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Per Selex la Mdd resta un asset strategico della proposta per il 2024

Per Selex il 2023 è trascorso all’insegna di una crescita a doppia cifra della marca del distributore: +20% rispetto all’anno precedente con un fatturato alla vendita che ha superato i 2 miliardi di euro. Questi risultati attestano l’impegno del gruppo per la Mdd per cui si prevede un ulteriore sviluppo delle referenze sia in ambito retail che cash&carry.

“Un impegno intrapreso già da tempo per assicurare una proposta sempre più omogenea su tutto il territorio nazionale ai nostri consumatori e per generare nuove opportunità di sviluppo per i soci e i fornitori. La ricerca e la messa a punto di prodotti innovativi dagli standard qualitativi elevati ci consente di introdurre costantemente nuove referenze dedicate alle esigenze di consumo emergenti” racconta Luca Vaccaro, Direttore Mdd del Gruppo Selex.

L’evoluzione delle marche del distributore e la scelta di rinnovare costantemente il proprio posizionamento sul mercato si traducono anche in termini di immagine. Nel 2024 il Gruppo Selex proseguirà infatti con il lavoro di restyling dei marchi. Alcuni esempi? Il nuovo logo Selex sarà implementato su tutta la linea a marchio, Consilia concluderà il suo rinnovamento, mentre Natura Chiama Selex avrà una nuova immagine ancora più distintiva e riconoscibile.

“La Marca del Distributore rappresenterà anche per il 2024 un asset strategico della nostra proposta, su cui continueremo a investire. Il focus sarà preservare il potere d’acquisto dei nostri clienti, attraverso prezzi competitivi e prodotti di qualità accessibili, e l’ampliamento dell’assortimento Mdd, con prodotti specifici rivolti anche a clienti più alto spendenti o con esigenze particolari” afferma Maniele Tasca, Direttore Generale del Gruppo Selex.

Rimane confermata la centralità dell’impegno del Gruppo Selex per quanto concerne la sostenibilità, grazie a un programma specificatamente dedicato alle Mdd, il tutto validato da Bureau Veritas come ente certificatore esterno. Degno di menzione il progetto Shopping Bag, inaugurato dieci anni fa, con l’obiettivo di coinvolgere direttamente i consumatori nella valutazione in termini di qualità delle referenze a marchio del distributore. Oltre 100 famiglie ingaggiate nel progetto, 20 referenze testate ogni mese e un tasso costante di piena soddisfazione che si attesta intorno al 75%.

Metro chiude il 2023 a 1,97 miliardi, cresce a due cifre il canale food service distribution

Per Metro Italia l’anno fiscale 2022-2023 si è chiuso con un fatturato di 1,97 miliardi di euro (+9,4%): il risultato è stato trainato da tutti i canali di vendita che hanno registrato performance migliori rispetto al 2021-2022. A livello globale invece il Gruppo ha registrato un fatturato di 30,6 miliardi di euro (+2,7% rispetto al 2021-2022).

“Nonostante l’incertezza del contesto macroeconomico, abbiamo raggiunto traguardi di cui siamo molto soddisfatti. L’Italia si conferma uno dei mercati chiave per la crescita di Metro a livello globale. Nel nuovo anno porteremo avanti la nostra strategia 2030 con tre obiettivi ben chiari: consolidare il nostro business multicanale, rispondere sempre meglio alle richieste dei nostri clienti con un assortimento declinato sulle loro esigenze, ridurre l’impatto delle nostre operazioni sull’ambiente per confermarci come partner d’eccellenza per i professionisti dell’Horeca” afferma Arnoud J. van Wingerde, Amministratore Delegato di Metro Italia.

Il Cash&Carry, che rappresenta il 77% delle vendite totali di Metro Italia, ha registrato un fatturato di 1,5 miliardi di euro (+6,5 % e +93 milioni di euro sul 2021-2022). Crescita a due cifre anche per il canale Food Service Distribution (FSD), che ha chiuso l’anno con un fatturato di 434 milioni di euro (+17,3 % e +64 milioni di euro rispetto al 2021-2022). Lo sviluppo di questo canale sarà una delle priorità di Metro nel 2023-2024.

