglie che fanno la spesa mediamente 40 volte l’anno in questo giorno della settimana. Se è vero che non è trascurabile il numero di famiglie che hanno una frequentazione domenicale più occasionale dei punti vendita e che anzi dichiarano che in caso di chiusura non subirebbero grandi impatti, appare difficile nella realtà dei fatti pensare di poter tornare indietro sulle aperture domenicali senza scontentare una parte rilevante delle famiglie e senza impatti reali sulla spesa”.

Dr. Schär, il fatturato sale a 632 milioni di euro

Gluten free e internazionalizzazione: sono questi i due binari su cui procede Dr. Schär, che archivia il 2025 con un incremento del fatturato globale dell’1,3%, pari a 632 milioni di euro rispetto ai 624 milioni del 2024. Nello scorso esercizio l’azienda italiana ha investito complessivamente 8,8 milioni di euro nell’efficientamento della produzione e della logistica, mentre il piano per il 2026 prevede lo stanziamento di 28 milioni di euro, con risorse concentrate principalmente in Italia, Spagna e Germania.

INNOVAZIONE E RADICAMENTO NEI MERCATI LOCALI
Oltre a sostenere la crescita nei mercati di maggior rilievo strategico, l’allocazione del capitale è volta a potenziare le capacità produttive locali. E proprio questo principio di presidio industriale, insieme a quello dell’innovazione, è applicato lungo tutta la catena del valore: dalla ricerca allo sviluppo del prodotto, fino alla produzione, grazie alla rete di filiali distribuite nei mercati principali.

Hannes Berger, ©AlexFilz

Dr. Schär ha infatti 18 sedi in 11 paesi e un totale di 1.800 dipendenti, mentre i suoi prodotti sono disponibili in più di 100 nazioni. “Lo scenario internazionale resta caratterizzato da forti elementi di complessità, dalla volatilità dei costi delle materie prime e da un quadro geopolitico in continua evoluzione – commenta Hannes Berger, Ceo di Dr. Schär –. In questo contesto, la performance del 2025 riflette la solidità di un modello costruito nel tempo, capace di sostenere una crescita costante e responsabile. Le sfide sul nostro percorso rafforzano la determinazione a investire in innovazione, qualità e radicamento nei mercati”.

IN CRESCITA L’INTERESSE PER LA NUTRIZIONE SPECIFICA
Il business di Dr. Schär si basa sull’offerta di prodotti nel settore della nutrizione specifica. Il segmento gluten-free, sotto il marchio Schär, rappresenta la quota più rilevante, affiancato da categorie complementari quali prodotti a basso contenuto proteico e quelli destinati alla dieta chetogenica terapeutica. A livello globale, la crescente attenzione verso alimenti specifici e soluzioni sicure rappresenta un importante driver di crescita, in particolare in Europa e Nord America, mercati caratterizzati da consumatori maturi e consapevoli, attenti alla qualità e all’equilibrio nutrizionale dei prodotti.
In questo scenario si inserisce il consolidamento di Dr. Schär nei mercati strategici, tra cui l’Italia, dove l’azienda conta 730 collaboratori tra l’headquarter, il Dr. Schär R&D Centre di Trieste – centro nevralgico per l’innovazione nella nutrizione specifica – e tre stabilimenti (Postal e Laives in Alto Adige e Borgo Valsugana in Trentino), specializzati nella produzione di pani, prodotti da forno, piatti pronti surgelati e pizze surgelate per il mercato locale e internazionale.
L’Europa rappresenta uno dei pilastri strategici del nostro sviluppo – prosegue Berger –. Nel corso dell’anno abbiamo celebrato traguardi importanti, come il decennale della nostra presenza in Francia e in Austria, e abbiamo rafforzato il posizionamento in Scandinavia con lo switch del portfolio prodotti del brand Semper a Schär e con l’apertura di una nuova sede a Stoccolma. Segnali concreti di un impegno continuo verso mercati chiave, nei quali intendiamo continuare a investire facendo leva su competenze industriali, capacità locali e una visione di lungo periodo”.

