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Real estate in ripresa, 470 milioni investiti nel retail nel primo semestre 2024

Il primo semestre del 2024 si è chiuso con un volume d’investimento nel commercial real estate italiano pari a 3,1 miliardi di euro, in netto recupero rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+33% rispetto primo semestre del 2023), un dato che riflette una ripresa delle attività d’investimento già in corso. La crescita si è infatti rafforzata nel secondo trimestre del 2024, che con 1,8 miliardi di euro ha visto un incremento dei volumi d’investimento ancora più sostenuto, +42% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Dopo nove mesi di tassi invariati, il primo taglio da parte della BCE contribuisce a migliorare l’outlook sui rendimenti immobiliari, rimasti già prevalentemente stabili nell’ultimo trimestre. Questa tendenza testimonia il progressivo raggiungimento di un nuovo punto di equilibrio delle aspettative di prezzo tra domanda e offerta.

“La crescita dei volumi di investimento del trimestre conferma che il mercato ha superato la sua fase più sfidante ed è iniziata la ripresa, ora che i prezzi hanno toccato il loro punto più basso” afferma Silvia Gandellini, Head of Capital Markets and Head of A&T High Street di CBRE Italy. “Interessante osservare anche come il ticket medio sia cresciuto in modo importante nel secondo trimestre, un dato positivo se consideriamo l’elevato numero di deal di piccola dimensione del 2023 e del primo trimestre dell’anno, sintomatico dell’elevato costo del capitale e di un atteggiamento molto cauto degli investitori”.

Nel secondo trimestre del 2024 l’asset class che ha registrato i volumi d’investimento più elevati è stata hotels, con oltre 690 milioni di euro investiti (+240% rispetto allo stesso periodo del 2023), per un totale di quasi 1 miliardo di euro da inizio anno (+92% rispetto allo scorso anno). In questo settore i volumi sono stati guidati da importanti operazioni su hotel di lusso a Venezia, Roma e sul lago di Como, caratterizzate da elevati prezzi per camera e confermando il forte appetito degli investitori per le destinazioni leisure di maggiore prestigio. Si sottolinea anche una forte componente di acquirenti owner operator, responsabili per oltre la metà dei volumi transati, che reinvestono la liquidità raccolta negli ultimi anni, grazie alle ottime performance delle proprie strutture, in ulteriori espansioni dei propri portafogli. La crescita degli investimenti in Hotels conferma, inoltre, i risultati raccolti dalla recente 2024 European Hotel Investor Intentions Survey realizzata da CBRE, dove emerge un trend strutturale di forte propensione ad investire in questa asset class grazie alle ottime prospettive sui fondamentali del settore nei prossimi anni.

Il settore retail con 470 milioni di euro investiti nel secondo trimestre (+153% rispetto al secondo trimestre 2023, per un totale di 510 milioni nel primo semestre, +121% sull’H1 2023) segna uno dei volumi trimestrali più alti degli ultimi tre anni e un forte recupero rispetto ai risultati del primo trimestre dell’anno, soprattutto grazie a due grandi operazioni nel settore out-of-town che hanno visto come protagonisti centri commerciali e immobili della grande distribuzione organizzata. L’andamento dei volumi d’investimento del secondo trimestre dell’anno anticipa il deciso cambio di passo del Retail atteso per i prossimi mesi, quando assisteremo a nuove operazioni con importanti ticket, in particolare nelle high street del lusso e nei segmenti out-of-town, dove il periodo di repricing sembra ormai essersi concluso.

Nel settore office gli investimenti del secondo trimestre sono stati pari a 330 milioni di euro, in calo del 5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ma in deciso recupero se guardiamo ai primi sei mesi del 2024, che con 816 milioni di euro segnano un aumento del +69% rispetto alla prima metà del 2023. Gli investimenti si sono concentrati soprattutto nelle zone più centrali di Milano e Roma e sono stati guidati da strategie di riposizionamento e massimizzazione del valore degli asset in contesti caratterizzati da livelli molto bassi di vacancy e forte domanda per immobili di primario standing. In questi mercati la disponibilità di capitale per operazioni value-add è molto elevata, ma le opportunità rimangono limitate.

Nel secondo trimestre del 2024 il settore industrial & logistics ha visto investimenti per un totale di 180 milioni di euro (in calo del 26% rispetto al secondo trimestre del 2023), per un totale di 470 milioni di euro da inizio anno (in calo del 13% rispetto all’H1 2023). Gli investimenti in questo settore continuano a essere frenati dal permanere di divari tra le aspettative di prezzo tra venditori e potenziali acquirenti, nonostante la buona presenza di capitali disponibili per essere investiti. Il mercato logistico occupier italiano continua a mostrare un buon equilibrio tra domanda e offerta, anche a fronte di una stabilizzazione dei volumi di take-up, comunque superiori alla media storica, grazie a un rallentamento dell’attività di costruzione in seguito alla limitata disponibilità di terreni da destinare a nuovi sviluppi.

Anche nel settore living l’attività d’investimento rimane concentrata su operazioni value-add. I volumi d’investimento rimangono contenuti a causa della mancanza di prodotto, ma le attività di sviluppo proseguono. Nelle principali città italiane, sui mercati di studentati e abitazioni in affitto si continua a osservare un ampio divario tra domanda degli utenti finali e offerta disponibile, come confermato dalla crescita dei canoni di locazione, proseguita nel corso degli ultimi sei mesi. Si sviluppa anche il settore dei serviced apartment in città d’arte e in destinazioni leisure, dove il loro successo si pone in continuità con le ottime performance registrate negli ultimi anni dall’industria ricettiva.

