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Il manifesto della Green Economy per l’agroalimentare: dall’Italia 7 proposte per l’agricoltura del futuro

UN momento della presentazione. Da sinistra: Carlo Blasi, Direttore del Museo dell’Orto Botanico, Andrea Olivero, Vice-Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, e Claudia Sorlini, Presidente, Comitato Scientifico di Expo Milano 2015.

“Il punto di vista della green economy sulla produzione agroalimentare, articolato in proposte sui temi cruciali per l’agricoltura della nostra epoca”, ai tempi di Expo2015: vuole essere questo il Manifesto della green economy per l’agroalimentare elaborato con un ampio processo partecipativo dei gruppi di lavoro degli Stati Generali della Green Economy e approvato al Consiglio Nazionale della Green Economy che raggruppa 65 organizzazione di imprese green (tra cui Confagricoltura, Comieco, Federambiente, Legacoop Servizi), e presentato a Roma presso la Sala Aranciera del Museo dell’Orto Botanico.
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Temi che riguardano, come ha spiegato Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile che è l’organismo di supporto del Consiglio nazionale della green economy “la necessità di uno sviluppo durevole e di buona qualità delle produzioni agroalimentari per nutrire la popolazione mondiale, il rapporto che va regolato per coordinare la priorità della produzione di cibo con le altre attività e produzioni non alimentari cresciute nelle campagne, le misure da adottare anche nell’agricoltura per far fronte alla crisi climatica in atto, la necessità di sostenere la diffusione delle buone pratiche di un’agricoltura sostenibile e di qualità, quelle per rafforzare i controlli e la sicurezza alimentare, come combattere lo spreco di alimenti e di risorse agricole e come far fronte agli inquinamenti e al continuo consumo di suoli agricoli. Questo manifesto si propone di diffondere, su questi temi, il punto di vista della green economy per contribuire a un dibattito nazionale e internazionale”.

Il settore agricolo italiano ha un valore aggiunto annuo che supera i 260 miliardi di euro, oltre 3,3 milioni di occupati e un’incidenza sul PIL dell’8,7%. Negli ultimi anni le relazioni con la green economy si sono intensificate: la produzione di energia rinnovabile di origine agricola è cresciuta da 6 a 7,8 milioni di Tep tra il 2010 e il 2012 e oltre 21.500 aziende agricole possiedono impianti per la produzione di energia rinnovabile; l’agricoltura italiana ha ridotto le emissione di gas serra di 10 Mton di CO2Eq dal 1990 al 2013 ed è responsabile del 7,1% delle emissioni di gas serra nazionali. In flessione anche il consumo di fitofarmaci passati da 11,2 Kg/Ha nel 2010 a 9,2 Kg nel 2013, inoltre il 10% della superficie agricola italiana è occupata da coltivazioni biologiche (1,3 mln ettari) e l’Italia è seconda in Europa per coltivazioni bio subito dopo la Spagna. Tra le criticità, l’aumento delle frodi alimentari che sono cresciute del 48,6% tra il 2010 e il 2012, la riduzione della superficie agricola (15 milioni di ettari nel 1990 e 12,8 nel 2012) e il consumo del suolo, che continua a crescere a un ritmo, nel 2013, di 55 ettari al giorno.

Ecco, nel dettaglio, le sette proposte del Manifesto:

Adottare la visione della green economy per assicurare uno sviluppo durevole e di qualità della produzione agroalimentare. L’agricoltura deve essere in grado di produrre il cibo necessario alle generazioni presenti e alle future e di produrre reddito adeguato per gli agricoltori, occupazione e qualità ecologica dei prodotti e delle modalità di coltivazione. La green economy è in grado di integrare qualità eccellente, redditività e tutela del capitale naturale, utilizzando i saperi, le buone tecniche e le buone pratiche dell’eco-innovazione.

