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Amadori acquisisce il plant based di Granarolo

Il Gruppo Amadori annuncia il perfezionamento dell’acquisizione del 100% di Unconventional, realtà specializzata in prodotti vegetali, fondata nel 2020 dal Gruppo Granarolo. L’operazione comprende l’acquisto del sito produttivo di Coriano (RN) e del brand Unconventional 100% Vegetale, di cui il Gruppo Amadori rileverà integralmente la gestione e lo sviluppo. L’acquisizione fa del gruppo cesenate il terzo player di marca nel mercato degli elaborati plant based (fonte: Circana Liquid Data Totale I+S+LSP+Discount AT dicembre 2025, ranking per vendite in valore), che ha chiuso il 2025 con una performance positiva, segnando un +5,9% a volume e raggiungendo un valore superiore a 208 milioni di euro, +3,8% a valore. Il segmento consolida anni di crescita ininterrotta, arrivando oggi a una penetrazione nelle famiglie italiane del 28,7% (fonte: YouGov Shopper – rilevazione continuativa su Panel di Shopper rappresentativo delle famiglie italiane).
In questo scenario, l’integrazione di Unconventional 100% Vegetale viene definita dal Gruppo Amadori “un pilastro fondamentale per accelerare e rafforzare la leadership nell’offerta proteica complessiva e un investimento mirato in un brand e in un mercato in cui il Gruppo crede e in cui s’impegnerà sostenendolo con la capillarità della propria rete logistica e commerciale, garantendo la continuità produttiva in Italia”.

PIÙ POSSIBILITÀ DI SCELTA AI CONSUMATORI
L’operazione rientra nella visione strategica riassunta dal corporate brand “Amadori – The Italian Protein Company”. L’obiettivo dichiarato è offrire un portafoglio completo di proteine sia animali che vegetali, provenienti da filiere controllate per garantire una possibilità di scelta sempre più ampia ai propri consumatori.
Questa acquisizione rappresenta un’importante accelerazione nel nostro percorso di crescita, permettendoci di diventare uno dei primi tre player di marca nel comparto degli elaborati vegetali – dichiara Denis Amadori, Amministratore Delegato di Gruppo Amadori (a sinistra nella foto in alto) –. Unconventional 100% Vegetale arricchisce la nostra offerta con prodotti ad alto tasso di innovazione, rispondendo alle nuove esigenze di consumatori che cercano una dieta bilanciata e variegata. Integreremo questo brand nel nostro ecosistema, certi che la forza del Gruppo Amadori potrà proiettarlo verso nuovi traguardi”.

IL FOCUS DI GRANAROLO TORNA SUL CASEARIO
A chiarire i motivi della cessione è Stanislao Fabbrino, Presidente del Gruppo Granarolo (a destra nella foto in alto): “Nell’ottica di una semplificazione del modello di business, stiamo attuando una focalizzazione sul mercato del latte e dei suoi derivati. Esprimiamo grande soddisfazione per essere riusciti a chiudere un’operazione importante nel segno della continuità italiana della proprietà, con un’azienda solida, di tradizione, del nostro territorio, con la quale collaboriamo e che, siamo certi, garantirà un’ulteriore crescita a un brand riconoscibile e apprezzato come Unconventional”. L’intera forza lavoro dello stabilimento di Coriano entrerà a far parte del Gruppo, che oggi conta oltre 9.400 dipendenti operativi in Italia.

GESTIONE INTEGRATA DELLA FILIERA
Fondata nel 1969, Amadori è oggi un gruppo leader nel comparto agroalimentare. Da sempre specialista del settore avicolo, con una quota di mercato di circa il 30% sul totale carni avicole in Italia, sta estendendo la propria offerta a tutto il campo delle proteine: bianche, rosa, gialle e verdi. Amadori ha registrato nel 2024 un fatturato di 1.721 milioni di euro. L’azienda si distingue sul mercato per la gestione integrata della propria filiera italiana, formata da: 6 stabilimenti di trasformazione alimentare, 5 incubatoi, 4 mangimifici e 1 in conto lavorazione, circa 800 allevamenti sia a gestione diretta che in convenzione, 3 piattaforme logistiche e 16 centri di distribuzione fra filiali e agenzie, che garantiscono una distribuzione capillare in tutta Italia.