I volumi d’investimento nel settore alternative rimangono contenuti e concentrati su un numero limitato di operazioni di piccola dimensione per mano di operatori specializzati. Nel corso dei prossimi mesi dovremmo assistere a una ripresa degli investimenti in questo settore, in particolare healthcare e infrastrutture, dove rimane alta la fiducia sui trend dei fondamentali a lungo termine.

Importante osservare anche la geografia degli investimenti. Nel primo semestre del 2024 infatti i mercati regionali sono stati prossimi al 50% dei volumi d’investimento complessivi in Italia, grazie soprattutto alle operazioni nei settori hotels, retail out-of-town e logistica. Si conferma anche un buon interesse da parte degli investitori istituzionali per Uffici nelle città ben collegate dalla rete ferroviaria dell’alta velocità e nei confronti di alloggi per studenti nelle maggiori città universitarie.

De Angelis punta ai mercati esteri e finalizza l’emissione di un minibond per 6 milioni di euro

De Angelis Food, tra i player a livello internazionale nella produzione e commercializzazione nel settore della pasta fresca e prodotti per la gastronomia, ha finalizzato l’emissione di un minibond per complessivi 6 milioni di euro con l’obiettivo di supportare il piano di crescita del Gruppo che prevede di raggiungere i 250 milioni di euro di fatturato consolidato entro il 2030 e di rafforzare il proprio posizionamento sui mercati esteri. L’operazione è stata strutturata e collocata da Banca Finint ed è stata sottoscritta da BCC Banca Iccrea (capogruppo del Gruppo BCC Iccrea) e Banca Popolare dell’Alto Adige (Volksbank). Banca Finint ha svolto inoltre il ruolo di Banca Agente dell’operazione mentre lo studio legale CRCCD ha agito in qualità di deal legal counsel. Il minibond è finalizzato a completare il piano di investimenti avviato negli scorsi anni che consentirà al Gruppo De Angelis di consolidare i programmi di sviluppo sul mercato italiano e internazionale e incrementare i propri volumi di produzione nei mercati della pasta e della gastronomia, quest’ultimo ambito presidiato con la controllata Emme Food.

De Angelis Food, con sede a Villafranca (VR), è un gruppo formato da nove aziende di produzioni enogastronomiche: il pastificio abruzzese Regal, il raviolificio bergamasco Poker, la parmense Food Valley che produce prodotti surgelati plant-based e pasta fresca ripiena di sole verdure, Verum, produttrice di bevande naturali, Modea attiva nel settore della panificazione, la riminese Emmefood produttrice di piatti pronti per il canale Gdo e Horeca, la padovana SaordeMar, attiva nel settore dei sughi di pesce e piatti di baccalà, oltre alla stessa De Angelis, specializzata nella produzione di pasta fresca, e allo stabilimento negli Stati Uniti, la De Angelis Usa – Sfoglini, che realizza pasta secca con grano americano. Il Gruppo ha chiuso l’esercizio 2023 con ricavi consolidati in crescita a circa 115 milioni di euro (+27% rispetto all’esercizio precedente) e un ebitda di 12,5 milioni di Euro (11% di ebitda margin).

“Grazie a queste nuove risorse finanziarie abbiamo la possibilità di completare il piano di investimenti iniziato negli anni scorsi e accelerare il nostro piano di crescita sviluppando una serie di iniziative che nei prossimi anni ci permetteranno di affermarci come un player di riferimento nei settori della pasta fresca e della gastronomia a livello nazionale e internazionale. Per questo motivo, ringraziamo Banca Finint per il fondamentale supporto nel processo di arrangement dell’operazione e gli investitori per aver creduto nel nostro progetto industriale” ha commentato Paolo Pigozzo, CEO di De Angelis Food SpA.

“Siamo felici di aver assistito De Angelis Food nella sua seconda operazione sul mercato dei capitali, dopo aver seguito la prima emissione nel 2022, a dimostrazione della credit story di successo che l’emittente è stata in grado di costruirsi nel mercato dei capitali nel corso del tempo. Si tratta di un’operazione che dimostra la fiducia del mercato verso il tessuto imprenditoriale del paese fatto di aziende eccellenti e innovative e conferma l’expertise di Banca Finint nell’affiancare le imprese e sostenere con soluzioni finanziarie tailor made i loro percorsi di sviluppo” ha aggiunto Simone Brugnera, Responsabile dell’Area Minibond e Direct Lending di Banca Finint.

“L’obiettivo del Gruppo BCC Iccrea è supportare, anche con strumenti alternativi, le aziende vicine al territorio ma con ambizioni di sviluppo anche internazionali, come De Angelis. Il prestito obbligazionario De Angelis rappresenta per noi la cinquantesima emissione sottoscritta dall’inizio delle attività nel mercato dei capitali” ha detto Carlo Napoleoni, Responsabile Divisione Impresa di BCC Banca Iccrea.

“Siamo orgogliosi di poter contribuire al successo di un’eccellenza del Made in Italy come De Angelis Food supportandone il piano di crescita mediante strumenti innovativi di finanza alternativa, complementari alle forme di credito tradizionali. Con questa operazione Volksbank si conferma come partner strategico delle PMI del Nord Est collocandosi in prima linea nel sostegno alle iniziative ad elevata ricaduta nell’economia reale e territoriale” ha concluso Matteo Costa, Responsabile Finanza d’Impresa di Volksbank.

