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Crai Spesa Online ad agosto donerà 1 euro a Okapia Onlus

Per tutto il mese di agosto per ogni spesa effettuata su Crai Spesa Online, il Gruppo CRAI donerà 1€ ad Okapia Onlus a sostegno del progetto charity “Un mattone per ricominciare”, che nasce con l’obiettivo di ampliare i servizi erogati dal centro di accoglienza Saint Joseph a Bukavu, nella Repubblica Democratica del Congo.

La Casa, situata in uno dei quartieri più disagiati della zona, accoglie 142 persone, fra ragazze sopravvissute a violenza sessuale e loro bambini. Ai già presenti servizi di accoglienza e assistenza, grazie alla riqualificazione potrà aggiungersi la formazione professionale e la conseguente nascita del “Centro Professionale Crai-Okapia”.

l lavoro garantito nel centro permetterà alle ragazze tra i 13 e i 20 anni di sentirsi di nuovo parte della comunità, e fornirà loro gli strumenti necessari a costruirsi un futuro migliore grazie a corsi di taglio e cucito, parrucchiere, produzione del sapone e del pane.

Oltre alla semplice istruzione teorica, alla fine dei corsi, le studentesse verranno preparate per una gestione economica di base al fine di mantenere l’autonomia raggiunta.

Insieme alla formazione in aula, il progetto prevede la costruzione di uno spazio adibito a sartoria e un parrucchiere, due piccole sale con superficie di 4m x 2.5 l’una, con accesso diretto sulla strada entrambe accessoriate con materiali necessari per le due attività. I due esercizi daranno alle ragazze la possibilità di mettersi alla prova con un tirocinio e imparare un lavoro che permetterà loro di essere autonome lontano dalla strada.

“Siamo orgogliosi di sostenere Okapia Onlus anche attraverso il canale eCommerce. – dichiara Mario La Viola, direttore marketing, format, rete e sviluppo di CRAI SecomSiamo convinti che insieme ai nostri clienti possiamo contribuire ogni giorno ad aiutare progetti concreti che portano un vero aiuto. Anche i piccoli gesti possono fare grandi cose”.

“Questa ulteriore dimostrazione di fiducia da parte del mondo CRAI, ci fornisce un’energia ancora maggiore per contribuire allo sviluppo autonomo e indipendente delle donne di Bukavu, in Rep. Democratica del Congo- dichiara Dennis Treu, Presidente di OKAPIA Onlus – Anche un piccolo acquisto contribuirà a un grande cambiamento”.

Food&Grocery on line: il comparto cresce ancora e sfiora l’1,6 miliardi

Certo che nel 2019 il mercato online Food&Grocery ha fatto un bello sforzo, arrivando a sfiorare gli 1,6 miliardi di euro. Il che, tradotto in tasso di crescita, significa ben +39% rispetto al 2018. Eppure, nonostante si sia al cospetto di un insindacabile dinamismo, l’incidenza del comparto sul totale eCommerce B2c italiano (che vale 31,5 mld dieuro) è ancora irrisoria, arrivando a pesare solo il 5%.Ad ogni modo vale senz’altro la pena di analizzarne la composizione e le prospettive di crescita, con l’ausilio della fotografia scattata dall’Osservatorio eCommerce B2c, giunto alla diciannovesima edizione e promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm.

Nel Food&Grocery la componente principale (89% del comparto) è rappresentata dall’Alimentare con un valore degli acquisti di oltre 1,4 miliardi di euro. Il restante 11% del comparto, pari a circa 170 milioni di euro, è legato all’Health&Care.

Nell’Alimentare, il Food Delivery si conferma il primo comparto con 566 milioni di euro e una crescita del +56% rispetto al 2018. 

 

I numerosi progetti, avviati e consolidati negli ultimi anni, hanno potenziato un’offerta online fino a qualche tempo fa piuttosto limitata, ma la strada da percorrere è ancora lunga.” Afferma Valentina Pontiggia, Direttore dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – Politecnico di MilanoOggi poco più di due terzi degli italiani (68,5%, era il 64% due anni fa) possono fare online la spesa da supermercato, ma con un livello di servizio non sempre adeguato alle aspettative, e quasi la metà degli abitanti (47%, era il 31% nel 2017) è coperta potenzialmente dal servizio di consegna a domicilio di cibo pronto. L’attivazione di un’iniziativa eCommerce rappresenta solo l’inizio di un processo lungo e difficile di integrazione tra canali che richiede scelte orientate al lungo periodo, continui investimenti (in tecnologia e non solo) e sviluppo di competenze. Solo così è possibile superare i connotati ancora sperimentali di molte iniziative, garantire una copertura territoriale sempre più estesa e offrire un livello di servizio idoneo. Ed è proprio nello sviluppo di questo settore – il primo nel paniere degli acquisti degli italiani – che si gioca il futuro dell’eCommerce nel nostro Paese.”  

