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Green e ialuronico: ecco le nuove star del carrello

Green e biodegradabili: eco l’evoluzione dei prodotti per il cura casa. Mentre per il cura persona è boom di ialuronico. Queste le evidenze che emergono dall’ottava edizione dell’Osservatorio Immagino di Gs1 in collaborazione con Nielsen.

Cura persona

Se il claim più diffuso resta “dermatologicamente testato” (+1,9% del sell-out), nei prodotti per la cura della persona (oltre 18 mila quelli analizzati dall’Osservatorio Immagino) si mantiene alta la domanda di antiossidanti naturali e l’acido ialuronico continua ad essere l’ingrediente indicato in etichetta che fa registrare il maggior incremento delle vendite anche nell’anno mobile giugno 2019-giugno 2020 con un +11,6%, dopo il +16,6% dell’anno mobile precedente. A trainare il claim “ialuronico” l’espansione dell’offerta (+9,8%), in particolare nei prodotti per la cura e la pulizia del viso donna. In crescita anche i prodotti con il claim “biologico” (+5,1% di vendite dopo il +14,3% dell’anno precedente) per un valore di oltre 72 milioni di euro. Ad aumentare nella cosmesi bio sono soprattutto i disinfettanti, i saponi liquidi, le salviette per i bimbi, i dopo shampoo e i prodotti per la pulizia del viso donna.

Fonte: Osservatorio Immagino GS1 Italy, ed. 2, 2020

Trend negativi invece per i claim “prodotto in Italia” (-10,4%), “ipoallergenico” (-6,4%), “senza parabeni” (-8,4%), e anche per gli altri quattro claim, che rimandano a un ingrediente, analizzati dall’Osservatorio Immagino: “argan” (-0,6% dopo il +6,3% annuo a giugno 2019), “mandorla” (-0,4%),“karité” (-5,9%) e “avena” (-0,9% dopo il +11,8% dell’anno mobile precedente). A determinare queste flessioni è il calo dell’offerta a discapito di una domanda positiva.

Cura casa green

Fonte: Osservatorio Immagino GS1 Italy, ed. 2, 2020

Nel cura casa si fanno spazio i prodotti che indicano in etichetta il loro contributo alla sostenibilità ambientale. L’Osservatorio Immagino rileva che, nell’ultimo anno, questo paniere (quasi 11 mila prodotti) ha registrato un +22,2% del fatturato negli ipermercati e supermercati e +15,5% di offerta a scaffale, arrivando a comprendere quasi 900 prodotti per un giro d’affari di 191 milioni di euro.

Nella performance di vendita, in testa il claim “meno plastica” che registra un +34,5% del sell-out grazie soprattutto a detersivi per lavatrice e stoviglie e ammorbidenti, dopo il +27,2% dell’anno finito a giugno 2019. Positivo anche il push delle industrie con un incremento dell’offerta del +18,4%. Lo segue “biodegradabile” (+26,6% delle vendite) che è anche il più rappresentativo in termini di numero di prodotti a scaffale (3,9%) e di giro d’affari (oltre 93 milioni di euro), con un aumento dell’offerta di +18,0%. L’incremento del sell-out è legato all’acquisto di piatti e bicchieri usa e getta, sacchetti per la spazzatura e salviettine per la pulizia delle piccole superfici. Ancora un riferimento al packaging per il terzo claim più performante, “plastica riciclata”, il cui fatturato sale di +15,5% grazie, in particolare, a sacchetti per la spazzatura e detersivi per lavastoviglie

 

 

Fratelli Carli inaugura un secondo Emporio a Milano

Fratelli Carli, inaugura a Milano, in zona Risorgimento, il suo 17° punto vendita in Italia, il secondo nel capoluogo meneghino.

