CLOSE
Home Tags Cioccolato

Tag: cioccolato

Pernigotti, in arrivo nuove grafiche e ricette per riposizionamento del marchio

Parte l’operazione di rilancio della Pernigotti. L’azienda dolciaria di Novi Ligure, recentemente passata sotto il controllo del gruppo JP Morgan, è pronta a presentare una serie di importanti novità partendo dal restyling del logo, che si presenta ora più essenziale e moderno pur mantenendo la continuità con quello storico, sino alla nuovissima linea grafica per le confezioni e gli incarti. Inoltre, sono state rese ancora più esclusive le ricette dei principali prodotti, come il famosissimo Gianduiotto e le praline, e sono state sviluppate nuove specialità a base di cioccolato. Tutte queste novità sono state annunciate ufficialmente in occasione di ISM, la principale fiera mondiale sul settore dolciario e sugli snack svoltasi dal 23 al 25 aprile a Colonia, in Germania.

“Il nostro piano di rilancio prevede un’importante attività per il riposizionamento in Italia della marca storica Pernigotti, ma anche un forte impegno per conquistare i mercati internazionali con i nostri prodotti unici”, ha dichiarato Luigi Leonetti, direttore Commerciale di Pernigotti e Walcor. “Una nostra recente ricerca ha dimostrato che la notorietà del brand Pernigotti rimane molto alta tra i consumatori italiani e, in particolare, i nostri prodotti al cioccolato gianduia sono ritenuti i migliori sul mercato. Anche il mercato internazionale si è rivelato particolarmente interessato ai nostri prodotti. Alla grande fiera ISM di Colonia, abbiamo già in programma una serie di incontri con le principali catene di distribuzione italiane ed estere”.

I primi prodotti Pernigotti con il nuovo marchio e le nuove confezioni arriveranno nei punti vendita nel mese di ottobre. “Partiremo dai gianduiotti e dalle praline, che saranno seguiti dai torroni e dai nocciolati in vista del Natale”, anticipa Leonetti. “Per questi prodotti, il nostro obiettivo è rendere le ricette ancora più esclusive, seppur restando nel solco della tradizione, e anche di introdurre l’utilizzo solamente di nocciole italiane”. Queste novità della Pernigotti sono state precedute dal grande successo delle uova di cioccolato con sorpresa che, tornate sugli scaffali per la Pasqua appena conclusa, hanno raddoppiato le vendite, anche grazie a licenze di grande notorietà come le opere del famoso artista americano Keith Haring.

Dolci Preziosi punta al target adulto con le uova di Ernst Knam

Si avvicina il momento della verità per Cerealitalia, azienda del Gruppo Cannillo che con il marchio Dolci Preziosi ha stretto una partnership con il Maître Chocolatier più famoso d’Italia, Ernst Knam, per conquistare il target adulto. Sono otto le tipologie di uova di Pasqua in vendita, suddivise in tre categorie: I Classici (Latte; Fondente 70%; Bianco); Gli arricchiti (Nocciolato al Latte; Bianco, Arachidi, Pistacchi); Le Specialità (Latte, Passion Fruit; Fondente 70%, Lamponi; Caramello). “In tutte le referenze sono presenti ingredienti di altissima qualità – dichiara Grazia De Gennaro, Consigliera d’Amministrazione di Cerealitalia, prima a sinistra nella foto in basso che la ritrae accanto a Ernst Knam, Franco Cannillo, Nicolangela Nichilo Cannillo – con abbinamenti ricercati da Knam per permettere agli appassionati del cioccolato un’esperienza unica. Da anni, a Pasqua, offriamo alle famiglie italiane l’emozione del gioco e della fantasia, dell’incontro con i personaggi amati dai più giovani. Dopo il lavoro di rebranding avviato due anni fa, quest’anno rinnoviamo l’investimento nel licensing, che riteniamo essere una leva strategica di crescita aziendale. L’obiettivo è raggiungere una maggiore trasversalità di target e avviare un nuovo segmento di mercato formato da clienti adulti, amanti della qualità del cioccolato e delle materie prime”.