“In questo scenario di profonda trasformazione, anche per il settore del food cambiano le modalità di accesso ai prodotti alimentari: non solo online, ma con metodi di consegna innovativi (quali il click&collect in store o il drive-in) e con soluzioni sempre più semplici, come l’abbonamento o la disponibilità di liste della spesa preimpostate. Ne sono un esempio i servizi sempre più diffusi di meal-kit, che consentono di ricevere un box con tutti gli ingredienti necessari per realizzare una cena a casa: un servizio che va oltre la mera consegna dei prodotti e che aggiunge un forte elemento esperienziale.” Commenta Roberto Liscia, Presidente di Netcomm. “Il digitale sta permettendo di sperimentare nuovi modelli di business e l’evoluzione del Food&Grocery è appena iniziata, ma i dati fanno immaginare i profondi cambiamenti che arriveranno in questo settore che vanta uno dei maggiori tassi di evoluzione. Solo le imprese in grado di coniugare le nuove esigenze dei consumatori con le nuove tecnologie, creando modelli di business adattivi e innovativi, potranno essere vincenti.”  

Lo sviluppo deciso del Food Delivery è dovuto senza dubbio alla crescita della copertura nei centri di medio-grandi dimensioni. In questi anni gli operatori hanno investito per attivare il servizio in nuove città e per aumentare l’offerta disponibile.”Dichiara Samuele Fraternali,  senior advisor dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – Politecnico di Milano “Oggi infatti il 93% delle città italiane con popolazione superiore ai 50.000 abitanti è coperto da servizi di consegna a domicilio (era solo il 74% nel 2017) e circa un abitante su due (47%) può ordinare online piatti pronti (nel 2017 il servizio di Food Delivery era accessibile solo a un terzo della popolazione italiana).”  

Emma sigla la collaborazione con Materassimegastore.it

Emma®, brand di materassi bed-in-a-box, annuncia la collaborazione con Materassimegastore.it, realtà made in Italy improntata sulla vendita di materassi dell’area nord-est italiana.

La partnership coinvolge due brand che condividono gli stessi valori come la centralità del benessere del consumatore finale, l’importanza del dormire come elemento principale per uno stile di vita sano oltre alla scelta di avere nel proprio team esperti specializzati.

Tra i prodotti Emma® che Materassimegastore offrirà nei propri punti vendita, sarà possibile toccare con mano Emma Original, considerato secondo i test di Altroconsumo come il miglior materasso in memory foam italiano. Emma Original, infatti, è un dispositivo medico che garantisce sostegno confortevole, massima adattabilità e controllo della temperatura grazie all’elevata traspirabilità garantita dalla schiuma Airgocell®.

“Le modalità d’interazione tra consumatori e i brand stanno notevolmente cambiando – ha dichiarato Filipa GuimarãesHead South Europe di Emma® Gli store fisici continuano a svolgere un ruolo chiave nella customer journey. Il punto vendita non è solo touchpoint per i consumatori, ma un luogo esperienziale dove l’acquirente desidera farsi guidare dalle competenze del negoziante. Per questo motivo l’azienda punta a stabilire partnership strategiche con retailer locali, poter offrire ai nostri clienti un’esperienza di acquisto realmente multichannel. Siamo felici della collaborazione con Materassimegastore che anticipa una serie di partnership strategiche per la presenza del brand Emma® in Italia”.

 I numeri di Emma®

Emma®, fondato nel 2015 in Germania come startup parte del Gruppo Bettzeit, ad oggi ha registrato la vendita di oltre 350000 materassi e grazie al successo di una sales strategy innovativa, nel 2018 è stata nominata la Tech-Startup in più rapida crescita in Europa.

In soli tre anni dal suo arrivo sul mercato, il marchio è disponibile online in ben 20 paesi, sia europei che d’oltreoceano.

