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Elettronica di consumo: sono italiani gli e-shop più “risparmiosi”

Ok, il prezzo è giusto. Stavolta è il cliente a dirlo, stabilendo in anticipo quanto è disposto a pagare un prodotto.

Monitorando tali intenzioni di acquisto  tramite la specifica funzionalità “Prezzo ideale”, Idealo, portale internazionale leader in Europa nella comparazione prezzi, ha infatti individuato non solo quali siano le categorie e i prodotti che interessano maggiormente i consumatori digitali, ma anche quale sia la percentuale media di risparmio desiderata.

Innanzitutto: quali sono le categorie di prodotti maggiormente coinvolte in Italia?

Si spazia parecchio dalla tecnologia ai grandi elettrodomestici per la casa, dall’abbigliamento alle console di gioco. Nel dettaglio, i prodotti per i quali gli e-consumer italiani hanno attivato la funzione “prezzo ideale” sono:

  • Apple Airpods
  • Apple iPhone X
  • Samsung Galaxy S8
  • Huawei P20 Pro
  • Huawei P20 Lite
  • Sony PlayStation 4 (PS4) Pro
  • Huawei Mate Pro 10
  • Apple iPhone 7
  • Apple iPhone 8
  • Nintendo Switch

Interessante notare come tra questi 10 prodotti vi siano device Apple, Samsung e Huawei, ossia tre tra i brand che guidano il mercato italiano – ma non solo – degli smartphone.

Ma dove vorrebbero risparmiare di più gli italiani?

Il prodotto ritenuto in assoluto troppo caro e su cui i nostri connazionali chiedono un risparmio del 17,7%, sono le cuffie, seguite dai televisori (su cui si auspica un -17%), aspirapolveri (-15,5%), sneakers (-15,4%), console di gioco (-14,9%), orologi sportivi (-14,7%), frigoriferi (-14,3%), tablet (-13,4%), smartphone (-13,0%), e obiettivi fotografici (-12,9%). 

Chi propone le offerte più convenienti?

Sulla base dei dati di idealo, il 33,2% dei  prodotti più vantaggiosi appartiene ad Amazon (9,6%) e ad Amazon Marketplace (23,6%); a seguire, nel 17,3% dei casi, troviamo invece prodotti di eBay. Tutti gli altri negozi online italiani raggiungono, complessivamente, il 49,5%. Tra questi, quelli che sono particolarmente competitivi in termini di prezzi convenienti sono realtà del settore e-commerce come bpm-power.it, eprice.it, euronics.it, maintstore.it, mediaworld.it, monclick.it, onlinestore. it, prezzoforte.it, unieuro.it e yeppon.it (in ordine alfabetico). Quindi anche altri negozi online sono in grado di garantire grandi possibilità di risparmio, al pari dei big player statunitensi. 

Lo dimostra chiaramente l’elettronica di consumo (settore trainante dell’intero e-commerce italiano con il 33,9% di tutte le intenzioni di acquisto nel 2018). idealo infatti, analizzando l’intera categoria, ha scoperto che nel 61,6% dei casi l’offerta più bassa è stata proposta da un e-shop italiano. Per capire la portata di questa cifra, si tenga presente che per eBay la quota si è fermata al 19,0% mentre Amazon e il relativo Marketplace hanno raggiunto insieme il 19,4%. Maggiori probabilità di risparmio sono garantite dagli e-shop anche per i prodotti legati a salute e bellezza (60,1%) così come per auto e moto (50,5%).

E sulle altre merceologie, qual è l’e-shopper più conveniente?

Relativamente ai prodotti per bambini, il 23,1% delle offerte con il prezzo più basso è offerto da Amazon, a cui appartiene anche il 21,7% delle offerte relative a cibi e bevande e il 19,5% delle migliori offerte per prodotti del settore moda e accessori. Per il settore moda e accessori, invece, il 50,7% delle offerte con il prezzo più basso appartiene ad Amazon Marketplace, a cui sono riconducibili anche il 36,7% delle migliori offerte per il gaming e il 34,4% delle offerte per lo sport. Infine, il 38,2% delle offerte più vantaggiose per i pet si trova su eBay, che per cibi e bevande raggiunge una quota del 35,5% e per i giochi il 27,4%.

 

 

 

 

Altasfera+ReStore e il Cash&Carry diventa digitale

Altasfera Sicilia, rete di Cash & Carry, e ReStore, azienda pioniera nella realizzazione di servizi eCommerce per la distribuzione italiana, hanno lanciato un nuovo sito di eCommerce di Altasfera Sicilia, che consente agli esercenti di hotel, bar e ristoranti e a tutti i possessori di partita IVA di scegliere dal proprio pc o smartphone tra 15.000 referenze di prodotti alimentari di qualità e ritirarli presso gli store dei due capoluoghi siciliano o usufruire della comoda consegna presso l’indirizzo desiderato.

In particolare, nel ragusano il servizio copre Ragusa, Scoglitti, Scicli, Vittoria, Pozzallo, Modica, Comiso, Monterosso, Chiaramonte e Giarratana; nel siracusano, invece, la consegna raggiunge le città di Siracusa, Belvedere, Floridia, Melilli, Augusta, Priolo e Avola.