La strategia di Ceralitalia parte da una precisa analisi del mercato delle uova di Pasqua. Nel 2022, nell’ambito di quelle rivolte al target adulto, il segmento delle uova non a licenza con focus su gusto e qualità è stato quello che in base ai dati IRI ha registrato la maggiore crescita a valore rispetto all’anno precedente, con +14,4% rispetto al +5,6% delle uova a licenza. Di qui la decisione di entrare nel segmento con il marchio Dolci Preziosi, facendo leva da un lato sulle tecnologie produttive sviluppate dall’azienda e dall’altro su una partnership di indubbio valore, sotto il profilo della competenza, ma anche della visibilità del personaggio.

Tedesco di nascita e milanese d’adozione, dopo numerosi anni passati nei più grandi ristoranti stellati del mondo, Ernst Knam arriva in Italia e diventa Maestro Pasticcere nella cucina di Gualtiero Marchesi, chef tra i più importanti nella nostra storia culinaria, per poi aprire nel 1992 la sua ormai famosa pasticceria di via Anfossi a Milano. Autore di 20 libri di pasticceria o di cucina, Knam dal 2012 è un volto televisivo assai noto, grazie alla collaborazione con Discovery Italia e al ruolo da protagonista nel programma “Il Re del Cioccolato”. Dal 2013 è giudice del programma “Bake Off Italia”, arrivato alla decima edizione, mentre con la moglie Frau Knam conduce la rubrica “La Dolceria”, in onda tutti i venerdì mattina su Rai2.

Resta un’ultima domanda: qual è la sorpresa contenuta nelle uova di Pasqua create da Ernst Knam per Dolci Preziosi? Niente paura: non intendiamo spoilerare il momento clou della festività, ma siamo certi che gli appassionati di cioccolato non resteranno delusi.

La Pasqua di Noberasco è un omaggio alle eccellenze liguri

Per Noberasco la Pasqua è ricca di novità: a Milano, Torino, Albenga, Treviso e Firenze le vetrine diventano la tela bianca sulla quale Nicolò Canova, giovane artista torinese, realizzerà un’originale “cartolina” dalla Liguria, terra d’origine del marchio.

A fare capolino dalle vetrine sono inoltre le esclusive confezioni gourmand realizzate con la sinergia di brand come Lavoratti1938 cioccolato e Sommariva olio: per Noberasco i legami sono i veri fil rouge che creano le eccellenze. Si va dalle confezioni wek in vetro con gli ovetti confettati ripieni di nocciola e cioccolato, amarene al fondente, nocciole al cioccolato e caramello, mandorle al cioccolato e limoncello alle Small Egg Frutta e Choco (uovo trasparente con mix di arancia, pomelo, limone, zenzero, melone, cranberry).

Grande protagonista la Latta Riviera dei Fiori nella versione dolce e Latta Liguria Dream con all’interno prodotti Sommariva. Per quel che concerne le uova al cioccolato, si va dal fondente rivestito con noci chandler, pecan e livermore, al cioccolato al latte con granella di arachidi, due cioccolati e mango a fette, cioccolato fondente e granella di pistacchio.

Ogni viaggio che si rispetti ha sempre una tappa culturale per questo Noberasco ha creato una partnership col Museo della Ceramica di Savona per enfatizzare, oltre al lato gourmande, anche la parte inedita e culturale del territorio.

Tracciabilità coperta al 100% per il cioccolato di Ritter Sport

L’azienda Alfred Ritter GmbH Co. KG, produttrice dell’arcinoto cioccolato quadrato, ha raggiunto un nuovo importante traguardo: tracciare il 100% del cacao utilizzato per tutta la propria gamma fino alle organizzazioni di produttori. Un percorso avviato già dal 2018, da quando Ritter Sport inizia ad approvvigionare esclusivamente cacao certificato sostenibile. La piena tracciabilità del cacao era un obiettivo previsto per il 2025 a cui la famiglia Ritter è arrivata con oltre due anni di anticipo.

“Catene di approvvigionamento trasparenti sono il prerequisito per avere un impatto positivo sulle condizioni sociali, economiche ed ecologiche nella coltivazione del cacao attraverso i nostri programmi di partnership”, spiega Giovanni Schiavo, Head of Cocoa Purchasing presso Alfred Ritter GmbH & Co. KG. “L’intera tracciabilità del nostro cacao è un percorso che portiamo avanti insieme ai nostri partner per soddisfare le richieste di consumatori sempre più esigenti, che non si accontentano più solo della bontà del nostro prodotto”.

