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IN’s Mercato: spazio all’ortofrutta con prodotti sfusi

IN’s Mercato da fine maggio amplia l’assortimento del reparto ortofrutta con l’introduzione del prodotto sfuso. Le prime regioni coinvolte, già dal 25 maggio, saranno il Veneto, il Friuli Venezia-Giulia, il Piemonte, la Liguria, la Valle D’Aosta e l’Emilia-Romagna. A seguire, dall’8 giugno, la Lombardia, mentre da fine giugno Lazio e Abruzzo.

Questa novità si inserisce a pieno nei valori fondanti dell’insegna ed è un tassello strategico del processo di innovazione iniziato da qualche anno e che negli ultimi due anni si è concretizzato nella campagna #QUALCOSADIBUONO.

L’offerta di frutta e verdura sfusa si baserà su una selezione di prodotti provenienti da fornitori scelti, in grado di soddisfare gli alti standard qualitativi richiesti dall’azienda. Grande attenzione, quindi, ai prodotti di origine italiana, agli IGP e alla stagionalità, con un assortimento ampio e completo durante tutto l’anno per una spesa sana, fresca e con una filiera sicura.

La scelta di introdurre l’ortofrutta sfusa, inoltre, si innesta nel percorso di attenzione all’ambiente che l’insegna sta portando avanti da sempre. Alla riduzione degli imballaggi, possibile con la disponibilità del reparto frutta e verdura sfusa, si aggiunge il progressivo abbandono della plastica in favore della carta per tutta il reparto ortofrutta confezionato. Una sensibilità verso i temi green che è il fil rouge anche dell’iniziativa Spazio Verde: attraverso l’attività di riqualificazione urbana “Spazio Verde” che si propone di migliorare le aree di verde pubblico e la qualità di vita dei quartieri in alcune delle nuove aperture previste per il 2020.

Emporio Fratelli Carli: il 6 giugno apre il secondo negozio a Milano

EMPORIO AOSTA

Sarà un’apertura nel pieno rispetto delle nuove regole di sicurezza sanitaria quella che Debutterà  sabato 6 giugno il nuovo Emporio Fratelli Carli in Via Marghera al numero 14 (zona Wagner).

Per l’azienda olearia ligure si tratta del 16° punto vendita in Italia, il secondo a Milano, dopo quello di Via Ponte Vetero, nel cuore di Brera.

Il concept del negozio è quello apprezzato in tutt’Italia: sugli scaffali troveranno appunto posto l’olio (di oliva e extra vergine), ma anche tonno, verdure sott’olio, olive, pesto e sughi pronti, torte salate con la verdura di stagione, salse, pasta fresca e secca, un’intera gamma Bio, vini, aceti, dolci e, per finire, cosmetici e saponi a base di olio di oliva.

Per chi deciderà di recarsi personalmente in Emporio, l’esperienza di acquisto sarà sicura, oltre che piacevole. All’ingresso vi saranno una colonnina con il gel sanificante per le mani (della linea cosmetica Mediterranea Fratelli Carli) e guanti monouso per tutti; è stato studiato un sistema per gestire i flussi e le distanze dei clienti nel percorso interno; simpatici indicatori spaziali a forma di oliva mostreranno come muoversi e dove fermarsi.

Punto di forza dell’Emporio sarà, però, soprattutto la varietà dei servizi offerti per fare la spesa: chi visiterà il negozio, potrà scegliere di portarla via con sé oppure di farsela recapitare a casa; sarà possibile prenotare telefonicamente i propri prodotti preferiti e concordare poi, anche in questo caso, il ritiro di persona o la consegna al proprio domicilio; inoltre, si potrà compilare un’apposita “lista della spesa” disponibile all’esterno del negozio, scegliendo, ancora una volta, di ritirare il sacchetto pronto alla cassa, magari dopo qualche ora se si hanno delle altre commissioni da fare, oppure di riceverlo a casa.   