Pillarstone, iniezione di capitali per rilanciare PittaRosso e Scarpe&Scarpe

A seguito della recente omologa del concordato preventivo in continuità, grazie al quale il debito della società viene ridotto a meno di un terzo e il patrimonio netto torna in territorio positivo, PittaRosso torna a operare pienamente “in bonis”. L’operazione di salvataggio del brand, che coi suoi 150 negozi e circa 1500 dipendenti è tra i più noti in Italia nella distribuzione retail di scarpe, è stata possibile grazie all’intervento di un investitore finanziario, il fondo RSCT Fund, (Responsible & Sustainable Corporate Turnaround Fund), gestito da IQIQ con l’advisory esclusiva di Pillarstone, che si è impegnato a ricapitalizzare la società diventando azionista di controllo attraverso la conversione di crediti e l’investimento di nuova finanza. Lion Capital, azionista precedente, manterrà una quota di minoranza.

RSCT è già azionista di controllo (la famiglia Pettenuzzo ha mantenuto una quota di minoranza) di Scarpe&Scarpe, un altro tra i player principali della distribuzione retail di scarpe, con 130 negozi e circa 1200 dipendenti, anch’essa rilevata da una procedura di concordato preventivo nel 2022 a seguito della quale è stato varato un piano di rilancio basato sull’apporto di nuova finanza e nuove competenze manageriali. Le due aziende, che resteranno indipendenti, rappresenteranno un giro di affari superiore ai 500 milioni di euro, che ne fa potenzialmente il leader italiano. Con la gestione coordinata delle due aziende saranno ottenute significative sinergie negli acquisti, nella logistica e nella gestione della rete dei punti vendita, con l’obiettivo di raggiungere una migliore efficienza e una crescita della profittabilità maggiore rispetto ai piani di sviluppo stand alone, rendendo più solide entrambe le aziende. In un settore poco impattato dalla concorrenza online e in cui si assiste a una progressiva scomparsa di piccoli player indipendenti in favore di grandi catene distributive, entrambe le insegne implementeranno una strategia che metta i bisogni del cliente al centro, con un’esperienza d’acquisto più completa che offre non solo scarpe ma anche accessori e abbigliamento.

Un passaggio importante dell’operazione di salvataggio di PittaRosso è avvenuto nel 2022 con la nomina di un nuovo consiglio di amministrazione costituito da Marco Ghiringhelli e Marco Basaglia, professionisti indipendenti ed esperti nelle situazioni di crisi di impresa, al fine di dare discontinuità rispetto alla precedente gestione e di predisporre un nuovo piano concordatario sulle linee guida condivise con la nuova compagine societaria. Il percorso di risanamento e rilancio, iniziato quattro anni fa e sancito dal voto favorevole di oltre il 93% dei creditori, ha già dato i suoi frutti consentendo alla società di chiudere gli ultimi due bilanci con segno positivo. In particolare, il bilancio relativo all’esercizio 2023 riporta tutti gli indicatori di performance operative e finanziarie positivi e in crescita rispetto all’anno precedente, in particolare i ricavi, pari a 275,8 milioni di euro (+1%), Ebitda pari a 9,8 milioni di euro (+29%) e disponibilità liquide al 31 dicembre 2023 pari a 69,1 milioni di euro. Il piano industriale 2022-2027 prevede lo sviluppo selettivo della rete di vendita ed investimenti destinati al rinnovo dei negozi, allo sviluppo del canale e-commerce, al potenziamento dei sistemi informativi oltre che all’efficientamento energetico, per oltre 17 milioni di euro di cui 5 milioni già investiti nel periodo 2022-2023.

RSCT aveva rilevato nel 2020 crediti sia verso PittaRosso che verso Scarpe&Scarpe, in un momento critico della vita delle due realtà causato dalla pandemia Covid-19 e da politiche di espansione territoriale molto aggressive. “Abbiamo creduto fin da subito alle possibilità di rilancio di queste due imprese, e abbiamo deciso di supportare i piani di concordato con nuova finanza, nuove idee di business e un importante apporto manageriale. Attraverso una gestione coordinata, PittaRosso e Scarpe&Scarpe saranno leader per dimensione e presenza geografica in Italia e con un rinnovato e importante supporto manageriale e finanziario, le due insegne potranno essere ancora più grandi, solide, profittevoli e in grado di garantire continua crescita di valore per tutti gli stakeholders nel lungo termine” commenta Gaudenzio Bonaldo Gregori, Presidente e Amministratore Delegato di Pillarstone.

PwC ha supportato l’operazione con l’incarico di interim CEO e CFO di PittaRosso, lo Studio Legale Nevoni ha seguito gli aspetti legali legati al concordato mentre lo Studio Bogoni ha agito in qualità di advisor finanziario della società; lo studio Giliberti Triscornia e Associati ha agito in qualità di advisor legale di RSCT mentre Gianni & Origoni ha supportato Lion Capital. Fin dalla sua nascita nel 2015 Pillarstone ha supportato oltre 35 aziende in processi di restructuring e turnaround. Ad oggi Pillarstone interviene su un portafoglio di circa 20 aziende, per un controvalore di Asset Under Management di circa 2,5 miliardi di euro, tra le quali si possono contare alcuni leader dei rispettivi mercati quali Sirti, Scarpe&Scarpe, PittaRosso, Premuda, Magicland, Acquaworld.