Produrre un cioccolato tracciabile al cento per cento vuole dire far conoscere alle persone esattamente da dove proviene il cacao e qual è la cooperativa di riferimento. In linea con la mission “Fare la cosa giusta per creare un cioccolato davvero buono”, Ritter Sport collabora con i coltivatori di cacao e le loro organizzazioni di produttori, attuando programmi individuali di sostegno e aiuto per il miglioramento delle loro condizioni di vita e lavoro.

Il principio della partnership e la promozione mirata della coltivazione sostenibile del cacao sono impegni ormai di lunga data da parte di Ritter Sport: il primo degli attuali sei programmi è stato avviato più di 30 anni fa in Nicaragua. Si tratta del progetto pilota di cooperazione internazionale e sviluppo agroforestale Cacao-Nica, avviato nel 1990 e volto proprio a supportare i piccoli proprietari nicaraguensi nella coltivazione sostenibile del cacao, tutelando al contempo le risorse naturali. Con queste modalità, gli agricoltori e le cooperative possono ottenere prezzi più elevati migliorando, così, le loro condizioni di vita. Oggi, circa 1500 tonnellate di fave di cacao provengono da partnership con 20 diverse cooperative che raggruppano oltre 4000 agricoltori in Nicaragua.

Di tutto il cacao approvvigionato e tracciato da Ritter Sport, l’85% proviene da paesi dell’Africa occidentale e dell’America centrale e meridionale nei quali l’azienda ha stabilito nuovi programmi di partnership. È il caso, ad esempio, del Ghana che, insieme alla vicina Costa d’Avorio, è considerato uno dei più importanti paesi produttori di cacao. Nell’ambito della partnership con la Cocoa Abrabopa Association (CAA) – un’organizzazione di produttori nel sud-ovest del Paese – è stato attuato un programma che si concentra sulle principali sfide: ampliare le possibilità di reddito degli agricoltori e mitigare gli effetti locali del cambiamento climatico. Negli ultimi due anni, ad esempio, sono state distribuite agli agricoltori più di 35.000 piantine di alberi da ombra.

Il raggiungimento della piena tracciabilità è solo il primo traguardo che anticipa gli altri due obiettivi che l’azienda vuole raggiungere nel 2025: diventare completamente neutrali dal punto di vista climatico e far confluire il 10% di tutti gli investimenti all’anno in progetti di sostenibilità espliciti.

Raspberry & Rose, la nuova limited edition di Ritter Sport per San Valentino

Ritter Sport è un’azienda famigliare da quattro generazioni, nata 110 anni fa dall’amore tra Alfred Ritter e sua moglie Clara, entrambi pasticceri. L’amore è sempre stato un ingrediente fondamentale per l’azienda, che ha scelto la festa più romantica dell’anno – San Valentino – per lanciare una nuova limited edition.

Ritter Sport Raspberry & Rose è un tripudio di amore in formato quadrato, racchiuso in un pack rosa dal design speciale e accattivante, il modo più goloso e dolce per celebrare la festa degli innamorati.

Una deliziosa combinazione di cioccolato al latte – certificato al 100% da fonti sostenibili – con un ripieno di yogurt e lampone, che danno una nota acidula a spezzare la naturale dolcezza del cioccolato; il ripieno è arricchito da pezzetti di lampone e tutto il profumo romantico e avvolgente dell’olio essenziale di rosa, il fiore romantico per eccellenza.

La nuova limited edition Ritter Sport Raspberry & Rose rappresenta un’occasione per soffermarsi ad apprezzare, insieme all’altra metà, il bello di essere una coppia; è un pretesto per sorprendere il partner, con un piccolo grande gesto che saprà sciogliere e conquistare tutti i cuori.

Dolci novità in casa Fabbri, arrivano BomBon e le creme spalmabili

La tradizione Fabbri si sposa con il cioccolato fondente per dare vita a “BomBon”, la pralina unica nel suo genere che inaugura la nuova linea: “Cuor di Amarena Fabbri”.

