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Lidl Italia “calca le scene” e diventa set per il film “Poveri ma ricchi”

Lidl Italia si affaccia al cinema italiano con un progetto di marketing innovativo, che si realizza nella partecipazione al film di Brizzi “Poveri ma Ricchi”, nelle sale dal 15 dicembre.

Lidl ha deciso di attivare la partnership con il film, prodotto da Wildside e Warner Bros. Entertainment Italia e distribuito da Warner Bros. Pictures, con l’obiettivo di sfruttare nuovi strumenti di comunicazione e raggiungere un target sempre più ampio.

La sinergica collaborazione tra Lidl e QMI, Agenzia italiana di Entertainment Marketing and Communication, ha permesso di sviluppare un progetto integrato che non comprende soltanto il product placement nella pellicola, ma un inserimento più articolato che ha toccato anche l’intreccio narrativo del film.

Infatti, alcune scene sono state girate proprio all’interno dei punti vendita Lidl, che si sono trasformati per l’occasione nel set del film. Gli attori hanno recitato tra le corsie del supermercato, ovviamente circondati da prodotti Lidl. Anche la trama ha visto l’Insegna protagonista, basti pensare che la figlia della famiglia Tucci, impersonata da Federica Lucaferri, nel film lavora proprio in un supermercato Lidl.

L’Amministratore Delegato di Lidl italia Marcello Candelori, commenta così l’importante iniziativa: “Lidl ha scelto di inserirsi nella commedia “Poveri ma ricchi” per avvicinarsi sempre di più agli italiani, con una forma di intrattenimento che rispecchiasse alcuni valori importanti: essere veritieri, coerenti e integrati nello sviluppo dell’azione cinematografica.” Continua l’AD – “Con questo progetto ci auguriamo di poter essere sempre più vicini alle persone, specialmente in questo momento festivo.

E alla fine, anche da noi è Black Friday-mania

Folle con sacchi a pelo fuori dalle porte dei grandi magazzini pronti ad affrontare la notte che avanza, con i fiocchi di neve che cadono. Obiettivo: shopping. Succede solo negli USA, d’accordo, ma non solo per l’arrivo dell’ultimo prodotto Apple o consolle di giochi. Succede una volta l’anno, da 50 anni circa, in occasione del Black Friday, il venerdì dopo il giorno del ringraziamento quando tradizionalmente i negozi americani applicano sconti pazzi prima delle feste di Natale. Alle prime luci dell’alba livida di novembre, perché l’apertura è anticipata anche alle 4 di mattino, parte l’epocale parapiglia, con corse sul filo della rissa per accaparrarsi gli affari migliori.

Poi arriva Amazon, grande scardinatore di usi e costumi consolidati, con due conseguenze: il Black Friday esce dalla cultura tipicamente anglosassone e invade il mondo. Ma anche, da giorno solitario dove far follie e rischiare il malleolo per accaparrarsi quell’imperdibile promozione da ora o mai più, segno dei tempi e della crisi del commercio, il Venerdì Nero s’allunga a dismisura e prolunga sconti e promozioni ad una o due settimane. Seguito da negozi fisici, supermercati, marchi di cosmesi e chi più ne ha più ne metta.

In calo di consensi il Cyber Monday “puro”, il giorno degli sconti nei siti di e-commerce, relitto di un’epoca in cui gli acquisti si facevano non da smartphone, come fanno tutti ora, ma dal computer dell’ufficio, il lunedì dopo il fine settimana dedicato alle spese natalizie. Si comprava ciò che non s’era trovato in negozio, oggi è piuttosto il contrario. Il New York Times consiglia addirittura di evitare folla e stress del venerdì fatale e comprare tutto online, che tanto i migliori “bargain” si trovano oramai lì, giorno e notte e senza orari.

Pare proprio insomma che questo sia l’anno del Black Friday in salsa italica, non se n’è mai parlato tanto qui da noi. Amazon l’ha allungato a 11 giorni, Carrefour propone due giorni di sconti al 20%. Un cambio netto di prospettiva, se si pensa al sistema dei saldi italiano (che son sempre partiti, rigorosamente, dopo Natale). Un sistema tuttora imposto per legge (cui l’e-commerce comunque sfugge).