Fratelli Carli ha fondato il proprio modello di business puntando per oltre un secolo sulla vendita diretta al consumatore, ma nell’ultimo decennio, a questo canale – che pur rimane fondamentale – l’azienda ha deciso di affiancare punti vendita fisici, dove incontrare nuovi consumatori 
Il concept del nuovo negozio,  è quello apprezzato in tutt’Italia: sugli scaffali trovano posto
l’olio (di oliva ed extra vergine), ma anche tonno, verdure sott’olio, olive, pesto e sughi pronti, salse, pasta, un’intera gamma Bio, vini, aceti, dolci e, per finire, cosmetici e saponi a base di olio di oliva.
Punto di forza dell’Emporio è la varietà dei servizi offerti per fare la spesa: chi visita il negozio, può scegliere di portarla via con sé oppure di farsela recapitare a casa; è possibile prenotare telefonicamente i propri prodotti preferiti e concordare poi, anche in questo caso, il ritiro di persona o la consegna al proprio domicilio; inoltre, si può compilare un’apposita “lista della spesa” disponibile all’esterno del negozio, scegliendo, ancora una volta, di ritirare il sacchetto pronto alla cassa, magari dopo qualche ora, se si hanno delle altre commissioni da fare, oppure di riceverlo a casa.
Nuove e veloci sono le possibilità di pagamento: oltre ai contanti e alle carte, è infatti attivo il servizio Satispay, anche per chi decide di acquistare senza andare in Emporio.

Euronics: nuovo pdv romano nello shopping center Maximo

Nova Euronics ha aperto proprio presso lo shopping center Maximo il suo 43esimo punto vendita, il 28esimo solo in Lazio. Un passo importante per il socio laziale del Gruppo Euronics che presidia così anche l’area strategica sud-est della capitale all’interno del Grande Raccordo Anulare.
Il nuovo punto vendita Euronics si sviluppa su una superficie commerciale di circa 1.000 mq, impiega uno staff di 17 addetti alle vendite e può contare sul grande bacino del quartiere Laureatino e su un format commerciale caratterizzato da ampi spazi dedicati al food, tempo libero e ai servizi. Lo store si distingue per il design moderno e luminoso; un focus particolare è inoltre rivolto ai servizi, dai più tradizionali a quelli cross-canale come il pick and pay e le postazioni digital store che attraverso un’integrazione fra negozio fisico e virtuale arricchiscono lo shopping journey di un cliente sempre digitale. Grande attenzione è stata dedicata anche alla formazione del personale da sempre elemento differenziante della rete dei negozi di Nova.
“Euronics a Roma e in Lazio è l’insegna leader e con questa apertura vogliamo consolidare ulteriormente il nostro posizionamento, frutto anche di una costante ricerca della migliore posizione e della massima ottimizzazione della copertura territoriale per garantire il miglior servizio ai nostri clienti” dichiara Valentina Caporicci, marketing manager di Nova Spa