I punti vendita in cui ritirare la spesa dopo averla precedentemente selezionata sono situati a Ragusa in via Quintino Cautatella e a Siracusa in contrada Targia.

“Passione, innovazione, attenzione al territorio e ai produttori locali sono da anni i punti di forza che rendono Altasfera Sicilia la soluzione ideale per gli acquisti dei professionisti nel settore alimentare”, afferma Concetta Lo Magno, Responsabile Marketing Ergon società consortile a r.l. “Abbiamo scelto di affidarci alla competenza di ReStore per fornire ai nostri clienti un’esperienza digital completa e per rendere concreta la mission di Altasfera Sicilia: interpretare e soddisfare le esigenze dei nostri clienti con una proposta qualificata e al tempo stesso immediata. L’eCommerce rappresenta in questo senso un vantaggio esclusivo che ci consente di raggiungere i nostri clienti in maniera diretta, ampliando il nostro bacino di utenza nelle città in cui è ora attivo il servizio di consegna”.

“Siamo orgogliosi di affiancare Altasfera Sicilia nel percorso di digitalizzazione dei suoi servizi”, dichiara Barbara Labate, CEO di ReStore. “Questa collaborazione ci permette di affinare la nostra capacità di offrire servizi personalizzati ad aziende che valorizzano la produzione locale e il territorio. Il sito web che abbiamo realizzato trasforma la spesa all’ingrosso in un’esperienza digitale a 360° consentendo al nostro partner di offrire un servizio di qualità innovativo in una realtà, quella siciliana, che necessita di accelerare il suo percorso di digitalizzazione”.

Italiani on line: sono le sneakers il prodotto più ricercato. Parola di idealo

Italiani on line, passioni, tendenze e abitudine: ritorna l’indagine annuale di idealo che comprende statistiche sulle categorie merceologiche più cercate online, indicazioni sui profili demografici degli utenti dati relativi alla rivoluzione mobile innescata da un sempre maggiore utilizzo dello smartphone.

I settori trainanti dell’e-commerce italiano

Secondo un sondaggio condotto a fine 2018 da idealo tramite Bilendi, elettronica, moda e calzature, le sneakers in particolare, sono le categorie merceologiche più desiderate online dagli Italiani (rispettivamente 46,6%, 41,7% e 40,3%). A seguire troviamo i videogiochi e i giocattoli (28,9%) e tutto quanto è necessario per i più piccoli (26,9%). Inoltre, grande rilevanza hanno i prodotti per la cura del corpo così come il design e l’arredamento.

Le abitudini di acquisto nel 2018

Sempre in base ai dati rilevati da Bilendi, il 76% degli acquirenti digitali italiani effettua in media almeno un acquisto online al mese. Il 19% dei consumatori digitali – i cosiddetti consumatori intensivi – acquistano online almeno una volta alla settimana; seguono i consumatori abituali (57%, ovvero coloro che acquistano online almeno una volta al mese) e infine vi sono i consumatori sporadici (24%) che praticano shopping online una volta a trimestre o meno.

Tale divisione mostra come il mercato digitale italiano sia dominato dagli acquirenti abituali: un e-consumer italiano su due acquista online almeno una volta al mese se non di più.  Interessante notare anche come il 35% del campione preso in esame consulti sempre un comparatore di prezzi prima di effettuare un acquisto. Un altro 35% se ne avvale invece spesso.

Il ritratto del consumatore digitale italiano

In tutti i paesi in cui è presente idealo (Germania, Austria, Regno Unito, Francia, Italia, Spagna) la maggior parte delle ricerche online è effettuata da uomini.. Per quanto riguarda l’Italia, il loro peso è pari al 59,2% mentre quello delle donne si attesta sul 40,8%.

Un altro aspetto interessante è quello relativo alle fasce d’età. Nel nostro paese, i consumatori digitali tra i 35 e i 44 anni sono quelli predominanti e rappresentano il 27,0% del totale, seguiti dai 25 – 34enni (22,4%) e dai 45 – 54enni (20,9%). In Germania, Francia e Austria la quota più alta è invece quella dei 25 – 34enni.

La rivoluzione mobile

Un consumatore italiano su due utilizza lo smartphone per lo shopping online e per la comparazione prezzi. In particolare, i dati ricavati dalle intenzioni di acquisto registrate sul portale italiano di idealo mostrano che il 38,9% degli utenti utilizza PC o laptop, il 52,5% predilige lo smartphone e solo l’8,6% il tablet.

Chi si connette in mobilità preferisce nel 74,6% dei casi un dispositivo Android mentre iOS si attesta sul 23,6%. In Germania e Francia la quota del traffico desktop è più alta di quella mobile, una tendenza diametralmente opposta a quanto accade nel nostro paese, ma anche in Spagna, Regno Unito e Austria.

Il potere delle recensioni

I consumatori digitali italiani sono particolarmente attenti alle recensioni online e alle possibilità di risparmio: il 93% legge spesso test o guide all‘acquisto, mentre il 90% legge spesso recensioni e opinioni di altri utenti.