E, se come sempre Amazon ha fatto strada, ed è già nel pieno della campagna sconti che culminerà proprio venerdì prossimo, non è certo il solo: secondo Rocket Fuel, agenzia di marketing digitale, “il 35-40% dei nostri clienti, ovvero tutti gli e-commerce di Retail&Shopping, stanno pianificando offerte e budget ad-hoc per i cinque giorni che vanno da uno/due giorni prima del Black Friday fino al Cyber Monday. In media ogni cliente che opera nell’e-commerce sta pianificando il 20% in più del budget che normalmente pianifica in un mese. Tutto da concentrare in questi giorni con messaggi pubblicitari specifici” spiega Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe e MENA Region di Rocket Fuel Inc.
Intanto Google ci mette lo zampino, e, in vista del traffico aumentato tipico del venerdì nero, lancia una nuova funzione: la segnalazione dell’affollamento di negozi, bar, musei, e ristoranti in tempo reale, basata sul conteggio anonimo degli utenti. Compare come barre rosse negli Orari con il maggior numero di visite in Google Search e Map. Come dire: sovraffollamento? Se lo consoci, lo eviti.

Come si diceva, in Italia il periodo precedente l’apertura ufficiale dei saldi (inizi di gennaio) è regolamentato da leggi regionali, che impediscono di effettuare promozioni. In Lombardia ad esempio vige il divieto di fare sconti dal 25 novembre (proprio il giorno del Black Friday) al 5 gennaio, primo giorno di saldi. Tanto che Confcommercio Varese ha organizzato una giornata di sconti per giovedì 24. Anche quest’anno si prevedono infrazioni, mentre l’anno scorso sono arrivate multe anche salate ai commercianti. che chiedono, quanto meno, regole condivise per tutti, piccoli negozi e grandi catene.

 

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Ma perché “Venerdì nero”?

Il nome ha origine controversa; la tesi più accreditata riguarda il fatto che solo il primo vero giorno di shopping natalizio i commercianti registrino conti in positivo ovvero in nero, m il nome potrebbe anche derivare dal giorno nero per il traffico cittadino, e sarebbe stato coniato dalla polizia di Philadeplhia all’inizio degli anni ’80. Ora, per i corsi e ricorsi della storia, il venerdì nero del traffico potrebbe trasferirsi dai centri città alle autostrade: un parlamentare britannico ha lanciato l’allarme per la sicurezza stradale posto da centinaia di guidatori di camion e Tir costretti a lavorare anche 20 giorni di fila per consegnare pacchi degli acquisti e-commerce, su e giù per il Paese.

DominoDisplay.com amplia la gamma con tre totem multimediali

DominoDisplay.com, primo shop on line di soluzioni multimediali per la visual communication, amplia la gamma della Serie T con nuove soluzioni esclusive: tre totem multimediali di grande formato personalizzabili nel design e nella grafica.

Destinati alla veicolazione di comunicazioni commerciali e informative in ambito retail, hospitality, healthcare e corporate, i nuovi totem hanno un elevato contenuto high-tech. Cuore della Serie T extra wide sono i monitor DME di Samsung da 65”, 75” e 82”, da cui i totem prendono rispettivamente il nome di T65”, T75” e T82”. Questa tecnologia collaudata impiega un’ampia gamma cromatica, offrendo prestazioni al top in termini di definizione dei dettagli. Caratteristiche che, unite alle grandi dimensioni, permettono di trasmettere video e contenuti multimediali garantendo un coinvolgimento di grande impatto. Gli schermi assicurano un funzionamento affidabile e prolungato 24/7.

“I nuovi modelli della Serie T sono un esempio della nostra capacità di stare al passo con l’evoluzione tecnologica offrendo un perfetto time-to-market – afferma Alberto Masserdotti, fondatore di DominoDisplay.com. – La continua presentazione di nuove soluzioni hardware evolute del nostro partner tecnologico Samsung sono un costante stimolo per mettere a punto sistemi digital signage unici progettati dal nostro reparto R&D interno. Una strategia di business che ci permette di proporre a rivenditori e clienti finali soluzioni all’avanguardia in grado di soddisfare target sempre più esigenti e coprire tutti i segmenti di mercato”.