Nuove e più veloci saranno anche le possibilità di pagamento: oltre ai contanti e alle carte, sarà infatti attivo il servizio Satispay, anche per chi decide di acquistare senza andare in Emporio.

Così commenta Claudia Carli, brand marketing manager di Fratelli Carli: “L’apertura di sabato rappresenta per noi un segnale molto importante. In questo periodo non ci siamo mai fermati e, anzi, siamo stati più che mai vicini ai nostri clienti. Aprire finalmente le porte “di casa” ai milanesi in una nuova location, in un momento così delicato come quello che stiamo attraversando, significa per noi fare un primo passo di ritorno alla normalità. Saremo felici di poter trasportare virtualmente i consumatori nelle nostre terre, facendogli in qualche modo assaporare tradizioni e profumi di Liguria, che siamo sicuri porteranno sulle tavole una ventata di gusto e voglia d’estate”.

Fase 2 e consumatori: il 63% continua a preferire il negozio fisico

Dopo molte settimane di difficoltà causate dalla crisi del Coronavirus, il Paese sta tornando alla normalità e anche il settore Retail prova a ripartire.

Ma come saranno i “nuovi” consumatori che varcheranno le soglie dei punti di vendita? E come deve evolvere il negozio per accogliere i propri clienti, interpretando al meglio i loro bisogni?

Da febbraio GfK ha attivato un monitoraggio settimanale a 360 gradi sugli effetti del Coronavirus sui mercati, i consumatori e i media che ha messo in luce tra le altre cose le nuove aspettative dei consumatori rispetto al mondo Retail. Anche se nelle ultime settimane le vendite on-line sono cresciute in maniera significativa per effetto del lockdown, il 63% degli italiani desidera ancora acquistare nel negozio fisico.

Un aspetto fondamentale per attirare nuovamente il consumatore in negozio sarà quello di puntare sulla sicurezza. Infatti, secondo le indagini GfK il 68% degli italiani ha intenzione di frequentare i negozi in grado di garantire le massime condizioni di igiene e sicurezza.

Comunicare e trasmettere un senso di sicurezza sarà fondamentale per avere visitatori, ma bisognerà anche trovare nuovi modi per rendere gratificante la visita in store, che può essere depotenziata dai dispositivi di protezione (mascherine, guanti, gel per le mani, distanziamento…).

Ma cosa si aspettano i consumatori dall’esperienza in negozio nel dopo COVID-19? Le nostre ricerche ci dicono che i consumatori italiani sono divisi a metà, tra coloro che desiderano riscoprire il contatto umano all’interno dei negozi (49%) attraverso la presenza di personale, assistenza in negozio o promoter e coloro che invece preferirebbero trovarvi un maggiore utilizzo di tecnologie digitali (51%), compresi gli assistenti virtuali e i sistemi di intelligenza artificiale, che possono aiutare a mantenere un elevato livello di sicurezza nel punto vendita.

Pam Panorama: debutta il portale dedicato ai fornitori

Ha preso vita in questi giorni il portale Pam Panorama destinato ai fornitori, una sezione del sito della storica insegna interamente pensato e dedicato a loro.

Il nuovo portale – sviluppato in collaborazione con Hyphen-Group, società da oltre vent’anni leader nella gestione dei processi di trasformazione digitale – è nato con un duplice obiettivo. Aprire un ponte verso l’industria alimentare, detergenza, cura casa e persona, in particolar modo quella di media e piccola dimensione, talvolta operante anche in ristrette aree territoriali e dare la possibilità anche alle grandi aziende di fare in ogni momento delle proposte di vendita anche a spot dei propri prodotti.

“L’eccessivo affollamento che oramai caratterizza i tradizionali canali di comunicazione (telefoni, e-mail, posta tradizionale, corrieri) finisce via via per spegnere l’iniziativa di molte aziende di entrare in contatto con i nostri buyer. – afferma Marco Sottana, Responsabile Commerciale Destinazione Pam – Con una semplice operazione di accreditamento su apposita sezione del nostro sito ogni azienda può registrarsi e presentare in maniera strutturata la propria storia, l’assortimento, il proprio listino prezzi, ed ogni altra informazione si ritenga utile per completare il proprio profilo”.