Coordinare la multifunzionalità con la priorità della produzione di alimenti. La conservazione di una ricca biodiversità è una delle attività proprie e strategiche di un’agricoltura multifunzionale orientata alla green economy. L’agricoltura alimenta anche la bioeconomia, le biomasse impiegate per generare energie rinnovabili e fornire materiali in settori come la chimica verde. Attività che, se sono integrate e sostenibili per i territori e non sottraggono suoli e produzioni destinate all’alimentazione, contribuiscono a migliorare il presidio e la cura del territorio.

Attuare misure di mitigazione e di adattamento alla crisi climatica. L’agricoltura può dare un contributo importante alla mitigazione della crisi climatica, sia con attività di assorbimento di gas serra (con un’accorta gestione delle risorse forestali, dei terreni e dei pascoli), sia riducendo le emissioni (con l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, un minore utilizzo di fertilizzanti azotati, un controllo della dieta per gli allevamenti ecc). Ma è anche necessario rafforzare ed estendere misure di adattamento accelerandone la diffusione di azioni e pratiche agronomiche in grado di aumentare la resilienza dell’agricoltura ai cambiamenti climatici (con la scelta di varietà vegetali e specie animali più resistenti, il reintegro sistematico nel suolo della sostanza organica, l’adozione regolare di rotazioni con leguminose, la diffusione di tecniche e misure di risparmio idrico).

Superare modelli agricoli non più sostenibili e promuovere la diffusione delle buone pratiche. I modelli agro-industriali che inseguono logiche di un mercato a breve termine e a basso costo possono essere definitivamente superati promuovendo una green economy agroalimentare basata su produzioni sostenibili di qualità, veri e propri motori di sviluppo delle economie e delle culture locali. Occorre puntare su territori ben coltivati con buone pratiche agricole – senza l’impiego in campo aperto di organismi geneticamente modificati (OGM) – supportate da buoni livelli di formazione e di conoscenza e da un maggiore contributo della ricerca e dell’eco-innovazione.

Tutelare la sicurezza alimentare, potenziare i controlli e le filiere corte. Occorre: migliorare e potenziare i controlli su scala globale; rafforzare la lotta alle frodi e alle manipolazioni nocive degli alimenti; armonizzare le normative ambientali e sanitarie; puntare sulla tracciabilità, sull’origine garantita e protetta dei prodotti agroalimentari; rafforzare le filiere agroalimentari corte e le produzioni locali. Le filiere corte possono essere favorite anche dallo sviluppo dell’agricoltura urbana e periurbana.

Fermare lo spreco di alimenti, assicurare la circolarità dell’economia delle risorse agroalimentari. Gli sprechi possono essere eliminati tramite una corretta informazione e una migliore educazione alimentare. È, inoltre, necessario applicare alle filiere agroalimentari un sistema di economia circolare, puntando a minimizzare i rifiuti, a prevenire attivamente scarti e perdite in tutte le fasi. Occorre diffondere le buone pratiche e le migliori tecniche disponibili per utilizzare tutti i sottoprodotti.

Fermare le minacce alla produzione agroalimentare e ai suoli agricoli. Oltre alla crisi climatica, numerosi sono i fattori di pressione ambientale (emissione di inquinanti atmosferici, prelievi massicci e l’inquinamento delle acque, smaltimenti illegali di rifiuti). Particolare allarme suscita lo sviluppo incontrollato delle urbanizzazioni e delle infrastrutture che alimenta un consumo dissennato di suolo agricolo. Le politiche di gestione e di uso dei suoli vanno cambiate; l’abbondante cubatura – abitativa, industriale e per servizi – inutilizzata, va recuperata e impiegata in alterativa a nuovo consumo di suolo. Il suolo agricolo è un capitale naturale non sostituibile, va conservato perché è un’infrastruttura verde strategica.

Per aderire al Manifesto andare su: http://www.statigenerali.org/manifesto-green-economy-agroalimentare-expo-2015/

L’inarrestabile avanzata del bio: Naturasì apre a Tolmezzo (UD)

Il nuovo logo Naturasì.