Il 74% degli italiani ha una carta fedeltà, ma per Nielsen si può “personalizzare” di più

Ci piacciono, i programmi fedeltà. Quasi tutti noi siamo iscritti ad almeno uno, più spesso a più d’uno. Lo rivela la “global survey” di NielsenRetailer loyalty: card-carrying consumer perspectives on retail loyalty-program participation and perks” elaborata su un campione di oltre 30mila persone in 63 nazioni. Un’indagine che fotografa l’Italia come un Paese estremamente interessato alla fidelizzazione del cliente tramite sconti e vantaggi, ma con ampi margini dì crescita: il 74% degli Italiani infatti ammette di essere iscritto a un programma fedeltà presso almeno un rivenditore che offre questo tipo di servizio, un dato ben superiore alla media europea e mondiale che è del 66%. Il 44% dei nostri connazionali aderisce a un numero compreso tra 2 e 5 di questi programmi, mentre un consumatore su sei (il 17%) è iscritto ad almeno sei programmi.

E che queste tessere non stiano soltanto là ad appesantirci il portafogli ma sono realmente utilizzate lo dimostra il fatto che il 62% del campione dichiara di preferire, ove possibile, fare acquisti nei negozi che offrono carte fedeltà, naturalmente a parità di prezzo e di condizioni. Addirittura per il 60% il programma fedeltà costituisce l’unico motivo per continuare a preferire un negozio a un suo concorrente, e il 55% è disposto a spendere maggiori somme di denaro presso chi lo fa sentire un cliente “speciale”.

In questi modo aziende globali forniscono un servizio che viene percepito quasi “sartoriale” dal cliente. «La personalizzazione dell’offerta – spiega Giovanni Fantasia, amministratore delegato di Nielsen Italia – costituisce il futuro dei programmi di fidelizzazione soprattutto in Italia, dove i margini di crescita in questo sono ancora molto ampi. Occorre costruire una relazione personale per interagire in maniera diretta con il cliente, ad esempio attraverso i social media. Occorre quindi mettere in atto strategie di marketing che differenzino i contenuti delle singole iniziative per non far perdere la propria efficacia. Il compenso in denaro non può più essere considerato l’elemento differenziante. Si tratta quindi di mettere in cantiere progetti altamente coinvolgenti. Per esempio un’azienda che voglia consolidare la propria reputazione nella corporate social responsibility potrà far partecipare i propri clienti a iniziative di charity o ecosostenibili, espressamente dedicate a chi ha dimostrato di essere sensibile ad esempio a prodotti ecosostenibili».

La nuova frontiera del commercio ha però ancora confini tradizionali. Il pubblico, per dire, sembra gradire ancora la tessera di plastica rispetto a quella virtuale: in Italia il 79% dei consumatori preferisce tirarla fuori dalla tasca ogni volta, un dato inferiore a quello della Gran Bretagna (82%) e di poco superiore a quello della Germania (76%), laddove invece in Francia e Spagna il dato scende rispettivamente al 64 e al 45%. Nell’online non a caso siamo piuttosto indietro: solo il 19% del campione dichiara di avere un account digitale e ancora meno (il 15%) utilizza le app del retailer sul proprio dispositivo. Un dato inferiore a quello del resto d’Europa, in coerenza con la minore penetrazione di Internet da noi (62%).

Sconti e punti se si entra in negozio, è l’App CheckBonus, che raccoglie investitori

C’è anche Mediaset tra i nuovi investitori di CheckBonus che hanno operato un aumento di capitale di 2 milioni di euro: punto d’incontro tra store fisico ed esperienza mobile, l’app incentiva lo store traffic premiando i consumatori che entrano in negozio con buoni sconto, punti o gift card.
La startup fondata da Pierluigi Casolari e Yuri Ceschin nel 2013 ad oggi ha oltre 200.000 utenti e collabora con oltre 2.000 negozi appartenenti a 10 gruppi commerciali. Tra questi Chicco, La Feltrinelli, OVS, Salmoiraghi & Viganò, Geox, Flying Tiger Copenhagen, Profumerie Douglas, Toys Center
L’applicazione, disponibile per iOs e Android, si basa su un principio semplice: più tempo trascorri nei negozi, più punti vendita visiti tra quelli convenzionati, più accumuli punti che ti permettono di acquisire sconti attraverso buoni acquisto e gift card, oltre a ottenere offerte e promozioni esclusive. Un modo coinvolgente per promuovere “la pedonalità nei punti vendita”.