M&A: un 2021 in crescita. L’analisi PwC

Nel 2020 il settore Consumer ha registrato un calo del 13% a volume e del 3% in termini di valore delle operazioni M&A a livello globale rispetto al 2019. In Italia l’attività M&A nel Consumer Market segna un -25% a volumi, ma un aumento del +181% a valore (vs. 2019), grazie ad importanti tickets annunciati nei comparti Gaming, Entertainment & Fashion. La pandemia ha portato ad un cambiamento nelle abitudini dei consumatori, accelerando i processi di digitalizzazione, innovazione, vendita diretta al consumatore e attenzione a tematiche ESG. Questi i dati inclusi nell’ultima edizione dello studio PwC Deals Global and Italian M&A trends sull’anno 2020 focalizzato sul settore Consumer.
Emanuela Pettenò, Partner PwC Italia e Consumer & Markets Deals Leader, spiega: “Nel 2021, ci aspettiamo che gli alti livelli di liquidità continuino a spingere l’attività di M&A. In Italia ci attendiamo un aumento delle ristrutturazioni finanziarie ed operative, in particolare nel retail tradizionale non food, nella ristorazione e nel turismo, che sono stati i più penalizzati a livello di M&A nel 2020”.In ambito italiano il picco di operazione e deal value dell’ultimo trimestre 2020 è collegato all’acquisizione di Lottomatica Videolot Rete e Lottomatica Scommesse da parte di Gamenet per $1,2mld, dall’acquisizione di Stone Island da parte di Moncler per $1,5mld e dall’acquisizione dei diritti della Seria A da parte di CVC, Advent e FSI per $2mld (deal ad oggi non chiuso). Tra i comparti con il maggior calo di operazioni M&A rispetto al 2019: Fashion (-52%), E&L (-31%) e Specialty Retail -che include, tra gli altri, gioielleria, eyewear ed elettronica- (-25%).
Gli investitori strategici continuano a dominare in termini di numero operazioni (oltre il 70% delle operazioni annunciate a livello globale e circa 60% a livello nazionale), tuttavia con un calo rispetto al 2019 proporzionalmente superiore ai fondi di Private Equity (-15% rispetto a -6% a livello globale), che hanno potuto beneficiare di livelli molto elevati di liquidità.
Trend 2021
I settori Food e Healthcare / Wellness hanno registrato una buona performance nella seconda metà del 2020 e hanno catalizzato un aumento di attività M&A che ci si attende continui anche nel 2021. In questo ambito risultano particolarmente favoriti i brand con una proposizione eco-friendly e sostenibile e, nel comparto alimentare, gli alimenti bio, vegani e le proteine vegetali. Il settore Pet Care ha visto un aumento di interesse negli ultimi mesi, con una crescita della spesa per animali domestici, in particolare nella fascia premium. L’aumento del tempo trascorso in casa ha incentivato gli acquisti di elettrodomestici (pulizia, cucina, home entertainment) a discapito della spesa per abbigliamento e cosmetici, favoriti anche da una più consolidata presenza sull’e-commerce. Ci attendiamo una buona ripresa anche dell’arredo. La pandemia ha alimentato una maggiore attenzione agli aspetti ambientali, sociali e di governance (ESG), che stanno diventando fattori determinanti delle decisioni di consumo, soprattutto delle fasce più giovani, e di investimento in ambito M&A. Lo spostamento generale verso la vendita diretta al consumatore ha portato a un aumento delle partnership e delle forme di collaborazioni con piattaforme di commercio online/delivery. Alcuni settori collegati al delivery, alla comunicazione e alla tecnologia hanno avuto ed avranno un ulteriore impulso di crescita a servizio dei nuovi modelli di comportamento e di consumo.

La GDO italiana raccontata dall’Osservatorio Mediobanca

Un 2020 positivo per La GDO: le previsioni sono intatti di una chiusura del +5%, di cui l’1% attribuibile all’esplosione del canale on-line. Incrementi molto marcati per i Discount (+8,7%), i Super (+6,8%) e i Drugstore (+6,6%). Queste alcune delle evidenze dell’osservatorio realizzato dall’Area Studi Mediobanca.

L’intero sistema dovrebbe ripiegare dell’1,6% nel 2021,cumulando nel biennio un aumento del 3,3%. Continua la crisi delle grandi superfici che si prevede perderanno il 4,8% nel biennio 2020-21. L’e-commerce (+60% nel 2021) potrebbe arrivare al 3% del mercato già nel 2021, due anni in anticipo rispetto al 2023 previsto prima della pandemia. Si tratta tuttavia di un segmento che continua a registrare margini negativi per oltre il 10%.

Nel 2020 la concentrazione del mercato italiano è in aumento: la market share dei primi cinque retailer è del 57,5% dal 52,8% del 2019. Il mercato italiano supera così
quello della Spagna (50%), ma resta frammentato rispetto a Francia (78,1%), Gran Bretagna(75,3%) e Germania (75,2%). Nel 2020 Conad detiene la maggiore quota di mercato con il 14,8%, seguita da Selex al 13,7% e dalle Coop al 12,9%. Nel 2011 le Coop erano il primo gruppo con il 15,3%, seguite da Conad al 10,6% e da Selex all’8,1%.

Le vendite: la vera sfida per il 2021
I dati preliminari dei grandi retailer internazionali quotati indicano vendite nel 2020 in crescita dell’8,3%, con effetti molto positivi sui margini industriali (+17,1%) e sul risultato netto (+42,4%). Il Roi del sistema è calato al 4,9% del 2019 dal 5,6% medio del 2015-2017. Il trend discendente interessa tutti i segmenti che pure segnano livelli molto diversi: i Discount dal 20,1% al 16,6%, la Distribuzione Organizzata dall’8,8% al 7,8% e la Grande Distribuzione dal 6,7% al 4%. Dinamica analoga per l’ebit margin: dal 2,5% del 2015-2017 al 2,1% del 2019, con i Discount in questo caso in lieve crescita dal 4,7% al 4,9%, la Distribuzione Organizzata in calo dal 2,8% al 2,4% e la Grande Distribuzione in flessione dal 2,9% all’1,9%. Per Conad la traiettoria è dal 2,5% all’1,8%, mentre le Coop segnano sull’intero quinquennio un margine negativo che si fissa al -1,4% nel 2019. Crescono i 32 drugstore italiani che hanno realizzato nel 2019 vendite per 3,6 miliardi +5,1% sull’anno precedente. L’ebit margin è al 4,6%, il Roi al 12,3%. La forza lavoro complessiva sfiora le 13mila unità.