Continuano a ritmo serrato le aperture dei punti vendita della catena Naturasì, supermercati biologici con 154 punti vendita affiliati in Italia e due in Spagna. Oggi e domani è la volta del terzo negozio tra Udine e provincia con l’apertura a Tolmezzo, in via della Vittoria 48. Con Udine e Codroipo e i due negozi di Pordenone salgono così a cinque i punti vendita NaturaSì in Friuli.

Nel nuovo spazio di oltre 260 metri quadri sono disponibili oltre 4.000 referenze bio certificate, come i prodotti ortofrutticoli, gli alimentari freschi e confezionati – con referenze adatte a vegetariani, vegani e a chi cerca prodotti privi di glutine – i prodotti per l’igiene della casa e per l’accudimento dei più piccoli, i prodotti dell’angolo erboristeria. Presente anche un piccolo corner per l’enoteca e lo spazio dedicato ai libri dove trovare letture che insegnano a tutta la famiglia i principi dell’agricoltura biologica e biodinamica e le buone pratiche per la tutela dell’ambiente.

Un’apertura che conferma il trend evidenziato dalla ricerca Nielsen “L’alimentare e il biologico in Italia” commissionata da Assobio (vd Nielsen e Assobio, cresce il biologico: 3,2 mln i clienti abituali, +14,8%), dalla quale è emerso che il 20% delle famiglie italiane sceglie prodotti biologici, con una crescita sempre a doppia cifra negli ultimi dieci anni. A trainare gli acquisti sono soprattutto le donne che mettono nel carrello principalmente uova, confetture, prodotti spalmabili a base di frutta, bevande vegetali a base di riso o mandorla, pasta.

Naturasì porta il bio a Imola, con angolo bar

Su una superficie di 480 metri quadri, con oltre 4.000 referenze bio certificate e un angolo bar, apre a Imola oggi in Viale delle Resistenza 6/A un nuovo negozio NaturaSì. Il punto vendita è gestito da Paola Zanellati, storica proprietaria del negozio bio Il Germoglio, affiancata da un team di collaboratori.

Con un’esperienza quasi trentennale nel settore del biologico, Paola Zanellati spiega così la sua scelta: “L’adesione a NaturaSì è nata dalla condivisione degli stessi valori e dal credere nello stesso progetto sapendo che uniti si è più forti e si possono realizzare progetti di ampia portata”.

Tra le oltre oltre 4.000 referenze bio certificate disponibili ci sono i prodotti ortofrutticoli, gli alimentari freschi e confezionati – con referenze adatte a vegetariani, vegani e a chi cerca prodotti privi di glutine – i prodotti per l’igiene della casa e per l’accudimento dei più piccoli, i prodotti dell’angolo erboristeria. Presente anche un piccolo corner per l’enoteca e lo spazio dedicato ai libri dove trovare letture che insegnano a tutta la famiglia i principi dell’agricoltura biologica e biodinamica e le buone pratiche per la tutela dell’ambiente. Infine l’angolo bar dove assaggiare non solo caffè bio equosolidale ma anche estratti alla frutta, alle verdure o un mix di entrambi come quello drenante o quello chiamato ”Alzati e cammina”, un boost di energia nelle calde giornate afose.

Ampio spazio sarà dato alle degustazioni volte a far conoscere i prodotti in assortimento: il giorno dell’inaugurazione in primo piano ci sono le bevande vegetali Isola Bio. Sabato 27 giugno è la volta dei prodotti da forno Il Chicco di Grano che utilizza pasta madre e farine bio di cereali alternativi al frumento come il farro, il kamut, l’avena. Oltre ad un’ampia gamma di prodotti in promozione scontati del 20%, per tutti coloro che effettueranno un acquisto dal 24 giugno al 4 luglio sarà dato un buono sconto del valore di 5 euro, spendibile dal 6 al 18 luglio a fronte di una spesa minima di 50 euro.

