Deadline 14 giugno: entro questa data le etichette di molti alimenti tipici della prima colazione dovranno adeguarsi alle nuove regole imposte dalla cosiddetta Direttiva Breakfast (Direttiva UE 2024/1438). In particolare, le etichette dovranno fornire informazioni aggiuntive sull’origine (come i paesi di provenienza di tutti i mieli usati nelle miscele), indicare gli ulteriori ingredienti ammessi (come vitamine e minerali nel latte concentrato) o specificare le nuove denominazioni commerciali (come succhi di frutta e confetture a tasso ridotto di zuccheri).
ANCHE IL GEMELLO DIGITALE DEVE ESSERE IN REGOLA
La nuova etichettatura legata alla Direttiva Breakfast non riguarda solo i prodotti venduti nei negozi fisici ma anche quelli commercializzati tramite i siti di e-commerce. Dunque, non basta aggiornare i prodotti ma anche i loro gemelli digitali, perché il consumatore deve poter avere accesso a tutte le informazioni presenti sull’etichetta, complete e aggiornate, anche se non ha il prodotto in mano ma sta solo navigando su un sito di e-commerce.
Quindi, ogni azienda che ha aggiornato le confezioni dei propri prodotti deve assicurarsi che anche i relativi gemelli digitali rispettino le nuove regole introdotte dalla Direttiva Breakfast. A ricordare questo aspetto non secondario è GS1 Italy Servizi, società che sviluppa servizi per aiutare le imprese italiane, dalle piccole aziende alle multinazionali, a innovare e ad accelerare la trasformazione digitale. Il metodo suggerito è Immagino di GS1 Italy Servizi, che cattura le immagini del prodotto fisico e digitalizza tutti i dati presenti in etichetta, creando e rendendo condivisibile il gemello digitale.
Presso la sede milanese di GS1 Italy Servizi sono già in corso gli aggiornamenti dei prodotti con le nuove etichette in linea con la Direttiva Breakfast attraverso il servizio Immagino: dalle immagini delle etichette e dei packaging alla lista degli ingredienti e degli allergeni, dai claim alle certificazioni e ai bollini volontari.
COME FUNZIONA IL SERVIZIO IMMAGINO
Immagino è strutturato su due team. Uno è composto da fotografi specializzati nella realizzazione di immagini realistiche e utili per la vita online dei prodotti, l’altro con esperti di data entry che si occupano della digitalizzazione delle informazioni contenute sull’etichetta dei prodotti e di verificarne l’alta qualità, comparabile tra tutti i prodotti di categorie merceologiche diverse.
Una volta aggiornato il gemello digitale, inserendo i dati e le informazioni corretti nelle schede prodotto, Immagino lo andrà a condividere con i clienti dell’azienda produttrice, i ricercatori (ad esempio del mondo universitario o dei servizi di consumer intelligence) e gli oltre 60 retailer che usano un servizio Immagino.
In dieci anni Immagino ha costruito un archivio che raccoglie i gemelli digitale di oltre 140.000 prodotti di largo consumo, per un totale di oltre 1 milione di immagini.



“L’inserimento dell’Asti Rosé nel disciplinare rappresenta un importante riconoscimento della storicità e della vocazione enologica di questo territorio – dichiara Stefano Ricagno, Presidente del Consorzio Asti Docg (nella foto a destra) –. Questa nuova tipologia costituisce un unicum nel panorama italiano: è infatti un prodotto che unisce due vitigni diversi, entrambi aromatici. A Vinitaly brinderemo simbolicamente per la prima volta a questo risultato; nei mesi successivi, le aziende che credono nel progetto e hanno investito nella sperimentazione ne svilupperanno la produzione, inizialmente stimata tra i 5 e i 10 milioni di bottiglie, anche in base alla risposta del mercato”.

Questa certificazione volontaria si affianca al logo europeo con l’obiettivo di consolidare il posizionamento del biologico sia in Italia sia all’estero, rafforzando riconoscibilità e competitività dei prodotti bio italiani, nel rispetto di quanto previsto dal regolamento comunitario. Secondo Mammuccini (nella foto a destra), il marchio “non è solo un elemento distintivo, ma uno strumento concreto di rilancio che permette alla filiera biologica nazionale di distinguersi e competere a livello internazionale, valorizzando qualità, sostenibilità e trasparenza. Il marchio contribuisce a rafforzare il ruolo degli agricoltori che coltivano senza chimica di sintesi, tutelando ecosistemi e biodiversità, l’identità e il legame con i territori, unendo tradizioni agricole e sostenibilità, e può accelerare la crescita del comparto, facendo dell’agroecologia un riferimento per l’intero sistema agroalimentare”.
“Sono sempre di più – ha aggiunto Castelletti – le imprese italiane pronte a investire sulla categoria dei dealcolati, e questo provvedimento rappresenta una svolta per operare in condizioni di parità competitiva rispetto agli altri produttori europei. Auspichiamo il supporto dell’amministrazione nella prima fase di attuazione della norma, in particolare con riferimento all’ottenimento delle licenze e delle autorizzazioni necessarie”.
“Il riconoscimento Unesco alla Cucina Italiana Patrimonio immateriale dell’umanità – dichiara Andrea Segrè, Presidente di Casa Artusi (nella foto a destra) – è meritato. Da Pellegrino Artusi, il padre della cucina italiana moderna, questo patrimonio si è arricchito in biodiversità culturale e sostenibilità. Adesso però dobbiamo mantenerlo e per questo la Fondazione Casa Artusi annuncia proprio oggi la nascita dell’Osservatorio internazionale sulla cucina e il buon gusto italiano, istituito per monitorare e valorizzare al massimo questo patrimonio. Attraverso indagini, ricerche e rapporti, l’Osservatorio sarà strumento e opportunità concreta per comunicare in chiave nazionale ma anche internazionale i valori identitari della cucina italiana – gusto, salubrità, sostenibilità – così come per riflettere sulle sfide del nostro tempo intorno alla produzione e fruizione del cibo: dall’efficienza delle risorse al cambiamento dei modelli di consumo, ai valori etici e sociali legati alla tradizione alimentare mediterranea”.

“La birra è una filiera viva e strategica – dichiara Federico Sannella, Presidente di AssoBirra (nella foto a destra) – che unisce agricoltura, industria e distribuzione, generando valore per l’intero Paese. Oggi più che mai serve una visione di lungo periodo sulla fiscalità: ridurre le accise non significa solo alleggerire un’imposta regressiva, ma restituire slancio a investimenti, occupazione e innovazione. È una misura che rafforza l’intera filiera e la sostiene anche nei momenti di maggiore incertezza economica”.
L’annuncio è stato accolto con soddisfazione da Assobibe, l’associazione di Confindustria che rappresenta le imprese che producono e vendono bevande analcoliche in Italia: “Siamo grati al Governo che si è impegnato nel posticipo di un anno di Sugar tax e Plastic tax, una doppia tassazione che colpiva in stereo il comparto delle bevande analcoliche – sottolinea Giangiacomo Pierini, Presidente di Assobibe –. Questo risultato è frutto di un ascolto attento delle esigenze di un settore che contribuisce alla crescita del Paese e alla valorizzazione del Made in Italy. Questo ulteriore tempo guadagnato permettere un dialogo che auspichiamo ci porti, in 12 mesi, alla definitiva cancellazione di imposte che ormai ogni governo ha posticipato e, per la Sugar tax in particolare, riconoscendone l’inefficacia dal punto di vista della salute oltre all’inutilità sotto l’aspetto economico”.