Come funziona

4-prize-catalogLato azienda, l’App consente, grazie a un’innovativa piattaforma di proximity marketing, a brand e insegne di comunicare nel punto vendita con i propri consumatori aumentando il traffico e la fidelizzazione del consumatore. Gli ingressi vengono certificati attraverso la tecnologia iBeacon. 

L’utente,  da parte sua, visualizza sullo smartphone i negozi convenzionati più vicini. Appena entra in uno di questi, riceve un avviso relativo alle offerte in corso nel punto vendita, e inizia ad accumulare punti. Automaticamente, l’utente riceve una notifica dei punti raccolti e delle promozioni presenti in negozio. In alcuni store il punteggio aumenta in base al reparto che si visita. Tra le notifiche è possibile salvare quelle di interesse, usufruendo subito dei buoni sconto ad esse collegati. È anche possibile monitorare il proprio punteggio e decidere a quale premio accedere nell’elenco di CheckBonus, che propone sconti da 5 a 50 euro su viaggi, elettrodomestici, alimentari, beauty e altro.

Amaro Montenegro, Jack Daniel’s e Vecchia Romagna sparigliano su FB

Amaro Montenegro, Jack Daniel’s e Vecchia Romagna, conquistano il podio della classifica stilata da Blogmeter nel comparto superalcolici, per quano attiene l’engagement. Sambuca Molinari  e Brancamenta sono invece i migliori in termini di nuovi fan.
Dall’analisi, la prima evidenza che balza agli occhi è che i brand del settore Liquors & Spirits mostrano innanzitutto una predilezione per Facebook per comunicare con i propri consumatori italiani, mentre la loro presenza su Twitter è molto ridotta.

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L’engagement
La classifica relativa al total engagement su Facebook, metrica che misura la capacità delle pagine di coinvolgere gli utenti, si apre con Amaro Montenegro che totalizza quasi 68.000 interazioni mensili. L’amaro di origini bolognesi, quarto tra l’altro per numero di nuovi fan, conquista gli utenti con contenuti che mettono al centro il prodotto, accompagnati dall’hashtag ufficiale #saporevero. Il secondo brand della categoria più coinvolgente ad ottobre è Jack Daniel’s il whiskey del Tennessee che punta su una comunicazione divertente e al tempo stesso emozionale. Completa il podio dell’engagement Vecchia Romagna che, grazie al nuovo posizionamento “remix” promosso dalla campagna con protagonista Bob Sinclair, spopola tra i giovani con le sue foto dedicati alle serate, alla musica e al divertimento. Seguono, rispettivamente in quarta e quinta posizione Sambuca MolinariAmaro Lucano che sula sua pagina pubblica post ironici e nostalgici al tempo stesso contenenti l’hashtag #Lucano1894, che hanno l’obiettivo di comunicare la longevità del brand.

Nuovi fan
E  Molinari Sambuca bissa il successo conquistando la vetta della classifica dei brand che accrescono maggiormente la propria fan-base. Il merito è anche l’utilizzo strategico dell’hashtag #Piùchiarodicosì, claim dell’azienda, presente in quasi tutti i post di Molinari, e di #molicord l’hashtag che accompagna i post dedicati ai vecchi spot di Molinari. Il secondo brand che colleziona un elevato numero di nuovi fan su Facebook è Brancamenta, grazie soprattutto al successo del concorso a premi #BrrrDate, mentre segue al terzo posto Belvedere Vodka che con John Legend e la campagna di CSR #endAIDS ha appassionato gli utenti a ottobre. In quinta posizione per nuovi fan, infine, dopo Amaro Montenegro (quarto dietro Belvedere Vodka), troviamo Jägermeister che risulta essere la pagina più attiva tra quelle presenti in classifica, con una media ben 18 post al giorno: la maggior parte dei contenuti sono stati pubblicati in occasione di due festival di musica elettronica che si sono tenuti in Italia ad ottobre, in occasione dei quali Jägermaister ha partecipato con l’iniziativa #JagerHunters.