Apre a Roma Balduina il diciannovesimo NaturaSì

Continua l’espansione dei supermercati biologici nella Capitale. Venerdì 12 e sabato 13 giugno NaturaSì inaugura a Roma il suo diciannovesimo negozio, uno spazio di 200 metri quadri in via Placido Martini 16 all’angolo con via Ugo De Carolis, nello storico quartiere della Balduina.

Nel nuovo spazio NaturaSì sono disponibili oltre 4.000 referenze bio certificate, come i prodotti ortofrutticoli, gli alimentari freschi e confezionati – con referenze adatte a vegetariani, vegani e a chi cerca prodotti privi di glutine – i prodotti per l’igiene della casa e per l’accudimento dei più piccoli, i prodotti dell’angolo erboristeria. Presente anche un piccolo corner per l’enoteca e lo spazio dedicato ai libri dove trovare letture che insegnano a tutta la famiglia i principi dell’agricoltura biologica e biodinamica e le buone pratiche per la tutela dell’ambiente.

Durante i due giorni di inaugurazione nel nuovo NaturaSì romano sono previste degustazioni e cocktail bio.

Nielsen e Assobio, cresce il biologico: 3,2 mln i clienti abituali, +14,8%

Non si arresta la crescita degli acquisti di prodotti biologici, che continuano ad avanzare incuranti della contrazione dei consumi: sono ormai ben 18,4 milioni le famiglie italiane che acquistano prodotti bio. Di queste, 3,2 milioni (+14,8% sul 2013) sono clienti abituali e acquistano bio tutte le settimane; 3,2 milioni (+8,4%) acquistano bio una volta al mese e 12 milioni acquistano bio ogni tre mesi. Stiamo parlando di un settore che vale 2,5 miliardi con una crescita del fatturato del 16% nei primi 4 mesi del 2015 e del 12% nel 2014. Una crescita che non ha lasciato indietro il Sud Italia, che anzi incassa un incremento del 30%, contro il +16% del Centro, il +15% del Nord Est e il +13% del Nord Ovest.

È quanto emerge dalla ricerca Nielsen “L’alimentare e il biologico in Italia” commissionata da Assobio, l’associazione di rappresentanza delle imprese di trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici parte di FederBio, e presentata oggi al Parco della Biodiversità, l’area tematica in EXPO realizzata da BolognaFiere e dedicata all’agricoltura biologica e all’agrobiodiversità.
Tracciata anche la fotografia della consumatrice tipo: donna, è nella fascia di età tra i 25 e i 44 anni e fra i 55 e i 64 anni. Le cinque categorie più gettonate per fatturato sono invece uova, confetture e spalmabili a base di frutta, panetti croccanti, bevande di riso, mandorla e riso, pasta di semola integrale/farro/kamut.
“La ricerca Nielsen dimostra come sempre più italiani esprimono fiducia nel bio – sottolinea Roberto Zanoni, Presidente di Assobio – La qualità degli alimenti è un fattore chiave che porta il 20% delle famiglie italiane a scegliere prodotti biologici sia nella grande distribuzione che nei negozi e nei supermercati specializzati. Molte famiglie ricercano sicurezza alimentare, molti consumatori richiedono il bio perché guidati da esperti o per una questione di intolleranze e allergie alimentari, molti altri compiono una scelta consapevole anche per tutelare l’ambiente, la biodiversità, il lavoro degli agricoltori”.

Insieme alla ricerca è stato presentato il libro bilingue “Biologico, la parola alla scienza/What science says about organics” curato da Roberto Pinton. Una selezione di oltre 70 ricerche pubblicate da una trentina delle più prestigiose riviste scientifiche internazionali, da Science al British Medical Journal, da Pediatrics a Environmental Health Perspectives, sugli aspetti nutrizionali, sull’impatto dei pesticidi sulla salute, su microtossine e contaminanti organici, su biodiversità e ambiente.

NaturaSì protegge il bio con soluzioni Checkpoint Systems

Individuare una soluzione per abbattere le perdite sul punto vendita, garantendo una maggiore disponibilità dei prodotti a scaffale e migliorando così l’esperienza d’acquisto del cliente: è questo il motivo per cui NaturaSì, catena specializzata nel biologico, ha deciso di dare il via ad un programma di protezione delle referenze sul punto vendita con il supporto di Checkpoint Systems.