BomBon è un invito gustoso alla scoperta di sapori incredibili. Svestita dalla sua elegante veste, che richiama i colori e le fantasie dell’iconico vaso in ceramica bianca e tratti floreali blu china, ecco apparire una pralina bianca come una perla rara. È il finissimo guscio di zucchero che dona a BomBon la croccantezza del primo morso e preserva il tesoro prezioso racchiuso nello strato di finissimo cioccolato fondente: la morbidezza, la delicatezza e il sapore inimitabile dell’Amarena Fabbri.

Nato da una collaborazione con Maxtris, azienda cioccolatiera napoletana dalla lunga tradizione familiare, BomBon segna l’entrata di Fabbri nel segmento delle praline, dove si distingue per il suo packaging curato sottolineato da grafiche e colori impattanti tipiche del brand. Inoltre, l’eleganza del sacchetto, lo rende un regalo perfetto da fare e da farsi. Sempre in tema di packaging è da sottolineare che ogni BomBon è avvolto singolarmente così da poter essere portato con sé.

Un’altra novità è rappresentata dalle creme spalmabili con cui Fabbri entra in un mercato che, nel 2021 ha generato un volume d’affari pari a 340 milioni di euro. L’azienda bolognese racchiude negli iconici vasetti bianchi con decori blu china dalla silhouette inconfondibile, tre ricette irresistibili e, soprattutto, gluten free che si riconosceranno a prima vista nel comparto creme.

Le creme spalmabili Fabbri vantano intensità di gusto uniche e inedite grazie alla scelta di sapori classici in perfetto mix con quelli più trendy in questo momento.

L’immancabile pistacchio, di cui l’azienda segue con particolare sapienza tutto il processo di produzione, inclusa la delicata fase di tostatura per ottenere un prodotto d’eccellenza, che esalta al meglio gusto e profumo intrinsechi del pistacchio.

Il modernissimo abbinamento cacao-caramello salato che gioca con le diverse consistenze che passano dalla morbidezza della crema al crunchy dei cristalli di caramello.

L’esotico cacao-cocco dove la rotondità golosa del cacao si esalta con la dolce morbidezza dei fiocchi di cocco.

In ogni momento della giornata le creme spalmabili Fabbri troveranno un loro perché: accompagnano dalla colazione del mattino – farcendo un croissant o arricchendo una fetta biscottata – alla merenda; sono ottime spalmate su un pezzo di pane, ma diventeranno insostituibili per una gratificazione dopo cena, dove, immaginiamo, si romperanno gli schemi, assaporandole direttamente dal vasetto con un cucchiaino.

Torna Don Choco di Ritter Sport con un nuovo pack

Per celebrare il 10° anniversario della piantagione di proprietà El Cacao, Ritter Sport lancia per il secondo anno consecutivo la limited edition Don Choco, una tavoletta di cioccolato al latte extra col 40% di cacao 100% certificato sostenibile, proveniente proprio da El Cacao, in Nicaragua, e per l’occasione con un esclusivo pack interamente in carta.

El Cacao: da campo brullo a esempio di biodiversità
Nel 2012, quando Ritter Sport lo ha acquistato, il terreno dove sorge El Cacao era un appezzamento di terra brullo, spoglio di alberi e usato come campo da pascolo. Oggi El Cacao è tra le più grandi aree di coltivazione di cacao al mondo. Dei suoi 2.500 ettari totali, meno della metà sono effettivamente destinati alla coltivazione del cacao, che avviene mediante il sistema agroforestale, ossia la compresenza di culture miste di alberi di cacao e altri tipi di piante nel medesimo terreno.

Quello agroforestale è un sistema sviluppato secondo criteri di agricoltura integrata per incrementare la biodiversità, aumentare la fertilità del suolo – e quindi ridurre l’uso di fertilizzanti – ma anche per offrire un sicuro habitat naturale alla fauna locale. Tutto questo per poter produrre cacao buono, in ogni senso. Degli ettari che non sono destinati alla coltivazione di cacao, invece, circa un centinaio sono utilizzati per le infrastrutture compresi vivai per le piantine di cacao che diventeranno alberi, mentre i restanti circa 1.200 ettari sono ricoperti da boschi, foreste, fiumi e paludi che, sin dal 2014, sono oggetto di un sistema di monitoraggio, validato anche da un partner esterno, con l’obiettivo principale di favorire e proteggere la biodiversità.