I coupon digitali personalizzati saranno 362 miliardi nel 2020, spinti da social e IA

Sempre più personalizzati e mirati, sempre più digitali, e, ovviamente, convogliati su smartphone tramite tecnologie di prossimità quali i beacon: è questo il futuro delle promozioni secondo Juniper Research che dà anche i numeri: tra cinque anni nel 2021 raggiungeranno globalmente quota 362 miliardi, il 60% in più rispetto agli attuali 224 miliardi.

Secondo la ricerca, Mobile & Online Coupons: Loyalty & Beacon Engagement 2016-2021 la crescita sarà dovuta in parte alla volontà dei retailer di proporre promozioni sempre più mirate e personalizzate.

Tra i nuovi sistemi utilizzati dalle aziende saranno sempre più utilizzati i Bot, programmi di intelligenza artificiale (IA) in grado di interagire online con il cliente tramite i canali social o programmi di chat o messaggistica come Facebook Messenger. Tra i retailer che stanno giù utilizzando questo tipo di applicazioni c’è il super tecnologico Domino’s Pizza e Iceland Air.

Tecnologia meno avanzata ma al momento più diffusa è quella degli aggregatori di promozioni sui canali social, Coupy in India e PennyCat in Nord America, ma anche in Italia yooDeal, youppit e Dealrapido.

La diffusione dei beacon, i dispositivi bluetooth ideati per interagire con il cliente con un breve raggio e testati in Italia dall’insegna Végé (vedi Tra beacon e prossimità Végé immagina lo store del futuro), su larga scala secondo la ricerca sarebbe stata bloccata da questioni pratico-legali. Il principale ostacolo sarebbe la necessità da parte del cliente di decidere di partecipare al coinvolgimento online con un marchio o un retailer, tramite l’installazione della sua app sul proprio smartphone o seguendo il suo account sui social media. Un problema che potrebbe essere superato grazie all’uso di più canali d’accesso come un browser we (già utilizzato dai beacon di Google).

Ciò che più interessa poi dei beacon lato retailer è la mole di dati utili e di valore che sono in grado d raccogliere, come sottolinea Lauren Foye, autrice della ricerca: “Uno dei più importanti strumenti in mano ai retailer è la conoscenza dei propri clienti. Tracciando i loro movimenti nel punto vendita è possibile inviare loro offerte e azioni di marketing mirate, e allo stesso tempo raccogliere dati e statistiche di gran valore per l’azienda, che possono essere in seguito utilizzati per incrementare le vendite”.

Pink Lady presenta Pinkids, le mele “dell’Era Glaciale”

Pink Lady®, la mela dal bollino a forma di cuore, presenta Pinkids®, le mele personalizzate con i personaggi del nuovo film d’animazione “L’Era glaciale: In rotta di collisione”, di cui sarà presto disponibile il DVD.
Questa è l’idea di Pink Lady® per inaugurare il primo raccolto Pinkids® dell’anno e attirare i più piccoli verso un alimento spesso trascurato, come la frutta. Infatti queste mele, grazie alle dimensioni ridotte, rispondono perfettamente ai bisogni dei bambini, che spesso non riescono a mangiare per intero una mela tradizionale, garantendo un frutto dalle alte qualità nutrizionali e che, allo stesso tempo, incentiva la lotta contro gli sprechi alimentari, dando anche ai frutti più piccoli la possibilità di arrivare sul mercato.
Con questa scelta Pink Lady® coniuga i suoi valori, il rispetto per l’uomo, per la terra e per le tradizioni, a quelli del nuovo episodio della saga “L’era Glaciale”, l’umorismo, l’avventura e lo spirito d’amicizia, in ottica di un posizionamento strategico con un franchise universalmente conosciuto e rivolto allo stesso target di Pinkids®.
Il co-branding tra Pinkids® e Fox, che durerà da inizio novembre a fine dicembre di quest’anno, porta sul mercato un packaging brandizzato in edizione limitata, con grafica, bollini e stickers de “L’Era Glaciale” on pack. Le Pinkids® son disponibili in tre formati diversi: referenze da 4, 6 o 8 mele.