Affettati vegetali, arriva Mopur Original al gusto di Salame

FelsineoVeg SB amplia la gamma di affettati 100% vegetali con Mopur Original al gusto di Salame. Caratterizzata da fette spesse e da una texture morbida, la nuova referenza plant-based viene descritta dall’azienda come capace di coniugare sapore deciso, semplicità degli ingredienti e profilo nutrizionale equilibrato. L’elevato tenore proteico – 29 grammi per confezione, pari al 32% di proteine vegetali – la rende ideale sia per chi pratica attività sportiva sia per chi segue un’alimentazione sana e bilanciata.

UN SOLO PRODOTTO, PIÙ OCCASIONI DI CONSUMO
Alla base della ricetta c’è Mopur, il brand leader nella grande distribuzione nel segmento degli affettati vegetali che propone prodotti con caratteristiche ben riconoscibili: clean label, lista ingredienti corta, assenza di additivi e un profilo nutrizionale equilibrato.
Il risultato è un affettato vegetale pensato per molteplici occasioni di consumo: dal panino veloce alla bruschetta, fino alle piadine e ai taglieri vegetali da condividere per un aperitivo originale e goloso.
Mopur Original al gusto di Salame è disponibile in vaschetta da 90 grammi al prezzo suggerito di 2,99 euro.

Granrì di Verys, l’alternativa vegetale al formaggio stagionato

L’obiettivo è ambizioso: rappresentare l’alternativa 100% vegetale al formaggio stagionato. Per raggiungerlo Granrì di Verys punta sul riso integrale italiano, cioè il suo principale ingrediente. Il cuore di Granrì di Verys è infatti il Bio SuRice, un preparato a base di riso integrale germogliato, da cui provengono i nutrienti.
Frescolat, l’azienda trevigiana a cui appartiene il marchio Verys, presenta Granrì come un prodotto dal gusto ricco, deciso, ma al tempo stesso rinfrescante. E sottolinea che – essendo senza Ogm, derivati animali, soia, glutine, né allergeni – è adatto a consumatori di tutte le età, anche a chi ha intolleranze a latte, lattosio e glutine.

LA VERSATILITÀ È UN PUNTO DI FORZA
La struttura compatta facilita l’utilizzo di Granrì in varie preparazioni, sia calde che fredde, e per arricchire le ricette più semplici. Poiché si scioglie facilmente, può essere cotto alla griglia, in padella o al forno, ma può essere consumato anche crudo da solo, all’interno di un panino, oppure grattugiato, a scaglie, cubetti o fettine, in abbinamento a un’insalata. Inoltre, può insaporire paste, lasagne, risotti e gratin.
Disponibile in formato da 150 grammi, una volta aperto Granrì si conserva in frigorifero tra 0°C e +4°C e va consumato entro pochi giorni per garantirne freschezza e sapore.

