Entro il 2030, i retailer più ambiziosi prevedono di aumentare la quota di contenuto riciclato negli imballaggi al 50%, di ridurre l’impronta di plastica vergine del 50% e di passare a materiali riutilizzabili, riciclabili o compostabili al 100% per i prodotti private label. Tuttavia si continua a credere che l’adozione del packaging sostenibile rappresenti ancora uno scoglio importante a causa dei suoi costi onerosi e così, in parte, effettivamente è. La situazione cambierebbe però se tutti i retailer rispettassero i propri impegni in materia di sostenibilità: la domanda di plastica riciclata (circa 90 milioni di tonnellate) supererebbe di gran lunga l’offerta globale (circa 60 milioni di tonnellate) entro il 2030 e questo farebbe pressione sui prezzi erodendo i margini dei rivenditori.
I retailer possono però investire nelle proprie strutture e nelle proprie capacità, agendo sulla catena del valore più a monte, così da evitare di pagare nel tempo prezzi maggiorati per i materiali riciclati. In questo modo i distributori potranno ridurre i costi degli imballaggi in plastica in media del 15% e fino al 40% in alcune categorie.
Come creare una strategia di packaging più sostenibile?
Valutare e ottimizzare l’intero portafoglio di packaging
I retailer dovranno avere una visione a 360 gradi della propria impronta in termini di packaging, valutando ad esempio l’utilizzo delle materie prime, l’impronta ambientale, i costi e i formati di ciascun prodotto, nel quadro di un’ampia analisi di base. Una volta consolidati i dati, i retailer possono identificare le maggiori opportunità all’interno del proprio portafoglio, il che aiuterà a definire la strategia di packaging ottimale. Per comprendere veramente il portafoglio di packaging, i retailer dovrebbero creare team specifici che si occupino di packaging sostenibile. L’ideale sarebbe un gruppo interdisciplinare con esperienza sia nella sostenibilità sia nel procurement.
Integrare i principi di sostenibilità nel processo di design del packaging
I retailer possono sviluppare un piano informato per rendere più sostenibile tutto il packaging in futuro. Ciò richiederà l’integrazione dei principi di design per la sostenibilità nei processi di progettazione del packaging. Le leve del design per la sostenibilità includono la riduzione degli imballaggi in eccesso attraverso approcci come lo “skinny design” o la modifica dei formati di packaging. Un’altra leva è la scelta dei materiali: i rivenditori possono scegliere polimeri plastici riciclabili o biodegradabili e considerare materiali alternativi all’interno del proprio portafoglio di imballaggi, come la carta o il cartone. È inoltre possibile utilizzare metodi innovativi per l’approvvigionamento dei materiali, ad esempio collaborando direttamente con i fornitori di imballaggi per progettare packaging sostenibili.
Creare nuove partnership lungo la catena del valore
I retailer potranno stabilire partnership o esplorare nuovi modelli di ownership lungo la catena del valore per assicurarsi una fornitura scarsa, senza pagare un sovrapprezzo. Tra i potenziali partner vi sono i supplier di imballaggi, i gestori dei rifiuti, che possono contribuire a garantire che gli imballaggi utilizzati vengano restituiti al rivenditore per essere riutilizzati o riciclati, e i riciclatori meccanici e chimici, con i quali il rivenditore può co-investire in impianti di riciclaggio o stabilire accordi di offtake. I distributori potrebbero anche collaborare con i produttori di beni di consumo confezionati per esplorare nuovi modelli di consumo, come le soluzioni ricaricabili.
Sviluppare nuove competenze interne
I talenti interni dovrebbero sviluppare una profonda comprensione delle tecnologie di packaging e riciclaggio. Il potenziamento delle capacità interne, sia attraverso le assunzioni di talenti esterni sia tramite l’upskilling, dovrebbe essere una delle maggiori priorità. Anche la logistica inversa (reverse logistics) è importante per garantire che le materie prime raccolte finiscano nelle mani giuste per un’ulteriore lavorazione lungo la catena del valore. È fondamentale sincronizzare la logistica inversa con le attività di fornitura e approvvigionamento di tutto il business.






“Negli acquisti dei consumatori si fa largo una crescente attenzione al risparmio nelle sue diverse declinazioni: promozioni, tagli prezzo, formati maxi. Quindi, alla luce di questo crescente comportamento di consumo, anche noi di Agromonte abbiamo voluto puntare su un formato che risultasse competitivo a fronte della quantità doppia di salsa, e che fosse sinonimo di risparmio di tempo, perché il cluster con la duplice bottiglietta consente di poter stoccare il prodotto comodamente in dispensa e usare al bisogno” spiega Miriam Arestia, Responsabile Marketing di Agromonte.

“Il mondo paper & packaging si trova ad affrontare un’era nuova, in cui le decisioni non possono più essere prese esclusivamente sulla base di costi, funzionalità ed esperienza del consumatore: oggi la sostenibilità è un tema imprescindibile per tutti. Non esiste oggi un vero vincitore tra i materiali da imballaggio: ognuno presenta benefici e compromessi dal punto di vista della sostenibilità. L’opzione più green, infatti, può variare notevolmente a seconda dell’applicazione e dell’area geografica di riferimento” spiega Andrea Isabella, Senior Partner e responsabile italiano Advanced Manufacturing & Services di Bain & Company.
“In generale l’industria della carta e degli imballaggi ha un impatto significativo sulla biodiversità, in particolare per quanto riguarda la gestione forestale e l’utilizzo dell’acqua” prosegue Mattia Bernardi, Partner di Bain & Company. “Solo il 22% delle aziende intervistate ha dichiarato di aver valutato l’impatto della propria catena del valore sulla biodiversità e solo il 31% sta agendo ora per affrontare la perdita di biodiversità. Le aziende che scelgono di agire sono pronte a trarre vantaggio riducendo la loro esposizione ai rischi legati alla biodiversità”.

Il nuovo design consente un maggiore spazio per la comunicazione di importanti driver di acquisto e la relativa modalità di consumo rafforzando così l’impatto di visibilità a scaffale della marca. La struttura ridisegnata permette di ottimizzare le operazioni di confezionamento, assicura una buona visibilità e protegge ulteriormente il frutto al suo interno. Non ultimo, il nuovo pack ha come plus l’essere flessibile nell’adattabilità ai diversi calibri disponibili durante la stagione commerciale, confermando così l’attenzione del brand alla qualità dei suoi prodotti.