 

Acquisti online: nel 2019 crescono del 15% e valgono più di 31,5 miliardi

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Nel 2019 hanno superato i 31,5 miliardi di euro e hanno al proprio attivo una crescita del 15% rispetto all’anno prima: marciano, dunque, a gonfie vele gli acquisti online degli italiani. A dirlo è l’ultima indagine dell’Osservatorio eCommerce B2C-Consorzio Netcomm/School of Management del Politecnico di Milano, presentata  durante la  quattordicesima edizione di Netcomm Forum.

La performance migliore è quella dei prodotti, che crescono del +21% valgono 18,2 miliardi, i servizi raggiungono online i 13,3 miliardi di euro e fanno registrare una crescita del 7%.

Comparti nel dettaglio

Informatica ed elettronica si conferma uno dei più performanti, grazie a una crescita del +18% e un valore complessivo di oltre 5 miliardi di €. Bene anche l’Abbigliamento (+16%, 3,3 miliardi €). Tra i settori emergenti fanno registrare una decisa crescita Arredamento & Home Living (+26%, 1,7 miliardi di €), Food & Grocery (+39%, quasi 1,6 miliardi di €). Nei servizi, il comparto principale rimane Turismo & Trasporti (+8%, 10,8 miliardi di €).

La penetrazione dell’online sugli acquisti retail supera nel 2019 il 7% (6% per i prodotti, 11% per i servizi) e si avvicina lentamente ai tassi a doppia cifra fatti registrare dai principali paesi europei (come Regno Unito, Francia e Germania).

 

Trend da… eShopper
Se lo smartphone è fondamentale in fase d’acquisto (quasi il 40% del totale eCommerce viene generato su questo canale) è sempre più evidente la sua importanza anche nella fase precedente: quella della decisione all’acquisto.

L’analisi di Netcomm in collaborazione con Diennea rivela infatti che e-mail, sms e notifiche via app rappresentano lo strumento più efficace per raggiungere il cliente e fargli fare il primo passo nel processo d’acquisto: il 22% degli acquisti online sono diretta conseguenza di questo strumento di marketing. Il punto vendita fisico mantiene la sua efficacia: la visita in negozio è decisiva per il 18,4% degli acquisti.

Un altro trend importante è quello emerso dall’indagine netRetail 2019, lo studio Netcomm effettuato in collaborazione con Kantar, che evidenza una crescita della fiducia verso i siti di ecommerce.Gli Italiani sono sempre più disponibili a salvare online i propri dati di pagamento per non doverli reinserire in acquisti futuri: il 57% del campione effettua questa scelta se ritiene che il sito di e-commerce sia affidabile.

 

L’e-commerce mondiale
Il Paese con i più alti volumi di crescita nell’eCommerce è la Cina: si è infatti previsto che passerà da 636 miliardi di euro di vendite online nel 2018 a oltre mille miliardi nel 2023, con una crescita del valore delle vendite online dell’11,3% anno su anno. Mentre negli Stati Uniti, le vendite online cresceranno del 7,5% anno su anno, passando da 505 miliardi di dollari nel 2018 a 735 miliardi nel 2023. In Europa, invece, questa percentuale crescerà di circa il 7%, passando da circa 347 miliardi di euro nel 2018 a quasi 484 miliardi di euro nel 2023.

Le opinioni

Continua in modo lineare la crescita del mercato eCommerce B2c in Italia, ma una riflessione va fatta in una prospettiva internazionale” commenta Roberto Liscia, Presidente di Netcomm. “Secondo recenti stime[1], rispetto agli altri Paesi europei, l’Italia detiene la quota di popolazione che compra online più bassa in assoluto: solo il 44% degli italiani acquista online, contro il 68% della popolazione europea. Non solo, l’Italia si aggiudica l’ultimo posto anche in termini di competitività nel settore dell’eCommerce. Questo ritardo si può spiegare nella correlazione diretta tra le competenze digitali di un Paese e la competitività delle aziende. Solo il 10% delle imprese italiane, infatti, vende online proprio per la scarsa capacità di applicare le tecnologie disponibili per espandere il proprio business. Gli e-shopper, che hanno esigenze sempre più puntuali e personalizzate, comprano all’estero proprio perché in Italia non trovano un’offerta che risponda in modo efficiente alla propria domanda”.

