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I brand di caffè più “social” nella classifica Blogmeter (infografica)

Quali sono i brandi di caffè più “social”, ovver quellli che se la cavano meglio su Facebook, Twitter e YouTube? Ce lo rivela la classifica di Blogmeter che analizza 30 dei principali marchi presenti sul mercato italiano: sul podio spicca Lavazza, che stacca di parecchio Nespresso e Covim Caffè.

Sono state analizzate nel periodo che va dall’1 aprile al 30 giugno 2018 le performance di tutte le pagine ufficiali Facebook, Twitter e YouTube, e Blogmeter ha evidenziato i primi 5 brand migliori per interazioni totali (escludendo le views di YouTube). La classifica è stata costruita utilizzando il nuovo tool di Social Analytics, uno strumento migliorato sia dal punto di vista grafico sia nelle funzionalità, che permette di mettere a confronto non solo i diversi brand, ma anche i diversi canali social di un singolo brand.

Il primo brand della classifica Top5 costruita in base alla metrica di engagement totale è risultato Lavazza, storica azienda torinese, che ha staccato di parecchio i suoi principali competitor grazie a 102.800 interazioni che lievitano addirittura a oltre 4 milioni se si includono le visualizzazioni sul proprio canale YouTube dove hanno spopolato i video con protagonista il comico Maurizio Crozza. Secondo classificato Nespresso, leader indiscusso del caffè in capsule, che a totalizzato oltre 58mila interazioni. Il brand svizzero del gruppo Nestlé ha ottenuto il 100% dell’engagement totale attraverso il suo canale Facebook dove pubblica specialmente scatti condivisi dai suoi fan con l’hashtag #RitualeNespresso. Sul terzo gradino del podio sale Covim Caffè, torrefazione genovese nata ai primi del Novecento. Con oltre 91 mila tra fan e follower, Covim totalizza un engagement pari a 93.000, di cui il 41% proveniente dalla sua pagina Facebook e il 58% dal canale YouTube. A generare più interazioni sono stati proprio i video postati su YouTube intitolati “Storie in tazzina” con cui l’azienda ha invitato i suoi follower a condividere le proprie storie legate in qualche modo al caffè. 

Quarta posizione per Segafredo Zanetti che ha totalizzato 27.600 interazioni nel periodo di riferimento: il 96% proviene dalla pagina Facebook mentre appena il 4% da Twitter. Il contenuto di Segafredo che ha ottenuto più successo è stato un post pubblicato sulla pagina Facebook, il quale attraverso un celebre meme ironizzava sulle proprietà del caffè, ottenendo così un engagement di 3.900.  Quarta Caffè, storica azienda di torrefazione di Lecce, ha invece guadagnato la quinta posizione in classifica con un engagement totale pari a 14.800. La sua attività social si è concentrata sulla pagina Facebook dove ha ottenuto il 100% delle interazioni totali nel trimestre considerato. Infine, la menzione speciale questo mese spetta a Caffè Mauro, azienda nata a Reggio Calabria nel 1905, che con il video della serie “Piccoli momenti di piacere”, ha totalizzato oltre 153mila views su YouTube, aggiudicandosi il premio di most viewed content.

 

Metodologia: La Blogmeter Top Brands Caffè è stata realizzata a partire da un panel di profili/pagine corporate ufficiali italiane delle principali aziende del settore di riferimento. Il valore “Total Interactions” rappresenta la somma delle interazioni ricevute dai singoli profili social come da dettaglio: Facebook: likes e reactions, comments e shares. Twitter: retweets e favorites. YouTube: likes, dislikes e comments. Mentre il valore “Source Engagement” rappresenta la somma delle interazioni ricevute dai singoli profili social come da dettaglio: Facebook: likes e reactions, comments e shares. Twitter: retweets e favorites. YouTube: views, likes, dislikes e comments.

The Positive Cup, il programma di Nespresso, continua a crescere

Il programma di Nespresso The Positive Cup per la raccolta e il riciclo delle capsule esauste in Italia continua a registrare risultati positivi: nel 2017 sono state recuperate oltre 532 tonnellate di capsule in alluminio. L’impegno a sostegno di quest’importante iniziativa di tutela ambientale è stato rinnovato oggi con la sottoscrizione di un protocollo d’intesa da parte di Nespresso, CIAL (Consorzio Nazionale Imballaggi in Alluminio), CIC (Consorzio Italiano Compostatori) e Utilitalia.