 

La metodologia

L’indagine demografica di Bilendi ha coinvolto oltre 1000 consumatori digitali italiani. Il campione è rappresentativo unicamente della popolazione attiva sul web – gli italiani digitalizzati sono quasi 55 milioni, ovvero il 92% della popolazione secondo il report Digital in 2019 di We are social e Hootsuite – ed è stratificato in base alle variabili demografiche: età, genere, livello di istruzione e regione.

Oltre al sondaggio condotto da Bilendi per idealo, i dati del presente report derivano dall’analisi delle intenzioni di acquisto di circa 19 milioni di utenti mensili, registrate sui sei portali nazionali di idealo (Italia, Germania, Francia, Spagna, Regno Unito e Austria). Fonte: Google Analytics.

Lo store percorre la via della Digital Innovation, in cerca di nuove soluzioni

“Il punto vendita, svuotato del suo significato originario (non rappresentando più l’unica possibilità di accesso fisico al prodotto), è in cerca di nuovi significati e funzionalità, in ottica anche relazionale.” Parola di Alessandro Perego, Direttore Scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano. Ne discende che – continua Perego – “I principali retailer internazionali stanno comprendendo sempre più l’importanza della tecnologia per affrontare questo momento e stanno focalizzando i loro sforzi nella sperimentazione di tecnologie di frontiera: durante il 2018 sono state infatti identificate oltre 200 progettualità in ambito Retail nel mondo, con particolare focus su Internet of Things (52% dei casi), Intelligenza Artificiale (32%) e Realtà Aumentata e Virtuale (16%)”.

Se questo è lo scenario a livello globale, cosa succede in Italia?

Ce lo raccontano le evidenze dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Retail, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e giunto alla sua quinta edizione, che ha condotto un’analisi sui primi 300 retailer per fatturato presenti in Italia con negozi fisici, e – in collaborazione con Confesercenti – su un campione di circa 300 piccole e medie imprese del commercio al dettaglio italiane.

Anche nel nostro Paese, emerge dall’Osservatorio, le cose si stanno muovendo velocemente: lo dimostra il fatto che  la diffusione del digitale cresce sia nel back-end, sia nel front-end. A dispetto di questo fermento, però, la spesa complessiva in digitale dei top retailer è ancora bassa: supera di poco un punto percentuale del fatturato e passa dal 20% del totale degli investimenti annuali nel 2017 al 21% nel 2018. Inoltre  tra i due ambiti si registra ancora una differenza importante: le innovazioni nel back-end rhanno un livello di diffusione e profondità decisamente maggiore, mentre  le  tecnologie più innovative di front-end – come chioschi, totem e touch point, sistemi di sales force automation o di online selling in punto vendita e sistemi di self check-out – sono state sperimentate su un numero limitato di punti vendita (parliamo del 41% dei pdv) e  senza un’estensione dell’adozione sull’intera rete.

Il focus degli investimenti

Nel 2018 ci si è concentarti  su sistemi per l’accettazione di pagamenti innovativi (33% del campione) soluzioni a supporto della fatturazione elettronica e dematerializzazione (27%), soluzioni di CRM e sistemi di cassa evoluti e mobile POS (24%). Seguono con il 22% sistemi di sales force automation o di online selling in punto vendita e soluzioni di Wifi in store, sistemi per l’accettazione di couponing e loyalty con il 21%, sistemi di monitoraggio dei clienti in store e sistemi di business intelligence analytics (19%) e digital signage e vetrine intelligenti e interattive con il 16%.

Merceologia che vai, soluzione che trovi

Nei diversi comparti merceologici, si notano delle differenze nell’adozione delle innovazioni digitali. Nell’Abbigliamento il focus è sullo store: soprattutto nel lusso la boutique rimane il punto privilegiato per un’esperienza multisensoriale di scoperta del prodotto. Nel settore si introduce innovazione per ridurre attività meno piacevoli (come il pagamento), grazie a sistemi per l’accettazione di pagamenti innovativi (44%) e sistemi di cassa evoluti e mobile POS (39%), e per personalizzare il percorso di acquisto, grazie a sistemi di sales force automation o di online selling in punto vendita (39%). L’Alimentare ha concentrato principalmente gli sforzi sulle innovazioni di front-end che creano efficienza, come sistemi per l’accettazione di pagamenti innovativi (47% del campione) e sistemi per l’accettazione di couponing e loyalty (35%), e accesso alle informazioni, come sistemi basati su cartellini interattivi e scaffalature intelligenti (29%). Infine, nell’Arredamento il 67% del campione ha investito in soluzioni basate sulla realtà aumentata e virtuale e su sistemi di monitoraggio dei clienti in store, mentre nella Profumeria e Cosmetica il 50% dei player ha adottato chioschi, totem e touch point, specchi smart e soluzioni per incrementare le performance di magazzino.