Pillarstone, fondo immobiliare da 250 milioni per retail e turismo

Pillarstone annuncia il lancio di “Retail & Leisure Fund”, una piattaforma verticale istituita da IQ EQ Fund Management (Ireland) Limited in qualità di alternative investment fund management e focalizzata sul rilancio industriale di asset immobiliari a destinazione d’uso retail e turistica attraverso una gestione attiva ed industriale che mira a favorirne la crescita attraverso un nuovo supporto sia manageriale che finanziario.

La dotazione iniziale del fondo, che investe attraverso l’acquisizione di crediti verso società immobiliari, ha un controvalore di oltre 250 milioni di euro (Gross Book Value) e include 10 asset localizzati su tutto il territorio nazionale per un totale di 200.000 MQ di Gla, per i quali sono già state identificate le linee guida di creazione del valore.

Nata nel 2015, Pillarstone ha un comprovato track record nel valorizzare e rilanciare asset e aziende grazie a un approccio industriale e manageriale e all’iniezione di nuova finanza a supporto degli action plan identificati. Ad oggi, Pillarstone ha lanciato iniziative nei settori corporate, shipping e parchi divertimento per un valore totale di oltre 2,5 miliardi di euro. Partner industriale della piattaforma è Promos, società leader in Italia nella promozione e gestione di strutture commerciali che crea e gestisce destinazioni di shopping multifunzionali.

“Con il fondo Retail & Leisure entriamo in una nuova asset class che presenta significative opportunità anche alla luce dei cambiamenti in atto nel retail e nel turismo in Italia, che possono essere colte intervenendo prontamente sulle operation dei business sottostanti. Inoltre, il fatto di avere creato un fondo verticale su questa asset class, aumenta sensibilmente le potenzialità creare valore tramite sinergie operative. Abbiamo l’obiettivo di raddoppiare gli asset in gestione nei prossimi dodici mesi, applicando le nostre competenze distintive nel rilancio e nella creazione di valore per tutti gli stakeholder coinvolti” ha commentato Gaudenzio Bonaldo Gregori, Country manager di Pillarstone.

Investimenti immobiliari, timidi segni di ripresa per il retail

Il primo trimestre del 2024 si è chiuso con un volume d’investimento ancora contenuto per il commercial real estate italiano, pari a 1,35 miliardi di euro, ma in netto recupero rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+27%). Questo risultato riflette il consolidamento dei segnali di miglioramento osservati negli ultimi mesi, pur scontando ancora il forte rallentamento di nuove operazioni riscontrato a partire dai primi rialzi dei tassi d’interesse nella seconda metà del 2022. Il progressivo rientro dell’inflazione dell’eurozona verso i livelli target, alimenta la fiducia nei confronti di politiche monetarie future più accomodanti, contribuendo a ridurre il gap tra il mercato e le aspettative di prezzo degli investitori. Nonostante il mercato abbia continuato ad assistere a nuovi assestamenti al ribasso dei prezzi degli immobili, l’outlook sui rendimenti immobiliari alla fine del primo trimestre è prevalentemente stabile, ad eccezione dei mercati caratterizzati da prospettive di un più marcato rallentamento della domanda.

“Il primo trimestre del 2024 ha visto la conferma dell’interesse degli investitori verso opportunità d’investimento di grande valore strategico con prospettive a lungo termine. Emergono concreti segnali di ripresa, grazie a preliminari d’acquisto firmati nel primo trimestre, che dimostrano vivacità nell’attività d’investimento per i prossimi mesi e in attesa di segnali incoraggianti da condizioni di accesso al credito più favorevoli” dichiara Silvia Gandellini, Head of Capital Markets and Head of A&T High Street di CBRE Italy. “Questa ripresa sarà sostenuta anche dalle buone performance dei mercati occupier in tutti i settori di uffici, logistica, residenziale, hotel e retail”.

Nel primo trimestre del 2024 l’asset class office è stata la prima per volume d’investimento, con 480 milioni di euro, segnando un forte recupero rispetto ai risultati dello stesso periodo dell’anno precedente. Questo risultato è stato ottenuto grazie a operazioni collocate quasi esclusivamente nei distretti direzionali di Roma e Milano, confermando così un atteggiamento selettivo degli investitori nei confronti della scelta delle location. Anche il mercato occupier uffici continua a registrare buoni risultati (91.500 mq di take-up a Milano, 36.500 mq di take-up a Roma), seppure in rallentamento rispetto allo scorso anno. Le aspettative di prezzo degli investitori tengono nei mercati centrali delle città, mentre nelle location più periferiche sono attesi nuovi repricing, in particolare per operazioni value-add.