Il progetto di recupero e valorizzazione delle capsule usate di Nespresso ha confermato nel 2017 il trend positivo, registrando un aumento del 19%rispetto al 2016 nella raccolta delle capsule e il coinvolgimento di un numero sempre maggiore di consumatori. La crescita del programma è attestata anche dai risultati dei primi mesi del 2018 in cui la quantità di capsule raccolte è già triplicata rispetto allo stesso periodo del 2017.

“Il nostro Consorzio opera in tutta Italia per garantire il riciclo degli imballaggi in alluminio raccolti in oltre 6.700 Comuni italiani, dai cittadini, grazie alla raccolta differenziata. Parliamo di lattine per bevande, scatolette e vaschette per il cibo, bombolette spray, tubetti, tappi e chiusure ed anche il foglio sottile. Grazie al progetto The Positive Cup e alla collaborazione con Nespresso, dal 2011, riusciamo inoltre a garantire il riciclo delle capsule in alluminio per il caffè, ampliando in questo modo il raggio d’azione di un sistema proficuo che in questi anni ci ha resi un esempio virtuoso in tutta Europa” ha dichiarato Gino Schiona, Direttore Generale di CIAL

Il programma, nato nel 2011, è reso possibile dalla preziosa collaborazione tra Nespresso, CIAL Util Italia e il CIC e consente ogni anno di recuperare e valorizzare importanti risorse. Il comune impegno nel sostenere e implementare questo progetto è stato confermato dalla sottoscrizione di un nuovo accordo, firmato questa mattina da tutti gli attori coinvolti con l’obiettivo di continuare a lavorare insieme per garantire una seconda vita alle capsule in alluminio.

Attualmente, l’iniziativa è attiva attraverso un sistema capillare di108 punti di raccolta, 61 Boutique Nespresso e 47 isole ecologiche,distribuiti su tutto il territorio nazionale e presenti in 61 città italiane, di cui 29 capoluogo di Provincia.

“Siamo orgogliosi di registrare una crescita costante, di anno in anno, nel programma per il recupero e il riciclo delle capsule esauste in Italia. Si tratta di un segnale importante, che attesta la consapevolezza e la voglia dei nostri consumatori di contribuire attivamente alla salvaguardia dell’ambiente. Nespresso non può che rinnovare con grande entusiasmo il proprio impegno a favore di un’economia circolare e di una gestione responsabile di risorse e materiali lungo tutto il ciclo di vita delle proprie capsule”, ha commentato Marta Schiraldi, Technical and Quality Director Nespresso Italiana.

Attraverso una filiera dedicata, l’iniziativa consente di destinare ad una seconda vita i due materiali che compongono la capsula: l’alluminio viene riciclato al 100%, con un notevole risparmio di energia e di materia, fino al 95%; il caffè residuo viene trasformato in fertilizzante e utilizzato in una risaia in provincia di Pavia dove Nespresso acquista il riso e lo dona a Banco Alimentare della Lombardia. Dal 2011 ad oggi il progetto ha permesso di recuperare oltre 2.700 tonnellate di capsule esauste e di contribuire concretamente ad un’economia circolare dei rifiuti e delle risorse.

Per conoscere tutti i punti di raccolta Nespresso e partecipare attivamente al progetto visitare il sito:
https://www.nespresso.com/it/it/storeLocator

Caffè: chi dove, quando, come e quanto? Lungo, espresso o moka?

Se si dovesse scegliere una bevanda nazionale italiana, fortissima sarebbe la tentazione di indicare il caffè. Non a caso, infatti, a berlo abitualmente è il 95% dei nostri connazionali (Fonte: Coffee Monitor Nomisma, 2018).

Ma dove vanno, per l’esattezza, le preferenze degli italiani? Ha cercato di mappare le macro tendenze in fatto di espressi, macchiati,  cappuccini, moka e macchinette automatiche, idealo, il portale internazionale di comparazione prezzi per gli acquisti digitali.