Entrando in un’apposita sezione del sito Pam Panorama c’è subito la possibilità di scegliere se presentarsi per un assortimento continuativo o per fare una proposta a spot. Un semplice algoritmo collega la categoria in cui opera il proponente con il rispettivo buyer di competenza. Nello sviluppo del portale si è cercato di forzare il concetto di semplicità nelle fasi di inserimento dei proponenti e di fruizione per i buyer Pam Panorama. L’impegno della storica insegna è quello di prendere in carico rapidamente ogni posizione dandone un immediato riscontro. Ciò vale sia per le proposte di assortimento continuativo (nazionale o locale), sia per le proposte a spot. Un’ importante novità è l’apertura nei confronti anche dei produttori del mercato Ho.re.ca, che soprattutto in questo periodo necessita del massimo supporto possibile per attraversare il particolare momento di crisi. Questo per dare massima apertura e trasparenza nei confronti di tutte le realtà che dimostrano fiducia nella struttura distributiva Pam Panorama. 

Covid-19, fase 2 e moda: arriva l’algoritmo salva- negozi

L’assunto è: “La crisi del comparto moda si è aggravata col Covid19, per uscire dall’emergenza deve finire la guerra tra e-shop e spazi fisici”. Parola di Bassel Bakdounes, inventore di un algoritmo salva fashion retail (in qualità di guida di Velvet Media), che si ripropone di rispondere ad un annoso quesito: “In che modo la comunicazione realizzata da un negozio fisico permette di vendere un capo di abbigliamento nello shop online della griffe?”

E’ qui che entra in scena l’algoritmo. Ma come funziona? Semplice: dà un valore numerico ad ognuna delle attività che i negozianti possono fare per promuovere un brand, dall’ampiezza della vetrina allo spazio riservato al capo di abbigliamento sugli scaffali, fino all’iconicità della location (il centro di New York vale di più di quello di un comune di periferia). A questo si uniscono altre variabili, come il prezzo, la tipologia della collezione e l’autorevolezza del marchio. Questi dati vengono geolocalizzati con app di proximity marketing ed elaborati attraverso centinaia di variabili.

Alla fine, come output l’algoritmo definito da Bakdounes genera un “numero magico”, ossia la percentuale di vendite online che un determinato negozio fisico genera solo con la propria presenza comunicativa sul territorio. Il ruolo che avrà questo algoritmo nel mondo del fashion sarà dirompente, la partita è quella di trovare soluzioni possibili per evitare l’apocalisse dei retail che è stata ulteriormente accelerata dal Coronavirus. Velvet Media ha infatti ribattezzato il cervello artificiale che genera il numero magico “algoritmo salva-negozi”.

“Abbiamo risolto il dilemma del rapporto tra vendite online e negli store fisici”, è entusiasta il titolare di Velvet Media, Bassel Bakdounes. “Abbiamo chiarito in termini matematici come dare un peso specifico ai retail, che in questo momento stanno soffrendo una delle peggiori crisi che il comparto abbia mai avuto. Stando alle prime simulazioni, il nostro algoritmo ha già dimostrato che un negozio fisico può valere fino al 30% delle vendite online perfezionate in quel territorio. Va detto però che nella maggioranza dei casi il valore non supera il 5%”.

L’algoritmo brevettato da Velvet Media si basa sulle più recenti tecnologie di geolocalizzazione, sulla valorizzazione dei big data e sulle innovazioni in fatto di proximity marketing. In pratica, controlla i movimenti delle persone (ovviamente in modo aggregato, senza violare la privacy) nell’area attorno ai negozi di riferimento. Questo permette alle marche di abbigliamento di capire come la sommatoria di attività di comunicazione svolte dal negoziante incida in modo reale sulle vendite nel web. Semplificando: se una persona passa dieci volte vicino al negozio e poi compera quel capo online, sicuramente serve riconoscere un merito economico anche al retail.