L’eCommerce B2c in Italia è sempre più rilevante: pur rappresentando ancora “solo” il 7% degli acquisti complessivi spiega infatti oltre il 60% della crescita del Retail” afferma Alessandro Perego, Direttore Scientifico degli Osservatori Digital Innovation – School of Management del Politecnico di Milano.

L’eCommerce è inoltre sempre più percepito come complementare al canale fisico con gli operatori tradizionali che abilitano modelli omni-canale e le cosiddette Dot Com che cercano di stabilire con i clienti un canale di contatto fisico. L’eCommerce gioca poi un ruolo decisivo nel promuovere nuovi modelli di relazione con i consumatori che, pur partendo dall’online, costituiscono un fattore di innovazione che si propaga a tutto il Retail”. 

MD potenzia il suo e-commerce con il ritiro in store

MD, con il suo e-commerce,  punta sempre più all’integrazione tra virtuale e reale. Per questo aggiunge alla propria piattaforma di vendita on line un nuovo servizio che consente il ritiro dei propri acquisti direttamente in un punto vendita. Il servizio, va a integrare le offerte di MD Web Store (www.mdwebstore.it), ovvero la nutrita sezione e-commerce di MD S.p.A. nata nel 2015, tra le prime nel settore discount.

Già a partire da oggi, dopo aver messo nel carrello virtuale il proprio acquisto si può scegliere tra la consegna al proprio indirizzo domestico o il ritiro presso un punto vendita MD. La spedizione presso il punto vendita è gratuita e il cliente pagherà solo il costo del prodotto.

Questo servizio nella fase di start up è attivo al momento su 26 punti vendita dislocati in tutta Italia, ma è già pianificata la sua estensione entro l’anno a 100 punti vendita su tutta la penisola.

Assortimento on line

MD Web Store conta una vastissima gamma di prodotti non food tra cui più di mille articoli di elettronica, grandi e piccoli elettrodomestici e prodotti per hobbies, casa e giardino. Tra questi, migliaia di referenze delle grandi marche, oltre ai prodotti a marchio MD quali: MXD, Alkpower, MD CASA. 

Nei primi mesi del 2019 il sito è stato rinnovato nella grafica e nell’operatività, migliorando la navigabilità e facilitando la fruizione dei contenuti da parte dell’utente. Un investimento, quello nell’e-commerce, che sta dando ottimi risultati all’insegna MD, oggi uno dei player in maggiore crescita del comparto con 780 punti vendita in tutta Italia.

 

 

Amazon lancia Counter, nuova rete di punti di ritiro (fisici)

Amazon lancia Counter, una nuova rete di punti di ritiro che permetterà ai clienti di ricevere i propri ordini presso nuovi punti vendita fisici, in Italia e nel Regno Unito. Il servizio Counter è disponibile per milioni di prodotti in vendita su Amazon.it e Amazon.co.uk, sia per le spedizioni standard, sia per quelle con consegna in un giorno. I clienti Prime possono usufruire del servizio senza costi aggiuntivi.

Counter fa parte della gamma di servizi Amazon Hub, che comprende anche gli Amazon Lockers. Amazon ha progettato e realizzato la tecnologia Counter dall’inizio alla fine, ottenendo un servizio più semplice e veloce per i propri clienti. L’introduzione di Counter non modificherà il modo di lavorare dei negozi, ma consentirà a tali esercizi commerciali di consolidare le relazioni con i propri clienti e instaurarne di nuove con i clienti Amazon che sceglieranno questa opzione per il ritiro dei prodotti acquistati online.

Dopo aver completato l’ordine, i clienti procederanno al pagamento e selezioneranno il punto di ritiro Counter più comodo in base alle loro esigenze. Una volta giunti in negozio, i clienti mostreranno il codice a barre ricevuto al personale del punto vendita che lo scansionerà e provvederà alla consegna del pacco.

La rete Counter sarà progressivamente estesa a tutti i punti vendita partner nel corso del 2019, compresi i negozi NEXT nel Regno Unito e punti vendita Giunti, Fermopoint e SisalPay in Italia. 