Sull’andamento di Metro Italia nel 2022-2023 hanno inciso anche le ottime performance del Mercato Online, presente oggi in Italia, Germania, Spagna, Portogallo, Paesi Bassi e Francia. In Italia il canale di vendita online lanciato a luglio 2022 ha registrato una crescita esponenziale, chiudendo l’anno fiscale a 12,6 milioni di euro di fatturato. Il Mercato Online è un marketplace aperto a tutti dove è possibile trovare oltre 100.000 prodotti messi a disposizione da oltre 200 aziende partner. Per lo smistamento dei prodotti Metro si avvale di un magazzino operativo da luglio 2022 a Casei Gerola (Pavia).

Tra gli ambiziosi traguardi raggiunti ci sono anche quelli ESG, un pilastro chiave per l’azienda che punta a essere “Carbon Neutral” entro il 2040. Metro ha ridotto del 25% i consumi di gas metano, del 14% quelli di acqua e del 5,5% quelli di energia elettrica. Due sono i progetti principali che hanno portato a questi risultati: il rinnovamento di tutti i banchi refrigerati e degli impianti di refrigerazione negli store di Cesano, Como, Castellanza, Genova, Merano, che utilizzano solo refrigeranti naturali (Co2); il rinnovamento degli impianti di illuminazione con nuove lampade a led e nuovi sistemi di regolazione negli store di Cesano, Cinisello e Como.

Sul fronte sprechi alimentari infine, l’azienda ha ulteriormente consolidato la collaborazione con la Fondazione Banco Alimentare donando eccedenze di prodotti pari a 5.5 milioni di euro.

Boom per la Mdd: nel 2023 oltrepassato il fatturato di 25 miliardi di euro

Con un fatturato record pari a 25,4 miliardi di euro nel 2023, i prodotti a marca del distributore (Mdd) rappresentano oggi il 31,5% dell’intero giro d’affari del mercato della distribuzione moderna in Italia, compresi i discount – nel 2019 era al 28,3% -, affermandosi come strumento fondamentale delle imprese della distribuzione moderna per sostenere il potere di acquisto delle famiglie, offrendo qualità e convenienza. I dati emergono dall’analisi “Marca del Distributore e Made in Italy: il ruolo della Distribuzione Moderna” realizzata da The European House – Ambrosetti per ADM – Associazione Distribuzione Moderna.

La marca del distributore si afferma dunque come unico canale in crescita sostenendo l’intero settore del retail alimentare: +332 milioni di euro anche nell’ultimo anno, e la tendenza probabilmente non si arresterà. Secondo i calcoli realizzati da The European House – Ambrosetti , la distribuzione moderna è l’attivatore di una filiera lunga e articolata e, con 15 settori e 37 sotto-settori coinvolti, abilita la creazione di circa il 12% dell’intero PIL italiano, oltre 200 miliardi di euro: dai 30 miliardi generati direttamente dalla distribuzione moderna, se ne sviluppano ulteriori 178 dalle filiere attivate a monte tra componenti industriali attive, settore agroalimentare e intermediazione.

“La distribuzione moderna ha contribuito in maniera significativa a sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, contenendo la spinta inflattiva e sostenendo soprattutto le fasce di reddito più basse, che soffrono in maniera particolare l’aumento dei prezzi al consumo”, ha commentato Mauro Lusetti, Presidente ADM – Associazione Distribuzione Moderna. “L’impegno delle nostre aziende ha limitato l’aumento del prezzo medio di vendita, assorbendo parte dei rincari ricevuti sui prodotti del largo consumo dell’industria di marca. Da gennaio 2019 la distribuzione moderna ha registrato aumenti inferiori dei prezzi di vendita di 6 punti percentuali rispetto all’industria di marca. I prodotti a marca del distributore, garantendo un’offerta che coniuga qualità e convenienza, si sono dimostrati uno strumento efficace e molto apprezzato dagli italiani nel contrastare l’aumento dei prezzi. Il settore distributivo si conferma come un asset strategico dell’economia del Paese, sia per il valore aggiunto che riesce a generare sia per il contributo all’occupazione e il sostegno alle filiere del Made in Italy”.

“Si è appena chiuso un 2023 complesso che ha visto una riduzione dei volumi di vendita in tutti i canali distributivi, dal discount ai supermercati fino al piccolo servizio, dovuta alla pressione dell’inflazione sulle famiglie con effetti asimmetrici: la spesa incomprimibile pesa 21 punti percentuale in più sul bilancio familiare del quintile più povero. In un contesto in cui i consumi alimentari sono già immobili da oltre un decennio, è necessario un cambio di rotta per salvaguardare i consumi, alimentari e non, che generano il 60% del PIL italiano” ha aggiunto Valerio De Molli, managing partner e CEO, The European House Ambrosetti.