Il mercato hotels è stato la seconda destinazione principale degli investimenti del primo trimestre del 2024, per un totale di 330 milioni di euro, grazie a operazioni in prestigiose destinazioni di villeggiatura e città d’arte. La fiducia di investitori e operatori nel settore rimane molto alta e si prevede una progressiva normalizzazione delle performance dell’industria alberghiera nei prossimi mesi rispetto alle crescite straordinarie dei prezzi per camera osservati negli ultimi anni. Il mercato degli investimenti continuare a registrare un’attività d’investimento vivace che fa prevedere ottimi risultati nella seconda metà dell’anno, con possibili segnali di compressione dei rendimenti per nuove operazioni su trophy asset. Il settore industrial & logistics nel primo trimestre del 2023 ha registrato investimenti per 290 milioni di euro, grazie a operazioni portate avanti da net-lease buyer alla ricerca di portafogli in sale & lease-back e investitori value-add in cerca di opportunità d’investimento di dimensioni contenute in grado di offrire elevati ritorni. Il mercato occupier continua a registrare buoni risultati in termini di assorbimento di nuovi spazi (605.000 mq di take-up), mentre si prevede un leggero rallentamento nella crescita dei canoni di locazione, ma in linea con la media storica, dopo due anni eccezionalmente dinamici. Il rallentamento dello sviluppo immobiliare dei mesi passati e la saturazione dei mercati primari, hanno portato a una riduzione della disponibilità di spazi per la logistica di grado A facendo sì che alcuni occupier intraprendessero direttamente un’attività di sviluppo nei mercati ancora poco esplorati dagli investitori.

I volumi d’investimento nel mercato living continuano a essere frenati dalla mancanza di prodotto stabilizzato. In questo momento si osservano soprattutto acquisizioni di complessi di uffici da convertire in residenziale e accordi per vendita di cosa futura di studentati situati nelle principali città universitarie italiane. Nonostante il persistere di condizioni di accesso ai mutui più restrittive continuino a incidere negativamente sui volumi di compravendita delle abitazioni, i prezzi di vendita per il prodotto nuovo continuano a crescere, anche se con incrementi progressivamente più contenuti. L’attività di sviluppo guida gli investitori a lungo termine a competere per l’acquisto di terreni per progetti mixed use di rigenerazione urbana, come l’aggiudicazione recente dell’area “Scalo Farini” per oltre 489,5 milioni di euro.

Nel primo trimestre del 2024 i volumi d’investimento del segmento alternative sono rimasti contenuti, complice una fase di assestamento nel settore delle residenze socio-assistenziali (RSA), la componente tradizionalmente più significativa degli investimenti healthcare. L’interesse degli investitori rimane alto grazie ai fondamentali del settore, ma l’aumento dei costi operativi delle strutture sanitarie e un recupero dei tassi di occupancy ancora parziale rispetto ai risultati pre-covid hanno richiesto, spesso, rinegoziazioni dei canoni di locazione, provocando un posticipo dell’immissione di nuovo prodotto sul mercato. Si registrano volumi d’investimento contenuti anche per infrastrutture e data center. Per le prime, nel corso dell’anno sono previste nuove operazioni di piattaforma di grande dimensione, mentre il mercato dei secondi continua a essere caratterizzato da operazioni di acquisizione di terreni da parte di operatori, da destinare allo sviluppo dei propri centri.

Il mercato retail invece segna volumi d’investimento molto limitati, caratterizzati soprattutto da operazioni value-add / opportunistiche di piccole dimensioni. Il prodotto out-of-town comincia ad innescare un certo interesse, soprattutto legato ad operazioni con strutture di preferred equity o operazioni di sale & lease-back. Si prevede anche che nei prossimi mesi l’attività d’investimento possa aumentare nel corso del secondo semestre grazie al capitale opportunistico. Rimane contenuto il dinamismo del segmento high street a causa della mancanza d’incontro tra domanda e offerta, tuttavia nei prossimi mesi si perfezionerà l’operazione d’investimento di Via Monte Napoleone 8 a Milano, che ha suscitato grandissimo interesse tra gli investitori sia per la dimensione dell’investimento sia per il prezzo in termini di capital value. Nei mercati regionali i volumi d’investimento continuano a essere guidati dai fondamentali dalle specifiche vocazioni dei territori, come nel caso del settore alberghiero a Firenze, della logistica in Veneto o delle residenze per studenti a Bologna, anche se si osserva un crescente interesse verso gli immobili a uso ufficio dei principali capoluoghi, dove un’offerta limitata di prodotto di qualità intensifica la pressione della domanda di spazi da parte degli occupier.

Nuovo round di investimento per indigo.ai: si continua a puntare sull’AI

indigo.ai, startup che dal 2016 supporta le aziende con l’intelligenza artificiale conversazionale, ha chiuso un round di finanziamento da 2,5 milioni di euro per accelerare la crescita e gestire al meglio le opportunità offerte dalla costante trasformazione del mercato. L’investimento è stato condotto dal Gruppo Vedrai, che nel 2022 aveva già acquisito il 60% di indigo.ai con l’obiettivo di supportare lo sviluppo dell’azienda e avviando una proficua collaborazione tra le due realtà del nuovo Made in Italy tecnologico.

Questo nuovo round di finanziamento consolida la posizione di indigo.ai sul mercato italiano, sviluppando ulteriormente la strategia di crescita. Con un focus specifico sul 2024, la roadmap futura si basa sull’ampliamento delle soluzioni tecnologiche, supportato dal consolidamento del modello di vendita e dal rafforzamento del network di partner.

“Il nostro obiettivo è facilitare il dialogo con gli utenti, offrendo alle aziende soluzioni basate sull’AI, innovative e facili da utilizzare anche da parte di chi non dispone di un background tecnico” dichiara Gianluca Maruzzella, Co-founder & CEO di indigo.ai. “Ora, grazie alla rinnovata collaborazione strategica con Vedrai, siamo pronti per proseguire ulteriormente lungo il nostro percorso di sviluppo, che per il 2024 prevede un piano di crescita basato su investimenti che ci consentano di sfruttare appieno le opportunità offerte dalle costanti evoluzioni della tecnologia. Puntiamo al consolidamento del mercato, rafforzando inoltre le partnership già in essere e avviandone di nuove”.