Per Counter abbiamo impiegato una tecnologia che migliora e modifica radicalmente il servizio click& collect”, spiega infatti Patrick Supanc, Direttore del servizio Lockers e Punti di ritiro. “Siamo lieti che i nostri clienti possano finalmente usufruire di questo servizio presso le migliaia di punti vendita disponibili, ma non abbiamo intenzione di fermarci qui. Stiamo infatti già cercando di coinvolgere nuovi partner e vogliamo estendere questa opportunità anche i piccoli negozi di quartiere e alle catene affinché le attività commerciali di tutte le dimensioni possano beneficiare dell’espansione della rete di punti di ritiro Counter”.

 

Nova Coop presenta “La spesa che non pesa”

Nova Coop presenta www.laspesachenonpesa.it, il servizio  Coop a Casa, che prevede la consegna della spesa a domicilio sull’intera città di Torino e sui comuni di Collegno, Grugliasco e Rivoli. Inoltre il servizio Coop Drive, già attivo a Beinasco in strada Torino, apre un nuovo punto di ritiro a Torino, in corso Rosselli 181/a. La stessa struttura, che non è aperta al pubblico, funge anche da piattaforma logistica di Coop a Casa, il primo servizio di consegna a domicilio della spesa ordinata online.

Il negozio digitale propone oltre 9.000 referenze dei reparti grocery, freschi e freschissimi preconfezionati dell’offerta del canale ipermercati. I prodotti in assortimento ne seguiranno le promozioni. Dopo aver registrato le proprie credenziali, il cliente deve munirsi del carrello virtuale in cui caricare la spesa, cercando i prodotti attraverso la selezione delle diverse categorie merceologiche, filtrando per linea di prodotto o digitandone il nome o la marca. In qualunque fase, prima di aver completato l’ordine o anche successivamente se la spesa non è ancora stata composta, il sistema permette di modificarla e di completarne una interrotta. 

I due servizi sono attivi tutti i giorni, dal lunedì al sabato dalle 9.00 alle 21.00, e la domenica dalle 9.00 alle 19.00.

Il ritiro della spesa prenotata con Coop Drive è gratuito. La consegna tramite Coop a Casa prevede un contributo di euro 4,90 per i Soci Nova Coop e di euro 7,90 per i clienti, che comprende la sua preparazione, il trasporto su furgoni a temperatura differenziata e la consegna al piano,. Un’attenzione particolare viene garantita alle persone diversamente abili, per le quali è riconosciuto il servizio di consegna gratuito di una spesa a settimana.

“In una grande città convivono molti stili di vita a cui rispondere – spiega Ernesto Dalle Rive, Presidente di Nova Coope la nostra nuova proposta di Coop a Casa vuole intercettare il consumatore evoluto, abbattendo le barriere fisiche, per offrire anche a lui, direttamente a domicilio, la qualità e i valori distintivi del prodotto a marchio Coop. Si tratta di una via diversa per innovare le politiche dell’offerta, rispetto alla strada delle aperture no-stop, per adattarsi ai tempi orari mutevoli delle città.”

 

Acquisti online: i dati dell’Unified Commerce Index 2019

Foto di StockSnap da Pixabay

Shopping online: usi e costumi dei consumatori. A indagarli il recente studio Unified Commerce Index 2019 di Adyen che ha offerto uno spaccato inedito delle ultime tendenze del commercio internazionale e dei vantaggi per i retailer nell’adottare un approccio sempre più omnicanale.

La prima evidenza è che una propensione più marcata all’acquisto è appannaggio degli omnichannel shopper; specialmente se confrontati con i consumatori “tradizionali”, infatti, gli omnichannel rivelano livelli di spesa superiori del 30% ed effettuano acquisti presso lo stesso rivenditore con una media di 4 volte all’anno, il doppio di quella fatta registrare da un consumatore classico. Segno che l’esperienza di acquisto su più canali è apprezzata e diventa sempre più fattore di preferenza per il consumatore.

Gli acquisti su mobile vanno forte, specialmente per somme fino a € 60, contro una spesa media di € 120 da tablet e € 126 da PC.