Fatturato in crescita per Cantine Riunite & Civ, sfiorati i 270 milioni di euro

Cantine Riunite & Civ ha approvato il bilancio di esercizio chiuso al 31 luglio 2023. Alla presenza del Presidente Corrado Casoli, del Vice Presidente Claudio Biondi e del Direttore Generale Gabriele Lechthaler, sono stati presentati i risultati dell’esercizio 2022/23 della cooperativa, che nei 12 mesi ha registrato un fatturato pari a 269,4 milioni di euro, in crescita di oltre il 3% rispetto al periodo precedente, e un utile netto superiore a 2 milioni di euro.

I dati sono molto confortanti, considerando il contesto globale in cui opera Cantine Riunite & Civ, che hanno consentito di rafforzare il patrimonio netto della cooperativa che a fine esercizio supera per la prima volta i 200 milioni di euro. Ai Soci, che nella vendemmia 2022 hanno conferito oltre 763 mila quintali di uva, è stato riconosciuto un prezzo medio di riparto pari a 41,20 euro al quintale.

il Presidente Corrado Casoli

Sul fronte dell’export, la crescita a valore è stata di circa il 7% e ha confermato la vocazione internazionale di Cantine Riunite & Civ, nonché la leadership in alcuni mercati internazionali realizzando crescite importanti nel Regno Unito (+18%) e in Europa (+13%). Sul mercato domestico le performance sono state positive con una crescita a valore del 3%, nonostante i consumi siano stati più contenuti e fortemente condizionati dalle spinte inflazionistiche, sia sul canale moderno sia nel fuori casa.

In Italia si è continuato ad investire in comunicazione per i brand Maschio, Riunite e Righi; un’attenzione particolare è stato data ai brand di Cantine Cavicchioli. Sul fronte dell’offerta commerciale, è stata ampliata la gamma prodotti di Umberto Cavicchioli e Figli, brand dedicato al canale Horeca, con una nuova linea di spumanti e una nuova linea di metodi ancestrali.

il Vice Presidente Claudio Biondi

La cooperativa è impegnata in un importante piano di investimenti nei siti produttivi emiliani e veneti, con l’obiettivo di migliorare la sostenibilità ambientale delle proprie produzioni e di potenziare la propria capacità produttiva: ammonta a oltre 30 milioni la cifra investita negli ultimi due anni, di cui 15 solo in questo esercizio. L’impegno finanziario sostenuto dalla cooperativa è stato funzionale al rafforzamento della leadership nei vini frizzanti emiliani, quali Lambrusco e Pignoletto, così come nel Prosecco, a vantaggio dei 1.450 soci produttori e conferitori di uve.

Sempre in ambito di sostenibilità, la cooperativa ha avviato un percorso di certificazione che coinvolge circa 1200 ettari, certificati SQNPI (Sistema Qualità Nazionale Produzione Integrata), che si pone l’obiettivo di valorizzare le produzioni agricole garantendo un minore impatto ambientale.

il Direttore Generale Gabriele Lechthaler

Il Gruppo che fa capo a Cantine Riunite & Civ stima di chiudere l’anno 2023 con un fatturato complessivo di oltre 700 milioni di euro, confermando così di essere una tra le più importanti realtà vinicole del mondo.

A questo risultato contribuiscono anche la società controllata Gruppo Italiano Vini S.p.A., azienda leader nella produzione di vini italiani di qualità, e le società estere di distribuzione, tra le quali si annoverano la francese Carniato e la statunitense Frederick Wildman and Sons.

Gruppo Ferrero approva i bilanci e rinnova il Cda: Salomone confermato Presidente

Ferrero Spa e le quattro società controllate in Italia hanno approvato i bilanci civilistici al 31 agosto 2023.