“Questo nuovo investimento conferma il valore di un progetto che sta rispettando tempi e aspettative, nonché la strategia di mettere a fattor comune la mission delle due realtà di rendere l’intelligenza artificiale uno strumento democratico” aggiunge Michele Grazioli, Presidente di Vedrai SpA. “La tecnologia di indigo.ai rappresenta un asset fondamentale su cui far leva per rispondere tempestivamente alle evoluzioni del mercato, consentendo alle aziende di restare competitive. Insieme siamo riusciti a raggiungere un numero sempre più ampio di settori e siamo entusiasti di poter continuare a supportare il team nel portare sempre più avanti la frontiera dell’AI al servizio delle aziende”.

Investimenti immobiliari, cresce l’attenzione per i centri commerciali

Nonostante la buona tenuta dell’economia italiana in un contesto di rallentamento dell’Eurozona, le attività d’investimento nell’immobiliare continuano a essere frenate dalle condizioni di accesso al credito, in peggioramento a causa dei nuovi rialzi dei tassi d’interesse da parte della BCE finalizzati al contenimento dell’inflazione. Si assiste infatti a una riduzione del numero e della dimensione delle transazioni, parallelamente a una contrazione delle attività di raccolta da parte dei fondi immobiliari italiani.

“Per i prossimi mesi non sono attese particolari inversioni di tendenza rispetto all’attuale momento di mercato; sarà necessario attendere il 2024 per osservare un assestamento dell’inflazione e quindi una riduzione dei tassi d’interesse” – afferma Silvia Gandellini, Head of Capital Markets and Head of A&T High Street di CBRE Italy. “Nel frattempo sempre più investitori stanno esplorando nuovi settori, con un focus particolare verso gli operational real estate asset, che seguono logiche non strettamente immobiliari, come strutture sanitarie, data centre, infrastrutture per le telecomunicazioni e l’energia. Le operazioni d’investimento attualmente in corso e destinate a concludersi entro la fine di quest’anno, ci portano a pensare che anche nel prossimo trimestre i volumi delle transazioni continueranno a crescere, ma senza recuperare il gap accumulato negli ultimi 18 mesi”.

In questo contesto, l’asset class Office registra una marcata riduzione dei volumi di investimento, in cui si rileva anche una maggiore richiesta di aggiustamento del prezzo, soprattutto per il prodotto value add e per gli immobili già valorizzati in location secondarie. Si continua a registrare invece un’ottima liquidità per immobili core a Milano, anche rispetto ai migliori mercati europei. L’interesse degli investitori appare molto polarizzato: non perdono di appeal gli asset core nel Central Business District, dove le prospettive di crescita dei canoni di locazione rimangono molto positive, mentre nelle realtà più periferiche si riscontra un atteggiamento cauto degli investitori, causato dall’incertezza della domanda futura di spazi da parte degli occupier.

Industrial & Logistics si conferma la prima asset class di investimento, nonostante anche in questo caso si rilevi un calo dei volumi, del numero e della dimensione delle singole operazioni rispetto al 2022. Le performance del mercato occupier continuano ad alimentare un outlook molto positivo sulla crescita dei canoni di locazione, favorendo gli investimenti in operazioni core+ e value add. La domanda di spazi in questo settore non sembra infatti arrestarsi, confermando l’Italia come uno dei best performer tra i mercati logistici europei, sia in termini di performance di assorbimento che in termini di margini di crescita. In linea con la prima metà dell’anno, continua a rafforzarsi l’interesse verso operazioni in immobili industriali affittati nel lungo periodo ad aziende manifatturiere con covenant forti. Le ottime performance dei fondamentali dell’industria di riferimento continuano a sostenere anche gli investimenti in Hotels, dove l’aumento dei prezzi medi per camera, e quindi dei valori di RevPAR (Revenue Per Available Room), incoraggiano l’investimento in questa asset class. Il mercato dell’ultimo trimestre ha visto una crescente attività da parte di hotels operator oltre a corporate deal. Gli acquirenti più attivi in questa fase si confermano i cash buyer, in particolare i family office, in grado di completare rapidamente le acquisizioni in un contesto di elevato costo del debito.

Nonostante la forte domanda di abitazioni in affitto e di posti letto per studenti fuori sede continui ad alimentare la crescita dei canoni di locazione nelle principali città, il settore Living ha rallentato il suo percorso di consolidamento. L’interesse dei developer dei fondi di private equity per il build-to-rent e gli studentati rimane ancora alto, ma i costi di costruzione, l’elevato costo del debito e l’incertezza burocratica, rallentano i nuovi sviluppi in un contesto di sostanziale assenza di prodotto stabilizzato. Si osserva un’attività intensa sul cambio d’uso da uffici a living in location periferiche di Milano. Il mercato built-to-sell è ancora molto forte e fa da traino per il settore grazie anche all’ottimo assorbimento per i prodotti prime e good secondary.

Nel settore Alternative c’è un forte aumento dei volumi di investimento, alimentato da operazioni di piattaforma nell’healthcare. Nonostante le forti barriere all’ingresso in questo e in altri settori considerati Alternative, i numeri delle singole operazioni confermano la potenziale profondità della domanda d’investimento in questi mercati. In particolare si denota interesse da parte di capitali di private equity, alla ricerca di ritorni competitivi, investendo anche in strutture operative in settori supportati da solidi fondamentali.