I conti dei singoli operatori
Lidl Italia è campione di crescita delle vendite tra il 2015 e il 2019: +8,7% medio annuo, seguita da Eurospin e Agorà appaiate al +7,6%. Segue il trio Lillo-MD (+6,9%), VéGé (+5,3%)  Crai (+5,2%). In termini di redditività del capitale investito (Roi) primeggia Eurospin (20,2%), seguita da Lillo-MD (16,5%), Agorà e Lidl Italia al 12,9% e Crai all’11,9%. Tutti i restanti operatori sono sotto la doppia cifra, capeggiati da VéGé al 9,1%. Supermarkets Italiani si conferma regina di utili cumulati tra il 2015 e il 2019: 1.340 milioni, seguita da Eurospin a 1.016 milioni, Conad a 879 milioni e VéGé a 839 milioni. Carrefour ha cumulato perdite per 603 milioni, Coop per 252 milioni. Coop Alleanza 3.0 è la maggiore cooperativa italiana con vendite nel 2019 pari a 4.043 milioni, seguita da PAC 2000 A (Gruppo Conad) a 2.851 milioni e Conad Nord Ovest a 2.586 milioni che precede Unicoop Firenze a 2.320 milioni. Il prestito soci del sistema Coop appare in costante declino dagli 11,1 miliardi del 2014 agli 8 miliardi del 2019. Negli ultimi 5 anni le Coop hanno realizzato proventi finanziari netti per 1.233 milioni e subìto svalutazioni finanziarie per 845 milioni.

Variazione cumulata del fatturato e occupati (2015-2019)

La crescita dei “campioni nascosti” 
All’interno della Distribuzione Organizzata operano aziende di dimensioni rilevanti. Quelle con fatturato superiore a 500 milioni sono venti, dalla Finbre (Maxi Di) con 2.124 milioni, alla Poli con 506 milioni. Alcune hanno segnato nel 2019 performance rilevanti in termini di Roi: Verofin (Tigros) al 18,2%, Gruppo Arena al 18%, SC Evolution (Iperal) al 15,8%, Supermercati Tosano Cerea al 15,3%, Cannillo (Maiora) al 15,2% e Mega Holding (Megamark) al 15,1%. In aggregato i venti operatori fatturano 20,6 miliardi, sono cresciuti nel 2019 del 5,9% e segnano un Roi medio del 7,9%. Nel complesso, si posizionerebbero alle spalle dei Discount, ma con un Roi pari a circa la metà.

I maggiori operatori internazionali
Nel 2019 i maggiori retailer internazionali selezionati hanno un fatturato che oscilla tra i €463 miliardi di WalMart e i €18,6 miliardi della portoghese Jeronimo Martins. Tali operatori fatturano circa il 20% del loro giro d’affari in punti vendita all’estero: la maggiore proiezione internazionale è dell’olandese Ahold Delhaize (77,6%), seguita dalla Jeronimo Martins che vende soprattutto in Polonia (73,3%) e dalle francesi Auchan (62%) e Carrefour (52%). Il panel esprime un Roi medio nel 2019 pari al 9%, doppio di quello italiano ma in calo costante dal  10,9% del 2015. La classifica per Roi comprensiva dei retailer internazionali e di quelli italiani vede primeggiare l’australiana Coles (31,3%), seguita dall’italiana Eurospin (20,2%), dall’altra australiana Woolworths (19,8%), dalla statunitense Target (18%) e ancora dall’italiana Lillo-MD (16,5%). Buone anche le perfomance delle due società iberiche: Jeronimo Martins (13,6%) e Mercadona (13,3%). La Lidl Italia segna un Roi (12,9%) superiore a quello della casa madre tedesca Lidl Stiftung (8,8%). Supermarkets Italiani detiene il primato internazionale quanto a vendite per metro quadro nei confini nazionali: con €15.900 precede le britanniche J Sainsbury con €13.600, Tesco con €11.500 e Wm Morrison a €11.200 e le due australiane Woolworths (€10.700) e Coles (€10.400).