Ferrero Commerciale Italia raggiunge i 1.756,6 milioni di euro (contro i 1.646,5 milioni di euro al 31 agosto 2022) e un utile di esercizio di 53,2 milioni di euro (erano 32,6 al 31 agosto 2022). Quest’anno è risultato decisivo il contributo del segmento “chocolate confectionary” e particolarmente positivi i momenti commerciali legati ad occasioni e ricorrenze (dall’Avvento, alla Befana, alla Pasqua), ma anche l’andamento di Nutella e delle merendine. Importante anche il contributo di Estathè e dei gelati, che crescono notevolmente rispetto al mercato grazie alle performance di Kinder Chocolate Ice Cream.

Segno più anche per Ferrero Industriale Italia, attiva nella lavorazione e trasformazione di materie prime in prodotti finiti, con un fatturato al 31 agosto pari a 805,7 milioni di euro (+7,7% vs. 748,3 milioni di euro al 31 agosto 2022) e un utile di 56,5 milioni di euro (in contrazione rispetto ai 67,3 milioni di euro al 31 agosto 2022). L’azienda ha confermato il proprio impegno nel contesto italiano investendo nell’esercizio tramite Ferrero Industriale Italia 142 milioni di euro in beni materiali, in continuità con l’esercizio precedente.

Per Ferrero Management Services Italia, attiva nell’ambito dei servizi di natura amministrativa, il fatturato guadagna punti e si attesta a 70,2 milioni di euro (+3% vs 31 agosto ’22) ma l’utile dell’esercizio di 1,5 milioni di euro risulta in contrazione rispetto ai 3,3 milioni di euro al 31 agosto 2022.

Risultati positivo, infine, per Ferrero Technical Services. L’azienda opera nell’ambito dello svolgimento di attività di natura tecnica ed informatica e ha realizzato un fatturato pari a 189,9 milioni di euro e un utile dell’esercizio di 14,1 milioni di euro, sostanzialmente in linea con lo scorso esercizio (14,2 milioni di euro al 31 agosto 2022).

Ferrero Spa, la holding che raggruppa le quattro controllate, ha generato un utile d’esercizio di 139,6 milioni di euro (160,5 milioni di euro ad agosto 2022). Tale risultato è determinato da un sensibile incremento dei ricavi netti, pari a 222,2 milioni di euro, in aumento di 23,9 milioni di euro rispetto all’esercizio precedente (198,3 milioni di euro al 31 agosto 2022), mentre il risultato della gestione finanziaria è stato influenzato negativamente per effetto dell’andamento dei cambi e della crescita dei tassi di interesse.

Ferrero Spa ha nominato il Consiglio di Amministrazione: Bartolomeo Salomone viene confermato Presidente e del Cda fanno parte anche Alessandro d’Este, Gian Mauro Perrone, Bruno Ferroni, Massimo Micieli e Gian Luca Bassi.

Conad chiude il 2023 a circa 20 miliardi e conferma gli investimenti futuri

Conad continua a consolidare la propria quota di mercato, ora pari al 15,0% sul totale Italia, con una crescita delle vendite del 9,6% (+7,9% a parità di rete). Particolarmente performanti risultano i concept (+15%) – Parafarmacia, Ottico e PetStore Conad – e Conad Superstore (+12%), mentre continuano a crescere il format supermercato Conad (+8,7%), le insegne di prossimità TuDay Conad e Conad City (+8,5%), così come le grandi superfici Spazio Conad (+7,7%).

Il fatturato complessivo del 2023 è pari a circa 20,2 miliardi di euro, in crescita del 9,1% sul 2022. “Pur essendo stato un annus horribilis dal punto di vista dei consumi, con volumi in contrazione e un tasso di inflazione che ha toccato in alcune rilevazioni mensili anche la doppia cifra, vediamo all’orizzonte dei segnali di ripartenza: dalla resilienza economica del Paese a spiragli di apertura per il recupero del potere d’acquisto grazie al comportamento responsabile di tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione” commenta Mauro Lusetti, Presidente di Conad.

“Intendiamo continuare a spingere sull’acceleratore degli investimenti nonostante il contesto economico particolarmente sfidante” aggiunge Francesco Avanzini, Direttore Generale Operativo di Conad. “Dall’omnicanalità, ai prodotti a marchio del distributore, alla sostenibilità fino alla digitalizzazione, con l’ampliamento della piattaforma HeyConad a nuove tipologie di servizi. Questi sono i driver che ci consentiranno di continuare a crescere e di recuperare efficienza, gettando le basi per un futuro solido e che apra anche al settore del beyond trade. Da qui al 2025, prevediamo una crescita media superiore al tasso di inflazione di circa il 5%, che ci consenta di consolidare il nostro ruolo di leader della Grande Distribuzione italiana”.