Se si passa poi a misurare le perfomance dei digital wallets i dati sono sorprendenti: si assiste infatti ad una vera e propria impennata pari al +400% negli acquisti in store. Una crescita trainata dal lancio di Apple Pay e Google Pay in molti paesi nel corso del 2018 e dall’utilizzo sempre più frequente di WeChat Pay e Alipay da parte dei viaggiatori cinesi. In questo caso parliamo infatti di un valore  dell’acquisto medio intorno ai 416 euro, ben 4 volte superiore rispetto alla media degli altri pagamenti registrati da Adyen sulla propria piattaforma.“Si tratta di un risultato davvero importante, frutto della tendenza, sempre più diffusa fra i turisti cinesi, di acquistare beni di lusso durante i viaggi all’estero in occasione delle festività nazionali”ha commentato Philippe de Passorio, Country Manager Italia di Adyen. “E’ un’opportunità cruciale in ambito retail, in particolare per i brand del Made in Italy che riscuotono un grande successo fra i viaggiatori cinesi. Oggi offrire un’esperienza d’acquisto sempre più fluida e più comoda per il turista internazionale è un’urgenza non più procrastinabile, in particolare nel segmento lusso”.   

 

 

Kids & Toys: sempre forti i negozi fisici. Ma tanti acquisti sono online

Foto di cocoparisienne da Pixabay

Kids & Toys: dove va il mercato oggi? E come si comportano i suoi vari attori (bambini, genitori, produttori e rivenditori?). Questa la domanda di partenza che jha informato la ricerca dell’Osservatorio Kids & Toys della School of Management del Politecnico di Milano*. Ne è emerso che in fase di ricerca il 44% dei genitori si fa ancora consigliare da amici e parenti, mentre il 34% cerca qualche dritta su forum e social network e il 22% si farebbe volentieri dare una mano da uno “smart shopping assistant” (un bisogno che ad oggi non ha ancora trovato una risposta reale).

Gli acquisti

Nella fase di acquisto vero e proprio, il 60% dei genitori acquista online con lo smartphone, il 27% in negozio, l’8% prenota online e compra in negozio e il 5% prenota in negozio e compra online.

Come rispondono le aziende

Dall’analisi degli store è stato rilevato che il 59% di questi consente solo di acquistare in store, per il 39% è possibile comprare online e ricevere a casa, per il 29% è possibile comprare online e ritirare in store, il 22% comprare in store e ricevere a casa e per il 12% la possibilità di vedere il prodotto in negozio e comprarlo online. Emerge inoltre che il 37% degli store ha fruizione libera, il 51% ha percorsi combinati a una gestione libera dell’esperienza e solo il 12% ha un percorso obbligato. All’interno degli store il 44% non prevede attività mentre per il 56% di quelle che le prevedono sono di vario tipo: testing di prodotto 28%, gioco 32%, workshop e laboratori 22%, lettura animata 26%, relax e svago 4%.

 

 

Le aziende sul web

 

 

Dall’analisi sulle imprese, si rileva che la grande maggioranza ha un sito web e almeno una pagina social che consente di cercare informazioni sui prodotti e sull’azienda (97%) o di consultare il catalogo (83%). Dall’analisi delle piattaforme eCommerce dedicate emerge che il 76% del campione ha descrizioni di prodotti non solo di tipo tecnico e il 71% presenta anche informazioni su contesti d’uso, sfera emozionale, soluzioni a problemi specifici ecc. Riguardo ai servizi offerti, il 29% ha blog di approfondimento tematico, il 47% ha pagine di approfondimento sui brand, il 53% ha sistemi di raccolta feedback e recensioni e l’82% ha showcase virtuali dedicati a promo e novità. L’88% delle piattaforme offre la possibilità di creare una sezione personale e il 6% obbliga l’utente a farlo. L’area personale offre servizi di realtà aumentata (6%), chat e chatbot (41%), notizie e informazioni aggiuntive (47%), banner personalizzati (53%) e una selezione di prodotti personalizzata (77%). Oltre a una ricerca tradizionale per categoria e per keyword, il 59% delle piattaforme offre la possibilità di una ricerca per interessi, stili di vita e trend. Dall’analisi dei 68 migliori retail shop e bookshop a livello internazionale focalizzati in ambito Kids & Toys, infine, emerge che i contenuti della comunicazione in store puntano su aspetti emozionali del prodotto (51%), su aspetti di marketing (25%) e solo in ultimo su aspetti tecnici (24%). Solo il 7% ha dispositivi digitali in store a supporto della comunicazione. Il 91% ha un sito web, solo il 69% ha social network dedicati, solo il 19% ha mailing list, il 6% ha un’App.