Progetti per il futuro

Per il futuro l’85% dei retailer vuole potenziare l’investimento in innovazioni digitali in negozio. In particolar modo il 36% del campione è interessato a chioschi, totem e touch point e a sistemi per l’accettazione di pagamenti innovativi, il 34% a sistemi di sales force automation o di online selling in punto vendita e sistemi di cassa evoluti e mobile POS, il 33% a sistemi per l’accettazione di couponing e loyalty e il 31% a sistemi di indoor positioning. Il 70% dei retailer dichiara invece di voler concentrare gli investimenti futuri in soluzioni volte al miglioramento dei propri processi interni. Nello specifico il 34% del campione mostra interesse verso soluzioni di CRM, il 27% verso sistemi di tracciamento dei prodotti tramite RFId e sistemi ERP e il 25% verso sistemi di monitoraggio dei clienti in store e soluzioni di business intelligence analytics.

L’approccio omnicanale dei top retailer italiani

La quasi totalità dei primi 300 retailer tradizionali operanti in Italia utilizza i canali digitali per supportare le fasi di pre o post-vendita o per abilitare la vendita. Più precisamente, il 96% dei retailer (era il 95% nel 2017) è presente sia online sia su mobile, mentre il 3% è presente solo online (era il 4% nel 2017).

Per quanto riguarda l’utilizzo dei canali digitali per vendere, il 75% (era il 68% nel 2017) ha un sito eCommerce e il 72% (era il 64% nel 2017) ha un’iniziativa di Mobile Commerce, attraverso App o sito ottimizzato. Le differenze tra comparti merceologici sono significative: mentre nell’Editoria, nell’Informatica ed elettronica e nell’Abbigliamento oltre l’85% delle iniziative utilizza i canali digitali per vendere, nell’Alimentare solo il 46% dei top retailer è attivo con un sito eCommerce.

Tra i servizi omnicanale che stanno avendo più successo, c’è il Click&collect, abilitato dal 70% dei top retailer con eCommerce (era il 54% nel 2017). Molto bene anche la verifica online della disponibilità dei prodotti in negozio, sviluppato dal 28% degli operatori (era il 17% nel 2017), e il reso in store degli acquisti effettuati online, attivo per il 26% (era il 22% nel 2017). Per concludere, l’online selling in store, molto amato dai principali retailer internazionali, sta iniziando a diffondersi anche in Italia (lo sta sperimentando il 9% dei top retailer), con una maggiore presenza nell’Abbigliamento e nell’Alimentare.

La nuova Retail experience

L’adozione delle nuove tecnologie si carica di un significato funzionale all’evoluzione del retail quando agisce in sinergia con una nuova esperenzialità.

“La Ricerca 2018 sull’innovazione dell’«experience in the store≫ ha evidenziato infatti  Emilio Bellini, – dimostra come, a livello internazionale, i casi più rilevanti siano offerti dai retailer capaci di coniugare l’adozione di nuove soluzioni digitali e la proposta di nuovi significati del servizio Retail. In particolare, sono emersi tre scenari di innovazioni di significato, sui quali i retailer internazionali e alcuni retailer italiani si stanno muovendo per innovare l’esperienza in the store:

  • da ‘Visitare’ a ‘Stare’;
  • da ‘Consumare tempo’ a ‘Valorizzare tempo’;
  • da ‘Fiction’ a ‘non Fiction’.

In tutti e tre gli scenari le tecnologie digitali possono giocare un ruolo decisivo”.

Le persone amano trascorrere un tempo sempre più ricco e più denso all’interno dei negozi, un tempo arricchito dalla possibilità di vivere “momenti significativi” in termini di relazioni, possibilità di imparare cose nuove, lavorare ai propri progetti professionali e personali. In questo caso le tecnologie digitali abilitano esperienze sempre più immersive e fluide, in cui l’accesso al prodotto è solo un pretesto per stare in negozio.

Le persone amano vivere all’interno degli store esperienze che appartengono al mondo reale, al contesto di vita in cui utilizzeranno i prodotti in vendita. In questo caso le tecnologie digitali non servono a creare atmosfere “artificiali”, ma a rinforzare l’ambientazione “reale” ed estendere i confini fisici del negozio. 

 

 

 

Shopping on line: nel 2018 cresce del 25%. I dati di Trovaprezzi.it

Nel 2018 il mercato dello shopping online in Italia  ha avuto un buon tasso di crescita, registrando un +25% rispetto al 2017.

I dati di Trovaprezzi.it, il comparatore di prezzi online leader in Italia, offrono una fotografia chiara delle intenzioni e delle abitudini di acquisto online degli italiani, e dimostrano come il commercio elettronico nel 2018 abbia raggiunto un buon livello di maturità.

Dalle ricerche di prodotti effettuate dagli utenti si nota come il 40% si concentra in particolare su una decina di categorie.

Oltre 160 milioni di ricerche effettuate tra gennaio e dicembre dello scorso anno hanno infatti visto protagonisti:

  • prodotti informatici ed elettronica di consumo (15,6%)
  • piccoli e grandi elettrodomestici (9,5%)
  • prodotti per la salute e la bellezza (6,1%)
  • sneakers (4%)
  • prodotti per il fai da te e bricolage (2,5%)
  • pneumatici (1,3%)

Anche le analisi del Politecnico di Milano legate alla Digital Innovation confermano questo spaccato: nel 2018 sono stati spesi 15 miliardi di Euro per l’acquisto di prodotti online (+25% rispetto al 2017), e il 30% ha riguardato informatica ed elettronica di consumo.