Trend positivo per il plant-based: lo acquista il 60% delle famiglie

I carrelli degli italiani sono sempre più verdi per la continua crescita dell’acquisto di prodotti plant-based, che nel 2024 ha coinvolto più di 15 milioni di famiglie, raggiungendo una penetrazione assoluta del 59,3%. Questi gli ultimi dati raccolti da YouGov Shopper, operatore attivo nel mercato delle ricerche sul mondo del largo consumo, che ha rilevato l’aumento del consumo plant-based nell’anno appena trascorso confermando la solidità di una tendenza che non accenna ad arrestarsi. Tutti gli indicatori monitorati durante il 2024 confermano il consolidamento del settore: la penetrazione assoluta accelera la sua crescita (+2,2 punti percentuali), mentre la frequenza di acquisto segna un significativo +9,6% che influenza l’acquisto medio (+1,8%). L’unico dato in controtendenza è quello relativo all’acquisto medio per atto (-7,1%), con un calo che conferma anche in questo settore le nuove abitudini delle famiglie italiane che fanno la spesa sempre più spesso, ma in quantità sempre più ridotte.
Qual è il profilo socio-demografico delle famiglie che scelgono prodotti plant-based? Analizzando ad esempio la gastronomia vegetale (fresca o surgelata), i dati evidenziano una prevalenza di acquirenti nel Nord Italia, appartenenti a classi socio-economiche medio-alte, di età superiore ai 45 anni e senza figli. Oltre il 60% delle famiglie che scelgono il plant-based è infatti composto da nuclei monocomponente o con massimo due componenti.

L’IDENTIKIT DI VEGETARIANI E VEGANI
Tra i fattori che spiegano la continua crescita dell’acquisto di prodotti plant-based emerge, secondo la ricerca firmata da YouGov, il progressivo affermarsi della dieta vegetariana e di quella vegana in Italia. Sono complessivamente quasi 3 milioni, infatti, coloro che si dichiarano vegetariani (3,7% della popolazione, pari a 2,1 milioni di persone) o vegani (1,5% del totale, 855.000 persone).
Per la maggioranza di coloro che adottano questi regimi dietetici – in prevalenza donne (55%) e residenti nel settentrione (52%) – lo stimolo è la volontà di avere un certo stile di vita (32%). Particolarmente rilevante risulta essere anche la salute personale che motiva il 31% degli acquirenti a scegliere prodotti vegani e vegetariani. L’etica si intreccia dunque alla cura personale, delineando un’attenzione al benessere collettivo e individuale, che guida le scelte alimentari di questi consumatori. Guardando alle loro attitudini emerge infatti che vegetariani e vegani sono più ambientalisti rispetto alla popolazione italiana maggiorenne complessiva (34% vs. 12%) e prediligono marchi e aziende che esprimono un impegno concreto nelle cause sociali e ambientali. Inoltre, sono più attenti della media nazionale alle etichette degli alimenti e alle liste di ingredienti (31% vs. 20%) e maggiormente pet-friendly (nel 47% dei casi possiedono due o più animali domestici, a fronte di una media nazionale che si attesta al 30%).

BENE LE BEVANDE VEGETALI E GLI HAMBURGER
Analizzando nel dettaglio la penetrazione assoluta dei segmenti, emerge che nel 2024 più di un italiano su 3 ha acquistato bevande vegetali (39,3%) e gastronomia vegetale (38%) mentre quasi uno su cinque (19,8%) compra prodotti sostitutivi dei latticini. Guardando alla variazione della penetrazione tra il 2023 e il 2024, si osserva un miglioramento complessivo che coinvolge tutte le categorie: gastronomia vegetale (+2,7 punti percentuali), bevande vegetali (+1,9pp), alternative ai latticini (+1,6pp), salumi vegetali (+1,4pp). Prendendo in considerazione i singoli prodotti, inoltre, si osserva che l’aumento più significativo riguarda il numero di consumatori che acquistano gli hamburger (+3,5pp), il finger food (+2,1pp), e i condimenti (+ 2pp).
Il perseguimento di uno stile di vita sano e responsabile sta spingendo sempre più famiglie italiane a modificare le proprie abitudini alimentari – commenta Paola Corbellini, National Clients Cluster Lead di YouGov – incrementando il consumo di prodotti plant-based. Secondo i nostri dati, infatti, tale tendenza è in costante crescita e segna un’espansione che coinvolge un numero sempre maggiore di italiani, in particolare quelli residenti nel Nord (47,5% del totale), appartenenti a classi socio-economiche medio-alte (51,1%), con età superiore ai 45 anni (73,9%) e senza figli (78,4%). A questo target, si affianca anche quello dei vegani e vegetariani, che contribuiscono in modo determinante alla diffusione del plant-based nel nostro Paese”.