Il primo dato intressante è il crescente bisogno di “conoscere”: emerge infatti che l’attenzione dei consumatori digitali italiani alla ricerca di informazioni, prezzi e opinioni a tema caffè ha registrato nel 2017 un picco del +124,3% rispetto all’anno precedente, segnando una tendenza del +64% nel corso del 2018 (idealo ha analizzato la macro-categoria “preparazione del caffè” sul portale idealo.it nel periodo compreso da Gennaio 2017 a Maggio 2018). Sintomo che la tematica coinvolge massimamente anche il settore online, a testimonianza del fatto che l’e-commerce è ormai uno specchio della quotidianità.

Moka o macchina per l’espresso?

Pare proprio stia vincendo la seconda con un 35,8% di preferenze  rispetto alla moka, che però gode ancora di una nutrita schiera di sostenitori e si attesta attorno al 10,8%. Le performance migliori sono quelle delle macchine da caffè in capsule che nel corso del 2017 hanno registrato una crescita di interesse del 310,8% rispetto all’anno precedente. Trainando con sé anche l’intero comparto delle capsule che, nel 2017, ha generato un aumento di interesse superiore del 150% rispetto al 2016.

Lungo o espresso?

In questo caso, non c’è storia. Secondo idealo, infatti, in Italia c’è un appassionato di caffè lungo ogni 78 amanti di caffè espresso. Dato schiacciante, in contro tendenza rispetto al resto d’Europa, dove in media il rapporto è di 1:4.

Le ricerche on line

I tre prodotti più desiderati dagli internauti italiani sono le macchine per caffè espresso (35,8%), le macchine per caffè a capsule (35,5%) e le caffettiere moka (10,4%). Ossia, nel loro ordine di ricerca, i prodotti più costosi relativi alla categoria, sintomo che l’e-consumer usa il canale online per verificare le offerte e valutare se c’è la possibilità di ottenere un risparmio.

A tale riguardo, l’e-commerce viene in aiuto degli amanti di caffè anche quando si parla di risparmio, basti pensare che i prodotti più costosi della categoria – le macchine per caffè espresso da 1000€ in su – possono costare in media fino al 25,8% in meno se acquistate online.

La geografia degli appassionati

La ricerca di idealo mostra come si tratti di un settore che interessa quasi in egual misura uomini e donne (52,6% vs. 47,4%) e che coinvolge principalmente gli under-44 (quasi il 60%). I consumatori digitali appassionati di caffè si concentrano tra Lazio, Lombardia e Toscana. Ma ciò che stupisce è probabilmente il quarto posto che premia la Campania,  tendenzialmente lontana dal podio quando si parla di e-commerce ed, invece, ben rappresentata quando si parla del “suo” caffè (Dati: Google Analytics. Periodo: Febbraio 2017 – Maggio 2018. Paese: Italia)

 

E il distributore (smart) ora usa i Big Data: l’esperimento di Confida

Nell’era del touch screen, dell’Internet of Things e dei Big Data era inevitabile che le macchinette per distribuire cibo e bevande, oggi comunemente note come vending machine, dovessero evolvere. Uno sguardo sul futuro che è già presente è stato fornito da un esperimento condotto dall’Università Politecnica delle Marche insieme a Confida, l’Associazione Italiana Distribuzione Automatica, che hanno analizzato i comportamenti dei consumatori davanti alle vending machine. 

Il primo esperimento di Shopper Analytics, che è poi un’analisi del comportamento dei consumatori, applicato al settore ha rivelato ad esempio che per acquistare un prodotto alle vending machine ci mettiamo mediamente 14 secondi, e che oltre il minuto si permanenza non si acquista di più.

L’esperimento – che sarà illustrato dal professore dell’università marchigiana Emanuele Frontoni nel workshop Il vending e l’esperienza d’acquisto del consumatore organizzato da Confida presso Confcommercio MIlano, ha utilizzato quattro telecamere RGB puntate su altrettanti distributori automatici, rispettivamente in un’università, un ospedale, un’area self service e un’azienda. È stato monitorato per 12 settimane il comportamento dei consumatori. “L’obiettivo dello studio – spiega Massimo Trapletti, presidente di Confida – è migliorare l’esperienza d’acquisto degli utenti convertendo contemporaneamente i dati in informazioni strategiche per i gestori delle macchine, al fine di migliorare ulteriormente il servizio. Il vending muove così un ulteriore passo nell’era dell’Impresa 4.0”.