Fiore all’occhiello dell’impegno di Conad per la difesa del potere d’acquisto delle famiglie resta Bassi & Fissi, iniziativa con cui dal 2013 viene offerto un paniere di prodotti indispensabili di alta qualità e al miglior prezzo possibile. Nel 2023 hanno fatto parte del paniere Bassi & Fissi oltre 600 prodotti, rappresentativi di 115 categorie merceologiche, con un risparmio medio per i consumatori pari al 27,8%. Per il primo trimestre del 2024, Conad si impegnerà a tenere ancora bloccati i prezzi dei prodotti del paniere, contribuendo al raffreddamento del caro vita con azioni concrete.

In un contesto economico e sociale difficile, Conad conferma pure il piano di investimenti nel triennio 2023-2025 di quasi 2 miliardi di euro, secondo un’agenda strategica caratterizzata da due priorità – “Consolidare il presente” e “Gettare le Basi per il Futuro” – e dai cinque pilastri strategici dell’insegna: efficienza, canalizzazione, digitalizzazione, sviluppo delle competenze e sostenibilità, insita da sempre nel modo di fare business di Conad, e che si concretizza attraverso la strategia di sostenibilità concreta “Sosteniamo il Futuro”.

Gruppo VéGé cresce per il decimo anno consecutivo e chiude il 2023 a 13,78 miliardi

L’inflazione e il ridotto potere d’acquisto degli italiani non hanno inciso negativamente sul bilancio del Gruppo VéGé che ha approvato il fatturato del 2023 a 13,78 miliardi di euro (+9.4% sul 2022), crescendo così per il decimo anno consecutivo. Un prologo di tutto rispetto per il 2024, quando l’azienda taglierà il 65 anniversario e in cui si prevede possa fatturare 14,48 miliardi di euro segnando un ulteriore incremento del 5,1%. Numeri confortanti riguardano pure il settore dell’online, con 1234 CAP coperti attraverso l’home delivery e 290 punti di ritiro per il click & collect, con l’attivazione di due partnership nazionali con Glovo, Everli e della new entry Alfonsino.

“Le nostre imprese hanno intrapreso investimenti mirati per mitigare l’impatto inflazionistico, mentre contemporaneamente portano avanti l’ammodernamento e il potenziamento delle reti di vendita” commenta Giovanni Arena, Presidente di Gruppo VéGé. “Miriamo a fare delle insegne del Gruppo un punto di riferimento per i clienti, puntando a una crescita significativa e a un consolidamento nel 2024, con l’ambizione di posizionare il Gruppo VéGé come co-leader della Gdo in Italia e raggiungere un fatturato di 20 miliardi di euro entro il 2030”.

“Più produttività significa maggiori risorse da dedicare all’offerta complessiva, soprattutto nell’area della convenienza e delle promozioni, e la nostra continua crescita non deriva solo dalla fisiologica apertura di nuovi punti di vendita, ma soprattutto dall’aumento della produttività al metro quadro” aggiunge Giorgio Santambrogio, Amministratore Delegato di Gruppo VéGé. “Nei piani degli investimenti e nell’espansione di rete, innovazione e digitalizzazione sono le parole chiave con cui raggiungere in maniera sempre più capillare le famiglie di tutta Italia per garantirgli qualità e convenienza nell’offerta”.

“Nonostante il periodo scoraggi facili ipotesi di scenari futuri, assumiamo l’impegno di mantenere la massima sensibilità nel contenere eventuali nuovi disagi economici legati all’inflazione alimentare, anche se da gran parte dei nostri stakeholder giungono richieste di applicazione di nuovi rincari” conclude Edoardo Gamboni, Direttore Commerciale di Gruppo VéGé.

da sinistra Edoardo Gamboni, Giovanni Arena e Giorgio Santambrogio

Gli investimenti previsti da Gruppo VéGé per l’anno prossimo sono pari a 380 milioni di euro con l’apertura di 5 ipermercati, 38 supermercati, 3 Cash & Carry, e 33 nuove unità tra specializzati e libero servizio.

