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Parafarmacie, Conad torna all’attacco: “barriere anacronistiche”

Si è tornato a parlare di monopolio sul mercato dei farmaci, Complice il Ddl al vaglio del Governo che potrebbe concedere anche alle parafarmacie e ai corner della Gdo la vendita di farmaci di fascia C: o l’intera classe dei farmaci non rimborsabili anche con obbligo di ricetta, oppure soltanto i farmaci generici di classe C, con modifiche alle modalità di immissione in commercio degli equivalenti, al momento piuttosto laboriosa.

Sul tema è intervenuto Alberto Moretti, direttore dei canali distributivi di Conad, che, intervistato dal sito online “Farmacista 33” ha denunciato “La persistenza di anacronistiche barriere che non porta benefici ai cittadini e non consente al Paese di innovare e migliorare la propria efficienza”. A proposito dell’andamento dei corner, quelli Conad sono “in costante crescita, tanto che nei piani di sviluppo per l’anno in corso ne prevediamo altri 20 oltre le 82 in attività nei nostri punti di vendita e centri commerciali. Contiamo, dunque, di superare quota 100 a fine 2015”.
Denunciando “l’apertura irrilevante” del governo Monti (che aveva allargato la vendita a galenici e farmaci veterinari) “tanto marginale che neppure le farmacie tradizionali erano interessate più di tanto”, ha ribadito come “Conad sia per una ‘vera’ liberalizzazione del mercato dei farmaci, come è accaduto in Europa, che riguardi anche la fascia C, quella di prodotti con obbligo di prescrizione medica non rimborsabile. È tale comparto che può fare la reale differenza per il cittadino, tenendo conto che tale spesa costituisce il 16,7% della spesa farmaceutica totale, ovvero 4,3 miliardi di euro”.

Vedremo come si svilupperà la vicenda. Sul tema del resto nello stesso Governo sembrano esserci posizioni contrastanti. Se il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi ha dichiarato che le parafarmacie sarebbero state al centro di misure pro-concorrenza, il sottosegretario Simona Vicari ha detto a “Farmacista33” che al momento sarebbe inopportuno intervenire sulle farmacie.

Conad chiude a +1,5% il 2014. A febbraio lo sbarco in Cina

Nel consueto incontro con la stampa di fine anno l’amministratore delegato di Conad  Francesco Pugliese ha presentato il preconsuntivo 2014 e i programmi di Conad per il 2015, non senza dare qualche stoccata all’industria di marca.
Cominciamo dai numeri.

Nel 2014 Conad registra una performance in controtendenza rispetto all’andamento del mercato, con il giro d’affari attestato a 11,73 miliardi di euro – 173 milioni in più del 2013 –, in crescita dell’1,5 per cento (fonte: Fatturato Rete Conad). Risultato ottenuto con la riqualificazione della rete di vendita e un piano strategico di sviluppo realizzato anche per linee esterne (Billa, Despar e Eurospar). La rete è cresciuta con 351 punti di vendita, 89 dei quali rappresentati da nuove aperture mentre il resto sono ristrutturazioni o cambi di insegna. L’investimento complessivo è stato di 350 milioni di euro e ha creato 1.890 nuovi posti di lavoro, portando il totale a 48.604.

Ad inizio 2015 la rete si amplierà con altri 40 punti di vendita Billa, frutto di acquisizioni per 38.581 mq e un fatturato stimato di 205 milioni di euro. Servirà a incrementare la quota di mercato, salita quest’anno all’11,4 per cento, e rafforzare la leadership nel canale supermercati, ora al 18,6 per cento (+0,4 punti percentuali rispetto al 2013), e nei punti di vendita di prossimità, al 14,3 per cento (fonte: Guida Nielsen Largo Consumo).

