Anche l’e-commerce esemplificato dal suo campione mondiale Amazon ha un tallone d’Achille: sono i problemi tecnici. Lo ha evidenziato un nuovo sondaggio condotto da JDA Software tra oltre 1.000 consumatori statunitensi secondo il quale il 27% degli intervistati che ha riscontrato problemi tecnici durante Amazon Prime Day ha deciso di non effettuare acquisti o ha acquistato meno di quanto previsto. In totale, il 52% degli intervistati ha riscontrato difficoltà tecniche nel corso dei due giorni di saldi, dal 16 al 17 luglio.
“Il nostro sondaggio ha rivelato che gli inconvenienti tecnici del sito Web e dell’app di Amazon hanno compromesso non solo le vendite durante le 36 ore del Prime Day, ma anche la reputazione dell’azienda quale retailer online affidabile – ha detto JoAnn Martin, vicepresidente, strategia del settore retail, Nord America presso JDA -. Con aspettative sempre più elevate, i consumatori sono alla ricerca di un’esperienza di acquisto fluida e saranno sempre più propensi a dare la loro lealtà e il loro denaro a quei retailer in grado di offrirla.”
Whole Foods al Prime Day, un flop
Dalla ricerca si evidenzia un’altro aspetto: la spesa alimentare non ama i saldi. Sarebbero falliti i tentatvi dell’azienda di Jeff Bezos di integrare nelle vendite del Prime date la neoacquisita Whole Foods, visto che solo il 9% degli interevistati ha detto si aver fatto acquisti preso il supermercato chic. Di qusti, il 75% è cliente albituale dell’ecommerce dell’insegna e solo uno su quattro ha detto si essersi rivolto a Whoel Foods apppsitamente cercando gli sconti.
“Prime Day è chiaramente ancora un evento online, nonostante il tentativo di Amazon di integrare Whole Foods nelle promozioni di quest’anno – ha commentato Martin -. Dal momento che hanno beneficiato degli sconti coloro che sono già consumatori regolari di Whole Foods, l’evento non è stata un’occasione per aumentare il numero di visite”.
Alla fine, si compra per se stessi
Sconti di certo:è questo ilprincipale motivo per acquisatre in uno di questi giorni da grandi saldi. Lo conferma il 74% degli intervistati. Ma tra chi ha effettuato degli acquisti il 40% ha ammesso di avere acquistato prodotti in saldi senza aver pianificato, il 31% ha detto che ha acqyistato ciò che aveva programmato di fare, il 19% ha detto che ha acquistato solo articoli scontati e il 10% ha ammesso di aver pianificato prima gli acquisti, ma alla fine ha acquistato ciò che ha trovato in saldo.
“Come l’Alibaba’s Singles Day in autunno, Amazon Prime Day è un modo per gli acquirenti di acquistare oggetti per se stessi. È invece scarso l’effetto sulla spesa per altre stagioni dello shopping, come le vacanze o il ritorno a scuola – ha detto Martin -. I consumatori continuano a fare acquisti su ciò che è disponibile e in vendita, consentendo ad Amazon di sbarazzarsi di pezzi di inventario più lenti o di articoli in eccesso: una mossa intelligente per tutti i rivenditori”.
Quanto alla “piaga” degli acquisti restituiti, l’84% degli acquirenti di Amazon Prime Day ha dichiarato che conserverà i suoi acuisti e non pensa di restituirli, (ad esempio perché ha acquistato taglie diverse). Comunque gli uomini sono più inclinai a effettuare resi (22%) delle donne (10%).



Nel 2017 Amazon ha però conquistato il 18% delle vendite di generi alimentari online negli Stati Uniti, il doppio della quota del concorrente più vicino. Con Whole Foods, Prime Pantry, Amazon Fresh, Solimo (marchio MDD)e una copertura in rapida crescita della consegna nello stesso giorno e il giorno successivo, il ruolo centrale di Amazon nel futuro della spesa è innegabile










La crescente abitudine alle spese online e la fiducia in Amazon come operatore, ritmi di vita frenetici che portano a risparmiare tempo ove possibile (e cosa di meglio di un negozio dove si può acquistare letteralmente di tutto, dall’auto allo spazzolino, alla passata di pomodoro?), la diffusione del programma Amazon Prime a nuovi utenti (con una vera e propria impennata nel periodo delle feste) e nuove aree e di Pantry, la spesa in abbonamento che rifornisce periodicamente la dispensa, porteranno a un ulteriore affermazione della spesa firmata Amazon nel 2018. Una grossa spinta è venuta anche dall’acquisizione dei 470 store fisici di Whole Foods Market, che nella seconda parte del 2017 ha visto un aumento delle vendite, con il marchio Whole Foods “365 Everyday Value” che solo nella prima settimana dall’acquisizione ha venduto il 90% dei suoi 2000 prodotti andando praticamente sold out su Amazon. Oggi è la seconda private label Amazon dietro a AmazonBasics.
Ma cosa hanno comprato gli americani (la solita anteprima di cosa compreremo noi tra un paio di ani? Vedremo).