“La nostra divisione specializzata nel fashion adesso avrà di fronte una nuova sfida”, commenta Bakdounes. “Dovremo mediare tra griffe e retail, diffondere questi dati perché ognuno abbia ciò che gli spetta nella commercializzazione della moda. Le vetrine virtuali sul web senza i negozi fisici non possono sopravvivere, la sfida per il futuro è quella di riconoscere ai retail il valore economico che producono a favore della griffe in termini comunicativi”.

Gruppo Marzotto: showroom virtuale con la piattaforma Bsamply

La società del Gruppo Marzotto, presenterà le proprie collezioni online grazie alla piattaforma Bsamply e all’app di realtà aumentata ICatalog. Un percorso intrapreso già lo scorso anno, ma che la pandemia ha reso fondamentale.

Gestire l’intero processo d’ordine senza un incontro fisico fra buyer e venditori, facendo fronte alle limitazioni imposte dalla situazione attuale e riducendo significativamente l’impatto ambientale: sono queste le motivazioni che hanno spinto Marzotto Lab ad accelerare il proprio processo di digitalizzazione. A fare da apripista saranno i marchi Redaelli Velluti, dal 1893 eccellenza italiana celebre per i suoi velluti di alta gamma per abbigliamento e arredamento, e Tessuti di Sondrio, leader nella produzione di tessuti in cotone, lino e misti per l’abbigliamento di alta gamma attivo sin dalla metà dell’Ottocento.

“Da ormai due anni a questa parte, l’online rappresenta per noi un progetto centrale. La situazione in cui ci troviamo oggi, però, l’ha reso una necessità ancor più stringente – spiega Luca Vignaga, CEO di Marzotto Lab, il contenitore sperimentale e fortemente orientato all’innovazione dello storico gruppo Marzotto – Abbiamo intrapreso il percorso verso il digitale con lo scopo di ripensare il processo di vendita per abbassarne l’impatto ambientale, con l’obiettivo futuro di integrare online e offline. Attualmente questi strumenti ci permettono di essere vicini e attenti ai nostri clienti, così da essere di massimo supporto nel processo di ideazione delle loro collezioni”.

A rendere possibile questa trasformazione digitale è stata Bsamply, la B2B sales platform che consente di esporre le proprie collezioni online attraverso la creazione di private showroom, nonché richiedere campioni e inviare ordini. Se l’anno scorso il suo utilizzo era strettamente legato alle manifestazioni fieristiche e permetteva ai clienti di consultare le specifiche e ordinare tramite web i tessuti visti presso lo stand di Marzotto Lab, quest’anno la digitalizzazione delle collezioni si rivela vitale per far fronte alle nuove esigenze imposte dal distanziamento sociale. Lo showroom virtuale di Marzotto Lab presente sulla piattaforma, infatti, è una vera e propria meeting room nella quale il buyer può dialogare con il venditore su appuntamento. La vendita online imita il più possibile quella tradizionale, un modo per far sì che il valore aggiunto dato dal capitale umano non venga meno. Per i clienti più affezionati, vi è poi la possibilità di svolgere l’acquisto in totale autonomia, comprando tessuti già conosciuti o scelti in passato. Non solo, a partire dal 15 luglio e fino al 15 settembre, Marzotto Lab prenderà parte a Bsamply tradeshow Project, una vera e propria fiera online che garantirà a fornitori di materie prime e brand di vivere un’esperienza a 360°.

A completare l’ambizioso progetto sarà poi l’app di realtà aumentata Tessuti di Sondrio ICatalogue. Sviluppata in collaborazione con SENSE Immaterial Reality, permetterà un’esperienza reale della collezione Ready 4 Life Tessuti di Sondrio, articoli a stock service sempre disponibili anche per ordini di piccole dimensioni. Grazie alla tecnologia 3D, infatti, sarà possibile visualizzare i tessuti in movimento sullo schermo del proprio smartphone, verificandone caratteristiche come la caduta, altrimenti difficili da percepire senza l’ausilio di una terza dimensione.