 

Più di sosta, meno si compra

Secondo le rilevazioni, spiega il professor Frontoni, “più tempo si trascorre di fronte ai distributori automatici, meno si compra: il 32% degli acquisti, infatti, avviene nei primi 5 secondi, mentre soltanto il 2% dopo 60 secondi”.

I dati emersi dallo studio dimostrano, inoltre, che solo il 9,9% degli utenti acquista più di un prodotto. e che le interazioni calano drasticamente quando i consumatori si trovano di fronte a scomparti con prodotti esauriti: il numero degli utenti che si ferma al distributore automatico si riduce dell’8%, e la quota degli acquisti scende addirittura del 43%. All’opposto, aumenta sensibilmente l’attrattività dei distributori di nuova generazione, specialmente quelli dotati di sistemi di pagamento cashless, che conquistano l’attenzione del 23% di utenti in più.

 

Sempre più “smart”

“I distributori automatici di nuova generazione anche dette smart vending machine – sottolinea Trapletti – trasformano completamente l’esperienza d’acquisto del consumatore. Questo genere di distributori automatici integra schermi touch che, attraverso il digitale, consentono un’offerta personalizzata mixando gli ingredienti di base come caffè, latte, cacao con granelle e topping creando bevande gourmet, anche nella versione XL con le comode cup-to-go. Inoltre i sistemi di telemetria consentono tramite la rete di controllare la macchina da remoto e accorgersi in tempo reale se mancano prodotti o se c’è un guasto. È possibile fare offerte combinate: un cappuccino, una brioche e una bottiglietta d’acqua. Infine il pagamento mobile, attraverso le App, permette di poter dialogare con il consumatore, analizzando le sue preferenze”.

La nuova tecnologia del vending sarà esposta nella fiera del settore, Venditalia che si terrà presso fieramilanocity dal 6 al 9 giugno prossimi.

Il nuovo vending digitale e il suo rapporto col consumatore è al centro del workshop Il vending e l’esperienza d’acquisto del consumatore organizzato da Confida, nel contesto dell’iniziativa Coffee & the City. Dal 7 al 13 maggio chiunque si presenti nel cortile di Palazzo Bovara, in corso Venezia 51, tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30 può scegliere gratuitamente tra le numerose opzioni consentite dai due distributori smart installati in occasione di Milano Food City, insieme a Confcommercio Milano e Altoga – Associazione Torrefattori e Importatori di Caffè e Grossisti Alimentari.

Nestlè paga 7,15 miliardi di dollari per vendere prodotti con il brand Starbucks

È costato a Nestlè 7,15 miliardi dollari (6 miliardi di euro) l’accordo che consentirà alla multinazionale svizzera di vendere caffè con il marchio Starbucks a supermercati, ristoranti e catering, comprese capsule Nespresso con il marcio della sirena. Con questa “alleanza globale” secondo Bloomberg, le due aziende “uniscono le forze per ringiovanire i loro imperi del caffè”, mentre una nota della compagnia di Seattle parla di “accelerare e crescere la diffusione globale del brand Starbucks nel largo consumo e nella ristorazione”, sia nel mercato casalingo che nel fuoricasa.

Grazie all’accordo Nestlé potrà anche vendere e distribuire i caffè in grani e altri prodotti.

“Questa alleanza globale del caffè porterà l’esperienza di Starbucks nelle case di milioni di persone in più in tutto il mondo grazie alla diffusione e alla reputazione di Nestlé” ha detto Kevin Johnson, presidente e Ceo Starbucks -. L’accordo storico fa parte del nostro attuale sforzi di focalizzare ed evolvere la nostra azienda per incontrare i bisogni del consumatore e siamo orgogliosi di lavorare con una compagnia con la quale condividiamo i nostri valori”.

“Questa transazione è un passo significativo per le nostre vendite di caffè, che è la categoria di Nestlé con la crescita maggiore – ha dichiarato Mark Schneider CEO di Nestlé -. Con Starbucks, Nescafé e Nespresso uniamo tre marchi iconici nel mondo del caffè. Siamo entusiasti di lavorare con Starbucks con la quale condividiamo la passione per il caffè di alta qualità e siamo considerati leader globali per i loro approvvigionamenti sostenibili della materia prima”.