In totale sono 23,5 milioni gli shopper italiani che lo scorso anno hanno fatto acquisti sul web (dei quali 17,8 milioni possono essere considerati consumatori abituali, ovvero con almeno un acquisto al mese). Nel 31% dei casi hanno utilizzato lo smartphone (+6% rispetto al 2017). In calo invece gli acquisti tramite desktop, che sono passati dal 67% al 62% e da tablet (che scendono dall’8% al 7%) nel 2018.

L’identikit dei consumatori
Secondo Trovaprezzi.it nel 57% dei casi i più attivi sono gli  uomini con età compresa tra i 35 ed i 44 anni (16% sul totale degli utenti).
Sono invece più giovani le donne che fanno shopping online: principalmente hanno tra i 25 ed i 34 anni (11% sul totale degli utenti).

Geograficamente le regioni settentrionali contribuiscono quasi alla metà del mercato raccogliendo circa il 49% delle ricerche, a seguire il centro con circa il 28% ed il sud con le isole circa 23%.
E’ però curioso osservare come le intenzioni di acquisto di determinate tipologie di prodotto vedano prevalere le regioni del centro. Prendiamo per esempio la categoria climatizzazione: in questo settore  – se consideriamo le ricerche ogni mille abitant – nella categoria climatizzazione quelle effettuate nelle regioni del centro sono state 55, 39 nelle regioni del nord, 32 per sud e isole.

Lo stesso per quanto riguarda la categoria dei frigoriferi: al centro le ricerche ogni mille abitanti sono state 51, al nord 46 e al sud 24. Anche nella ricerca di elettroutensili hanno dominato gli abitati del centro Italia con 47 ricerche ogni mille abitanti, contro le 31 delle regioni settentrionali e le 22 del sud.

Interessante notare come anche nella ricerca degli smartphone – seppur per poche decine di unità – al centro si siano contate più ricerche rispetto al nord: 285 contro 251 (dato commisurato a mille abitanti), 144 il dato del sud e delle isole.

I prodotti più ricercati

Relativamente alle categorie che maggiormente hanno catalizzato l’attenzione degli italiani, ecco quali sono stati quelle su cui si sono concentrate le intenzioni di acquisto dei nostri conterranei:

  1. Smartphone Samsung Galaxy S9 64gb
  2. Sneakers Saucony Jazz Original
  3. Integratore Armolipid Plus
  4. Pneumatici invernali per auto
  5. Notebook Macbook Air
  6. Climatizzatore Dual Split
  7. Caldaia a condensazione Ferroli
  8. TV Led LG 55”
  9. Lavatrice Beko A+++
  10. Champagne Dom Perignon
  11. Crema corpo Rilastir
  12. Impastatrici Kitchenaid
  13. Trapano Makita
  14. Sacchi Pellet
  15. Frigorifero Candy a doppia porta

ReStore e Gruppo Vegè, siglano una partnership con Nexi per i pagamenti digitali

ReStore, azienda pioniera nella realizzazione di servizi eCommerce per il settore grocery in Italia, e il Gruppo Végé, primo Gruppo della GDO nato in Italia, annunciano di aver siglato una partnership con Nexi, la PayTech leader nel mercato dei pagamenti digitali in Italia.

L’accordo raggiunto permetterà alle imprese che compongono il Gruppo Végé e a tutti i clienti di ReStore di usufruire della piattaforma XPay di Nexi per la gestione dei pagamenti sui siti di eCommerce a condizioni agevolate. I clienti delle aziende che aderiscono al servizio potranno effettuare in sicurezza acquisti online tramite i principali circuiti internazionali: VISA, Visa Electron, V-Pay, Mastercard, Maestro, American Express e Diners.

“Desideriamo offrire il meglio ai nostri partner e ai nostri clienti”, ha dichiarato Barbara Labate, CEO di ReStore. “Di conseguenza, abbiamo scelto di dar loro la possibilità di usufruire della piattaforma XPay di Nexi, garanzia di sicurezza e qualità, a condizioni favorevoli. Con la partnership siglata siamo certi di fare un passo in avanti verso l’eccellenza nell’erogazione dei nostri servizi e di dare un ulteriore contributo alla digitalizzazione del Paese”.  

“Continuare a crescere anche nel commercio elettronico è uno dei nostri obiettivi – sostiene Dirk Pinamonti, Head of Ecommerce di Nexi -e la partnership con il Gruppo Végé e con ReStore ci permette di muovere un altro passo in questa direzione. XPay, nella sua versione Pro, garantisce un servizio su misura rispetto alle singole esigenze dei clienti: è una piattaforma pensata per gli esercenti medio-grandi che ricevono ordini frequenti e permetterà alle imprese che compongono il Gruppo Végé e a tutti i clienti di ReStore sia di memorizzare i dati dei clienti per gli acquisti futuri, sia di domiciliare i pagamenti ricorrenti della clientela”.