Fase 2: arriva il fast delivery a sostegno dei negozi di vicinato

L’e-commerce di vicinato: la via per ricominciare. Da qui nasce “We support locals”, la piattaforma per il fast delivery, sviluppata dall’agenzia fiorentina WeRad, pensata per mettere le attività di vicinato nelle condizioni di attivare in poche mosse il servizio di vendita con formula take away o consegna a domicilio.

Non solo bar, ristoranti e pasticcerie, già più familiari al concetto della consumazione da asporto: l’esigenza di riconnettersi con il tessuto cittadino e trovare un’altra modalità di vendita è trasversale. Dal negozio di abbigliamento all’artigiano, dal fioraio alla rivendita di materiale da ufficio, articoli per la casa o oggetti di design, dal supermercato fino alla bottega di alimentari e l’enoteca, anche i negozianti che hanno meno confidenza con la tecnologia saranno in grado di dotarsi di un sistema pratico e veloce per iniziare subito a ricontattare i propri clienti. O trovarne di nuovi in rete.

La consulenza comprende nel complesso: acquisto del dominio per la realizzazione del sito web, set up della piattaforma con primo inserimento di contenuti (ovvero i prodotti in vendita), un’ora di formazione per la gestione autonoma del sistema, avviamento dei canali social (Facebook, Instagram e LinkedIn) per la promozione online del servizio. Eventualmente è possibile richiedere anche un servizio fotografico professionale. Una volta impostato il proprio ecommerce, sarà possibile anche definire orari di consegna per il ritiro sul posto in negozio o al ristorante, scaglionando la clientela ed evitando code e assembramenti.

“Già dai primi giorni di lockdown – dichiara WeRad – ci siamo resi conto che le piccole strutture avrebbero avuto bisogno di una mano per digitalizzare la loro attività e ridistribuire i costi dei dipendenti, o dei soci stessi, impiegando il loro tempo nelle consegne a domicilio. Le consegne devono avere un costo contenuto in questo momento, ma la gestione dei costi è possibile solo se si è proprietari di una piattaforma comoda ed economica. Altrimenti è necessario appoggiarsi a strutture che hanno costi maggiori. Per questo abbiamo sviluppato una piattaforma personalizzabile e in grado di contenere i costi”.

Per andare incontro alle attività provate dalla serrata prolungata, il pacchetto “We support locals” è offerto gratuitamente per il primo mese, in modo che le attività possano rendersi conto dell’effettiva necessità e del ritorno economico. Nella fase successiva la gestione sarà offerta in abbonamento, sempre a costi contenuti.

Radio in store: così si comunicherà con i clienti nella Fase 2

Nella fase 2 di riapertura, sarà fondamentale puntare sulla comunicazione. Per questo lL Radio In-Store, servizio strategico di M-Cube, diventa strumento chiave per la comunicazione nei negozi.

Già da qualche settimana M-Cube (attivo su 240 clienti tra cui Despar, Esselunga, Benetton, Motivi, Elena Mirò, Etro, Tod’s, Carpisa, Yamamay) lavora attivamente nella creazione di contenuti per le radio In-Store dei retailer aperti, soprattutto nel settore della GDO, utili a gestire al meglio le criticità di questo periodo, e si appresta a farlo anche per le catene delle categorie merceologiche di prossima riapertura.

Per il personale di vendita sono stati creati messaggi per comunicare le misure adottate dall’azienda per garantire la sicurezza dello staff all’interno del punto vendita, informare sui protocolli e linee guida adottate dall’azienda e sulle nuove normative vigenti e ricordarne il rispetto da parte di tutti i membri del personale. Importanti anche i messaggi di incoraggiamento e di ringraziamento per favorire un clima positivo e sereno fra gli addetti. Questi messaggi vengono normalmente trasmessi negli orari a ridosso dell’apertura e della chiusura.