Findus rinnova la ricetta del Burger vegetale Green Cuisine

Secondo un’indagine condotta lo scorso anno da NielsenIQ per Unione Italiana Food, sono 17,7 milioni le famiglie italiane che consumano prodotti a base vegetale, di cui la metà sono acquirenti “non occasionali”. Si tratta di una scelta trasversale, che non coinvolge solo vegani o vegetariani: 2 famiglie su 3 (66%), infatti, li comprano “in alternativa” ai prodotti a base di proteine animali e non in “sostituzione”. Tra i protagonisti della dieta plant-based spiccano i burger vegetali, l’alternativa ai tradizionali burger di carne. I cosiddetti “secondi vegetali” – categoria che include, oltre ai burger, anche affettati plant-based e sostituti dei formaggi – rappresentano infatti la tipologia di prodotto a base vegetale più acquistata dai nostri connazionali: li portano in tavola 13 milioni di famiglie (51% del totale) circa una volta a settimana.

È a questa domanda che si rivolge Findus – marchio di surgelati di proprietà in Italia di CSI (Compagnia Surgelati Italiana) – con la nuova ricetta del Burger Vegetale della gamma di piatti plant-based Green Cuisine. Il Burger Green Cuisine è realizzato con soia sostenibile certificata, che sostituisce la precedente fonte proteica vegetale, ed è arricchito da un mix selezionato di spezie che ne esaltano il sapore. Findus sottolinea che la nuova ricetta ha ottenuto riscontri positivi tra i consumatori che l’hanno testata, apprezzandone in particolare la maggiore succulenza e intensità di gusto.

Ormai cinque anni fa, Findus ha lanciato la linea Green Cuisine – dichiara Alessandro Solazzi, Cluster Marketing Director Southern Europe Findus – con l’obiettivo di offrire una gamma di prodotti pensati per chi desidera integrare nella propria alimentazione alternative alle proteine animali, senza rinunciare al gusto. Siamo lieti di proporre oggi una nuova ricetta per i nostri burger plant-based, che sta già ricevendo ottimi riscontri da parte dei consumatori. Il nostro impegno continua: con Green Cuisine, accompagniamo l’evoluzione delle abitudini alimentari degli italiani, con una proposta versatile, gustosa e adatta al palato di tutti”.

Gruppo Felsineo presenta il quinto Bilancio di Sostenibilità

Prosegue con forza l’impegno ESG di Gruppo Felsineo, leader nella produzione di mortadella e affettati vegetali, che ha chiuso il 2024 con un fatturato di 56 milioni di euro e un organico di 150 persone. La realtà alimentare bolognese ha presentato il quinto Bilancio di Sostenibilità che rendiconta l’impegno sostenibile e le azioni messe in campo per il raggiungimento degli obiettivi di beneficio comune sviluppate dalle Società Benefit del gruppo, Felsineo e FelsineoVeg. Nella strategia di responsabilità sociale di Gruppo Felsineo sono stati identificati 13 temi materiali, riconducibili a 9 SDGs e sono stati divisi in 4 aree di lavoro, delineando così 4 percorsi: la Via dei Consumatori, la Via della Filiera, la Via della Vicinanza e la Via dell’Ambiente. Lungo queste vie si organizzano le attività relative a “Qualità, benessere e sicurezza alimentare”, “Filiera responsabile”, “Tutela dei dipendenti e impegno verso la comunità” e “Tutela dell’ambiente”.
Nonostante uno scenario complesso, abbiamo chiuso il 2024 con ottimismo, rinnovando il nostro impegno quotidiano nella sostenibilità economica, sociale e ambientale, con un’attenzione particolare alle nuove generazioni – afferma Emanuela Raimondi, Amministratore Delegato di Gruppo Felsineo –. Non c’è dubbio che le aziende abbiano un ruolo sociale di grande importanza nel cammino verso un mondo migliore e nella creazione di valore condiviso. Ogni traguardo raggiunto rappresenta per noi uno stimolo a proseguire con azioni che coniugano etica, trasparenza, inclusione e valorizzazione delle diversità, elementi essenziali per promuovere il progresso e stimolare l’innovazione”.
Seguendo i requisiti dello standard di rendicontazione GRI (Global Reporting Initiative), il bilancio di sostenibilità e relazione di impatto 2024 ha rendicontato i principali highlight ed evidenziato gli obiettivi futuri più significativi.