“La nuova collaborazione permetterà a tutte le nostre imprese socie di mettere a disposizione del consumatore il miglior servizio, garantendogli di effettuare la propria spesa online in tutta sicurezza. Per Gruppo VéGé è fondamentale, infatti, offrire valore aggiunto al cliente mantenendo la tecnologia al servizio dell’uomo”, spiega Giorgio Santambrogio, A.D. di Gruppo VéGé. “Questo è lo spirito che ci guida da sempre e che giustifica i nostri costanti investimenti affinché l’esperienza d’acquisto sia sempre più un momento piacevole”.

 

Sorpresa, i retailer “fisici” favoriti per la spesa online (e Amazon soffre)

Sorpresa sorpresa: i retailer “fisici” registrano i maggiori incrementi nella spesa online nel mercato americano rispetto ad Amazon, nonostate l’acquisizione di Whole Foods. Lo rivela un’analisi di Bricks Meets Click che sottolinea come i consumatori che ordinano generi alimentari online dalle insegne fisiche tradizionali spendono una media di 200 dollarial mese, molto al di sopra degli acquirenti di Amazon che ordinano meno frequentemente e spendono solo 74 dollari mensilmente per i generi alimentari.

Anche un rapporto di Bloomberg raffigura una Amazon pigliatutto in altri settori, ma che continua a lottare nell’industria alimentare che negli USA vale 840 miliardi di dollari. Secondo il rapporto, i recenti dati dei sondaggi dei consumatori rilasciati dagli analisti di UBS indicano una diminuzione del numero di membri Prime che hanno fatto acquisti presso Whole Foods nel 2018 rispetto al 2017.
Non sembra insomma siano bastate ad Amazon l’acquisizione per 13,7 miliardi di dollari di Whole Foods nel 2017 e nemmeno la consegna in due ore per imporsi nell’ampio ma difficile mercato della spesa di tutti i giorni.

Una possibile spiegazione viene dalla copertura del servizio: nel 2019 saranno nove su dieci le famiglie americane che avranno accesso alla consegna della spesa online, rispetto al 69% nel 2017, grazie ai grandi investimenti da parte delle insegne di tutte le dimensioni. Il che rende i servizi di consegna di generi alimentari di Amazon piuttosto comune, secondo David Bishop, un partner di Brick Meets Click.

Secondo il rapporto di Bloomberg, Walmart, Kroger e Target – che hanno aumentato gli investimenti in tecnologia, nei punti vendita e nella consegna dell’ultimo miglio – hanno tutti un vantaggio su Amazon grazie al fatto di avere più negozi.

Le analisi riguardano il mercato americano: i numeri italiani della spesa online sono molto più piccoli ma sicuramente, proprio perché si tratta di un mercato più avanzato nell’online, danno uno sguardo interessante sul futuro della Gdo anche nei nostri lidi.

Amazon a Natale sbanca e registra il maggior numero di articoli ordinati di sempre nel mondo

Un regalo gigante sotto l’albero se l’è trovato Amazon quest’anno, quando ha battuto tutti i record di vendite natalizie registrando stagione con il maggior numero di articoli ordinati di sempre in tutto il mondo.

Un successo prima di tutto “in casa”: durante questa stagione natalizia, decine di milioni di persone nel mondo hanno iniziato il periodo d’uso gratuito o hanno attivato la loro iscrizione ad Amazon Prime. E sono stati venduti milioni di dispositivi Amazon in più rispetto allo stesso periodo del 2017.

Le piccole e medie imprese che vendono su Amazon hanno vissuto la migliore stagione natalizia, con il numero di articoli venduti in crescita a un ritmo più veloce rispetto ai prodotti venduti direttamente da Amazon: oltre il 50% degli articoli venduti sul sito provenivano infatti da piccole e medie imprese. Si tratta di prodotti appartenenti a tutte le categorie. Tra gli articoli più venduti quest’anno ci sono il nuovo Echo Dot, la serie L.O.L. Surprise! Glam Glitter per i giocattoli, capi Carhartt per gli articoli moda e cuffie senza fili Bose QuietComfort tra i prodotti di elettronica.

Tra i dispositivi Amazon i prodotti più venduti sono stati i nuovi Echo Dot, Fire TV Stick 4K con il nuovissimo Alexa Voice Remote e Amazon Echo.