Sostenibilità ambientale nella GDO 
Di sostenibilità le imprese della GDO trattano diffusamente. Sporadica in Italia la presenza di report dedicati che interessano il 62,5% del totale contro il 96,4% rilevato nei gruppi internazionali. Circa alcuni dei temi oggetto di misurazione analitica, i retailer italiani appaiono nella sostanza allineati ai grandi player internazionali. Quanto alle risorse umane, nel 2019 la forza lavoro femminile è pari al 62,9% del totale in Italia contro il 60,3% dell’estero; in termini di formazione, le ore annue dispensate ai dipendenti che ne hanno diritto ammontano a 16,3 in Italia e 21,6 all’estero; il ricorso al part-time interessa il 52% dell’organico in Italia, il 43,8% all’estero. Sui temi ambientali: la quota di rifiuti differenziati è pari al 75,1% in Italia e al 71,7% all’estero. L’intensità energetica è allineata: circa 450 kWh per mq, ma i retailer italiani sono meno impattanti in termini di intensità carbonica: 136 kg di CO2 per mq contro 208 kg.

Metodologia

L’Area Studi Mediobanca ha realizzato la nuova edizione dell’Osservatorio sulla GDO italiana e internazionale a prevalenza alimentare che aggrega i dati economici e finanziari di 117 aziende nazionali e 27 maggiori player internazionali per il periodo 2015-2019. Per l’Italia la copertura è stimata pari al 93% del mercato. Lo studio comprende un approfondimento su 32 Drugstore italiani e un focus sulla sostenibilità della GDO in Italia e all’estero. L’indagine completa è disponibile per il download sul sito www.areastudimediobanca.com

Nuovo look per San Benedetto Succoso

San Benedetto Succoso presenta la nuova veste grafica della bottiglia da 1,5L e della versione Zero zuccheri aggiunti, nella proposta da 0,40L. Il nuovo abito valorizza tutta la raffinatezza e vivacità delle due referenze attraverso un design completamente rinnovato,  ed elegante, con l’obiettivo di elevarne la percezione di valore grazie all’utilizzo di colori originali. Interamente ridisegnato anche il logo custodito in una cornice dallo sfondo argentato che conferisce ulteriore pregio e delicatezza alle linee. Il rinnovamento ha interessato anche le etichette presenti sul fronte e sul retro delle bottiglie in cui sono evidenziati i plus di prodotto, per essere immediatamente riconosciuti e percepiti dal consumatore fin dal momento dell’acquisto. “Negli ultimi anni con Succoso la quota del Gruppo San Benedetto nel mercato delle bevande a base di frutta è stata costantemente in crescita. Lo scorso anno abbiamo registrato + 1,1 punti a volume e + 1 a valore*, attestandoci su una quota pari a circa 9 punti a valore, confermandoci sempre di più come Total Beverage Company”. – afferma Vincenzo Tundo, Direttore Marketing e Trade Marketing Italia del Gruppo San Benedetto – “In particolare, Succoso Zero nel formato da 0,40L ha avuto un ruolo determinate per questa ascesa. Lanciato nel 2016, rappresenta una delle nostre più importanti case history di successo. Ottimi risultati di vendita e un’affermazione ottenuta grazie al basso contenuto calorico, all’assenza di zuccheri aggiunti, al formato pratico e innovativo e all’ampia offerta di gusti, in grado di soddisfare le preferenze dei consumatori”. * (dati IRI Dicembre 2020)
San Benedetto Succoso offre un’ampia gamma di bevande a base di succo di frutta. La linea classica nel formato “famiglia” da 1,5L, è disponibile nei quattro gusti ACE, Arancia e Arancia Rossa, Ananas Fusion e Frutti Rossi; la linea San Benedetto Succoso Zero è presente sul mercato nella pratica bottiglia on-the-go da 0,40L – nelle sei varianti originali per tutti i gusti: Frutti Rossi, Arancia Carota e Limone, Arancia e Arancia Rossa, Frutta Mix, Macedonia e infine Mango e Mela – e nel formato da 0,90L, disponibile nei quattro gusti Arancia, Carota e Limone, Frutta Mix (mela, pesca, banana, arancia e maracuja), Arancia e Arancia Rossa e Frutti Rossi.