Qualità e sicurezza alimentare: il gruppo ha ottenuto la Catena di Custodia per una mortadella certificata secondo il protocollo Kiwa, che specifica i requisiti per la gestione del benessere animale e l’uso responsabile degli antibiotici. Sono state poi estese le certificazioni Brc, Ifs e Kosher agli affettati vegetali, si sono definiti gli standard produttivi e di conformità per il nuovo processo di impasto a cutter ed è stata implementata la tecnologia blockchain sulle referenze Good&Green Mopur linea cereali e legumi. Al centro degli obiettivi futuri, l’incremento delle certificazioni di più alto valore e la digitalizzazione del processo di tracciabilità del “cubetto bianco”, materia prima tipica nella produzione della mortadella.

Benessere e nutrizione: l’attenzione si è concentrata sull’ampliamento della gamma di prodotti, con l’introduzione di nuove mortadelle in cotenna naturale e l’espansione della linea Good&Green Mopur, con la riformulazione di alcune ricette volta alla riduzione del contenuto di sale. Nel corso dell’anno è stato presentato il progetto “Gruppo Felsineo Open Food Factory”, dedicato alla promozione della cultura di una sana e corretta nutrizione, che passa dal bilanciamento tra proteine animali e vegetali. Al centro dei prossimi step lo sviluppo di nuovi prodotti e il miglioramento di quelli esistenti, sempre con un focus su salute e benessere, coinvolgendo le nuove generazioni attraverso un piano educativo veicolato attraverso lo sport.

Filiera sostenibile: l’attività si è concentrata sullo sviluppo di filiere sempre più responsabili in termini di tracciabilità, trasparenza e provenienza delle materie prime, con attenzione al benessere animale. Il 2024 ha visto il lancio del prodotto “alfiere della sostenibilità” di FelsineoVeg: KmVerde. Si tratta di un prodotto biologico, con il 30% di proteine, fonte di fibre e di iodio, il cui ingrediente più importante, la lenticchia rossa, vanta la caratteristica di vicinanza territoriale, così da ridurre le emissioni legate al trasporto. Gruppo Felsineo è consapevole che l’approvvigionamento responsabile e trasparente, dal flusso delle materie prime fino alla logistica distributiva, rappresenti un tema fondamentale per garantire la qualità e la salubrità dei prodotti, tutelare i propri consumatori e consolidare i rapporti con tutti gli stakeholder. Pertanto, è stata redatta una politica generale degli acquisti che mira a integrare i criteri di sostenibilità nel processo di selezione, valutazione e monitoraggio dei fornitori. Per il futuro si cercherà sempre maggior sinergia a monte per lavorare in piena collaborazione sulle tematiche di sostenibilità.

Innovazione: tra le principali novità si colloca la realizzazione della nuova linea di prodotto MopurOne, all’interno della categoria medaglioni, nonché il lancio sul mercato della Mortadella Bologna Igp in cotenna. Per il futuro continuerà l’attività di ricerca volta a nuovi formati, nuove ricette e nuovi prodotti, sempre nell’ottica di pronta risposta alle esigenze del consumatore moderno.