La rete
SuperstoreNel complesso la rete di vendita cresce di 33.818 mq, pur essendo diminuita di 12 unità rispetto al 2013 a causa della riorganizzazione: i punti di vendita sono 3.007 (37 Conad Ipermercato, 192 Conad Superstore, 1.003 Conad, 970 Conad City, 560 Margherita Conad, 180 Todis e 65 altri canali) per 1.784.461 mq di superficie. Una rete che soddisfa ogni esigenza di acquisto e che è improntata all’impegno per l’italianità dei prodotti.  “Dopo la chiusura del rapporto con Leclerc abbiamo riportato gli ipermercati sotto l’insegna Conad. 22 li abbiamo trasformati in Superstore, altri li abbiamo ridimensionati nela superficie. Oggi tutti gli ipermercati viaggiano con una crescita dell’1%. Le operazioni di rebranding saranno terminate nel corso del 2015” ha detto Pugliese.

“Non abbiamo bisogni di metro quadrati in più, ma di punti vendita in line con le esigenze di oggi. Oggi abbiamo verificato che rimodernare il punto vendita genera da subito un aumento di vendite del 25-30%. Realizzarne uno nuovo ha dei tempi, anche da questo punto di vista, decisamente più lunghi”.

Promozioni=cocaina
Sull’industria di marca, rilevando come il 53% delle aziende del largo consumo ha ridotto gli investimenti in comunicazione nei primi 9 mesi del 2014, il 40% ha ridotto la comunicazione e aumentato le promozioni e solo il restante ha investito di più in comunicazione e ridotto le promozioni, Pugliese ha affermato: “La pressione promozionale è una droga che prima o poi ci travolgerà. Sono come la cocaina che dà dipendenza dopo averla assunta la prima volta. Come porvi rimedio? Noi abbiamo scelto due strade: la valorizzazione dell’insegna e la targettizzazione dei clienti. Perché il commercio deve passare dalla massificazione alla targettizzazione dell’offerta. Non parlo delle promozoni ad personam. Quelle sono nel libro dei sogni. Noi stiamo sviluppando un sistema di scavo nei big data dei comportamenti dei nostri clienti in tutti i touch point per individuare dei cluster su cui lavorare.
Già nel 2014 come Conad abbiamo ridotto la pressione promozionale di un punto percentuale. Occorre arrivare a un corretto posizionamento del prezzo dei prodotti”.

 Robin Hood e lo sceriffo di Nottingham
“Non siamo Robin Hood. Come distributori negli ultimi cinque anni abbiamo visto i nostri margini scendere sempre di un po’, i bilanci dell’industria crescono. Noi stiamo ridando alla gente ciò di cui ha bisogno, ma non possiamo durare a lungo”.

La Marca del distributore
Per il primo anno la MDD segna il passo. “Per gli altri. In Conad è cresciuta del 5,4% a valore e del 2,7% a volume. Mi piacerebbe sapere quante sono le industrie di marca che possono vantare questi dati. Se hanno volumi e valori in negativo, si chiedano perché.
Ma se poi analizziamo meglio, la quota della MDD sulle vendite totali è del 27,2% (contro il 19,1% del mercato), allineata con le performance europee e la differenza con la media italiana è del +8,1%, quasi raddoppiata rispetto al 2007 quando era del 4,8%. Ciò significa che Conad da un grande contributo alla crescita della MDD nel suo complesso”.

La produttività
produttivita gdo«Rispetto alla produttività media italiana di 5.350 euro al metro quadrato, Conad registra 6.160 euro/mq. Ma con una superficie media per punto vendita di 600 metri quadrati, molto inferiore rispetto  a Coop, Iper, Eurospin che la precedono. Non considero Esselunga perché è un fuoriclasse: con i suoi 18.020 euro al metro quadrato si confronta con i migliori europei. Ma anche Conad in area 1 e 2 ha già varcato le Alpi, con oltre 11.000 euro al metro quadrato e i punti vendita Sapori & Dintorni raggiungono la punta d’eccellenza di 21 mila euro al mq”.

Le minacce
C’è una spada di Damocle che pende sulla distribuzione italiana, già provata da due anni di calo dei consumi: si chiama reverse charge dell’Iva. «Se sarà definitivamente approvata nella legge di stabilità, la reverse charge sarà un’altra bella botta per la liquidità dei distributori, pari a tre volte l’effetto dell’articolo 62.