Yoga Optimum: alta percentuale di frutta e rispetto per l’ambiente

Yoga presenta Optimum, la novità 2021 con tanta frutta da bere, senza zuccheri aggiunti e in una nuova confezione da un litro rispettosa dell’ambiente.

Attenta ai desideri e ai bisogni dei suoi consumatori, Yoga contraddistinta dall’elevata percentuale di frutta, (almeno il 70%), ideale per coloro che cercano, oltre alla bontà, anche un prodotto moderno, arricchito soltanto dagli zuccheri naturalmente presenti nella frutta, e rispettoso dell’ambiente.

L’impegno green di Yoga è testimoniato, infatti, nel formato famiglia da 1 litro con le nuove bottiglie sostenibili, realizzate esclusivamente con il 50% di plastica riciclata (RPET). La banda verde con il claim “Il gusto di amare il pianeta” e l’indicazione dell’utilizzo di plastica riciclata sono presenti sulla bottiglia per comunicare al consumatore questa rinnovata attenzione alla sostenibilità ambientale.

Con un assortimento di gusti assortiti, la nuova linea è 100% senza conservanti e coloranti, e disponibile nelle sei nuove referenze:

  • Arancia rossa, Ananas, Arancia (con il 70% di frutta)
  • Pera, (70% di Pera, 99% di frutta totale)
  • Pesca (70% di Pesca, 99% di frutta totale)
  • e Ace (90% di frutta totale).

Agnello gallese: importazioni in crescita verso l’Italia

Secondo gli ultimi dati diffusi da Hybu Cig Cymru – Meat Promotion Wales (HCC), Ente promotore delle carni ovine e bovine gallesi, il 2020 è stato un anno di successo per l’agnello d’oltremanica in Italia. 5.338 sono state infatti le tonnellate di carne ovina esportata nel Belpaese, per un valore di £ 29.639.000.

Sul totale delle esportazioni britanniche, il Galles gioca un ruolo importante con più di 1/3 della produzione ovina e una presenza massiccia sui mercati internazionale del brand Welsh Lamb IGP.

Le esportazioni di Welsh Lamb verso l’Italia sono aumentate del + 27,71% in volume e del + 17,94% in valore rispetto all’anno precedente. “I consumatori acquistano sempre più cibi di cui si fidano, dalla filiera garantita, prodotti con alti standard qualitativi e sempre più sostenibili. Questo è ciò che può offrire la carne gallese: ecco perché lo scorso anno, nonostante le turbolenze causate dal Covid-19, abbiamo assistito a un aumento delle vendite sia sul mercato interno, sia sui mercati internazionali, dove i nostri clienti europei ci hanno rinnovato la loro fiducia”, ha affermato Deanna Jones, Export Market Development Executive HCC.

Un picco di esportazioni si è registrato nella tarda primavera – inizio dell’estate, quando il primo lockdown era stato allentato. Un andamento positivo che è proseguito, su livelli più ragionevoli, fino a dicembre dello scorso anno quando i volumi sono diminuiti del -11,74%, un calo dovuto a un prezzo relativamente alto e alla situazione di incertezza legata ai negoziati sulla Brexit che non promettevano bene.

“Nonostante il 2020 sia stato un anno dominato da molti timori, l’andamento dell’export di Welsh Lamb è stato molto positivo” conferma Jeff Martin, responsabile HCC del mercato italiano. “L’aumento generale è stato il risultato di una maggiore presenza nella gdo, comparto che ha retto meglio l’impatto della pandemia di Covid-19, e di un rafforzamento della presenza nelle macellerie, soprattutto durante il lockdown della primavera dove molti italiani hanno riscoperto i negozi di vicinato”.

Dall’altra parte, il settore della ristorazione ha avuto un anno molto irregolare, con le esportazioni di Agnello Gallese IGP che si sono attestate all’incirca al 35% dei livelli pre-Covid.  