La crescente domanda per il bio si è tradotta nell’esigenza di dotarsi di strumenti di protezione del prodotto e di gestione dell’inventario adeguati, senza i quali cresce il rischio di continue rotture di stock e di clienti insoddisfatti.
Partendo dai dati sulle differenze inventariali di NaturaSì, Checkpoint Systems ha potuto pianificare e lanciare una serie di test tra giugno e dicembre 2014, su un punto vendita campione.
NaturaSì ha installato antenne antitaccheggio e applicato etichette antitaccheggio per la protezione di piccoli prodotti e dei freschi. “Come risultato dell’implementazione del programma di prevenzione, è stato registrato un calo delle differenze inventariali pari al 50% (dato riferito a gennaio 2015) – spiega Domenico Mosca, Responsabile Acquisti No Trade – . Le categorie che hanno beneficiato maggiormente del programma sono stati i prodotti food freschi e l’erboristeria”.

“Siamo orgogliosi che NaturaSì abbia ottenuto ottimi risultati in termini di riduzione delle differenze inventariali grazie alla collaborazione con Checkpoint Systems. Siamo accanto al Retailer per supportarlo nelle sfide quotidiane che la gestione dei punti vendita comporta in termini di sicurezza, ma anche di visibilità della merce. Un prodotto sempre disponibile a scaffale migliora l’esperienza d’acquisto del cliente, aumentando le vendite del Retailer”  ha commentato Alberto Corradini, Sales Director di Checkpoint Systems.
NaturaSì ha scelto Checkpoint Systems per la realizzazione del Bio Store all’interno del Biodiversity Park di EXPO 2015. In particolare, NaturaSì sarà presente nel padiglione del Biologico e del Naturale che rappresenta il cuore del Biodiversity Park, un luogo per conoscere la produzione biologica attraverso il racconto della filiera di un’agricoltura eco, sicura e sostenibile.

Bio, Free from e benessere aumentano a due cifre nelle private label di Selex

Il free from e il bio, i prodotti “orientati al benessere” e del territorio vanno bene e sono ricercati dal consumatore del Terzo Millennio, anche nelle private label. Una conferma viene da Selex, che sottolinea come nel 2014 la linea a marchio del distributore del Gruppo Selex “Vivi Bene Selex” è aumentata del 24% e “Natura Chiama Selex” (che comprende anche i prodotti bio) del +15%, mentre il comparto “premium” Saper di Sapori, che riunisce prodotti di alta qualità e specialità del territorio, ha chiuso l’anno con un incremento del + 9,6%.

Alla crescita a due cifre di “Vivi Bene Selex”, in netta controtendenza rispetto all’andamento del settore alimentare, ha contribuito anche il lancio, nel 2014, della linea “Vivi Bene Senza Glutine”, composta dai prodotti più importanti per chi soffre di celiachia: pasta, pane e sostituti, bevande, biscotti. In tutto 16 proposte certificate senza glutine dall’Associazione Italiana Celiachia e dal Ministero della Salute che soddisfano tutte le occasioni di consumo, dalla colazione al dessert.

 

Surgelati green: la prossima linea a marchio Selex

I prossimi mesi vedranno il lancio dei surgelati vegetali di produzione integrata ecosostenibili, frutto cioè di pratiche agricole a ridotto impatto ambientale e provenienti da aziende certificate Csqa, che garantiscono qualità e rintracciabilità del prodotto nelle diverse fasi, dalla semina al raccolto, al confezionamento, fino al mantenimento della catena del freddo e alla consegna nei punti di vendita.