Selex chiude il 2023 a 20 miliardi di fatturato e pianifica nuovi investimenti

La stima di chiusura 2023 per il Gruppo Selex si attesta al +9,3% rispetto al 2022, mentre il fatturato al consumo raggiunge quasi 20 miliardi di euro (19,9 Mld). Elemento chiave della crescita è la quota di mercato che supera il 15%. Di grande rilievo anche l’affermazione e il consenso ottenuto dalla Marca Del Distributore (MDD) che registra una crescita del + 17,3% a valore.

“Possiamo essere soddisfatti di questi risultati, soprattutto perché ottenuti in un anno complicato che ci ha visto in prima linea nella difesa del potere di acquisto dei consumatori, anche attraverso l’adesione alle iniziative delle istituzioni” afferma Alessandro Revello, Presidente di Selex Gruppo Commerciale. “L’attenzione alle persone e ai territori in cui operiamo sono elementi distintivi su cui si basano le nostre imprese e che continueremo a sviluppare anche nel 2024”.

Per l’anno nuovo, le previsioni di fatturato al consumo sono di 20,8 miliardi di euro, per una crescita pari al +4,5% rispetto alla chiusura del 2023, e il piano degli investimenti ammonta a 540 milioni di euro, con l’apertura di 65 nuovi negozi e 94 ristrutturazioni per quanto concerne quelli esistenti, un record senza precedenti per il Gruppo. Continuerà in maniera sempre più strutturata il presidio di temi e progetti relativi all’innovazione digitale, all’omnicanalità, alla modernizzazione dell’offerta ed alla sostenibilità.

“Seppur il quadro economico generale che si profila per il 2024 ci impone un approccio prudenziale, stiamo avviando numerosi nuovi progetti, con orizzonte a breve e medio termine” aggiunge Maniele Tasca, Direttore Generale Selex Gruppo Commerciale. “Le iniziative nel nuovo anno saranno prioritariamente indirizzate a mantenere una forte competitività per le nostre insegne con politiche di prezzi e promozioni mirate, senza penalizzare la qualità della nostra offerta. Un’attenzione particolare verrà riservata alla revisione assortimentale. Proseguirà poi il focus sulla Marca del Distributore, un progetto in cui investiamo molto e dal quale ci aspettiamo un’ulteriore crescita”.

Pam Panorama chiude l’anno a +8% e pianifica importanti investimenti per il 2024

Pam Panorama si appresta a chiudere l’anno con ricavi per 1.900 milioni di euro (+8%) ed un Ebitda in crescita di 26 milioni di euro rispetto al 2022. L’azienda fa parte del Gruppo Pam che conta 1.000 punti di vendita tra rete a gestione diretta e franchising, 9800 collaboratori e 750.000 mq di superficie di vendita, un fatturato consolidato di 3.500 milioni di euro nel 2023 (+ 12,9%) e una quota di mercato del 3%.

Per il biennio 2023-2024 sono stati stanziati circa 200 milioni di investimenti che puntano a sviluppare l’innovazione tecnologica, le infrastrutture di sede, la cybersecurity, la riqualificazione di alcuni punti vendita, 40 nuove aperture e la realizzazione di un nuovo polo logistico ad Alessandria a supporto dell’area Nord Ovest. Rilevante anche l’apporto nella formazione: nell’anno in corso sono state erogate oltre 25.000 ore a circa 6.000 collaboratori su aspetti tecnici, commerciali e manageriali e sono stati attivati percorsi di carriera per i giovani che hanno seguito corsi finalizzati a ruoli di futura responsabilità e leadership in azienda.

L’impegno si rinnova pure sul fronte della sostenibilità: Pam Panorama si sta impegnando in programmi volti alla riduzione dei consumi e delle emissioni di Co2 e miglioramento dell’esperienza di acquisto per i clienti.

“Nonostante il clima difficile, fatto di volumi stazionari, economia in rallentamento e calo della fiducia delle famiglie, i nostri investimenti saranno ingenti” dichiara Andrea Zoratti, Direttore Generale Pam Panorama. “Abbiamo attuato un piano di sviluppo importante tra ristrutturazioni, nuove aperture e nuove affiliazioni con imprenditori che scelgono Pam Panorama come modello di business in cui investire. La nostra strategia continuerà nell’ottica della multicanalità, portandoci a essere sempre più presenti nei territori ancora inesplorati dalla nostra insegna e continuando a puntare su qualità, convenienza quotidiana, promozione dei prodotti locali e attenzione alle persone”.