Le due compagnie lavoreranno congiuntamente per creare nuovi, innovativi prodotti e Nestlè punta in particolare ad espandere la sua presenza sul mercato nordamericano. 

L’accordo che dovrà passare il vaglio degli enti regolatori, dovrebbe finalizzarsi tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno 2018. Dall’accordo sono esclusi i caffè solubili, il tè e i succhi.

L’accordo non avrà nessun effetto sulle 28mila caffetterie in tutto il mondo della compagnia di Howard Schultz. Il quale in occasione del suo intervento a Seeds & Chips ha dichiarato che il primo store in Italia, una Roastery con il partner Percassi, aprirà i primi di settembre nell’edificio delle ex Poste in Piazza Cordusio a Milano, dove i lavori fervono ormai da tempo.

 

 

Tutti pazzi per Starbucks, in 5mila si candidano per lavorare nella prima caffetteria a Milano

I dipendenti della Starbucks Reserve Roastery da poco aperta a Shangai.

Tutti in fila per lavorare nel primo Starbucks italiano che aprirà il prossimo settembre in piazza Cordusio a Milano. Sarebbero ben 5mila, secondo quanto scrive Il Sole 24 Ore, le candidature pervenute al colosso del caffè per lavorare nella Reserve Roastery, il format sofisticato pensato per la conquista di quello che i manager di Seattle ritengono il mercato più difficile del mondo per il caffè, e che proprio per questo è stato affrontato tardi e con un certo timore dalla multinazionale della sirena.

Ma ormai il conto alla rovescia è iniziato e alla voglia dei consumatori italiani di vedere che cosa sarà lo Starbucks milanese si affianca il desiderio di molti giovani di lavorare in quella che viene considerata un’insegna trendy e assai stimolante.

«Sono sicuro che la Milan Roastery Reserve avrà successo e spero di far parte di questo progetto, di crescere dentro questa azienda», dice alla giornalista del quotidiano economico Pierluigi, un ventiseienne di origine barese che un lavoro ce l’ha (fa lo steward) ma che pur di lavorare per Starbucks si dice disposto a lasciarlo.

I posti di lavoro nel nuovo locale di piazza Cordusio, che sarà grande 2.400 metri quadri e occuperà l’ex Palazzo delle Poste, saranno 150 e quindi per moltissimi dei candidati trovare un impiego nell’entusiasmante avventura italiana di Starbucks resterà un sogno. Tutti o quasi i candidati sono giovani o giovanissimi, millennials che hanno girato il mondo e che subiscono il fascino di un’insegna che ovunque è nota per il suo prodotto ma anche come luogo accogliente, di incontro, di relax e di lavoro, al punto da essere ribattezzata a Londra “the third place”, ovvero “il terzo posto”, sottintendendo che i primi due sono la casa e il lavoro. «Mi piace come ambiente, per i servizi che offre, oltre che per il caffè e per questo vorrei lavorarci», dice la diciannovenne Sara.

Le candidature sono al vaglio di Martin Brok, presidente Emea di Starbucks, e del general manager della Roastery milanese Giampaolo Grossi, che avrebbero già scremato le 5mila candidature riducendole al numero di 500. Nella Roastery milanese verranno offerti solo caffè da miscele pregiate prodotte da piccoli coltivatori indipendenti e sarà preparato anche uno speciale caffè filtrato sul momento.

Fedeltà dei dipendenti premiata, arriva Hausbrandt e salva Melegatti

Ancora un colpo di scena nella vicenda dello storico marchio dell’industria dolciaria Melegatti: a un passo dall’ennesima minaccia di chiusura arriva il Gruppo Hausbrandt Trieste 1892 che acquisisce la procura generale per la campagna pasquale e la produzione delle colombe del brand che ha inventato il pandoro. L’obiettivo finale del Gruppo è quello di rilevare l’azienda per risanarla, garantendo una continuità industriale e creando un grande gruppo “Made in Veneto” con prodotti complementari di entrambe le realtà, a partire naturalmente dal caffè, core business del gruppo trevigiano. 