 

Assistente vocale sempre più indispensabile (tanto che il 25 ha fatto crash)

I clienti hanno utilizzato Alexa per ascoltare centinaia di milioni di ore in più di musica durante le festività da servizi come Amazon Music, Spotify, Tidal e Apple Music, tra gli altri. Hanno chiesto ad Alexa di accendere le luci delle loro vacanze decine di milioni di volte, con la richiesta numero uno: “Alexa, accendi l’albero di Natale”.
Sempre più indispensabile, in questa stagione festiva rispetto alla precedente Alexa ha attivato otto volte più promemoria, ha fissato più di cento milioni di timer e i clienti hanno richiesto quasi 3 volte il numero di ricette e hanno domandato ad Alexa consigli relativi alla cucina due volte in più. Alexa ha contribuito a preparare centinaia di migliaia di cocktail – con lo zabaione e il Moscow Mule come bevande più richieste. La canzone più ascoltata nelle vacanze dai clienti è stata “All I want for Chrismas is you” di Mariah Carey. I clienti di tutto il mondo hanno chiesto ad Alexa quanti giorni o notti mancano fino a Natale durante le festività natalizie – i clienti nel Regno Unito sono stati i più entusiasti, facendo la richiesta il doppio delle volte dei clienti in qualsiasi altro Paese. Mai come prima d’ora i clienti di tutto il mondo hanno utilizzato la propria voce per fare acquisti attraverso Alexa Shopping, con una crescita di 3 volte rispetto all’anno scorso.

Un surplus di lavoro per l’assistente vocale e i server che interpretano le richieste dei milioni di utenti che ha portato a una defaillance in alcune parti d’Europa proprio la mattina di Natale, con clienti indignati che protestavano sui social. Il problema è stato prontamente superato però secondo l’azienda.

 

I prodotti più venduti su Amazon

Date queste premesse, diventa dunque sempre più attendibile il borsino di Amazon dei prodotti più venduti su Amazon.it. Eccolo:

Giocattoli In Italia: L.O.L. Surprise!, Ravensburger Italy Puzzle 3D Eiffel Tower, Taboo di Hasbro Gaming, Monopoly – Classico, Twister di Hasbro Gaming, Cicciobello Mille Baci Bambolotto Parlante di Giochi Preziosi.
Nel mondo: L.O.L. Surprise! Glam Glitter Series con 7 sorprese, Nerf N-Strike Elite Strongarm Blaster, Melissa & Doug Scratch Art Rainbow Mini Notes con penna in legno, Crayola Inspiration Art Case, e il LEGO Creator Mighty Dinosaurs Toy.

Prodotti di elettronica: In Italia esclusi i dispositivi Amazon: Apple AirPods; Xiaomi Mi Band 3 Wristband Activity Tracker Nero OLED, Senza Fili, Huawei P20 Lite Smartphone 5.84″ FHD+ 64GB, Dual SIM, Nero e Huawei Mediapad T3 Tablet WiFi.
Nel mondo: Bose QuietComfort 35 (Series II) Wireless Headphones, il televisore Samsung Flat 65″ 4K UHD 8 Series Smart LED TV, Apple iPad (Wi-Fi, 32GB) in Space Gray, Wemo Mini Smart Plug, Blue Yeti USB Microphone in Blackout, Wyze Cam 1080p HD Indoor Wireless Smart Home Camera, and HP Sprocket Photo Paper.

Amazon Moda Uno dei marchi più popolari venduti su Amazon durante le festività natalizie è stato Carhartt, con oltre un milione di articoli ordinati. Amazon Essentials insieme ad Adidas, Columbia, e Nike sono tra i brand moda maggiormente inseriti nella Lista dei desideri durante le Feste. Lo stile Athleisure è arrivato in cima alla lista dei trend di Natale e i clienti Amazon hanno selezionato i loro regali tra i prodotti dei loro marchi più amati come Alo Yoga, Nike, Adidas e Monrow.

Wardrobing no grazie, la tecnologia Checkpoint System dice stop

È un costo secco, una perdita e un danno per l’ambiente, insomma è una vera piaga per il retailer il wardrobing, una pratica sempre più diffusa che vede gli acquirenti online acquistare un capo, indossarlo e poi restituirlo.

I resi totali nel settore retail hanno raggiunto i 642,6 miliardi di dollari l’anno, valore che colloca il fenomeno al 21° posto tra i principali ranking economici mondiali. Mentre molti sono da attribuire alla qualità del prodotto, alla taglia sbagliata o semplicemente ad un ripensamento del consumatore, esiste una tendenza crescente, quella del “wardrobing”.

Una soluzione viene da Checkpoint Systems, con il lancio europeo della nuova generazione di soluzioni R-Turn Tag sviluppata proprio per consentire ai retailer di ridurre il numero di resi fraudolenti.

Il wardrobing è assai praticato da una particolare categoria di acquirenti, gli acquirenti compulsivi, spesso caratterizzati da un basso potere d’acquisto ma che sono soliti andare alla ricerca di un cambio di look anche ogni settimana. Due terzi (64,5%) dei retailer ha dichiarato di essersi imbattuto in clienti che hanno utilizzato il prodotto solo una volta per poi restituirlo e chiederne il rimborso, con “wardrober” seriali che restituiscono anche 20 prodotti all’anno. Questa cifra aumenta quanto più il cliente è certo che il negozio non rifiuterà la merce. Per esplorare le abitudini dei “wardrober” e il loro impatto sull’industria del Retail un giornale spagnolo El Español ha intervistato una “wardrober” di 29 anni, che ha spiegato la sua dipendenza: “Quando devo partecipare a un evento importante, come una conferenza, desidero un outfit diverso per ogni giorno. Compro quindi cose che poi so già che darò indietro, le voglio solo indossare una volta, è come avere a disposizione un’intera collezione ogni stagione”.