Tutela dei dipendenti e impegno verso la comunità: il gruppo ha continuato a investire nella formazione dei dipendenti, erogando 4.693 ore di formazione, con un incremento del 25% rispetto al 2023. Di particolare importanza sono stati i programmi formativi “Academy Design our Future” e “Sviluppo competenze manageriali”, ideati per valorizzare e allenare i talenti dei collaboratori e favorirne lo sviluppo delle competenze. Sono state avviate numerose iniziative per promuovere diversità, equità e inclusione, e prossimamente sarà lanciato il progetto “Etica e Sostenibilità: Valore per le Persone e per l’Azienda”, insieme al proseguimento dell’iniziativa “Academy Design our Future” e alla nuova fase del progetto “Analisi sensoriale”. Continueranno anche le attività di sensibilizzazione su diversità, equità e inclusione, con l’avvio del percorso per ottenere la certificazione “Parità di genere”.

Welfare e sicurezza sul luogo di lavoro: in linea con l’obiettivo di beneficio comune concernente la “Tutela e Valorizzazione dei Dipendenti”, Gruppo Felsineo ha scelto di proteggere la salute dei propri dipendenti attraverso visite e accertamenti gratuiti, in collaborazione con la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT). Nel 2024 è stata offerta, a chi lo desiderasse, una visita oncologica di diagnosi precoce dei melanomi della pelle; l’impegno continuerà anche per il futuro. Saranno poi potenziate le attività di ascolto e coinvolgimento a tutti i livelli, con particolare attenzione alla conciliazione tra vita privata e lavoro.

Impegno verso la comunità: il sostegno a comunità e territorio si è concentrato sulle nuove generazioni e sull’inclusione. Sono stati rinnovati i protocolli d’intesa con l’Istituto comprensivo di Zola Predosa e con l’Istituto Veronelli di Casalecchio di Reno, per integrare formazione e inclusione sociale; a questi si è aggiunto il nuovo protocollo d’intesa firmato con il Consorzio SIR di Milano. L’attività laboratoriale “Fantasia e buona cucina” è stata coronata con la pubblicazione del libro “Bontà chiama bontà”, che raccoglie tutte le ricette elaborate nei due anni di attività portata avanti con il Centro Modiano di Sasso Marconi e la collaborazione degli studenti del Veronelli. Per il futuro, si prevede il consolidamento della sinergia con le scuole, con attività di sensibilizzazione alla sostenibilità e di integrazione tra formazione e attività aziendali. Si prevede, infine, un’evoluzione del progetto “Fantasia e buona cucina” attraverso un laboratorio itinerante che condivida il modello con altre realtà del territorio nazionale.

Tutela dell’ambiente: è stata ottenuta la certificazione ISO 50001 per la gestione dell’energia e il miglioramento delle performance energetiche; è stata inoltre internalizzata la funzione dell’Energy Specialist. Tra gli obiettivi futuri il mantenimento della certificazione ISO 50001, il miglioramento dell’efficienza energetica e l’inizio del percorso di decarbonizzazione, con l’impegno a testare nuovi materiali di packaging per la ricerca di valide soluzioni più ecosostenibili.
Un’ultima annotazione: anche quest’anno la copertina del Bilancio di Sostenibilità e Relazione di Impatto è stata realizzata da uno studente dell’Istituto Comprensivo di Zola Predosa, vincitore dello specifico premio del contest scolastico 2023-2024, avente come focus il tema “La diversità come risorsa”.

Mopur Crunch, croccantezza vegetale firmata Felsineo

Leggero, appetitoso e velocissimo da preparare: è così che FelsineoVeg SB presenta Mopur Crunch, un secondo fresco 100% plant based. Con un elevato apporto proteico, 26 grammi di proteine per la confezione da 80 gr, pari al 33%, e un contenuto ridotto di grassi saturi, Mopur Crunch è costituito da scagliette vegetali al Gusto di Pollo. Pronto in pochi minuti, può essere cotto in padella o nella friggitrice ad aria. L’azienda lo definisce estremamente versatile, utile per dare un tocco croccante e creativo a insalate, poke, panini e wrap offrendo un’alternativa originale alle solite pietanze.