L’accordo è stato stipulato presso il Tribunale di Verona, con la presentazione di una formale manifestazione di interesse nei confronti di Melegatti S.p.A. e la volontà di far ripartire in tempi brevissimi la produzione.  E questo a poche settimane dalla scadenza dei termini per depositare il piano di ristrutturazione dei debiti o il piano di concordato preventivo al tribunale di Verona. Hausbrandt avrebbe staccato un assegno di un milione di euro al Tribunale di Verona, il che garantirà la produzione pasquale. E per l’acquisizione si parla di 15 milioni di euro. Ma la volontà è quella di rilanciare il marchio. Tra le sinergie possibili tra i due brand, entrambi fondati a fine Ottocento, la linea di produzione di croissant e pasticceria da abbinare al caffè. La produzione di cornetti per la colazione avveniva nel nuovo stabilimento Melegatti di San Martino Buon Albergo (Verona), inaugurato appena un anno fa con un investimento di 15 milioni di euro, e chiuso da mesi.

Soprattutto, salvi sono i dipendenti. «Siamo entrati in un momento in cui bisognava entrare per salvare una realtà che tra 10 giorni starebbe stata persa – ha confermato al Sole 24 Ore il presidente di Hausbrandt Fabrizio Zanetti -. Entrando ora riusciamo a trattenere tutte le maestranze e la rete vendita è ancora magicamente in piedi. Sono stati tutti eroici a resistere fino ad oggi in attesa di una soluzione e come imprenditore ho espresso un grande apprezzamento per queste persone. Sono loro che oggi ci danno la possibilità di costruire un sogno imprenditoriale».

Un post Facebook dell’ottobre scorso

È questo l’ultimo colpo di scena di una vicenda travagliata partita l’estate scorsa con l’apertura della crisi (a seguito della sospensione del pagamento degli stipendi). E sono stati proprio i dipendenti a tenere in piedi caparbiamente la storica realtà. Prima lo scorso autunno. promuovendo sui social e nelle scuole una campagna per raccogliere ordini su dolci natalizi, con l’obiettivo, raggiunto ampiamente, di raccogliere ordini e vendere un milione e mezzo di pezzi. Poi continuando, contro ogni logica anche dopo che tutti sembravano essersi ritirati dalla trattativa, a tenere vivo nello storico stabilimento di San Giovanni Lupatoto, girandolo ogni mattino, il lievito madre che – leggenda o realtà – si vuole essere sempre lo stesso ceppo “avviato” nel lontano 1894 quando Domenico Melegatti fondò l’azienda. Che ora sembra proprio poter trarre un sospiro di sollievo.

 

Dopo 32 mesi in orbita si conclude la missione “Caffè nello spazio” della ISSpresso

È finita la missione della ISSpresso, la prima macchina espresso a capsule per lo spazio realizzata da Argotec per Lavazza – in partnership con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) che, installata all’interno del Nodo 1 della Stazione Spaziale Internazionale, ha creato un “angolo per pausa caffè” durante 11 spedizioni spaziali. L’avventura è infatti iniziata il 3 maggio 2015 durante la missione “Futura” di Samantha Cristoforetti e si è conclusa con la missione dell’ASI “Vita” dell’astronauta ESA Paolo Nespoli. In oltre due anni trascorsi nello spazio, ISSpresso ha percorso più di 650 milioni di chilometri a una velocità di 28.000 km/h, ha ammirato dalla Stazione Spaziale Internazionale circa 15.500 albe.

Si conclude dunque la missione “caffè nello spazio”. Fu Samantha Cristoforetti a gustare il primo caffè espresso della storia in stato di microgravità. ISSpresso ha permesso agli equipaggi di gustare un espresso Lavazza a regola d’arte in condizioni estreme, in un ambiente dove le regole che governano la fluidodinamica terrestre sono sovvertite dall’assenza di gravità. Una particolarità che è stata studiata. Dunque la crema e il caffè non potevano essere miscelati come sulla Terra, ma venivano separati, trasformando la tazzina tradizionale in uno speciale sacchetto detto “pouch”. Le operazioni di preparazione restavano però immutate, così da garantire la massima praticità e semplicità per un espresso da gustare attraverso una cannuccia. L’innovativo sistema a capsule ha permesso perfino di diversificare passando dal caffè lungo, alle bevande calde al brodo, attraverso la reidratazione degli alimenti.