Per il settore Retail rimane alto l’interesse da parte dei net lease buyer per medie superfici affittate a operatori di primario standing e di lunga durata. Rispetto a 12 mesi fa, si registra una pipeline più consistente nell’attività d’investimento su centri commerciali, anche grazie a investitori newcomer che vedono ottime opportunità di acquisto a sconto, in particolare su centri medio grandi con ottimi fondamentali e dominanti nei loro bacini di riferimento.

Rovagnati investe 11 milioni di euro in ricerca & sviluppo

L’attuale piano di investimenti in ricerca & sviluppo di Rovagnati, con valore stimato 11 milioni di euro in tre anni, è dedicato a internazionalizzazione, sviluppo di prodotti senza nitriti, packaging sostenibile, efficientamento dei processi e informatizzazione degli stabilimenti. Un progetto approvato e finanziato dal Ministero nell’ottica di consolidare l’impegno dell’azienda verso il miglioramento continuo della propria offerta.

Internazionalizzazione
Rovagnati vive da anni una forte espansione internazionale e oggi esporta in più di 20 Paesi, con particolare focus su Francia, Belgio, Germania, Svizzera e Stati Uniti. L’investimento sarà strategico sia per lo sviluppo di prodotti in grado di far presa sui mercati esteri, sia per il potenziamento dello stabilimento produttivo di Vineland (USA) inaugurato nel settembre 2021.

Sviluppo di prodotti senza nitriti e presidio di nuovi segmenti di mercato
Era il 2017 quando Rovagnati ha introdotto Naturals, la prima linea di prodotti senza nitriti dell’azienda, a cui si è aggiunta poco dopo anche la gamma Snello. L’eliminazione dei nitriti è stata resa possibile grazie a una tecnologia brevettata e a una ricetta segreta che sfrutta la sinergia tra estratti naturali selezionati e un processo produttivo innovativo che porta a una completa eliminazione dei nitriti mantenendo lo stesso grado di salubrità dei prodotti che li contengono. La linea Naturals si è rivelata strategica per l’espansione internazionale, affermandosi come prodotto leader di mercato in Francia. Anche negli Stati Uniti il focus sulla produzione senza nitriti è strategico in quanto sta guidando il lancio di nuovi prodotti sul mercato. L’attenzione alla nutrizione consapevole è un elemento di valore anche nelle attività di Corporate Social Responsibility e di comunicazione. Tra queste il recente lancio del progetto Stammi bene, un’iniziativa di Education proposta dal brand che ha portato un messaggio di benessere a 360 gradi in oltre 2000 classi italiane.

Packaging sostenibile
Gli investimenti sono funzionali anche allo sviluppo di soluzioni packaging a minore impatto ambientale, sia nell’ottica di una progressiva riduzione dell’utilizzo di plastica che di una riciclabilità o facilità di riutilizzo della stessa. Sebbene la sostituzione di questo materiale a oggi sia complessa per il settore, Rovagnati ha già raggiunto l’obiettivo del 55% medio di plastica riciclata su tutti i vassoi delle vaschette e, nel corso degli anni, ha ridotto il peso delle stesse fino al 38% per alcune linee come Gran Biscotto, Snello e I Firmati.

Efficientamento dei processi e tracciabilità
Allo stato attuale l’azienda investe particolarmente in impianti di cogenerazione, energie rinnovabili, risparmio delle risorse idriche, soluzioni logistiche green, informatizzazione degli stabilimenti. Tra i progetti recenti anche il lancio in Italia e in Francia della Tracciabilità sulle gamme Borgo e Naturals. Inquadrando il QR code presente sul retro delle vaschette il consumatore accede a un elenco completo delle informazioni che riguardano i prodotti. Un progetto dall’approccio sempre più internazionale, attualmente in fase di sviluppo anche in Svizzera e Germania. L’investimento di Rovagnati mira a potenziare questa capacità innovativa, che si costituisce come una vera e propria leva strategica per il business.

“Gli investimenti di Rovagnati in ricerca e sviluppo sono fondamentali per garantire la competitività dell’azienda nel lungo periodo” commenta Gabriele Rusconi, Managing Director e Board Member di Rovagnati. “Grazie ai progetti che da anni portiamo avanti siamo stati in grado di aumentare il nostro export di prodotti Made in Italy e produrre in maniera sempre più sostenibile. Tutte le funzioni della nostra azienda lavorano per continuare e accelerare questo percorso”.

Rilancio Pernigotti, nominato nuovo CdA e ingresso Invitalia in compagine societaria

Con l’ingresso di Invitalia, è stata perfezionata la compagine societaria della Pernigotti Holding SpA, società costituita dal fondo Lynstone di JP Morgan che ha rilevato dal Gruppo Toksoz l’intero capitale sociale della Pernigotti SpA. L’operazione, condotta per Invitalia nell’ambito del Fondo per la salvaguardia dei marchi storici, ha consentito di ricostituire il capitale sociale per 7.000.000 di euro (75% Lynstone-JP Morgan, 25% Invitalia) e così porre le basi per il rilancio del marchio e della produzione. I due soci cooperano nella stessa misura anche in Walcor SpA, altro storico marchio cremonese, specializzata nella produzione di uova di Pasqua e monete di cioccolata. È proprio la complementarietà delle linee produttive e, di conseguenza, del portafoglio prodotti che ha indotto ad una “operazione gemella” che, integrando fornitori, prodotti, rete commerciale e management, si presenta sul mercato come una proposta innovativa.