Per i clienti vengono realizzati due tipi di comunicazioni: informative ed emozionali. Le prime servono per ricordare al cliente le norme di comportamento, raccomandare l’uso dei dispositivi di sicurezza messi a disposizione all’interno del punto vendita, raccontare le misure che l’azienda ha adottato per garantire la sicurezza dei propri spazi e prodotti, annunciare tutti i servizi che il brand mette a disposizione per uno shopping sicuro, come, ad esempio, consegna a domicilio, shopping online, prenotazione posti in coda etc. etc.

I comunicati emozionali vengono utilizzati per fare sentire il brand più vicino ai propri clienti e favorire un clima positivo e rassicurante durante la permanenza in negozio.

M-Cube ha inoltre lanciato un servizio di comunicazione on-demand attraverso il quale il personale di vendita può attivare e gestire comunicati specifici tramite una app dedicata.

Nell’imminenza della riapertura delle catene della moda e del lusso l’attenzione si sposta anche su nuovi temi, in vista dell’introduzione o del potenziamento di nuovi servizi come appuntamenti, pagamenti senza passare dalle casse, ampliamento dell’offerta grazie agli schermi digitali.

Per far percepire il brand più vicino e attento ai propri clienti talvolta i messaggi vengono registrati da persone particolarmente rappresentative dei valori del brand (lo stilista, un testimonial importante).

Ma la radio in-store è soprattutto musica e serve per trasmettere atmosfere e stati d’animo: in questa delicata fase di riapertura al pubblico la selezione musicale, oltre a comunicare l’identità del brand, è un elemento fondamentale per creare un clima sereno, rilassato e rassicurante. Per questo il team di Sound Designer di M-Cube ha elaborato nuove playlist per questo periodo, pensate per trasmettere serenità, valori comuni e senso di appartenenza.

Secondo quanto afferma Mike Sponza, Head of Music e responsabile del reparto audio di M-Cube: “In questa delicata fase di riapertura al pubblico, la capacità aggregativa della musica diventa il un nuovo parametro dal forte valore emozionale che va a sommarsi ai rapporti tra la musica all’interno dei punti vendita e il mood, i valori e l’identità del brand. Negli ultimi due mesi, le canzoni sono state uno dei più solidi collanti tra le persone distanziate. L’esperienza maturata da M-Cube nella gestione dei palinsesti in-store di clienti attivi anche durante il periodo di lockdown ha dimostrato come la shopping experience tragga giovamento anche dalla messa in onda di canzoni che fanno parte del nostro background musicale, sia italiano che internazionale. Tali selezioni hanno contribuito a creare atmosfere serene e rilassate ed un clima piacevole e rassicurante nel punto vendita, rafforzando allo stesso anche il senso di comunità.”

 

Zona rossa: il servizio che connette i negozi di quartiere ai consumatori

Covid-19: i piccoli negozi di quartiere tornano in auge. Ma come fare a collegarli con le persone isolate in casa? Una soluzione trovata è quella di Ivan Laffranchi, programmatore e imprenditore digitale, che ha creato un servizio per aiutare i piccoli negozianti di paese, e quartiere, paralizzati dal lockdown, ad organizzarsi per la spesa online.

È nata così SpesaRossa.it, la piattaforma italiana per la spesa online locale, che ha raccolto centinaia di ordini in poche settimane dall’inizio delle attività, in piena emergenza da Covid-19.

Ivan ha messo in piedi il servizio in sole 48 ore e dopo il forte interesse riscosso sin dalla ‘prima versione di emergenza’, che ha visto picchi di oltre 1.000 utenti al giorno, SpesaRossa ora ha rilasciato questa settimana una seconda versione in grado di valorizzare maggiormente i prodotti dei negozianti, servire un traffico ancora più importante e raccogliere recensioni certificate sulla qualità dei prodotti.