Proprio come i taccheggiatori, molti “wardrober” condividono tra loro informazioni su come e dove è più facile praticare wardrobing, aggravando il problema per i retailer. E per ogni articolo acquistato online o in negozio con l’unico scopo di poterlo restituire in un secondo momento aumenta anche il rischio per il negoziante di esaurire le scorte a magazzino. I prodotti acquistati online e poi restituiti in negozio creano, tra l’altro, un problema di logistica.

 

Come contrastare il wardrobing

È importante che i retailer si avvalgano di una rigida politica di restituzione, che però non allontani i clienti. Proprio per questo motivo Checkpoint Systems ha sviluppato R-Turn Tag: si tratta di una semplice etichetta, che può essere personalizzata con il marchio del retailer, da applicare agli articoli in negozio. L’etichetta rimane applicata fino al momento in cui il cliente non indossa la merce, rimuovendola quindi una volta giunto a casa. Il meccanismo di chiusura di cui è composta si rompe manualmente con poche semplici torsioni, senza doversi avvalere di utensili aggiuntivi.

“I retailer sono stati vittime di resi fraudolenti per molti anni e solo ultimamente le aziende stanno realizzando a quanto ammonti il costo reale di tale fenomeno – spiega Irene Fernandez, Product Management Europea di Checkpoint Systems -. È importante ovviamente che i retailer non smettano di accettare resi, poiché dopotutto la maggior parte di questi vengono effettuati proprio perché un articolo ha un difetto o è della taglia sbagliata.  Altrettanto fondamentale però è introdurre nuove pratiche che limitino la possibilità per gli utenti disonesti di acquistare un prodotto, indossarlo e poi restituirlo. R-Turn Tag è la risposta tecnologica più evoluta a questa criticità e sta già consentendo ai retailer europei di fare passi da gigante nell’affrontare il fenomeno del wardrobing”.

Con 3D e realtà aumentata Amazon mostra il prodotto come mai prima

Tre nuove funzionalità che consentono di toccare (quasi) con mano e comunque visualizzare il prodotto ambientato nella propria casa da tutti gli angoli e chiedere personalizzazioni sulla base delle proprie preferenze: le ha introdotte Amazon. Si tratta di Amazon ScoutAmazon AR View e Amazon 360 View e si possono utilizzare su una selezione di prodotti dedicati alla casa (dalla cucina alla sala da pranzo, dalle camere da letto al giardino: il catalogo sarà ampliato costantemente nel corso dei mesi). 

“Stiamo utilizzando le ultime e più innovative tecnologie di intelligenza artificiale e realtà aumentata per sviluppare funzionalità che permettano ai nostri clienti di vivere una vita più facile e confortevole – ha dichiarato Mariangela Marseglia, Country Manager di Amazon.it -. Le nuove funzionalità permettono ai clienti di scegliere, tra la vasta selezione di prodotti presenti, quelli che si sposano meglio con lo stile della propria abitazione. Sarà infatti possibile vedere numerosissimi elettrodomestici e oggetti di arredo nella dimensione e scala reale all’interno dell’ambiente in cui verranno posizionati prima ancora di acquistarli, permettendo in questo modo un risparmio di tempo e denaro”.

Insomma per vincere una sfida con il “fisico” che forse si riteneva più facile di quanto si pensava solo qualche anno fa, è necessario fare scendere in campo le tecnologie più avanzate. Che qui di seguito vi spieghiamo in modo più specifico:

Amazon Scout è un’esperienza visuale che permette al cliente di sfogliare il catalogo di prodotti per la casa e creare il proprio feed personalizzato. Al cliente basterà mettere un like a una foto (cliccando il pollice in alto) o mettere un dislike (cliccando il pollice in basso) per ricevere in tempo reale suggerimenti personalizzati e trovare i prodotti più adatti al proprio stile, estratti da una selezione di migliaia di suggerimenti visivi. Questa innovativa funzionalità è resa possibile grazie all’intelligenza artificiale e può essere usata tramite tutti i browser. 

Amazon AR View disponibile per iOS e Android, permette ai clienti di vedere i prodotti oggetto di loro interesse direttamente nelle proprie abitazioni grazie alla realtà aumentata. Basta cliccare sull’AR View, quando disponibile, per attivare la funzione. È sufficiente puntare il proprio Smartphone sul punto della casa dove si vuole vedere l’anteprima del prodotto perché esso appaia, qualche secondo dopo, sullo schermo del proprio cellulare con la possibilità di guardarlo da diversi punti di vista e angolature. È possibile anche scattare foto o fare video al prodotto per poterlo comparare con altri al momento dell’acquisto.

Amazon 360 View è un nuovo modo di vedere l’anteprima del prodotto a 360 gradi, permettendo di osservare l’oggetto da tutte le angolature prima di completare l’ordine. È accessibile direttamente dalla pagina dei prodotti disponibili su Amazon.it. 

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