“Nonostante la situazione difficile che stiamo vivendo sia a livello sanitario che commerciale, le carni ovine gallesi continuano a mantenere la quota di mercato”, conclude Martin. “Ciò significa che il Welsh Lamb IGP è definitivamente entrato nella spesa degli italiani”. Il consumatore italiano, di fatto, è molto attento alla qualità: a fronte di un consumo ridotto (si cerca di mangiare un po’ meno carne ma più buona) predilige la provenienza garantita, gli allevamenti estensivi, la sicurezza della filiera e la qualità organolettica, tutte caratteristiche che l’Agnello Gallese IGP offre da sempre.

Il Galles è uno dei più grandi produttori di carne di agnello d’Europa, un censimento del 2016 conta quasi 10 milioni di ovini. In tutto il Galles, un territorio di circa 20.000 km quadrati, ci sono circa 14.000 allevamenti, con una media di 700 capi ovini a fattoria.

 

Asiago DOP: arriva la tutela sul mercato cinese

Dopo un decennio di attività è entrato in vigore lo “storico” accordo bilaterale tra Ue-Cina, sottoscritto nel novembre 2019, che riconosce la piena protezione e tutela di Asiago DOP in Cina.

Fin dal 2011, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago ha riconosciuto nella Cina uno dei mercati più promettenti e di maggiore sviluppo per Asiago DOP. Per questo, dopo le prime azioni dedicate all’adeguamento tecnico-normativo, sono seguite, nel 2014, una serie di attività di tutela della proprietà intellettuale della denominazione. A partire da quell’anno, il Consorzio ha svolto un articolato programma sul campo promozionale per far conoscere Asiago DOP, con la partecipazione ad importanti eventi diplomatici e missioni commerciali mirate ad incontrare i principali operatori ed importatori del settore lattiero-caseario. L’azione consortile è proseguita con numerose attività anche di vigilanza, per rimuovere dal mercato cinese prodotti in violazione dei diritti, come accaduto alla fiera FHC CHINA nel 2016, quando, su indicazione del Consorzio, anticipando l’accordo bilaterale e creando un precedente importante, apprezzato anche dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, le autorità cinesi bloccarono alcuni prodotti che tentavano di usurpare il nome ASIAGO.

Nel 2020, l’attività del Consorzio di Tutela in Cina si è andata rafforzando, in particolare nella vigilanza on e off line. Per la prima volta, sono stati realizzati controlli diretti nei punti vendita del Paese e, allo stesso tempo, provveduto a potenziare le verifiche sui siti di e-commerce arrivando a richiedere con successo la rimozione di segnalazioni di prodotti americani che utilizzavano impropriamente la dicitura “asiago” nella grande piazza commerciale TAOBAO.

In un mercato che ha visto aumentare del 12,5%, dal 2019 al 2020, l’importazione di formaggio (dato Clal), il Consorzio di Tutela celebra l’entrata in vigore dell’accordo bilaterale con un rinnovato impegno di promozione. Dal 20 al 22 maggio, sarà presente al China International Protected Geographical Indication Products, l’importante evento dedicato alle DOP e IGP.  A conferma del valore strategico di questo mercato, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago avvierà, nel 2021, col Consorzio per la Tutela dell’Asti, Consorzio Provolone Valpadana DOP, Istituto per la valorizzazione dei salumi italiani (IVSI) e Associazione Interregionale Produttori Olivicoli Verona, “Asia Enjoys European Quality Food“, il piano triennale di promozione co-finanziato dalla UE del valore di oltre 4.700.000 euro, dedicato a promuovere e valorizzare la specialità in Cina, Giappone, Corea del Sud e Vietnam.

“Quando, dieci anni fa, abbiamo iniziato questo percorso, – afferma il Direttore del Consorzio Tutela Formaggio Asiago, Flavio Innocenzi – eravamo pienamente consapevoli delle dinamiche commerciali internazionali e del valore che, la presenza del nostro prodotto in Cina avrebbe avuto in futuro. Ora, dopo un decennio di impegno continuativo siamo pronti a cogliere tutte le nuove opportunità che il riconoscimento e la tutela della nostra produzione d’origine ci apre nel mercato più grande al mondo”.