Già dal prossimo periodo natalizio i prodotti a marchio Pernigotti torneranno disponibili per i consumatori che hanno dimostrato anche in recenti analisi di mercato di aspettare il ritorno sugli scaffali della distribuzione dei gianduiotti, dei torroni  e delle praline. L’assemblea dei soci ha nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione della Pernigotti Holding SpA, con Luigi Mastrobuono Presidente, Attilio Capuano Amministratore Delegato, Camille Le Baut Consigliere, membri a loro volta anche del Consiglio della Walcor.

Due i segnali importanti per l’economia italiana e per quella del territorio novese: l’interesse dei grandi fondi di investimento per la nostra manifattura, considerata ancora decisiva per lo sviluppo nell’intero quadro europeo, e in particolare per la leadership dell’industria alimentare; la strategicità del Fondo di salvaguardia dei marchi storici, che consente con il suo intervento di rilanciare sul mercato la tradizione dei marchi italiani, che hanno fatto e continuano a fare la storia del prodotto made in Italy in ottica di sviluppo e conquista di nuovi mercati. Una nuova prospettiva per il territorio e il ringraziamento per i lavoratori e loro rappresentanze che hanno atteso a lungo ma attivamente una svolta occupazionale, per le istituzioni locali, che hanno sostenuto il lavoro di costruzione della nuova ipotesi societaria, e per il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Presentata la nuova operatività del Fondo 394 per la competitività delle imprese italiane

Poche ore fa è stata presentata alla Farnesina la nuova operatività del Fondo 394, lo strumento gestito da Simest in convenzione con il Ministero degli Affari Esteri per finanziare gli investimenti per la crescita estera delle imprese italiane. Il fondo avrà una dotazione di 4 miliardi di Euro, dedicati in prevalenza alle PMI. All’evento sono intervenuti i vertici di Simest, società del Gruppo CDP: il Presidente Pasquale Salzano e l’Amministratrice Delegata Regina Corradini D’Arienzo.

Fra le principali novità del Fondo 394 figurano il sostegno agli investimenti per la transizione ecologica e digitale e per il rafforzamento della solidità patrimoniale delle imprese con vocazione internazionale. Saranno previsti benefici per le imprese appartenenti alle filiere produttive votate all’export e per le imprese impattate da rincari dei costi energetici. Saranno inoltre previste condizioni dedicate per le imprese con interessi diretti in aree strategiche per il Made in Italy, come i Balcani Occidentali, e per quelle localizzate nei territori colpiti dalla recente alluvione in Emilia-Romagna.

Attraverso il Fondo 394 gestito da Simest sono a disposizione delle imprese finanziamenti a tassi agevolati, fino allo 0,464% (tasso luglio 2023), a cui si potrà aggiungere una quota di cofinanziamento a fondo perduto fino al 10%. Le imprese potranno presentare domanda di finanziamento a partire dal 27 luglio alle ore 9:00 sul Portale Simest dei finanziamenti agevolati.

La nuova operatività sarà attiva attraverso sei diverse linee di intervento agevolativo:

Transizione Digitale o Ecologica: finanziamento dedicato alle imprese che intendano effettuare investimenti per l’innovazione digitale o per la transizione ecologica nonché investimenti produttivi generici per il rafforzamento della solidità patrimoniale, a beneficio della loro competitività sui mercati internazionali.

Inserimento Mercati: finanziamento per le imprese che intendano realizzare programmi di inserimento sui mercati internazionali, attraverso l’apertura di una propria struttura in un Paese estero; oppure che intendano rafforzare la propria presenza su mercati già presidiati, attraverso il potenziamento della propria struttura o del personale sul posto.

Certificazioni e Consulenze: finanziamento riservato alle imprese che intendano realizzare progetti di internazionalizzazione, innovazione tecnologica, digitale o ecologica, tramite il supporto esclusivo di società di consulenza, od ottenere certificazioni di prodotto, brevetti, per la tutela di diritti di proprietà intellettuale, di certificazioni di sostenibilità e innovazione tecnologica.

Fiere ed Eventi: finanziamento dedicato alle imprese che intendano partecipare, anche in Italia, a fiere, mostre, eventi e missioni imprenditoriali o di sistema, di carattere internazionale, anche virtuali, per la promozione di beni e servizi prodotti in Italia o a marchio italiano.

E-commerce: finanziamento per le imprese che intendano sviluppare il proprio commercio elettronico in Paesi esteri per beni e servizi prodotti in Italia o con marchio italiano, attraverso la creazione o il miglioramento di una piattaforma propria, o di un proprio spazio dedicato su una piattaforma di terzi.

Temporary Manager: finanziamento riservato alle imprese che intendano avvalersi temporaneamente di figure professionali specializzate per la realizzazione di progetti di internazionalizzazione, innovazione tecnologica, digitale o ecologica.

Nel corso dell’evento è stato inoltre firmato dal Presidente di Simest, Pasquale Salzano, e dal Presidente ICE, Matteo Zoppas – un accordo di collaborazione Simest-Ice volto a favorire la conoscenza e il migliore utilizzo – da parte del tessuto produttivo – dei servizi per l’internazionalizzazione delle due società.

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