In questa area sono stati contati più di 120 diversi tipi di piante e oltre 100 diverse specie di animali, tra cui scimmie urlatrici, alligatori, volatili, serpenti, ragni e… bradipi, come Don Choco. Oltre ad avere ottenuto la certificazione Rainforest Alliance, El Cacao è riconosciuto come un progetto di protezione del clima secondo Gold Standard e dal 2021 genera crediti di compensazione. La piantagione, infatti, ha l’obiettivo di generare 110.000 tonnellate di crediti di carbonio nel corso di 30 anni, compensando le inevitabili emissioni di CO₂ derivanti dalla produzione anche grazie all’importante lavoro di piantumazione: in 10 anni sono stati piantati in loco più di 1 milione e mezzo di alberi.

Ritter Sport, che già nel 2019 ha raggiunto la neutralità climatica per l’intera produzione, nel 2020 è diventata Azienda neutrale dal punto di vista climatico e, entro il 2025, mira a perseguire un altro obiettivo: il raggiungimento della neutralità climatica dell’intera filiera, obiettivo più vicino anche grazie a El Cacao.

Un altro degli obiettivi che Ritter Sport punta a raggiungere entro il 2025 è quello di sapere da dove proviene ogni singola fava di cacao utilizzata, chi la coltiva e in quali condizioni. Anche in questo caso El Cacao è preziosa. Una volta a pieno regime, la piantagione fornirà all’azienda circa il 25% della massa di cacao necessaria.

Attraverso El Cacao, dunque, Ritter Sport dimostra che coltivare cacao in modo sostenibile, facendo la cosa giusta per le persone e per l’ambiente, è possibile.

Cioccolato, 5 regole per comunicarlo in tempi di crisi

Pandemia, guerra, crisi energetica. Non mancano motivi per vedere crescere tra le persone ansia e preoccupazione. Ma con queste, aumenta anche il consumo di cioccolato. Secondo le stime di Nielsen, durante la fase più acuta dell’emergenza sanitaria le vendite di tavolette & cioccolatini hanno totalizzato un incremento a doppia cifra, superiore al +18%. A trainare la crescita, una sorta di “lipstick effect” alimentare: ci si rifugia nel cioccolato perché capace di generare conforto e gratificazione istantanea.

Non sorprende quindi che il claim dell’edizione 2022 di Eurochocolate, la manifestazione di riferimento per il settore in programma dal 14 al 23 ottobre presso il centro Umbriafiere di Bastia Umbra, reciti: “Felici in un secondo”. Quattro semplici parole con cui si rende omaggio alla vera caratteristica dell’alimento “eroe” di questi tempi amari: creare soddisfazione immediata.

Porre l’accento su questa capacità del cioccolato impone però anche una revisione del modo di comunicare il prodotto. DDB Group, agenzia parte di Omnicom Group, attraverso il lavoro di monitoraggio continuo svolto dal Reparto Planning guidato da Carlotta Asti, ha dunque individuato cinque semplici regole che possono aiutare la food industry a evitare errori e sfruttare le opportunità offerte da questo mood.

1 – Parlare alle emozioni
Nei periodi di recessione, molte aziende tendono ad appellarsi ad argomentazioni razionali, attraverso una comunicazione pragmatica, incentrata sul valore “oggettivo” del prodotto: un grande equivoco che rischia in realtà di portare fuori strada. Non va dimenticato, infatti, che circa il 95% delle decisioni dei consumatori è guidato dalle emozioni inconsce. Una tendenza che si acuisce peraltro in tempi di crisi, perché in presenza di stress si diventa molto meno razionali. Non va dunque dimenticato che le emozioni, soprattutto in una categoria ad alto tasso emozionale come quella del cioccolato, vendono. Quindi, prima ancora di decidere cosa comunicare alle persone, è necessario chiedersi: “Come vogliamo farle sentire?”.