Cresce il fatturato di Newlat Food (+15,2%) e l’EBITDA vola a 57,1 mln di euro

Il CdA di Newlat Food S.p.A. ha esaminato e approvato il Resoconto Intermedio di Gestione al 30 settembre 2023. I ricavi del Gruppo nei primi nove mesi del 2023 sono stati pari a 600,7 milioni di euro, in aumento del 15,2%, rispetto ai primi nove mesi del 2022 pari a 521,2 milioni di euro. L’EBITDA del Gruppo è risultato pari a 57,1 milioni di euro, a fronte di 39,6 milioni nello stesso periodo del 2022, con un incremento del 44%, mentre l’EBITDA margin si attesta al 9,5%, in aumento rispetto al 7,6% registrato al 30 settembre 2022. Al netto dei costi non ricorrenti, l’EBITDA normalizzato sarebbe stato pari a 58,3 milioni di euro con un EBITDA margin pari al 9,7%.

Il risultato operativo (EBIT) consolidato è pari ad 31,8 milioni di euro, in netto aumento rispetto a 11,7 milioni di euro registrato nei primi nove mesi del 2022. Tale risultato è influenzato solo parzialmente dal provento da business combination a seguito dell’acquisizione di EM Foods SAS provvisoriamente pari a 1,7 milioni di euro. Il risultato netto pari a 18,2 milioni di euro risulta in netto miglioramento rispetto a 3,5 milioni di euro dei primi nove mesi dell’esercizio precedente, registrato un’importante crescita del 413,8% grazie alla forte leva operativa che ha più che compensato i maggiori oneri finanziari netti causati dall’aumento dei tassi di interesse.

La posizione finanziaria netta risulta pari a 60,5 milioni di euro registrando un netto miglioramento di 49,3 milioni di euro rispetto al dato di chiusura al 31 dicembre 2022 pari a -109,8 milioni di euro, grazie alla capacità del Gruppo di generare flussi di cassa dall’attività operativa. Escludendo l’applicazione dell’IFRS 16, la PFN è pari a 14,8 milioni di euro, in miglioramento rispetto a 63,1 milioni di euro di fine esercizio 2022. La posizione finanziaria netta riflette la vendita di azioni proprie per un ammontare complessivo di 23 milioni di euro avvenuta nel corso del mese di giugno.

I ricavi relativi al canale Grande Distribuzione Organizzata incrementano, principalmente per effetto di un aumento della domanda legata ai principali segmenti in cui opera il Gruppo e in generale ad un prezzo medio di cessione più elevato rispetto allo stesso periodo del precedente esercizio.

“Siamo estremamente soddisfatti dei risultati conseguiti nei primi nove mesi del 2023″ ha commentato il Presidente Angelo Mastrolia. “Abbiamo registrato ricavi netti consolidati pari a 600,7 milioni di euro, in crescita del 15,2% rispetto all’anno precedente, con una crescita organica dell’11,2%. Ancora più impressionante è stato l’aumento del nostro utile netto, che ha raggiunto i 18,2 milioni di euro, in forte aumento del 413,8% rispetto ai 3,5 milioni di euro al 30 settembre 2022. Questi risultati evidenziano la nostra capacità di eseguire efficacemente la nostra strategia e di navigare con successo in un ambiente di mercato dinamico. Inoltre l’importante generazione di cassa realizzata in questo periodo, pari a 29,2 milioni di euro, testimonia la solidità e l’efficienza del nostro modello operativo. Questa forte generazione di cassa ci posiziona in una situazione ideale per sostenere la nostra strategia di M&A, sulla quale rimaniamo profondamente focalizzati: stiamo infatti lavorando assiduamente per completare alcune acquisizioni significative che riteniamo saranno di grande impatto per il nostro gruppo e che speriamo di poter comunicare nel 2024. Il nostro impegno verso l’innovazione, l’eccellenza operativa e la responsabilità sociale d’impresa continua a essere la chiave del nostro successo. Guardiamo al futuro con fiducia, pronti a cogliere nuove opportunità di crescita e a creare ulteriore valore per tutti i nostri stakeholder. Continueremo a lavorare con passione e dedizione per mantenere e superare gli standard che ci siamo prefissati”.

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