Lo sviluppo delle marche del distributore del Gruppo Selex nel segno della segmentazione e della specializzazione ha superato le previsioni più ottimistiche conquistando in pochi anni (le prime linee sono state messe a punto nel 2012) fasce di consumatori sempre più ampie e articolate. “L’attenzione al benessere, il piacere di sentirsi in forma senza troppe rinunce, la ricerca della qualità e della sicurezza in tavola sono le principali tendenze che caratterizzano la dinamica dei consumi alimentari – sottolinea Luca Vaccaro, Direttore Marche del Distributore del Gruppo Selex – Con le nostre linee specialistiche abbiamo voluto dare risposte concrete alla clientela, attraverso prodotti funzionali, garantiti, dal contenuto innovativo e dall’ottimo rapporto qualità-prezzo”.

La linea Vivi Bene Selex conta 41 referenze, sviluppate con il contributo scientifico di importanti società esterne, che invitano a un’alimentazione semplice e sana. Dal burro a ridotto contenuto di colesterolo (-87% rispetto al tradizionale) agli yogurt probiotici, alle tisane depurative, alle bevande a base di soia, fino ai gelati senza latte e a quelli senza zucchero. Una duplice proposta, quest’ultima, che raggiunge due distinti target di consumatori, offrendo un servizio a chi soffre di intolleranza al lattosio e a chi invece vuole semplicemente concedersi un buon gelato, purchè a ridotto contenuto calorico. Tra le ultime novità, anche i nettari Tuttifrutti con l’aggiunta di vitamine A e C e zinco, le bevande a base di riso, le gallette al farro e ai cinque cereali.

Natura Chiama Selex, nelle due declinazioni Filiera Controllata e Bio, è composta da 164 referenze, di cui 119 tra frutta e verdura a produzione integrata e 45 prodotti biologici: miele, composte, yogurt, crescenza, uova, e i più recenti ingressi nel mondo della prima colazione, corn flakes e creme spalmabili. Tra i due comparti, è il biologico quello che realizza la crescita più sostenuta, ma positivo anche l’andamento dell’ortofrutta a filiera controllata, che oggi presidia le principali categorie merceologiche.

La ricerca di specialità e la riscoperta delle ricette tradizionali da parte dei consumatori hanno premiato anche Saper di Sapori, la linea firmata “Il meglio di Selex” che comprende prodotti di alta qualità e tipicità legate al territorio, frutto dell’esperienza di antiche lavorazioni artigianali. In tutto 98 specialità che vedono, tra gli ingressi più recenti, il cioccolato fondente extra monorigine, i baci di dama e il pane carasau.

Il comparto delle marche del distributore del Gruppo Selex ha segnato nel 2014 una crescita del 3% con punte più alte in alcune categorie come l’alimentare, il dolciario, il petfood e il vino. Fattori vincenti, la segmentazione dell’offerta, ossia la capacità di soddisfare i consumatori con una proposta distintiva composta da prodotti a marchio Selex, a marchio Vale (con le rispettive declinazioni specialistiche) e da linee a marchio di fantasia, garantendo qualità e sicurezza con un occhio attento al prezzo. L’assortimento delle marche del distributore del Gruppo Selex copre oggi le più importanti categorie merceologiche, con circa 5.000 referenze.

Bermé al bergamotto e mela, novità salutare grazie ai polifenoli

Un nuovo succo al gusto di bergamotto e mela, puro al 100%, senza aggiunta di zuccheri e conservanti, è la novità di Bermé. Prodotto italiano, utilizza un bergamotto autoctono della costa ionica di Reggio Calabria ricco di benefiche sostanze naturali. Insieme ad un’alimentazione sana aiuta a combattere il colesterolo con effetti positivi per il cuore.

Il grande valore aggiunto di Bermé sta nei i polifenoli, contenuti nel bergamotto e mantenuti intatti in concentrazione particolarmente elevata grazie a un particolare processo di estrazione del succo, sia dalla polpa del bergamotto sia dall’albedo (la parte interna bianca degli agrumi che contiene anche un’alta quantità di flavonoidi). I polifenoli sono antiossidanti naturali presenti nelle piante, di cui è stata scientificamente dimostrata l’efficacia nella riduzione del colesterolo.