Come le altre referenze Good&Green, è realizzato attraverso il processo produttivo esclusivo di FelsineoVeg, identificato con il brand Mopur, che utilizza farine di cereali e legumi e lievito madre, l’impiego del quale è protetto da un brevetto italiano, in una bilanciata combinazione per garantire gusto e consistenza. La tecnologia Mopur assicura, inoltre, l’integrità degli ingredienti grazie a una lavorazione naturale in tutte le sue fasi. Racchiuso in confezione monoporzione da 80 grammi, con un QR Code che guida a ricette e utilizzi, Mopur Crunch è disponibile in tutte le principali insegne distributive della Gdo a un prezzo consigliato di 1,99 euro.

OraSì, il plant based gioca la carta del gusto

Vivere il plant based non come alternativa, ma come esperienza quotidiana di gusto: è questo il messaggio al centro dello spot di OraSì, marchio di Unigrà. Con il claim “OraSì, il plant based all’italiana”, il brand di bevande e creme vegetali propone un viaggio visivo attraverso attimi di quotidianità sulle note di una reinterpretazione originale dell’Inno alla Gioia firmata da Sing Sing. La narrazione invita a sperimentare le sue referenze (Avena, Riso, Soia e Mandorla) intercettando diversi target – i giovani in cerca di nuove esperienze di gusto, le famiglie che condividono momenti di gioia, il mondo pre-family e i nuclei familiari consolidati – e diversi momenti della giornata, dal risveglio al relax serale, dalla colazione energizzante alla pausa caffè. Lo spot, girato dal duo Bellone & Consonni, è ideato dall’agenzia Leo, prodotto da Bedeschi Film e post-prodotto da Prodigious. La campagna è visibile su Tv, Tv connessa, digital e social. Strategia e pianificazione media sono a cura di Expansion Group.

Kioene, la croccantezza è anche plant based

La croccantezza è da tempo una tendenza in cucina, apprezzata e in voga. Basti pensare che, secondo uno studio dell’Osservatorio Immagino GS1 Italy, nel 2024 sono 1.755 i prodotti che mettono in evidenza questa caratteristica sul packaging, a conferma dell’interesse dei consumatori. Kioene, azienda focalizzata sulle proteine vegetali e parte del Gruppo Tonazzo, ha deciso di declinare la croccantezza nel mercato del plant based con i Kroccanti, ponendo quindi la texture al centro dell’esperienza di consumo, con l’obiettivo di conquistare chi non si è mai avvicinato a questo tipo di prodotti. La gamma è composta da tre referenze, caratterizzate da diverse panature che avvolgono un ripieno: la Panatura Krisp di panko e fiocchi di patate aromatizzata al prezzemolo accompagna un ripieno a base di zucchine; la Panatura Krunch di cornflakes ha un cuore di tofu e pomodori secchi; la Panatura Krock di panko con origano, basilico e prezzemolo racchiude un ripieno di zucca e cipolla caramellata.
Nello spiegare la logica alla base del nuovo lancio, Kioene ricorda che gli studi condotti sin dalla seconda metà del ‘900 dalla ricercatrice di General Foods, Alina Szczesniak dimostrano come la texture sia un elemento fondamentale nel definire il piacere di un alimento; la croccantezza, in particolare, viene definita come un fattore capace di influenzare psicologicamente il consumatore. In pratica, il suono generato dal cibo mentre lo mastichiamo influisce sulla percezione del gusto, rendendo l’esperienza più appagante. E i Kroccanti Kioene giocano con la consistenza e il suono anche nel nome: le fasce colorate sulle confezioni riprendono onomatopee come “Krisp”, “Krock” e “Krunch”, evocando il piacere di un morso scrocchiante che raggiunge la sua massima espressione in friggitrice ad aria, modalità di cottura anch’essa assai di moda. Kioene amplia quindi la propria offerta grazie a un prodotto che non solo intercetta le nuove tendenze di consumo, ma risponde a una delle principali barriere di chi non acquista prodotti vegetali ossia la percezione di un gusto poco coinvolgente. “Abbiamo lavorato per creare una vera e propria esperienza di gusto a 360° – dichiara Cristian Modolo, Direttore Marketing di Kioene – in cui la panatura diventa protagonista, capace di soddisfare non solo chi già sceglie Kioene, ma anche chi è alla ricerca di un’alternativa gustosa e innovativa. Il nostro obiettivo è continuare a innovare e intercettare le tendenze di consumo, proprio come abbiamo fatto con il recente lancio di CampiAmati, la linea di contorni vegetali pensata specificatamente per il banco ortofrutta. Attraverso i Kroccanti, portiamo avanti questa missione, offrendo un prodotto che mette al centro la croccantezza e risponde al desiderio di un’esperienza di consumo sempre più esigente e contribuendo a rendere l’alimentazione plant based sempre più variegata”.