2 – Trattare la qualità non come fine, ma come mezzo
I dati suggeriscono che il consumatore è sempre più attento alla qualità degli ingredienti, all’origine del cacao e alla naturalezza delle ricette. Ma dicono anche che il principale driver di acquisto per il cioccolato resta di gran lunga il binomio composto da gusto e godimento. E questo significa che, per dirla con il linguaggio del marketing, le “reason why” di prodotto devono essere sempre messe al servizio di un beneficio emozionale ed esperienziale. Perché la differenza di un cioccolato di qualità, prima di tutto si deve sentire. Altrimenti, semplicemente non interessa. La qualità, insomma, deve rappresentare un mezzo per dare vita a un’esperienza di gusto più piena e soddisfacente.

3 – Dimenticare il “guilty pleasure”
Nessuno oggi ha voglia di sentirsi in colpa. La maggior parte degli italiani quest’anno sarà costretta ad affrontare tante rinunce e sacrifici, quindi meglio iniziare a empatizzare, ragionando sempre più in termini di ricompensa e di “self-care” emotivo. Le persone vogliono sentire di meritarsi il cioccolato. E non c’è nulla di male.

4 – Sfruttare il potere dei rituali
Dallo scoppio della pandemia si è verificato un vero e proprio boom di routine, che hanno ridefinito il modo in cui scandiamo il nostro tempo. Beauty routine, morning routine, fitness routine, bedtime routine… i rituali si sono moltiplicati perché sono tra i pochi elementi in grado di garantire un senso di controllo e sicurezza. Questa tendenza accende però anche i riflettori sulla dimensione del sé. Esattamente come fa il cioccolato, che si accompagna per sua natura all’importanza di un “me-time” dedicato al piacere personale. Oggi i brand hanno quindi l’occasione di presidiare in modo sistematico le nuove abitudini, più o meno consolidate. Con possibili vantaggi concreti. Un esempio? Potrebbe valere la spesa di considerare che è in aumento il consumo di cioccolato post allenamento.

5 – Non avere paura della leggerezza
I brand sembrano spesso impegnati e seri, ma le persone non hanno mai avuto così bisogno di sorridere. McDonald’s ha appena lanciato l’Happy Meal per adulti e non è certo un caso. Non si deve cambiare il mondo. Basta fare qualcosa per migliorarlo. E il cioccolato ha il potere di farlo. Specialmente oggi.

Nutkao acquisisce la belga Boerrineke NV

Nutkao s.r.l. – società italiana leader internazionale nel contract manufacturing che da più di 30 anni crea e produce creme e cioccolati conto terzi con oltre 180 milioni di fatturato accelera il piano di ampliamento grazie all’acquisizione della belga Boerrineke SV.

Presente sul mercato da oltre 70 anni e con sede nei pressi di Anversa, Boerrineke è il secondo brand di creme spalmabili al cioccolato del Belgio e conta oggi su una distribuzione fortemente radicata nel territorio e nell’Europa settentrionale. L’acquisizione di Boerrineke si inserisce nella strategia di crescita commerciale e produttiva di Nutkao in Europa con focus specifico sui mercati di Paesi Bassi, Belgio, Francia e Germania, mercati nei quali il Gruppo piemontese trova riscontri molto positivi. A guidare l’azienda in qualità di co-Ceo sono stati nominati i fratelli Daniel e Marcel Peeters da poco entrati nel Gruppo Nutkao, dove Daniel ricopre il ruolo di Sales Director Retail di Nutkao, e Marcel quello di Direttore dello sviluppo del settore Industria e Food Service in Europa.