Lo store fisico

 

Le aziende del settore sono ancora molto polarizzate sull’utilizzo di canali di vendita di tipo fisico, con particolare riferimento ai retailer fisici specializzati (80% dei rispondenti), alla Grande Distribuzione Organizzata (nel 63% dei casi) e alla distribuzione indiretta mediante grossisti e distributori (63%). Emerge comunque che le aziende stanno utilizzando o cominciando a sperimentare anche l’eCommerce: il 67% del campione possiede una piattaforma di eCommerce proprietaria, mentre solo nel 27% dei casi non è ancora presente e non si prevede nemmeno uno sviluppo futuro. Le aziende si affidano sempre di più a piattaforme di terze parti quali marketplace (83%), siti di retailer specializzati (63%), siti delle GDO (40%); nel 33% dei casi ci si appoggia anche ai siti di vendite private, soprattutto per sfruttare la possibilità di vendere collezioni passate e/o stock di magazzino.

Il fatturato delle aziende del campione derivante dai canali digitali (siti eCommerce proprietari e di terze parti) è però ancora limitato. Nel 59% dei casi, l’incidenza è inferiore al 10% sul totale, mentre nel 41% è compresa tra il 10% e il 33%.

La comunicazione

In controtendenza con questa progressiva digitalizzazione degli acquirenti, si colloca invece il mondo delle aziende, come dimostra il fatto che solo il 10% delle aziende stanzia oltre il 50% dei suoi investimenti in advertising online, mentre in prevalenza  la pubblicità è ancora fortemente legata alla TV: nel 39% dei casi, gli investimenti pubblicitari riservati alla TV sono superiori all’80% della spesa complessiva in pubblicità.

Limitando il campo alla pubblicità on line, quali sono i canali privilegiati?

“Tra quelli più utilizzati- spiega Chiara Sgarbossa, Senior Advisor dell’Osservatorio Kids & Toys – il Social Advertising è quello più sperimentato (93%), seguito dal Display Advertising (63%), meno frequenti le Newsletter o le DEM (Direct Email Marketing) a contatti di terze parti (40%).  Nel 2018 il 60% delle aziende ha investito nella creazione di video o branded content; interessante in questo settore anche il ricorso ad attività con Influencer/YouTuber, sperimentati dall’82% del campione. Tra i principali obiettivi che hanno spinto le aziende del campione ad attivare una pagina social, troviamo la possibilità di contribuire alla maggior visibilità del proprio brand (73%), di creare una community online che possa confrontarsi sul brand (67%) e di generare contatti interessanti (63%)”.

L’offerta di giocattoli che combinano analogico e digitale

Negli store è presente un mix di prodotti con prevalenza di giocattoli (96%), libri ed editoria (81%), abbigliamento (37%), Hi-tech (25%), merchandising personalizzato (19%), alimentari (12%) e videogame (10%). Anche per le piattaforme eCommerce l’82% presenta diverse categorie di prodotti (arredo e complementi, abbigliamento, accessori, elettronica, libri ecc.) mentre solo il 18% è specializzato sul giocattolo.

 Ancora poco presenti in Italia gli elementi più innovativi quali la Realtà Aumentata (36%) e Realtà Virtuale (18%), mentre il QR Code risulta lo strumento più diffuso, già utilizzato nel 75% del campione. Nonostante sia difficile tracciarne l’utilizzo, il QR Code è spesso inserito sulle confezioni dei giocattoli per rimandare al sito, al catalogo, alle istruzioni dei giocattoli stessi o alle App. “Proprio sul tema delle App, è interessante notare che oltre l’80% delle aziende che hanno sviluppato una App (50% del campione) ha previsto la possibilità per l’utente di giocare”, afferma Jessica Pluchino, Direttore dell’Osservatorio Kids & Toys “Coerentemente, l’obiettivo principale per cui sono sviluppate le App è quello di coinvolgere maggiormente il cliente (73%), mentre risulta meno rilevante l’obiettivo legato alla maggiore fidelizzazione del cliente all’azienda o alla property (27%)”.

Cosa vogliono i bambini

Le tipologie di giocattoli progettate e desiderate sono state: robot 40%, Internet of Toy 18%, animali 16%, macchinine/treni 14%, animale fantastico 5%, peluche 4%, aeroplano – elicottero 4%. È stato anche chiesto ai bambini di definirne le qualità materico-emozionali e le funzionalità: il dato che emerge è quello di una dissonanza tra desiderata dei bambini e ciò che oggi le imprese stanno lanciando come prodotti innovativi.