La Cina è vicina
Finalmente qualcuno dei (pochi) grandi retailer tricolori ci ha pensato ad andare in Cina per veicolare l’italian food, uno dei pochi valori italiani a mettere d’accordo tutti. E così lo fa Conad, che si è accordato con un imprenditore cinese e con un’azienda statale che apriranno a febbraio cinque punti vendita a Shanghai e in due province con un assortimento di250 prodotti Sapori e Dintorni (che si chiameranno Creazioni d’Italia) e Conad tra fresco, secco, surgelati e vini. “L’obiettivo è di aprire 1000 punti vendita e di espandere il modello cooperativo di Conad in Cina, puntando sul nostro dna di imprese di persone”.
Oltre a ciò saranno installate 400 vending machines in tutta la Cina contenenti prodotti monoporzione in assaggio. Chi li acquista, li prova e se gli piacciono può ordinare via internet con consegna in tutto il Paese in 24 ore.
Nel 2014 l’export di Conad ha superato i 60 milioni di euro alla vendita. Dalla Cina arriverà un deciso incremento.

L’alleanza con Finiper
“Per scelta condivisa non faremo acquisti insieme a Finiper nelle piccole e medie imprese. L’accordo è decennale ed è un’alleancza che vuole essere di più di quello che si vede oggi. Sono tante le aree di scambio e gli effetti si vedranno con il tempo”.

Il Natale alle porte
“Secondo le nostre stime, dall’avvio della campagna di vendita per le feste, non siamo molto ottimisti. Se le cose vanno bene il Natale si potrà chiudere con un -1,5/1,8% rispetto al 2013. Nellìipotesi peggiore registreremo -2,5/2,8% sull’anno scorso”. In assoluto vale a dire 200-300 milioni di euro, passando dai 10,8 miliardi spesi nel 2013 ai 10,5-10,6 stimati nel 2014

 

Fabrizio Gomarasca

Francesco Pugliese è il nuovo presidente di Core

Francesco Pugliese, Ceo ofConad and Chaiman of Core

Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad, è stato eletto presidente di Core, la nuova alleanza strategica in cui sono presenti Colruyt (Belgio), Conad, Coop (Svizzera) e Rewe Group (Germania). Un’alleanza capace di dare risposta alle crescenti sfide competitive della concorrenza in Europa e al processo di internazionalizzazione del commercio di prodotti agroalimentari.
La sede è a Bruxelles e la forma giuridica è quella di una società cooperativa belga.
Nel 2013 i quattro gruppi hanno registrato un giro d’affari di circa 90 miliardi di euro – il 6,7 per cento circa del valore dell’intero mercato europeo – con una rete di 20 mila punti di vendita presenti in 18 Paesi dell’Europa.
Nel consiglio di amministrazione sono presenti Frans Colruyt e Christophe Dehandschutter (Colruyt), Joos Sutter e Philipp Wyss (Coop Suisse), Alain Caparros e Manfred Esser (Rewe Group) e Francesco Avanzini (Conad).

Conad sponsorizza lo sport del territorio, “sano” e locale

L'Ad di Conad, Francesco Pugliese con il Presidente CONI Giovanni Malagò e il Presidente Federazione Italiana Scherma Giorgio Scarso al convegno "Imprese e sport: cooperazione vincente" a Roma al Salone d'Onore del CONI.

Salute, corretta alimentazione, sport: sono i capisaldi del vivere bene sposati da Conad, che non a caso lo sport, da anni, sostiene. Tra le catene della GDO più attive, nel 2013 Conad ha impiegato 5,9 milioni euro, 4 dei quali destinati ai settori e alle squadre giovanili degli sport “Cenerentola” quali beach volley, calcio a 5, canottaggio, golf, karate, mountain bike, pallamano, pattinaggio, vela e judo, coinvolgendo, insieme alle più “gettonate” atletica leggera, calcio, ciclismo, motociclismo, pallacanestro, pallavolo, rugby e tennis, oltre 71.500 atleti di 1.022 società sportive.