UTILIZZO ESCLUSIVO DI UOVA DA GALLINE NON ALLEVATE IN GABBIA
Parallelamente all’espansione industriale, Dr. Schär conferma il proprio impegno verso la sostenibilità. Nel 2025 è stata completata la transizione all’utilizzo esclusivo di uova da galline cage-free, mentre all’inizio del 2026 le sedi tedesche di Dreihausen e Apolda hanno adottato energia elettrica pulita certificata, portando a sette il numero di stabilimenti a basso impatto ambientale. Nel corso del 2026, inoltre, è prevista l’installazione di pannelli fotovoltaici nello stabilimento austriaco di Klagenfurt.

Marco Bordoli entra nel CdA di Dit – Distribuzione italiana

Dit – Distribuzione italiana, centrale delle insegne Sigma e Sisa, accelera nel piano strategico con la nomina all’interno del proprio board di Marco Bordoli come Consigliere di Amministrazione. Manager noto nel mondo della Gdo, Bordoli ha alle spalle una carriera trentennale che lo ha visto ricoprire ruoli apicali in diverse aziende. Il suo nome è legato soprattutto al gruppo Crai, dove entrò nel 2000 come Direttore Commerciale, dopo aver maturato una lunga esperienza professionale in Star, Rinascente, Sadas e Standa. Nel 2008 era salito di grado, diventando Direttore Generale e Amministratore Delegato di Crai Secom, che ha lasciato nel giugno del 2022, per poi essere nominato a dicembre dello stesso anno Presidente di Planet Farms Italia.

UN PIANO DI RIORGANIZZAZIONE MIRATO ALL’EFFICIENZA
La stessa Dit sottolinea che – dopo la recente nomina di Roberto Romboli a direttore sviluppo della marca del distributore, in affiancamento al Direttore Commerciale e Marketing Alessandro Camattari – l’ingresso di Bordoli conferma la strategia per il 2026, che prevede un piano di riorganizzazione del modello centrale-centri distributivi-punti vendita. L’obiettivo è raggiungere una migliore efficienza in tutta la filiera liberando contestualmente risorse per garantire alle insegne Sigma e Sisa una maggiore competitività, ma soprattutto una chiara distintività nel format di riferimento della prossimità. Un ambito, quest’ultimo, che indubbiamente Bordoli conosce bene.

ALLO STUDIO IL RIPOSIZIONAMENTO DELE INSEGNE SIGMA E SISA
Il 2026 sarà un anno chiave per il consolidamento strutturale del sistema Dit, che come anticipato già nel corso della convention del 18 novembre scorso sta operando su sei aree strategiche: la ridefinizione delle regole interne, l’efficientamento dei processi decisionali lungo tutta la filiera, lo sviluppo di progetti comuni nelle attività «no-core», la ridefinizione del posizionamento delle insegne Sigma e Sisa, la crescita e il consolidamento del ruolo della Mdd, lo sviluppo e il rafforzamento delle competenze all’interno del sistema.

Il consumo domestico di surgelati è aumentato dell’1,1% nel 2025

Surgelati avanti tutta: il comparto archivia un altro anno positivo in termini di volumi nel canale retail. A dirlo sono i dati 2025 rilevati da quest’anno da NielsenIQ per IIAS – Istituto Italiano Alimenti Surgelati, che quantificano nel +1,1% rispetto al 2024 la crescita dei consumi, per un totale superiore alle 642.000 tonnellate.
In attesa dei numeri definitivi, che includeranno anche i consumi fuori casa, il dato appare particolarmente significativo e incoraggiante, replicando il buon andamento degli anni precedenti. Gli italiani, infatti, hanno inserito ormai stabilmente i surgelati nella propria alimentazione, riconoscendone a giudizio di IIAS il valore in termini di qualità, gusto e risparmio economico. “I dati retail registrati nel 2025 hanno confermato l’apprezzamento dei consumatori italiani verso un settore che negli ultimi anni è diventato simbolo di praticità d’uso, ma anche di sicurezza e qualità nutrizionali elevate, bontà, convenienza economica e valenza antispreco”, commenta Giorgio Donegani, Presidente IIAS – Istituto Italiano Alimenti Surgelati in occasione della “Giornata del cibo surgelato”, che si celebra il 6 marzo.