 

*L’edizione 2018/2019 dell’Osservatorio Kids & Toys è stata realizzata in collaborazione con Italtrike, Gedis Group, The Walt Disney Company; Grandi Giochi, Grani & Partners; con il patrocinio di Assogiocattoli.

Sono 12.000 le PMI attive su Amazon e all’estero valgono 500 milioni di euro

Sandali di Artefizio

Sono oltre 12.000 le piccole e medie imprese italiane che vendono i propri prodotti su Amazon,  e di queste ben 2.000 sono entrate nel 2018 (+20% rispetto al 2017). Insieme hanno raggiunto la cifra record di oltre €500 milioni nelle vendite all’estero nel 2018, con una crescita costante di più del 50% anno su anno. Le imprese italiane vendono i loro prodotti soprattutto in Europa e alcune anche in tutto il mondo. Quasi il 50% di tutti i prodotti presenti nei centri di distribuzioni italiani di Amazon sono destinati alle aziende terze che vendono su Amazon e il numero dei venditori che si avvantaggiano dei servizi di logistica di Amazon in Italia è cresciuto di oltre il 35% nel 2018.

 

In Europa Amazon sostiene oltre 130.000 piccole e medie imprese attraverso una serie di strumenti di supporto e di servizi che aiutano le PMI ad avviare l’attività online ed a vendere nel mondo attraverso i 19 siti di Amazon, in 12 lingue, raggiungendo milioni di potenziali nuovi clienti. Le aziende indipendenti italiane hanno generato più di 10.000 posti di lavoro per supportare la propria crescita su Amazon; il marketplace di Amazon ha generato oltre 200.000 posti di lavoro in Europa ed oltre 900.000 in tutto il mondo per chi ha avviato o sta facendo crescere il proprio business su Amazon.

Citiamo in proposito, quanto dice Fabio Ortolani Petrillo che ha fondato Artefizio, impresa artigianale alle porte di Bologna che crea tavolini, cinture, portachiavi o sandali da copertoni, scarti del legno ed altri materiali usati grazie alla tecnica dell’up-recycling. “Artefizio vuole trasmettere ad un numero sempre più alto di persone la bellezza e le molteplici potenzialità dei ferri vecchi. Tale prospettiva si sposa direttamente con la rivalutazione della tradizione artigiana ed artistica senza dimenticare l’evoluzione globale e l’e-commerce ci offre un canale per far conoscere i nostri prodotti in Italia e all’estero: grazie ad Amazon esportiamo prodotti in Germania, Francia e USA.”

Continuiamo a fornire strumenti, supporto e consulenza alle piccole e medie imprese presenti su Amazon per ampliare le loro potenzialità di vendita ed allo stesso tempo offrire una maggiore selezione ai nostri clienti” afferma Ilaria Zanelotti, Head of Marketplace di Amazon.it. “Siti come Amazon facilitano le piccole e medie imprese italiane araggiungere nuovi paesi all’estero e nuovi clienti al di fuori del territorio in cui si trovano”.

Per rendere possibile tutto questo, Amazon ha investito, a partire dal 2010, oltre €27 miliardi in Europa e €1.6 miliardi in Italia. Questi investimenti hanno permesso di creare infrastrutture, immobili, posti di lavoro, servizi e contenuti che includono anche la realizzazione dei servizi online e della rete logistica a supporto della rapida crescita delle piccole e medie imprese che vendono su Amazon. Milioni di PMI nel mondo vendono su Amazon in oltre 180 Paesi e permettono di ampliare la selezione e di mantenere prezzi competitivi per i clienti. Amazon fornisce alle PMI la spedizione e la distribuzione dei prodotti, la gestione del customer service nella lingua locale e la traduzione di centinaia di milioni di schede prodotto per consentire a queste imprese di vendere a livello internazionale con un minimo sforzo. Nel 2018, oltre 50.000 PMI hanno superato i $500.000 in vendite globali su Amazon e quasi 200.000 i $100.000. Le aziende indipendenti che vendono su Amazon concorrono al 52% di tutte le vendite sui siti Amazon nel mondo: le piccole e medie imprese esportano prodotti verso clienti in Europa, Nord America, Giappone e India

 

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