Birra senza barriere: Birra 32 sceglie il braille

Birra senza barriere, anche per i non vedenti. Il birrificio 32 via dei Birrai, infatti, ha scelto di rinnovare la sua bottiglia, stampando – direttamente sul vetro e in alfabeto Braille – la scritta “Birra 32”.

32 via dei Birrai ha scelto le bottiglie Verallia (disponibili dal 7 novembre), come garanzia di una produzione rapida, capace e flessibile che tenga al centro le esigenze del cliente, ma che, allo stesso tempo, ha sviluppato negli anni una vera e propria passione per la CSR, la dimensione umana del business e la sostenibilità. Inoltre, Verallia ha un valore aggiunto: è uno dei player principali del riciclo del vetro post-utilizzo in Italia, grazie ai suoi due impianti Ecoglass che riciclano circa 650.000 tonnellate di rottame di vetro ogni anno. Oggi, infatti, è in grado di produrre la bottiglia di Birra 32 raggiungendo fino al 90% di vetro riciclato, senza intaccarne la bellezza del design: cosa che ne fa una bottiglia etica, solidale, ma anche bella.

“Questa iniziativa nasce dalla mia esperienza personale con un mio carissimo amico non vedente”, afferma Loreno Michielin, co-fondatore e responsabile commerciale di “Birra 32”. “Mi ha sempre colpito il fatto che ogni gesto per me scontato, come scegliere una bottiglia, per lui possa rappresentare una sfida pressoché insormontabile. Questo è il mio piccolo contributo per aiutarlo”.

“A noi le sfide piacciono, soprattutto quando si possono concretizzare in una buona azione verso qualcuno in difficoltà”, afferma Alessia Cappellin, Responsabile Marketing di Verallia. “Quando Loreno ci ha raccontato con passione il suo progetto, l’abbiamo sentito subito anche nostro e ci siamo attivati al nostro interno per cercare di inserire la scritta nel punto migliore dal punto di vista produttivo e di ergonomia per il consumatore finale. Il risultato credo sia un successo, per tutti.”

 

 

FRoSTA lancia la nuova campagna: orsi e conigli i testimonial

Orsi (bianchi e bruni, per par condicio) e conigli. Ecco i nuovi testimonial di FRoSTA, uno dei principali produttori di alimenti surgelati in Europa, che ha lanciato la sua prima campagna di comunicazione in Italia “La natura ha scelto FRoSTA”.

L’obiettivo è quello di promuovere la gamma prodotti “100% naturale” e divulgare i valori fondanti dell’azienda, il primo dei quali è la trasparenza. FRoSTA, infatti, ha portato in Italia prodotti completamente privi di additivi e introdotto la localizzazione di tutti gli ingredienti tramite un QRcode riportato sulla confezione, che rimanda alla piattaforma www.localizzailtuocibo.it.
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La scelta dei testimonial, da parte dell’agenzia di comunicazione partenopea Question Mark Communication, non è casuale: chi meglio di un orso può fiutare la bontà dei salmoni selvaggi FRoSTA? Chi potrebbe, se non un coniglio, scegliere gli spinaci più gustosi e teneri? Insomma, è la stessa natura a dare il suo imprimatur.frosta_orso-bruno_

“Quale miglior controllo qualità se non quello della natura stessa? – spiega infatti Meike Stöber, Brand Manager Frosta-.  Abbiamo scelto l’approccio creativo di Question Mark Communication perché è quello che meglio è riuscito a rappresentare i valori aziendali di FRoSTA, che da sempre si distingue sul mercato per la genuinità dei suoi prodotti, la trasparenza dei processi e il rispetto dell’ambiente. Abbiamo lanciato nel 2015 la linea “100% naturale” e siamo convinti che i nostri nuovi testimonial riusciranno a conquistare il cuore degli italiani, grandi e piccini”.

La campagna vivrà sul web attraverso la pianificazione su Facebook e Instagram e grazie a display su blog e magazine; mentre nella città di Roma sarà presente con oltre 1.700 impianti: in formato 300×200 sulla rete stradale, 300×140 nella linea metropolitana e in formato maxi retro bus.

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