Un nuovo luogo dove il caffè è protagonista assoluto, e presente in tutte le forme, sfaccettature, metodi di preparazione, dalla tazza alla tazzina all’amouse bouche: lo ha aperto Lavazza in piazza San Fedele a Milano.
Diviso in quattro aree sviluppate intorno a un grande bancone, il bar da 150 metri quadri e 60 posti a sedere, più una rivisitazione contemporanea del classico bar chic milanese che un locale modaiolo, presenta una coffee experience a 360 gradi. Qui il caffè può essere gustato e degustato praticamente con tutti i metodi di preparazione: dal classico espresso ´declinato però in varie monorigini, anche bio, e con una miscela realizzata ad hoc) ai metodi “slow”: V60, Aeropress, filtro, Cold Brew, Chemex, shyphon, pour-over: proprio quelli che stanno mutando la percezione del caffè e che stanno piano piano facendosi strada anche nel Paese dell’espresso.
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Firmato dallo studio internazionale JHP, il nuovo Flagship Store sorge nella storica Piazza San Fedele, dietro Piazza Scala, connubio di storia e modernità, nel cuore della città di Milano, scelta perché è qui che accadono le cose (e qui aprirà il primo Starbucks d’Italia). E proprio lo stile italiano è ciò che si respira negli ambienti dello spazio Lavazza, dai materiali ai colori alle finiture.






Le ricerche hanno riguardato per quasi la metà (il 48%) le macchine per caffè espresso, mentre le macchine da caffè a capsule sono al 13,9%, la macchine da caffè a cialde solo al 3,1% e le caffettiere francesi detengono uno sparuto 0,3%. Anche gli accessori, tra cui i montalatte, hanno avuto un riscontro limitato.




Il nuovo Starbucks di Queens, quartiere multietnico di New York noto alle cronache nere negli anni ’90 per lo spaccio di droga, sorge all’angolo tra Sutphin Boulevard e 89th Avenue, ed è solo il primo di una serie di locali che apriranno in varie zone a medio o basso reddito degli Stati Uniti, almeno 15, con l’obiettivo di supportarne lo sviluppo economico e sociale. Ogni caffetteria, oltre ai tradizionali spazi caratteristici della catena, avrà un’aula a disposizione delle organizzazione no-profit locali che lavorano per dare formazione professionale tramite corsi dedicati ai giovani della zona, spesso disoccupati e già fuori dal sistema scolastico.
Chissà se il concept sarà riprodotto anche in Italia, magari in zone notoriamente disagiate come Scampia, dove da due anni Conad è intervenuta presso l’Istituto tecnico industriale G. Ferraris con il progetto Resto al Sud Academy, la scuola online rivolta a giovani talenti digitali nata con il contributo di Conad, della scuola di formazione di Ninja Marketing e di Tiscali. Sicuramente non lo farà nel primo punto vendita, previsto in centro a Milano nel 2017. Ma in seguito, chissà.