Tappo verde e ingredienti vegetali: la Nutella Plant-Based è realtà

A pochi mesi dal lancio di Nutella versione gelato, sul mercato arriva una nuova ricetta nata con l’obiettivo di offrire l’esperienza Nutella a coloro che, per necessità o per scelta, prediligono alimenti a base vegetale o privi di lattosio. La ricetta, con ingredienti di origine vegetale come alternativa al latte, quali ceci e sciroppo di riso, risulta così adatta alle persone intolleranti al lattosio, offrendo loro la possibilità di assaporare, o ritornare ad assaporare, la stessa inconfondibile esperienza di Nutella, a cui hanno dovuto rinunciare. Risponde inoltre a una recente tendenza alimentare, definita come “dieta flexitariana”, abbracciata oggi da circa 12,5 milioni di italiani che, all’interno di una dieta varia e bilanciata, in maniera flessibile hanno scelto di privilegiare alimenti di origine vegetale, moderando il consumo di alimenti di origine animale. Come Nutella, anche Nutella Plant-Based è senza glutine. Inoltre, Nutella Plant-Based è certificata dalla Vegetarian Society come “Vegan Approved”.

La progettazione della linea di produzione dedicata a Nutella Plant-Based è iniziata a gennaio 2023 e le prime produzioni industriali sono datate giugno 2024, dopo circa 18 mesi dall’avviamento dei lavori. Sarà distribuita a partire da settembre 2024 nel canale della grande distribuzione organizzata in Italia, Francia e Belgio nel formato da 350g e arriverà nel 2025 anche in altri mercati europei. Con il lancio di Nutella Plant-Based, Ferrero intende ulteriormente rafforzare la propria presenza nel momento della prima colazione dolce. È un mercato che vale 5,9 miliardi di euro, di cui le principali categorie sono biscotti (33,3%), merende calde (26,2%) e creme spalmabili (8,5%). Quest’ultima è una categoria in crescita (+4,3%), in cui Ferrero è leader proprio grazie a Nutella. In questo ambito, le creme spalmabili “plant-based” rappresentano oggi, prima dell’ingresso di Nutella Plant-Based, un mercato in forte crescita, soprattutto nel breve periodo (+31%) e con un valore complessivo che si aggira intorno ai 30 milioni di euro.

“Grazie allo spirito di innovazione e di imprenditorialità che da sempre caratterizza Ferrero, Nutella avrà la possibilità di scrivere una nuova pagina della propria storia con Nutella Plant-Based, realizzata con ingredienti di origine vegetale che, come alternativa al latte, integra ceci e sciroppo di riso. Nutella Plant-Based è prodotta in Italia, presso lo stabilimento di Sant’Angelo dei Lombardi in provincia di Avellino, a testimonianza dell’impegno del Gruppo Ferrero nel continuare a consolidare la propria presenza nel Paese e il proprio footprint industriale” commenta Stefano Lelli Mami, Region Marketing Manager Nutella Italia.

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