Per lo più non si tratta di grandi sponsorizzazioni dunque ma piuttosto dell’impegno a sostenere realtà locali fatte di giovani e di appassionati. Piccola grande “eccezione alla regola” è la Scherma Modica, di cui Conad è title sponsor da quasi 20 anni e che annovera tra i propri allievi campioni olimpionici del calibro di Giorgio Avola, medaglia d’oro a squadre alle Olimpiadi del 2012 e medaglia d’oro a squadre e di bronzo individuale ai Campionati Mondiali.

“Abbiamo a cuore l’impegno di motivare tanti potenziali protagonisti ad una sana pratica sportiva – ha fatto notare l’amministratore delegato di Conad Francesco Pugliese -. Lo sport aggrega, educa alla convivenza civile e alla tolleranza, contribuisce ad avvicinare le persone. Per questo sosteniamo tante associazioni sportive presenti nei territori in cui operano le insegne e i soci Conad sponsorizzando squadre, eventi e manifestazioni che avvicinano i giovani ai sani principi dello sport praticato. Un ulteriore modo per restituire al territorio quanto il territorio ci dà”.

E un impegno per gli imprenditori dettaglianti dei 3.019 punti di vendita associati alle catena, sparsi in 108 province italiane.

Conad e Finiper (Iper e Unes) si alleano

Conad e Finiper mettono a fattor comune le conoscenze e competenze per fare sviluppo e creare convenienza per i clienti e tutelare le eccellenze della filiera agroalimentare nazionale.

Insieme i due gruppi sviluppano un giro d’affari di 14,1 miliardi di euro e raggiungono una quota di mercato nel largo consumo del 14,2%.

L’accordo avrò una durata di cinque anni con rinnovo automatico per altri cinque. In un colpo solo i due gruppi superano la logica della supercentrale e si concentrano sulle specificità del fare distribuzione.  Alla base dell’intesa ci sono i rispettivi punti di forza: per Conad il prodotto a marchio – un quarto delle vendite, stessa qualità dei prodotti leader ma un prezzo inferiore del 30 per cento – e una presenza in tutte le province italiane e all’estero attraverso i partner di Core (i belgi Colruyt, gli svizzeri Coop e i tedeschi Rewe); per Finiper l’ampio settore non‐food rappresentato dagli ipermercati e dai punti di vendita U2, che hanno inventato una formula nuova, per coniugare la convenienza degli hard discount con la qualità dei supermarket. Sarà sviluppata una collaborazione comune nel non-°©‐food per scambiare le rispettive conoscenze nei servizi e negli assortimenti, con particolare attenzione agli ipermercati. Inoltre saranno messe a punto delle strategie per valorizzare la marca del distributore, ricorrendo a una logistica sviluppata e i prodotti autenticamente italiani. Queste attività riguarderanno anche un’opportuna collaborazione in fase di negoziazione per sviluppare nuovi prodotti con fornitori nazionali e internazionali e migliorare la qualità dei servizi offerti ai clienti. Una premessa anche per l’apertura di nuovi cantieri di lavoro nell’ambito della logistica e dei comparti con più alto tasso di innovazione come gastronomia, pescheria, affettati.

«Questa partnership – ha dichiarato l’amministratore delegato di Conad Francesco Pugliese – è un’opportunità di ulteriore crescita. I due gruppi hanno risorse e capacità adeguate per poter cogliere le opportunità offerte dalla crisi, proponendo convenienza e servizi sempre più vicini alle esigenze dei cittadini ma anche tutelando la qualità delle produzioni della filiera agroalimentare italiana».

Punto di partenza per rafforzare la presenza nel mercato italiano, definisce l’accordo il presidente di Finiper Marco Brunelli, che aggiunge: «La partnership con Conad ci permetterà di confrontare le rispettive prerogative, puntando all’eccellenza. Fedeli al nostro principio che vuole rendere la qualità accessibile a tutti, saranno soprattutto i consumatori a beneficiarne».

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