Nova Coop restituisce al territorio più di 10 milioni di euro

L’emergenza sanitaria e la crisi sociale hanno reso necessario rafforzare ovunque la macchina della solidarietà, con interventi piccoli e grandi. Nova Coop si è posta da subito a disposizione del territorio per intercettare queste problematiche e offrire il proprio supporto a enti locali, presidi sanitari, associazioni di volontariato e altre realtà del privato sociale, nelle forme ogni volta più opportune.

I consuntivi di questi giorni certificano che la Cooperativa ha restituito al territorio, nel corso del 2020, un importo complessivo pari a 10.094.715 euro. Dietro ai numeri ci sono però tantissime storie. 

Solo il progetto “Buon Fine”, il piano di recupero delle eccedenze alimentari, ha permesso di ridurre lo spreco e destinare prodotti perfettamente edibili ad organizzazioni di volontariato per la preparazione di pasti alle persone in stato di indigenza per un valore pari a 5,68 milioni di euro. Ulteriori contributi in merci e denaro sono stati devoluti ad amministrazioni locali, enti e associazioni per sostenere i servizi attivati localmente di voucher o pacchi spesa ai nuclei familiari con particolari necessità. Alcuni servizi di sostegno alle persone sono nati per rispondere a particolari segnalazioni giunte dal territorio, come la fornitura di beni di prima necessità – durante il primo lockdown – agli ospedalizzati Covid e ai loro figli. Nel corso del 2020 Nova Coop ha esteso il proprio servizio di acquisto online e consegna della spesa a domicilio Coop a Casa a nuovi comuni del Torinese e alle province di Biella, Cuneo e Novara, introducendo la consegna gratuita per gli over 65, per contribuire a proteggere dal contagio una delle categorie più a rischio.

Per supportare il mondo della scuola, Nova Coop ha continuato a proporre attività di Educazione al consumo consapevole (200 mila euro), a sostenere le scuole del territorio con la fornitura gratuita di materiali didattici e informatici attraverso il progetto Coop per la Scuola (un milione di euro), ha promosso la giornata di raccolta di materiali scolastici da devolvere alle famiglie bisognose Dona la Spesa – Speciale scuola e fatto donazioni straordinarie di materiali tecnologici in alcune scuole per offrire il servizio di Didattica a Distanza anche a studenti privi dei mezzi necessari.

Nel corso dell’anno l’onda della solidarietà ha raggiunto molte realtà che avevano messo in piedi iniziative specifiche per l’emergenza Covid, come l’iniziativa della Croce Rossa Il tempo della gentilezza per consegnare cibo e medicinali a domicilio alle persone fragili (63 mila euro), e ha mantenuto vive altre collaborazioni di straordinario valore come quella con Banca Etica (33.500 euro) e il sostegno alla ricerca scientifica condotta dall’Istituto di Candiolo (111 mila euro).

Il presidente di Nova Coop Ernesto Dalle Rive (foto in apertura) commenta:

«La nostra Cooperativa svolge da sempre una funzione di generatore di impatto sociale nel tessuto piemontese che parte dal settore che le è maggiormente proprio, la solidarietà e l’educazione alimentare, per estendersi a molti altri settori affini a livello valoriale: la promozione di stili di vita sani, l’educazione alla legalità, l’ambiente. La pandemia del 2020 ci ha spinto a riorientare le nostre attività per usare le nostre competenze, le nostre strutture e le persone per offrire un aiuto concreto ad un’emergenza sanitaria che di giorno in giorno si stava trasformando anche in una bomba economica e sociale. Nella prima parte dell’anno, alle tante iniziative coordinate come Coop a livello nazionale – ad esempio siamo stati gli unici nelle prime fasi dell’epidemia ad importare dispostivi medici dall’Asia, quando erano introvabili, e a proporli nei nostri negozi a prezzo calmierato – abbiamo affiancato una gamma davvero impressionante per varietà di azioni locali come Nova Coop. Dalla donazione di dispositivi mobili per il colloquio a distanza nelle Rsa isolate al confezionamento delle spese solidali fatte dal nostro personale dei punti vendita. Nel secondo semestre ci siamo concentrati di più su iniziative che potessero generare impatti “di sistema”, sostenendo iniziative che potessero favorire il potere di acquisto dei consumatori e sostenere le filiere di produttori piemontesi presenti tra i nostri fornitori in una congiuntura delicata».

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