Il gusto di Bermé è contraddistinto dalla freschezza delle note agrumate e un po’ aspre del bergamotto, che lo rendono dissetante, e dalla morbidezza della mela. Un succo ideale a colazione e a merenda, in grado di fornire un apporto di vitamine e sali minerali anche a chi fa sport.

Bermé è prodotto e distribuito da Dolomiti Fruits di Nanno (TN) in collaborazione con GM Srl di Condofuri (RC) e, al momento, viene distribuito in Italia nei punti vendita Crai, Conad, Interspar ed Eurospar, Unes, Sma e Simply del Gruppo Auchan. Entro luglio sarà completata la copertura nazionale della distribuzione del circuito GDO. All’estero si troverà entro la fine dell’anno negli Stati Uniti, in Germania, Austria, Cina, Russia, Emirati Arabi e Giappone.

Tra le certificazioni ottenute ad oggi: la IFS Food da CSQA, Kosher ABCERT e il marchio di qualità Demeter.

Nuovi snack bio, senza glutine e vegan da Sarchio a Tuttofood

Sarchio, dal 1982 specialista di un’alimentazione sana e naturale con i suoi prodotti biologici, senza glutine e vegani, si presenta all’edizione 2015 di Tuttofood (3-6 maggio) con un’immagine completamente rinnovata.

In luce la nuova linea di snack bio con sei referenze per una pausa anche anche con chi è intollerante al glutine o sceglie un’alimentazione vegana.

Abbinamenti originali e gustosi come l’incontro tra la morbidezza delle bacche di goji con la croccantezza delle mandorle, oppure quinoa e mirtilli rossi insieme per uno snack leggero, ad alto contenuto di fibre, dalle proprietà antiossidanti. Ai più golosi sono dedicati: riso e gocce di cioccolato, crispy rice con cioccolato al latte finissimo o fondente extra. Mentre chi predilige i sapori più esotici potrà gustare Sarciok, lo snack al cocco ricoperto di cioccolato al latte nella nuova e pratica confezione da tre barrette.

 

Apre a Monterotondo il 137° NaturaSì

Il reparto freschi di un punto vendita Natura Sì.

Taglio del nastro venerdì 24 aprile per un nuovo punto vendita NaturaSì, il 137°, a Monterotondo, in via Salaria 221 D. Dopo Ostia e Fiumicino, è il terzo dell’insegna dedicata al bio in provincia di Roma.

Sviluppato su 175 mq, il punto vendita propone oltre 4.000 referenze bio certificate: a partire dall’ortofrutta e dagli alimentari freschi e confezionati – con referenze adatte a vegetariani, vegani e a chi cerca prodotti privi di glutine – ma anche prodotti per l’igiene della casa e per l’accudimento dei più piccoli e referenze da erboristeria. Non manca un piccolo corner – enoteca e lo spazio dedicato ai libri, dove trovare letture che insegnano a tutta la famiglia i principi dell’agricoltura biologica e biodinamica e le buone pratiche per la tutela dell’ambiente.

Un trend,quello della scelta di prodotti biologici certificati, che non accenna a tramontare e che ha portato Nadia Zaccardelli, dopo una decennale esperienza con un piccolo negozio biologico, ad aprire un punto vendita sotto l’insegna NaturaSì. “Credo nel bio e voglio divulgarlo ad un pubblico più grande e ora con un negozio situato su una strada ad alta percorribilità, a fianco di molte attività commerciali, è più semplice” spiega. ”Con NaturaSì c’è una vicinanza di valori e sintonia di progetti come il riconoscimento del giusto prezzo a chi produce, i progetti di filiera per far conoscere i coltivatori, il loro lavoro, la loro dedizione con la quale ottengono prodotti genuini. Con questo negozio voglio che il bio sia sempre più compreso e partecipato affinché sempre più consumatori condividano questa vocazione, che rispetta la terra ed il lavoro di tutti, dai produttori ai negozianti”.

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