Il valore e l’innovazione del progetto italiano ISSpresso sono stati raccontati dai media di più di 30 Paesi in tutto il mondo, con un eco sui social media che ha raggiunto superato le 950 milioni di impression, e la presenza in diversi eventi come: “Impact. Innovate. Integrate”, il forum sull’innovazione e la digitalizzazione dell’industria meccanica di Chicago, la mostra “Astronauts” alla Cité de L’espace di Tolosa, l’Expo 2017 – Future Energy in Kazakistan, sul set del film LIFE, pellicola americana ambientata in orbita sulla stazione spaziale internazionale.

L’interesse per il progetto è cresciuto quindi in tutto il mondo, tanto che il Victoria & Albert Museum di Londra ha scelto di includere un modello della macchina all’interno della mostra “The Future Starts Here”. Dal 12 maggio 2018, ISSpresso sarà quindi esposta tra gli oltre 100 oggetti di design che contribuiscono a dare forma al mondo di domani.

 

Altromercato lancia Ri-capsula, per un caffè eco-sostenibile e a misura di consumatore

Altromercato lancia Ri-capsula: una capsula riutilizzabile, grazie ad una tecnologia innovativa, proposta in esclusiva sul mercato italiano, che accoppia alluminio e tappo in silicone alimentare. Un’idea per rendere l’esperienza del caffè sempre più eco – sostenibile e a misura di utente.
 
Ricaricabile fino a 250 volte e personalizzabile con il macinato Altromercato che si desidera, Ri-Capsula è compatibile con le macchine per espresso ad uso domestico Nespresso® e si presenta in un kit ready-to-use in cui, oltre a capsula e tappo, è presente anche un comodo utensile che consente di raccogliere il macinato nel giusto quantitativo e di livellarlo per chiudere in modo corretto la capsula.
 
Ri-capsula, prodotta in Austria da organizzazioni no-profit che supportano e danno lavoro a persone con disabilità, è pensata per diminuire l’impatto ambientale e aumentare quello sulle comunità. Il suo uso, inoltre, può comportare un significativo risparmio economico se confrontato con la spesa media delle capsule per macchine espresso casa.
 
Ri-capsula che (a  un prezzo consigliato di 11 euro) è oggi disponibile ed acquistabile nella rete di Botteghe Altromercato su tutto il territorio nazionale e sul sito Altromercato, sarà proposta in futuro anche in GdO.
 
 
[®Nespresso è un marchio registrato di Société des Produits Nestlé S.A. e qui è utilizzato solo per descrizione dell’articolo].

Digital Week anche per caffè Vergnano, cinque giorni per cinque prodotti

Il mese più digitale dell’anno, quello che fa capo al Black Friday, è contagioso e anche un brand storico come Caffè Vergnano quest’anno si cimenta con la sua prima Digital Week.

Semplice la formula: cinque giorni (dal 13 al 17 novembre), cinque prodotti, cinque offerte: dalle macchine per caffè in capsule TRÈ alle confezioni di capsule compostabili e compatibili con macchine ad uso domestico a marchio Nespresso, dal caffè macinato alle prelibatezze dei dolci piaceri Caffè Vergnano.

Si parte lunedì 13 novembre e ogni giorno della settimana sarà dedicato a una speciale offerta su un unico prodotto. Ogni giorno, per sole 24 ore, un prodotto della gamma Caffè Vergnano sarà in offerta a un prezzo speciale. Allo scattare della mezzanotte, una nuova offerta sarà attiva su un prodotto diverso, fino al termine ultimo dell’iniziativa commerciale previsto per venerdì 17 novembre alle 23:59. Ogni offerta non è cumulabile con altre promozioni.

L’iniziativa è rivolta a tutti i consumatori. Con questa particolare campagna commerciale, Caffè Vergnano vuole premiare i suoi clienti e tutti gli appassionati del caffè, che contribuiscono a rendere la più antica torrefazione italiana un punto di riferimento nel Bel Paese e nel resto del mondo. 

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