VEGETALI, PRODOTTI ITTICI E PATATE I PIÙ APPREZZATI
Ma quali sono state nel 2025 le categorie merceologiche surgelate più amate dagli italiani? Con quasi 207.000 tonnellate consumate nel 2025, pur a fronte di una sostanziale stabilità (-0,1% rispetto al 2024), i vegetali surgelati si confermano di gran lunga al primo posto, evidenziando la tendenza verso scelte alimentari sempre più consapevoli ed equilibrate e dimostrandosi validi alleati di chi guarda al benessere e a elevati contenuti nutrizionali, ma anche di chi è propenso a scegliere sempre più proteine a base vegetale.
Segue il pesce surgelato (naturale e preparato), che con 104.000 tonnellate registra un +3,5%, consolidando ulteriormente la ripresa già evidenziata nel 2024. Al terzo posto, con quasi 93.000 tonnellate consumate, troviamo le patate e in questo caso c’è da segnalare una lieve decrescita, definita peraltro fisiologica da IIAS (-0,9% rispetto al 2024) per una categoria che rimane sul podio delle preferenze così come era accaduto negli ultimi anni.

VARIETÀ DELL’OFFERTA E CONVENIENZA TRAINANO LA PIZZA
Fra gli altri segmenti a maggiore diffusione vanno evidenziate le performance delle pizze surgelate, con un +3%, per un totale di oltre 72.000 tonnellate consumate, e dei piatti pronti, +1,8% per quasi 68.000 tonnellate. Crescite giustificate, nel caso delle pizze, da un’offerta divenuta sempre più varia, con l’introduzione di nuovi formati e ingredienti e dalla convenienza economica. Secondo una recente indagine condotta da AstraRicerche per IIAS, la pizza surgelata risulta nettamente più conveniente rispetto al delivery, per il quale si spendono mediamente 7,18 euro a pizza, cioè più del doppio. Per i piatti pronti a far premio sono stati la qualità degli ingredienti, la gamma sempre più ampia di ricettazioni sia tradizionali sia innovative, la velocità di preparazione e l’attenzione all’equilibrio nutrizionale.
Tra i restanti segmenti, infine, vanno citate le prestazioni positive di tre categorie: carne, +4,4% per quasi 19.500 tonnellate consumate, grazie alle ottime performances del pollame; senza glutine, +4,2% e oltre 9.660 tonnellate; pane e paste, che hanno segnato l’incremento percentuale più alto (+4,7% rispetto al 2024) pur rimanendo in un ambito di nicchia (5.300 tonnellate, meno dell’1% del consumo totale domestico di alimenti surgelati).

MENO SPRECHI E MENO TEMPO AI FORNELLI
Insomma, gli alimenti surgelati intercettano i nuovi stili di consumo delle famiglie italiane, raggiungendo una penetrazione che sfiora il 100% soprattutto in quelle più numerose e con bambini.
I numeri del 2025 sono in linea con i risultati di una recente indagine condotta per IIAS da AstraRicerche – continua Donegani – che ha messo in luce come più di 1 italiano su 2 metta abitualmente in tavola gli alimenti surgelati. Tra le ragioni di questo successo c’è il “value for money” che contraddistingue tali prodotti, ossia il loro elevatissimo rapporto “qualità-prezzo” derivante dalla riduzione degli sprechi, anche grazie alla lunga conservazione, e dall’alta qualità nutrizionale, unite al tempo che aiutano a risparmiare nella preparazione. Sempre AstraRicerche ha analizzato per IIAS 5 diversi alimenti surgelati sotto il profilo del “value for money”, mettendoli a confronto con 5 alimenti freschi equivalenti. Il risultato ha evidenziato che 4 volte su 5 i surgelati fanno risparmiare senza rinunciare alla qualità, anzi. E questo è sicuramente uno dei principali segreti del loro successo”.

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