«Boerinneke è un’acquisizione strategica per il Gruppo al fine di consolidare la crescita in Europa dove i clienti conoscono e riconoscono la qualità dei prodotti Nutkao. Boerrineke ha un’importante presenza nel mercato belga, mercato universalmente riconosciuto per la qualità e la maestria nella lavorazione del cioccolato. Inoltre, con l’arrivo di Daniel e Marcel in Nutkao, è stato per noi naturale prevedere il loro diretto coinvolgimento come co-CEO di Boerrineke, per una nuova struttura aziendale al fine di rafforzare il dialogo e l’aderenza ai mercati locali.In linea con la strategia del Gruppo, Boerinneke, si inquadra nella visione di specializzare sempre di più prodottie servizi, nel rispetto dei valori propri di ogni singola realtà locale. Con Italia, Ghana, Belgio e Stati Uniti, il Gruppo punta oggi ad una capillarità ed integrazione della filiera che cattura e mantiene la tipicità e la storia diogni luogo in cui lavoriamo e del “saper fare”. Con questa acquisizione il Gruppo si arricchisce di nuove competenze e di una piattaforma industriale sempre più vicina ai mercati di riferimento e alle esigenze dei consumatori e dei clienti industriali» commenta Federico Fulgoni, CEO di Nutkao.

Distribuzione locale e forte attaccamento al territorio sono le parole d’ordine in Nutkao, gruppo che dal 2015 ha attivato una forte campagna di espansione sempre nel segno della valorizzazione di risorse locali. Dopo il primo stabilimento in Nord Carolina (US) per la produzione di creme per retail ed industria americani, arriva nel 2018 l’apertura del polo produttivo di Accra in Ghana, dove si lavorano fave di cacao esclusivamente ghanesi di primascelta. Ad oggi il Gruppo Nutkao, il cui head quarter è a Canove di Govone in Piemonte, conta su una distribuzione in 80 paesi del mondo, toccando tutti i continenti. Boerrineke diventa così una società controllata al 100% da Nutkao portando in dote il know-how e la tradizione centenaria del cioccolato belga in Piemonte.

Uova di Pasqua Solidal Coop e Baum, Fairtrade dentro e fuori

Un gesto che è anche una dichiarazione, un impegno e una educazione all’altro e a un mondo più giusto ed equo: sono questi in fondo i motivi che stanno dietro ai prodotto del commercio equo e solidale e non fanno eccezione le uova di Pasqua delle linee le linee Solidal Coop e BAUM. Non solo realizzate con cacao certificato Fairtrade,  hanno anche sorprese indirizzate a scoprire il mondo del commercio equo e dall’impatto sociale concreto

Un esempio? “Il viaggio del cioccolato”, uno dei giochi da tavolo proposti quest’anno insieme alle carte dedicate alle tematiche riguardanti la frutta, il caffè e lo zucchero. Obiettivo: creare un filo diretto con l’esperienza dei contadini che operano nell’ambito del commercio equo nei Paesi in via di sviluppo.

Due le versioni dell’uovo pasquale proposte dall’insegna della grande distribuzione: con cioccolato fondente extra 60% e cioccolato finissimo al latte. Il cacao e lo zucchero di canna Fairtrade provengono da Ghana, Costa d’Avorio, Repubblica Dominicana, Paraguay e Costa Rica. Le sorprese, prodotte in Italia, sono giochi divertenti da condividere con gli amici, prendendo spunto dalla filiera del cacao sostenibile, seguendo il percorso delle materie prime, certificate Fairtrade, fino a noi.

Un acquisto, dunque, che contribuisce direttamente a sostenere e promuovere lo sviluppo economico e sociale delle realtà nelle quali operano le cooperative o i lavoratori dei Paesi di produzione. Nelle loro comunità, infatti, vengono costruiti pozzi e ambulatori, i ragazzi possono studiare in scuole accoglienti con bravi insegnanti e si sviluppano programmi ambientali per la salvaguardia delle foreste.

Il cacao e lo zucchero delle loro cooperative, di ottima qualità, viene trasportato in Europa e qui trasformato in uova di Pasqua dalla carta colorata, disponibili nei supermercati e ipermercati Coop di tutta la penisola.

A Pasqua è possibile gustare anche il PonchitONE di BAUM, società cooperativa di Ferrara. È un ovetto di cioccolato al latte biologico composto da materie prime certificate Fairtrade provenienti da Repubblica Dominicana e Paraguay, che per l’occasione diventa extralarge rispetto al classico Ponchito, contiene una sorpresa realizzata a mano da cooperative sociali e da artigiani di Guatemala, Perù, India, Nepal e Italia.

BrandContent

Fotogallery

Il database online della Business Community italiana

Cerca con whoswho.it

Diritto alimentare