Il servizio nato inizialmente a Torino ora si sta rapidamente espandendo su altre città come Bologna e Napoli.

Per Ivan il successo della piattaforma il successo della spesa online è legato alla facilità di utilizzo della piattaforma da lui creata, sia per il negoziante che per il cliente:

“Il negoziante è in grado di raccogliere il primo ordine in meno di 3 minuti, mentre il consumatore può fare ordini senza mail e senza alcuna registrazione. La piattaforma è nata per aiutare i negozianti ad affrontare la grave crisi attraverso una rapida digital transformation’.

Sulla piattaforma sono presenti macellerie, negozi alimentari, banchi ambulanti di prodotti per la casa, pescherie, pasticcerie, produttori di birre artigianali, gastronomie, ristoranti e vivai che ogni giorno ricevono ordini dai loro clienti abituali e da nuovi clienti.

“Da un progetto di emergenza per aiutare i negozianti potrebbe essere nata la risposta dei piccoli commercianti locali per far fronte alla concorrenza dei grandi marketplace come Amazon” dice ancora il founder di SpesaRossa.it.

Attualmente la piattaforma ha più di 70 negozi attivi con una crescita organica giornaliera del 5% e decine di ordini gestiti ogni giorno, con un tempo medio di presa in carico dell’ordine di 52 minuti.

Per i negozianti di quartiere SpesaRossa.it è una sorta di “braccio digitale” per affrontare un cambiamento che fino a ieri era stato trascurato e che oggi potrebbe diventare indispensabile per la loro sopravvivenza.

Per i consumatori d’altro canto è la possibilità di evitare lunghe code, ordinando in qualunque momento del giorno e della notte per poi recensire l’ordine ricevuto dopo 1 ora.

Prénatal, riaperture ed ecommerce: l’analisi del CEO Giustini

Il risultato della graduale riapertura dei punti vendita di Prénatal Retail Group, a partire dal 14 aprile, ha confermato la bontà della decisione del Governo di riaprire i negozi per bambini, nel massimo rispetto delle disposizioni di sicurezza per clienti e addetti alla vendita.

Nel corso della settimana che si è conclusa sabato 18 aprile, i primi 86 negozi Bimbostore e i 44 Prénatal incaricati alla riapertura (sono rispettivamente 97 e 162 quelli totali sul territorio nazionale) hanno infatti registrato vendite del tessile (completi per culle, carrozzine, lettini), e abbigliamento pari mediamente al 50% del totale venduto. Nella sola giornata di martedì 14 aprile, primo giorno utile, il risultato è quadruplicato rispetto allo stesso giorno dell’anno precedente.

Il nostro dato conferma che i prodotti tessili e l’abbigliamento, unitamente ai generi di prima necessità come ad esempio baby food, rappresentano un’esigenza reale per le mamme con bambini in fase di rapida crescita”, commenta il CEO di Prénatal Retail Group Amedeo Giustini.

Nella stessa settimana ha continuato a crescere l’intera attività di e-commerce Prénatal il cui sito ha elaborato ordini con componente tessile per il 60%.

Quanto al periodo di chiusura dei negozi, l’aumento di vendite online per Prénatal è stato significativo: il numero di ordini ha segnato +1500% rispetto al mese precedente (i volumi complessivi sono di 20 volte superiori all’abituale) ed è stata estesa anche la possibilità di gestire le “liste nascite a distanza”. Nello stesso periodo è stata fatta la consegna a domicilio di 4.300 prenotazioni di prodotti effettuate prima della quarantena e il nuovo servizio “drive-in” ha consentito il ritiro di 2.860 ordini.

Complessivamente, l’e-commerce di tutte le insegne Prénatal Retail Group ha segnalato un balzo in avanti del 95% nel numero di nuovi utenti e il numero ordini è stato 15 volte superiore rispetto al mese precedente.

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